Home Salute Pagina 226

Salute

Covid, Iss “La sorveglianza deve includere tutti i positivi”

ROMA (ITALPRESS) – “L’importanza di monitorare i casi attraverso la sorveglianza non va confusa con i criteri con cui si decidono le indicazioni per casi e contatti”, pertanto la sorveglianza “dovrebbe includere tutti i positivi, e non solo i casi con sintomatologia più indicativa di Covid-19, quali sintomi respiratori, febbre elevata, alterazione gusto e olfatto etc”. Lo evidenzia nelle Faq pubblicate sul proprio sito l’Istituto superiore della Sanità, sottolineando che “la maggior parte delle infezioni, in particolare nei soggetti vaccinati, decorre in maniera asintomatica o con sintomatologia molto sfumata. Non sorvegliare questi casi, limiterebbe la nostra capacità di identificare le varianti emergenti, le loro caratteristiche e non potremmo conoscere lo stato clinico che consegue all’infezione nelle diverse popolazioni (esempio per età, stato vaccinale, comorbidità)”.
Inoltre, sempre secondo l’Iss, “non renderebbe possibile monitorare l’andamento della circolazione del virus nel tempo e, di conseguenza, i rischi di un impatto peggiorativo sulla capacità di mantenere adeguati livelli di assistenza sanitaria anche per patologie diverse da Covid-19”.
(ITALPRESS).

Aifa “Non esistono antibiotici efficaci per il Covid-19”

ROMA (ITALPRESS) – In merito alle recenti notizie di stampa relative alla carenza dell’azitromicina anche a seguito del suo utilizzo eccessivo e improprio per il Covid-19, Aifa precisa che “l’azitromicina, e nessun antibiotico in generale, è approvato, nè tantomeno raccomandato, per il trattamento di Covid-19”. Fin dall’inizio della pandemia, Aifa, si legge in una nota, “ha scoraggiato fortemente l’uso dell’azitromicina per il Covid. Come ampiamente dimostrato da numerosi e ben condotti studi clinici pubblicati sulle migliori riviste internazionali, non vi è alcuna evidenza che l’utilizzo dell’azitromicina abbia un effetto protettivo sulla evoluzione di Covid-19, nè in termini di riduzione della trasmissione, nè dei tempi di guarigione, o della mortalità. Esistono evidenze chiare e inequivocabili per non utilizzare più in alcun modo azitromicina o altri antibiotici nel trattamento del Covid-19, come chiaramente indicato da tutte le linee-guida internazionali per il trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2”.
Aifa ricorda altresì che “gli antibiotici non sono efficaci per il trattamento di nessuna infezione virale, inclusa l’influenza stagionale”. “L’uso indiscriminato dell’azitromicina o di ogni altro antibiotico, oltre a non avere alcun fondamento scientifico, espone al duplice rischio di creare condizioni di carenza di antibiotici per i soggetti che ne abbiano effettivamente bisogno per trattare infezioni batteriche e di aumentare il rischio di sviluppo e diffusione di batteri resistenti agli antibiotici. A questo proposito – continua la nota – Aifa chiarisce che, dalle verifiche effettuate, la carenza attuale non deriva da esportazioni o altre anomalie distributive, ma dalla prescrizione del farmaco al di fuori delle indicazioni previste. Premesso che l’Aifa ha già messo in atto, come sempre in questi casi, tutte le misure di contrasto alla carenza per assicurare il farmaco per gli usi autorizzati, l’Agenzia richiama tutti, prescrittori e cittadini, alla responsabilità di usare le terapie antibiotiche solo ove indicate”.
Secondo Aifa “utilizzare gli antibiotici con attenzione e prudenza deve essere un impegno e un dovere per tutti, dai professionisti sanitari alla popolazione generale, come principale arma di contrasto al problema della resistenza agli antibiotici che rappresenta, anch’essa oltre al Covid-19, una delle sfide principali a livello globale sia per la sanità che per l’ecosistema in generale”.
(ITALPRESS).

Covid, 184.615 nuovi casi e 316 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Ancora un calo dei nuovi casi Covid in Italia. Il numero dei positivi, secondo il bollettino del ministero della Salute, è pari oggi a 184.615, meno rispetto ai 196.224 resi noti nelle 24 ore precedenti ma con un numero leggermente inferiore di tamponi effettuati, 1.181.179 e che produce un tasso di positività quasi stabile al 16,61%. Lieve crescita dei decessi, 316 (+3).
Gli attualmente positivi salgono di 101.458 unità raggiungendo un numero complessivo di 2.323.518. Si conferma la crescita dei reparti ordinari, con 17.648 ricoverati (+339), così come la battuta d’arresto nelle terapie intensive, dove attualmente sono ricoverati in 1.668 (-1) con 156 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 2.304.202 persone. Sul fronte delle regioni si evidenzia la Lombardia prima per numero di nuovi casi (39.683), seguita da Campania (24.451) ed Emilia Romagna (20.548).
(ITALPRESS).

Cittadini (Aiop) “Riorganizzare Ssn per evitare la rinuncia alle cure”

ROMA (ITALPRESS) – “La riorganizzazione del SSN e il suo forte sostegno finanziario sono due priorità assolute per il nostro Paese. Solo così la sanità italiana può ritrovare un ruolo centrale nella società. Un ruolo che significa quantità e qualità delle prestazioni garantite ai cittadini e, prima ancora, concretezza degli investimenti destinati a migliorare l’accesso alle cure”. Lo evidenzia la presidente di Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata, Barbara Cittadini, che aggiunge: “La pandemia ha influito negativamente sul sistema sanitario, per via delle restrizioni imposte per arginare il contagio e per il costante aumento dei ricoveri, con ospedali sempre più sotto stress, con carenza di posti letto e di ambulanze e Pronto soccorso in perenne affanno”.
La presidente di Aiop rileva che, “come evidenziato dal Bilancio di welfare delle famiglie italiane di Cerved, nel 2021 oltre la metà dei nuclei familiari, il 50,2%, ha rinunciato alle prestazioni sanitarie e ciò nonostante è aumentata la spesa delle famiglie per la salute. Secondo il rapporto le cause sono dovute nello specifico a problemi economici, impossibilità di fruire di visite e di prestazioni e inadeguatezza dell’offerta”.
Cittadini indica, quindi, che “tra gli elementi da rivalutare vi sono anche l’incremento dell’offerta degli ospedali di diritto pubblico e privato del SSN, dell’assistenza territoriale, la medicina di prossimità e una vera riorganizzazione del personale, che si avvalga di nuove assunzioni di medici e infermieri e di una mirata attività formativa professionale”.
“E’ necessario e irrinunciabile che le risorse stanziate con la Manovra e quelle previste con il Pnrr contribuiscano a migliorare, realmente, la situazione e rilanciare un SSN che ha già le potenzialità per continuare a garantire e tutelare il diritto alla salute delle persone se adeguatamente finanziato ed efficientato”, conclude la presidente di Aiop.
(ITALPRESS).

Accordo Inps-Agenas per semplificare il certificato oncologico

ROMA (ITALPRESS) – Una procedura semplice e uniforme per rendere più agili e rapide valutazioni, accertamenti e gestione di informazioni per i pazienti oncologici. Questo l’obiettivo dell’accordo fra Inps e Agenas per il certificato oncologico telematico introduttivo. La proposta congiunta è quella di stabilire modalità uniformi per il rilascio del certificato , emesso direttamente e immediatamente da chi fa la diagnosi. Tale procedura, realizzata già in molte buone pratiche grazie al sostegno di Direzioni aziendali innovative e con la partecipazione di servizi e di personale formato e abilitato, consentirebbe a livello nazionale una uniformità procedurale, con indubbi vantaggi quali la riduzione dei tempi di latenza tra la diagnosi e l’accertamento in pazienti con gravi patologie e talvolta con aspettativa di vita breve; l’esaustività ed appropriatezza delle informazioni cliniche per l’accertamento delle commissioni da remoto e nessun onere per il paziente; la pronta fruibilità organizzativa e gestionale: le esperienze dimostrano che si riducono revisioni e contenziosi, senza aggravio di risorse umane o economiche.
Le esperienze condivise nell’ambito di un incontro che si è svolto a Roma dimostrano come la procedura messa in atto da alcune aziende ospedaliere, anche se in forme diverse, abbia prodotto: un aumento del 10% domande di disabilità/nuove diagnosi cancro-anno; la riduzione tempo intercorso tra diagnosi e presentazione domanda da una media di 121 giorni a 67 giorni; il 100% dei pazienti valutati entro 15 giorni; la netta riduzione numero di riesami.
“Una buona pratica che diventa strutturale – commenta il presidente dell’Inps Pasquale Tridico – è ancora più importante se, come nel caso del Certificato oncologico introduttivo, permette una valida semplificazione nella vita delle persone più fragili. Grazie alla collaborazione tra Agenas e Inps è oggi possibile allargare e implementare a livello nazionale una sperimentazione realizzata in alcune regioni dall’Istituto, portando indubbi vantaggi nei servizi ai cittadini. E’ un passo avanti e fondamentale nel perimetro della nostra missione sociale come Istituto al servizio dei cittadini e del Paese, oltre a rappresentare un ulteriore tassello nell’ambito delle strategie di innovazione di Inps, sempre più mirate a migliorare l’accessibilità delle prestazioni e che, nell’ambito sanitario, potrebbe avere una straordinaria evoluzione con l’accesso ai dati del fascicolo elettronico sanitario”.
“Agenas – dichiara il presidente Enrico Coscioni – nell’ambito dell’Osservatorio delle Reti Oncologiche Regionali, ha promosso un gruppo di lavoro sui Diritti esigibili del Paziente Oncologico a cui partecipano rappresentanti dell’Agenzia, del Ministero della Salute, di società scientifiche e FAVO, al fine di promuovere l’efficientamento delle procedure di riconoscimento dei diritti esigibili dei pazienti oncologici. Siamo molto soddisfatti che il lavoro portato avanti da AGENAS sia stato accolto e condiviso da INPS che già aveva percorso questa strada, con il comune scopo di agevolare e semplificare ogni utile procedura per il riconoscimento dei benefici già regolamentati a favore dei pazienti oncologici”.
“Grazie al confronto di oggi – sottolinea il direttore Generale dell’Agenas, Domenico Mantoan – emergono la fattibilità e i vantaggi di esperienze pilota innovative che facilitano i pazienti e la comunicazione tra parti del sistema di welfare. Su queste basi, continueremo a lavorare in modo congiunto con l’INPS e insieme alle Regioni per la definizione di un protocollo nazionale che individui i criteri generali per l’attuazione uniforme; spetterà poi alle Regioni e Province autonome l’attuazione nei propri ambiti. Sarà importante il coinvolgimento del mondo professionale e la messa a disposizione di mezzi e di formazione per i Medici certificatori”.
“Il riconoscimento della disabilità oncologica – afferma Elisabetta Iannelli, segretario Generale della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia FAVO – è il prerequisito fondamentale affinchè i malati di cancro e i loro caregiver possano accedere a benefici giuridici ed economici e di tutela del lavoro. Il corretto e rapido accertamento dell’invalidità e dell’handicap semplifica la vita dei malati stravolta dal tumore e dalle terapie. Favo, che da sempre si batte a favore dei diritti e della semplificazione burocratica, apprezza questa risposta di impegno concreto da parte di Inps ed Agenas, annunciata nonostante le criticità causate dal Covid”.
“In tema di certificato introduttivo oncologico occorre premettere che da anni l’Istituto – dichiara il direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele – ha recepito e assecondato le istanze rappresentate dal complesso mondo della disabilità circa la necessità di semplificare le procedure accertative e rendere tempestivi tutti gli interventi assistenziali previsti. In questo senso Inps, come mandato del Legislatore, si è fatto garante del pieno accesso dei cittadini a diritti sanciti dalla Costituzione”.
“Il certificato introduttivo oncologico, così come il certificato introduttivo pediatrico, persegue esattamente la finalità di semplificare l’accesso a tali diritti e garantire l’appropriatezza scientifica di quanto diagnosticato clinicamente – sottolinea il direttore del Coordinamento Medico Legale dell’Inps, Raffaele Migliorini – tale appropriatezza rappresenta il presupposto fondamentale per il corretto riconoscimento dei benefici assistenziali previsti dalla norma”.
(ITALPRESS).

Allarme per visite e controlli rimandati o cancellati

ROMA (ITALPRESS) – Le prestazioni sanitarie tornano ad essere a rischio e a farne le spese saranno soprattutto i più fragili. Da lunedì 10 gennaio è scattato lo stop ai ricoveri programmati e alle attività di specialistica ambulatoriale non urgenti nelle strutture sanitarie pubbliche della Regione Campania. In Piemonte le visite non urgenti erano già state sospese a dicembre. Campania e Piemonte sono solo le regioni che hanno ufficializzato l’emergenza: la verità è che all’Osservatorio Malattie Rare giungono continuamente segnalazioni provenienti da tutto il territorio nazionale.
“Le denunce dei ritardi a danno dei pazienti sono tante, troppe – denuncia Ilaria Ciancaleoni Bartoli, Direttrice dell’Osservatorio Malattie Rare-OMaR – e sembra che nessuna regione italiana sia risparmiata. Il Governo ha stanziato 500 milioni ad agosto e altri 500 milioni sono approvati dalla legge di bilancio, ma i malati rari e cronici non hanno tempo di aspettare, rischiano che la propria situazione si aggravi irreversibilmente, rischiano di morire nell’attesa. E’ tempo che le risorse siano riallocate in maniera definitiva, creando percorsi dedicati in tutti i presidi. L’emergenza ormai dura da troppo tempo, non è più una questione differibile”.
Sono 13 milioni le visite specialistiche sospese a causa del Covid-19, 300mila i ricoveri non effettuati, 500mila gli interventi chirurgici rimandati e ben 4 milioni gli screening oncologici posticipati. Una situazione di ritardo endemico ormai non più accettabile.
“Le segnalazioni che arrivano alla nostra associazione – spiega Massimo Chiaromonte, Presidente dell’Associazione Nazionale Porpora Trombotica (ANPTT) – testimoniano che i pazienti stanno riscontrando difficoltà di accesso alle visite di follow-up, a macchia di leopardo, su tutto il territorio nazionale. Parliamo di ritardi delle visite programmate, ma anche dell’impossibilità di accedere a prestazioni in convenzione, di liste d’attesa infinite, di disagi di varia natura che si susseguono dalla Lombardia alla Sicilia”.
“Stiamo riscontrando fortissime difficoltà da parte delle circa 1.000 famiglie con disabilità gravissima che rappresentiamo – afferma Fortunato Nicoletti, Vicepresidente dell’Associazione Nessuno è Escluso, attiva prevalentemente (ma non solo) sul territorio lombardo – per i nostri bambini anche un controllo sta diventando impossibile. La disabilità gravissima necessita di risorse straordinarie anche per la gestione dei controlli di routine. Considerate che per fare una tac a una persona con disabilità gravissima è necessario il ricovero in terapia sub-intensiva per almeno una notte, ma i reparti sono stati riconvertiti per la gestione dei pazienti Covid. Di conseguenza i controlli per i nostri bambini e ragazzi sono rimandati a data da destinarsi. Ma le nostre indifferibilità sono diverse da quelle generali, i nostri ragazzi non hanno tempo, non possiamo aspettare”.
“Anche dalla Sardegna arrivano notizie pessime – riporta Giorgia Tartaglia, Vicepresidente VIPS Onlus e Direttivo Coordinamento Lazio Malattie Rare – parliamo di liste d’attesa lunghissime anche per pazienti oncologici, di attese di quattro o cinque mesi per una visita specialistica dopo la diagnosi. Quando sappiamo bene che nella lotta al cancro il tempismo è tutto. Parliamo però anche della carenza ormai endemica di specialisti, ma anche di medici di medicina generale e pediatri di base, ci sono intere comunità prive di continuità assistenziale. Si tratta di una tragica generale carenza di presa in carico che sta aggravando le condizioni di salute dei pazienti sardi. Le segnalazioni che abbiamo ricevuto sono davvero numerose, tra i molti disservizi abbiamo appreso che lo sportello malattie rare di Sassari di fatto non riesce a garantire attività continuativa. Anche in questo caso non per mancanza di buona volontà ma perchè i pochi medici che ci sono devono compensare la carenza generale”.
Una denuncia importante arriva anche dai malati reumatologici piemontesi, relativa proprio alle recenti disposizioni della Regione in tema di emergenza Covid-19 relative alla riprogrammazione delle attività ospedaliere e di specialistica ambulatoriale. “Così si escludono di fatto tutte le attività di assistenza ai malati reumatologici creando disuguaglianza nella assistenza a malati cronici e con disabilità spesso gravissime – si legge nella lettera firmata dal CReI-Collegio reumatologi Italiani e dalla SIR-Società Italiana di Reumatologia e da una lunga serie di specialisti e Associazioni dedicate a patologie reumatologiche immunologiche e rare coordinate da Silvia Tonolo e Maddalena Pelagalli – […] La sospensione delle attività specialistiche nella prima ondata di infezione ha determinato un ulteriore aumento delle tempistiche delle liste di attesa per i pazienti reumatologici con danno grave nella loro assistenza. L’adeguata gestione delle cronicità è fondamentale per contenere l’impatto della pandemia”.
(ITALPRESS).

Angelini Pharma, Rafal Kaminski è il nuovo direttore scientifico

ROMA (ITALPRESS) – Angelini Pharma, azienda farmaceutica internazionale parte di Angelini Industries, ha nominato Rafal Kaminski nuovo Direttore Scientifico. Kaminski vanta una grande esperienza internazionale in Ricerca e Innovazione farmaceutica e guiderà la strategia di Ricerca e Sviluppo di Angelini Pharma. Inizierà il suo ruolo nel gennaio 2022.
“Sono entusiasta della nomina di Rafal che completa il nostro leadership team. Sarà fondamentale per permetterci di sviluppare una solida leadership nel campo della salute mentale e delle malattie rare”, ha commentato Pierluigi Antonelli, Chief Executive Officer Angelini Pharma. “Rafal porta con sè un significativo bagaglio di esperienze avendo guidato il processo di ricerca, dalla scoperta allo sviluppo clinico, di piccole molecole innovative. Guiderà la nostra strategia di sviluppo della pipeline attuale e futura, compreso il nostro modello di ricerca e innovazione”, ha proseguito.
Negli ultimi 15 anni, Rafal Kaminski ha ricoperto ruoli di responsabilità in R&S presso UCB Pharma in Belgio e Roche in Svizzera. Arriva in Angelini Pharma da OncoAndredi Therapeutics, un’azienda biotech leader in Polonia, in cui ha ricoperto il ruolo di Direttore Scientifico e membro del Consiglio Di Amministrazione.
“Sono molto contento di entrare a far parte di Angelini Pharma e di contribuire alle attività di ricerca e innovazione – ha commentato Rafal Kaminski -. Angelini Pharma ha una pipeline importante in una vasta rete di aree terapeutiche e sono desideroso di usare la mia esperienza per guidare l’eccellente squadra di R&S di Angelini Pharma, in collaborazione con il leadership team”.
Rafal Kaminski ha conseguito la laurea in Medicina e il dottorato in Farmacologia presso l’Università di Medicina di Lublino, in Polonia, e ha completato la sua formazione post-dottorato presso la Radboud University nei Paesi Bassi e presso i National Institutes of Health negli Stati Uniti. Ha conseguito, inoltre, il diploma in Medicina Farmaceutica presso la ULB in Belgio.
(ITALPRESS).

Gemelli Giglio di Cefalù, interventi di ginecologia oncologica con robot

CEFALU’ (PALERMO) (ITALPRESS) – Il centro di ginecologia oncologica e dell’endometriosi del Gemelli Giglio di Cefalù ha avviato l’attività chirurgica con i primi due interventi eseguiti uno con tecnica robotica e l’altro con tecnica laparoscopica.
Nel primo caso è stato impiegato il Robot Da Vinci per una procedura di isterectomia radicale per cancro dell’endometrio con biopsia del linfonodo sentinella pelvico su una paziente di 72 anni. Per individuare il linfonodo sentinella è stato utilizzato il colorante verde di indocianina (ICG) sfruttando i nuovi sistemi con telecamere ad infrarossi offerte dalla tecnologia robotica.
“L’intervento – ha spiegato Giulio Sozzi, responsabile del centro di ginecologia oncologica e dell’endometriosi del Gemelli Giglio – ha avuto una durata di tre ore, non vi sono state problematiche intraoperatorie. La paziente ha avuto una rapida ripresa clinica tanto da essere stata dimessa in ottime condizioni di salute in quarta giornata post operatoria. L’applicazione della ricerca del linfonodo sentinella ai tumori ginecologici – ha aggiunto Sozzi – ha rappresentato un importante innovazione in ginecologia oncologica permettendo di identificare l’eventuale presenza di malattia linfonodale attraverso procedure sempre meno invasive e meno impattanti sull’outcame fisico della paziente”.
Il secondo intervento è stato eseguito su una paziente di 43 anni siciliana affetta da endometriosi pelvica sintomatica. La procedura è stata effettuata per via laparoscopica con l’asportazione di tutti i focolai endometriosici sia ovarici che peritoneali.
“L’intervento – ha rilevato Giulio Sozzi – è stato condotto nell’ottica di risparmiare la fertilità con l’intento di dare una chance alla paziente non solo di risolvere la sintomatologia dolorosa ma anche di poter tentare di cercare una gravidanza”.
Il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano si è detto particolarmente soddisfatto per l’avvio delle attività chirurgiche del neo centro del Gemelli Giglio: “L’endometriosi è una patologia cronica recidivante che spesso per la sua complessità costringe le donne che ne sono affette a ricercare specialisti dedicati al di fuori della Sicilia. Vorremmo dare con questo nuovo centro una risposta nella nostra regione”.
(ITALPRESS).