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Covid, 7.270 contagi e 30 morti, salgono ricoveri e terapie intensive

ROMA (ITALPRESS) – Nuova crescita dei casi di coronavirus nel Paese. Secondo i dati forniti dal ministero della Salute i nuovi positivi sono 7.270, in salita rispetto ai 6.968 registrati nelle 24 ore precedenti, ma a fronte di un numero inferiore di tamponi processati, 216.969 e che determina un tasso di positività al 3,35%. Sono invece 30 i decessi. I guariti sono 4.715, per un totale di 4.170.810 da inizio emergenza, mentre gli attualmente positivi crescono di 2.524 raggiungendo il totale di 121.285. Dal fronte ospedaliero si evidenzia una crescita dei ricoveri nei reparti ordinari, dove sono ospitati 2.975 pazienti, in salita di 27. Tornano ad aumentare anche le terapie intensive, con 352 ricoverati, che equivale a un incremento di 15 unità con 40 nuovi ingressi. Le persone in isolamento domiciliare sono 117.958. La Sicilia con 1.134 nuovi casi si conferma essere la regione dove si registra un incremento più sostenuto dei contagi, seguita da Toscana (876) e Lombardia (679). Al contrario le regioni dove si evidenzia una minore crescita sono Valle d’Aosta (1) e Molise (4).
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Firmato decreto per nuova remunerazione delle farmacie

ROMA (ITALPRESS) – E’ stato firmato dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, il decreto che stabilisce i criteri della nuova remunerazione a favore delle farmacie per la dispensazione del farmaco a carico del Ssn. “Voglio ringraziare, anche a nome di tutto il Consiglio di Presidenza, il ministro Speranza e il Governo per aver creduto nel ruolo che le farmacie hanno dimostrato di poter svolgere in un momento così complesso per il Paese”, sottolinea Marco Cossolo, presidente di Federfarma. “Lavorare insieme alle Istituzioni pubbliche, soprattutto in questa fase di grave emergenza, potrà senz’altro contribuire a risolvere la crisi sanitaria e, al contempo, potrà aiutarci a definire quel nuovo modello di farmacia efficace, efficiente, pronta a rispondere ai nuovi bisogni di salute dei cittadini. Un sentito grazie alle farmacie per aver saputo meritare la fiducia delle Istituzioni operando ogni giorno con professionalità, rinnovato impegno e spirito di servizio”, conclude.
“La firma del decreto è un passo strategico verso il sistema di remunerazione che valorizzerà progressivamente il ruolo professionale del farmacista in farmacia, sulla base dei servizi resi a favore dei cittadini e solo parzialmente legato al prezzo del farmaco. Il servizio reso dalle farmacie alla collettività durante questo periodo di emergenza sanitaria ne ha confermato il ruolo di primo presidio sanitario di prossimità”, dichiara Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma.
Il nuovo modello di farmacia, oltre al farmaco, assicura ai cittadini una serie di prestazioni professionali aggiuntive, sicchè per Federfarma risulta auspicabile, a regime, che si intervenga a un modello di remunerazione collegato anche ai servizi resi ai cittadini, così da valorizzare quelle caratteristiche di resilienza, prossimità e tempestività nella risposta che hanno reso la farmacia un efficiente presidio territoriale integrato nel Ssn.
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Vaccini in spiaggia e premi, sprint a Ferragosto per riaprire scuole

ROMA (ITALPRESS) – C’è chi ha scelto di vaccinare sul litorale affollato di bagnanti e chi nei centri storici, chi all’interno dei grandi hub metropolitani e chi nei piccoli centri di provincia, chi punta sulle fasce di età dai 50 in su, preoccupato dalla ripresa dei contagi e dei ricoveri nelle terapie intensive, e chi decisamente sui giovani tra i 12 e i 19 anni, in vista della volata di fine agosto per mettere in sicurezza l’avvio dell’anno scolastico. “A Ferragosto, così come già in questi giorni, le Aziende sanitarie pubbliche moltiplicheranno i loro sforzi per vaccinare gli italiani ancora non immunizzati, nella consapevolezza che questo periodo è decisivo per scongiurare scenari che ci riportino indietro nella gestione della pandemia e per far partire il nuovo anno scolastico in sicurezza”. Così Giovanni Migliore, Presidente della Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere (FIASO), ha commentato l’impegno delle Aziende sanitarie pubbliche per la campagna di vaccinazione anche nella giornata di Ferragosto.
“Anche in questo mese, compresa la giornata di Ferragosto – ha proseguito Migliore – le Aziende hanno programmato una serie di iniziative per la campagna vaccinale caratterizzate da soluzioni organizzative e gestionali innovative, semplificando l’accesso per i cittadini, spostando le èquipe vaccinali nei luoghi di vacanza, evitando il più possibile le prenotazioni e ricorrendo in alcuni casi anche a gadget premio per i più giovani. Una presenza costante, determinata ma discreta, per non perdere di vista un obiettivo prioritario per la tutela della salute degli italiani, ma preoccupandosi al tempo stesso di contribuire a garantire il diritto al riposo e alle vacanze”.
L’Asst Nord Milano vaccinerà dalle 9 alle 20 anche il giorno di Ferragosto. 2.000 vaccinazioni al giorno, effettuate su prenotazione, che si affiancano alle vaccinazioni effettuate nei giorni scorsi nei mercati dei sei comuni del territorio della ASST (Bresso, Cinisello, Cologno, Cormano, Cusano e Sesto San Giovanni), eseguite attraverso unità mobile vaccinale, con accesso libero dalle 8,00 alle 13,00.
Elisabetta Fabbrini, Direttore generale della ASST Nord Milano, precisa che “il Centro Vaccinale Pirelli Hangar Bicocca di Milano continuerà a vaccinare senza sosta, anche a Ferragosto, e proseguirà anche in agosto l’organizzazione di iniziative di prossimità nei Comuni del territorio della ASST Nord Milano. Vogliamo essere là dove sono i cittadini e offrire l’opportunità di vaccinarsi anche ai più resistenti e a chi ha difficoltà a spostarsi. Da un anno e mezzo – prosegue Fabbrini – lottiamo senza sosta contro il virus. Uno sforzo incredibile di tutti i nostri professionisti, anche per cambiare tempestivamente organizzazione e assistenza in funzione delle fasi pandemiche. Ora abbiamo un’arma contro il virus e non possiamo fermarci”. Molto diffusa la scelta di vaccinare senza prenotazione, in maniera da semplificare al massimo l’accesso. Sarà così, per esempio, a Rieti, presso la Caserma Verdirosi, dove la ASL di Rieti organizza un Open hub con vaccinazione dai 12 anni in su. Per Marinella D’Innocenzo, Direttore generale della ASL di Rieti. “Con l’Open hub, che sarà attivo dal 13 al 23 agosto, la ASL di Rieti vuole permettere di vaccinarsi ai cittadini che non lo hanno ancora fatto e avviare la vaccinazione degli studenti delle scuole del territorio della provincia di Rieti, un primo passo in vista dell’attivazione del Piano Scuole Sicure 2021-2022, in corso di elaborazione in vista del nuovo anno scolastico, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale”. Modalità di accesso mista nel territorio della Azienda USL della Romagna, che copre tre province, Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena, e avrà 14 punti vaccinali attivi il giorno di Ferragosto, due dei quali mobili, uno a Rimini e uno sul litorale di Ravenna (operativi dalle 18,30 alle 22,30). Pei i due punti vaccinali mobili non sarà necessaria alcuna prenotazione, per gli altri si potrà optare per la prenotazione standard o anche last minute, dalle 15,00 del pomeriggio precedente.
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Eutanasia, Speranza “Trovare sintesi nel dibattito parlamentare”

ROMA (ITALPRESS) – Tramite stampa il ministro della Salute Roberto Speranza ha risposto a Mario, 43 enne tetraplegico con gravi patologie e condizioni irreversibili a causa di un incidente, che un anno fa ha chiesto alla sua ASL di verificare la sussistenza delle condizioni enucleate dalla Corte costituzionale per poter accedere al suicidio assistito. Dopo il primo diniego, insieme ai legali dell’Associazione Luca Coscioni coordinati dal segretario Filomena Gallo, Mario ha presentato un ricorso di urgenza al Tribunale di Ancona, affinchè fosse ordinata all’ASL la verifica delle sue
condizioni, ricorso che si è concluso con l’ordinanza del Collegio del Tribunale Civile di Ancona, all’indirizzo dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche di provvedere, previa acquisizione del relativo parere del Comitato etico territorialmente competente, ad avviare l’iter previsto dalla Corte Costituzionale, a partire verifica delle condizioni.
Nonostante l’ordinanza del tribunale dall’ASUR Marche non è ancora arrivato alcun segnale.
Mario nei giorni scorsi si è rivolto, con una lettera, all’Asur e alle Istituzioni, compreso il ministro Speranza, che oggi, tra le altre cose, ha risposto: “Il Ministero della Salute ha avviato già nei mesi scorsi un confronto con le Regioni che ha l’obiettivo di superare due problemi che rischiano di ostacolare l’attuazione della sentenza della Consulta o di produrre una sua applicazione non omogenea nei diversi territori. Il primo riguarda una ricognizione regione per regione sulla natura e sulla composizione dei comitati etici territoriali, per verificare la loro presenza e la loro adeguatezza a svolgere il delicato ruolo che la Consulta ha affidato loro, sottolineando la necessità di un «organo collegiale terzo, munito delle adeguate competenze, il quale possa garantire la tutela delle situazioni di particolare vulnerabilità». Il secondo riguarda l’opportunità di un’intesa fra Governo e Regioni, che possa consentire a queste ultime di fornire indicazioni chiare e univoche alle rispettive aziende sanitarie locali sulla procedura di applicazione del dispositivo della Consulta. La Sua lettera, per tante ragioni, meritava una risposta. Ora continueremo a lavorare in silenzio, per ciò che il governo può fare nell’ambito delle sue competenze, per consentire l’applicazione più uniforme possibile, al di là di ogni legittima posizione politico-culturale, della sentenza della Corte Costituzionale, nel rigoroso rispetto dei requisiti molto chiari e stringenti che essa ha stabilito. Mi sembra anche il modo migliore di rispettare il lavoro del Parlamento, che alla Camera ha ripreso ad affrontare il tema, e più in generale di un dibattito etico e culturale che su questa materia è molto vivo nella società e che auspico possa trovare sintesi proprio nel dibattito parlamentare”.
Questa la replica di Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni: “Prendiamo atto della risposta del Ministro della Salute Speranza alla lettera aperta di Mario, dando dunque atto dell’importanza del tema sollevato da una persona che in gravi condizioni di malattia e sofferenza da 10 anni chiede da quasi un anno di porre fine alle proprie sofferenze. Si tratta di un diritto che la legge e la sentenza Cappato della Corte Costituzionale già tutelano, ma che il Sistema sanitario rifiuta di rispettare”.
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73 milioni di somministrazioni, Figliuolo “Trend positivo per i vaccini”

ROMA (ITALPRESS) – Oggi in Italia si raggiungeranno 73 milioni di dosi somministrate pari al 70% di persone raggiunte con prima dose – considerando la popolazione vaccinabile over 12 anni – e oltre il 65% di quelle completamente vaccinate. “Un grande risultato che si deve anche ai giovani nella fascia 12/19 anni che da soli hanno richiesto negli ultimi giorni oltre il 20% delle dosi ottenendo così la massima protezione nei confronti del Covid-19”, sottolinea la struttura commissariale per l’emergenza Covid-19.
“Dati che suddivisi per fasce di età permettono di avere un quadro confortante dove vediamo che il numero dei vaccinati raggiunge oltre il 91% nella fascia over 80, oltre 86% nella fascia 70-79, oltre 80% nella fascia 60-69, e oltre il 71% nella fascia 50-59”, prosegue la nota.
Il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo ha evidenziato l’andamento positivo della campagna, sottolineando tra le priorità “la fascia 50-59 che ha già completato il 71% di persone vaccinate, quella di raggiungere il più grande numero possibile di giovani e di persone che appartengono al settore scolastico e universitario, in modo da favorire la massima sicurezza per le riaperture degli istituti di formazione nel mese di settembre”.
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Covid attacca anche gli occhi, gel a base di ozono potrebbe proteggerli

ROMA (ITALPRESS) – Un gel oftalmico a base di ozono stabilizzato potrebbe fungere da barriera contro l’ingresso del virus SARS CoV-2 attraverso gli occhi, funzionando dunque un pò da “mascherina” per gli occhi, da “indossare” insieme alla classica mascherina chirurgica che copre naso e bocca. E’ la proposta che scaturisce da uno studio pubblicato sul numero di agosto di Traslational Vision Science & Technology, siglato da ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e dall’Università di Ferrara.
“I gel oftalmici all’ozono – spiega Stanislao Rizzo, professore ordinario di Oftalmologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma, e direttore UOC di Oculistica Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – sono già utilizzati per lenire i sintomi legati a patologie oculari di tipo infiammatorio, anche di origine infettiva; il nostro studio suggerisce che potrebbero avere anche un effetto barriera contro l’ingresso del virus attraverso gli occhi o il sistema naso-lacrimale. Si tratta tuttavia di uno studio in vitro, i cui risultati dovranno essere confermati da studi su modello animale e nell’uomo”.
Il virus SARS CoV-2 può penetrare nell’organismo anche attraverso gli occhi, come scoprì a sue spese un membro del National Expert Panel on Pneumonia americano inviato a Wuhan per un’ispezione; l’uomo, che non indossava presidi di protezione per gli occhi, sviluppò prima una congiuntivite, poi la classica polmonite da Covid-19. Altri studi hanno dimostrato che il virus può permanere negli occhi anche a distanza di alcune settimane dalla fase acuta della malattia. Gli occhi insomma sono un organo bersaglio del SARS CoV-2, in particolare in presenza di piccoli danni, come quelli che si verificano nella sindrome dell’occhio secco. Nei pazienti con Covid-19 ad essere colpite sono soprattutto le cellule mucipare ‘a calicè, mentre quelle della cornea e quelle congiuntivali, forse perchè protette dal film lacrimale che si rinnova ogni 5 minuti, sembrano più protette dall’infezione, a meno che non ci si trovi in una condizione come la sindrome dell’occhio secco. Questa osservazione ha portato a pensare che il film lacrimale possa agire come barriera protettiva anche contro il virus; ma in realtà si tratta di un’arma a doppio taglio, perchè se il virus riesce a penetrare nello strato delle lacrime, il loro drenaggio determina il suo arrivo nel sistema naso-lacrimale, da dove il SARS CoV-2 può facilmente penetrare nell’organismo, attraverso la sua via d’accesso preferita, il naso appunto.
“Da queste osservazioni – spiega il professor Rizzo – è nata l’idea di potenziare l’effetto barriera delle lacrime contro il SARS CoV-2, utilizzando uno speciale collirio a base di ozono”. Da tempo sono note le proprietà antimicrobiche dell’ozono, legate probabilmente alla sua capacità di indurre un temporaneo stress ossidativo (reagendo con gli acidi grassi polinsaturi e con l’acqua presenti sulla superficie degli occhi induce la produzione di perossido d’idrogeno, cioè di acqua ossigenata); questa a sua volta stimola la produzione di Nrf2 (nuclear factor-erythroid 2-related factor 2) che attiva la trascrizione di una serie di fattori anti-ossidanti, come la superossido dismutasi e la glutatione perossidasi.
L’ozono è utilizzato da tempo in medicina per disinfettare e trattare patologie infettive, vista la sua capacità di inattivare batteri, virus, funghi, lieviti e persino protozoi. La sua attività antivirale in particolare si esplica danneggiando il capside virale e alterando la replicazione virale attraverso la perossidazione.
“Essendo un gas – spiega il professor Rizzo – l’ozono è molto instabile, ma per renderlo idoneo ad un uso topico, si può stabilizzare facendolo reagire con un acido grasso monoinsaturo come l’acido oleico e creando così i cosiddetti ‘oli ozonatì, che mantengono le stesse proprietà dell’ozono gassoso e sono ben tollerati dai tessuti. Gli oli ozonati in nanoformulazione vengono già utilizzati sotto forma di collirio o di gel oftalmico per lenire i sintomi legati a patologie oculari di tipo infiammatorio, anche di origine infettiva; l’ozono peraltro facilita la guarigione dei danni corneali, minimizzando il rischio di cicatrizzazione e opacamento della cornea”.
Lo studio appena pubblicato su Translational Vision Science & Technology, ha valutato in vitro l’effetto di un gel oftalmico liposomico a base oli ozonati sulle cellule epiteliali della cornea umane infettate con il SARS CoV-2.
“Obiettivo dello studio – spiega il professor Rizzo – era di valutare se questo gel oftalmico fosse in grado di prevenire l’infezione da SARS CoV-2 nei tessuti superficiali dell’occhio e di valutare se, nei pazienti con sindrome dell’occhio secco, potesse contribuire a ripristinare l’integrità della superficie dell’occhio, riparando e rigenerando i microvilli congiuntivali”.
Obiettivi entrambi centrati perchè in questo studio, il gel oculare a base di ozono si è dimostrato in grado di inibire la replicazione virale e l’ingresso del virus nelle cellule della superficie dell’occhio (corneali e congiuntivali). Il gel oftalmico all’ozono inoltre si è dimostrato in grado di ripristinare la rigenerazione cellulare e di controllare l’infiammazione nella sindrome dell’occhio secco.
“In attesa di un vaccino in grado di bloccare anche la diffusione del virus – conclude il professor Rizzo – sono ancora scarse le misure che possono essere messe in atto per ridurre il rischio di contagio (mascherina, distanziamento sociale, lavare spesso le mani). E la superficie oculare rappresenta una potenziale via di entrata del virus, in particolare in caso di anomalie dei film lacrimale, come nella sindrome dell’occhio secco. Qualora i risultati di questa ricerca venissero confermati anche da studi su modello animale e nell’uomo, sarebbe dunque ipotizzabile proporre la somministrazione topica di gel oftalmici all’ozono per prevenire l’ingresso del SARS CoV-2 attraverso la superficie oculare; una misura di protezione da consigliare in primo luogo al personale sanitario e da estendere eventualmente a tutta la popolazione”.
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Covid, 6.968 nuovi casi 31 decessi e tasso positività al 3%

ROMA (ITALPRESS) – Nuova crescita dei casi di coronavirus nel Paese. Secondo i dati forniti dal ministero della Salute i nuovi positivi sono 6.968, in salita rispetto ai 5.636 registrati nelle 24 ore precedenti, ma a fronte di un numero inferiore di tamponi processati, 230.039 e che determina un tasso di positività al 3,02%. Sono invece 31 i decessi, incremento identico a quello registrato ieri. I guariti sono 4.450, mentre gli attualmente positivi crescono di 2.438 raggiungendo il totale di 118.761. Dal fronte ospedaliero si evidenzia una crescita dei ricoveri nei reparti ordinari, dove ad oggi sono ospitati 2.948 pazienti, in salita di 68. Tornano ad aumentare anche le terapie intensive, con 337 ricoverati, che equivale a un incremento di 15 unità con 40 nuovi ingressi (ieri erano stati 26). Le persone in isolamento domiciliare sono 115.476. La Sicilia con 868 nuovi casi si conferma essere la regione dove si registra un incremento più sostenuto dei contagi, seguita da Toscana (774) e Lombardia (768). Al contrario le regioni dove si evidenzia una minore crescita sono Valle d’Aosta (11) e Molise (17).
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Armare il sistema immunitario per combattere i tumori del sangue

MILANO (ITALPRESS) – Un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano – coordinati da Giulia Casorati, responsabile dell’Unità di Immunologia sperimentale dell’istituto – hanno identificato un nuovo approccio terapeutico per trattare i tumori del sangue, ingegnerizzando in laboratorio specifiche cellule immunitarie prelevate da donatori sani. Si tratta di linfociti T geneticamente modificati con un recettore, chiamato TCR, in grado di riconoscere la molecola CD1c, presente sulla superficie cellulare e associata a un particolare antigene lipidico (mLPA), sovra-espresso nelle cellule maligne.
La novità dello studio è racchiusa nel complesso formato da CD1c con mLPA, una sorta di meccanismo chiave-serratura, identico in tutti gli individui: il TCR identificato è quindi “universale”, cioè in grado di riconoscere le cellule tumorali di ogni paziente, senza barriere di istocompatibilità tra donatore e ricevente.
I risultati ottenuti – per ora solo su modelli sperimentali di leucemia acuta – mostrano come i linfociti T modificati per esprimere il TCR universale ritardano significativamente la progressione della malattia, senza aggredire i tessuti sani dell’ospite. Lo studio, pubblicato oggi su Nature Communications, è stato possibile grazie ai finanziamenti della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, del World Cancer Research e della Leukemia Lymphoma Society. Le leucemie acute rappresentano un gruppo eterogeneo di tumori del sangue causati dalla proliferazione incontrollata delle cellule staminali ematopoietiche e possono colpire sia bambini che adulti. Il tasso di recidiva delle malattie rimane ancora molto elevato nelle forme leucemiche più aggressive imponendo la ricerca di terapie più efficaci delle attuali. La frontiera più avanzata nella ricerca in questo campo è rappresentata dall’immunoterapia cellulare, che consiste nell’infondere i pazienti con linfociti T (precedentemente prelevati da un donatore sano), modificati geneticamente in laboratorio con un recettore TCR, in grado di riconoscere gli antigeni tumorali espressi dalle molecole HLA presenti sulla superficie cellulare.
“Il limite di questa strategia è dato dal fatto che le molecole HLA sono estremamente polimorfiche, diverse da individuo a individuo, pertanto si dovrebbe disporre di tanti TCR diversi da utilizzare a seconda del tipo di HLA espresso dal paziente. La situazione ottimale sarebbe quella di disporre di un TCR “universale” che riconosca tutte le cellule tumorali indipendentemente dalla barriera HLA, pronto per l’uso”, spiega Michela Consonni, prima autrice dello studio.
I ricercatori del San Raffaele hanno però trovato una possibile strategia alternativa: hanno modificato in laboratorio i linfociti T umani con un TCR universale in modo che possano riconoscere proprio l’antigene lipidico mLPA presentato sulla superficie cellulare dalle molecole CD1c, identiche in tutti gli individui.
“Ingegnerizzare i linfociti T con questo recettore ha notevoli vantaggi: il primo è correlato all’universalità di questo approccio terapeutico che permette di colpire tutti i tumori del sangue che esprimono la molecola CD1c. Il secondo è legato al fatto che la molecola CD1c è espressa esclusivamente da cellule di origine ematopoietica, pertanto non c’è il rischio di indirizzare i linfociti – armati col TCR specifico per il lipide mLPA – contro i tessuti sani del paziente, causando Graft-versus-Host Disease”, specifica Giulia Casorati, coordinatrice dello studio. “Il terzo aspetto non meno importante, è legato al fatto che dal punto di vista metabolico, mLPA è necessario per far crescere la cellula tumorale: le cellule sane, quindi, ne esprimono molto meno e non vengono così attaccate ed eliminate dai linfociti T ingegnerizzati”.
Dopo aver modificato e potenziato in laboratorio le cellule del sistema immunitario, il gruppo di ricerca del San Raffaele ha testato la loro efficacia su modelli sperimentali di leucemia acuta, mostrando come fossero in grado di ritardare la progressione della malattia e di inibire la crescita del tumore.
Lo studio esplora una strategia mai descritta precedentemente: grazie a questo approccio, infatti, ci potrebbe essere la possibilità in futuro di trattare tutti i pazienti con leucemia che esprimono le molecole target CD1c. “Ora stiamo approfondendo alcuni aspetti importanti che miglioreranno la sicurezza e l’efficacia di questa tecnica. Speriamo di essere in grado di definire una nuova strategia immunoterapeutica alternativa che possa andare a complementare quelle già esistenti, per ampliare le opzioni da offrire ai pazienti che vanno incontro a recidive”, conclude Casorati.
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