ROMA (ITALPRESS) – Sono 12.694 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 15.370) a fronte di 230.116 tamponi effettuati su un totale di 55.094.444 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità di oggi. Nelle ultime 24 ore sono stati 251 i decessi (ieri 310), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 116.927. Con quelli di oggi diventano 3.870.131 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 504.611 (-697), 477.652 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 23.648 di cui 3.311 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 3.248.593 con un incremento di 13.134 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (1.782), seguita da Campania (1.700), Puglia (1.278), Lazio (1.127) e Emilia-Romagna (1.104).
(ITALPRESS).
Coronavirus, 12694 nuovi casi e 251 decessi nelle ultime 24 ore
Superata in Italia quota 15 milioni somministrazioni di vaccini
ROMA (ITALPRESS) – Superata in Italia la quota di 15 milioni di somministrazioni di vaccini. E’ quanto fa sapere la Struttura Commissariale, guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo, che ha rilevato il dato di 15.099.777 somministrazioni dall’inizio della campagna vaccinale.
E’ stato somministrato l’87,2% delle dosi consegnate alle Regioni ed è in corso la distribuzione delle oltre 400 mila dosi di vaccino Moderna arrivate ieri sera all’hub nazionale di Pratica di Mare.
(ITALPRESS).
Coronavirus, 15.370 nuovi casi e 310 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 15.370 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 15.943) a fronte di 331.734 tamponi effettuati su un totale di 54.864.328 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità di oggi. Nelle ultime 24 ore sono stati 310 i decessi, che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 116.676. Con quelli di oggi diventano 3.857.443 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 505.308 (-1.430), 477.868 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 24.100 di cui 3.340 in terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 3.235.459 con un incremento di 16.484 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (2.546), seguita da Campania (2.232), Puglia (1.525), Lazio (1.378) e Sicilia (1.301).
(ITALPRESS).
Vaccini, record di 347.279 somministrazioni in Italia
ROMA (ITALPRESS) – Ieri in Italia sono state effettuate 347.279 somministrazioni di vaccini anti-Covid, una cifra record dall’inizio dalla campagna. Lo riferisce l’ufficio stampa della struttura commissariale guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo.
Intanto sono oltre 400.000 le dosi di vaccino Moderna di previsto arrivo nella serata di oggi all’hub nazionale vaccini della Difesa, situato all’interno dell’aeroporto militare di Pratica di Mare. Il lotto verrà distribuito alle Regioni a partire da domani.
(ITALPRESS).
Covid, Brusaferro “Rt sotto 1, calano ricoveri e contagi over 80”
ROMA (ITALPRESS) – “Nel resto d’Europa la curva è in salita, in Italia la curva è in lenta decrescita, quasi tutte le regioni hanno una decrescita, qualcuna ha valori in crescita. Il numero di nuovi casi per 100 mila abitanti è pari a 182 rispetto ai 185 della settimana scarsa, e rappresenta una decrescita consolidata. L’età mediana di contagiati e ricoveri cala, per i ricoveri è a 67 anni, e questo è l’effetto delle vaccinazioni. Il tasso di incidenza è più marcato per gli over 80. L’Rt è a 0,85, con il limite superiore che non supera l’1. Sui ricoveri c’è una lenta decrescita sia in area medica che in terapia intensiva. I dati di mortalità decrescono molto lentamente”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa sull’analisi dei dati dell’epidemia.
(ITALPRESS).
Covid, da Menarini un nuovo reagente per isolare l’Rna virale
FIRENZE (ITALPRESS) – Menarini Diagnostics, azienda del Gruppo Menarini, lancia Leasy Kit, un reagente innovativo, frutto della sua ricerca e totalmente “made in Italy”, per isolare l’RNA virale dopo il tampone molecolare. I vantaggi del Leasy kit sono un risparmio notevole di tempo, lavoro e risorse mantenendo alto il livello delle performance.
Mentre le metodiche tradizionali prevedono l'”estrazione e purificazione dell’RNA” virale dal campione prelevato al paziente, con tempi lunghi e costi maggiori, i team di Ricerca e Sviluppo Menarini hanno sviluppato una metodica innovativa. Con Leasy Kit la membrana esterna del virus che racchiude l’RNA viene dissolta rapidamente liberando l’RNA in soluzione con grande velocità, rendendolo disponibile per l’amplificazione con i test molecolari Covid-19.
Per semplificare, immaginiamo che l’RNA sia una pallina all’interno di una bottiglia dal collo stretto: con il metodo tradizionale bisogna estrarla, mentre con questa nuova tecnica la bottiglia viene semplicemente rotta.
Il nuovo reagente, nato dalla ricerca di Menarini Silicon Biosystems a Bologna, è già in produzione nei laboratori, appositamente realizzati, a Pisa.
“I nostri team di Ricerca e Sviluppo e Manufacturing hanno lavorato con determinazione in questi mesi per portare a disposizione dei laboratori una soluzione innovativa in grado di minimizzare tempi e costi delle routine molecolari, garantendo al contempo risultati accurati e ampia flessibilità”, ha commentato Fabio Piazzalunga, General Manager di Menarini Diagnostics e presidente di Menarini Silicon Biosystems.
“Si tratta del primo prodotto Menarini in diagnostica molecolare interamente sviluppato e prodotto in Italia. Grazie agli importanti investimenti fatti, siamo in grado di offrire soluzioni innovative che consentono di velocizzare i tempi e ridurre i costi”, ha aggiunto.
Il Leasy, essendo un kit che può essere utilizzato in combinazione con vari test di amplificazione, è indicato come Research Use Only e richiede una semplice validazione del laboratorio per essere utilizzato nell’ambito delle proprie routine.
(ITALPRESS).
Coronavirus, 15.943 nuovi casi e 429 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – In calo in Italia i casi di coronavirus. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute i nuovi positivi sono 15.943 (ieri erano stati 16.974), ciò a fronte di 327.704 tamponi effettuati con un tasso di positività che si attesta al 4,8%. I decessi tornano a salire a 429. I guariti sono 18.779 mentre gli attuali positivi anche oggi calano di 3.285 attestandosi su un totale di 506.738.
Ancora un nuovo significativo calo dei ricoverati nei reparti ordinari, dove oggi sono ospitati 24.743 con 744 pazienti in meno: 3.366 si trovano nelle terapie intensive con 51 degenti in meno complessivamente e 199 nuovi ingressi. In calo pure il numero che indica le persone in isolamento domiciliare, 478.629. Sul fronte del contagio nelle regioni la Lombardia registra il maggior numero di nuovi casi (2.431), seguita da Campania (1.994) e Puglia (1.537).
(ITALPRESS).
Tumore del colon, i batteri del microbiota causano metastasi al fegato
MILANO (ITALPRESS) – Perchè i pazienti con tumore del colon spesso sviluppano metastasi al fegato anche dopo la chirurgia e senza altri campanelli d’allarme? Come prevedere questa evoluzione? Da questi quesiti clinici è partito lo studio di Humanitas, in collaborazione con l’Unità Operativa di Chirurgia del Colon-Retto di Humanitas e lo IEO, i cui risultati sono stati da poco pubblicati sulla rivista Cancer Cell.
“La ricerca dimostra che la proliferazione di metastasi dal tumore primario al fegato dipende da quattro eventi: la modifica della barriera vascolare intestinale; la migrazione di batteri del microbiota dal tumore primario al fegato; la formazione nel fegato di una nicchia pre-metastatica e infine il richiamo delle cellule tumorali nel fegato e l’inizio del processo di metastasi”, spiega la professoressa Maria Rescigno, responsabile del Laboratorio di Immunologia delle mucose e microbiota di Humanitas, prorettore vicario con delega alla ricerca di Humanitas University e coordinatrice dello studio cui ha partecipato anche la dottoressa Alice Bertocchi.
La ricerca rientra nel programma ‘Immunity in Cancer Spreading and Metastasis’ (ISM) coordinato dal professor Alberto Mantovani e sostenuto da AIRC tramite i contributi del 5×1000. Gli studi hanno portato inoltre all’identificazione del batterio responsabile della migrazione dal colon al fegato e del biomarcatore che segnala le modificazioni a livello vascolare. Questo consentirà, in futuro, di predire se una persona potrà sviluppare metastasi al fegato, e decidere di conseguenza il tipo di trattamento più adatto e quanto distanziare i controlli di follow up.
La metastatizzazione di un tumore del colon avviene normalmente attraverso i linfonodi drenanti nel fegato o nei polmoni. Per questo, dopo l’operazione per rimuovere il tumore, i medici controllano se i linfonodi drenanti sono interessati dalla malattia. In caso affermativo si considera il paziente metastatico e si avvia una terapia più aggressiva.
Il problema si pone quando il paziente, anche se non ha mostrato metastasi nel linfonodo, in seguito sviluppa metastasi al fegato. L’ipotesi di partenza dello studio è che le cellule non arrivino nel fegato attraverso i vasi linfatici, ma tramite i vasi sanguigni.
“Ci siamo chiesti come questo possa avvenire. Per capirlo abbiamo svolto uno studio retrospettivo sui tessuti di pazienti già operati. I vasi dell’intestino sono organizzati in modo da non permettere il passaggio dei batteri: formano una “barriera” per non farli entrare in circolo. Ma ci sono casi in cui i batteri si diffondono, come avviene per la salmonella che raggiunge il fegato. In queste circostanze sappiamo che c’è un marcatore che indica quando la barriera diventa permeabile”, racconta la professoressa Rescigno.
“Partendo da questi presupposti, abbiamo verificato che tutti i pazienti con metastasi al fegato avevano un aumento di questo marcatore già nel tumore primario, quindi – ha aggiunto – prima che si manifestassero le metastasi”.
Il passo successivo è stato chiedersi: l’aumento dei batteri nel sito tumorale del colon può modificare la barriera intestinale e favorire le metastasi? A guidare questo passaggio, le conoscenze pregresse sulla capacità dei batteri di modificare la permeabilità intestinale.
“Abbiamo così verificato che i batteri sono in grado di “entrare” nel tumore, modificare la barriera del colon, migrare nel fegato e creare una nicchia pre-metastatica che fa da ‘richiamò per le cellule tumorali. Si tratta di una scoperta molto importante, che ha permesso di identificare il batterio in grado di innescare questo processo”, conclude l’autrice dello studio.
(ITALPRESS).









