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Palermo, l’Amat si candida a punto vaccinale per i propri dipendenti

PALERMO (ITALPRESS) – “Amat, in collaborazione con Asstra, Asp e la Struttura nazionale di attuazione del piano di vaccinazione, ha proposto la propria candidatura come punto vaccinale per i propri dipendenti allo scopo di tutelare il personale della società e rassicurare ancora una volta i clienti del trasporto pubblico della Città di Palermo che potranno contare non solo su mezzi sanificati quotidianamente ma anche su personale vaccinato”. A dirlo in una nota il presidente dell’Amat, azienda dei trasporti di Palermo, Michele Cimino. “La disponibilità dei vaccini anti-Covid e la loro diffusione su tutto il territorio nazionale riveste un ruolo decisivo anche per la ripresa delle attività sociali e lavorative in piena sicurezza”, aggiunge.
“Per questi motivi riveste fondamentale importanza il protocollo sottoscritto il 6 aprile scorso da istituzioni, organizzazioni sindacali e datoriali per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti di vaccinazione straordinari e temporanei nei luoghi di lavoro”, conclude Cimino.
(ITALPRESS).

All’Ismett già 600 pazienti trapiantati hanno ricevuto il vaccino

PALERMO (ITALPRESS) – Sono quasi 600 i pazienti trapiantati, in lista d’attesa per trapianto o donatori d’organo che hanno già ricevuto la loro prima dose di vaccino all’Ismett di Palermo. La campagna di vaccinazione presso l’Istituto è iniziata lo scorso 6 aprile ed è ormai entrata nel vivo: sono già 800 i pazienti che hanno effettuato la prenotazione del loro vaccino.
Per prenotare il proprio appuntamento è necessario collegarsi al portale messo a punto da ISMETT, a questo link tutte le informazioni necessarie: https://www.ismett.edu/it/covid-19-prenotazione-vaccinazioni-per-pazienti-trapiantati-e-in-attesa-di-trapianto/ Covid – 19: come prenotare lavaccinazione in ISMETT – Ismett IRCCS Ismett IRCCS; Covid 19: i pazienti trapiantati, candidati a trapianto o donatori di organo possono prenotare in via esclusiva la vaccinazione presso ISMETT www.ismett.edu
La campagna è rivolta a tutte le persone trapiantate, candidate a trapianto o che hanno donato un rene o parte del fegato, anche in strutture differenti rispetto a ISMETT.
Il primo step della campagna si concluderà il 15 maggio quando tutte le persone che hanno già prenotato la vaccinazione riceveranno la seconda dose. Come da indicazioni nazionali, i pazienti trapiantati, candidati a trapianto stanno ricevendo tutti il vaccino Pfizer-Biontech.
Le operazioni di vaccinazione si svolgeranno in un apposito spazio antistante l’Istituto da lunedì a venerdì dalla 13.00 alle 19.00 e il sabato dalle 9 alle 13.
(ITALPRESS).

Coronavirus, 16.974 contagi e 380 decessi nelle ultime 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – In Italia crescono ancora i contagi seppur lievemente. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute i nuovi positivi sono 16.974 (in leggera crescita rispetto ai 16.168 di ieri). Numero che arriva a fronte di 319.633 tamponi processati, numero che fa crescere il tasso di positività al 5,3%. Decessi in significativo calo a 380. I guariti sono 21.220 mentre gli attuali positivi flettono di 4.637 attestandosi su un totale di 510.023.
Prosegue l’allentamento della pressione sugli ospedali. I
ricoverati nei reparti ordinari sono 25.587, con ben 782 pazienti
in meno: 3.417 si trovano nelle terapie intensive con 73 degenti
in meno complessivamente e 211 nuovi ingressi. In calo pure il
numero che indica le persone in isolamento domiciliare, 481.019.
Per quanto riguarda il contagio nelle regioni la Lombardia
registra il maggior numero di nuovi casi (2.722), seguita da
Campania (2.224) e Puglia (1.867).
(ITALPRESS).

Covid-19, nuove conferme sull’efficacia della lattoferrina

ROMA (ITALPRESS) – Arrivano altre conferme da studi, sia in vitro che in vivo, sugli effetti benefici della lattoferrina contro l’infezione da Covid-19. Si tratta di una proteina naturale multifunzionale in grado di accrescere le difese immunitarie dell’organismo e di svolgere anche un’azione anti-infiammatoria, antibatterica e antivirale.
La review appena pubblicata su “International Immunopharmacology” da un gruppo di autori statunitensi e polacchi, evidenzia il ruolo della lattoferrina come immunomodulatore, in grado di contrastare l’eccessiva risposta immune e di facilitare lo sviluppo dell’immunità adattativa. Sulla base dei dati si evince che la lattoferrina può essere di beneficio clinico nel ridurre l’entità di un’aberrante risposta immunitaria, la tempesta citochinica e delle sue devastanti conseguenze sia a livello polmonare sia di altri organi vitali. La lattoferrina può essere utilizzata sia in profilassi che come agente terapeutico per i soggetti a rischio di infezione e, a maggior ragione, per coloro che hanno un indebolimento dell’immunità innata.
A gennaio 2021 è stato pubblicato uno studio sulla rivista internazionale “Nutrients”, in cui si è dimostrato che la lattoferrina inibisce l’infezione da Covid-19 e la replicazione del virus. La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori italiani, tra cui il professor Ignazio Castagliuolo e il professor Fabrizio Pregliasco, i quali hanno valutato la potenzialità in vitro della lattoferrina nella prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2, confermando, inoltre, una delle caratteristiche di questa proteina, già consolidate in letteratura, cioè l’azione immunomodulante che regola la produzione di mediatori dell’infiammazione nel corso delle infezioni. La lattoferrina ha quindi indotto, come ha sottolineato il professor Pregliasco un innalzamento della risposta immunitaria, ovvero un’attivazione dei cosiddetti neutrofili che sono i linfociti che governano la produzione di citochine che, a loro volta, sono i messaggeri dell’attivazione della risposta immunitaria.
Sempre nel 2021 è partito un importante studio presso l’Asl di Biella, in collaborazione con l’Ospedale Maggiore della Carità di Novara: si tratta di uno studio clinico in doppio cieco sull’utilizzo della lattoferrina (Mosiac capsule) a un dosaggio di 800 mg al giorno (4 capsule), in pazienti ospedalizzati, positivi all’infezione da Covid-19. La ricerca è coordinata dal dottor Paolo Manzoni, direttore di Pediatria e Neonatologia dell’ASL di Biella, in sinergia con i responsabili dei reparti Covid-19 del Pronto Soccorso e del Dipartimento di Medicina.
Per il dottor Manzoni: “Lo studio sta procedendo secondo i programmi con una buonissima adesione da parte dei pazienti, a cui viene proposto di sottoporsi al trattamento. Attualmente abbiamo in cura oltre 150 pazienti e puntiamo ad arrivare tra le 200 e le 300 persone, probabilmente per fine giugno. Successivamente procederemo con l’analisi dei risultati ottenuti”.
Ci sono anche le esperienze di alcuni medici del territorio che sui loro pazienti positivi a SARS-CoV-2 asintomatici, paucisintomatici e moderatamente sintomatici hanno utilizzato la lattoferrina, nello specifico il Mosiac. I dati preliminari sono stati presentati ad un congresso incentrato completamente su Covid-19, che si è tenuto a Codogno nel dicembre 2020. Dalla loro esperienza clinica è emerso che la lattoferrina è efficace nelle infezioni da Covid-19 sia da sola, che associata ad altre terapie, utilizzate per il trattamento dell’infezione ed è priva di effetti avversi.
“Ho curato oltre 60 pazienti positivi a SARS-CoV-2, in accordo a protocolli in cui la lattoferrina è somministrata insieme ad altri trattamenti come l’ibuprofene e la Vitamina D. Tutti i pazienti trattati hanno avuto remissione della sintomatologia da Covid-19 e nessuno ha necessitato di ospedalizzazione. Ho utilizzato dosaggi alti, da 1 g fino talvolta a 1,2 g al giorno in caso di pazienti obesi. Infatti, la terapia va personalizzata in base alle caratteristiche del paziente. Inoltre, è necessario intervenire subito con la lattoferrina, già al manifestarsi dei primi sintomi, anche perchè legandosi alla proteina Spike con grande affinità, come hanno dimostrato i ricercatori delle Università di Roma La Sapienza e Tor Vergata, svolge un’azione di contrasto all’infezione e di protezione dall’attacco del virus. Ad oggi ho più di 200 persone in profilassi e nessuna di queste si è ammalata”, spiega il dottor Enrico Naldi, medico di Medicina Generale, docente tutor alla scuola di medicina generale Università di Firenze che ha utilizzato la lattoferrina con risultati molto soddisfacenti sui suoi pazienti.
Attualmente si è ampliato il gruppo di Medici di famiglia che sta utilizzando questo protocollo, in cui è presente il trattamento con la lattoferrina nei loro pazienti positivi all’infezione da SARS CoV 2.
Recentissima la pubblicazione da parte di un gruppo di ricercatori dell’Università di Catania sulla rivista scientifica “International Journal of Molecular Sciences”. L’utilizzo di nutraceutici può supportare e aumentare le difese immunitarie dell’organismo, ma anche ridurre la durata e la gravità dei sintomi. Lo studio ha valutato le capacità antivirali di alcuni nutraceutici, tra i quali la lattoferrina. Ad essi sono state attribuite azioni dirette sui virus o modulazioni del sistema immunitario sulla popolazione pediatrica e con possibili applicazioni contro il SARS-CoV-2.
Secondo il professor Luigi Giannini, Pediatra Neonatologo dell’Università La Sapienza di Roma Policlinico Umberto I: “Gli studi effettuati dalle Università La Sapienza e Tor Vergata di Roma in merito agli effetti della lattoferrina sugli adulti, hanno avuto dei buoni risultati e sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali. Come pediatra e nell’ambito della mia attività ambulatoriale e privata, posso affermare che uso da cinque anni la lattoferrina, in quanto potente immunomodulante e ho osservato che i bambini, a cui la somministro, risultano meno cagionevoli. A maggior ragione, a causa della pandemia da Covid-19, dal 2020 ho utilizzato la lattoferrina abbinata anche alla vitamina D, come immunomodulante anche nei periodi fuori dalla scolarizzazione. In tal senso ho, inoltre, osservato che i bambini che hanno assunto la lattoferrina sono stati più protetti, nonostante alcuni di loro vivessero in un cluster familiare con casi positivi. Queste sono delle mie osservazioni, condivise anche da altri colleghi”.
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L’intelligenza artificiale migliora la salute, da Roche un ciclo di talk

MONZA (ITALPRESS) – Rivoluzione sanitaria digitale? Big data? Cosa sono i dati sanitari? E i Real World Data? Come avrebbero potuto migliorare la gestione della pandemia da Covid-19? E qual è il contributo che la tecnologia informatica può fornire al Sistema Salute? Sono solo alcune delle tante domande a cui Roche Italia ha cercato risposte avviando un dialogo con cittadini e pazienti, medici, scienziati, istituzioni ed esperti tecnici. Da questo dialogo è nata la campagna ‘Roche Now, big data uniti per la salutè che, con il lancio dell’omonimo talk vuole essere una guida per tutti i cittadini interessati a comprendere come l’analisi di un’enorme mole di dati sanitari possa radicalmente cambiare il mondo della sanità e migliorare la salute dei cittadini.
“In Roche crediamo che un Sistema Sanitario che parta dall’analisi dei dati per arrivare alla personalizzazione delle cure abbia il potenziale di migliorare le condizioni di salute dei cittadini attraverso terapie mirate, promuovendo una ricerca d’avanguardia e con il fine ultimo di aiutare la sostenibilità del Sistema Salute. Per questo ci impegniamo a integrare i dati derivanti dalla cosiddetta Real World, ovvero dall’esperienza pratica clinica, per complementare la nostra ricerca, anche attraverso le collaborazioni con le altre aziende del Gruppo, come la divisione Diagnostica, Foundation Medicine e Flatiron Heatlh. Con orgoglio possiamo dire che siamo l’unica realtà del settore salute che abbraccia l’intero percorso del paziente e che grazie all’integrazione dati di tipo genomico, clinico, economico-organizzativi è in grado di offrire soluzioni che includono servizi, farmaci e test diagnostici innovativi – ha affermato Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche Italia, presentando la campagna -. Abbiamo davanti a noi però diverse sfide sulle quali occorre lavorare a partire da quella tecnologica, passando per quella normativa e infine anche e soprattutto quella culturale. Perchè è solo grazie a cittadini più fiduciosi nella scienza, istituzioni e politici lungimiranti, una comunità scientifica focalizzata sui bisogni di pazienti e un’industria che punti sull’innovazione che potremo costruire insieme la sanità del futuro. Se non ora, quando?”.
Durante il virtual event di presentazione del progetto è stato lanciato il primo ciclo di digital talk condotto dallo scienziato Ennio Tasciotti che si sviluppa attraverso cinque video pillole per promuovere maggiore consapevolezza su tematiche come Real World Data, Real World Evidence, Fascicolo Sanitario Elettronico.
Nel primo Roche Now Talk, disponibile da oggi sui canali ufficiali di Roche Italia, Ennio Tasciotti introduce il mondo dei big data e ne spiega la terminologia; il secondo si focalizza sui pazienti, con Antonio Gaudioso, Presidente di Cittadinanzattiva; il terzo vede protagonista Vincenzo Valentini, Vicedirettore Scientifico del Policlinico Gemelli, che analizza il potenziale dei big data per i medici; il quarto appuntamento prende in considerazione il mondo delle Istituzioni, rappresentato dall’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin; la quinta puntata ospita il direttore scientifico dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), Giorgio Metta, fornendo una prospettiva tecnica sul tema. Seguiranno ulteriori momenti di confronto, con altri esperti del settore
Tutti i protagonisti degli appuntamenti digitali sono stati oggi ospiti dell’evento di lancio.
‘L’evoluzione della medicina sta vivendo uno strano paradosso, c’è una diffusa percezione che l’utilizzo di strumenti innovativi come i big data la renda molto complicata, ma in realtà l’intelligenza artificiale applicata alla ricerca e alla medicina semplifica molto la vita di noi scienziati, ma anche dei pazienti”, ha detto Tasciotti, Scienziato ed esperto di biotecnologie mediche.
“E’ giunta l’ora anche in Italia di prendere finalmente delle decisioni che si basino sull’osservazione della realtà e non sulle percezioni – ha commentato Antonio Gaudioso, Presidente di Cittadinanzattiva – questa occasione ci è fornita dai dati, che sono una ricchezza enorme, e potenzialmente inesplorata. E’ però necessario che i dati siano davvero ‘open’, completi e intellegibili, altrimenti rischiamo anche in questo campo di creare enormi differenze territoriali”.
Vincenzo Valentini, Vicedirettore Scientifico Policlinico Universitario Gemelli IRCSS ha sottolineato come “L’utilizzo diffuso in sanità di piattaforme informatiche per attività cliniche, di comunicazione con i pazienti e amministrative, ha già reso disponibile grandi volumi di dati, continuamente aggiornati, che le moderne tecnologie di elaborazione, basate anche sull’intelligenza artificiale, rendono fra loro interoperabili e in grado di dare supporto alle decisioni cliniche, la personalizzazione dei percorsi di prevenzione, diagnosi e cura, e monitoraggio della sostenibilità organizzativa. Adesso sta al Governo pilotare questo passaggio ad una medicina sempre più basata sul digitale”
‘La prima barriera è amministrativa e burocratica, la seconda riguarda una visione della privacy che ci pone alcune questioni e la terza è politica, data dalla frammentazione dei centri di potere e gestione regionali. Quindi abbiamo un Sistema che frena qualsiasi tipo di trasparenza del dato ma anche la circuitazione”, ha sottolineato Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute del governo Letta e oggi membro della commissione V Bilancio, Tesoro e programmazione.
Giorgio Metta, Direttore dell’IIT, ha sottolineato come “il medico del futuro avrà a disposizione strumenti che gli permetteranno di aumentare le sue possibilità e raggiungere obiettivi ad oggi considerati impossibili. Per essere competitivi in questo settore come Paese dovremo far crescere la nostra ‘potenza di calcolò, investire su formazione e ricerca, rafforzare i rapporti tra settore pubblico e privato e concentrarci a portare sul mercato le nuove tecnologie, che in molti casi già esistono, in breve tempo in modo da far davvero la differenza e concretamente migliorare la vita delle personè.
Il progetto ‘Roche Now, big data uniti per la salutè è patrocinato da SIF (Società Italiana di Farmacologia) e SIMM (Società Italiana di Leadership e Management in Medicina).
‘L’Italia è un Paese ricco sia di dati di real world, sia di expertise di numerosi gruppi di ricerca nell’analisi di RWD”, ha detto Gianluca Trifirò, Professore di Farmacologia dell’Università di Verona e membro del consiglio direttivo della sezione clinica della SIF. “Affinchè possano però essere messi al servizio di istituzioni e operatori sanitari è importante creare e consolidare dei network di banche dati sanitarie e di esperti”.
Per Mattia Altini, Presidente SIMM, “l’innovazione digitale costituisce la soluzione in grado di trasformare i dati in conoscenza, le decisioni in processi, gli accadimenti in reazioni: SIMM vuole affrontare i temi dell’innovazione digitale con l’obiettivo di miglioramento continuo del bene pubblico e della salute”.
(ITALPRESS).

Insegnante morta a Palermo dopo dose AstraZeneca, esposto dei familiari

PALERMO (ITALPRESS) – Le domande sono tante, le risposte ancora poche, ma il dolore non ferma la sete di verità dei familiari di Cinzia Pennino, la docente di scienze morta a 44 anni due settimane dopo avere ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca. Martedì, con l’assistenza degli avvocati Raffaella Geraci e Alessandro Palmigiano, i parenti della professoressa del Don Bosco Ranchibile di Palermo hanno depositato un esposto e un’istanza di accesso all’Aifa (per conoscere le determinazioni sulla distribuzione del vaccino) e all’Azienda Sanitaria Provinciale (per conoscere le procedure mediche e le terapie seguite a partire dalla fase della somministrazione del vaccino AstraZeneca fino al momento del decesso). I legali intendono verificare se ci siano profili di responsabilità ma anche criticità legate al consenso informato. Ma soprattutto, i familiari vogliono capire perchè “la loro Cinzia era stata in un primo tempo (il 7 marzo) rimandata indietro e poi invece vaccinata da un secondo medico (4 giorni dopo) che non si è posto gli stessi problemi del primo”.
“La professoressa Pennino – si legge in una nota che ricostruisce l’intera vicenda -, come tutto il personale dalla scuola, era stata inserita con priorità nel piano vaccinale strategico e, considerate le sue perfette condizioni di salute, dopo avere prenotato tramite il portale riservato al corpo insegnanti, si era presentata alla Fiera del Mediterraneo il 7 marzo 2021. Tuttavia il medico al quale era stata assegnata, pur non riscontrando patologie pregresse, in quell’occasione ha deciso di non somministrarle il vaccino AstraZeneca (tipologia di vaccino prevista in ragione dell’età e dell’assenza di patologie rilevanti), probabilmente perchè ha ritenuto che la professoressa fosse in sovrappeso, conclusione a cui è giunto tuttavia solo attraverso una visita a occhio nudo ma che ha portato l’operatore sanitario a decidere di non somministrare il vaccino AstraZeneca, nè il Pfizer o un altro tipo di siero comunque riservato alle categorie dei soggetti fragili. Inoltre, sempre in quella sede, il medico ha deciso di non riprogrammare l’appuntamento”.
“Trascorso qualche giorno – prosegue la nota -, Cinzia Pennino ha tentato una nuova prenotazione, stavolta attraverso il call center dedicato al personale scolastico, ottenendo un appuntamento per l’11 marzo. Quella mattina alla Fiera del Mediterraneo, Cinzia ha trovato un medico diverso che le ha somministrato AstraZeneca, senza sollevare questa volta alcun dubbio o incertezza legati al peso”.
Purtroppo già dall’indomani sono apparsi i primi sintomi: la professoressa ha iniziato ad accusare mal di testa e febbre seguiti, nei giorni successivi, da dolori addominali e vomito che anzichè diminuire crescevano progressivamente. Dopo avere chiesto un consiglio a una sua cara amica, che di professione fa il medico, il 23 marzo Cinzia Pennino si è presentata al Pronto Soccorso del Buccheri La Ferla, dove in seguito a una serie di esami (tra cui una Tac con mezzo di contrasto) è emersa una trombosi addominale in atto. Nonostante l’immediato trasferimento al reparto di Ematologia del Policlinico di Palermo, la situazione è peggiorata e la professoressa è stata intubata e posta sotto anestesia. Ma tutte le terapie si sono rivelate vane e il 28 marzo è stato comunicato il decesso alla famiglia.
Sulla vicenda il procuratore aggiunto Ennio Petrigni e il sostituto Giorgia Spiri hanno aperto un fascicolo.
“Secondo il parere dei familiari – riportato nell’esposto presentato con l’assistenza degli avvocati Raffaella Geraci e Alessandro Palmigiano – la professoressa Cinzia Pennino era in ottima salute fino alla data della somministrazione del vaccino AstraZeneca e risulterebbe, quindi, evidente un rapporto causa/effetto tra il vaccino e la trombosi mortale”.
Non è solo una questione di consenso, di terapie o di quali sono i casi in cui AstraZeneca non va somministrato: i familiari vogliono infatti vederci chiaro su tutta questa storia e capire “come mai il primo medico si era astenuto dalla somministrazione e se la tragica morte poteva essere evitata”.
(ITALPRESS).

Vaccino, da rapporto Aifa segnalazioni gravi pari a 7,1% del totale

ROMA (ITALPRESS) – L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il terzo Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini COVID-19.
I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete nazionale di farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 marzo 2021 per i tre vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso.
Nel periodo considerato sono pervenute 46.237 segnalazioni su un totale di 9.068.349 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 510 ogni 100.000 dosi), di cui il 92,7% sono riferite a eventi non gravi, che si risolvono completamente, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. Le segnalazioni gravi corrispondono al 7,1% del totale, con un tasso di 36 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione.
La maggior parte delle segnalazioni sono relative al vaccino Comirnaty (81%), finora il più utilizzato nella campagna vaccinale (68% delle dosi somministrate), con un aumento delle segnalazioni per il vaccino Vaxzevria (17%) a seguito dell’incremento dell’uso di questo vaccino (27% delle dosi somministrate). Le segnalazioni relative al vaccino Moderna rappresentano invece il 2% del totale e sono proporzionali al numero più limitato di dosi somministrate (5%). Gli eventi segnalati insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (87% dei casi). Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono febbre, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea, in linea con le informazioni note sui vaccini finora utilizzati in Italia. Un focus è dedicato agli eventi tromboembolici dopo la somministrazione di Vaxzevria.
Si sono verificati, entro 2 settimane dalla vaccinazione, dei casi molto rari di trombi associati a bassi livelli di piastrine nel sangue. Su un totale di 62 casi inseriti in Eudravigilance in Italia sono stati segnalati 7 casi (con due decessi) di trombosi dei seni venosi intracranici (CSVT) fino al 22 marzo 2021 e 4 casi (con due decessi) di trombosi di più vasi sanguigni in sede atipica sui 24 inseriti nello stesso periodo nella rete di sorveglianza europea. L’approfondimento a livello nazionale di queste segnalazioni è condotto con il supporto di un “Gruppo di Lavoro per la valutazione dei rischi trombotici da vaccini anti-COVID-19”, costituito da alcuni dei massimi esperti nazionali di trombosi ed emostasi. Gli eventi avversi non noti sono oggetto di continuo approfondimento a livello nazionale ed europeo.
(ITALPRESS).

Coronavirus, 16.168 nuovi casi e 469 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Ancora una nuova crescita dei contagiati in Italia: sono 16.168 i nuovi positivi (ieri erano stati 13.447) a fronte però di 334.766 tamponi effettuati, numero che determina un tasso di positività in lieve crescita al 4,8%. Secondo il bollettino del Ministero della Salute, i decessi calano leggermente a 469. I guariti sono 20.251 e gli attuali positivi scendono a 514.660, in flessione rispetto a ieri di 4.560.
Si conferma anche oggi il trend in calo dei ricoveri negli ospedali: nei reparti ordinari si trovano attualmente 26.369 (-583), e 3.490 nelle terapie intensive con un calo complessivo di 36 pazienti ma con 216 nuovi ingressi. Leggero incremento delle persone in isolamento domiciliare a 488.801. Sul fronte delle regioni la Lombardia segna il maggiore numero di nuovi positivi (2.153), a seguire Campania (2.212) e Sicilia (1.542).
(ITALPRESS).