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Covid, Brusaferro “Le misure funzionano, ma mantenere alta l’attenzione”

ROMA (ITALPRESS) – Rt in calo a 0,98, ma ancora troppo vicino all’1 e ricoveri in terapia intensiva in aumento. Non sono buoni i dati del consueto report settimanale dell’Istituto Superiore della Sanità. Nonostante il lieve calo dei contagi, 232 ogni 100 mila abitanti, contro i 240 della scorsa settimana, il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro è preoccupato per l’aumento dei ricoveri, “con il 41% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid. “In tutti i paesi europei c’è stata una ripartenza dei contagi, c’è una decrescita molto lenta della curva”, ha detto Brusaferro nel corso della conferenza stampa settimanale della cabina di regia.
“In Italia, rispetto alla settimana scorsa, si registra un lieve calo dei contagi, ma la decrescita è molto lenta. Rimane basso il numero dei contagi tra gli operatori sanitari, e questo dato dimostra l’importanza dell’efficacia dei vaccini. C’è stata un’inversione della crescita dei contagi tra gli over 80 di fatto la percentuale dei focolai tra strutture ospedaliere e Rsa ha avuto una decrescita molto netta”. Sul fronte vaccini Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione presso il ministero della Salute, ha spiegato che “in questo momento stiamo vaccinando soprattutto per proteggere le persone più fragile, non per far sì che il virus circoli di meno, per raggiungere un’immunità di gregge. Noi così abbattiamo la mortalità e dall’altra parte ritardiamo il raggiungimento dell’immunità di gregge. Per raggiungere l’immunita c’è bisogno di vaccini che proteggono dall’infezione e non solo dalla malattia”.
“L’andamento delle vaccinazioni sta crescendo – ha aggiunto Brusaferro – mentre sul piano dei contagi la curva di decrescita è ancora lenta. Le misure stanno funzionando ma occorre mantenere ancora tanta attenzione”.
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Fnopi, Barbara Mangiacavalli confermata presidente all’unanimità

ROMA (ITALPRESS) – Barbara Mangiacavalli è stata confermata dai nuovi eletti nel Comitato centrale della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), presidente per il prossimo quadriennio 2021-2024.
L’elezione è avvenuta all’unanimità, così come la scelta delle cariche che guideranno la Federazione degli oltre 454mila infermieri presenti in Italia fino al 2024: vicepresidente Cosimo Cicia, segretaria nazionale Beatrice Mazzoleni, tesoriere Pier Paolo Pateri.
L’assemblea degli ordini provinciali aveva votato lo scorso weekend i quindici rappresentanti – secondo la legge 3/2028 – del Comitato centrale FNOPI.
Ne fanno parte oltre ai consiglieri già citati i presidenti di ordine: Giancarlo Cicolini (Chieti), Nicola Draoli (Grosseto), Carmelo Gagliano (Genova), Pietro Giurdanella (Bologna), Maria Cristina Magnocavallo (Campobasso Isernia), Stefano Moscato (Vibo Valentia), Luigi Pais Dei Mori (Belluno), Antonio Scarpa (Brindisi), Massimiliano Sciretti (Torino), Carmelo Spica (Catania) e Maurizio Zega (Roma).
Sono revisori dei conti i presidenti: Salvatore Occhipinti (Agrigento), Gennaro Scialò (Frosinone) e Raffaele Secci (Oristano, revisore supplente)
Eletti anche i due organismi previsti sempre dalla legge 3/2018, la Commissione d’Albo degli infermieri e quella degli infermieri pediatrici.
“I valori della professione infermieristica in cui questa squadra si riconosce – ha commentato Barbara Mangiacavalli – sono gli stessi che animano il nostro SSN e che insieme costituiscono la cornice etica, deontologica e sociale da perseguire. L’Unicità, l’Universalità ed il Solidarismo prima di tutto. In questi valori dobbiamo riconoscerci e farci riconoscere, in quanto essenziali e prioritari per risposte eque ed appropriate ai nostri cittadini, senza alcuna distinzione sociale, di genere, di orientamento della sessualità, etnica, religiosa e culturale. Ma i nostri valori sono anche l’inclusività, l’ascolto, la partecipazione e la resilienza da cui il nostro logo origina. Resilienza intesa come capacità di gestire i cambiamenti, lo sviluppo e le incertezze”.
“Questi valori – ha concluso – devono trovare realizzazione secondo i principi che la normativa ordinistica ben riconosce: autonomia, responsabilità, indipendenza, ma anche coerenza e profilo istituzionale nel nostro essere sussidiari allo Stato italiano. Un’azione che può realizzarsi solo con evidenze e studio senza recriminazioni sterili e non supportate”.
Sei i punti cardine indicati dal nuovo Comitato centrale FNOPI su cui si lavorerà nel prossimo quadriennio: rendere stabile e attuale il concetto di specificità infermieristica; realizzare una revisione e sviluppo qualitativo e quantitativo dei programmi dei percorsi di base e post base; valorizzare l’identità professionale con interventi sugli studi per il dimensionamento degli organici di personale infermieristico nel medio periodo; consolidare l’azione politica professionale a tutti i livelli per la prosecuzione dell’impegno nei tavoli istituzionali; rafforzare la rete di collaborazione con le forme di associazione comunitaria quali Osservatori e le Consulte dei pazienti e dei cittadini ed elle Associazioni e Società Scientifiche; sostenere e accompagnare gli Ordini Provinciali e le Commissioni di albo infermieri e infermieri pediatrici nella piena applicazione della legge 3/2018 e nel ruolo di rappresentanza politico.
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Vaccini, al via il reclutamento delle farmacie

ROMA (ITALPRESS) – Per andare incontro alle esigenze del Paese e rispondere alla richiesta di collaborazione del Governo e delle Regioni, Federfarma “ha attivato prontamente le procedure per il reclutamento delle farmacie in cui sarà possibile effettuare la vaccinazione anti-Covid-19”.
“Le Federfarma provinciali devono raccogliere le adesioni delle farmacie e trasmetterle a Federfarma nazionale subito dopo Pasqua in modo da consentire alla Struttura Commissariale di inserire le farmacie nel piano di distribuzione dei vaccini”, si legge in una nota.
In questo modo sarà possibile dare tempestiva attuazione all’Accordo quadro nazionale siglato il 29 marzo da Governo, Regioni e Province autonome e Federfarma e Assofarm, per la somministrazione dei vaccini anti SARS-CoV-2 in farmacia da parte dei farmacisti.
“L’Accordo quadro è stato esaminato e valutato molto positivamente dall’Assemblea nazionale Federfarma che ha accolto con grande disponibilità ed entusiasmo la richiesta di collaborazione che viene dalle Istituzioni e che è stata rivolta ai delegati Federfarma riuniti in Assemblea direttamente dal Ministro della salute Roberto Speranza, al quale va il nostro ringraziamento e l’apprezzamento per il duro lavoro svolto in questi mesi”, spiega Marco Cossolo, presidente di Federfarma.
“Le farmacie sono pronte a dare il proprio supporto e sono già tantissimi i farmacisti iscritti al corso di formazione predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità e che si stanno organizzando per essere in grado, non appena saranno disponibili i vaccini loro destinati, di fare la propria parte nella guerra contro il Covid-19, come già fatto con i test sierologici e i tamponi rapidi. Le procedure previste dall’Accordo consentono di garantire i massimi livelli di sicurezza e di effettuare, quindi, la somministrazione dei vaccini in farmacia nella massima tranquillità – prosegue il presidente Cossolo – e la rete delle farmacie dimostrerà anche in questa occasione la propria efficienza e la propria capacità di rispondere in tempi rapidi e in modo efficace alle esigenze di salute della collettività”.
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Covid, l’Rt scende ma le terapie intensive sopra la soglia critica

ROMA (ITALPRESS) – Questa settimana continua la diminuzione dell’incidenza del coronavirus rispetto alla settimana precedente (232,7 per 100.000 abitanti (22/03/2021-28/03/2021) rispetto a 240,3 per 100.000 abitanti (15/03/2021-21/03/2021). Lo rende noto la Cabina di regia (Istituto Superiore di Sanità-Ministero della Salute). L’incidenza, comunque, resta elevata e ancora lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.
Nel periodo 10 – 23 marzo 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,98 (range 0,87- 1,11), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e sotto uno, anche se il limite superiore lo supera.
Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (41% vs 39% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento da 3.546 (23/03/2021) a 3.716 (30/03/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (44%) con un aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 28.428 (23/03/2021) a 29.231 (30/03/2021). Rimane alto il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (14 Regioni/Province Autonome vs 12 della settimana precedente).
In diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (49.186 vs 53.837l la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (34,4% vs 33,8% la scorsa settimana).
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Coronavirus, in provincia di Palermo preoccupa l’aumento dei contagi

PALERMO (ITALPRESS) – Preoccupano i dati del contagio in provincia di Palermo. I numeri resi noti oggi sui nuovi positivi hanno spinto il sindaco Leoluca Orlando a scrivere una lettera al Commissario ad-hoc per l’emergenza Covid-19 in Provincia di Palermo Renato Costa, e alla direttrice generale della Asp Daniela Faraoni. Nella missiva – indirizzata per conoscenza anche al Ministro della Salute, al Presidente della Regione Siciliana e al Prefetto – il sindaco rileva che “i dati appena diffusi dalla Protezione civile nazionale mostrano, per l’area metropolitana di Palermo un incremento dei contagi pari a 214,15 ogni centomila abitanti, senza riferimenti specifici a Palermo nè agli altri Comuni. Il quadro generale che i dati mostrano su scala regionale – continua il primo cittadino- è estremamente preoccupante, con un aumento del 43% dei positivi a fronte di un calo del 59% dei tamponi”. Il primo cittadino osserva che “la disponibilità di dati aggiornati, coerenti e validi è la base su cui emettere (o non emettere) provvedimenti di competenza di questa Amministrazione comunale” motivo per il quale Orlando sottolinea che “ancora una volta devo sollecitare l’invio di informazioni costanti, quotidiane per quanto attiene la città nel suo complesso e almeno settimanali per quanto attiene le sue aree”.
Il primo a rispondere alla missiva il commissario per l’emergenza Covid Renato Costa, il quale in serata interpellato dall’Italpress afferma: “Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando si faccia dare i dati dalla regione, io non li ho, li sto lavorando, non li conosco, non li ho ancora trasmessi. Se sono preoccupato? Non mi faccia fare il mago, non ho i dati, quando li avrò potrò dirlo”. Chi invece conferma la tendenza ad un preoccupante incremento dei casi nel Palermitano è la direttrice dell’Azienda sanitaria provinciale Daniela Faraoni. Raggiunta dall’Italpress spiega che “si registra un incremento, ma la pandemia ci ha insegnato che l’andamento è ondoso, ha momenti di calo e momenti di crescita”.
“In provincia ci sono paesi dove la preoccupazione è maggiore, Palermo città registra un incremento come tutta la Sicilia però stiamo lavorando sulle vaccinazioni perchè si arrivi a tutta la popolazione e questo anche grazie ai medici di famiglia, della continuità assistenziale, agli specialisti ambulatoriali. Oggi hanno aderito 750 medici a questo nostro piano con l’obiettivo di raggiungere spazi sempre più ampi tra la popolazione. La pandemia ci ha insegnato che dobbiamo stare sull’allert ma abbiamo imparato a convivere con questo dramma contando su cittadini. Possiamo affrontare il problema nei domicili, la gente sa che non deve per forza recarsi in ospedale” conclude.
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Coronavirus, 23.649 nuovi casi e 501 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Leggera flessione dei casi di coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. I nuovi positivi sono 23.649 contro i 23.904 registrati ieri. I tamponi processati sono 356.085 e che fa calare di poco l’indice di positività al 6,6%. Secondo il bollettino del Ministero della Salute i decessi sono 501, in crescita rispetto alla giornata precedente. I guariti sono 20.712 mentre gli attuali positivi aumentano di 971 attestandosi a 563.479.
Nuovo calo dei ricoverati nei reparti ordinari: i degenti sono 28.949 con un calo rispetto a ieri pari a 231. Nelle terapie intensive si trovano invece 3.681 pazienti, in flessione nel dato complessivo di 29 anche se i nuovi ingressi sono 244. In isolamento domiciliare vi sono 530.849 persone. La regione con il maggior numero di casi è la Lombardia (4.483), seguita da Piemonte (2.584) e Puglia (2.369).
La Regione Abruzzo ha comunicato che, a seguito di controlli anagrafici, dal totale dei casi positivi è stato sottratto 1 caso in quanto duplicato. Nelle Marche, a seguito di una verifica, dal totale dei casi positivi sono stati eliminati 224 casi identificati da test sierologici positivi ma negativi al tampone.
In Sicilia oggi non è stato possibile rilevare il dato dei tamponi con test antigenico.
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Vaccini, Oms “In Europa inaccettabile lentezza”

GINEVRA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – “I vaccini rappresentano la nostra migliore via d’uscita da questa pandemia. Non solo funzionano, ma sono anche molto efficaci nel prevenire le infezioni. Tuttavia, il lancio di questi vaccini è inaccettabilmente lento. E fintanto che la copertura rimane bassa, dobbiamo applicare le stesse misure di salute pubblica e sociali che abbiamo applicato in passato, per compensare i ritardi nei programmi”. Ad affermarlo in una nota Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa. “Vorrei essere chiaro – aggiunge -, dobbiamo accelerare il processo aumentando la produzione, riducendo gli ostacoli alla somministrazione dei vaccini e utilizzando ogni singola fiala che abbiamo in magazzino”. “Il rischio che la vaccinazione in corso fornisca un falso senso di sicurezza alle autorità e al pubblico è considerevole e questo comporta un pericolo”, ha spiegato Kluge.
Considerato che le varianti continuano a diffondersi e la tensione sugli ospedali aumenta, per l’Oms le festività religiose stanno portando a una maggiore mobilità. Nella nota dell’Organizzazione mondiale della sanità, si sottolinea come accelerare la diffusione della vaccinazione sia fondamentale poichè i nuovi casi in Europa stanno aumentando in ogni fascia di età, tranne una. La scorsa settimana si è assistito a un aumento della trasmissione di Covid-19 nella maggior parte dei paesi della regione europea con 1,6 milioni di nuovi casi e quasi 24.000 decessi. La regione rimane la seconda più colpita di tutte le regioni del mondo, con il numero totale di morti che si avvicina rapidamente a 1 milione e il numero totale di casi che sta per superare i 45 milioni. “Solo 5 settimane fa, il numero settimanale di nuovi casi in Europa era sceso a meno di 1 milione, ma ora la situazione nella Regione è più preoccupante di quanto si sia visto in diversi mesi. Ci sono rischi associati all’aumento della mobilità e dei raduni durante le festività religiose. Molti paesi stanno introducendo nuove misure che sono necessarie e tutti dovrebbero seguire il più possibile”, ha affermato Dorit Nitzan, direttrice regionale per le emergenze per l’Ufficio regionale dell’OMS per l’Europa.
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Figliuolo “In arrivo 1,3 milioni di dosi AstraZeneca”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Stiamo continuando il nostro giro di verifica perchè la macchina sia pronta quando avremo ulteriore disponibilità di vaccini – ha detto ancora Figliuolo – già oggi a livello nazionale sono in arrivo 500 mila Moderna, ieri oltre un milione di Pfizer e tra oggi e domani 1 milione e 300 mila dosi di AstraZeneca, questo darà nuovo fiato alle trombe per poter fare il piano in maniera coerente”. Così il generale Francesco Paolo Figliuolo in visita all’hub vaccinale della Fiera di Cagliari. Il commissario per l’emergenza ha verificato l’andamento dei lavori nella struttura scortato dal presidente Christian Solinas, dall’assessore alla Sanità Mario Nieddu, dal sindaco Paolo Truzzu e dai vertici della protezione Civile. “In Sardegna abbiamo visto un hub ben fatto, poi dobbiamo arrivare ad incrementare. L’isola arriva ad inoculare 6-7 mila dosi al giorno, dobbiamo arrivare a metà del mese a 11-12 mila e poi arrivare a pieno regime a 17 mila”. E ha concluso: “Non do voti a nessuno, vengo per lavorare e per migliorare”.
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