ROMA (ITALPRESS) – Cimo-Fesmed esprime dubbi sulla decisione di affidare ai farmacisti la somministrazione dei vaccini.
“Superato il problema degli spazi, avviato a soluzione, a quanto sembra, il problema dell’approvvigionamento del vaccino, si ritiene ora di superare il problema delle risorse umane necessarie attraverso il ‘posizionamentò di figure professionali non abilitate rispetto al futuro post pandemico. Come se non bastasse, il fatto che stiamo assistendo alla vicenda delle mascherine non a norma e a una campagna vaccinale dove domina il ‘fai da tè di ogni regione sottolinea, ancora una volta, la generazione di diseguaglianze tra i cittadini rispetto all’accesso alle cure, in questo caso rispetto al diritto di sottoporsi a vaccinazione Covid in modo uniforme e con procedure trasparenti”, si legge in una nota. Cimo-Fesmed ricorda che “le prerogative di legge che consentono il riconoscimento del titolo di farmacista non prevedono, sensatamente, che il farmacista possa inoculare vaccini. Per superare l’ostacolo oggi si propone un breve corso di formazione – on line – della durata di alcune ore, organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità. Ci si domanda dunque se il Governo ritenga che la competenza professionale, su un atto medico il cui perimetro è definito dalla legge, possa essere acquisita con una mini-formazione a distanza se la valutazione anamnestica è lasciata alla responsabilità del paziente che sottoscrive il consenso informato. E sorgono altri dubbi: sulla capacità di conoscere le manovre rianimatorie, sulla eventuale tempestività dell’intervento medico ex post attraverso il sistema 118 e, non ultimo, sulla responsabilità di somministrare adrenalina intramuscolo nel dosaggio corretto e non nocivo/letale”, conclude la nota.
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Vaccino, da Cimo-Fesmed dubbi su competenza dei farmacisti
Trapianti di cornea, nuovo record Casa Cura “Candela” di Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Anche nel 2020, l’anno della pandemia, la divisione di Oculistica della casa di cura Candela di Palermo ha raggiunto il record dei trapianti di cornea nell’Isola: 87 trapianti di sui 176 totali eseguiti nell’intera regione (dati del centro regionale trapianti), quindi la metà circa di quelli sostenuti nell’intera Sicilia. Lo rende noto Flavio Cucco, che guida la divisione insieme con il collega Leonardo Lupo: “Un risultato di cui siamo orgogliosi – afferma il medico – se si considerano tutte le problematiche legate alla diffusione del virus e alle misure per contenerlo: esecuzione tamponi molecolari, pazienti ricoverati senza l’opportunità della sempre importante presenza dei familiari, che tranne in casi particolari non potevano entrare nella struttura per le procedure di sicurezza anti-Covid, la paura diffusa di contagiarsi durante la degenza, la chiusura delle sale operatorie nei mesi di marzo-aprile per la chirurgia non salva vita”.
Per dieci anni di seguito, si legge in una nota, la clinica Candela è la struttura che esegue più trapianti di cornea in Sicilia. “Nel 2020 il 100 per cento delle prestazioni sono state sostenute in regime di day surgery, adoperando sempre la tecnica chirurgica più adeguata di trapianto corneale, perforante o lamellare che sia, a seconda di ogni singolo caso clinico – aggiunge Flavio Cucco -. Il risultato della divisione di Oculistica è il frutto di una unità di intenti e di una organizzazione funzionale e funzionante di tutta la casa di cura Candela, un processo nel quale è coinvolto ogni singolo componente della struttura: dal presidente al direttore sanitario, dai medici agli infermieri sino al personale amministrativo. Tutto ciò continua a permette al reparto oculistico ancora una volta di risultare punto di riferimento assoluto nella regione siciliana per la chirurgia del trapianto corneale”.
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Influenza, ricerca e innovazione per potenziare le difese degli over 65
ROMA (ITALPRESS) – Potenziare le difese contro i virus influenzali per gli over 65 e innovare per migliorare la protezione della popolazione “senior”. Sono i temi al centro di un incontro online promosso da Seqirus. L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di confronto sui vaccini antinfluenzali con particolare riferimento alla fascia di popolazione più fragile e approfondimenti sul funzionamento del sistema immunitario degli over-65, sull’appropriatezza vaccinale e sulle innovazioni disponibili. “Il virus influenzale esiste, continuerà a esistere e a colpire”, ha ricordato Francesco Landi, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG). “Continuerà a colpire duramente gli anziani – ha proseguito – e in particolare i più fragili, che abbiamo dato sempre come indicazione prioritaria per la vaccinazione antinfluenzale. Oggi ovviamente – ha evidenziato – siamo in una situazione pandemica in cui sappiamo che c’è un virus che circola, che spaventa in maniera drammatica e per cui abbiamo atteggiamenti di protezione”. Tuttavia, per Landi, non bisogna pensare “che il virus influenzale sia come d’incanto e miracolosamente scomparso” e occorre non distrarsi da “un focus molto attento sull’importanza della vaccinazione contro il virus influenzale”.
“L’influenza – ha sottolineato Roberto Ieraci, direttore UOC vaccinazioni Centro Vaccinazioni Internazionali Asl Roma 1 – rimane una seria malattia e i vaccini antinfluenzali sono tutti sicuri. L’anno scorso abbiamo avuto poca circolazione dei virus influenzali per tanti motivi”, ha precisato, elencando tra questi anche le misure di distanziamento e prevenzione legate alla pandemia. “La vaccinazione antinfluenzale – ha affermato – riduce le complicanze, le ospedalizzazioni e i decessi”. Ieraci ha spiegato che “i virus influenzali si caratterizzano per la loro variabilità genetica quindi ogni anno ci sono modificazioni” e per questo motivo è “necessaria la riformulazione del vaccino”, che ogni anno è “lievemente diverso”. “Il valore della vaccinazione – ha poi aggiunto – ha un aspetto non solo sanitario ma anche sociale. La protezione, anche indiretta, è molto importante”.
“Ci consideriamo in prima linea nella lotta contro l’influenza”, ha evidenziato Maura Cambiaggi, general manager di Seqirus Italia. Secondo Cambiaggi “la possibile persistenza del virus Sars-CoV-2 nei prossimi mesi necessita che anche la vaccinazione influenzale venga implementata nel migliore dei modi perchè è un elemento fondamentale che serve per ridurre la pressione sul sistema sanitario nazionale. Siamo orgogliosi – ha concluso – di collaborare con la sanità pubblica facendo in modo che i nostri vaccini siano innovativi, appropriati il più possibile, efficaci, sicuri e che raggiungano in tempo le strutture”.
La ricerca scientifica mira a fornire strumenti sempre più innovativi e appropriati per rispondere alle esigenze dei pazienti, anche in ambito vaccinale. In quest’ottica lo scorso maggio l’Agenzia Europea dei Medicinali ha concesso l’autorizzazione all’utilizzo nei Paesi europei di Fluad Tetra, vaccino quadrivalente adiuvato per la profilassi attiva dell’influenza nei soggetti con età superiore ai 65 anni. Il farmaco sarà disponibile in Italia a partire dalla prossima campagna vaccinale antinfluenzale della stagione 2021/2022.
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Coronavirus, 23.904 nuovi casi e 467 decessi
ROMA (ITALPRESS) – Nuova crescita dei casi Covid in Italia. Secondo il bollettino del Ministero della Salute i nuovi positivi al coronavirus sono 23.904 contro i 16.017 registrati ieri. Nel report di oggi sono contenuti anche i dati di ieri in Sicilia. I tamponi processati sono 351.121 e che fa salire l’indice di positività al 6,8%. Calano i morti a 467, 23.744 sono i guariti mentre gli attuali positivi scendono di 324 unità attestandosi su un totale di 562.508.
Le buone notizie arrivano finalmente dagli ospedali. Nei reparti ordinari si registra un lieve calo dei pazienti, 29.180 i degenti ospitati, 51 in meno rispetto a ieri; decremento pure nelle terapie intensive, 3.710 i ricoverati con un saldo complessivo in calo di 6 persone e 283 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 529.618 persone. La regione con il maggior numero di casi è la Lombardia (3.943), seguita da Sicilia (2.904, numero comprensivo di quello relativo alla giornata di ieri) e Veneto (2.317).
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Vaccini, in Italia superata quota 10 milioni di somministrazioni
ROMA (ITALPRESS) – Hanno superato quota 10 milioni le somministrazioni di dosi di vaccino contro il Covid-19. Secondo i dati forniti dal governo, le dosi somministrate in Italia sono state 10.018.265 (dato aggiornato alle 15.30). Le persone totalmente vaccinate, che hanno cioè ricevuto anche la seconda dose, sono 3.143.159. Le dosi sono state somministrate a 5.980.588 donne e 4.037.677 uomini. Mentre per categoria, si evidenzia la somministrazione di 3.006.675 per il personale sanitario, 491.482 per il personale non sanitario, 552.351 per gli ospiti delle strutture residenziali, 3.292.593 per gli over 80, 227.533 per le forze armate, 1.000.998 per il personale scolastico e 1.446.479 per la voce altro.
“10 milioni. Questo è il numero di dosi di vaccino somministrate ad oggi. Dobbiamo ancora accelerare, perchè il vaccino è la vera strada per superare questa stagione così difficile. Grazie a tutto il personale sanitario che ogni giorno lavora a questo obiettivo”, scrive su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza.
Sul fronte delle regioni la prima per quota di somminstrazioni rispetto alla dotazione è la Provincia autonoma di Bolzano (97,1%), l’ultima la Calabria con il 79,6%. Ma ecco il dettaglio delle regioni: Abruzzo (89,1%), Basilicata (88,3%), Calabria (79,6%), Campania (88,9%), Emilia-Romagna (90,8%), Friuli Venezia Giulia (89,9%), Lazio (89,5%), Liguria (89,2), Lombardia (88,1%), Marche (86,3), Molise (94,6), Provincia Autonoma Bolzano (95,1), Provincia Autonoma di Trento (92,6), Piemonte (88,9%), Puglia (85,6), Sardegna (82,1%), Sicilia (90,4%), Toscana (90), Umbria (91,7), Valle d’Aosta (90%), Veneto (96,2%).
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Cittadini (Aiop) “Obbligo vaccinale personale sanitario scelta giusta”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Governo si appresta ad adottare provvedimenti giusti per affrontare, in maniera risolutiva, la crisi pandemica. Con la previsione, contenuta nel decreto legge che entrerà in vigore dopo Pasqua, dell’obbligo di vaccinazione per tutto il personale sanitario, altrimenti sanzionabile e di uno scudo penale per coloro che somministreranno il vaccino, si adottano due importanti norme di tutela e di buon senso”. Lo afferma Barbara Cittadini, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop).
“L’obiettivo comune e condiviso – aggiunge – è quello di accelerare la campagna vaccinale per immunizzare il Paese e avviare prima possibile la ripresa economica e sociale.
In questa prospettiva, come Aiop, in quanto componente di diritto privato del Servizio sanitario nazionale, siamo già da tempo a disposizione del Governo con le nostre strutture associate, 72mila unità del personale, tra le quali 12mila medici, 28mila infermieri e tecnici e 32mila operatori di supporto, in un’ottica di collaborazione sinergica con il settore pubblico”.
Secondo Cittadini “è fondamentale assicurare la sicurezza nelle strutture sanitarie e la tutela di medici, infermieri, operatori sociosanitari, dipendenti di Rsa e di studi privati, perchè bisogna assolutamente evitare il rischio della diffusione del virus sul luogo di lavoro, dove il contagio potrebbe estendersi, anche, ai degenti, ai colleghi ed alle loro famiglie.
Il mio auspicio – conclude – è che si possa finalmente procedere tutti insieme e velocemente in una campagna vaccinale rapida, attenta alle esigenze dei più deboli, organizzata ed efficace”.
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Covid, 16.017 nuovi casi e 529 decessi, ma mancano i dati della Sicilia
ROMA (ITALPRESS) – In Italia crescono sia i positivi che i decessi. Secondo il bollettino del Ministero della Salute i nuovi positivi al coronavirus sono 16.017 contro i 12.916 casi di ieri. In più mancano i dati della Sicilia che oggi non sono stati comunicati “per motivi organizzativi”, spiegano le note alla tabella del Ministero. I tamponi processati sono stati 301.451 e che fa crollare l’indice di positività al 5,3%. Per quanto riguarda i decessi, sono 529 le persone morte nelle ultime 24 ore. Ieri erano state 417.
I guariti registrati in 24 ore sono 16.687 mentre gli attuali positivi calano di 3.161 unità attestandosi a 562.832. Sul fronte ospedaliero si osserva un nuovo incremento dei ricoverati nei reparti ordinari, 29.231 (+68). Mentre le terapie intensive si riducono lievemente di 5 unità attestandosi a 3.716 con 269 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 529.885 persone. La regione con il maggior numero di casi è la Lombardia (3.271), seguita da Piemonte (1.861) e Lazio (1.593).
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Covid, in Italia la variante inglese all’86,7%
ROMA (ITALPRESS) – In Italia al 18 marzo scorso la prevalenza della cosiddetta “variante inglese” del virus Sars-CoV-2 era del 86,7%, con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 63,3% e il 100%. Per quella “brasiliana” la prevalenza era del 4% (0%-32,0%), mentre le altre monitorate sono sotto lo 0,5%. La stima viene dalla nuova indagine rapida condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, che fa seguito a quelle diffuse nelle scorse settimane da cui era emersa una maggior trasmissibilità per la variante ‘inglesè del 37%.
Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus, secondo le modalità descritte nella circolare del Ministero della Salute dello scorso 17 marzo. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni/Province Autonome in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e se possibile per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni/Province Autonome e complessivamente 126 laboratori.
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