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Sanità siciliana, più luci che ombre nel rapporto Agenas-Aiop

PALERMO (ITALPRESS) – In una fotografia della qualità offerta dal Servizio sanitario nazionale, le strutture siciliane che operano nell’area oncologica presentano risultati analoghi o talvolta anche migliori rispetto a quelle delle regioni del Nord o del Centro Italia. E’ quanto emerge dal Rapporto sulla Qualità degli Outcome clinici negli Ospedali italiani 2023, elaborato da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e Aiop (Associazione italiana ospedalità privata), che propone una valutazione comparativa tra le strutture di diritto pubblico e le strutture di diritto privato del Servizio Sanitario Nazionale, da cui si evince la qualità offerta dalla sanità italiana, con un focus sulla variabilità tra regioni e all’interno delle stesse, sulla base dei risultati del Programma Nazionale Esiti (PNE) 2022.
Per quanto riguarda l’area della chirurgia oncologica, in Sicilia le strutture con livello di qualità bassa/molto bassa raggiungono il 53% tra le pubbliche e l’11% tra le accreditate. Quelle che presentano un livello di conformità alto o molto alto rispetto allo standard sono il 42% nel pubblico e il 78% nel privato.
In un confronto con le altre regioni, si evidenzia quindi che nell’area oncologica le strutture siciliane di diritto pubblico e quelle di diritto privato riportano risultati sostanzialmente analoghi, in qualche caso anche migliori, rispetto a regioni del Nord e del Centro Italia. In Lombardia, per esempio, il 38% delle strutture di diritto pubblico e il 64% di quelle di diritto privato presentano un alto/molto alto livello di conformità agli standard, mentre, rispettivamente, il 56% e il 24% hanno livelli di qualità inferiori all’atteso.
Nell’area del sistema cardiocircolatorio, sull’Isola la proporzione di strutture di qualità bassa o molto bassa è analoga tra pubblico e privato accreditato (13%) mentre le strutture che presentano un livello di conformità alto o molto alto rispetto allo standard raggiungono il 39% nel pubblico e il 69% nel privato. Un dato che va letto anche nel confronto con le altre regioni. Se si considera, infatti, a titolo comparativo, una regione in cui il privato accreditato è presente in modo rilevante come il Lazio, emerge che 12 strutture laziali di diritto privato (41% delle accreditate) presentano una qualità alta o molto alta mentre lo stesso livello è raggiunto da 19 strutture pubbliche (61% del comparto).
In Lombardia, invece, il 45% delle strutture di diritto pubblico e il 74% di quelle di diritto privato presentano un alto/molto alto livello di conformità agli standard.
In Sicilia, delle 15 strutture pubbliche valutate rispetto all’area del sistema nervoso, il 60% presenta uno standard di qualità basso o molto basso e solo il 15% un livello di qualità alta o molto alta. Diversi, invece, i numeri delle strutture di diritto privato: su cinque strutture valutabili, le quattro valutate presentano uno standard di qualità alta o molto alta, un dato che rappresenta l’80%. A titolo comparativo, in Lombardia il 59% delle strutture di diritto pubblico e il 67% di quelle di diritto privato presentano un alto/molto alto livello di conformità agli standard, mentre, rispettivamente, il 9% e il 7% hanno livelli di qualità inferiori all’atteso. Nel Lazio, invece, due strutture pubbliche (17% del comparto) e tre di diritto privato (60% delle accreditate) presentano una qualità alta o molto alta, mentre, rispettivamente, il 17% e il 20% hanno livelli sub-standard.
“La differenza di performance tra la componente di diritto pubblico e quella di diritto privato del Servizio sanitario nazionale assume nel Sud e nelle Isole una natura peculiare – spiega la presidente dell’Aiop Barbara Cittadini -. E’ qui, infatti, che si rileva una divaricazione maggiore – che vede una più elevata qualità delle strutture accreditate rispetto a quelle pubbliche – in quasi tutte le aree cliniche valutate. Questo risultato si rispecchia non solo nella maggiore percentuale di strutture di diritto privato con qualità alta ma, anche, nella minore proporzione di strutture accreditate con qualità bassa. Possiamo, dunque, affermare che non esiste solo un “fenomeno nord-sud”, ma che occorre guardare cosa succede nel contesto territoriale specifico e valutare quali siano i determinanti degli esiti migliori. Un esempio è il dato siciliano relativo all’area oncologica, dove sia le strutture di diritto pubblico sia quelle di diritto privato riportano risultati sostanzialmente analoghi, se non migliori, rispetto ad entrambe le componenti delle regioni del nord e del centro Italia. Ma il risultato principale è l’eterogeneità nella qualità delle cure offerte nel SSN e, quindi, l’iniquità di accesso ai servizi migliori, a seconda della singola struttura erogatrice”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Schillaci “Liste d’attesa problema inaccettabile, servono più medici”

MILANO (ITALPRESS) – Sulla sanità “io credo che sia importante investire in due campi. Il primo è sugli operatori sanitari, che durante il Covid hanno dimostrato grande efficienza e dedizione al lavoro: bisogna assolutamente far sì che rientrino nel Sistema Sanitario Nazionale, si sentano gratificati e abbiano anche aumenti stipendiali. L’altro punto importante va nella direzione dei cittadini: dobbiamo rimetterli al centro del progetto della sanità pubblica e dobbiamo far sì che in qualche modo vengano combattute le annose liste di attesa che rappresentano un problema oggi inaccettabile”. Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci in un’intervista alla trasmissione “Unomattina” su Rai1.
In merito alla riduzione delle liste di attesa, il ministro ha dichiarato che “abbiamo stanziato 520 milioni. E’ un problema che purtroppo è datato da molti anni e oggi credo che bisogna far sì che gli operatori sanitari si dedichino soprattutto a questo per fare un servizio ai cittadini”.
“Le liste di attesa si combattono innanzitutto avendo medici in più, facendo in modo che i medici che lavorano nel servizio sanitario nazionale vengano pagati meglio – ha aggiunto – Bisogna poi agire sulla razionalizzazione: c’è una percentuale di esami inutili che vengono prescritti e dobbiamo assieme alla comunità medico-scientifico far sì che gli esami diagnostici e le terapie vengano date nei tempi giusti a chi ne ha davvero bisogno”.
Per Schillaci “la carenza di medici oggi è risultato di una errata programmazione negli anni precedenti. Siamo intervenuti
insieme al ministro Bernini per aumentare il numero delle persone
che si possono iscrivere alle facoltà di medicina e chirurgia.
Molti medici in realtà sono andati via dal Servizio Sanitario
Nazionale: è nostra intenzione rilanciarlo, renderlo nuovamente un punto di riferimento e far sì che i medici possano rientrare
avendo maggiori gratificazioni”.
Per gli infermieri “stiamo guardando anche all’estero per la
necessità di reclutarli in tempi brevi. Anche per gli infermieri e le altre professioni sanitarie vogliamo investire per far sì che i giovani si possano avvicinare”, ha sottolineato Schillaci.

– foto: Agenzia Fotogramma –
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Ninell Sobiecka nuovo presidente e Ad di L’Oreal Italia

MILANO (ITALPRESS) – Emmanuel Goulin, attualmente presidente e amministratore delegato di L’Orèal Italia, è stato nominato presidente del Travel Retail a livello mondiale ed è entrato a far parte del Comitato Esecutivo del Gruppo. Al suo posto Ninell Sobiecka, che prenderà la carica in L’Orèal Italia a partire dal 1° gennaio 2024.
Ninell, spiega una nota, “porta con sè un bagaglio di esperienze maturate in 25 anni di sviluppo professionale in sei paesi”. Nata in Polonia, inizia la sua carriera nel 1997, ricoprendo cariche crescenti in importanti aziende multinazionali. Nel 2005 entra in L’Orèal come Marketing Manager per L’Orèal Dermatological Beauty in Svizzera. Ninell ha assunto ruoli chiave come Marketing Manager Vichy in Germania e successivamente come General Manager Vichy in Russia. Il suo percorso l’ha poi portata alla nomina di General Manager L’Orèal Dermatological Beauty in Russia.
Nel 2016, è stata nominata Direttore Generale di L’Orèal Dermatological Beauty per l’Asia Pacifica. Ha lanciato la Divisione in diversi Paesi, digitalizzato il modello di business e fatto crescere fortemente l’e-commerce ed il canale medicale.
Nel 2021 è tornata in Russia e ha assunto il ruolo di Deputy General Manager responsabile della Divisione Consumer Products e nel 2023 è stata nominata Presidente e Amministratore Delegato per la Russia e la Comunità degli Stati Indipendenti.
Sobiecka e Goulin inizieranno il loro passaggio di consegne a partire dalla fine di ottobre. Goulin resterà alla guida dell’Italia fino alla fine dell’anno e Sobiecka sarà pienamente in carica a partire dal 1° gennaio 2024.
“Desidero ringraziare Emmanuel in modo particolare per aver definito una roadmap strategica chiara e ambiziosa per l’Italia per gli anni a venire – ha detto Vianney Derville, presidente Zona Europa -. Ninell è ampiamente riconosciuta come un leader moderno e lungimirante, pensatore strategico e attenta allo sviluppo delle persone. Sono quindi fiducioso che si adatterà rapidamente all’ambiente culturale italiano e che contribuirà ulteriormente alla modernizzazione in corso di L’Orèal Italia”.

– foto ufficio stampa L’Oreal Italia –
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Novartis investe in Piemonte, 100 mln per ampliare il polo di Ivrea

IVREA (ITALPRESS) – Novartis investe in Piemonte e rafforza la sua presenza sul territorio con l’ampliamento del polo di Ivrea, fiore all’occhiello per l’Italia nell’innovazione oncologica, situato presso il Bioindustry Park di Colleretto Giacosa. Inaugurato un nuovo stabilimento, su cui andrà un investimento di 84 milioni di euro nei prossimi 3 anni, per potenziare le attività di ricerca, sviluppo e produzione di radiofarmaci a scopo terapeutico, in particolare nel tumore alla prostata. Stanziati ulteriori 20 milioni di euro per la costruzione di un nuovo edificio che ospiterà la produzione di prodotti diagnostici, oltre che attività di ricerca e sviluppo.
Il polo di Novartis rappresenta l’ultima frontiera della medicina nucleare di precisione in oncologia, con un approccio innovativo basato sui radioligandi, ossia radiofarmaci in grado di riconoscere selettivamente le cellule tumorali ed eliminarle attraverso l’uso di particelle radioattive, senza danneggiare le cellule sane. Un’innovazione che affonda le sue radici nella ricerca Made in Italy, svolta proprio a Colleretto Giacosa da Advanced Accelerator Applications (AdAcAp), realtà all’avanguardia del Gruppo Novartis che ha sviluppato le prime terapie con radiofarmaci al mondo. Qui, infatti, è stato scoperto e sviluppato il primo farmaco a base di radioligandi che è stato approvato e immesso in commercio in Europa e negli USA (anno 2017) per il trattamento di un tumore raro neuroendocrino; cui è seguita l’approvazione FDA e EMA (anno 2022) per la prima terapia di questo genere indicata per il trattamento del carcinoma prostatico progressivo metastatico resistente alla castrazione e PSMA-positivo. Il programma di sperimentazioni di Novartis nell’ambito della medicina nucleare di precisione con i radioligandi si sta concentrando su altre neoplasie, alcune delle quali considerate big killer, come il tumore al seno e al polmone.
“Oggi si riconferma quanto il nostro Paese abbia i numeri per attrarre risorse ed essere competitivo a livello europeo e mondiale in un settore particolare come quello delle Scienze della Vita, che richiede grande professionalità e know-how specifici – commenta Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dell’Italia -. Questo si traduce in un beneficio che nel medio-lungo periodo favorisce la crescita non solo a livello economico, ma anche sociale oltre che scientifico. Il Governo sta lavorando senza sosta per far sì che le aziende continuino a investire nel nostro Paese come punto di riferimento nel panorama mondiale, aperto all’innovazione e al talento. Sono inoltre orgoglioso di come la mia regione di origine, il Piemonte, si posizioni da leader nel contesto internazionale per ricerca e produzione di terapie altamente innovative e che possono davvero cambiare la vita delle persone che affrontano un tumore”.
La produzione e logistica delle terapie con radioligandi richiedono un assetto organizzativo strutturato e rigoroso: il processo produttivo viene avviato di volta in volta per il singolo paziente, per il quale viene attivata una catena organizzativa unica nel suo genere, che ne garantisce la consegna entro 120 ore dalla produzione. Al momento il sito di Ivrea è uno dei 3 stabilimenti al mondo, 2 dei quali in Europa – nonchè unico in Italia – in grado di produrre e distribuire in tutto il mondo questa tipologia di terapie.
L’azienda inaugura un nuovo stabilimento per la medicina nucleare di precisione contro i tumori, con l’obiettivo di potenziare le strutture produttive già esistenti, oltre ad allargare gli spazi dedicati alla ricerca e sviluppo. La superficie complessiva è di 3.000 metri quadri, di cui 2.200 metri quadri sono dedicati alle funzioni produttive e 800 metri quadri agli uffici. Sul sito inaugurato è previsto un investimento di 84 milioni di Euro nei prossimi 3 anni, per sostenere e ampliare la produzione di terapie a base di radiofarmaci innovativi. L’investimento consentirà di aumentare la produzione di oltre il 20% e quindi la quota di fatturato generato dall’export dal 60 al 90%. Inoltre, è previsto un aumento del 40% dei posti di lavoro entro il 2023.
“Iniziative come queste confermano l’importanza delle scelte e delle azioni messe in campo dalla Regione Piemonte per favorire la creazione di un ecosistema di innovazione virtuoso, di cui il Bioindustry Park è un esempio, accanto al ricco patrimonio di poli universitari, centri di ricerca e di eccellenza nel settore sanitario e farmaceutico che il Piemonte possiede – evidenzia Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte -. Una rete d’eccellenza che in futuro potrà contare anche sul nuovo Parco della Salute come luogo di innovazione sanitaria. Riteniamo che sia importante continuare a valorizzare la collaborazione tra pubblico e privato e continuare a lavorare affinchè nuove opportunità, come quella che oggi salutiamo grazie a Novartis, possano crearsi per lo sviluppo dei territori. Condividiamo in questo senso anche l’impegno e la volontà di dare piena attuazione in Piemonte al nuovo Piano Oncologico Nazionale”.
La scelta dell’ampliamento deriva dal fatto che, fin dalla sua fondazione, questa sede ha costituito un centro di eccellenza ed è stata un punto di riferimento per la ricerca e sviluppo di tutto il Gruppo Novartis. La strategia dell’azienda, quindi, è quella di rafforzare in modo significativo il polo piemontese, capace di attrarre importanti investimenti esteri, dato il ruolo di primaria importanza che esso ha assunto sui mercati globali, perchè sede di eccellenza manifatturiera a beneficio della crescita del Paese. In questo sito infatti ricade la produzione non solo per il mercato italiano, ma anche per Europa, USA, Canada, Giappone, Cina, Corea del Sud, Singapore e Taiwan, con prospettive di business anche per i paesi sudamericani. Si calcola che, nel 2022, oltre il 75% della produzione è stata destinata all’estero.
La strategia prevede inoltre di potenziare ulteriormente il polo di Colleretto Giacosa nel prossimo futuro. Infatti, sempre nell’ottica di rafforzare il ruolo del Polo italiano nel campo dello sviluppo e produzione di radiofarmaci, Novartis ha già stanziato altri 20 milioni di euro per la costruzione di un nuovo edificio, che ospiterà le attività di Molecular Imaging, dedicata allo sviluppo e produzione di marcatori per la diagnostica per immagini di precisione e che permette ai medici di individuare le cellule tumorali, scegliere le terapie personalizzate e monitorare i progressi della terapia.
“Oggi si conferma l’impegno concreto di Novartis nel guidare l’innovazione in oncologia attraverso lo sviluppo di piattaforme terapeutiche innovative – come i radioligandi – che rappresentano un unicum nel panorama italiano e internazionale, non solo a livello terapeutico, ma anche a livello di produzione e distribuzione – commenta Valentino Confalone, Country President e Amministratore delegato di Novartis Italia -. Un impegno ad investire in Italia da un lato valorizzando l’altissima professionalità italiana, dall’altro aumentando la competitività del settore nell’ambito europeo e mondiale. In questo contesto, abbiamo confermato alla Regione Piemonte la nostra volontà e l’impegno a dare concreta attuazione anche in questo territorio al Piano Oncologico Nazionale, di recente approvato dal Ministero della Salute”.

– foto ufficio stampa Omnicom PR Group –
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“Le Marche che donano”, aumenta la disponibilità di sangue e plasma

ANCONA (ITALPRESS) – Un incontro completamente dedicato al tema della donazione, in tutte le sue sfaccettature. “Le Marche che donano” si è tenuto presso la Sala delle Polveri, all’interno della Mole Vanvitelliana. L’evento è stato organizzato dal Centro Regionale Sangue delle Marche e dal Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale, in collaborazione con l’Accordo Interregionale Pla.NET e con il supporto di Takeda.
Al centro del dibattito, moderato da Barbara Capponi, giornalista Rai del Tg1, la donazione di sangue e plasma, fondamentale nel garantire la produzione e la disponibilità di farmaci plasmaderivati, considerati a tutti gli effetti dei salvavita per il trattamento di patologie acute e croniche, quali le immunodeficienze primitive, le malattie neurologiche, l’emofilia ed altri disordini coagulativi. Forse in pochi sanno, infatti, che a partire dal plasma donato, le industrie farmaceutiche convenzionate, come Takeda, producono in conto-lavoro i farmaci richiesti per il Servizio Sanitario Nazionale.
A causa della limitata disponibilità di plasma e del numero crescente di pazienti che ha necessità di cura, la competizione fra Paesi per l’approvvigionamento di plasma si fa ogni giorno più dura; l’Italia si trova in una posizione di svantaggio poichè dipende dall’estero per circa un terzo del suo fabbisogno. La donazione è dunque cruciale per centrare un obiettivo ambizioso: l’autosufficienza del nostro Paese dal punto di vista della disponibilità di farmaci plasmaderivati.
La buona notizia è che, secondo gli ultimi dati del consorzio interregionale Pla.net, nel periodo gennaio-agosto 2023 la donazione di plasma in Italia è aumentata del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2022. Nella Regione Marche, i kg di plasma sono aumentati da 22.542 a 24.058.
“Ringrazio l’Accordo Interregionale Pla.net e l’azienda Takeda convenzionata per il frazionamento del plasma, per avermi dato l’opportunità di organizzare questo evento – dichiara Giovanna Salvoni, Responsabile del Centro Regionale Sangue Regione Marche -. La nostra è una Regione molto sensibile alla donazione, popolata da persone che si sentono parte di una comunità e che si preoccupa del benessere altrui; lo dimostrano gli indici di raccolta di sangue e plasma che ci collocano tra le prime Regioni d’Italia. Il sistema trasfusionale della Regione Marche è una vera e propria rete, con un modello organizzativo e logistico di tipo hub and spoke e aree territoriali che, in completa sinergia con le associazioni di volontariato del dono del sangue, hanno permesso di raggiungere l’autosufficienza di sangue (e di mantenerla nel tempo), la sicurezza dei donatori e dei pazienti, ed equità del trattamento. Questo spiccato altruismo si manifesta anche nella donazione di organi, di cellule staminali emopoietiche e nella donazione del sangue da cordone ombelicale”, conclude Salvoni.
“Come azienda abbiamo una responsabilità enorme: trasformare in farmaco salvavita il plasma donato nelle Marche, in altre Regioni italiane e nel mondo, con eccellente qualità e alte rese. E’ questo il ruolo dei circa 900 dipendenti italiani che operano nelle sedi produttive di Rieti e Pisa, che ogni giorno dedicano tempo, competenze e passione a questo scopo – ha dichiarato Francesca Micheli, Amministratore Delegato di Takeda Manufacturing Italia -. Servono circa 130 donazioni di plasma per produrre farmaci per il trattamento annuale di 1 paziente con immuno-deficienze primarie; ne servono 900 per 1 paziente con deficit di Alfa 1 anti-tripsina. Sono numeri che fanno riflettere: la cura di diverse gravi malattie rare dipende dalla generosità dei cittadini a donare ma anche dalla capacità dell’industria di trasformare il plasma in farmaci”, conclude Micheli.
“Sono veramente onorata di essere qui oggi – ha sottolineato Orlanda Latini, Assessore della Giunta Comunale di Ancona, a supporto di un altro punto cruciale toccato durante la conferenza, ovvero l’importanza della donazione degli organi e dei tessuti, quella del midollo osseo e del sangue del cordone ombelicale, essenziali nella cura di patologie oncologiche – questo è un evento di grande valore per il nostro territorio perchè la donazione, non solo di plasma, è un atto di amore unico verso una persona che non si conosce e sappiamo bene come il numero di pazienti che ne ha bisogno sia in costante aumento. Mentre arrivavo qui mi chiedevo cosa potesse fare Ancona a supporto reale di questo tema sociale. Prendo qui l’impegno di portare avanti un lavoro di sensibilizzazione e proporrò di far inserire nella Carta di Identità la possibilità di poter esprimere la propria volontà di essere donatore”.
Ad arricchire l’incontro le toccanti testimonianze dirette dei donatori e riceventi. Sono intervenuti, tra gli altri, i Direttori Generali degli Enti del SSN; Giuseppina Siracusa, Direttore del DIRMT; Daniele Ragnetti, Presidente Regionale AVIS; Lucia Marinangeli, Presidente Regionale AIDO; Lorenzo Rossini, Presidente Regionale ADMO; Paola Castellucci, Presidente Regionale ADISCO.

– foto ufficio stampa Takeda –

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Casi covid e tasso di positività in calo nell’ultima settimana

ROMA (ITALPRESS) – Nella settimana dal 12 al 18 ottobre registriamo 33.844 nuovi casi positivi con una variazione di -18,7% rispetto alla settimana precedente (41.626), 197 deceduti con una variazione di +22,4% rispetto alla settimana precedente (161). I tamponi sono stati 245.458 con una variazione di -9,1% rispetto alla settimana precedente (270.011). Il tasso di positività è del 13,8% con una variazione di -1,6% rispetto alla settimana precedente (15,4%). Passando all’area medica, il tasso di occupazione è del 5,7% (3.551 ricoverati), rispetto a 5,8% al 11/10/2023. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è dell’1,3% (119 ricoverati), rispetto all’1,3% al 11/10/2023.
“I dati elaborati dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità confermano il modesto impatto sulla rete ospedaliera e l’esigenza di tutela delle fasce più fragili, rispetto alle quali il ministero ha avviato ogni azione di protezione e di prevenzione”, spiega il direttore generale della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute, Francesco Vaia.
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– Foto: Agenzia Fotograma –

Policlinico di Palermo, consegnata l’ambulanza donata da Enav

PALERMO (ITALPRESS) – Si è svolta questa mattina al Policlinico di Palermo la cerimonia di consegna dell’ambulanza donata da Enav, l’Ente nazionale per l’assistenza al volo. Presenti il Commissario straordinario dell’AOUP Maurizio Montalbano, l’amministratore delegato di Enav Pasqualino Monti, il presidente della Scuola di Medicina, Marcello Ciaccio, e l’ex Commissario per l’Emergenza Covid di Palermo, Renato Costa.
Enav aveva donato il mezzo di soccorso alla Struttura commissariale per l’Emergenza Covid di Palermo, allora guidata da Renato Costa, responsabile della Medicina nucleare dell’Azienda ospedaliera universitaria, con la previsione che a fine emergenza fosse destinato a un’azienda sanitaria o ospedaliera della città. E Costa aveva indicato come destinazione finale della donazione il “Paolo Giaccone”.
“I gesti di generosità vanno sempre sottolineati e l’incontro di oggi ci consente di ringraziare il dottore Pasqualino Monti, Ad di Enav, per aver donato un’ambulanza alla struttura commissariale di Palermo per l’emergenza Covid-19 e il dottore Renato Costa per avere, a sua volta, trasferito il mezzo nella disponibilità dell’Aoup – ha sottolineato il Commissario del policlinico Maurizio Montalbano -. Enav ha donato 125mila euro, con la somma residuata dopo l’acquisto dell’ambulanza, costata 95.770 euro, l’Azienda ospedaliera universitaria sta provvedendo all’acquisto di un mezzo elettrico per il trasporto interno”.
“Credo che le aziende come la nostra, oltre alla propria mission, ovvero la gestione dello spazio aereo nazionale e garantire la sicurezza dei voli, debbano anche avere un’attenzione di carattere sociale verso i territori in cui operano e manifestare un sostegno alle istituzioni locali e a strutture come quella in cui ci troviamo oggi – ha spiegato Pasqualino Monti -. Il contributo di ENAV SpA, e della sua classe dirigente, al Policlinico Giaccone si inserisce in un programma più ampio di supporto alla comunità che abbiamo intrapreso già da qualche tempo e che continuerà certamente nei prossimi anni”.
“Ringrazio il Dottore Monti per l’attenzione al sociale e alle problematiche di una struttura sanitaria e del nostro Policlinico in particolare – ha evidenziato il presidente della Scuola di Medicina Marcello Ciaccio -. Questa donazione, che darà un concreto aiuto al trasporto dei pazienti, arricchisce l’Azienda universitaria, la Facoltà e l’Ateneo ed è un segnale per la città estremamente importante”.
Costa ha aggiunto che “la collaborazione tra la struttura commissariale della città metropolitana di Palermo e l’ENAV è iniziata sin da subito con presidi fissi di tamponi prima e vaccini poi presso l’aeroporto di Punta Raisi, così come con l’Autorità portuale presso il porto di Palermo. La donazione dell’ambulanza alla struttura commissariale prevedeva che a fine emergenza la stessa fosse destinata a una azienda della città metropolitana. A me – ha spiegato – è sembrato ovvio indicare come destinazione finale della donazione il Policlinico “Paolo Giaccone” in quanto, prima della fiera del Mediterraneo, la sede del Commissario straordinario per l’emergenza Covid era allocata presso locali dell’Aoup e poi perchè dipendente dell’Azienda ospedaliera universitaria”.

– foto ufficio stampa Policlinico di Palermo –
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Eli Lilly, un nuovo patto con l’Italia da 750 milioni entro il 2025

SESTO FIORENTINO (FIRENZE) (ITALPRESS) – Lilly rafforza ulteriormente la sua presenza in Italia siglando una nuova partnership da 750 milioni di euro nei prossimi due anni per la produzione di farmaci innovativi. Arriva così a 1,4 miliardi l’impegno dell’azienda nel Paese negli ultimi vent’anni.
E’ quanto ha annunciato oggi la multinazionale americana nel corso dell’evento che si è tenuto proprio nel polo produttivo di Sesto Fiorentino (Firenze) dal titolo “This is the Future!”, riconfermando così la scommessa fatta sul Paese nel 1959. In quell’anno Lilly scelse l’area alle porte di Firenze per produrre farmaci che oggi raggiungono più di 60 Paesi nel mondo, tra cui gli Stati Uniti, e che per il 95% vengono esportati fornendo soluzioni terapeutiche a più di 7 milioni di pazienti ogni anno.
Un impegno storico che guarda al futuro quando, entro il 2025, si stima che Lilly contribuirà al PIL italiano con 1,5 miliardi di euro grazie anche all’attivazione di oltre 6.000 posti di lavoro attraverso un effetto moltiplicatore sugli oltre 1.500 impiegati dell’azienda nel Paese grazie alle sue attività, secondo uno studio di The European House Ambrosetti.
Il nuovo annuncio è il risultato di un percorso iniziato nel 2004 con il riorientamento della produzione in Italia, che ha trasformato il sito produttivo di Lilly in uno dei poli più strategici e innovativi per la manifattura di farmaci da biotecnologie in Italia. Guardando al futuro, la posa della prima pietra del nuovo lotto oggetto dell’investimento garantirà la produzione di nuovi farmaci destinati al trattamento del diabete e dell’obesità.
L’azienda di Indianapolis, la cui strategia prevede di operare attraverso strutture di proprietà e di integrare con ulteriori partnership di terze parti (CMO), ha attivato accordi con eccellenze italiane per espandere ulteriormente nel prossimo futuro il proprio portafoglio in Italia, compresa la produzione di farmaci oncologici e per la cura dell’Alzheimer.
“Dopo oltre 60 anni di storia in Italia possiamo scrivere un nuovo, importante capitolo – ha dichiarato Huzur Devletsah, Presidente e Amministratore Delegato Eli Lilly Italy Hub -. Abbiamo sempre creduto nel nostro impegno qui, che rappresenta una presenza non solo fisica, su un territorio, ma anche strategica. In Italia abbiamo trovato le ragioni per investire e, di conseguenza, le competenze giuste per restare e continuare a guardare avanti. Le entusiasmanti scoperte scientifiche nel diabete, immunologia, cancro e infine per obesità e Alzheimer, ci incoraggiano a continuare a fare investimenti significativi che sostengono i nostri nuovi farmaci, tra cui i molteplici lanci previsti nel prossimo decennio per aiutare più pazienti in Italia e nel mondo”.
Lilly in Italia si concentra anche sulla Ricerca e Sviluppo, con investimenti in quest’area 5,4 volte superiori alla media del settore manifatturiero, con oltre 50 studi clinici attualmente attivi nel Paese.
“L’azienda ha investito oltre 9 miliardi di dollari nella propria manifattura a livello globale negli ultimi tre anni. Questa espansione contribuirà a portare il portafoglio di farmaci innovativi di Eli Lilly ai pazienti di tutto il mondo”, ha commentato Ilya Yuffa, Presidente Eli Lilly International.
“Lilly sta vivendo un momento straordinario per la sua promettente pipeline. Continuare a scoprire, sviluppare e fornire la prossima generazione di trattamenti è fondamentale per noi e l’Europa ha l’opportunità di diventare più attrattiva attraverso la creazione di un ecosistema dell’innovazione sanitaria che garantisca un accesso più rapido ai nuovi farmaci e protegga al contempo la proprietà intellettuale”, ha proseguito.
“L’Italia ha una storia orgogliosa come fulcro di innovazione e produzione farmaceutica: è il secondo produttore in Europa e tra i primi dieci a livello globale – ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso -. L’ampliamento che celebriamo oggi è una riaffermazione della dedizione all’eccellenza e all’innovazione del nostro sistema industriale e produttivo. Eli Lilly, con la sua decisione di espandere ulteriormente le operazioni in Italia, ha mostrato fiducia nelle capacità del nostro Paese, nelle nostre risorse e nel nostro futuro”.
“Disporre di terapie innovative e più efficienti migliora la salute e consente risparmi per il Servizio sanitario nazionale”, ha commentato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci. “Il Governo – ha aggiunto – è pienamente consapevole della strategicità del settore, dell’importanza dell’innovazione in campo farmacologico e farmaceutico. Siamo impegnati per favorire sinergie tra politiche sanitarie e industriali che contribuiscano allo sviluppo economico e sociale e a garantire la sostenibilità del servizio sanitario”.

– Foto ufficio stampa Eli Lilly –

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