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Calenda “Non vedo possibile un’alleanza con il Pd”

ROMA (ITALPRESS) – “Non vedo una possibile alleanza con il Pd perchè non condivido la linea con i Cinque Stelle. Io penso che servano grandi investimenti infrastrutturali, penso che la transizione ecologica sia una cosa molto complessa che non si risolve dicendo che tutto è rinnovabile perchè non funziona, non penso che i problemi del lavoro si risolvano con i sussidi a pioggia”. Lo ha detto il segretario di Azione Carlo Calenda, intervenendo stamattina alla trasmissione Agorà di Raitre. “Considero la politica dei 5 Stelle una politica che è stata molto dannosa per il Paese – ha proseguito Calenda – Poi: se si vuole fare un discorso sulla sanità fatto bene, o sul salario minimo contrattuale – non quello proposto da Cinque Stelle che distruggerebbe la contrattazione nazionale – certo che ne discutiamo. Perchè da quando siamo nati quello che ci interessa è solo cercare di mettere a posto il Paese: del resto non me ne importa niente”.
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Rocchi “Arbitraggio più europeo ma Serie A non è Champions”

ROMA (ITALPRESS) – “C’è stata una linea di arbitraggio più europea, con un miglioramento nella fluidità nel gioco. Non è stato un percorso semplice, ma i risultati sono molto positivi. Ma non dobbiamo dimenticare che il campionato italiano non è la Champions League: dobbiamo adattarci al nostro campionato, cercando di prendere spunto dalle competizioni europee che sono riferimento per tutti”. Lo ha sottolineato Gianluca Rocchi, designatore arbitrale di Serie A e B, ospite di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio 1. In cosa si può migliorare per la prossima stagione è presto detto: “Sono contento di come hanno lavorato tutti gli arbitri, soprattutto nelle condizioni in cui hanno lavorato, abbiamo avuto anche problemi interni non indifferenti, sono riusciti ad estraniarsi da tutto – spiega l’ex fischietto internazionale – Si può migliorare nella continuità di rendimento, ogni tanto abbiamo avuto anche noi qualche scivolone, soprattutto i più giovani devono meritarsi la grande fiducia nostra e dei club”. In merito all’organico, Rocchi annuncia che “è da ridurre in maniera drastica, dobbiamo tornare a 40-42 arbitri, ora ne abbiamo dieci oltre il numero massimo. Quest’anno scenderemo di tre: è un lavoro faticoso, per me il più difficile, è da non dormirci la notte, non è facile togliere il sogno della Serie A. Ma servono meno arbitri e più presenze sul treno del gioco”. Circa le conferenze stampa nel post-partita, “l’obiettivo è farne con più frequenza. Il presidente Aia Pacifici è d’accordo con me: quando abbiamo modo di spiegare un episodio, abbiamo sicuramente risolto tutti i problemi. Sulle interviste post-partita non trovo corretto farle fare agli arbitri, non perchè non ne siano in grado, ma l’adrenalina è ancora alta, non c’è neanche grande voglia di ascoltare il motivo per cui un arbitro ha commesso o meno un errore. L’unica risposta che si vorrebbe sentire è ‘sì, ho sbagliatò. Ma avremo risolto poco, a noi non interessa se ha sbagliato o meno, quello ci si arriva subito, ma perchè. La soluzione può essere quella di avere uno spazio nostro ogni 15 giorni o una volta al mese per spiegare gli episodi. Gli assistenti devono invece tornare ad essere due arbitri aggiunti. La tecnologia ha invaso la loro area di competenza. Se vogliono avere un futuro vero, devono ritornare ad avere un ruolo tecnico”. Rocchi si sofferma poi su due specifici allenatori. “Se esiste un problema Mourinho per gli arbitri? Non esiste alcun problema Mourinho, nè personale nè di gruppo. Noi rispettiamo tutti alla stessa maniera. Quello che chiederemo a tutti gli allenatori comportamenti corretti in panchina. Quest’anno c’è stato un miglioramento rispetto al mio primo anno da designatore che fu un dramma. Dobbiamo combattere questo malcostume ed essere severi nelle decisioni”. C’è poi il ritorno di Rudi Garcia in Italia: il neo allenatore del Napoli con Rocchi fece il famoso violino durante Juve-Roma nel 2014. “Ricordo bene quella partita, mi creò parecchi problemi. Con una battuta, posso dire che con la tecnologia probabilmente in quella partita non ci sarebbe stato il violino di Garcia, avrei avuto molta più facilità nella risoluzione di alcuni problemi. Quel Juve-Roma è una di quelle partite in cui rimpiango di non aver avuto la tecnologia, forse oggi discuteremmo di un’altra storia. Mi fa piacere ritrovare Garcia, è un grande allenatore”. In merito alla diffusione dialoghi arbitri-Var, “non abbiamo alcun segreto, diffonderemo qualsiasi caso. Vogliamo avere comunicazioni pulite e ascoltabili. Purtroppo delle volte la comunicazione tra Var e arbitro ha fregato i ragazzi in campo. Ma ci abbiamo lavorato”. Capitolo tempo effettivo: “Non lo dettiamo noi arbitri, ma i calciatori. Faccio un esempio: l’arbitro Massa ha arbitrato Spezia-Fiorentina con 45 minuti di tempo effettivo, cioè praticamente niente, e Juve-Lazio con 61 minuti. Il tempo effettivo lo hanno dettato le squadre coinvolte. Siamo partiti da 51 minuti, ora siamo a 54. Ho cercato di lavorare sulle perdite di tempo, limare gli on field review. Non si può aspettare due minuti per battere un calcio di punizione. Su questo possiamo fare fino a un certo punto, ma poi la fluidità del gioco dipende dai giocatori”. Infine, sul fuorigioco semi-automatico: “Il termine semi-automatico fa capire come serva sempre la parte umana. Stiamo lavorando sulla velocità, ma la priorità è l’accuratezza della decisione – termina Rocchi – Ci abitueremo ad essere più veloci”.
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Delmastro “Diremo a Ue che l’abuso d’ufficio all’Italia non serve”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Anm è un interlocutore con cui vogliamo dialogare ma preferiremmo che lo facesse sui testi e non sui pre-testi, altrimenti le critiche diventano pregiudizi”. Lo dice, in un’intervista a Repubblica, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. “Il tema vero – aggiunge – è che noi stiamo facendo una riforma liberale del diritto penale che non depriva i magistrati di alcun potere d’indagine, ma conferisce diritti in più al cittadino presunto innocente. Siamo disposti a dialogare con tutti, ma siamo orgogliosi della nostra proposta”. Il cittadino “deve godere di maggiori diritti. E abbiamo detto che non avremmo limitato l’uso delle intercettazioni e l’abbiamo fatto. Ma mettiamo uno stop alle paginate con le conversazioni di persone mai indagate, ma che parlavano con gli indagati”.
Sull’abuso d’ufficio Delmastro afferma: “Interloquiremo con l’Europa e spiegheremo che nella battaglia contro la corruzione l’asticella del nostro codice è una delle più alte, non c’è altro Paese che ce l’abbia alta come la nostra. Ma l’abuso è un reato definito ‘sussidiariò, e io lo contesto proprio per questo, per non parlare del rapporto impietoso tra imputazioni e condanne da cui nasce la paura della firma. Già in tempi normali, ma soprattutto con il Pnrr, l’Italia non se lo può permettere”.
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La Spagna vince la Nations League, Croazia ko ai rigori

ROTTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – La Spagna vince ai rigori la Nations League. A Rotterdam, dopo lo 0-0 dei 90 minuti regolamentari e dei tempi supplementari, in finale contro la Croazia, la nazionale di de la Fuente sfrutta gli errori dal dischetto di Majer e Petkovic (parati entrambi da Unai Simon) e torna ad alzare un trofeo internazionale a undici anni dall’Europeo vinto all’atto conclusivo contro l’Italia. Alla fine è di Carvajal il penalty decisivo, che fa scattare la festa al De Kuip. Niente da fare per Luka Modric che a 37 anni gioca la sua 66esima partita stagionale tra Real Madrid e nazionale, ma vede svanire dagli undici metri il sogno di alzare un titolo da capitano della Croazia. La partita è spigolosa, frammentata, con poche occasioni nitide. Nei primi 15′ la squadra di Dalic rischia di farsi male da sola due volte. Su un cross dalla sinistra, Livakovic non blocca il pallone e solo il palo lo salva dall’autogol. Poco dopo Gavi scippa palla a Brozovic e calcia dal limite dell’area sfiorando lo stesso legno alla destra del portiere croato.
Superata la prima mezz’ora, dopo uno spunto a vuoto di Kramaric, la Croazia ci prova con due colpi di testa di Perisic, ma in entrambi i casi Unai Simon blocca agevolmente. L’ex esterno dell’Inter è l’uomo più pericoloso per i croati anche ad inizio ripresa. Al 51′ sfonda sulla sinistra e crossa al centro dove Juranovic ha tutto il tempo per controllare e calciare, ma il tiro è fuori misura. La Spagna risponde cinque minuti dopo. Jordi Alba effettua un traversone in area, Asensio svetta di testa in solitaria senza inquadrare la porta. Allo scoccare dell’ora di gioco Dalic e De La Fuente provano a dare una scossa al match affidandosi ai due cambi dalla panchina che in semifinale sono risultati decisivi: Petkovic per la Croazia e Joselu per la Spagna. L’occasione più grande però ce l’ha un altro neo entrato, Ansu Fati che all’85’ calcia a botta sicura all’ingresso dell’area piccola, ma Perisic è decisivo nel salvataggio sulla linea. Si va quindi ai supplementari e ai rigori. E dagli undici metri la Croazia non conferma la fama di infallibile sfoggiata ai Mondiali sia in Qatar che nel 2018. Sbagliano Majer e Petkovic. Per la Spagna è impreciso solo Laporte. E alla fine è di Carvajal il rigore che vale il trofeo.
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Isola “A Montreal gara più equilibrata della stagione”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ stata una gara molto interessante, la più equilibrata finora in questa stagione, come testimonia la classifica finale, con quattro piloti di quattro vetture diverse racchiusi in meno di venti secondi”. Così Mario Isola, direttore motorsport Pirelli, commenta il Gp del Canada, vinto da Max Verstappen. “Le previsioni della vigilia indicavano le due soste come l’opzione migliore ed il fatto che i primi tre classificati hanno seguito questa strada ne è una conferma, pur gestendola in maniera diversa fra loro – spiega ancora Isola – La sosta unica si è peraltro dimostrata un’alternativa molto valida, come dimostra la prestazione dei due piloti della Ferrari: Leclerc e Sainz sono stati autori di un primo stint con le Medium che è durato fino ad oltre la metà della corsa senza accusare un particolare degrado della prestazione degli pneumatici, un segnale dei progressi compiuti in termini di regolazione della loro monoposto”. “Abbiamo avuto temperature più fresche rispetto a venerdì e ciò ha contribuito a ridurre il rischio di surriscaldamento delle gomme – prosegue Isola – Un altro fattore che ha avuto un ruolo importante nella gestione degli pneumatici è stata la rapida gommatura dell’asfalto durante la gara, nonostante inizialmente fosse ancora molto sporca dopo la pioggia caduta praticamente per tutta la giornata di sabato”. “Personalmente, è stato un onore, a nome di Pirelli, Title Sponsor della gara, poter consegnare nella cerimonia di premiazione il trofeo destinato alla squadra vincitrice nelle mani Adrian Newey, un personaggio che ha fatto e continua a fare la storia di questa squadra e del nostro sport, proprio nel giorno in cui la Red Bull festeggia la centesima vittoria”, termina Isola.
– Foto Ufficio Stampa Pirelli –
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Verstappen vince in Canada ed eguaglia Senna, Ferrari 4a e 5a

MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – Max Verstappen ha vinto il GP del Canada, disputato sul circuito di Montreal, eguagliando Ayrton Senna con 41 successi. Il campione del mondo con la sua Red Bull ha preceduto Fernando Alonso, che ha difeso con successo il secondo posto dagli assalti della Mercedes di Hamilton, che ha chiuso terzo. Quarto e quinto posto per le Ferrari di Charles Leclerc e Carlos Sainz. Sesta l’altra Red Bull di Sergio Perez, settimo Alexander Albon, ottavo Ocon, con l’Alpine, nono Lance Stroll (Aston Martin).
“Sono molto contento, siamo riusciti a far funzionare tutto” il commento a caldo di Verstappen dopo la vittoria. “Oggi speravamo di dare più filo da torcere alla Red Bull, ma abbiamo perso la posizione al via su Lewis e poi da lì è stata una battaglia con la Mercedes” l’analisi di Alonso. “Per me è un onore essere sul podio con altri due campioni del mondo di quel calibro” ha detto Hamilton.
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Italia da 10 agli Europei, Macchi d’oro, Bianchi e Criscio di bronzo

ROMA (ITALPRESS) – E’ finito così com’era cominciato, nel segno del trionfo e sulle note dell’Inno di Mameli, il Campionato Europeo Assoluto Individuale di Plovdiv 2023 per la scherma azzurra. La terza e ultima giornata della kermesse continentale in Bulgaria porta altre tre medaglie all’Italia, una d’oro e due di bronzo: il fiorettista Filippo Macchi è campione d’Europa, dopo aver battuto in finale 15-14 il francese e campione del mondo Enzo Lefort, bronzo per Guillaume Bianchi, e terzo posto anche per la sciabolatrice Martina Criscio. La spedizione italiana chiude così con ben 10 medaglie, di cui tre d’oro, e vince il medagliere di Plovdiv.
Una domenica magica alla Kolodrum Arena: trionfa il classe 2001 “Pippo” Macchi, espressione della “meglio gioventù” del fioretto maschile nostrano, su un podio che vede anche Guillaume Bianchi (classe ’97) sul terzo gradino. Per entrambi è la prima medaglia individuale ai Campionati Europei, nei quali Macchi era all’esordio assoluto, mentre Bianchi lo scorso anno partecipò soltanto alla gara a squadre (vinta dagli azzurri ad Antalya).
Macchi, dopo cinque vittorie e una sola sconfitta nella fase a gironi, nel suo esaltante cammino ha saputo soffrire e imporsi per 15-13 nel turno da 32 sul polacco Wojtkowiak, poi ha dominato l’ottavo di finale contro il britannico Mepstead, battuto 15-8. Nel match per il podio il giovane toscano delle Fiamme Oro si è trovato di fronte in un derby azzurro Alessio Foconi, che invece aveva superato – nell’ordine – lo spagnolo Peressini Torregrosa (15-3), il ceco e bronzo olimpico Choupenitch all’ultima stoccata (12-11) e il polacco Siess (15-8). Macchi ha vinto per 15-9 la sfida tutta italiana, chiusa con l’abbraccio tra i due amici e compagni di Nazionale.
Bianchi, che aveva chiuso a sua volta con cinque vittorie e una sconfitta il proprio girone in avvio di giornata, è stato protagonista di un percorso di grande autorità, caratterizzato da un triplice 15-8, score con in quale ha eliminato – uno dopo l’altro – il britannico Archer, Il polacco Rzadkowski e, nell’assalto che valeva la “zona medaglia2, il tedesco Kahl.
Si è arrivati così al derby azzurro di semifinale che ha visto Macchi battere per 15-13 Bianchi, sancendo la medaglia di bronzo per il frascatano delle Fiamme Gialle. Nell’assalto per la medaglia d’oro “Pippo” Macchi ha trovato il campione mondiale Enzo Lefort. Il francese è stato sempre avanti, sul 14-10 ha visto il traguardo, ma l’azzurro non s’è mai arreso e, trascinato a fondo pedana dal ct Stefano Cerioni, è tornato sotto, stoccata dopo stoccata, rimontando e vincendo per 15-14 il suo primo titolo europeo.
Nell’albo d’oro Macchi succede a Daniele Garozzo, oggi ai piedi del podio. Il medico-olimpionico ha superato in scioltezza il croato Komsic (15-3) e ha poi rimontato da campione sull’ungherese Dosa (15-11), fermandosi però contro il francese Savin (15-9) e chiudendo così al quinto posto, poco avanti ad Alessio Foconi, settimo.
Splendido anche il bronzo della sciabolatrice Martina Criscio. La foggiana delle Fiamme Oro, conclusa la fase a gironi con cinque vittorie e una sconfitta, ha trovato subito in un (prematuro) super derby azzurro Rossella Gregorio, medaglia d’argento continentale un anno fa ad Antalya, dando vita a un match equilibratissimo e vinto dalla pugliese all’ultima stoccata (15-14). In fiducia e decisa a conquistare una medaglia, Martina Criscio ha poi sconfitto la polacca Matuszak per 15-9 e l’azera Karimova con il punteggio di 15-11, nell’assalto che le ha consegnato la certezza della zona podio. Solo in semifinale lo stop contro la francese Sara Balzer (15-10) per l’azzurra, che esce comunque tra gli applausi del Commissario tecnico Nicola Zanotti e di tutta la Delegazione italiana. E’ la terza medaglia per Martina Criscio agli Europei, la prima a livello individuale (dopo un oro e un argento vinti a squadre).
Per quanto riguarda le altre sciabolatrici azzurre, decimo posto per Michela Battiston che, dopo aver battuto la tedesca Herbon (15-5), è stata fermata dalla bulgara Ilieva (15-8); infine 18^ Chiara Mormile e 27^ Rossella Gregorio, entrambe superate all’ultima stoccata (15-14) – rispettivamente – dalla polacca Matuszak e da Criscio nel derby azzurro.
L’Italia chiude così con un ricco bottino di 10 medaglie l’Europeo Individuale di Plovdiv, vincendo il Medagliere davanti alla Francia. In bacheca gli ori della fiorettista Martina Batini, dello spadista Davide Di Veroli e oggi del fiorettista Filippo Macchi; poi gli argenti di Martina Favaretto nel fioretto femminile, Federico Vismara nella spada maschile e Mara Navarria nella spada femminile; infine i bronzi delle fiorettiste Alice Volpi e Francesca Palumbo, di Guillaume Bianchi nel fioretto maschile e Martina Criscio nella sciabola femminile.
Grande soddisfazione per il presidente federale Paolo Azzi e il capo della delegazione azzurra, Maurizio Randazzo, ora già proiettati, come tutti gli atleti italiani, ai Giochi Europei di Cracovia, dove le gare a squadre varranno anche come Qualifica Olimpica per Parigi2024.
– foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Nations League, l’Italia batte 3-2 l’Olanda e chiude terza

ENSCHEDE (OLANDA) (ITALPRESS) – Vittoria convincente dell’Italia, che pur soffrendo batte l’Olanda per 3-2 nella finale per il terzo e quarto posto della Nations League. Per gli Azzurri decisive le reti di Dimarco, Frattesi e Chiesa, con l’Olanda che accorcia due volte, prima con Bergwijn e poi con Wijnaldum, senza però arrivare al pareggio.
Italia che parte benissimo e dopo sei minuti trova il vantaggio, sorprendendo la difesa olandese grazie all’azione manovrata che porta al cross di Frattesi sfruttato bene prima da Raspadori e poi da Dimarco, con l’interista che scarica un esterno sinistro potente alle spalle di Bijlow. La squadra di Mancini difende bene e riparte con altrettanta facilità, come in occasione del gol del 2-0: pallone in profondità per il solito Dimarco, che serve Gnonto al limite dell’area; il rimpallo successivo termina poi tra i piedi di Frattesi che è lucidissimo nel battere a rete per il raddoppio. L’Italia continua a creare occasioni, saltando il pressing degli Orange e trovando svariate soluzioni anche dalla distanza, così come accade al 27′ con il sinistro a giro pericoloso di Dimarco che termina di poco alto sopra la traversa.
L’Olanda prova a rispondere sfruttando una brutta uscita palla dell’Italia, ma Gakpo da buonissima posizione calcia largo. L’Italia chiude il primo tempo in vantaggio, riuscendo a tenere a bada una Olanda offensivamente sterile ma che nella ripresa cambia schieramento e interpreti d’attacco, riuscendo subito ad impensierire Donnarumma con il lancio lungo di Van Dijk: Gakpo stavolta calcia addosso al portiere del PSG, oggi capitano. Gli innesti giovano al gioco della squadra di Koeman, che mette sotto pressione un’Italia stanca e riesce a trovare il gol che dimezza lo svantaggio: è Gakpo a muoversi sulla trequarti e a giocare il pallone in area trovando Bergwijn, bravo a scartare Dimarco e a battere con il sinistro Donnarumma. L’Olanda accorcia le distanze, ma l’Italia reagisce bene al gol subito e grazie agli ingressi di Zaniolo e Chiesa ritrova la giusta profondità in avanti e anche il gol, proprio con l’esterno della Juventus che salta Van Dijk in doppio passo e col sinistro batte ancora Bijlow per il 3-1 azzurro. Finale di sofferenza per l’Italia e di ultimi assalti per l’Olanda, che prima trova la rete con Weghorst, annullata però per posizione di offside, e poi riesce a siglare il gol del 3-2 grazie all’imbucata del neoentrato Veerman per la girata di Wijnaldum. Pellegrini spreca clamorosamente il poker, ma l’Italia passa comunque a Enschede.
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