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Conti pubblici, a maggio fabbisogno sale a 16 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Nel mese di maggio 2023 il saldo del settore
statale si è chiuso, in via provvisoria, con un fabbisogno di
16.000 milioni di euro. A renderlo noto è il ministero
dell’Economia e delle finanze. Il mese di maggio 2022 si era
chiuso con un fabbisogno di 11.724 milioni. Il saldo risente
dell’aumento della spesa previdenziale, dovuto alla rivalutazione
delle pensioni, alla maggiore spesa delle amministrazioni centrali
nonchè ai maggiori prelievi delle amministrazioni territoriali.
Gli incassi complessivi hanno fatto registrare una lieve
flessione, ascrivibile alla diminuzione degli incassi fiscali
tramite F24, dovuta al maggiore ricorso alle compensazioni per i
crediti di imposta agevolativi.

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Governo-Corte Conti, un tavolo comune per innovare il rapporto

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto a Palazzo Chigi un lungo e cordiale incontro tra i vertici della Corte dei Conti (rappresentata dal presidente Guido Carlino, dal presidente aggiunto Tommaso Miele, dal procuratore generale Angelo Canale e dal segretario generale Franco Massi), il ministro degli Affari Europei, Raffaele Fitto, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e il segretario generale di Palazzo Chigi, Carlo Deodato.
Nell’incontro sono stati affrontati i temi legati all’attuazione del Pnrr, all’utilizzo del Fondo complementare, all’attività di controllo della Corte dei Conti.
“E’ stata condivisa la necessità di una piena e leale collaborazione tra le istituzioni e ribadita la volontà di rafforzare il confronto e il dialogo, con l’adozione, nel rispetto delle competenze, di un modello di relazione e scambio di informazioni più intenso e puntuale”, si legge in una nota di Palazzo Chigi.
“Il Governo e la Corte dei Conti colgono l’occasione del Pnrr per innovare la collaborazione attraverso l’istituzione di un comune tavolo di lavoro, nella prospettiva di una revisione dei seguenti istituti: 1. Disciplina della responsabilità erariale; 2. Meccanismo del controllo concomitante; 3. Adozione di un codice dei controlli. A tal fine, prendendo atto della contrarietà della Corte, già manifestata con gli esecutivi precedenti nel 2020 e nel 2021, sul cosiddetto ‘scudo erarialè, il Governo ribadisce la necessità della proroga fino al 30 giugno 2024, ma auspica e si impegna a un confronto con la Corte per l’elaborazione di una disciplina più aggiornata e stabile – conclude la nota -. Il tavolo comune tra Governo e Corte dei Conti sarà avviato già dalla settimana prossima”.

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Superbonus, Conte “Sbloccare crediti d’imposta è di vitale importanza”

ROMA (ITALPRESS) – “I lavoratori e le imprese del settore dell’edilizia non hanno più tempo per aspettare un Governo e una maggioranza sempre più inerti e incapaci. In campagna elettorale il centrodestra si era riempito la bocca di difesa del Superbonus, delle famiglie e delle imprese edilizie coinvolte. Ieri, rispondendo a una nostra interrogazione parlamentare, l’Esecutivo ha fatto emergere l’ennesima promessa tradita sulla delicatissima questione del blocco dei crediti d’imposta legati al Superbonus e agli altri bonus edilizi. Sbloccare questi crediti è di vitale importanza per far affluire risorse alle imprese, per pagare lavoratori e fornitori, per continuare a far girare l’economia”. Così, in un post su Facebook, il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.
“Avevano promesso – ha continuato – l’utilizzo di una piattaforma e di un non meglio precisato operatore bancario privato, aperto alla partecipazione pubblica, per riattivare l’acquisto dei crediti d’imposta”.
“Ora – ha aggiunto Conte – il ministero dell’Economia ammette che di questo operatore e di questa piattaforma non ci sono più tracce. Forse se ne riparlerà a settembre, ci ha detto il ministero, come se alle migliaia di aziende dell’edilizia con l’acqua alla gola fosse concesso pazientare e se mai concedersi una forzata vacanza. Abbiamo anche avuto la dimostrazione – ha proseguito – del totale fallimento del Decreto legge, addirittura ribattezzato ‘Dl cessione crediti fiscalì, che avrebbe dovuto disincagliare i crediti stessi. La prima pagina del Sole 24 Ore del 30 maggio, invece, ci restituisce un dato clamoroso e allarmante: ci sono ancora 30 miliardi di crediti bloccati nei cassetti fiscali. Diciamolo chiaramente: da Draghi a Meloni, di male in peggio! L’Esecutivo Meloni, accompagnato dall’ipocrita slogan ‘non disturbare chi vuole farè – ha aggiunto Conte -, di sicuro non sta disturbando la discesa di decine di migliaia di imprese e dei loro lavoratori nel baratro. Il 17 giugno tutti a Roma per dire #bastaviteprecarie”, ha concluso.

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Ucraina, ok Parlamento Ue a regolamento per nuova produzione armi

ROMA (ITALPRESS) – Via libera al mandato negoziale sul regolamento europeo a sostegno della produzione di munizioni e missili (Asap). Il Parlamento europeo, riunito in plenaria a Bruxelles, ha votato infatti il regolamento che punta a potenziare la capacità di produzione e permettere la consegna tempestiva all’Ucraina e aiutare i Paesi UE a rifornire i propri arsenali. Grazie all’introduzione di misure specifiche, tra cui un finanziamento di 500 milioni di euro, l’ASAP mira a potenziare la capacità produttiva dell’UE per far fronte all’attuale carenza di armi e loro componenti. Il mandato è passato con 446 voti favorevoli su 625 totali, 67 contrari e 112 astenuti. Respinti tutti gli emendamenti presentati dal Pd e dal gruppo S&D per bloccare il ricoso a fondi del Pnrr e della coesione per finanziare la produzione di armamenti.
L’efficacia del regolamento sarà valutata entro la metà del 2024, tenendo conto dell’evoluzione del contesto della sicurezza. Sulla base dei risultati, si deciderà sull’estensione eventuale di tali misure e sull’assegnazione di un bilancio supplementare.

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Bollette, da 30/6 conciliazione controversie su acqua e telecalore

ROMA (ITALPRESS) – Dal 30 giugno 2023, gli utenti che devono risolvere problemi e controversie con il proprio fornitore idrico e del telecalore, prima di rivolgersi a un giudice, dovranno effettuare il tentativo di conciliazione presso il Servizio Conciliazione dell’Autorità, gratuito e online. L’eventuale accordo sottoscritto tra le parti avrà titolo esecutivo; in caso di insuccesso il tentativo di conciliazione diventerà condizione indispensabile per rivolgersi al giudice. Lo comunica Arera. Si estende, così, ai settori idrico e telecalore il sistema di tutele già attivo per l’energia elettrica e il gas, per cui il tentativo di conciliazione è obbligatorio dal 2017. In sei anni, le domande di conciliazione presentate all’Autorità nei settori energetici sono infatti raddoppiate, passando da oltre 10 mila a circa 21 mila l’anno, raggiungendo nel 2022 un tasso di risoluzione positiva del 69% delle procedure concluse.
Un trend di crescita registrato anche per le domande presentate dagli utenti del servizio idrico, pur essendo facoltativo finora tentare la conciliazione, che sono passate da poco più di 300 nel 2018 (anno di attivazione del Servizio per il settore) a oltre 3 mila nel 2022. Lo scorso anno, grazie al Servizio Conciliazione di ARERA clienti e utenti, domestici e non, hanno risolto le controversie con i fornitori di luce, gas, acqua e telecalore, ottenendo o risparmiando 21 milioni di euro. Dal prossimo 30 giugno, gli utenti del servizio idrico e del telecalore dovranno rivolgersi esclusivamente alla conciliazione per le controversie non risolte con il reclamo al fornitore. Al Servizio Conciliazione si può accedere per le problematiche riguardanti, fra l’altro, la fatturazione, i consumi, i pagamenti e anche per richieste risarcitorie.
Sono escluse le tematiche relative al bonus idrico, che già oggi sono gestite dallo Sportello per il Consumatore con un servizio dedicato (il reclamo di seconda istanza), quelle non previste dal Testo Integrato sulla Conciliazione (TICO), come le questioni tributarie o fiscali, e quelle legate alla qualità della risorsa.
La domanda al Servizio Conciliazione può essere presentata decorsi 50 giorni dall’invio del reclamo per il settore idrico e 40 per il telecalore in caso di mancata risposta al reclamo oppure a seguito di risposta ritenuta insoddisfacente. Il servizio è completamente gratuito, accessibile da casa o in mobilità, attraverso il sito conciliazione.arera.it, con identificazione mediante sistema pubblico di identità digitale (SPID) o carta di identità elettronica (CIE), anche tramite un delegato.
Inoltre, su Play Store e Apple Store, è disponibile anche l’app Servizio Conciliazione, che consente di accedere e gestire dal proprio dispositivo mobile (smartphone e tablet) tutti i contenuti della piattaforma online, già fruibili da dispositivo fisso (pc e notebook), in maniera rapida, comoda e intuitiva.
Infine, dal primo gennaio 2024, tutti i gestori del settore idrico e gli operatori del telecalore dovranno indicare nel proprio sito internet, sui nuovi contratti e nelle risposte ai reclami non risolutive della problematica sollevata dall’utente, in modo chiaro e facilmente accessibile, le modalità di attivazione del Servizio Conciliazione dell’Autorità e di eventuali altri organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie ai quali si impegnano a partecipare e la cui procedura sia gratuita.
In alternativa al Servizio Conciliazione di ARERA, ai sensi del TICO, è possibile avvalersi degli organismi ADR che rispondono ai requisiti del Codice del consumo e sono iscritti nell’Elenco dell’Autorità, incluse le conciliazioni paritetiche, nonchè delle Camere di commercio aderenti alla convenzione fra ARERA e Unioncamere. La delibera 233/2023/E/COM è disponibile sul sito www.arera.it.

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Venezia, Biennale e Sostenibilità al Salone Nautico nel segno del Mose

VENEZIA (ITALPRESS) – Biennale e sostenibilità si incontrano al Salone Nautico nel segno del Mose. Il primo evento del focus organizzato e promosso dalla Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità si è tenuto questa mattina nella cornice della Sala Squadratori dell’Arsenale. L’obiettivo dell’appuntamento, che si terrà ogni due anni in concomitanza con la Biennale Architettura, è quello di restituire alla città e al territorio il lavoro portato avanti dalla Fondazione. Su tema ‘L’era del Mose’ si sono confrontati il presidente di FVCMS/VSF Renato Brunetta, il sindaco e vicepresidente della Fondazione Luigi Brugnaro e il Comandante dell’Istituto di studi marittimi militari e del Presidio della Marina Militare di Venezia, Andrea Petroni. Al dibattito in collegamento video è inoltre intervenuto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, mentre a portare i saluti del presidente della Regione Veneto Luca Zaia è stata la consigliera regionale e presidente della Commissione cultura Francesca Scatto. “Il Mose è un’opera ingegneristica unica al mondo, un progetto così innovativo e ambizioso non poteva che nascere a Venezia – ha detto Petroni -. Chi l’ha creata ha incarnato lo spirito che ha animato la storia e la tradizione di questo luogo, l’Arsenale, dove nel corso di nove secoli si sono tramandate le più grandi ambizioni e capacità, innovazioni in campo tecnologico e marittimo che adesso devono saper guardare al futuro”. Il sistema di paratoie mobili che difende Venezia e Chioggia dalle altre maree, è stato spiegato nel corso del dibattito, è considerato dalla comunità scientifica che si occupa di fenomeni legati ai cambiamenti del clima “una best practice” a livello mondiale. “Il 70 percento della popolazione mondiale vive in città che si affacciano sul mare, sui porti. Se sono vere le stime che nei prossimi cento anni gran parte di queste aree saranno sommerse dal mare, ecco che il Mose può essere definito un’opera mondo, una struttura nata qui ma valida per tutti gli altri Paesi: questa è l’azione di Venezia capitale mondiale della sostenibilità”, ha detto Brunetta. “Il Mose – ha continuato – è un sasso che gettiamo nello stagno del futuro. Quella della Laguna di Venezia è una storia di resilienza, preservata dall’intelligenza dei nostri padri”. La salvaguardia dell’ambiente e la sostenibilità passano anche attraverso il sistema antropico: “Il progetto della Fondazione ‘Venezia Città Campus’ nasce dalla consapevolezza che sostenibilità è anche cultura e capitale umano – ha aggiunto Brunetta -. Ecco perché vogliamo che Venezia diventi la città delle migliori intelligenze d’Europa, un campus dove giovani studenti e ricercatori possano trovare qui il luogo dove poter far fruttare la loro capacità e specializzazione”. Venezia proiettata in un futuro sostenibile perché finalmente al sicuro grazie al funzionamento del Mose. Concetto ripreso anche dal ministro Salvini: “Grazie a chi vent’anni fa iniziò con i lavori del Mose che, malgrado le traversie giudiziarie, ha visto la fine ed è ora operativo, in grado di salvare la città più bella del mondo dalle alte maree malgrado i professionisti del no a tutto”, ha detto. “Venezia è una città viva – ha continuato -, con donne, uomini, studenti e imprenditori, non è un museo e un presepe vivente. Ha bisogno di cure, di attenzione e ha dei costi di gestione superiori rispetto a città come Roma e Milano e quindi, in quanto tale, va sostenuta con strumenti anche straordinari di fiscalità. In questi sette mesi penso di aver raccolto lo spirito e le richieste della città. Ricordo la visita dei mesi scorsi al cervellone del Mose, sott’acqua, per capire e scoprire una straordinaria opera di ingegneria e innovazione che è quanto di più sostenibile può esserci”, ha concluso il vicepremier confermando che il 70 percento dei fondi Pnrr saranno destinati al tema della sostenibilità. La Laguna di Venezia spia dei cambiamenti climatici, punto di partenza per i ragionamenti del prossimo futuro sulle soluzioni da adottare. “Venezia ha sperimentato per prima l’effetto dei cambiamenti climatici che in futuro altre città del mondo dovranno affrontare”, ha commentato Brugnaro. “Il Mose – ha continuato – è il risultato del coraggio di fare, bisogna fidarsi della scienza e della tecnologia per guardare alle sfide del futuro e continuare a salvaguardare la nostra Laguna. In questa città, grazie al lavoro di squadra, abbiamo riunito competenze incredibili. Guardiamo al futuro consapevoli che questa città deve trovare nuove funzioni, il Salone Nautico ne è un esempio, per farsi trovare pronta davanti alle nuove sfide che si presenteranno. Sul tema della sostenibilità c’è un grande progetto, all’interno del quale ci sono aspetti che riguardano la specificità e unicità della Città: la pulizia dei canali, il sistema delle fognature, la protezione delle sponde, ma anche il futuro di Porto Marghera”. “Venezia – ha aggiunto Brugnaro – è una città resiliente, ma anche fragile, e per questo è necessario perseverare sul lavoro di squadra e il supporto delle istituzioni. Solo così riusciremo a portare avanti il nostro progetto di Venezia capitale della sostenibilità e garantire un futuro alle nuove generazioni”, ha concluso il primo cittadino ribadendo la necessità del rifinanziamento della Legge Speciale. A concludere i lavori è stato Paolo Costa, già ministro dei Lavori pubblici e membro del comitato scientifico della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità.

– Foto Ufficio stampa Comune di Venezia –

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Made in Italy, Lollobrigida “Contrastare fenomeni di italian sounding”

GENOVA (ITALPRESS) – “Dobbiamo contrastare ogni fenomeno di Italian Sounding, cioè quelli che raccontano alle persone che consumano e che comprano nel mondo che i prodotti fatti altrove sono fatti con gli stessi disciplinari che noi applichiamo in Italia garantendo produzioni di qualità, mentre non è vero”. Lo ha detto Francesco Lollobrigida, ministro della Sovranità alimentare, commentando il dl ‘Made in Italy’ a margine dell’inaugurazione di Slow Fish a Genova. “Ieri abbiamo fatto un decreto molto importante, che spiegheremo nei dettagli – ha premesso Lollobrigida -. Avevamo garantito in campagna elettorale di normare su questo. Noi abbiamo poche multinazionali, poca quantità di prodotti. Abbiamo una cosa che ci rende fortissimi: la qualità, che dobbiamo difendere e che ci imitano nel resto del mondo”.
Tra gli obiettivi anche incentivare “la comunicazione del nostro modo di produrre e trasformare, che porta alla qualità. Questo è il modello che abbiamo inteso inserire nel decreto Made in Italy che racchiude tante iniziative difensive, ma anche di promozione e costruzione di un sistema più forte che garantisca le nostre imprese ad avere il giusto e adeguato sostegno”, ha concluso Lollobrigida.

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Al Rally Sardegna sarà Tantariles la prova chiave del week-end

CAGLIARI (ITALPRESS) – La pioggia che sta cadendo da ieri sul Nord della Sardegna e che minaccia di continuare anche domani, almeno nel pomeriggio, sta creando interrogativi inattesi alle squadre e ponendo nuove sfide ai piloti. Non cambia di molto però la sostanza: anche dopo le ricognizioni degli ingegneri Pirelli, la prova di Tantariles si preannuncia come quella determinante ai fini della vittoria, così come avvenne nel 2004, quando si impose Petter Solberg su Subaru gommata Pirelli. La prima prova del venerdì, infatti, sarà la più ostica del week-end sia per la tipologia del fondo stradale, enormemente dissestato e pieno di sassi e guadi, sia per la pioggia che rischierà di creare profonde rotaie dopo il primo passaggio. Dall’analisi effettuata dagli ingegneri Pirelli, emerge inoltre che vanno tenute d’occhio: La prova di Monte Lerno di quasi 50 chilometri che si annuncia particolarmente impegnativa più per la sua lunghezza che per le caratteristiche del fondo stradale; La prova di Tula, di quasi 22 chilometri, che si presenta molto accidentata e disseminata di pietre; Le prove della domenica, particolarmente sabbiose. Dato il meteo, i piloti Rally 1 hanno optato per avere il massimo di gomme morbide a disposizione, in modo da gestire al meglio i fondi umidi e scivolosi. Le gomme dure, che sono la prime come sempre per questo rally e che in queste condizioni saranno soggette a minore usura, promettono comunque di garantire affidabilità anche sulle superfici con meno grip.
Le gomme disponibili in Sardegna sono:
Scorpion KX WRC: il pneumatico da sterrato Pirelli, sviluppato per la massima categoria, è disponibile per le vetture Rally1 in due mescole, entrambe nell’evoluzione 2022, che presenta strutture rinforzate e un design ottimizzato. Per la Sardegna la versione con mescola dura HA, che offre maggiore durata e maggiore resistenza alle superfici più abrasive dotate di maggior grip, rappresenta la prime. La versione a mescola morbida SA, che garantisce aderenza ottimale anche su fondi scivolosi è la option. Il regolamento prevede per la prime e per la option un’allocazione rispettivamente di 24 e 8 pneumatici, ai quali ne vanno aggiunti 4 per lo shakedown, nella mescola scelta dall’equipaggio. Tutti gli equipaggi hanno optato per 24 prime e 12 option.
Scorpion K: anche gli pneumatici da sterrato per il WRC2 e il WRC3 sono disponibili in mescole dure e morbide, con molte delle stesse caratteristiche delle KX per le vetture Rally1. In Sardegna, le Rally2 hanno pneumatici K4B (duri) e K6B (morbidi), mentre le Rally3 hanno a disposizione i K4A (duri) e i K6A (morbidi). Per queste categorie di vettura, le allocazioni sono di 22 e 8 pneumatici rispettivamente per la prime e per la option, alle quali va aggiunto un set per lo shakedown.
– Foto ufficio stampa Pirelli –
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