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“Back to Zero Awards”, premiati gli studenti della Sapienza

ROMA (ITALPRESS) – “Il nostro asset più importante” sono “le persone, con il proprio bagaglio di attitudini e competenze”, che “si sviluppano già durante gli anni di formazione universitaria, e che continuano ad essere coltivate anche in azienda grazie ai nostri Programmi di formazione interna”. Lo ha detto Elena Stefanoni, Head of Employer Branding and Orientation di Eni, nel corso dell’evento “Back to Zero Awards” di TEDxSapienzaU – di cui Eni è main sponsor assieme a Tim e Unicredit – durante il quale sono stati premiati alcuni studenti della Sapienza che hanno passato una selezione come speaker per TEDX e che hanno focalizzato i loro discorsi sul tema “back to zero” inteso nella accezione più ampia, non solo ambientale ma anche sociale e finanziaria.
Nella prima parte dell’evento, gli studenti selezionati hanno preso la parola sul palco con degli speech ispirazionali legati alla tecnologia e alla sostenibilità, ma anche allo sviluppo personale. Spazio poi alle presentazioni istituzionali dei tre main sponsor (Eni, Tim, Unicredit). “Da sempre crediamo nel ruolo cruciale delle istituzioni formative, come l’Università nella quale ci troviamo oggi, e lo facciamo continuando ad instaurare collaborazioni e partnership a livello nazionale e internazionale, al fine di promuovere e supportare i percorsi di eccellenza”, ha spiegato Stefanoni, che ha raccontato la realtà Eni, facendo anche riferimento ai 70 anni dell’azienda, e ha poi premiato lo speaker che ha affrontato il tema dello sviluppo personale.
Per questo motivo “siamo entusiasti di aver contribuito alla realizzazione di questa iniziativa, e di essere al fianco dei molti giovani presenti, ai quali suggeriamo di avere uno sguardo sempre proiettato al futuro, all’innovazione e al progresso”.
A novembre gli speaker che hanno vinto la competizione torneranno sul palco per il main event, che vedrà anche la partecipazione di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo.

– foto ufficio stampa Eni –
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Sudan, Tajani “Chiesta una tregua per tornare al negoziato politico”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho rinnovato ai leader delle due fazioni opposte la richiesta di stabilire una tregua, fermando ogni ulteriore scontro armato allo scopo di ritornare a un negoziato politico sul futuro del Sudan. Nel dibattito in Lussemburgo, diversi Stati membri hanno sottolineato l’importanza di appoggiare il ruolo di mediazione di alcuni attori regionali, inclusa la Lega araba. Ho ribadito ai colleghi presenti che l’Italia ha intenzione di restare vicina al Sudan, a patto che i suoi leader cessino immediatamente questo scontro che ha già portato morte e distruzione, senza risparmiare i civili”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, nel corso della sua audizione dinanzi alle Commissioni riunite Esteri di Camera e Senato, in merito agli esiti del Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea che si è tenuto lunedì 24 aprile. “In via temporanea, l’Ambasciata d’Italia in Sudan avrà ora sede ad Addis Abeba in Etiopia – ha annunciato il ministro – Ho avuto inoltre contatti telefonici con le due parti in lotta in Sudan per assicurarmi che venissero tenuti fuori da qualsiasi attacco i convogli italiani”.
-foto agenziafotogramma.it-
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Arriva Moovy, un gioco da tavolo che diventa strumento per apprendere

MILANO (ITALPRESS) – Una plancia di gioco, tante statuine, una board tecnologica. Moovy si presenta come un gioco da tavolo ma in realtà è molto di più. E’ una tangible user interface (un’interfaccia utente tangibile) che per i bambini con disturbi del linguaggio può essere uno strumento di apprendimento efficace e divertente.
I disturbi del linguaggio sono la forma di disabilità invisibile più diffusa al mondo: sono limitazioni delle capacità di esprimersi, comunicare e comprendere, che impattano in maniera importante sul futuro dei bambini che ne soffrono. Fino ad oggi, i prodotti in commercio per la logopedia erano cartacei, obsoleti, spesso poco attraenti.
E’ in questo contesto che nasce Moovy, un tool innovativo che permette la riabilitazione dei disturbi del linguaggio in un modo innovativo, efficace e divertente. Si tratta di un gioco da tavolo interattivo, che comprende una plancia, una board IoT, 36 carte taggate (con 108 tipi di stimoli in forme diverse – giocattoli, immagini o parole scritte) e una web-app per i terapeuti.
Questo progetto è uno dei tre selezionati nell’ambito della quinta call Bicocca Università del Crowdfunding, il programma di finanza alternativa dell’Ateneo che promuove lo sviluppo di progetti innovativi e idee imprenditoriali. La sua proposta ha convinto NTR Biosensors, startup innovativa che sviluppa e integra soluzioni wearable per i pazienti e ricerca soluzioni in ambito medtech, da quest’anno partner di #BiUniCrowd. Oggi parte la raccolta fondi su Produzioni dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation. Moovy avrà sessanta giorni di tempo per raccogliere diecimila euro, ma tagliato il traguardo del 50% dell’obiettivo scatterà il contributo dell’azienda partner che coprirà la restante parte della somma.
Il team di ricercatori è guidato da Eleonora Beccaluva, dottoranda di Psicologia, Linguistica e Neuroscienze Cognitive di Milano-Bicocca, team leader e ideatrice del progetto con Mathyas Giudici, dottorando di Ingegneria dell’Informazione del Politecnico di Milano. Per l’area tecnologica, inoltre, il progetto si avvale della competenza di Fabiano Riccardi (PhD presso l’i3Lab del Politecnico di Milano) e per l’area contenuti di quella di Lucilla Guidotti (logopedista e dottoranda di Psicologia, Linguistica e Neuroscienze Cognitive di Milano-Bicocca) mentre la supervisione scientifica è a cura dei professori Franca Garzotto (Politecnico di Milano – i3lab) e Fabrizio Arosio (Università degli Studi di Milano-Bicocca – BIL Group).
Il gruppo di ricercatori ha preso parte alle attività di formazione al crowdfunding e team building organizzate da Bicocca Università del Crowdfunding in collaborazione con PdB, Street Is Culture e FeelCrowd.
“Con Moovy – sottolinea Eleonora Beccaluva, team leader del progetto -vogliamo offrire uno strumento concreto per aiutare bambini e terapisti nel percorso logopedico. Grazie alle donazioni ricevute potremo costruire nuovi Moovy e soprattutto, potremo regalare sessioni gratuite di terapia a tanti bimbi che ne hanno bisogno, progettando al contempo nuove attività per loro. Il sostegno dei donatori sarà il regalo più grande”.
“NTR Biosensors ha trovato nel progetto Moovy gli stessi driver di attenzione al paziente e di utilizzo di IoMT e sensoristica che condivide – sostiene Massimo Introzzi, CTO di NTR Biosensors e docente di Milano-Bicocca – Ci è subito sembrato corretto sostenere questo progetto, che consente di applicare la tecnologia a sostegno dei più piccoli, permettendo loro di avvicinarsi all’apprendimento in modo inclusivo e più congeniale alle loro capacità”.
E’ possibile sostenere Moovy anche con un piccolo contributo collegandosi alla pagina dedicata sulla piattaforma di Produzioni dal Basso. Per ogni donazione è prevista una ricompensa secondo il sistema delle campagne di reward based crowdfunding che da sempre caratterizza #BiUniCrowd.
-foto ufficio stampa Università Milano Bicocca –
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In Italia solo il 7% delle imprese è pronto a gestire rischi informatici

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo appena rilasciato uno studio sviluppato a livello mondiale, con diverse geografie, diversi mercati e diverse aziende, circa 7.000. In Italia c’è stato un approfondimento specifico, sono state analizzate cinque aree tecnologiche ed è stata fatta una stima del grado di resilienza, ovvero quanto sono le aziende sono pronte a contrastare e gestire gli attuali rischi di sicurezza: protezione utenti, device, rete, applicazioni e dati. Mettendo insieme queste informazioni, emerge come in Italia soltanto il 7% delle aziende si dichiarano pronte a gestire i rischi informatici. C’è ancora tanto da fare, il nostro obiettivo è fare il punto della situazione e aiutare i nostri clienti a capire su cosa focalizzarsi”. In un’intervista all’Italpress, Fabrizio Gergely, responsabile Architecture di Cisco Italia, la multinazionale statunitense specializzata nella fornitura di apparati di networking, ha sottolineato l’importanza per le aziende di fornirsi di strumenti di protezione per quanto riguarda i rischi derivanti da un attacco informatico, soffermandosi sui dati allarmanti in tal senso in Italia che emergono da un sondaggio.
“I nostri clienti possono approfondire e capire qual è il gap più importante da colmare. La nostra proposta si basa su soluzioni e innovazioni che possiamo portare sul mercato aiutando i nostri clienti – ha aggiunto Gergely – Più che sul costo dei nostri servizi, ragionerei su qual è il costo che un’azienda deve sopportare qualora venisse colta da un attacco informatico. Abbiamo una stima a livello mondiale, circa il 30% delle aziende intervistate ha dichiarato di aver subito un attacco negli ultimi 24 mesi, con almeno 500.000 dollari di impatto per il 25% di queste – ha precisato – Nel momento in cui un servizio digitale non è più disponibile, io azienda ho sì un impatto economico, ma anche di reputazione e i clienti potrebbero andare verso altri fornitori di servizi digitali”.
In particolare, Cisco ha depositato 75 brevetti nell’ambito del quantum cifrato per la protezione da attacchi informatici provenienti dai computer quantici: “E’ un argomento molto caldo ora, è legato al fatto che gli attuali algoritmi che proteggono le comunicazioni di dati e le infrastrutture sono a rischio attacco da computer quantici – ha spiegato Gergely – Noi grazie alla ricerca e allo sviluppo in Cisco Photonics, centro mondiale di ricerca e sviluppo su temi ottici presente in Italia, stiamo lavorando su soluzioni già disponibili per la quantum security – ha concluso – Vale a dire proteggere le infrastrutture attraverso chiavi talmente resilienti e robuste da resistere anche a un attacco portato da computer quantici”.

– foto Italpress –
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Meloni sente Zelensky “L’Italia scommette sul futuro dell’Ucraina”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho avuto una proficua conversazione con
Volodymyr Zelensky. Come promesso a Kiev due mesi fa, abbiamo organizzato ieri a Roma la Conferenza sulla ricostruzione. L’Italia scommette sul futuro dell’Ucraina”. Lo scrive su Twitter il premier Giorgia Meloni, in merito alla telefonata di ieri con il presidente ucraino.
Ieri Zelensky aveva scritto su twitter: “Ho avuto una telefonata con il premier Giorgia Meloni. L’ho ringraziata per aver tenuto la conferenza sulla ripresa dell’Ucraina e per la sua leadership personale nel sostegno instancabile al popolo ucraino. Abbiamo discusso di un’ulteriore cooperazione nel settore della difesa e dei prossimi eventi internazionali”.
-foto agenziafotogramma.it-
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Il premier ucraino Shmyhal incontra il Papa “Apprezziamo gli sforzi della Santa Sede”

ROMA (ITALPRESS) – Il primo ministro ucraino Denys Shmyhal ha avuto oggi un incontro con Papa Francesco in Vaticano. Lo ha riferito lo stesso Shmyhal su witter. “Ho raccontato come gli ucraini debbano combattere ogni giorno per la propria vita nella guerra iniziata dalla Russia. Apprezziamo gli sforzi della Santa Sede per porre fine alla guerra. Il modo migliore per la pace è la formula del presidente dell’Ucraina”.
-foto agenziafotogramma.it-
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Caffè e Giro d’Italia, due passioni che uniscono il Paese

MILANO (ITALPRESS) – Il Giro d’Italia, la corsa ciclistica a tappe che attraversa il nostro Paese ogni maggio, è seguito da 4 italiani su 5 (79,5%). Il caffè viene bevuto dall’83,1% degli italiani più volte a settimana. E’ da questo legame che prende il via la ricerca ‘Caffè & Giro d’Italia, due passioni dal sapore tutto italianò commissionata da Faema (brand di Gruppo Cimbali) e realizzata da AstraRicerche su un campione di oltre 1.000 persone (18-65 anni, residenti in Italia), in occasione del secondo anno di sponsorizzazione ufficiale del Giro d’Italia. Una partnership triennale – lanciata nel 2022 – che intende fornire un punto di vista su due passioni (il caffè e il Giro d’Italia) che rappresentano il concept della partnership quest’anno: #TheWayWeLove.
‘Insieme ad AstraRicerche abbiamo voluto indagare quali fossero gli elementi in comune tra la bevanda e la competizione più amata dagli italiani – ha dichiarato Enrico Bracesco, Direttore Generale di Gruppo Cimbali -. E’ stato interessante scoprire quanto i valori del Giro siano gli stessi condivisi dagli amanti del caffè e come le due passioni si intreccino in un mix sensazionale di piacere, tradizione, condivisione e aggregazione. La ricerca conferma, ancora una volta, il legame storico di Faema con il mondo del ciclismo e intende raccontare l’evoluzione di un brand innovativo, sempre in grado di regalare ai consumatori un’esperienza unica, così come continua a fare l’amatissima competizione da oltre 100 annì.
‘Faema ha sempre fatto parte della grande famiglia del Giro d’Italia e dall’anno scorso è rientrata a pieno titolo come sponsor della Corsa Rosa grazie ad un’azienda di respiro internazionale come il Gruppo Cimbali. Il Giro d’Italia è una vetrina nazionale e internazionale oltre che una piattaforma di comunicazione multimediale in grado di garantire a tutti i nostri partner un’enorme visibilità grazie agli oltre 200 paesi del mondo in cui verrà trasmesso. Faema è legata a doppio filo con il mondo del ciclismo e la Corsa Rosa con la storica formazione che, tra gli anni 50 e 60, vinse il Giro nel 1956 con Charly Gaul e nel 1968 con Eddy Merckx oltre ad aggiudicarsi la classifica a squadre nel 1961, 1962 1968’, ha commentato Mauro Vegni, Direttore del Giro d’Italia.
La ricerca, un vero e proprio incontro ‘su stradà tra le due passioni, evidenzia come gli italiani seguono il Giro d’Italia: lo fanno guardando una o più dirette (in televisione, in streaming on line o via radio: 46.7%), o grazie agli aggiornamenti nei notiziari e nei programmi sportivi in TV o sul Web (31.5%) o alla radio (11.2%); quasi uno su sei ne legge sui giornali (cartacei o on line: 15.9%).
Ma il Giro d’Italia è anche contatto diretto e condivisione delle emozioni là dove passa la corsa rosa: al 17.8% degli italiani è capitato di seguirlo dal vivo, di persona. Può capitare di seguirlo a casa da soli (48.5%), ma è più comune guardarlo tra le mura domestiche con altre persone (53.3% – vero per tutte le generazioni) o al bar/pub (per ben il 19.5% – soprattutto per la Gen Z: 30%).
Il caffè (o bevande che lo contengono, come il cappuccino), invece, è bevuto dal’83.1% degli italiani più volte a settimana e ben il 68.6% lo fa tutti i giorni. A casa o fuori casa? Per moltissimi è un ‘sia…sià e complessivamente siamo quasi alla pari: l’80.0% beve caffè tra le mura domestiche (76.2% a casa propria, 36.2% a casa di altri), il 74.4% fuori casa (il 56.7% al bar, il 30.5% nel luogo di lavoro o studio, il 24.3% al ristorante, il 13.0% nei locali serali/pub).
Seguire il Giro d’Italia è certamente un piacere per il 39.9% degli italiani, ma anche un bel mix di relax e di esperienza da condividere con altre persone. Al Giro d’Italia sono associate idee e valori positivi, e l’attribuzione è molto ampia: è una gara che unisce tutti gli italiani (74.2%), è la condivisione di una passione di altre persone (69.0%), è piacevole argomento di cui parlare con altri (58.8%); ma il Giro è anche storia personale (ricordi di infanzia: 64.2%) e una tradizione di famiglia (56.9%).
Il caffè condivide molti aspetti con il Giro d’Italia: è prima di tutto un piacere (64.9%) e poi – proprio come seguire la corsa a tappe – un momento di relax (52.3%) e uno dei migliori modi per fare pausa nella giornata (40.6%); ma è anche un prodotto legato alla condivisione: una scusa per fare due chiacchiere con altre persone (27.2%), una vera esperienza da condividere (22.8%). E se per i ciclisti serve energia, potenza, carica, il caffè è per gli italiani l’alleato perfetto per concentrarsi o per svegliarsi meglio (34.2%).
Per il 30.1% degli intervistati la corsa a tappe si associa all’idea di socialità e di condivisione. Un’aggregazione che ritroviamo certamente anche al bar: per il 54% è il posto in cui incontrare gli amici, per il 31.9% rappresenta ‘il social network degli italiani prima di Facebook’. E’ al bar che conosciamo persone nuove (22.5%), si ascoltano i discorsi degli sconosciuti (14.2%), si discute di attualità (25.0%) ma anche di sport (20.3%): è qui che ci si riunisce per i grandi eventi sportivi, così come il calcio, anche per le grandi tappe del Giro d’Italia (23.7%).
La ricerca Faema offre anche un parallelismo sui ruoli di ciascuno all’interno di una squadra per ottenere il successo, in corsa per il Giro d’Italia come anche al bar. Secondo gli italiani, durante la gara sono quattro le figure principali che determinano il successo di un team: il velocista (70.2%) che batte persino lo scalatore (60.9%), il capitano (60.8%) che supera – non di molto, come è tipico dello spirito del ciclismo – il gregario (53.7%).
Al bar, invece, per ottenere un buon caffè serve scegliere con cura la miscela giusta (79.7%), ma non basta. E’ necessario anche qui un lavoro di squadra: la macchina usata ha ampia rilevanza (44.8%) ma conta molto anche la ‘manò di chi prepara il caffè, l’abilità nel farlo con attenzione alle quantità, ai tempi (39.6%). In fondo al gruppo troviamo la qualità dell’acqua (31.7%).
E se i baristi fossero una squadra che partecipa al Giro d’Italia? Secondo la ricerca, l’addetto al caffè potrebbe svolgere ruoli diversi: per il 39.8% è uno scalatore, per affrontare i picchi di clienti, per il 33.0% un passista, resistente nel preparare tanti caffè – uno dopo l’altro – senza sosta, e per il 27.2% un velocista, preparando la bevanda in tempi rapidissimi.
Uno degli aspetti meno noti del Giro d’Italia è il suo ruolo di ‘guida turisticà per gli italiani: per il 43.5% la corsa a tappe è occasione per conoscere paesi, luoghi d’Italia non ancora visitati o in cui si vuole tornare. Ma anche il bar unisce le persone e racconta l’Italia: un italiano su quattro (25.4%) concorda con l’affermazione secondo cui il bar ‘è un luogo in cui scoprire le differenze locali in Italia: entri in un caffè e capisci lo ‘spiritò di quella città’; d’altra parte, più di metà degli intervistati afferma che ‘il bar è un simbolo dell’italianità, di un certo modo di intendere la colazione, la pausa, l’incontro con altre personè (53.0%).
E sul caffè c’è molto da raccontare, ‘tappa per tappà, paese per paese: solo il 9.4% degli italiani è convinto che il caffè sia uguale in tutta Italia; il 52.6% afferma che, invece, ci sono riti e abitudini locali che rendono l’esperienza del caffè diversa in ogni regione, mentre il 38.1% sa che ci sono regioni con specialità di caffè che si bevono solo lì (per esempio il Bicerin in Piemonte, caffè padovano, eccetera).
Anche quest’anno protagoniste di tutte le tappe, saranno le tre macchine per caffè espresso simbolo di Faema oggi: la E61, la e71E e la Faemina – in versione Limited Edition Giro d’Italia – la macchina per caffè espresso pensata per l’ambiente domestico e gli small business.
Nei village e nelle aree hospitality si potrà prendere il caffè preparato con le diverse macchine del brand e sfidarsi con gli amici in una gara di freccette, il tipico gioco da bar recentemente tornato di moda. Giocando e facendo centro sarà possibile contribuire al sostegno che Gruppo Cimbali offre ogni anno alle comunità dei paesi in via di sviluppo attraverso l’associazione no-profit World Bicycle Relief. La onlus è specializzata in programmi di distribuzione di biciclette su larga scala e completi per aiutare la riduzione della povertà là dove mancano anche i più basilari mezzi di collegamento.
Inoltre, grazie alla collaborazione con la community di Strava, gli appassionati potranno partecipare alla challenge e, al raggiungimento dei 120.000 km pedalati dalla community, verrà fatta una donazione economica: più si pedala e più si contribuisce alla causa.
E per finire, è possibile seguire sul canale Instagram di Faema con l’#FaemaOnTheRoad il racconto del Giro d’Italia, legato ai rituali del caffè e del ciclismo attraverso gli scatti fotografici Faema e il video Manifesto che raccoglierà le testimonianze delle persone in alcune tappe del Giro tra cui quella finale di Roma.

– foto f01/Italpress –

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Ue, Giorgetti “Con il nuovo Patto dovremo rivedere gli investimenti”

ROMA (ITALPRESS) – La proposta di riforma del Patto di Stabilità e Crescita presentata dalla Commissione Europea “è un passo avanti ma noi avevamo chiesto l’esclusione delle spese d’investimento, incluse quelle tipiche del Pnrr su digitale e transizione verde, dal calcolo delle spese obiettivo su cui si misura il rispetto dei parametri. Prendiamo atto che così non è”. Lo dice in un colloquio con il Corriere della Sera il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
“Il nuovo Patto di stabilità impone una rigorosa revisione della spesa (pubblica ndr), di tutta la spesa, compresi gli investimenti”, sottolinea il ministro.
“La spending review dovrebbe riguardare anche gli investimenti del Pnrr che hanno un impatto sugli obiettivi”, prosegue Giorgetti, che spiega: “Questo vale a maggior ragione per il fondo complementare al Pnrr (da circa 30 miliardi, ndr) che dobbiamo finanziare al costo in interessi del debito italiano”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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