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Berlusconi, notte tranquilla. Oggi nessun bollettino

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Notte tranquilla, la quinta nel reparto di terapia intensiva cardio-toraco-vascolare dell’ospedale San Raffaele di Milano, per Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia si trova ricoverato da mercoledì scorso per un’infezione polmonare, in un quadro di leucemia mielomonocitica cronica. Da quanto si apprende, oggi non sono previsti bollettini medici sulle sue condizioni. Questa mattina Paolo Zangrillo, medico personale dell’ex premier e direttore delle terapie intensive del San Raffaele, appena giunto in ospedale non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Berlusconi ha trascorso la Pasqua ricevendo le visite di familiari e amici: le figlie Marina ed Eleonora, il presidente Mediaset Fedele Confalonieri. Al suo fianco la compagna e deputata azzurra Marta Fascina, ma anche il padre di lei.
I medici continuano a parlare di situazione “difficile”, ma anche di un paziente che risponde alle terapie.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

L’Italia saluta i Mondiali Cadetti e Giovani con 7 medaglie

PLOVDIV (BULGARIA) (ITALPRESS) – La nona e ultima giornata dei Mondiali Giovani e Cadetti Plovdiv 2023, che ha visto le gare a squadre di spada Under 20 chiudere il programma della kermesse iridata, non arricchisce il bottino finale di sette medaglie per l’Italia. Per entrambe le formazione del ct Dario Chiadò in pedana nella domenica di Pasqua, infatti, il sogno della “zona podio” è sfumato nei quarti di finale contro gli Stati Uniti. Tanti rimpianti soprattutto per le spadiste, che hanno sfiorato il colpaccio arrendendosi solo nei secondi conclusivi, mentre più netto è stato il ko degli spadisti.
Nella competizione femminile il team azzurrino formato da Gaia Caforio, Carola Maccagno, Lucrezia Paulis e Vittoria Siletti ha iniziato il suo percorso di gara con il successo per 45-25 sul Brasile. Nella sfida degli ottavi di finale, poi, l’Italia ha piegato la Colombia con il punteggio di 45-34, conquistando il pass per le “top 8”. La squadra italiana ha così trovato nei quarti gli Stati Uniti, lottando punto a punto per l’intero assalto, riuscendo a restare in scia quando le avversarie hanno tentato l’allungo, ma sui titoli di coda sono state le americane a gioire scrivendo il verdetto di 44-40. Le azzurrine però non hanno mollato disputando a testa alta anche il tabellone dei piazzamenti in cui, battendo Uzbekistan prima (45-37) e Ucraina poi (45-34), hanno conquistato il quinto posto finale. L’ostacolo Usa è stato fatale anche per la formazione azzurrina di spada maschile, composta da Fabrizio Cuomo, Simone Mencarelli, Marco Paganelli e Nicolò Del Contrasto. In avvio di giornata, l’Italia nel tabellone da 32 ha superato la Cina con il punteggio di 45-29. Gli ottavi di finale hanno invece proposto un match durissimo ed equilibrato contro la Polonia, che il quartetto italiano ha fatto suo con il risultato di 45-41. Nei quarti l’avversario è stato il team degli Stati Uniti, capace di prendere da subito il comando dell’assalto, imponendosi per 45-27. Dirottata nel tabellone dei piazzamenti, l’Italia ha sconfitto la Corea 45-30, salvo poi perdere con Israele, chiudendo così la sua avventura iridata in sesta posizione. I Mondiali vanno così in archivio con sette medaglie per l’Italia che nel fioretto ha festeggiato a livello individuale l’oro Under 20 di Damiano Di Veroli, l’argento Under 17 di Greta Collini e ancora il bronzo Under 20 di Aurora Grandis, poi sono arrivati gli argenti delle due squadre Giovani di fiorettisti (con Giuseppe Franzoni, Damiano Di Veroli, Raian Adoul e Matteo Marini) e fiorettiste (con Giulia Amore, Aurora Grandis, Matilde Calvanese e Carlotta Ferrari). Due medaglie per la sciabola, con l’argento della squadra femminile Under 20 (composta da Carlotta Fusetti, Michela Landi, Manuela Spica e Maria Clementina Polli) e il bronzo individuale tra i Giovani di Emanuele Nardella. “Ci confermiamo al vertice, e siamo stati competitivi anche in gare in cui qualche medaglia è sfuggita per un pizzico di fortuna – il commento del presidente della Federscherma, Paolo Azzi – Lo scenario schermistico internazionale a livello giovanile è radicalmente cambiato. Non era mai accaduto nella storia che 23 Paesi arrivassero a medaglia, e in questa mutazione epocale l’Italia, insieme all’Ungheria che ha fatto qualcosa in più di noi, è tra le forze tradizionali della scherma mondiale che si consolidano nel novero delle migliori in una sfida sempre più difficile e anche molto affascinante. Complimenti ai ragazzi arrivati a medaglia, con la certezza che si continuerà a lavorare con grandissimo impegno per crescere ancora di più”. Così il vicepresidente vicario della Fis, Maurizio Randazzo, capodelegazione della scherma azzurra a Plovdiv: “Archiviamo la kermesse iridata con un bilancio sicuramente molto positivo per il fioretto, che ha conquistato cinque medaglie e con una menzione speciale per il neo campione del mondo Damiano Di Veroli. Bene i due podi nella sciabola, anche se dispiace per l’argento a squadre delle ragazze che avrebbero meritato l’oro. Peccato per la spada che anche un pò di fortuna avrebbe potuto conquistare di più. In generale i quattro argenti vinti lasciano quel pizzico d’amarezza per un bottino che poteva essere maggiormente ricco, ma i nostri giovani ci sono e posso affermare che siamo moderatamente soddisfatti di questa spedizione”.
– foto ufficio stampa Federscherma –
(ITALPRESS).

L’OMBRA DELL’EUROPA SUL CAMPIONATO MA LA LAZIO SE LA GODE

La Settimana Santa ha prodotto miracoli nelle periferie della classifica esaltando il coraggio della Salernitana e dell’Empoli, ostacoli insuperati dall’Inter e dal Milan; e così la resistenza dello Spezia imbattuto a Firenze, la resurrezione del Bologna splendido vincitore a Bergamo, l’exploit del derelitto Verona capace di piegare il Sassuolo rivelazione (permanente). Cos’è successo? A turbare l’ordine del Campionato c’è l’Europa. Non quella che fa piangere Mancini ma quella che fa sperare Spalletti e Pioli in un insolito derby continentale e Inzaghi in un salvataggio della panca.
Vabbè, martedì e mercoledì saremo in totale Zona Champions. Il Napoli la fa e la farà come usava un tempo, quando si chiamava Coppa dei Campioni. Roma e Lazio cercano di vincere il loro campionato minore, un posto (ben pagato) in Europa nel prossimo massimo torneo. Le milanesi hanno accettato il cosiddetto “rischio Sarri”, ma capovolto: tirarsi indietro in campionato con balordi turnover per garantirsi la Coppa; Sarri – a Napoli – rinunciò a una Coppa per vincere uno scudetto. E perse tutto. A onor del vero, il Comandante esaltato dal tramontato Sarrismo sembra aver ritrovato a Roma la miglior misura tecnico tattica insieme a una filosofia del ponentino che da Comandante lo ha trasformato in Professore. E la Lazio se la gode menando a destra e a manca, povera Juve compresa, ormai incapace di reggere il peso di una penalizzazione che la inquieta e dell’inconsistenza del suo unico vero bomber, Federico Chiesa.

Continuo a sentire inesperti opinionisti e anche giornalisti titolati elogiare il cosiddetto Calcio Moderno e progressista alla faccia del Calcio Antico e reazionario. Non sanno cosa si sono persi. Non hanno idea nè ricordo di quel Milan che passava dall’ostensione degli scudetti alle trionfali esibizioni delle Coppe dalle Grandi Orecchie. Come l’Inter del Mago, pazza e potente, che conquistava tricolori e trofei continentali e intercontinentali nel tempo degli undici che mandavi a memoria perchè al massimo c’era un tredicesimo a turbare l’ordine interno. A proposito di Benfica-Inter, ho appena rispolverato la leggenda della Malediciòn di Bela Guttmann che scattò proprio a San Siro, nella finale di Coppa dei Campioni del ’65 con i portoghesi, sconfitti da un pallone di Jair passato diabolicamente fra le gambe del portiere Costa Pereira. Bela Gutmann, famoso allenatore che aveva fatto vincere due Coppe dei Campioni al Benfica, maltrattato da un dirigente del club lusitano, aveva profetizzato: per cent’anni non vincerete più Coppe. E così fu, i portoghesi persero otto finali. Martedì sera ci saranno ancora le streghe, a Milano?

Era anche il tempo del vincere per vincere non come oggi che si cerca un posto in Zona Champions per arraffare un pugno di euro. Oh, come mi sono divertito, io. Solo il Napoli, di recente, ha onorato il gioco più bello del mondo, insieme alla Juve dei nove scudetti che tuttavia ha depresso il suo spettacolare record avvilendosi in Champions nonostante i grandi investimenti, lo sciupìo di campioni veri o presunti e l’acquisto sprecato di Ronaldo.
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VINCE IL NAPOLI, MILANESI IN PANNE, ROMA TERZA

Le temute sorprese nell’uovo di Pasqua ci sono state, eccome. Le squadre in trasferta hanno vendemmiato, solo Verona e Lazio hanno vinto in casa. In vista delle Coppe, il Napoli ha ripreso a correre a Lecce, senza Osimhen, anche grazie a un autogol di Gallo. Fra le inseguitrici, le romane vittoriose; le milanesi si sono arenate davanti a Salernitana e Empoli, avversari combattivi ma alla loro portata. La sfida incrociata fra Roma e Torino aveva in Lazio-Juventus la partita di spicco. I bianconeri senza Allegri (influenzato) in panchina. Botta e risposta Milinkovic-Rabiot in 4′ nel primo tempo. Nella ripresa Zaccagni ha chiuso i conti dopo un colpo di tacco di Luis Alberto. La squadra di Sarri ha rafforzato il proprio secondo posto, mentre la Juve ha rallentato la propria marcia. Un rigore di Dybala ha dato un grosso vantaggio alla Roma sul Torino che non è riuscito a rimontare. I giallorossi ora sono terzi da soli, per i granata i sogni europei si sono allontanati. Tornando alle milanesi, mentre il pareggio interno del Milan, dopo la goleada del Maradona, è sembrata un incidente di percorso, quello dell’Inter ha accentuato il grave momento nerazzurro. Si chiede la testa di Inzaghi che nell’ultimo mese ha ottenuto solo un pareggio e la sua Inter ha segnato solo un gol. A Salerno l’Inter si è fatta raggiungere sul traguardo da un gol dell’ex Candreva. Sono i soliti panorami che si vedono dalle finestre di chi aveva pronosticato scudetti e coppe come se piovesse. Il Napoli si è rimesso in carreggiata, avvicinandosi allo scudetto, mentre altri hanno confermato le loro andature ondivaghe: grandi entusiasmi e grandi delusioni. La verità sta, come al solito, nel mezzo, ma a noi piacciono le iperboli e le tragedie: sismo fatti così. Ogni tanto le Coppe ci danno ragione e saliamo sull’Olimpo con un calcio pieno di problemi (scandali, casse vuote, processi) che si comporta come se fosse un’oasi di benessere.
Un passo avanti molto importante verso l’Europa lo ha fatto il Bologna, vittorioso sul campo di un’Atalanta alla nona sconfitta (la quinta in casa). Hanno deciso Sansone e Orsolini. Fra le aspiranti all’Europa c’erano la Fiorentina e l’Udinese. I viola (apparsi stanchi dopo la Coppa Italia) hanno mancato la decima vittoria consecutiva, inanellando tuttavia la dodicesima partita utile, mentre lo Spezia è rimasto imbattuto per la quinta volta. La squadra di Italiano ha colpito due legni, ma Shomurodov ha fallito nel finale un’occasione d’oro. L’Udinese ha afferrato per i capelli, su rigore di Beto, il pareggio in una partita che il Monza stava vincendo. Un tempo ciascuno, ma le Coppe si sono allontanate per i friulani. In coda, a parte lo Spezia (+4 sulla zona retrocessione), il Verona ha vinto nel recupero in rimonta con gol di Gaich su errore di Consigli battendo un Sassuolo sprecone: hanno deciso i cambi nella ripresa. La posizione gialloblu è migliorata, nel giorno del 120esimo “compleanno”. La Cremonese negli ultimi minuti ha ribaltato il risultato della partita di Marassi contro la Sampdoria, rimasta ultima. I grigiorossi sono però lontani dalla salvezza: -10 dallo Spezia. Ora la Champions. E speriamo bene per i nostri.

Buona Pasqua dall’Agenzia Italpress

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L’Agenzia Italpress augura ai lettori una serena Pasqua. L’aggiornamento delle news riprenderà lunedì 10 aprile.

(ITALPRESS).

La Lazio non si ferma: battuta 2-1 la Juventus

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio conquista una pesantissima vittoria per 2-1 contro la Juventus nella 29^ giornata di Serie A e consolida il secondo posto a +5 sulla Roma. Nel primo tempo al vantaggio di Milinkovic-Savic aveva risposto Rabiot, ma nella ripresa la magia di Zaccagni mette il punto esclamativo sul successo. Sarri ha potuto contare sulla formazione titolare, con il rientro dal 1′ di Immobile a guidare l’attacco dopo l’infortunio. Allegri (influenzato, al suo posto Landucci) deve dosare le forze in vista della Sporting Lisbona in Europa League ma stasera i suoi sono stati davvero poco pericolosi. La prima parte di gara è piuttosto tattica, anche se cominciano meglio i biancocelesti, che possono vantare un paio di acuti di Milinkovic-Savic. I ritmi sono spezzati, i bianconeri alzano il baricentro ma la prima vera occasione arriva alla mezzora e porta la firma di Immobile. L’attaccante con il destro al volo tira dritto in porta e chiama Szczesny alla parata. Il napoletano appare in grande spolvero e si trova sui piedi diverse occasioni che non concretizza. Al 38′ invece Milinkovic-Savic riesce a sbloccare il risultato. Il serbo raccoglie una palla al centro e di prepotenza spedisce in rete l’1-0 laziale, non senza le proteste della Juve per un presunto fallo su Alex Sandro: la revisione del Var conferma il gol. La gioia dura pochissimo: al 42′, sugli sviluppi di calcio d’angolo e dopo un batti e ribatti con Provedel, Rabiot sigla il pareggio. La Lazio incassa ma torna carica nel secondo tempo. Al 53′ l’assist di tacco di Luis Alberto regala il pallone perfetto per il 2-1 firmato Zaccagni. I biancocelesti mantengono il pallino del gioco, la Juve spinge soprattutto nel finale quando è finalmente pericolosa ma senza trovare il pareggio. Vittoria pesantissima per la squadra di Sarri che è sempre più sola al secondo posto con 58 punti, mentre i bianconeri restano fermi a quota 44.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Il Verona ribalta il Sassuolo e resta in corsa per la salvezza

VERONA (ITALPRESS) – Il Sassuolo spreca di tutto e viene punito da un Verona che non si arrende mai e, nel giorno della festa per i suoi 120 anni, trova tre punti di speranza in chiave salvezza.
Le due squadre si studiano in partenza. Il Sassuolo fa la partita, il Verona va in contropiede con Duda che serve Lasagna e non vede Verdi (16′) salvando la difesa neroverde. Non inquadrano la porta Laurientè (23′) e Frattesi (29′). Un tiro alto di Veloso anticipa di trenta secondi il gol del vantaggio degli ospiti: Berardi salta il suo avversario, poi crossa per Harroui che, di testa, all’interno dell’area di rigore, batte Montipò. Cala il gelo sul Bentegodi mentre Laurientè impegna ancora l’estremo difensore degli scaligeri (38′). A 3′ dalla fine del primo tempo Rogerio ci prova con il mancino, palla deviata che sta per beffare Montipò. Nell’intervallo Zaffaroni, evidentemente insoddisfatto, cambia mezzo centrocampo. Si ricomincia e gli ospiti vanno vicini al raddoppio prima con un colpo di testa di Tressoldi poi con un velo di Pinamonti che fa inserire Frattesi, pronto il tiro e palla alta (9′). Lasagna sfiora il gol (10′) poi lo stesso Pinamonti si mette in proprio (14′) e sferra un tiro deviato in angolo da Montipò. Al 18′ Berardi manda alto da buona posizione, tre minuti e Rogerio sbaglia l’intervento, Faraoni trova solo l’esterno della rete. Il Sassuolo va ancora a un passo dal raddoppio al 27′ quando Henrique inventa per Laurientè, tiro a botta sicura e Magnani salva a portiere battuto. Montipò tiene ancora a galla i suoi respingendo un mancino di Rogerio. Il Verona crede nel pareggio. Angolo da destra, testa di Terracciano, Lopez salva sulla linea (33′), poi al 39′ l’eroe dell’andata si ripete: Ceccherini va di testa sul primo palo su azione d’angolo e pareggia i conti. Montipò salva ancora su Pinamonti ed Alvarez. Al 5′ di recupero Consigli sbaglia il rinvio e regala la palla a Gaich che con un delizioso lob fa esplodere il Bentegodi.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Torino-Roma 0-1, decide Dybala su rigore

TORINO (ITALPRESS) – La Roma batte 1-0 il Torino in trasferta e supera Milan e Inter al terzo posto in classifica. Un rigore di Dybala in avvio regala tre punti preziosi ai giallorossi che possono ora prepararsi con lo stato d’animo ideale per l’andata dei quarti di Europa League contro il Feyenoord. All’Olimpico Grande Torino Mourinho ritrova Cristante, Mancini, Ibanez e Kumbulla dopo la squalifica, ma solo i primi due giocano dal 1′. Parte dalla panchina anche Pellegrini per i postumi di un attacco febbrile, mentre l’ex Belotti ed Abraham restano fuori per far posto ad un inedito tridente composto da Solbakken, El Shaarawy e Dybala. Lo 0-0 dura solo otto minuti. Zalewski penetra centralmente e calcia, Schuurs devia col braccio in area e l’arbitro Colombo indica subito il rigore. Dagli undici metri Dybala calcia centralmente, ma Milinkovic-Savic si tuffa e può solo scheggiare la palla con il piede. Con questa rete l’argentino diventa così il secondo giocatore della Roma a collezionare più di 10 gol e più di 5 assist nel suo campionato d’esordio in giallorosso, dopo Salah, da quando la Serie A è tornata a 20 squadre.
La reazione del Toro è affidata a Rodriguez che al 16′ si coordina da fuori area con un tiro al volo (deviato da Wijnaldum) che sfila a lato per una questione di centimetri. Al 50′ i granata si affacciano dalle parti di Rui Patricio: Rodriguez crossa dalla sinistra, Miranchuk di testa chiama al primo vero intervento il portiere portoghese. Al 70′ scocca l’ora di Lorenzo Pellegrini che taglia il traguardo della 228esima presenza in giallorosso, superando Carlo Ancelotti. Poco dopo Solbakken si ferma per un infortunio alla spalla e lascia il posto a Matic. La partita di Dybala invece finisce all’83 e al suo posto c’è Abraham, mentre il ritorno di Belotti all’Olimpico Grande Torino si consuma solo dalla panchina. Ma l’ex di turno e tutta la Roma possono godersi la vittoria che proietta i giallorossi in zona Champions.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).