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Ultima Generazione, Sangiuliano “Il Governo parte civile nei processi”

ROMA (ITALPRESS) – “Chi danneggia i nostri beni culturali non può passarla liscia e va punito severamente. Anche per questo stiamo studiando una norma che faccia pagare ai responsabili di questi danni gli interventi necessari per il ripristino dei luoghi. Gli studiosi parlano di paesaggio antropizzato per indicare il fatto che nella nozione di paesaggio rientrano anche le creazioni artistiche prodotte in secoli di storia. La Barcaccia è sotto la competenza della Sovrintendenza capitolina, i nostri esperti sono a disposizione per valutare la consistenza dei danni, soprattutto se essi siano permanenti o meno”. Lo dice il ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano in una intervista a “Il Messaggero” dopo che gli attivisti di “Ultima Generazione ” hanno imbrattato sabato la Fontana della Barcaccia di Piazza di Spagna. “Direi che ora basta. E basta anche con gli ammiccamenti. Ho chiesto a una commissione di esperti uno studio approfondito ma già posso anticipare che secondo alcuni non è corretto affermare che si tratta di azioni dimostrative. I danni possono essere permanenti. La Fontana della Barcaccia ricade sotto la responsabilità della Sovrintendenza di Roma e appartiene al Comune ma ho dato al sindaco Gualtieri la massima disponibilità. Ho immediatamente sentito la nostra Sovrintendente, la dottoressa Daniela Porro e anche i nostri esperti sono pronti a intervenire” aggiunge Sangiuliano. “Sono vandali e basta. Non hanno nulla a che fare con la difesa dell’ambiente. Mi faccia sviluppare un breve ragionamento. Nella nozione di ambiente non rientrano solo gli elementi naturali ma anche le opere d’arte realizzate dagli esseri umani in secoli di storia. E’ nobile voler salvaguardare il mare, i fiumi, i monti, i boschi ma è altrettanto importante tutelare, come recita l’articolo 9 della Costituzione, il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Alla domanda se il Governo stia pensando ad una modifica di norme, inserendo magari un tipo di reato specifico, il ministro alla Cultura, risponde: “Ne ho già parlato con il ministro Nordio, stiamo studiando soprattutto una sanzione amministrativa. Intervenire per ripristinare costa, e anche molto, perchè occorrono personale specializzato e macchinari adeguati. Ebbene, chi compie queste azioni, in aggiunta alle norme penali che potranno essere inasprite, deve pagare di tasca propria”. “Comunque le do una notizia, intanto: da lunedì il ministero si costituirà parte civile nei procedimenti penali che scaturiranno dagli ultimi fatti accaduti, a Firenze, a Roma o altrove. Ne ho parlato con i consiglieri giuridici Bianca Bellucci, che è stata a lungo pubblico ministero, e il professor Rino Sica, ordinario di diritto privato”.

Foto: agenziafotogramma.it

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Juventus batte Verona 1-0, decide la rete di Kean

TORINO (ITALPRESS) – Vittoria di misura ma che vale tanto e che continua a tenere in vita le speranze bianconere. La Juventus ha battuto l’Hellas Verona per 1-0 nella gara della 28esima giornata di Serie A giocata stasera all’Allianz Stadium di Torino. Il quinto successo di fila della Signora tra campionato e coppe è valso alla squadra di Allegri un ulteriore passo avanti verso una possibile qualificazione alle coppe europee della prossima stagione. Per il Verona è sempre più buio pesto e con quella in Piemonte sono diventate sei le gare senza vittoria, di cui quattro le sconfitte, per la squadra veneta. In un primo tempo in cui l’Hellas Verona ha pressato molto alto, la Juventus ha faticato a presentarsi dalle parti di Montipò e in un paio di occasioni ha anche subito ripartenze pericolose degli scaligeri ben messi in campo da Zaffaroni. In avvio è stato Duda a provarci con una conclusione centrale parata a terra da Szczesny, mentre poco prima del quarto d’ora è stato De Paoli, su bell’assist di Lasagna, a calciare al volo di destro con pallone uscito di poco alla sinistra del portiere.
L’occasione più ghiotta è però capitata alla Juventus con Danilo che su tocco su punizione di Milik, ha calciato sulla schiena di De Paoli, ma la deviazione del numero 29 gialloblù è stata determinante per far carambolare il pallone sul palo. In una serata più complicata del previsto, è stata la Juventus a passare al 10′ della ripresa al termine di una bell’azione innescata sulla trequarti da Miretti per Locatelli: il nazionale azzurro ha servito Kean che ha controllato di destro, si è infilato tra i difensori del Verona e con freddezza ha battuto a tu per tu Montipò ancora con il destro. Verona pericoloso al 38′ con la grande conclusione da fuori del neo entrato Terraciano che ha chiamato alla difficile parata Szczesny, determinante nel salvare il risultato e a regalare i tre punti alla squadra di un furioso Allegri che, ancora una volta, ha lasciato il campo qualche secondo prima del termine.
– foto Image –
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Mondiali Giovani Plovdiv, bronzo nella sciabola con Nardella

PLOVDIV (BULGARIA) (ITALPRESS) – Prima giornata di gare a Plovdiv e prima medaglia azzurrina: il bronzo dello sciabolatore Emanuele Nardella ha aperto con il sorriso per l’Italia il Campionato del Mondo Giovani e Cadetti 2023 sulle pedane bulgare. Nel day-1 dedicato alle competizioni individuali di sciabola maschile e femminile Under 20, il pugliese classe 2003 è stato protagonista di una prestazione sontuosa che gli ha permesso di scalare fino al terzo gradino del podio, marcia interrottasi solo contro il (riconfermato) campione mondiale Colin Heathcock. Traguardo della zona medaglia soltanto sfiorato invece da Marco Mastrullo, che ha chiuso al quinto posto restando ad appena due stoccate dalle semifinali.
E’ un bronzo pesantissimo quello di Emanuele Nardella, bravo a partire con un percorso netto di sei vittorie in altrettanti assalti nella fase a gironi, a seguito del quale il suo cammino nel tabellone a eliminazione diretto è cominciato con il successo sul britannico Cromie, battuto 15-8, ed è continuato contro il ceco Cacek, superato con il punteggio di 15-11. Nel turno dei 32, opposto all’egiziano Zeyad Nofal, l’atleta di San Severo ha condotto l’incontro con sicurezza e autorità, chiudendo con un altro 15-11.
Da lì in avanti lo sciabolatore dell’Esercito, che si allena al Circolo Schermistico Dauno Foggia, ha saputo soffrire ed entusiasmare. Nel tabellone da 16 Nardella ha lottato stoccata su stoccata, per imporsi all’ultima e decisiva, sul punteggio di 15-14, contro il francese Alexandre Lacaze. E al fotofinish s’è risolto anche il match che metteva in palio un posto sul podio contro il portacolori della Nigeria, Evann Girault: l’azzurrino ha tentato subito l’allungo ma, proprio quando pareva condurre in sicurezza l’assalto, il suo avversario s’è rifatto sotto portando l’epilogo sul filo dell’equilibrio, e anche stavolta, con freddezza e carattere, Nardella ha saputo piazzare l’attacco decisivo, chiudendo 15-14 e volando in “zona medaglia”. Il ko in semifinale contro il campione del mondo in carica Colin Heathcock, confermatosi oggi sotto la bandiera degli Stati Uniti d’America, toglie nulla al grande risultato di Emanuele, che salda così i conti con il Mondiale che lo scorso anno a Dubai fu costretto a saltare per infortunio.
S’è fermato ai piedi del podio Marco Mastrullo. Il fresco campione europeo di Tallinn, dopo l’en plein di vittorie nella fase a gironi, nel tabellone da 128 ha superato per 15-9 l’ucraino Kolobaiev, prima d’entrare tra i migliori 32 grazie a un match batticuore, vinto 15-14 contro il giapponese Chano, successo arrivato rimontando uno svantaggio prima di 4-11 e poi di 12-14. Nell’assalto che valeva il pass per i migliori 16, contro l’ungherese Mirko Petrucz, lo sciabolatore foggiano, che si allena alla Virtus Scherma Bologna, ha comandato in pedana fin dal principio, imponendosi per 15-12. Il biglietto per i “top 8” Mastrullo l’ha staccato con una grande prestazione che gli ha consentito di superare il rumeno Vlad Covaliu: al “pronti, a voi” il figlio d’arte s’era portato avanti di cinque stoccate, ma l’azzurrino ha risposto con un contro-break a cui ha dato continuità chiudendo poi d’autorità sul 15-9. Lo stop per l’oro continentale in carica è arrivato nel match che metteva in palio una medaglia, contro il giapponese Mao Kokubo che, dopo aver ribaltato un inizio tutto di marca italiana, ha vinto per 15-13 dirottando Mastrullo al quinto posto finale.
Stop inatteso nel tabellone da 64, e 33° posto finale per Edoardo Cantini. Dopo sei vittorie e appena nove stoccate subite nella fase a gironi, il livornese dei Carabinieri si è presentato alla diretta da testa di serie numero uno, saltando di diritto il primo turno ma fermandosi poi davanti al cinese Yin (15-9). Out tra i 64 anche Marco Stigliano che prima ha superato per 15-3 Teh, portacolori della Malesia, poi ha ceduto 15-12 al turco Kalender.
Dopo una grande stagione di Coppa del Mondo anche a livello individuale, niente medaglia oggi a Plovdiv per le sciabolatrici azzurrine. Si è fermata nel turno da 32 (contro la vincitrice del titolo iridato) la marcia di Michela Landi, che ha chiuso al 18° posto il suo Mondiale, e Maria Clementina Polli, 32^ classificata.
Michela Landi, numero 11 del tabellone dopo aver chiuso con 6 vittorie in altrettanti assalti la fase a gironi, ha debuttato nel match delle 64 superando per 15-12 la canadese Gordon. Nell’incontro che valeva un posto tra le migliori 16, la campana dell’Esercito è stata costretta a cedere all’ultima stoccata, fermata sul 15-14 dalla statunitense Magda Skarbonkiewicz, campionessa mondiale in carica e riconfermatasi anche oggi a Plovdiv.
Maria Clementina Polli era incappata in un difficile avvio di giornata, caratterizzato da una sola vittoria e quattro sconfitte nella fase a gironi. Rientrata in extremis nel tabellone ad eliminazione diretta, ha saputo riscattarsi battendo prima la britannica Jane per 15-10 e poi la coreana Jeong con il punteggio di 15-13. Nel turno da 32 la romana dei Carabinieri è stata superata 15-12 da Juliet Jie Min Heng, portacolori di Singapore.
Erano uscite di scena precedentemente Carlotta Fusetti e Manuela Spica, che hanno concluso rispettivamente in 36^ e 37^ posizione. Entrambe erano state artifici di un buon inizio, con cinque successi e un solo ko nella fase a gironi. In un percorso fotocopia, ammesse di diritto al tabellone da 64, sono incappate in due assalti in cui non sono riuscite a esprimere il loro indiscusso valore: Fusetti ha ceduto alla giapponese Kikuchi (15-8) mentre Spica è uscita contro la georgiana Kuvaeva (15-7).
Per tutte e quattro le sciabolatrici azzurrine ora c’è l’obiettivo riscatto lunedì, quando andranno in scena le competizioni a squadre di sciabola Under 20. Ed entrambe le formazioni del CT Nicola Zanotti avranno tanta voglia di confermare quanto di buono fatto in questa stagione che vive in Bulgaria il suo momento clou.
Archiviata la prima giornata, con la gioia del bronzo di Nardella, domani sarà il turno di sciabolatori e sciabolatrici della categoria Cadetti: al maschile in pedana Francesco Pagano, Massimo Sibillo e Leonardo Reale; al femminile le azzurrine in pedana saranno Elisabetta Borrelli, Gaia Karola Carafa e Benedetta Stangoni.
– foto ufficio stampa Fis –
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Inter ancora ko, la Fiorentina vince 1-0 a San Siro

MILANO (ITALPRESS) – L’Inter non sa più vincere. Terza sconfitta consecutiva per la squadra di Simone Inzaghi, la Fiorentina sbanca San Siro (1-0 il risultato finale) grazie alla rete di Giacomo Bonaventura nel secondo tempo. Prestazione opaca da parte della compagne nerazzurra – tante le occasioni sprecate -, merito anche degli ospiti: i toscani, alla quinta vittoria consecutiva in campionato, sono tornati in corsa per l’Europa. Ci si attendeva una gara bloccata, ma il primo tempo è scivolato via tra strappi e parecchie occasioni sprecate. La Fiorentina ha cercato di far male in contropiede, sperimentando anche la soluzione da lontano: l’Inter, invece, ha cercato di sfruttare gli spazi oltre la difesa lasciati dai viola. Lukaku e Mkhitaryan si sono divorati due occasioni a testa, clamorosa quella dell’armeno che prima non ha servito il belga, poi sulla respinta ha provato una rovesciata terminata sul fondo. Nella ripresa la Fiorentina ha spaventato Onana con un’azione personale di Castrovilli uscita di poco sul fondo. Nel giro di due minuti l’inerzia della gara è stata totalmente stravolta: prima Lukaku si è divorato un gol a porta vuota da dentro l’area piccola, poi Bonaventura – all’8′ della ripresa – ha anticipato di testa Bastoni portando avanti la squadra di Vincenzo Italiano.
La reazione dell’Inter è arrivata al quarto d’ora, con Barella che però è stato fermato dal palo. Nemmeno i tre cambi effettuati da Inzaghi al 18′ della ripresa hanno dato la scossa giusta: Lautaro, al di là di un’azione in cui ha chiesto a gran voce un calcio di rigore, non ha avuto grosse chance per pareggiare i conti. Inevitabili i fischi al termine del match. L’Inter, alla terza sconfitta consecutiva in campionato, rimane dunque a quota 50 punti, al terzo posto, in attesa di Milan e Roma. La Fiorentina, invece, sale a quota 40: entrambe le squadre saranno impegnate nelle semifinali di Coppa Italia rispettivamente contro Juventus e Cremonese.
– foto LivePhotoSport –
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Acquaroli e Mancini inaugurano mostra sulle Marche a Roma

ROMA (ITALPRESS) – E’ stata inaugurata nei giorni scorsi a Roma, la mostra “Le Marche. L’unicità delle molteplicità”. L’esposizione è allestita a Palazzo Poli, in via Poli 54, in un edificio che ospita l’Istituto centrale per la grafica e che insiste sulla Fontana di Trevi, e si potrà visitare gratuitamente fino al 28 maggio.
“Un luogo fantastico – ha commentato il presidente Acquaroli – E’ stata un’ottima intuizione allestire la mostra in questa prestigiosa cornice che affaccia sulla Fontana di Trevi. La mostra darà la possibilità di scoprire le Marche attraverso tante storie di personaggi ed anche ammirare dei pezzi unici a loro appartenuti, in un luogo straordinario. Sono convinto dell’efficacia dell’iniziativa che inauguriamo perchè riesce a mettere insieme una molteplicità di aree di interesse: lo sport, la cultura, l’arte, la scienza. Vari aspetti come varie sono le Marche, l’unica Regione rimasta in Italia a declinarsi ancora al plurale. Questo va visto con orgoglio, come pure l’idea di dare lustro e ringraziare chi con il suo operato, nel presente e nel passato, ha reso importante la nostra storia e il nostro territorio e l’Italia intera, conservando sempre un attaccamento alla terra d’origine”.
Ospite d’eccezione il CT della nazionale di calcio, Roberto Mancini, testimonial delle Marche, che ha visitato la mostra insieme al Presidente Francesco Acquaroli e al direttore di Atim, Marco Bruschini.
“Le Marche sono una regione fantastica – ha detto il ct della nazionale – ma non solo perchè ci sono nato, per cui è chiaro che è un sentimento che viene dal cuore. Penso davvero che sia una regione piena di persone perbene, di luoghi fantastici e poi, come la storia dimostra, è stata piena di personaggi incredibili. Questa mostra lo illustra bene. E il calcio può trovare spazio in questa esposizione perchè arte e calcio sono sulla stessa lunghezza d’onda. Il calcio è arte”.
L’esposizione è dedicata alle figure che hanno reso le Marche “una regione sempre creativa e competitiva”. Donne e uomini illustri che hanno cambiato la storia operando con modalità vincenti in molteplici ambiti, tutti rappresentati nell’esposizione da un’opera originale, un oggetto, un filmato o delle fotografie, distribuiti in 56 isole: 20 dedicate all’arte, 3 alla letteratura, 7 alla musica, 4 alle scienze, 6 alla società, 8 allo spettacolo, 8 allo sport.
Tra i presenti all’inaugurazione: Vittorio Sgarbi, sottosegretario di Stato alla Cultura; l’onorevole Lucia Albano, sottosegretaria di Stato all’Economia e Finanze; il sottosegretario all’Interno, onorevole Emanuele Prisco; il senatore Guido Castelli, commissario straordinario per il sisma; l’onorevole Mirco Carloni, presidente Commissione Agricoltura della Camera; l’assessore regionale Francesco Baldelli.
L’esposizione è curata da Alessandro Nicosia, organizzata e realizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con la collaborazione di Rai Teche e Archivio Storico Luce; sponsor tecnico European Broker, catalogo Gangemi Editore. L’esposizione mira a evidenziare tutte le caratteristiche del dinamismo marchigiano, gli aspetti che ne determinano il fascino e la particolarità, attraverso figure che l’hanno abitata e valorizzata. Alcune delle opere sono state prestate dall’Istituto centrale per la grafica. Dietro una lunga ricerca di materiali, esposti per la prima volta, si documenta un immenso patrimonio di rilevanza internazionale.
-foto ufficio stampa Regione Marche-
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Binder vince gara sprint in Argentina su Bezzecchi e Marini

TERMAS DE RIO HONDO (ARGENTINA) (ITALPRESS) – Il sudafricano Brad Binder su Ktm ha vinto la sprint race del Gran Premio di Argentina, seconda prova stagionale del Motomondiale, con il tempo di 19’56″873. Dietro di lui Marco Bezzecchi (Ducati), a 72 centesimi, che ha cercato fino alla fine il sorpasso. Terzo Luca Marini (+0″877), quarto Franco Morbidelli (+2″354), quinto Alex Marquez (+2″462), sesto Pecco Bagnaia a 2″537. Settimo Vinales, ottavo Martin, Quartararo e Miller chiudono la top ten.
“Eravamo tutti vicinissimi ed ho capito che, se riuscivo a lottare come un leone potevo farcela. E’ andata bene. Gli avversari si sono avvicinati molto ma ce l’ho fatta. E, per questo, devo ringraziare la squadra” le parole di Binder.
“E’ stato bello, una vera e propria bagarre. Sono riuscito a
recuperare tante posizioni e quasi ce la facevo a raggiungere
Binder. Per questo ringrazio la Ducati che ha fatto un lavoro
incredibile. Domani ci riproviamo” ha detto Marco Bezzecchi.
Per Luca Marini si è trattato di “una gara incredibile, con un’ottima partenza. A Portimao non è stato facile, adesso questo risultato è fantastico.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Alla Cremonese non basta Ciofani, l’Atalanta vince 3-1

CREMONA (ITALPRESS) – La Cremonese ricomincia con una sconfitta casalinga che la avvicina sempre più alla serie B senza possibilità di rimediare, mentre l’Atalanta continua la sua corsa verso un piazzamento nelle competizioni europee. La Dea si sveglia solo nella ripresa e i grigiorossi di Ballardini pagano caro alcuni errori in fase difensiva. Alla fine i tre punti sono meritati nonostante un primo tempo opaco e giocato su ritmi bassi. E la classifica profuma di Champions. Il primo tempo della Cremonese ricorda un copione già visto: non accade praticamente nulla ma i grigiorossi si ritrovano sotto di una rete alla fine della prima frazione. L’Atalanta infatti non brilla, l’attacco schierato da Gasperini non va, non calcia mai in porta e la difesa grigiorossa fa tutto bene o quasi fino al 44′. L’avvio di gara è di marca locale con l’Atalanta che resta a guardare. Al 5′ discesa di Meitè e conclusione parata, poi ripartenza di Tsadjout con tiro di Castagnetti alto. Un’altra azione manovrata della Cremonese manda Valeri sul fondo per l’assist a Benassi che calcia debolmente verso Musso. Si anima il finale della prima frazione: al 40′ punizione dai 20 metri per la Cremonese che Castagnetti calcia male.
Al 44′ il gol della Dea. Zapata si porta verso l’area e mette la palla in mezzo, Aiwu la devia con parte della schiena, ma la consegna a De Roon che da pochi passi porta in vantaggio l’Atalanta. Un tiro e un gol per gli uomini di Gasperini.
Nella ripresa la Cremonese è costretta ad avanzare per rimontare lo svantaggio. Non è ordinata, ma la rete arriva ugualmente: su un tiro respinto da Palomino, Ciofani prova al volo, Toloi si oppone ma colpisce col braccio. Rigore per la Cremonese che lo stesso Ciofani trasforma al 10′ portando a 6 reti il suo bottino personale (bomber della squadra a 37 anni). L’Atalanta nel frattempo con Boga, Lookman e Hojlund in campo riesce a essere più incisiva davanti e, al 28′, ritrova il vantaggio con Boga. Hojlund in accelerazione lascia sul posto Bianchetti per poi scaricare in mezzo dove Boga anticipa tutti e segna. La squadra di Ballardini però dà l’impressione di avere la spia della riserva accesa e soffre. Al 44′ De Roon serve davanti alla porta Hojlund che lascia la deviazione mangiandosi la terza rete. Nel finale i tentativi di Valeri e Buonaiuto chiudono di fatto il match, condito dalla terza rete di Lookman che fissa il risultato sull’1-3.
– foto LivePhotoSport –
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In 15 mila all’Open Day del Politecnico di Milano

MILANO (ITALPRESS) – Il Politecnico di Milano ha aperto le sue porte per l’Open Day, la tradizionale giornata di orientamento per i ragazzi che frequenteranno l’ateneo in futuro. Secondo le stime, oltre 15mila giovani hanno affollato lo storico Campus Leonardo, dove hanno incontrato i professori, visitato i più importanti e innovativi laboratori del Politecnico, si sono confrontati con gli studenti delle associazioni studentesche e hanno potuto frequentare dei seminari.
La giornata è il culmine di oltre 2 settimane durante le quali sono stati presentati on line i corsi di studio di laurea e laurea magistrale.
Le proposte dell’ateneo milanese toccano moltissimi temi, con particolare attenzione alle nuove tecnologie e alla sostenibilità ambientale delle città.
La nuova rettrice, Donatella Sciuto, non poteva mancare all’appuntamento e si è intrattenuta con gli studenti e con i futuri iscritti: “L’offerta formativa del Politecnico – ha affermato – ha l’obiettivo di formare i ragazzi che saranno i progettisti del futuro, un futuro sostenibile e inclusivo. Lo fa attraverso sia la parte degli spazi urbani, degli edifici, della mobilità, con la chimica verde, l’energia, la progettazione di materiali e dispositivi elettronici. E’ importante che i ragazzi abbiano un’offerta formativa di base che possa valere per i prossimi 40 anni ma che abbiano anche competenze interdisciplinari che si formano all’interno delle lauree magistrali”.
Per la prima volta quest’anno, durante l’OpenDay del Politecnico, tradizionale appuntamento della primavera milanese, c’è stata la possibilità per i giovani di visitare gli stand anche delle lauree magistrali.
“Sia la transizione digitale – ha continuato Donatella Sciuto – che la transizione verde sono punti fondamentali dell’offerta formativa del Politecnico. Abbiamo da sempre un corso di ingegneria ambientale, poi abbiamo ingegneria energetica. Con le lauree magistrali ci si può specializzare. C’è per esempio un percorso dedicato all’Intelligenza Artificiale, uno alla Cyber Security. Ovviamente abbiamo un percorso dedicato alla realizzazione di macchine elettriche. Inoltre abbiamo percorsi che combinano competenze con altri atenei. In particolare con l’Università Bocconi abbiamo due lauree magistrali, una sulla sostenibilità e sulla gestione della sostenibilità e una sull’organizzazione e la gestione dei rischi. Con Humanitas, abbiamo MedTec che mette insieme bioingegneria e medicina. Con la Statale invece condividiamo una parte che mette assieme la gestione dei dati biologici e ingegneria informatica”.
Dalla rettrice anche un consiglio a chi pensa di iscriversi al Politecnico: “Non bisogna avere paura. Ingegneria è ritenuta molto difficile e si pensa che non sia adatta alle ragazze ma penso che, una persona che voglia impegnarsi in questo campo, non debba avere paura. Ci saranno sì dei fallimenti, ma i fallimenti fanno parte della vita e sono fondamentali per crescere”.
-foto ufficio stampa Politecnico Milano –
(ITALPRESS).