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Altra vittoria per il Milan, Messias stende il Monza

MONZA (ITALPRESS) – Il Milan soffre ma trova una vittoria fondamentale per 1-0 sul campo di un Monza comunque positivo. E’ un bel sinistro di Messias alla mezz’ora a decidere un match molto intenso, con occasioni da una parte e dall’altra. Dopo appena un minuto, Tatarusanu deve già mettere i guantoni due volte per evitare il peggio: prima, su un mancino ravvicinato di Ciurria e poi su un’incornata da angolo di Petagna. Gli ospiti si vedono per la prima volta al 18′ e vanno vicini al vantaggio con Leao, il quale sfodera un gran destro dalla distanza che centra l’esterno del palo alla sinistra di Di Gregorio. Al 25′ è Messias a recuperare palla e a servire il portoghese, che calcia debolmente trovando però una risposta goffa di Di Gregorio, il quale si riscatta chiudendo lo specchio a Diaz sulla ribattuta. Quattro minuti dopo è Tomori a provarci con il mancino dopo una sortita offensiva avviata da una bella iniziativa di Hernandez, ma Di Gregorio è ancora una volta attento e devia in tuffo. L’1-0 è nell’aria e arriva al 31′. Al termine di un’azione prolungata, Messias raccoglie la sfera al limite dell’area e indovina un preciso sinistro a mezza altezza che finisce nell’angolino alla sinistra del portiere, portando così in vantaggio i campioni d’Italia in carica. E’ l’1-0 con cui le due formazioni vanno negli spogliatoi. Al 12′ gli uomini di Pioli si divorano il 2-0. Diaz riparte veloce e serve Leao che di prima appoggia a Hernandez, il quale si invola verso la porta ma fallisce il tentativo di pallonetto su Di Gregorio in uscita da ottima posizione. I biancorossi prendono coraggio e al 28′ sfiorano il pari. Ciurria addomestica la palla dalla destra e scaglia un sinistro improvviso che centra prima il palo e poi il tacco di Tatarusanu, terminando poi la sua corsa sul fondo. I rossoneri sono in apnea, ma al 40′ si mangiano di nuovo il raddoppio. Tonali va al tiro, Di Gregorio respinge ma sulla ribattuta sono prima Rebic e poi De Ketelaere a mancare di freddezza da pochi passi. L’assalto finale dei locali non crea ulteriori grattacapi a Tatarusanu e il risultato non cambierà più. Il Milan guadagna così tre punti importanti che gli permettono di raggiungere momentaneamente l’Inter al secondo posto a quota 44. Il Monza, che esce dal campo a testa alta, rimane invece in undicesima posizione con 29 punti all’attivo, incassando la prima sconfitta in campionato in questo 2023.
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Confindustria, evitata la recessione anche nel primo trimestre 2023

ROMA (ITALPRESS) – L’economia italiana si avvia ad evitare la recessione anche nel primo trimestre del 2023. E’ quanto emerge dall’analisi Congiuntura Flash di febbraio di Confindustria. Il ribasso del prezzo dell’energia da fine 2022, che rimane comunque ben al di sopra dei livelli di due anni fa, sta favorendo la riduzione dell’inflazione in Italia e Europa (seppur su valori ancora elevati) e questo lascia intravedere la fine del rialzo dei tassi entro il 2023 (non prima di un altro paio di aumenti). La fiducia risale, i servizi restano in crescita sostenuti dalla tenuta dei consumi, mentre industria e investimenti reggono a fatica i maggiori costi di credito e commodity. Il prezzo del gas resta relativamente basso a febbraio (56 euro/mwh in media), ben sotto i livelli registrati in tutto il corso del 2022 (ma era a 14 euro nel 2019). Anche il prezzo del petrolio sembra essersi stabilizzato (83 dollari al barile), su valori poco superiori a quelli pre-crisi (64 dollari). Viceversa, rincarano a inizio 2023 le commodity non-energy (+3,4% da ottobre), soprattutto i metalli (+16,8%), mentre i prezzi alimentari continuano a scendere (-1,2%). L’inflazione italiana continua a calare (+10,1% a gennaio, +11,8% a ottobre), grazie alla minor variazione annua dei prezzi energetici (+43,1%, da +71,1%); ma la dinamica al netto di energia e alimentari è in salita (+4,6% da +4,2%), per la trasmissione dei rincari passati (energia) agli altri beni. A dicembre il costo del credito per le imprese italiane è salito ancora: 3,55%, da 1,18% a fine 2021. La quota di imprese industriali che ottiene credito solo a condizioni più onerose è cresciuta al 42,9% (da 7,3%). La stretta segue il rialzo del tasso ufficiale Bce, portato al 3,00% a febbraio e annunciato a 3,50% a marzo; poi secondo i future potrebbe esserci un ultimo ritocco nel 2023 e infine lo stop; il Btp a febbraio si è stabilizzato al 4,04%, poco sotto i picchi (era a 0,97%). La produzione ha registrato un rimbalzo a dicembre (+1,6%), dopo tre mesi di calo. Nel 4° trimestre la variazione è stata comunque negativa (-0,9%, dopo -0,6% nel 3°), ma poco marcata nella manifattura (-0,4%). E i dati qualitativi di gennaio dipingono uno scenario in miglioramento: il PMI è risalito in area di lieve espansione (50,4 da 48,5), la fiducia delle imprese ha smesso di scendere e oscilla su livelli modesti, gli ordini calano meno, le scorte si sono lievemente ridotte. Nelle costruzioni, invece, la fase di debolezza è attesa proseguire: il PMI è a 48,2 (da 47,0). A dicembre il comparto del turismo è rimasto sui valori del 2019 (appena -0,4% come spesa dei viaggiatori stranieri). Buone le indicazioni sui servizi nel 1° trimestre: a gennaio il PMI è balzato in area di crescita (51,2 da 49,9) e la fiducia delle imprese del settore ha continuato a risalire. Le vendite al dettaglio (di beni) fiacche nel 4° trimestre 2022 (+0,4% in valore, -1,8% in volume) confermano decisioni di consumo prudenti per l’alta inflazione; la spesa delle famiglie si è spostata ancor più verso i discount. Cresce invece la spesa per servizi. Per gli investimenti, lo scenario è migliorato a inizio 2023: le aspettative delle imprese sulla domanda sono tornate positive (+10,4 sul 1° trimestre il saldo delle risposte, -4,8 per fine 2022); e cresce la quota di aziende che prevede un aumento degli investimenti nei primi sei mesi (20,0 da 14,4). Accanto a un’occupazione in aumento (+37mila a dicembre), si registra in Italia una scarsità di manodopera per una quota crescente di imprese (7,3% da 1,8% a fine 2019, nella manifattura), segnale di carenze quantitative e disallineamenti di competenze (ma meno che nella UE). Nel 2022 l’export italiano è aumentato del 7,7% in volume: USA e Francia i primi mercati per contributo alla crescita; gli articoli farmaceutici e chimico-medicinali hanno fatto da traino. Tale ottima dinamica incorpora, però, una stagnazione nel 4° trimestre, che riduce il “trascinamento” al 2023 (appena +1,0%). Inoltre, a gennaio permangono segnali di rallentamento per l’export, in base ai giudizi sugli ordini esteri delle imprese manifatturiere. In Francia e Germania, dove a fine 2022 si è registrato un rallentamento del PIL meno intenso di quanto prospettato dagli analisti (+0,1% e -0,2%), gli indicatori qualitativi a gennaio tracciano un quadro più ottimistico, sebbene con forti asimmetrie: il PMI tedesco dei servizi torna in zona di espansione (50,7), mentre quello manifatturiero resta molto sotto la soglia (47,3); in Francia invece è la manifattura a risalire (50,5), mentre i servizi sono ancora deboli (49,4). Negli Usa 4° trimestre 2022 il PIL è cresciuto più dell’atteso (+0,7%), grazie a consumi e investimenti e soprattutto all’impulso della spesa pubblica (+0,9%). A inizio 2023, si conferma debole l’attività industriale: piatta la produzione, in area recessiva il PMI e l’ISM (46,9 e 47,4) e l’indice dei Direttori degli acquisti di Chicago (44,3). Viceversa, le vendite al dettaglio sono salite (+3,0%), in linea con la maggiore fiducia dei consumatori (66,4), mentre l’inflazione è scesa poco (6,4%).(ITALPRESS).

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Allegri “Non sono nervoso, società forte e presente”

TORINO (ITALPRESS) – “E’ una partita di campionato e dobbiamo continuare puntando ai nostri mini obiettivi. Dobbiamo pensare a raggiungere la squadre che ci precedono”. Così Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, in conferenza stampa in vista della sfida contro lo Spezia, in programma domani alle 18 al Picco. “Affrontiamo una squadra che crea molto – sottolinea l’allenatore bianconero -. Dovremo fare una partita giusta fatta con attenzione e determinazione”. La penalizzazione, chiaramente, pesa come un macigno, ma il gruppo deve pensare ai traguardi raggiungibili: “Indipendentemente da quello che succede o succederà fuori, dobbiamo lavorare sui punti fatti in campionato. La squadra ha fatto 44 punti, bisogna lavorare su questo. L’Europa League non è compromessa, pur giocando un pezzo della partita dove potevamo fare meglio, abbiamo avuto delle grandi occasioni”. Allegri ha anche parlato delle condizioni di alcuni singoli: “Domani non sarà disponibile Chiesa, ha fatto due partite. Rientra Perin e giocherà lui. Gli altri li stiamo ancora valutando. Kean, Perin e Rugani giocheranno”. Il tecnico bianconero recentemente si è sfogato, ma ci ha tenuto a spiegare: “Non sono nervoso, è successa una cosa con qualcuno che fischia senza motivo – ha aggiunto Allegri -. L’altra sera è stata una reazione magari sbagliata, ma posso esser criticato su tante cose. Però c’è una cosa, sui dati di fatto non bisogna parlare. Su quello non si discute, poi accetto che sono scarso, le mie squadre fanno schifo. Sui numeri però non si può discutere”. Sul ‘corto musò, l’allenatore della Juventus ci ha scherzato anche su: “Il corto muso era rivolto al campionato, quando dissi che basta vincere di un punto. Quella roba lì è stata rigirata sulle partite. Io non ho detto quella cosa lì. Se domani vinco 1-0? Spero di vincere 3-0, ho detto ai ragazzi che voglio veder crescere mio nipote”. Infine, Allegri ha concluso parlando della società: “Se sento la mancanza della voce del club? No, la società non manca mai perchè la Juventus è la società più forte che c’è. La società è la base per fare risultati, è sempre presente, più che mai”.
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Superbonus, spesi 71,7 mld per riqualificare il 3,1% degli edifici

VENEZIA (ITALPRESS) – Cala il sipario sulle cessioni dei crediti, sugli sconti in fattura e il bilancio sul Superbonus è in chiaro-scuro. A fronte di 372.303 asseverazioni depositate entro il 31 gennaio scorso, lo Stato, con il cosiddetto 110%, dovrà farsi carico di una spesa di 71,7 miliardi di euro. Ricordando che in Italia sono presenti quasi 12,2 milioni di edifici residenziali , l’Ufficio studi della Cgia ha ipotizzato che, fino ad ora, questa misura abbia interessato solo il 3,1 per cento del totale degli immobili ad uso abitativo. In altre parole, avendo dato la possibilità ai proprietari di riqualificare queste unità abitative con la detrazione fiscale del 110 per cento, lo Stato si è addossato un costo pari a 72,7 miliardi di euro per migliorare l’efficienza energetica di una quota ridottissima di edifici presenti nel Paese. Ora, dopo la cancellazione degli sconti in fattura e delle cessioni del credito, il proprietario di un immobile residenziale potrà beneficiare della detrazione del 90% (e non più del 110), compensando lo sconto solo in sede di dichiarazione dei redditi. E’ evidente che l’appetibilità dello strumento è destinata a scemare. Tuttavia, la cosa più preoccupante è che con il decreto del governo approvato l’altro ieri non è stata trovata una soluzione per le tante aziende e famiglie che sono in possesso di una massa di crediti fiscali importanti e non più esigibili. Una situazione che nel giro di qualche mese rischia di far fallire molte aziende del settore delle costruzioni. La convinzione di aver speso troppo e di aver “drogato” anche il mercato edilizio è comunque molto elevata. Questo meccanismo, che consentiva di detrarre fiscalmente molto più di quanto un proprietario era chiamato a spendere per ristrutturare un edificio, ha innescato una bolla inflattiva preoccupante, alimentata anche dal forte aumento dei prezzi registrato nel 2022 da tutte le materie prime. A fronte di un boom della domanda che, tra l’altro, per legge doveva essere soddisfatta entro un determinato periodo di tempo, il Superbonus 110% ha contribuito a far schizzare all’insù i prezzi di moltissimi materiali e altri per molto tempo sono pressocchè scomparsi dal mercato. A livello regionale è il Veneto ad aver registrato il ricorso più numeroso al Superbonus 110 per cento in relazione agli edifici residenziali esistenti. Con 46.447 asseverazioni, l’incidenza percentuale di queste ultime sul numero degli edifici residenziali esistenti è pari al 4,4%, in Toscana scende al 4% e in Lombardia al 3,9. Le regioni meno coinvolte, invece, sono la Calabria, Valle d’Aosta e Liguria (tutte con un’incidenza del 2%), insieme alla Sicilia che chiude la graduatoria con l’1,7%. A livello nazionale, infine, l’importo medio delle detrazioni a fine lavori previsto è pari a 192.756 euro per edificio residenziale. I picchi massimi li scorgiamo in Campania (247.337 euro), Basilicata (254.090 euro) e Valle d’Aosta (267.698 euro). Chiudono la graduatoria, invece, Friuli Venezia Giulia (152.056 euro), Toscana (151.206) e Veneto (150.906 euro).(ITALPRESS).

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Centrodestra, Schlein “è diviso, facciamo esplodere le contraddizioni”

ROMA (ITALPRESS) – “La destra non è cresciuta, ha sempre i suoi dodici milioni di elettori che si sono affidati prima a Berlusconi, poi a Salvini e ora a Meloni. Nonostante siano divisi. Sta a noi fare esplodere quelle contraddizioni”. Lo dice Elly Schlein, candidata alla segreteria del Partito Democratico, intervistata dal Corriere della Sera. Secondo Schlein “occorre che il Pd risalga. Cambiando tutto: volti, visione, metodo. Non serve cambiare solo i nomi tenendosi il metodo sbagliato. Basta con la cooptazione. Apriamoci alle donne, ai giovani, alle energie migliori. Scegliamo i nuovi dirigenti in base alla competenza, non alla fedeltà”, aggiunge. (ITALPRESS).

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Berlusconi “Ppe apra subito un tavolo per la pace”

ROMA (ITALPRESS) – “Con il mondo sull’orlo di una guerra nucleare tra Russia e i Paesi della NATO, io vengo criticato perchè sto chiedendo che insieme ai sostegni per l’Ucraina, da sempre condivisi e votati da Forza Italia, si apra immediatamente un tavolo per arrivare alla pace. Questo è un dovere per un partito come il PPE”. Lo scrive sui social il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che aggiunge: “Ritengo che il tema non sia più rinviabile e chiedo che venga messo subito all’ordine del giorno nelle riunioni del PPE”.
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Telefonata Meloni-Erdogan, riconoscenza per gli aiuti in Turchia

ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto oggi una conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdogan. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.
Il Presidente del Consiglio ha rinnovato le sue personali condoglianze e la solidarietà del Governo e del popolo italiano per la tragedia del terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria.
Il Presidente Erdogan ha espresso profonda riconoscenza per l’immediata mobilitazione dell’Italia a sostegno della Turchia e delle popolazioni colpite, soffermandosi in particolare sugli aiuti umanitari e l’ospedale da campo consegnati dall’Italia. Il Presidente del Consiglio ha espresso la grande vicinanza di tutta la Nazione alla Turchia assicurando la piena disponibilità a proseguire nelle attività di soccorso e aiuto in coordinamento con i Partner europei.
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Superbonus, Gentiloni “Riconosco preoccupazioni su conti pubblici”

ROMA (ITALPRESS) – “Prendiamo atto della decisione del governo italiano sul Superbonus. Tra gli obiettivi della misura ce ne era uno che ci stava molto a cuore, quello di migliorare le classi energetiche delle abitazioni. Riconosco però le preoccupazioni del ministro Giorgetti sulle conseguenze sui conti pubblici”. Così il Commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni (PD), ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. “Per quanto riguarda la transizione ecologica, dobbiamo decidere come Europa e italiani se questa transizione c’è, perchè è una sfida globale, con enormi investimenti americani e cinesi. Io penso che dobbiamo stare in questa partita. Oltretutto, la decisione sulle auto a benzina e diesel è stata condivisa da tutti i governi europei, compreso quello italiano. Dobbiamo accompagnare queste misure con strumenti di sostegno” aggiunge.(ITALPRESS).

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