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Ucraina, Conte “Nel Governo italiano deprimente gioco delle parti”

ROMA (ITALPRESS) – “Giorgia Meloni si è affannata ad abbracciare Zelensky, rimediando un rapido saluto con lui a Bruxelles, dopo l’esclusione del Governo italiano dal confronto a Parigi di Francia e Germania con il presidente ucraino. Berlusconi, invece, con Zelensky non vuole parlarci e si lascia andare a prese di posizione inaccettabili. Sono due posizioni diametralmente opposte, che ci fanno dubitare che Meloni e Berlusconi siano al Governo insieme e formino ancora una maggioranza”. Così su Facebook il presidente del M5S Giuseppe Conte.
“In questo deprimente gioco delle parti siamo preoccupati per l’Italia, che su un tema come la guerra in Ucraina rischia di rimanere ai margini, senza un peso e senza nemmeno una parvenza di strategia, e questo proprio in una fase storica in cui si stanno riscrivendo gli scenari geo-politici dei decenni a venire. Per conto nostro, sin dall’inizio abbiamo operato una chiara scelta, distinguendo Putin, l’aggressore, da Zelensky, l’aggredito”, prosegue Conte.
“Ma restiamo convinti che non si possa continuare a inseguire una strada che ha come unico sbocco l’escalation militare, con le sole certezze di una crescente carneficina di essere umani, di una totale distruzione di interi territori, e l’accettazione concreta del rischio di un conflitto nucleare – conclude l’ex premier -. Continueremo a batterci perchè in Italia prevalga, anzichè una corsa folle al riarmo e l’adesione supina a strategie militari senza sbocchi, una diversa visione che promuova un negoziato che porti tutti a comprendere che l’unica soluzione davvero fruttuosa e duratura è la pace. Una visione che renda l’Italia protagonista di un percorso che costruisca una soluzione giusta e rispettosa del diritto internazionale, attraverso un coraggioso sforzo diplomatico da parte dell’Europa e della intera comunità internazionale”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Ucraina, Crosetto “Gli atti del Governo parlano chiaramente”

ROMA (ITALPRESS) – “I governi parlano con gli atti. Gli atti di questo Governo, approvati dal Parlamento da tutte le forze politiche, pare siano abbastanza chiari. La posizione dell’Italia non può essere messa in discussione e non è messa in discussione dalla maggioranza nè da gran parte dell’opposizione”.
Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della scuola ufficiali dei Carabinieri.
(ITALPRESS).
-foto Italpress-

Philip Morris, 2mln fumatori italiani passati a prodotti no combustione

MILANO (ITALPRESS) – Philip Morris International ha annunciato i risultati del 2022: al 31 dicembre sono oltre 17 milioni i fumatori adulti in tutto il mondo che sono passati a Iqos e hanno abbandonato completamente le sigarette, di cui circa 2 milioni soltanto in Italia.
“Un ulteriore importante traguardo – si legge in una nota – nel percorso intrapreso in questi anni dall’azienda, protagonista di una trasformazione radicale, che punta a far passare il prima possibile tutti i fumatori che non smettono di fumare ad alternative senza combustione basate su scienza e tecnologia. Nel medio termine, l’obiettivo di PMI è che entro il 2025 i ricavi dai prodotti “senza combustione” rappresentino almeno il 50% del totale, convertendo ai prodotti senza combustione almeno 40 milioni di fumatori adulti che altrimenti continuerebbero a fumare sigarette”.
“Andiamo avanti a velocità crescente verso il nostro obiettivo di costruire un futuro senza sigarette, mettendo a disposizione dei fumatori adulti che non smettono le migliori tecnologie rese possibili da anni di ricerca e sviluppo – ha affermato Marco Hannappel, Presidente Europa Sud Occidentale di Philip Morris International -. Oggi, da una parte, celebriamo un risultato importante: circa 2 milioni di fumatori in Italia sono passati a una valida alternativa senza combustione e hanno abbandonato completamente le sigarette; dall’altra, rilanciamo il nostro impegno grazie a una nuova tecnologia, pensata per semplificare ulteriormente la transizione dei fumatori più resistenti al cambiamento”.
Nei giorni scorsi, infatti, l’azienda ha introdotto in Italia Iqos Iluma One, l’ultima versione della propria linea di punta per il riscaldamento del tabacco. Grazie al design “all-in-one”, Iqos Iluma One è costituito da un unico dispositivo elettronico, che non prevede un separato caricatore per la ricarica dell’holder dello stick, e consente fino a venti utilizzi con una sola carica completa della batteria. “Come Iqos Iluma, introdotto in Italia lo scorso dicembre, Iqos Iluma One è basato su una tecnologia a induzione – lo Smartcore Induction System – che riscalda il tabacco senza la presenza della lamina all’interno del dispositivo: ciò significa nessun residuo di tabacco, meno odore, e nessuna necessità di pulire il dispositivo”, spiega Philip Morris International.
Secondo Gianluca Iannelli, Head of Marketing & Digital di Philip Morris Italia, “Alla fine di dicembre, grazie all’introduzione di Iqos Iluma, abbiamo visto un aumento dei fumatori che passano ad Iqos facendone un uso esclusivo, ovvero abbandonano completamente il fumo tradizionale. Con Iqos Iluma One – ha aggiunto Iannelli – puntiamo a convincere anche i fumatori più resistenti al cambiamento a dare una svolta al proprio stile di vita, grazie ad un dispositivo ancora più semplice e intuitivo”.
“Iqos è il sistema leader al mondo per il riscaldamento elettronico di tabacco, frutto di investimenti pari a oltre 9 miliardi di dollari per la ricerca, sviluppo, manifattura e commercializzazione. A differenza dei prodotti del tabacco convenzionali, scalda e non brucia stick di tabacco appositamente progettati e realizzati in Italia nello stabilimento di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – sottolinea il gruppo -. Lo stabilimento di Bologna, frutto di investimenti pari a oltre 1,5 miliardi di euro, rappresenta il fulcro della trasformazione globale di Philip Morris International verso un futuro senza fumo, con il supporto di una filiera integrata che in Italia vede attive oltre 38.000 persone”.

– foto ufficio stampa Philip Morris Italia –

(ITALPRESS).

NAPOLI PRIMO E SENZA DEBITI, ROMANE IN DIFFICOLTA’

Mentre è di moda l’aggettivo “sostenibile”, in un mondo che spende più di quanto incassa, la Uefa ha detto che dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, i club sono pieni di debiti con le banche. Non è il caso del Napoli che peraltro va avanti imperterrito in classifica e si è fatto una grande reputazione anche tecnica in Europa. In campionato intanto si discute dei diritti tv: come finirà? Il calcio non sopravvive senza tv e viceversa. Stavolta la capolista non si è fatta beffare dalla Cremonese (3-0, totale 54 gol). La vivace squadra di Ballardini ha resistito venti minuti, poi “Kvara” ha dato il “la” al successo della capolista: compleanno numero 22 festeggiato bene. Osimhen (gol n.17) farà come Higuain? La vittoria del Milan contro il Torino (gol di Giroud) ha ridato fiducia alla squadra rossonera dopo tante delusioni. La prestazione milanista non è stata eccellente, ma l’importante era venir fuori dalla spirale perversa in cui la squadra di Pioli era entrata. I granata hanno fatto di più, ma le difficoltà nel tramutare in gol il possesso palla hanno inciso. L’attacco di Juric (22 gol) non è notoriamente fra i primi del campionato. Rossoneri che potrebbero essere staccati dall’Inter nel Monday Night.
A Marassi, la squadra nerazzurra, debiti a parte, difenderà il proprio secondo posto contro la Samp che con i rinforzi “invernali” ha ripreso a sperare nella salvezza. Stankovic ha trovato i gol con Gabbiadini, ma non avrà Leris. Inzaghi disporrà di Brozovic e Lukaku. I nerazzurri vinsero a San Siro per 3-0. Arbitrerà Maresca. In difficoltà le romane. Il portiere leccese Falcone ha fatto i miracoli contro una Roma non in gran serata a Via del Mare. Il problema del gol è riemerso: Dybala ha posto rimedio all’autogol di Ibanez, ma su rigore. Il giusto pareggio ha rallentato la marcia romanista. Mou ha fatto giocare Wijnaldum e Solbakken. Bene i salentini, fastidiosi i tifosi bombaroli. Peggio della Roma ha fatto la Lazio, sconfitta in casa da una grande Atalanta. Hiojlund e Musso in serata. La squadra di Sarri sta rapidamente perdendo posizioni, quella di Gasperini, implacabile in trasferta, ha già rimontato e ha agganciato il Milan sul terzo gradino. Juve-Fiorentina, per ragioni di classifica, considerata una (ex) partitissima, è stata molto nervosa. Rabiot ha sbloccato il risultato. Vlahovic ha colpito invano. Pareggio di Castrovilli annullato nel finale. L’Udinese è rimasta nel mischione delle aspiranti all’Europa, ma ha perso una grande occasione facendosi rimontare due volte da un Sassuolo che ha perso per infortunio Berardi, ma ha anche colto una traversa.
Nulla di definitivo, ma anche nulla di buono per i friulani che in casa non riescono più a vincere. La squadra rivelazione si è confermata il Monza, non solo per il risultato di Bologna, ma perchè se la gioca sempre e ha dato fastidio un pò a tutti e ora potrebbe correre per il settimo posto. Il rimaneggiato Bologna non è fuori dalla corsa europea. Nel movimentato pareggio fra Empoli e Spezia (rigore parato, ripetuto e segnato e due espulsioni), i toscani hanno rimontato due gol ai liguri. Protagonisti Vicario (paratone) e Verde (doppietta), ma spezzini ancora in posizione scomoda. Nelle lotta di coda, il Verona nel posticipo cercherà i tre punti contro una Salernitana dalla difesa permeabile (41 gol subiti). Il nuovo arrivato Ngonge potrà dargli una mano. Difficilmente Djuric in campo. Rientrerà Dawidowicz in gialloblù. Qualche problema per Bonazzoli fra i campani. All’Arechi finì 2-1 per i campani. Fischietto al veterano Valeri. In Francia incidenti fra tifosi del Clermont e il Marsiglia. Gli imbecilli non sono solo da noi. E adesso le Coppe Europee. Finchè dura…

LA TECNOLOGIA, SANREMO E L’ULTIMA INVENZIONE DI BERLUSCONI

Quanti punti ha la Juventus dopo la vittoria sull’arcinemica Fiorentina, incasinata dal Var, sicuramente procuratrice di risse e ultraveleni? Forse 44 – se le restituissero la penalizzazione – o 29 ufficiosamente, o peggio ancora, se la strapunissero al prossimo giro di fantagiustizia? Direte: c’è dell’altro, in campionato, e invece io penso che l’infelice idea di processare la Signora a torneo in corsa sia uno scandalo. A vedere i danni correnti e futuri – confusione o falsificazione di eventi – questo è lo scandalo dell’anno. E per fortuna la marcia trionfale del Napoli lo lascia indenne da rischi. Ma non c’è solo questo processo agli juventini plusvalenti (e ormai anche ai loro giudici chiacchieroni) ad avvelenare il campionato.
Grazie a Sanremo oggi ciascuno di noi narratori del pallone può dire quel che vuole, come vuole, possibilmente anche bugie, se non le sciocchezze che non mancano mai. Perchè da lunedì 6 febbraio – avvento di Sant’Amadeus dei miracoli – le partite non le ha viste quasi nessuno, se non quegli appassionati veri che hanno trovato accoglienza negli stadi preferendole ai gorgheggi sanremesi. Parlo, ovviamente, di spettatori televisivi, coloro che “pesano” sulla critica e ne indirizzano i commenti.
Ho infatti rivelato da decenni che l’avvento di Telepiù (e Sky, e Dazn) ha costretto noi, testimoni della partita, a tener conto di quanto mostra la tivù più di quanto gli mostri il campo. Decisiva una volta la moviola, oggi la Var, per gli atti fondamentali del match, rigori, gol, fuorigioco; e anche i momenti di rara bellezza, gli assist preziosi, i gol prodigiosi, han bisogno dell’aiuto decisivo del replay. L’ultima volta che sono stato in uno stadio – poco tempo fa, per uno spigoloso Inter-Juventus – ho fatto con godimento il mio racconto (come un ritorno a casa) e alcuni lettori mi hanno scritto: “Ma che partita hai visto, sei rinco?”.
Questa lezioncina ha uno scopo: far capire alla Lega che non è giusto nè utile sfidare Sanremo programmando gli orari delle partite mentre imperversano Benigni, Chiara, un paio di appetitose canzoni (e cantatrici) e i Tre Tenori (Morandi ha sicuramente ispirato Bologna-Monza per vedersela la domenica, peccato gli sia andata male, arbitraggio compreso); così com’è stata inutile la controprogrammazione organizzata da Piersilvio Berlusconi.

Tornando nel nostro ormai piccolo e sanremizzato territorio, l’unico controprogrammatore efficace è Silvio, sempre Lui, colui che dopo avere inventato Arrigo Sacchi viene indicato come inventore di Raffaele Palladino: costui, subentrato a Stroppa il 13 settembre del 2022, con la vittoria del suo Monza a Bologna regala al Cavaliere una sequenza positiva che nemmeno godè con il Milan. E sabato si giocherà Monza-Milan, l’Evento del Biscione. Sarà l’inizio dell’ennesima resurrezione di Berlusconi?
Mi costringo (si fa per dire, perchè mi piace) a fare il cantastorie della periferia dell’Impero Napoletano – ormai stracantato come il “Caruso” di Lucio Dalla – contro il quale si batte (inutilmente?) la Lega Lombarda di Amadeus e Abatantuono.
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Regionali, urne riaperte in Lazio e Lombardia. Ieri affluenza al 29,72%

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Dalle 7 di questa mattina si sono riaperte le urne per le elezioni regionali in Lombardia e Lazio. Votazioni che rimarranno aperte fino alle 15 di oggi. Ieri, nella prima giornata di votazioni, l’affluenza è stata complessivamente del 29,72% (31,78% in Lombardia e 26,28% nel Lazio), una percentuale nettamente inferiore rispetto a cinque anni fa (73,1% in Lombardia e del 66,5% nel Lazio), quando però si votava in una sola giornata.

In entrambi i casi sarà eletto presidente della Regione il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti validi in ambito regionale, senza ballottaggio.

Nel Lazio la sfida è tra Alessio D’Amato (centrosinistra e Terzo Polo), Francesco Rocca (centrodestra), Donatella Bianchi (M5s e altre liste di sinistra), Rosa Rinaldi (Unione popolare), e Sonia Pecorilli (Partito Comunista Italiano).

In Lombardia a sfidarsi sono il presidente uscente Attilio Fontana (centrodestra), Pierfrancesco Majorino (centrosinistra e M5s), Letizia Moratti (Terzo Polo) e Mara Ghidorzi (Unione Popolare).

Gli elettori hanno a disposizione quattro diverse opzioni di voto. Possono barrare il nome del candidato presidente, e in questo caso la loro preferenza non è da intendersi estesa alla lista (o alle liste) collegate. Se invece viene contrassegnata solo una lista, il voto di estende automaticamente anche al candidato presidente ad essa collegato. È possibile inoltre segnare sia il nome del candidato presidente che il simbolo di una lista a lui collegata.

Si può esprimere inoltre il «voto disgiunto», ovvero votare per una lista e per un candidato presidente non collegato alla lista stessa. Viene infine prevista l’alternanza di genere, ovvero la possibilità di esprimere fino a due preferenze scegliendo, all’interno di una stessa lista, tra un candidato e una candidata. Nel caso si indichino due uomini o due donne, la seconda preferenza verrà annullata.

 

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-foto agenziafotogramma.it-

La Commissione Ue rivede al rialzo la crescita italiana, +0,8% nel 2023

BRUXELLES (BEGLIO) (ITALPRESS) – La Commissione Europea rivede al rialzo dallo 0,3% allo 0,8% la crescita del Pil italiano prevista per il 2023. A migliorare è soprattutto l’inflazione prevista, che dovrebbe calare dal 6,6% al 6,1%. Lo riportano le previsioni economiche diffuse dalla Commissione. Per il 2024 si stima una crescita del Pil dell’1% e un’inflazione al 2,6%.
“Dopo la lieve contrazione registrata nell’ultimo trimestre del 2022, quest’anno l’attività economica dovrebbe riprendere solo gradualmente – si legge nelle Previsioni – poichè i consumi delle famiglie continuano a essere frenati dalla perdita di potere d’acquisto, anche a causa della scadenza delle agevolazioni fiscali sui carburanti per autotrazione (a fine 2022) e di altre misure a sostegno del reddito delle famiglie (a fine marzo 2023). Nel secondo semestre la spesa dei consumatori dovrebbe riprendere a crescere, parallelamente all’accelerazione degli investimenti, anche grazie agli investimenti pubblici”.

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Ucraina, Tajani “Parole di Berlusconi non cambiano la posizione di FI”

ROMA (ITALPRESS) – “Le parole di Berlusconi non cambiano la posizione nè di Berlusconi nè di Forza Italia. Noi siamo dalla parte dell’Ucraina, dalla parte dell’Occidente, dalla parte della Nato, dalla parte degli Stati Uniti”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, dopo le dichiarazioni di ieri del leader di Forza Italia sull’Ucraina.
“Abbiamo sempre votato in una direzione insieme a tutte le forze di maggioranza e continueremo a votare insieme a tutte le forze di maggioranza in sintonia con il programma abbiamo sottoscritto. Lavorare per la pace, una pace giusta è un percorso che tutti vogliamo seguire. Quindi dalla parte dell’Ucraina con l’obiettivo di arrivare a una pace giusta che significa indipendenza del Paese”, ha aggiunto.

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