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Presentato il programma per il Giorno del Ricordo 2023

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VENEZIA (ITALPRESS) – Oltre 40 iniziative da oggi, 2 febbraio, fino ai primi di marzo per celebrare la ricorrenza del Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 con la Legge 92 “In memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale”. Il programma realizzato dalla Presidenza del Consiglio comunale di Venezia e dall’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Comitato di Venezia, in collaborazione con il Coordinamento cittadino di enti e associazioni per il Giorno del Ricordo, è stato presentato questa mattina a Ca’ Farsetti con una conferenza stampa alla quale sono intervenuti, tra gli altri, la presidente del Consiglio comunale di Venezia, Ermelinda Damiano, l’assessore comunale Renato Boraso, il presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano, Marco Borghi, il presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Comitato di Venezia, Alessandro Cuk.

“Questo ricco e articolato programma di iniziative pone Venezia tra quelle città che ancora una volta non si limitano all’aspetto puramente commemorativo – ha dichiarato la presidente Damiano – ma che vogliono stimolare la conoscenza e profonde riflessioni su quei drammatici avvenimenti storici che hanno coinvolto il nostro Paese. La tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata rappresentano uno dei capitoli più bui della nostra storia, una pagina triste per troppo tempo ignorata, taciuta o addirittura negata, uno strappo che tutti noi siamo chiamati con impegno e dovere morale a ricucire. Continuiamo a mantenere viva la memoria di quanti si videro costretti ad abbandonare per sempre le loro terre e onoriamo insieme il ricordo delle migliaia di persone che morirono in condizioni atroci, condannando, oggi e sempre, tutte le ideologie totalitarie che sopprimono la libertà, i diritti e la vita”.

Il Comune di Venezia infatti anche quest’anno vuole “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale” – come recita la legge – proponendo un programma che si svilupperà in tutto il territorio comunale con la collaborazione di associazioni e istituzioni cittadine e delle sei Municipalità. “E’ dalla collaborazione di tanti soggetti diversi che abbiamo potuto realizzare un calendario così nutrito – ha aggiunto l’assessore Boraso – che vede anche la partecipazione delle scuole e dei ragazzi, per invitarli a riflettere su questi tragici eventi della nostra storia recente”.
“La data del 10 febbraio – ha specificato il presidente Cuk – si riferisce a quella in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di Parigi che modificarono i confini tra l’Italia e la ex Jugoslavia, privando così il nostro Paese di quelle terre che geograficamente e culturalmente ne facevano parte. Non posso che ringraziare la Presidenza del Consiglio comunale e tutti coloro che hanno lavorato per la realizzazione delle tante iniziative, non solo quelle legate all’istituzione di questa ricorrenza: il Comune di Venezia infatti già nel 2003 aveva intitolato, a Marghera, Piazzale Martiri delle Foibe”. Tra gli appuntamenti istituzionali vi sarà venerdì 10 febbraio alle ore 9.30 la deposizione della corona d’alloro al monumento di Piazzale Martiri Giuliani e Dalmati delle Foibe a Marghera, alla presenza delle autorità cittadine.

Alle ore 10.45 al Teatro del Parco alla Bissuola a Mestre si svolgerà una breve cerimonia con i ragazzi delle scuole superiori e di seguito lo spettacolo teatrale “Foibe. Il Ricordo”, che sarà replicato alle ore 21 per la cittadinanza (con prenotazione obbligatoria inviando una email a [email protected]). Sempre venerdì alle ore 15 in Piazza San Marco vi sarà l’esposizione del banner in ricordo di Norma Cossetto, studentessa universitaria istriana torturata, violentata e gettata in una foiba, divenuta simbolo delle persecuzioni e del martirio di molto italiani di quelle terre.

foto: ufficio stampa Comune di Venezia

(ITALPRESS).

Il Gruppo Ferrero acquisisce Fresystem

ROMA (ITALPRESS) – Il Gruppo Ferrero ha annunciato oggi l’acquisizione di Fresystem, azienda italiana leader di mercato nel settore del frozen bakery della “colazione italiana”.
“Fresystem, fondata nel 1983 e acquisita dalla famiglia Simioli nel 1991, rappresenta un punto di riferimento per gli operatori del settore – si legge in una nota -. L’azienda, che ha chiuso il 2021 con un fatturato di 60 milioni di euro, opera in Italia tramite il polo produttivo di Caivano (Napoli). Produce e distribuisce referenze a marchio Cupiello e opera come produttore per conto terzi. Il punto di forza di Fresystem è l’utilizzo di ingredienti pregiati, tra cui l’esclusivo lievito madre fresco, custodito e rigenerato quotidianamente in una zona dedicata dello stabilimento, uniti a processi e tecnologie di produzione innovativi”.
“L’acquisizione rientra nell’ambito del percorso di crescita strategico di Ferrero nel mercato allargato del fuoripasto dolce e si colloca in un segmento ad alto potenziale – prosegue la nota -.L’operazione consolida la posizione di Ferrero in Italia, che rimane un polo strategico per il Gruppo sia in termini produttivi, che di mercato. Lo stabilimento di Caivano diventa il secondo polo produttivo di Ferrero in Campania e si affianca allo storico stabilimento di Sant’Angelo dei Lombardi in provincia di Avellino”.
La transazione, soggetta alle consuete condizioni di chiusura, dovrebbe concludersi nei prossimi mesi. I termini della transazione non sono stati resi noti.

– foto ufficio stampa Gruppo Ferrero –
(ITALPRESS).

Consiglio d’Europa “L’Italia ritiri o modifichi il decreto Ong”

STRASBURGO (ITALPRESS) – In una lettera indirizzata al ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi, la commissaria per i Diritti Umani del Consiglio D’Europa Dunja Mijatovic invita il governo “a prendere in considerazione il ritiro o la revisione del decreto legge n. 1/2023. Le disposizioni del Decreto – si legge nella missiva – potrebbero ostacolare le operazioni di ricerca e soccorso delle ONG e, quindi, essere in contrasto con gli obblighi dell’Italia sui diritti umani e il diritto internazionale”. La commissaria rileva inoltre che “in pratica alle navi delle ONG sono stati assegnati luoghi sicuri lontani per fare sbarcare le persone soccorse in mare, come i porti del Centro e Nord Italia”.
“Il decreto e la pratica di assegnare porti lontani per lo sbarco delle persone soccorse in mare rischiano di privare le persone in difficoltà dell’assistenza salvavita delle Ong sulla rotta migratoria più mortale del Mediterraneo”, scrive il Mijatovic.
Inoltre, la commissaria ribadisce il suo invito alle autorità italiane “a sospendere la cooperazione con il governo libico sulle intercettazioni in mare”.
Infine, la commissaria chiede ulteriori informazioni sui presunti rimpatri di persone dall’Italia alla Grecia su navi private, “dove sarebbero state private della libertà in condizioni preoccupanti”. Basandosi sulla sua Raccomandazione per porre fine ai respingimenti in Europa, Mijatovic ricorda che “lo svolgimento di valutazioni individuali delle esigenze di protezione di ogni persona che arriva alla frontiera rimane una salvaguardia fondamentale contro il respingimento”.

“La tutela della vita e della dignità umana e la salvaguardia dei diritti fondamentali dei rifugiati e dei richiedenti la protezione internazionale sono per il nostro Paese una priorità assoluta. Tuttavia, non può essere elusa la potestà delle autorità governative competenti in materia di ricerca e soccorso in mare, né possono eludersi le norme in tema di controllo delle frontiere e di immigrazione”, scrive il ministero dell’Interno nella risposta alla lettera  della commissaria Mijatovic.
“Al contemperamento di tali esigenze risponde il decreto legge n. 1/2023, in corso di conversione in questi giorni – spiega il Viminale -. Il provvedimento interviene sulle attività svolte da navi private che effettuano attività di recupero di persone in mare, con l’obiettivo di prevenire possibili abusi della normativa di settore, riferita a salvataggi operati occasionalmente e non, invece, ad attività di intercetto e recupero sistematico e non occasionale di migranti in partenza dalle coste africane. In tale prospettiva, le recenti disposizioni declinano le condizioni in presenza delle quali l’attività di recupero operata da navi private può ritenersi conforme alle convenzioni internazionali e alle norme nazionali, escludendo l’adozione di provvedimenti interdettivi o
sanzionatori”.
“A differenza di quanto asserito – sottolinea il ministero dell’Interno -, le nuove disposizioni non impediscono alle ONG di effettuare interventi multipli in mare, né, meno che mai, le obbligano a ignorare eventuali ulteriori richieste di soccorso nell’area, qualora già abbiano preso a bordo delle persone. Tali interventi sono, infatti, legittimi se effettuati in conformità alle regole di condotta enucleate dal legislatore e alle indicazioni del competente centro di coordinamento del soccorso marittimo. Ciò che la nuova norma intende evitare è, piuttosto, la sistematica attività di recupero dei migranti nelle acque antistanti le coste libiche o tunisine, al fine di condurli esclusivamente in Italia, senza alcuna forma di coordinamento.
Tale modus operandi, diffuso tra le ONG, si pone al di fuori delle fattispecie previste dalle Convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare; inoltre, ingenerando nei trafficanti di esseri umani l’aspettativa di un sicuro e immediato intervento appena al largo delle aree di partenza, ha finito con il determinare – a prescindere dalle intenzioni delle ONG una modulazione del modello criminale che precede l’impiego di imbarcazioni inadeguate alla navigazione in alto mare che, se per un verso garantiscono maggiori guadagni alle organizzazioni criminali, per altro verso, innalzano sensibilmente l’esposizione a rischio dei migranti”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Migranti, Viminale a Consiglio d’Europa “Ong operano fuori dalle norme”

ROMA (ITALPRESS) – “La tutela della vita e della dignità umana e la salvaguardia dei diritti fondamentali dei rifugiati e dei richiedenti la protezione internazionale sono per il nostro Paese una priorità assoluta. Tuttavia, non può essere elusa la potestà delle autorità governative competenti in materia di ricerca e soccorso in mare, nè possono eludersi le norme in tema di controllo delle frontiere e di immigrazione”. Lo scrive il ministero dell’Interno nella risposta alla lettera inviata dalla
commissaria per i Diritti Umani del Consiglio D’Europa Dunja
Mijatovic che invita il governo “a prendere in considerazione il
ritiro o la revisione” del decreto sulle Ong.
“Al contemperamento di tali esigenze risponde il decreto legge n. 1/2023, in corso di conversione in questi giorni – spiega il Viminale -. Il provvedimento interviene sulle attività svolte da navi private che effettuano attività di recupero di persone in mare, con l’obiettivo di prevenire possibili abusi della normativa di settore, riferita a salvataggi operati occasionalmente e non, invece, ad attività di intercetto e recupero sistematico e non occasionale di migranti in partenza dalle coste africane. In tale prospettiva, le recenti disposizioni declinano le condizioni in presenza delle quali l’attività di recupero operata da navi private può ritenersi conforme alle convenzioni internazionali e alle norme nazionali, escludendo l’adozione di provvedimenti interdettivi o
sanzionatori”.
“A differenza di quanto asserito – sottolinea il ministero dell’Interno -, le nuove disposizioni non impediscono alle ONG di effettuare interventi multipli in mare, nè, meno che mai, le obbligano a ignorare eventuali ulteriori richieste di soccorso nell’area, qualora già abbiano preso a bordo delle persone. Tali interventi sono, infatti, legittimi se effettuati in conformità alle regole di condotta enucleate dal legislatore e alle indicazioni del competente centro di coordinamento del soccorso marittimo. Ciò che la nuova norma intende evitare è, piuttosto, la sistematica attività di recupero dei migranti nelle acque antistanti le coste libiche o tunisine, al fine di condurli esclusivamente in Italia, senza alcuna forma di coordinamento.
Tale modus operandi, diffuso tra le ONG, si pone al di fuori delle fattispecie previste dalle Convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare; inoltre, ingenerando nei trafficanti di esseri umani l’aspettativa di un sicuro e immediato intervento appena al largo delle aree di partenza, ha finito con il determinare – a prescindere dalle intenzioni delle ONG una modulazione del modello criminale che precede l’impiego di imbarcazioni inadeguate alla navigazione in alto mare che, se per un verso garantiscono maggiori guadagni alle organizzazioni criminali, per altro verso, innalzano sensibilmente l’esposizione a rischio dei migranti”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Il Papa ai giovani del Congo “Dalle vostre mani può venire la pace”

KINSHASA (CONGO) (ITALPRESS) – “La virtualità non basta, non possiamo accontentarci di interfacciarci con persone lontane o persino finte. La vita non si tocca con un dito sullo schermo. E’ triste vedere giovani che stanno ore davanti a un telefono: dopo che si sono specchiati, li guardi in faccia e vedi che non sorridono, lo sguardo è diventato stanco e annoiato. Niente e nessuno può sostituire la forza dell’insieme, la luce degli occhi, la gioia della condivisione”. Lo ha detto Papa Francesco, rivolgendosi ai giovani in uno Stadio dei Martiri gremito a Kinshasa, in Congo.
“Giovane – ha esortato Francesco -, dalle tue mani può venire la pace che manca a questo Paese”.
Per il Pontefice chi si sente onnipotente “è come un albero sradicato: anche se grande e robusto, non si regge in piedi da solo. Ecco perchè bisogna radicarsi nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio, che ci permette di crescere ogni giorno in profondità, di portare frutto e di trasformare l’inquinamento che respiriamo in ossigeno vitale. Per farlo, ogni albero ha bisogno di un elemento semplice ed essenziale: l’acqua. Ecco, la preghiera è “l’acqua dell’anima””.
“Pensate alla droga: ti nascondi dagli altri, dalla vita vera, per sentirti onnipotente – ha sottolineato il Papa -; e alla fine ti ritrovi privo di tutto. Ma pensate anche alla dipendenza dall’occultismo e dalla stregoneria, che rinchiudono nei morsi della paura, della vendetta e della rabbia. Non lasciatevi affascinare da falsi paradisi egoisti, costruiti sull’apparenza, su guadagni facili o su religiosità distorte”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Cospito, Delmastro “Non mi dimetto, la relazione non era riservata”

ROMA (ITALPRESS) – “No”. Così il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro in un’intervista al Corriere della Sera risponde alla domanda se intenda dimettersi, in seguito alle polemiche per le affermazioni in Aula alla Camera del vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli sul caso Cospito e il 41 bis. Le rivelazioni di Donzelli su alcune conversazioni in carcere “erano in una relazione basata sull’osservazione degli agenti penitenziari che fanno bene il loro lavoro, ponendo attenzione ai detenuti in 41 bis”, spiega Delmastro, sottolineando che si tratta di documenti che “non sono classificati, nè secretati e nemmeno riservati”.
“Io ho solo risposto a una domanda. Quella se ci fossero saldature tra anarchici e mafiosi. E ho risposto che abbiamo solo elementi che fanno desumere una battaglia comune contro il 41 bis. Oltre al digiuno di Cospito, che vuole far revocare la misura a tutti i detenuti, ho citato quei colloqui – prosegue il sottosegretario -. Lo avrei fatto in un’interrogazione parlamentare con più precisione. Ne ho il dovere”. Per Delmastro Donzelli non ha sbagliato, “perchè ha usato un’informazione corretta per fare una valutazione politica che si può condividere o meno”. “Fin quando al governo ci siamo noi, 41 bis ed ergastolo ostativo sono inattaccabili. Politicamente si tengono per mano. Sono strumenti della normativa speciale antimafia: insieme staranno o insieme cadranno”, dice ancora il sottosegretario.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Impresa Cremonese, vince a Roma ed è in semifinale di Coppa Italia

ROMA (ITALPRESS) – Clamoroso il successo della Cremonese, che batte la Roma 2-1 all’Olimpico e accede alla semifinale di Coppa Italia dove affronterà la Fiorentina di Vincenzo Italiano. Prestazione ai limiti della perfezione per i grigiorossi, che giocano in maniera compatta prendendo alla sprovvista una Roma decisamente non in serata. Match che comincia con ritmo basso, le due squadre studiano possibili contromosse mantenendo un atteggiamento almeno inizialmente cauto. Ci prova la Roma con il lancio di Cristante e la conclusione in girata di Tahirovic, inseritosi bene ma sfortunato nel colpire il pallone non nel migliore dei modi. Alla mezz’ora la prima scintilla della gara, con il clamoroso controllo sbagliato da parte di Kumbulla che favorisce la fuga solitaria di Dessers, atterrato da Rui Patricio: rigore per la Cremonese. Dal dischetto va proprio l’ex Feyenoord che trafigge il portiere portoghese e si fa anche ammonire per un’esultanza piuttosto provocatoria indirizzata alla curva sud dell’Olimpico. Capitolini in netta difficoltà, anche in avvio di secondo tempo, con la squadra di Ballardini che trova addirittura il raddoppio a causa di una serie di errori da parte della retroguardia romanista che conclude la debacle difensiva con l’autogol di Celik. Dopo il doppio vantaggio, i cinque cambi effettuati in appena un quarto d’ora da Mourinho cominciano a fare effetto. Un ispirato Belotti, sostenuto da Abraham, prova a dare appoggio al reparto offensivo giallorosso che però è poco concreto. Anche un palo colpito, proprio dall’attaccante inglese ex Chelsea, che nel finale concretizza anche l’assist per il gol, bello quanto vano, di Belotti per l’1-2 finale.
– foto LivePhotoSport –
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Cospito, Meloni “La sfida non è al Governo ma allo Stato”

ROMA (ITALPRESS) – “La sfida non è al Governo, la sfida è allo Stato. Non è un problema politico, di destra e sinistra. In questi giorni ho visto molti toni che secondo me buttavano in politica una questione che secondo me ci riguarda tutti. Il Governo non ha fatto altro che il suo lavoro, facendo molta attenzione a non alzare i toni su questo. Quando siamo stati interrogati abbiamo risposto su come uno Stato serio dovrebbe affrontare una materia del genere”. Lo ha detto il premier Giorgia Meloni intervenendo telefonicamente sul caso Cospito a “Stasera Italia” su Rete4.
“In che cosa si ritiene che il Governo stia incitando la piazza? Lo Stato deve rimanere fermo di fronte alle minacce mafiose, come di fronte a quelle dei terroristi – ha aggiunto Meloni -. Dobbiamo rimettere le cose nella loro dimensione, capire chi crea il problema e chi non lo crea. Il problema qui non l’ha mica creato il Governo, l’ha creato chi ha deciso deliberatamente di sfidare lo Stato italiano”. “Io consiglio francamente prudenza e
responsabilità”, ha sottolineato.

– foto agenziafotogramma.it –
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