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Von der Leyen “In primavera proposta di riforma del mercato elettrico”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Continuiamo a lavorare per rendere l’energia più economica e prodotta entro i nostri confini. Proporremo questa primavera una riforma del mercato elettrico”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, in occasione dell’avvio della presidenza di turno svedese dell’Unione.
“Non vedo l’ora che ci siano rapidi progressi sotto la presidenza di turno svedese. Per accelerare la transizione green, so che può guidarci nell’ultimo tratto verso Fit for 55”, ha aggiunto Von der Leyen.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Napoli show al “Maradona”, Juve travolta 5-1

NAPOLI (ITALPRESS) – Il big match del Maradona va a uno splendido Napoli, che travolge la Juventus per 5-1 confermando di essere la squadra da battere in questo campionato. Dopo un primo tempo equilibrato, gli uomini di Spalletti dominano la ripresa andando a segno tre volte in poco più di un quarto d’ora con Rrahmani, Osimhen ed Elmas.
Già al 14′, alla prima occasione utile, i padroni di casa passano in vantaggio. Politano crossa dalla destra per Kvaratskhelia che ci prova in mezza rovesciata, Szczesny respinge ma è Osimhen il più veloce di tutti sulla ribattuta e mette dentro di testa a porta vuota. I bianconeri soffrono, ma al 21′ sfiorano il pari con Di Maria che scheggia la traversa dalla distanza al termine di una giocata individuale innescata da un errore in impostazione di Rrahmani. Dopo alcuni minuti di parziale sofferenza, i partenopei trovano il raddoppio. Al 39′, Politano serve Osimhen in area, Bremer interviene male e il nigeriano riprende palla allargando sulla sinistra per Kvaratskhelia, che di piatto destro infila Szczesny nell’angolino. La gara si riapre dopo appena tre minuti. Questa volta è la difesa azzurra a disimpegnare male, con Di Maria che ne approfitta chiudendo una triangolazione con Milik e siglando così il 2-1 con un mancino ravvicinato. In pieno recupero ci vuole un gran riflesso di Meret a neutralizzare un possibile autogol di Rrahmani, intervenuto dopo un cross dalla sinistra di Chiesa. Si chiude sul 2-1 un bel primo tempo. La prima chance della ripresa arriva al 9′ ed è per i campani. Osimhen riceve una palla lunga, brucia in velocità Alex Sandro, entra in area e calcia sul primo palo trovando però pronto Szczesny alla deviazione in angolo. Dalla bandierina si presenta Kvaratskhelia, che crossa all’indietro pescando Rrahmani che con un destro al volo trafigge Szczesny nell’angolino per il 3-1. Il poker è nell’aria e arriva al 20′. Mario Rui recupera palla e serve Kvaratskhelia, assist al bacio sulla testa del solito Osimhen che non sbaglia e firma il 4-1. Al 28′ arriva addirittura la “manita”. Di Lorenzo allarga sulla destra per Elmas che rientra in area sul mancino e batte Szczesny sfruttando anche la deviazione fortuita di Alex Sandro. Il finale è pura accademia e il risultato non cambierà più. Può far festa il Napoli che vola a +10 sulla stessa Juventus che rimane momentaneamente seconda appaiata al Milan, di scena sabato a Lecce.
– foto LivePhotoSport –
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A Parigi 9 fiorettiste azzurre nel tabellone principale

ROMA (ITALPRESS) – Buone notizie per la scherma azzurra nel venerdì di qualificazioni tra Parigi e Tunisi. La seconda giornata della storica prova di Coppa del Mondo di fioretto a Parigi vede il passaggio del turno di 9 fiorettiste azzurre. Con la numero 2 del mondo Alice Volpi, Francesca Palumbo e Martina Favaretto già ammesse al tabellone principale per diritto di ranking, l’Italia ha cominciato a rinfoltire la sua pattuglia per la giornata clou di domani fin dalla fase a gironi: con un percorso netto nei rispettivi raggruppamenti, infatti, hanno raggiunto l’obiettivo al primo step Martina Sinigalia, Erica Cipressa, Beatrice Monaco e Serena Rossini. Il tabellone preliminare ha permesso poi l’accesso alla gara di domani pure ad Anna Cristino e a Camilla Mancini.
Out Martina Batini, eliminata nel tabellone preliminare dei 64 per una sola stoccata; fuori anche Olga Calissi dopo il primo turno eliminatorio dei 128. Out ai gironi, invece, Elena Tangherlini.
Domani il clou con le prove individuali di fioretto maschile e femminile di una delle prove più prestigiosa del panorama mondiale. Nella gara maschile saranno 11 gli azzurri nel tabellone principale: il numero 1 della classifica mondiale Tommaso Marini, il già campione del mondo Alessio Foconi, l’olimpionico Daniele Garozzo, Giorgio Avola, Edoardo Luperi, Guillaume Bianchi, Damiano Rosatelli, Giulio Lombardi, Alessio Di Tommaso, Filippo Macchi e Davide Filippi.
Domenica, invece, a Parigi di scena le due gare a squadre.
Oggi è iniziato anche il Grand Prix di sciabola di Tunisi con 8 azzurri che hanno strappato il pass per il tabellone principale della gara maschile. Assieme ai “big” Luigi Samele e Luca Curatoli, ammessi per diritto ranking, già dopo la fase a gironi si sono assicurati un posto per la giornata di domenica anche Michele Gallo (sei vittorie in altrettanti incontri) e Pietro Torre (cinque vittorie ed una sconfitta). Grazie ai successi nei turni preliminari hanno staccato il pass per il tabellone principale anche Francesco Bonsanto, Dario Cavaliere, Matteo Neri e Riccardo Nuccio.
Si sono fermati nell’ultimo turno preliminare Giovanni Repetti e Giacomo Mignuzzi sconfitti in due derby. Mattia Rea out nel tabellone preliminare dei 128. Un problema fisico ha costretto Enrico Berrè a uscire di scena, a scopo precauzionale, senza poter concludere la fase a gironi.
Il Grand Prix di sciabola nella capitale tunisina continuerà poi domani con le fasi preliminari della prova femminile. Domenica la giornata clou di entrambe le competizioni individuali.
– foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Migranti, Piantedosi “Obiettivo decongestionare Sicilia e Calabria”

FIRENZE (ITALPRESS) – “L’Italia è un Paese con ottomila chilometri di coste e quindi non è colpa mia se ci sono molti luoghi di approdo. Ho già spiegato pubblicamente quale è la filosofia che c’è dietro l’assegnazione dei porti, l’esigenza di congestionare il meno possibile i luoghi di arrivo spontanei, quelli non possiamo orientarli, sono Calabria e Sicilia, per esigenze logistiche e di contenimento anche delle risorse che noi impieghiamo poi per trasferire le persone. Sicilia e Calabria sono sotto stress per gli arrivi e quindi l’obiettivo è decogestionare queste due regioni”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al termine del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica a Firenze.
“Capisco quello che dicono i signori delle Ong, capisco meno quando si fa una rappresentazione quasi di essere stati esposti alla balia delle onde – ha aggiunto Piantedosi -. Si tratta di navi, ovviamente noi ce lo facciamo certificare dalle istituzioni competenti, che sono perfettamente in grado di affrontare” certe condizioni, “tanto è vero che altre volte abbiamo scelto percorsi diversi e minori proprio in relazione alle capacità e alle dimensioni delle navi rispetto al fare certi attraversamenti; continueremo sicuramente perchè ci deve essere questo principio anche di solidarietà nazionale nella distribuzione degli sbarchi”.
“Segnalo poi che lo sbarco è solo una parte relativa dell’evento migratorio, perchè poi la distribuzione può avvenire a prescindere dal luogo di approdo – ha sottolineato il ministro -. So che c’è stata una polemica circa una presunta scelta secondo criteri politici. Io la trovo molto singolare – ha proseguito -. Sono in giro per comitati provinciali fatti in sedi come questa, sono stato quindi a Roma, Napoli e Firenze, e quindi il criterio di chi ha vinto le elezioni non mi condiziona nè in un senso, nè in un altro. E’ un pò puerile avermi attribuito questo tipo di situazione”. Quello migratorio “è un fenomeno molto serio che proviamo ad affrontare con tutte le complessità e le difficoltà ma con criteri di serietà”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Carburanti, Urso “Abbiamo posto le premesse per soluzioni condivise”

ROMA (ITALPRESS) – Si è riunito oggi presso il Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini il tavolo tecnico sui rincari dei prezzi dei carburanti del Comitato Nazionale Consumatori e Utenti presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso con il sottosegretario Massimo Bitonci. Alla riunione erano presenti le 19 associazioni che compongono il CNCU e il Garante dei Prezzi Benedetto Mineo.
Urso ha presentato le linee direttrici del decreto legge approvato dal Cdm, che prevede “misure atte a garantire maggiore trasparenza con sistemi di rilevazioni più tempestivi e generali in favore di utenti e gestori”. Il decreto, inoltre, fornisce “nuovi e più efficaci strumenti di sorveglianza e monitoraggio al Garante dei prezzi che potrà agire anche in collegamento con Guardia di Finanza e Autorità antitrust”, si legge in una nota del Mimit.
La riunione è stata preceduta dagli incontri realizzati a Palazzo Chigi con le associazioni che rappresentano gli operatori del settore, conclusi con la attivazione di un Tavolo tra istituzioni e associazioni, con l’obiettivo di realizzare un confronto generale sul riordino del settore, la cui prima riunione si svolgerà al Mimit martedì 17.
“Abbiamo così posto le premesse per fornire soluzioni condivise in un settore così significativo per il consumatore e per le imprese italiane soprattutto in una fase di diversificazione degli approvvigionamenti e di volatilità dei prezzi”, spiega il ministro Urso.
“Il ruolo delle associazioni dei consumatori come corpo intermedio è oltremodo fondamentale in questo momento, per questo valuteremo anche la possibilità di integrare il decreto legge in fase di conversione con le indicazioni da loro pervenute. La mia intenzione è anche quella di convocare in modo regolare il CNCU per affrontare i temi concreti come il caro-prezzi, le comunità energetiche e le energie alternative”, afferma il sottosegretario Bitonci durante il suo intervento.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Processo Open Arms, Salvini “Rischio 15 anni per avere difeso l’Italia”

PALERMO (ITALPRESS) – Nuova udienza nell’ambito del processo Open Arms, nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, all’epoca dei fatti ministro degli Interni. La vicenda è quella dell’estate del 2019, che coinvolse la nave della Ong spagnola rimasta diversi giorni al largo delle coste siciliane in attesa di un porto dove approdare con i 147 migranti a bordo.
“Oggi sono per l’ennesima volta a Palermo, nell’aula bunker dell’Ucciardone famosa a causa dei maxiprocessi contro i mafiosi, per il processo Open Arms. Rischio fino a 15 anni di carcere per aver difeso l’Italia e i suoi confini, salvando vite e facendo rispettare la legge”, scrive Salvini sui social, appena arrivato in aula insieme alla sua legale Giulia Bongiorno. “Sono attesi come testimoni dell’accusa Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese, non ci annoieremo”, aggiunge il leader della Lega.
Il primo ad essere citato come teste è il presidente del M5S, Giuseppe Conte, all’epoca dei fatti Presidente del Consiglio, che si è subito soffermato sullo scambio di lettere avuto con Salvini, che poi lo stesso leader della Lega diffuse: “Il tema dell’immigrazione è stato sempre un tema di propaganda politica – dichiara Conte -. Salvini ha sempre avuto delle posizioni molto chiare per quanto riguarda la gestione del problema migratorio. A me infastidiva il fatto che una lettera mirata a risolvere un problema fosse stata diffusa dal destinatario senza chiedere al mittente l’autorizzazione. Fermo restando che se il presidente del consiglio scrive al ministro ci può stare, ma avrei gradito che fosse rappresentata nella sua puntualità. Qui invece colgo il clima incandescente rispetto a una competizione elettorale che poteva essere imminente: si voleva rappresentare un presidente del consiglio debole sul fenomeno immigratorio mentre il ministro dell’Interno aveva una posizione di rigore, questo era il clima politico di quel periodo”.
Conte, incalzato dalle domande, esprime anche il suo parare sulla questione dei minori: “Le persone fragili, a partire dai minori, non era dal mio punto di vista giustificato trattenerle. Per le altre un trattenimento poteva protrarsi per qualche giorno, ma certo non ho mai detto che si doveva prima raggiungere l’accordo di redistribuzione e solo dopo era possibile concedere loro il porto sicuro. E comunque in una lettera del 16 agosto rassicuravo Salvini di aver ottenuto la redistribuzione dei profughi soccorsi dalla ong da ben sei Paesi”. Tra i temi caldi, proprio quello della redistribuzione, che Conte trattò in prima persona con l’Europa: “Non ho mai sostenuto che se non c’era la redistribuzione non si poteva concedere il porto sicuro. E’ evidente che ottenere la solidarietà europea e un riscontro su distribuzione e poi arrivare allo sbarco sarebbe stata la situazione ottimale”. Poi sulla notizia che il comandante dell’Open Arms era indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: “Non ne ero a conoscenza”, chiosa Conte.
Dopo il leader del M5S è la volta di Luciana Lamorgese, ex ministra dell’Interno del governo ‘Conte 2’: “Se la condotta del comandante dell’imbarcazione intervenuta in soccorso dei profughi incideva sulla concessione del porto sicuro? No e poi le Ong durante il mio dicastero non hanno mai violato le regole entrando nelle acque territoriali prima della concessione del Pos. Abbiamo sempre cercato di attivare rapporti con i paesi dell’Europa ai fini di accelerare le procedure per l’indicazione del porto sicuro. Prima della pandemia la permanenza in mare dei migranti a bordo era di 3 o 4 giorni come media. Mentre quando arrivò la pandemia ho sottoscritto un provvedimento per dire che il porto in Italia non era più sicuro, quindi ho poi scritto ad altri ministri dell’Interno europei e alla stessa Commissione europea per rappresentare l’esigenza di un maggiore coinvolgimento di altri paesi. Ripeto, durante il periodo in cui sono stata ministro non ho mai negato la concessione di un pos, nè tantomeno emesso un decreto di interdizione, se non durante la pandemia. Abbiamo sempre messo in primo piano il salvataggio delle persone, non considerando ai fini della concessione del pos nemmeno eventuali condotte illegali dei comandanti delle navi Ong”.
Infine, ultimo in ordine di tempo ad essere ascoltato, Luigi Di Maio, ex vicepremier: “Il completamento della procedura di redistribuzione dei migranti non era strettamente legata alla concessione del pos. In quel momento c’era una crisi di governo, le uniche interlocuzioni avute con Salvini erano solo legate alla caduta del governo e non alla Open Arms. Non ci furono mai riunioni informali o formali prima della concessione del Pos, in alcuni casi le riunioni informali si tennero dopo il rifiuto del porto sicuro che venivamo a sapere dai media. Non c’era alcun automatismo politico tra la concessione del porto e la redistribuzione dei migranti. In realtà pian piano si è andato consolidando un meccanismo per cui a Bruxelles i singoli paesi aderivano volontariamente alla redistribuzione. Successivamente a settembre 2019 con la riunione dei ministri dell’Interno a Malta si sancì il meccanismo anche da un punto di vista formale, ma si era consolidata una prassi”. Di Maio aggiunge: “Ritardi sulla concessione del Pos? Tutto quello che veniva fatto aveva il fine del consenso politico”.
Terminata l’udienza, Salvini va via senza rilasciare dichiarazioni. A parlare è la sua legale, Giulia Bongiorno: “Credo che la deposizione della Lamorgese sia stata particolarmente significativa – sottolinea -. Dalla sua ricostruzione credo sia risultato evidente che è veramente erroneo e fuorviante pensare che il ritardo nello sbarco sia un fatto doloso visto che si è parlato di una tempistica che è collegata sistematicamente alle interlocuzioni con l’Europa. Credo che il meccanismo della redistribuzione sia fondamentale per comprendere che non si tratta di ritardi nello sbarco ma solo di momenti diretti a individuare quale può esser una redistribuzione. Quindi il ritardo era finalizzato ad alcune anomalie evidenziate nella Open Arms che si sommano alla questione legata alla redistribuzione”.
Bongiorno annuncia poi che lunedì depositerà in sei Procure della Repubblica una denuncia: “Ritengo essenziale evidenziare che i sospetti di cui ha sempre parlato Salvini non erano inventati ma erano già stati evidenziati in una serie di riunioni e che addirittura erano stato condensati in una informativa che non è mai stata approfondita. Non capiamo come il Tar che doveva valutare la condotta dell’Ong non ha mai avuto avuto modo di vedere questa informativa. Inoltre, nella prossima udienza ci sarà un intervento del ministro Salvini in aula. Abbiamo atteso che finissero i teste dell’accusa e adesso cominceremo a evidenziare quella che è la nostra posizione”. Il legale si riferisce alle rivelazioni sul sommergibile Venuti della Marina che nell’agosto 2019 aveva ripreso, fotografato e registrato l’attività della Ong spagnola.
La prossima udienza è stata fissata per giorno 24 marzo e sarà dedicata proprio alla presenza del sottomarino Venuti nella zona dei soccorsi, con le deposizioni di consulenti di accusa, difesa, parti civili e Oscar Camps, armatore della Open Arms.
credit photo agenziafotogramma.it
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Regionali Lazio, Rocca “Aprirò una nuova stagione dell’ascolto”

ROMA (ITALPRESS) – Sanità, mobilità, agricoltura, legalità, edilizia, politiche sociali e gestione dei rifiuti. Sono i temi affrontati dal candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Francesco Rocca, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano Regionali dell’agenzia Italpress.
Sulla sanità, l’ex presidente della Croce Rossa internazionale e nazionale ha sottolineato che servono non solo i soldi “ma occorre spenderli bene. Oggi abbiamo 7 aziende ospedaliere nel Lazio che generano un deficit di oltre 600 milioni. Risorse male amministrate che potevano essere investite nei servizi soprattutto nelle province. Abbiamo una sanità romano-centrica, se si vive in una delle province l’accesso alla salute è mortificato. In 10 anni nel Lazio non si sono fatti passi avanti sul tema delle liste d’attesa ma non solo”.
Sulla mobilità secondo Rocca “finora si è fatto pochissimo. L’amministrazione uscente ha avuto 10 anni per tracciare una rotta, e questo non è avvenuto. La Pontina non è partita, eppure i soldi ci sono”. Inoltre “bisogna dare una risposta ai pendolari, che purtroppo o per fortuna nel Lazio sono tantissimi”, ha aggiunto il candidato del centrodestra, che ha parlato poi di agricoltura e caporalato.
“La filiera del Lazio è una delle più importanti d’Italia, e finora da parte dell’amministrazione uscente c’è stata una mancanza d’ascolto. Se verrò eletto – ha aggiunto – farò un patto sulla legalità mettendo insieme imprese, associazioni di categoria e forze dell’ordine, perchè l’illegalità danneggia l’economia. E aprirò una nuova stagione dell’ascolto, soprattutto verso le esigenze delle Pmi, che se accompagnate generano occupazione”.
Sul tema della logistica il candidato presidente ha sottolineato che “bisogna lavorare sul mercato ortofrutticolo di Fondi, che non ha ancora uno sbocco sul porto di Gaeta. Le navi da crociera a Civitavecchia caricano i pasti che arrivano da Amburgo, a discapito dei nostri prodotti e delle nostre aziende”.
Sul sostegno alle categorie fragili invece ha affermato che “la grande sfida è proprio quella degli ultimi. Bisogna aprire una nuova stagione con i sindaci, che conoscono le fragilità dei loro territori, e favorire l’integrazione socio-sanitaria”.
Sull’edilizia Rocca ha invece dichiarato che “la programmazione è la cosa che finora è mancata e su cui dobbiamo tornare. Poi è necessario togliere burocrazia per migliorare la pianificazione affinchè si possa favorire la crescita economica”.
Sui poteri speciali al sindaco di Roma ha convenuto che “servono per amministrare e risolvere i problemi quartiere per quartiere”. Il candidato di centrodestra ha sottolineato poi la necessità di un forte partenariato tra pubblico e privato “che è vitale per dare rilancio in un’ottica di dialogo e di trasparenza”.
Sul termovalorizzatore ha poi sostenuto che “serve per chiudere il ciclo dei rifiuti. Ma non a Santa Palomba, dove porterebbe al collasso la viabilità dell’intera area. Il tema vero è che nel Lazio non c’è la raccolta differenziata, ferma al 18 per cento. Il termovalorizzatore non è la soluzione a tutto”, ha concluso.

– foto Italpress –

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Via Appia patrimonio Unesco, la spinta della Puglia “Promuove turismo di qualità”

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BARI (ITALPRESS) – “La Puglia sta già da tempo lavorando per promuovere un turismo di qualità, lento e a misura d’uomo, che punti ad esaltare le specificità dei luoghi, favorendo percorsi e itinerari nella rete della mobilità slow”. Esprime così la missione del tacco d’Italia la consigliera delegata alle Politiche Culturali della Regione Puglia Grazia Di Bari, sottolineando che “l’iscrizione della via Appia nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco sarà importante anche in quest’ottica, oltre che per quello che riguarda le ricerche e gli scavi archeologici”.
La firma del Protocollo di intesa per la candidatura del sito ‘Via Appia. Regina viarum’ nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco è giunta lo scorso 10 gennaio al termine di un percorso promosso dal Ministero della Cultura e condiviso tra quattro Regioni, tra cui la Puglia. Un percorso che ha visto coinvolti anche i Comuni, le Città Metropolitane, i Parchi, le Università e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Il tracciato della via Appia rappresenta un patrimonio monumentale, storico e ambientale da valorizzare e salvaguardare.
A proposito di storia, racconta la consigliera Di Bari, “è notizia di questi giorni, ad esempio, la scoperta di un’antica strada nel sito di Muro Tenente a Mesagne, a ridosso della Via Appia. Un ritrovamento importante per conoscere ancora meglio il sistema viario della via Appia, che ancora oggi rappresenta un modello di ingegneria stradale romana. Il sito ambisce a divenire uno dei più grandi Cammini Europei per la sua storia millenaria nella quale si incontrano storia e cultura stratificati nei secoli. Un percorso che da anni è all’attenzione delle Istituzioni”.
La strada che la Puglia ha scelto di percorrere è chiara. “Come Regione – spiega infatti la consigliera – stiamo avendo un dialogo costante con tutte le comunità interessate, e non solo, perché il riconoscimento della via Appia nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco porterà nuove opportunità, che dobbiamo essere preparati a cogliere appieno. Questo è un momento di grande attenzione per noi: stiamo lavorando perché i turisti che arrivano ormai da tutto il mondo possano vivere un’esperienza unica”.
La Via Appia era una strada consolare, che collegava Roma con Brindisi, e che si snodava lungo un tracciato nato per esigenze militari e divenuto poi una strada di grande comunicazione commerciale e di primarie trasmissioni culturali. Un tracciato noto con l’appellativo di “Regina Viarum”, poiché il poeta Stazio dedicò proprio a questa Via una serie di testimonianze di valenza politica, economica e sociale che le valsero la sua millenaria fortuna.
Ancora oggi la Via Appia rappresenta un modello di ingegneria stradale romana, il nerbo della viabilità in Europa e intorno al bacino del Mediterraneo. Non solo, però: “La Via Appia – racconta Grazia Di Bari – è anche un percorso religioso, un Cammino di fede e di incontro da valorizzazione e da mettere in rete in un sistema integrato. In tal senso, il percorso di pellegrinaggio e` diventato metafora di un viaggio alla riscoperta delle radici dell’Europa, poiche´ permette di incontrare e comprendere le diverse culture che costituiscono la nostra identita` comune. Su questi tracciati si incrociano infatti grandi e piccole comunità che custodiscono il territorio e lo straordinario patrimonio monumentale, storico e naturalistico in esso racchiuso”.
L’investimento del Ministero della Cultura nel restauro e nella valorizzazione di alcune evidenze archeologiche situate lungo il percorso del tracciato della Via Appia è massiccio ed è finalizzato anche al rafforzamento dell’offerta di nuovi attrattori in grado di sviluppare in chiave culturale le aree interne attraversate.
“Il sito – afferma la consigliera – ambisce a divenire uno dei più grandi Cammini Europei per la sua storia millenaria. Basti pensare che già nel 2016 il Ministero stanziò 20 milioni di euro a valere sul Piano “Cultura e Turismo” FSC 2014-2020 per il progetto “Appia Regina Viarum”; un intervento di ricerca, restauro e valorizzazione che ha riguardato l’Appia Claudia, ovvero il primo tracciato che da Roma porta a Brindisi. La Via Appia è quindi un percorso che da anni è all’attenzione delle Istituzioni e che negli anni ha portato anche all’istituzione del Parco Archeologico dell’Appia Antica”.
C’è di più che la Via Appia Antica è stata inserita nella lista annuale dei 25 posti ed esperienze del mondo dal National Geographic, che l’ha indicata quale meta da raggiungere nel 2023 per fare un viaggio nella storia “nella più antica autostrada d’Europa”.
Un riconoscimento che lascia ben sperare Grazia Di Bari: “Il nostro auspicio – conclude infatti – è quello di ritrovarci qui insieme con un nuovo sito dello splendido patrimonio italiano inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco”.

– foto ufficio stampa Regione Puglia –

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