NAPOLI (ITALPRESS) – “Aumento dei biglietti per i siti culturali? Penso di sì, noi dobbiamo adeguarci agli standard europei. In questo momento, mediamente, i grandi siti museali europei costano di più, fatta eccezione per la Gran Bretagna ma lì c’è una situazione particolare legata al regime fiscale che consente delle detrazioni che da noi non ci sono. Penso che dobbiamo adeguarci a questi standard perchè tra l’altro c’è anche un discorso etico perchè se una cosa vale, ed ha un valore intrinseco storico, deve anche essere un pò pagata”. Lo dice, a margine della sua visita a Pompei, il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che commenta così la possibilità di un rincaro sui prezzi dei biglietti per accedere a musei e siti culturali. E’ la linea già dettata per gli Uffizi a Firenze che secondo il Ministro della Cultura, oggi in visita a Pompei, potrebbe essere estesa ulteriormente. “Del resto – dice Sangiuliano – una famiglia media americana che viene da noi investe in media 10mila, 20mila dollari: quindi pagare 20 euro per la visita di un bene unico come Pompei credo ci possa anche stare”.
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Musei, Sangiuliano “Aumento biglietti? Adeguarci agli standard europei”
Carburanti, Renzi “Aumenti? Meloni-Salvini si facciano un selfie”
ROMA (ITALPRESS) – “Dopo aver aumentato le accise Meloni e Salvini si domandano preoccupati chi abbia fatto impennare il prezzo della benzina”. Lo scrive su twitter il leader Iv Matteo Renzi che aggiunge: “Per avere la risposta non serve una commissione di inchiesta, è sufficiente che si facciano un selfie”.
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Ucraina, Von der Leyen “Estenderemo le sanzioni a Bielorussia e Iran”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’Unione europea continuerà a fare tutto ciò che è in suo potere per sostenere il coraggioso popolo ucraino”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, in occasione della firma della terza dichiarazione congiunta di cooperazione Ue-Nato.
“Manterremo la pressione sul Cremlino finchè sarà necessario, con un regime di sanzioni pungenti – ha aggiunto -. Estenderemo queste sanzioni a coloro che sostengono militarmente la guerra della Russia, come la Bielorussia o l’Iran. E ci faremo avanti con nuove sanzioni contro la Bielorussia, rispondendo al ruolo di Minsk nella guerra russa in Ucraina. Continueremo la nostra sostanziale assistenza umanitaria, economica e di sicurezza all’Ucraina finchè sarà necessario”.
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48 azzurri in gara nel week-end tra Francia e Tunisia
ROMA (ITALPRESS) – Il 2023 della grande scherma internazionale si aprirà nel prossimo weekend con un doppio e prestigioso appuntamento. Da giovedì 12 a domenica 15 gennaio, infatti, il fioretto maschile e femminile sarà di scena a Parigi, per una “classicissima” della Coppa del Mondo di specialità che quest’anno si arricchisce anche con le gare delle donne. Nella capitale francese fiorettisti e fiorettiste saranno chiamati sia alle prove individuali che a squadre. Farà invece tappa da venerdì a Tunisi la sciabola maschile e femminile per il secondo Grand Prix Fie stagionale, che prevede solo competizioni individuali e a punteggio raddoppiato. Sono complessivamente 48 gli atleti italiani pronti a salire in pedana. Per la scherma azzurra, che ha chiuso in bellezza il 2022 e si avvicina agli appuntamenti più importanti del nuovo anno solare, con l’inizio della qualifica olimpica in aprile e il Mondiale di Milano a luglio, si tratterà di test molto significativi per provare a confermare quanto di buono fatto, in tutte le armi, nella prima parte della stagione. L’intenso fine settimana comincerà con il fioretto a Parigi dove si partirà con le fasi preliminari, già giovedì della gara individuale maschile e venerdì di quella femminile. Sabato, nella suggestiva “venue” dello Stade Pierre de Coubertin, sarà la giornata clou per entrambe le competizioni individuali. In tutto 24 gli atleti del Responsabile d’arma Stefano Cerioni impegnati nella città che ospiterà la prossima edizione dei Giochi Olimpici nel 2024. Tra gli uomini i 12 azzurri saranno Giorgio Avola, Guillaume Bianchi, Alessio Foconi, Daniele Garozzo, Giulio Lombardi, Edoardo Luperi, Filippo Macchi, Tommaso Marini, Alessio Di Tommaso, Davide Filippi, Tommaso Martini e Damiano Rosatelli. Tra le donne, invece, l’Italia sarà rappresentata da Martina Batini, Olga Rachele Calissi, Erica Cipressa, Martina Favaretto, Camilla Mancini, Francesca Palumbo, Elena Tangherlini, Alice Volpi, Anna Cristino, Beatrice Monaco, Serena Rossini e Martina Sinigalia. Domenica la tappa di Coppa del Mondo di fioretto a Parigi si chiuderà con le gare a squadre. Il quartetto azzurro maschile sarà composto da Daniele Garozzo, Alessio Foconi, Guillaume Bianchi e Tommaso Marini, mentre la formazione femminile si schiererà con Erica Cipressa, Martina Favaretto, Francesca Palumbo e Alice Volpi. Con il ct Cerioni, in Francia ci saranno i maestri Fabio Galli, Eugenio Migliore, Filippo Romagnoli e Giovanna Trillini, con il supporto delle fisioterapiste Federica Balbi e Sara Primavera. Trasferta tunisina invece per la sciabola del Commissario tecnico Nicola Zanotti. Il GP Fie di Tunisi, che segue quello andato in scena un mese fa a Orleans, vedrà venerdì e sabato andare in scena le fasi preliminari, prima degli uomini e poi delle donne, domenica la giornata decisiva con i tabelloni principali di entrambe le gare. Al maschile in pedana gli azzurri Enrico Berrè, Dario Cavaliere, Luca Curatoli, Michele Gallo, Matteo Neri, Riccardo Nuccio, Giovanni Repetti, Luigi Samele, Pietro Torre, Francesco Bonsanto, Giacomo Mignuzzi e Mattia Rea. Nella competizione femminile, invece, per l’Italia toccherà a Michela Battiston, Martina Criscio, Carlotta Fusetti, Rebecca Gargano, Rossella Gregorio, Chiara Mormile, Eloisa Passaro, Claudia Rotili, Giulia Arpino, Benedetta Fusetti, Michela Landi e Mariella Viale. Con il ct Zanotti, lo staff tecnico sarà composto da Benedetto Buenza, Leonardo Caserta, Tommaso Dentico e Cristiano Imparato, affiancati dal medico Alessandro Pagliaccia e dai fisioterapisti Maurizio Iaschi e Stefano Vandini.
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A Viterbo la finale di Aci Rally Italia Talent
ROMA (ITALPRESS) – Tutto è pronto per il gran finale di ACI Rally Italia Talent 2022. Dal 13 al 15 gennaio il Circuito Internazionale di Viterbo ospiterà infatti la semifinale e la finale per i piloti della nona edizione della manifestazione dedicata agli appassionati di Motorsport. Al termine delle nove tappe selettive regionali disputate lo scorso anno, l’Organizzazione ha convocato sulla pista laziale i 160 conduttori dimostratisi più talentuosi nelle nove categorie indicate dal regolamento (Under 16, Under 18, Under 23, Under 35, Over 35, Femminile, Licenziati Aci Sport, Non Licenziati Aci Sport e Ability). Gli aspiranti rallisti si confronteranno al volante di Suzuki Swift Sport Hybrid, auto ufficiale della manifestazione, tutte equipaggiate con pneumatici Toyo Racing, dapprima per ottenere l’accesso alla finale e quindi per conquistare la possibilità di partecipare gratuitamente a una gara dei Campionati o dei Trofei titolati ACI Sport. Ad affiancarli, e comporre con loro gli equipaggi ufficiali del Team RIT, saranno i navigatori usciti vincitori dalla loro finale, che si è svolta nei giorni 6/7 dicembre presso l’Etabeta Rally Academy di San Vendemiano, in provincia di Treviso.
Si tratta di Andrea Bortollon (Under 16), Martina Omacini (Under 18), Matteo Carnevale (Under 23), Daniel Pozzi (Under 35), Francesca Rosina (Over 35) e Giulia Schneider (Femminile), Daniel Pozzi (Licenziati) e Matteo Carnevale (Non Licenziati).
In linea con il motto #rallypertutti, nello stesso fine settimana viterbese si svolgerà anche la finale dei protagonisti di Rally Italia Talent Ability, riservato agli appassionati con disabilità agli arti inferiori. Anch’essi si cimenteranno nelle prove di destrezza, con una Suzuki Swift Hybrid a cambio robotizzato modificata dalla piemontese HandyTech con comandi speciali, mettendo a dura prova sia la loro grande capacità di guida che la passione sfrenata per il mondo delle corse.
Con l’atto conclusivo ormai alle porte, il bilancio dell’annata 2022 di ACI Rally Italia Talent appare molto positivo. Pur senza raggiungere i numeri della stagione record del 2020 (con iscrizioni però aperte nel 2019), a causa dell’epidemia Covid che ha condizionato le iscrizioni per il rigido Protocollo medico richiesto da Aci Sport nel 2021 e 2022, nel corso della 9° edizione la manifestazione ha avuto quasi 7.000 iscritti. Gli Under 16 e 18 hanno rappresentato rispettivamente l’1,94 e il 3,01% dei partecipanti, con ben il 42,95% che si è posizionato nella fascia di età compresa tra i 18 e i 25 anni.
– Foto ufficio stampa Suzuki –
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Per europei desiderio che finisca guerra prevale sulla sconfitta russa
ROMA (ITALPRESS) – Solido sostegno all’Ucraina e alla fornitura di armi all’esercito che deve combattere contro l’invasore russo, ma anche l’auspicio che il conflitto termini il prima possibile, nonostante il rischio di dover lasciare a Mosca parte dei territori occupati. E’ quanto emerge da un’indagine realizzata da Euroskopia, network di società indipendenti di ricerca di mercato, sociale e politica, nel quale la rappresentante italiana è SWG, sulle opinioni dei cittadini europei riguardo alla guerra in Ucraina.
L’indagine, che ha coinvolto 1.000 maggiorenni, prende in esame l’opinione pubblica dei cinque paesi più popolosi dell’Ue più Paesi Bassi, Portogallo, Grecia e Austria, che rappresentano circa il 75% dei cittadini dell’Unione.
Il desiderio di far cessare il conflitto prevale sull’ambizione di vedere la Russia totalmente sconfitta, anche a costo che l’Ucraina ceda parte del suo territorio. Il 48% del totale degli intervistati, infatti, si dice favorevole a questa affermazione, il 32% in disaccordo, il 12% si dice neutrale e l’8% non risponde. Questa dinamica è particolarmente evidente nell’opinione pubblica austriaca con un 64% degli intervistati in accordo con tale affermazione, tedesca (60%) e greca (54%), meno netta ma ancora solida in Spagna (50%), Italia (50%) e Francia (43%).
Prevalgono, invece, i contrari all’ipotesi di concedere parte dei territori occupati ai russi in Portogallo (45% in disaccordo), Polonia (42%) e Paesi Bassi (48%). Alla domanda “favorevoli o contrari all’invio delle armi all’Ucraina?” complessivamente, la maggioranza della popolazione dei 9 Paesi approva la linea del proprio governo. Gli austriaci condividono la decisione di non fornire armi (80% d’accordo), mentre negli altri Paesi risultano in netta maggioranza i favorevoli all’invio, a eccezione di Italia (favorevole solo il 45% degli intervistati) e Grecia (38%). Gli italiani già dall’inizio della guerra sono divisi praticamente a metà sulla questione, i greci invece sono gli unici ad essere in forte contrasto con le decisioni del proprio esecutivo. Netta è la prevalenza dei favorevoli ad accogliere l’Ucraina nell’Unione europea.
Secondo i dati Euroskopia, infatti, il supporto a questa decisione è particolarmente forte in Portogallo (78% degli intervistati favorevoli), Spagna (70%) e Polonia (70%), ma anche in Germania (60%), Francia (59%), Paesi Bassi (58%) e Grecia (54%). Qualche perplessità in più si rileva in Italia con una percentuale di favorevoli che arriva al 49%, e dove è piuttosto diffuso un certo scetticismo sull’allargamento dell’Unione (30%). In Austria invece si rileva la più alta quota di contrari con un 42%.
La guerra tra Ucraina e Russia potrebbe portare all’uso di armi nucleari? Un cittadino su tre di questi Paesi che rappresentano gran parte della popolazione dell’UE, ritiene reale questa minaccia. Preoccupazione che appare più contenuta rispetto al periodo iniziale del conflitto, da un’indagine simile emerse allora che il 47% dell’opinione pubblica di 6 di questi 9 Paesi riteneva probabile l’uso delle armi nucleari. Portoghesi sono i più preoccupati (52%), a seguire Spagna (42%),Paesi Bassi (38%), Francia (33%), Italia, Grecia e Polonia (31%), Germania (29%) e infine Austria con il 27% degli intervistati che si dice preoccupato.
Si mostra invece più controversa la questione dell’eventuale ripresa dell’importazione del gas russo una volta conclusa la guerra. In questo caso, agli atteggiamenti generali nei confronti della Russia si aggiungono le preoccupazioni per possibili carenze delle forniture, per cui si formano due blocchi di Paesi: Grecia, Germania, Austria e Italia dove almeno il 40% dei cittadini è favorevole a ripristinare gli accordi con la Russia dopo la fine delle ostilità; gli altri Paesi dove i contrari prevalgono in maniera netta.
In generale i greci si mostrano i meno ostili nei confronti della Russia. I legami tra le chiese ortodosse greca e russa hanno evidentemente ancora un peso nel contesto sociale. Anche tra gli austriaci traspare un atteggiamento più accomodante verso i russi. Al contrario, i polacchi sono i più intransigenti, sia per via dei trascorsi storici che per il fatto di sentirsi direttamente minacciati.
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Ue, Gentiloni “Servono nuovi strumenti comuni per gli aiuti di Stato”
ROMA (ITALPRESS) – “I rapporti transatlantici sono molto buoni, certamente migliori che in passato. Resta il nodo creato dall’Inflation Reduction Act. Si tratta di un fattore aggravante in una situazione già asimmetrica nella quale l’Europa sta soffrendo più dell’America della crisi energetica e delle altre ricadute della guerra in Ucraina. Dobbiamo evitare che la nostra risposta all’IRA crei nuove divergenze tra i Ventisette”. Lo dice il commissario europeo agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, in un colloquio con alcuni quotidiani europei, tra cui Il Sole 24 Ore.
Per Gentiloni, agire solo sul fronte degli aiuti di Stato rischierebbe di aumentare le differenze tra i paesi membri e frammentare il mercato unico: “Dobbiamo quindi associare a nuove misure a livello nazionale nuovi strumenti comuni che si basino sul finanziamento congiunto”. Inoltre secondo il commissario la riforma delle regole sugli aiuti di Stato “non deve mettere in dubbio il modello economico europeo basato sulla concorrenza”.
Sul fronte del futuro Patto di Stabilità, “stiamo lavorando su proposte legislative da presentare alla fine del primo trimestre – spiega Gentiloni -. Non vi è ancora consenso tra i Ventisette, ma ci stiamo lavorando. Pensare che i bisogni di investimenti possano essere risolti solo da nuove regole di bilancio è però illusorio. Ecco perchè è necessario nuovo finanziamento in comune”.
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Immigrazione, Piantedosi “Mai più campo profughi dell’Europa”
AGRIGENTO (ITALPRESS) – “Onore a Lampedusa, isola che ormai da decenni è la prima frontiera dell’Europa. Spero di tornare presto con qualcosa che potrà essere il segno tangibile della discussione avviata oggi”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in conferenza stampa ad Agrigento, al termine del vertice in Prefettura per fare il punto sull’emergenza immigrazione.
Al vertice, convocato dal prefetto Maria Rita Cocciufa, durato quasi due ore, hanno partecipato anche il Capo della Polizia di Stato, prefetto Lamberto Giannini, oltre ai vertici delle forze dell’ordine, al procuratore reggente di Agrigento, Salvatore Vella, e al sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino. Un incontro nato proprio dalla richiesta di aiuto lanciata negli scorsi giorni dal primo cittadino delle Pelagie. E il ministro non ha deluso il sindaco e la popolazione lampedusana.
Piantedosi, a margine dell’incontro, ha annunciato lo stanziamento di un contributo per Lampedusa per far fronte alle ingenti spese: “Il sindaco ci ha fatto presente che in pochi giorni i migranti hanno un costo, in termini di produzione di rifiuti, quantificato in quello che l’intera popolazione raggiunge in un anno ed è impossibile sostenerlo con le sole risorse del comune”.
Il capo del Viminale rispondendo alle domande dei giornalisti ha anche detto di avere spostato ad Ancora lo sbarco di una nave Ong per non far cadere solo su Sicilia e Calabria il peso dell’accoglienza. Sui porti assegnati alle navi Ong “facciamo le cose in modo responsabile, puntiamo a un’equa distribuzione su tutti gli altri luoghi di sbarco per sgravare la Sicilia e la
Calabria, che non possono essere condannate ad essere il campo
profughi dell’Europa”. Inoltre, ha anche reso noto che in queste settimane il Governo sta avviando delle interlocuzioni con i Governi delle nazioni dalle quali partono le imbarcazioni dei migranti. Sono stati già fissati alcuni appuntamenti a partire dal 16 gennaio e proseguiranno anche nelle settimane successive.
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