ROMA (ITALPRESS) – A ottobre, secondo i dati della Banca d’Italia, i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell’ambito del Sistema
Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono cresciuti del 3,4% sui dodici mesi (4% nel mese precedente). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 4% sui dodici mesi (4,2% nel mese precedente) e quelli alle società non finanziarie del 3,1% (contro il 4,4% nel mese precedente). I depositi del settore privato sono diminuiti dello 0,1% sui dodici mesi (in settembre erano aumentati del 2,1%); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 6,4% sullo stesso periodo dell’anno precedente (-7,4 in settembre). I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Taeg) si sono collocati al 3,23% (2,65% in settembre), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,94% (8,83% nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 2,54% (1,99% nel mese precedente), quelli per importi fino a 1 milione sono stati pari al 3,14%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati all’2,19%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,37% (0,34% nel mese precedente).
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Bankitalia, a ottobre prestiti al settore privato in crescita
Università Bicocca, Lavoro agile per benessere e produttività nella Pa
MILANO (ITALPRESS) – Un modello di lavoro agile destinato ad aumentare il benessere e la produttività dei dipendenti nella Pubblica Amministrazione. E’ quanto messo a punto dall’Università di Milano-Bicocca e testato per la prima volta con successo su Arpa Lombardia, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Una modalità di organizzazione dell’attività lavorativa che potrà essere replicata in altri enti della Pubblica Amministrazione. Il modello di lavoro agile è stato presentato questa mattina da Cristiano Ghiringhelli e Massimo Miglioretti, professori dell’ateneo milanese, durante il convegno “Lavoro agile come strumento di innovazione nella Pubblica Amministrazione”, alla presenza, tra gli altri, della rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni, del presidente di Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle P.A.), Antonio Naddeo, e del direttore generale di Arpa Lombardia, Fabio Carella. Il progetto è frutto di una collaborazione tra l’Università di Milano-Bicocca e Arpa Lombardia, nata per rispondere a un’esigenza dell’Agenzia regionale: ripensare, dopo la pandemia, il modello tradizionale dell’organizzazione del lavoro. Non solo per mettere ordine alle modalità lavorative già adottate durante l’emergenza, ma soprattutto per puntare a una nuova visione dell’organizzazione del lavoro flessibile nell’uso dei tempi e degli spazi, finalizzata al raggiungimento di obiettivi prefissati. Punto di partenza è stato un audit interno avviato da Arpa Lombardia già nella primavera del 2020, per verificare gli effetti del lavoro agile durante la pandemia sull’organizzazione del lavoro, sulla produttività, sulle persone: informazioni utili alla valutazione di possibili scenari di lavoro agile quando si sarebbe ritornati in regime ordinario. Partendo dai risultati dell’audit, Ghiringhelli e Miglioretti hanno dapprima approfondito l’analisi delle attività di Arpa e del contesto interno, nonchè la valutazione delle condizioni abilitanti al lavoro agile, arrivando a mappare lo “Stato di salute dell’Amministrazione”. Quindi, grazie alla metodologia della ricerca-azione, i due professori di Milano-Bicocca hanno coordinato una task force composta da dirigenti e responsabili di più aree organizzative dell’Agenzia e da ricercatori dell’Ateneo, per definire il Pola, il Piano organizzativo del lavoro agile, valorizzando le esperienze e soluzioni di organizzazione del lavoro messe in atto durante il periodo pandemico. Il modello così definito, è stato testato in una fase di sperimentazione guidata, che ha coinvolto 200 dipendenti, che sono stati suddivisi in tre Cluster così da collaudare la coerenza e l’efficacia del modello di lavoro agile rispetto alle specificità delle diverse unità organizzative, in termini di spazi, tempi e prestazioni. La task force guidata dai due docenti di Milano- Bicocca ha avviato 24 “cantieri di lavoro agile”, costantemente monitorati e supportati attraverso raccolte di dati quantitativi e qualitativi, incontri periodici di valutazione in itinere sull’andamento della sperimentazione, offerta di strumenti e metodologie operative e iniziative di comunicazione e formazione per rispondere ai fabbisogni emergenti dalla pratica in corso. In particolare, il personale coinvolto è stato invitato prima a incontri di presentazione della sperimentazione, poi a compilare un questionario sulle condizioni abilitanti il lavoro agile e infine a tenere un diario riguardo all’organizzazione di alcune giornate lavorative. I Responsabili di Unità Organizzativa e i direttori sono stati invece coinvolti in alcuni incontri per monitorare l’andamento della sperimentazione, ma soprattutto i sistemi di gestione e monitoraggio delle attività svolte e delle modalità di coordinamento adottate per gestire al meglio le situazioni di lavoro ibride, con personale in presenza e da remoto, tipiche del lavoro agile. Al termine della prima fase sperimentale, Ghiringhelli e Miglioretti hanno raccolto dati sul lavoro per obiettivi: programmazione e condivisione con i responsabili e il gruppo di lavoro, assegnazione di attività e obiettivi; sul supporto organizzativo al cambiamento; sugli spazi e strumenti di lavoro. I risultati hanno restituito un quadro complessivo, che si è rivelato positivo e di grande coinvolgimento del personale. Il diario somministrato ha permesso di fotografare le modalità di implementazione del lavoro agile nella settimana, la percezione della produttività, del benessere e le condizioni lavorative ad esse collegate. Infine, il modello di lavoro agile è entrato nella fase di sviluppo intermedio, coinvolgendo l’intera Arpa Lombardia, con adesione volontaria da parte dei dipendenti. L’adesione al lavoro agile è stata ampia e significativa, con 694 dipendenti (il 73,4 per cento del totale degli addetti di Arpa Lombardia) e complessivamente omogenea tra le diverse unità organizzative. L’ateneo continua a garantire il supporto e il monitoraggio come nella prima fase. “L’implementazione del lavoro agile è un processo complesso perchè richiede una revisione a 360° dei processi di lavoro in ottica di revisione delle modalità manageriali di gestione dei ruoli e degli obiettivi e degli spazi e dei tempi di lavoro – dichiarano Cristiano Ghiringhelli e Massimo Miglioretti, professori dell’Università di Milano-Bicocca -. Arpa Lombardia è stato un contesto particolarmente favorevole alla sperimentazione, che ha permesso di adottare un approccio al cambiamento in grado di valorizzare l’apporto dei diversi attori organizzativi, da quelli dirigenziali e di coordinamento a quelli operativi. L’esperienza sviluppata in Arpa conferma gli ampi spazi di innovazione sostenibile realizzabile nella Pubblica Amministrazione, considerando contemporaneamente obiettivi di performance e attenzione al benessere delle persone. Quanto fatto in Arpa, con i dovuti adattamenti, identifica certamente un metodo utile per qualsiasi Pubblica Amministrazione che voglia sviluppare il proprio modello di Lavoro Agile”. “Abbiamo fin da subito puntato a prendere sul serio lo strumento del lavoro agile, nei fatti impostoci dalla condizione pandemica, cercando di sfruttarne fino in fondo le potenzialità – spiega il direttore generale di Arpa Lombarda, Fabio Carella -. Ciò ha determinato l’avvio di un ragionato processo di riorganizzazione del lavoro inserito in un più complessivo progetto di miglioramento organizzativo dell’ente che si sta pienamente realizzando per la concomitanza di diversi fattori, fra i quali rivestono particolare importanza il forte coinvolgimento dei lavoratori dell’Agenzia, storicamente abituati a lavorare per obiettivi, ed il consolidato livello organizzativo dell’ente, in particolare sul fronte informatico. I principali indicatori di risultato delle attività di Arpa Lombardia dimostrano peraltro che il lavoro agile ha consentito di mantenere, in questi anni, un trend positivo di performance dell’ente”.(ITALPRESS).
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Giustizia, Nordio “La legge Severino va cambiata”
ROMA (ITALPRESS) – Sulle intercettazioni “va rimodulata la norma per conciliare il diritto all’informazione dei cittadini e quello dei singoli a non veder divulgate notizie segrete e intime che li riguardano. Per ripristinare una par condicio di informazione tra le parti. Siamo apertissimi a cercare un punto d’incontro tra diritto all’informazione e limiti alla graticola mediatica. Sono pronto ad aprire un tavolo di confronto tra rappresentanti dell’Anm, dell’avvocatura e del giornalismo, anche domani”.
Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Quanto alla legge Severino “abbiamo ricevuto sollecitazione dall’Anci, e l’apertura del Pd, per abolire o modificare radicalmente abuso d’ufficio e traffico di influenze”, osserva il ministro spiegando che “leggendola non si capisce il reato che descrive, c’è solo un’intenzione vaga di punire il lobbismo”. Quindi servirebbe una legge sulle lobby
“e poi ci sono altre parti della Severino che non funzionano”.
In particolare, secondo Nordio, “occorre far sì che la norma sull’incandidabilità non venga applicata ai condannati in primo grado. Altrimenti la norma confliggerebbe con la presunzione di innocenza. L’incandidabilita dovrebbe scattare dalla sentenza di appello in poi”. Anche per chi ha commesso reati gravi? “Su questo si può discutere. Certamente la norma non può essere applicata retroattivamente perchè è pur sempre un provvedimento afflittivo, visto che chi è in carica vuole rimanerci. Comunque su questo ci sono idee trasversali diverse. Credo che dobbiamo fare un dibattito trasparente e senza pregiudizi”.
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Gli azzurri della spada secondi a Vancouver
ROMA (ITALPRESS) – La decima gioia di questo weekend internazionale per la scherma italiana l’ha regalata la squadra di spada maschile che ha chiuso con uno splendido secondo posto la prova di Coppa del Mondo di Vancouver. Sulle pedane canadesi il quartetto azzurro composto da Andrea Santarelli, Davide Di Veroli, Gabriele Cimini e Valerio Cuomo si è arreso soltanto in finale alla Francia campione del mondo, nell’ennesimo atto di una sfida infinita in cui i transalpini Borel, Cannone, Fava e Bardenet si sono imposti con il punteggio di 45-34, raggiungendo così il gradino più alto del podio.
Bella in precedenza la cavalcata dell’Italia del ct Dario Chiadò. Ammessa direttamente al tabellone da 16 in quanto testa di serie numero 3 della gara, la squadra campione d’Europa e argento mondiale in carica (rispetto alla scorsa estate l’unica novità di formazione è Valerio Cuomo al posto di Federico Vismara, comunque presente con i compagni, un passo dietro la panchina) ha prima superato per 45-34 la Spagna, poi con una prova di forza nei quarti di finale ha battuto 45-30 la Svizzera, messa subito sotto dalla partenza sprint di Cimini e Di Veroli, quindi staccata definitivamente da un break a metà assalto di Santarelli.
In semifinale gli azzurri hanno saputo soffrire e lottare fino all’ultimo respiro contro Israele, imponendosi per una sola stoccata, 35-34. Un match di gran cuore, nel quale l’Italia era “scappata” anche a +10, prima che Beskin e compagni rimontassero, ristabilendo l’equilibrio, ma alla fine è stato Davide Di Veroli, ultimo frazionista, a esser sommerso dagli abbracci dei suoi compagni.
Si è arrivati così alla finale contro la Francia, sconfitta che di certo non macchia la prova sontuosa degli spadisti del Commissario tecnico Chiadò, affiancato in panchina dal maestro di staff Enrico Di Ciolo, al primo podio della stagione dopo il buon quarto posto dell’esordio in Coppa del Mondo un mese fa a Berna.
Rispetto al vittorioso debutto di Tallinn, invece, a Vancouver l’Italia della spada femminile non è riuscita a confermarsi, chiudendo la gara al nono posto. Per Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Federica Isola e Giulia Rizzi, quest’ultima reduce dallo splendido successo di ieri nella prova individuale, è stata beffarda la sconfitta nel primo match di giornata contro la formazione di casa del Canada, che ha fatto proprio per 32-31 un match sviluppatosi costantemente sul punto a punto, dirottando le azzurre al tabellone dei “piazzamenti”.
Qui il team italiano ha rialzato la testa battendo, un’avversaria dopo l’altra, la Germania 45-23, gli Usa 35-34 e infine l’Estonia 43-35, concludendo in nona posizione.
Va così in archivio un fine settimana di Coppa del Mondo ricchissimo per la scherma azzurra, in cui sono arrivate vittorie in tutte le armi e podi in ciascuna delle “sei” le specialità. Ha cominciato il fiorettista Tommaso Marini vincendo a Tokyo, ha continuato nel fioretto femminile Alice Volpi trionfando a Belgrado con Francesca Palumbo terza, poco prima che Martina Criscio conquistasse il “tempio della sciabola” di Orleans con i terzi posti di Chiara Mormile e Luca Curatoli ad arricchire ancor di più il bilancio azzurro nel primo GP FIE della stagione. Il colpaccio di Giulia Rizzi, regina della spada femminile a Vancouver, ha chiuso il sabato magico delle prove individuali. In quelle a squadre, poi, le fiorettiste hanno dominato in Serbia, mentre i fiorettisti si sono confermati sul podio, stavolta al terzo gradino, in Giappone. Un weekend da incorniciare, su cui mancava l’ultima firma, la decima, apposta nella notte italiana dalla squadra di spada maschile con il secondo posto in Canada.
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Meloni “Il bonus cultura per i 18enni vada solo ai redditi bassi”
ROMA (ITALPRESS) – “Non vogliamo abolire” il bonus cultura ai 18enni, ma “sicuramente 18App è una misura che va rivista”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di una diretta Facebook per la rubrica “Gli appunti di Giorgia”. Il meccanismo secondo Meloni va rivisto “per alcuni motivi banali, il primo dei quali è che questi 500 euro vengono riconosciuti a tutti al compimento dei 18 anni, indipendentemente dal reddito: credo che la stessa misura, concentrata su chi è invece in difficoltà” e su “chi ha i redditi più bassi possa essere molto più impattante”, spiega. “Credo che vada introdotto un limite nel reddito di chi accede a questa misura, che vadano meglio definiti quali sono i contenuti e le cose che si possono acquistare con queste risorse e bisogna lavorare sulle truffe. Quindi confermo che intendiamo modificare questa norma, senza però togliere queste risorse ai giovani e alla cultura”.
“Molto si è parlato delle critiche mosse da Bankitalia alla manovra del governo”, ma “a me pare che Bankitalia non abbia mosso particolari critiche sulle principali misure di questa manovra in audizione nelle commissioni competenti: c’è stata una polemica o comunque un approccio critico sulle nostre misure in tema di pagamento in contanti e di obbligo del pos”, sottolinea Meloni.
“In una lettera della BCE inviata nel 2019 all’allora ministro dell’Economia Gualtieri e ai presidenti di Camera e Senato sul tetto al contante” si evidenziava che “la moneta elettronica, a differenza del denaro contante, ha un problema di commissioni”, ricorda la premier.
“Molti dicono: perchè non togliete le commissioni bancarie e ci consentite di pagare con il bancomat e la carta? Non possiamo farlo, perchè sarebbe incostituzionale: la moneta elettronica è privata” e “lo Stato non può impedire a chi offre questo servizio di guadagnarci sopra una commissione”, chiarisce Meloni.
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‘Ndrangheta, dieci arresti a Milano in feudo famiglia “Maiolo/Manno”
MILANO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Milano sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di diverse persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, tentata estorsione, tentato omicidio, ricettazione, porto illegale di armi, furto aggravato, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, intestazione fittizia e coercizione elettorale, usura, tutti aggravati dalla contestazione della mafiosità. La complessa attività investigativa svolta dai poliziotti della Squadra Mobile milanese ha fatto luce sulle dinamiche della ‘ndrangheta di Pioltello (MI), “feudo indiscusso – evidenziano gli investigatori – delle famiglie Maiolo/Manno” e sulle attività criminali di un altro soggetto riferibile alla famiglia di Cosa Nostra dei Pietraperzia (EN) collegata ai Rinzivillo.
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Perugia piega 3-1 Trento e vince il Mondiale per Club
BETIM (BRASILE) (ITALPRESS) – La Sir Safety Susa Perugia è sulla vetta del mondo. Il team allenato da Andrea Anastasi ha vinto a Betim, in Brasile, la finalissima tutta italiana del Mondiale per Club, battendo l’Itas Trentino di Angelo Lorenzetti per 3-1. Questi i parziali: 20-25, 25-23, 27-25, 25-19. Per il team capitanato da Wilfredo Leon questa del 2022 era la prima apparizione nel torneo iridato per società, al quale è stato ammesso grazie a una wild card, concessa dagli organizzatori a seguito della mancata partecipazione dei campioni d’Europa dello Zaksa Kedzierzyn-Kozle. Per Simone Giannelli e compagni è il primo titolo internazionale, a livello di club. Gli uomini dell’Itas Trentino, in gara in quanto vicecampioni d’Europa, hanno ceduto, dopo un buon avvio, sotto i colpi degli umbri, mancando il sesto successo iridato (in questa competizione per società) dopo quelli datati 2009, 2010, 2011, 2012 e 2018.
Si trattava della terza finale del Mondiale per Club tutta tricolore. Era già accaduto nel 1992 (con Gonzaga Milano vittorioso su Treviso) e nel 2018 (con il successo di Trento sulla Lube).
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Le azzurre del fioretto vincono la gara a squadre di Belgrado
BELGRADO (SERBIA) (ITALPRESS) – La squadra italiana di fioretto femminile ricomincia la Coppa del Mondo 2022/2023 così come aveva chiuso l’ultima stagione: a Belgrado, Alice Volpi, Francesca Palumbo, Martina Favaretto e Erica Cipressa sono salite ancora una volta sul gradino più alto del podio, dimostrando di essere il team da battere. Le ragazze del ct Stefano Cerioni, prime nel ranking mondiale, nonchè campionesse europee e mondiali in carica, hanno dominato le avversarie anche senza la capitana Arianna Errigo, indisponibile in questo primo appuntamento.
La prova delle azzurre è iniziata sul velluto nel tabellone dei 16 col successo 45-14 contro Hong Kong, seguito poi dalla vittoria contro la Spagna col punteggio di 45-33. In semifinale il quartetto italiano ha eliminato la Francia 45-41 e, in finale, ha battuto gli Stati Uniti con un perentorio 45-22. Si chiude così con un bis dell’Inno di Mameli il weekend di Coppa del Mondo di fioretto femminile: già ieri nella gara individuale a vincere era stata Alice Volpi e con lei, sul terzo gradino del podio, si era piazzata anche Francesca Palumbo.
Questo successo rappresenta anche il nono podio italiano del ricchissimo weekend di Coppa del Mondo: oltre ai risultati delle fiorettiste già citati, infatti, ieri sono arrivate anche le vittorie di Martina Criscio nella sciabola femminile, di Tommaso Marini nel fioretto maschile e di Giulia Rizzi nella spada femminile, ma anche i terzi posti di Luca Curatoli nella sciabola maschile e di Chiara Mormile nella sciabola femminile.
Oggi, invece, in apertura di giornata, i fiorettisti Daniele Garozzo, Tommaso Marini, Alessio Foconi e Guillaume Bianchi sono arrivati terzi nella gara a squadre di fioretto maschile.
– foto Ufficio stampa Federscherma –
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