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Covid, Schillaci “Non rimetteremo l’obbligo vaccinale”

ROMA (ITALPRESS) – “Non ho mai messo in dubbio l’utilità dei vaccini nè ho mai detto che andasse tolto l’obbligo delle mascherine negli ospedali. Sono medico e uomo di grande prudenza.
Negli ultimi tre anni si è parlato solo di Covid, perchè il virus ha sconvolto il mondo. Oggi però l’epidemia è cambiata. Si dovrebbe iniziare a parlare di Covid 23 anzichè di Covid 19, per far capire a tutti che ormai la malattia è profondamente diversa da quella originaria. La forma attuale è meno aggressiva e sappiamo curare meglio. Le epidemie durano due-tre anni, è sempre andata così nella storia, con o senza vaccini, come avvenuto cento anni fa per l’influenza spagnola. Spero che con la prossima primavera ce la lasceremo alle spalle. La situazione negli ospedali e nelle terapie intensive è sotto controllo”.
Così, in un’intervista a a Libero, il ministro della Salute Orazio Schillaci. Quanto alla sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità dell’obbligo vaccinale, il ministro osserva: “Rispetto le sentenze. In realtà l’obbligo era terminato per quasi tutte le categorie nello scorso mese di giugno, quando era cessato lo stato d’emergenza, e sarebbe scaduto per il personale sanitario il prossimo 31 dicembre. Noi abbiamo anticipato al primo novembre questa scadenza. Il presidente Meloni ha sempre detto di essere contraria all’obbligo per i vaccini Covid, ritenendo l’informazione più efficace della coercizione, e non mi pare abbia cambiato idea”. Il green pass non tornerà più? “Non rimetteremo l’obbligo vaccinale e saremo sempre attenti a mediare il diritto alla salute con il rispetto delle libertà personali”, chiosa Schillaci.
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-foto agenziafotogramma.it-

Tre gol al Senegal, Inghilterra ai quarti contro i Bleus

AL KHOR (QATAR) (ITALPRESS) – L’Inghilterra soffre in avvio ma poi domina e vince per 3-0 contro un Senegal che esce dal campo troppo presto. Una sfida già indirizzata nella prima frazione grazie alle reti di Henderson e Kane, impreziosite poi dal tris di Saka in avvio di ripresa. Inglesi, dunque, tra le migliori 8 del mondo, prossimo ostacolo la Francia, campione in carica, che nel pomeriggio ha battuto per 3-1 la Polonia. Avventura finita, invece, per il Senegal.
Tra le fila dei Tre Leoni manca Sterling, assente per motivi familiari. La prima grande occasione è per gli africani e arriva al 22′. Diatta sfrutta un errore di Maguire e dalla destra mette un cross sul quale si avventa Dia, che anticipa Stones ma spara alto da pochi passi. Lo stesso attaccante della Salernitana sfiora l’1-0 dieci minuti più tardi, quando calcia di sinistro dopo una bella imbucata di Sarr ma Pickford gli sbarra la strada con un ottimo intervento. Due errori pesanti che vengono puniti al 39′. Bellingham accelera ed entra in area sulla sinistra, mettendo una palla a rimorchio all’indietro sulla quale arriva Henderson che di prima intenzione insacca con il mancino.
I senegalesi vanno in confusione e concedono campo ai loro avversari che, in pieno recupero, raddoppiano grazie a una rapida ripartenza. Bellingham serve Foden che apre per Kane, il capitano, tutto solo, si invola verso la porta trafiggendo con il destro Mendy per il 2-0 che manda le due formazioni a riposo.
Gli uomini di Southgate riprendono a macinare gioco fin da subito e al 12′ trovano il tris. Foden si allarga sulla sinistra e crossa sul primo palo per Saka, che anticipa il diretto marcatore e insacca il 3-0 con un tocco ravvicinato. Il resto della gara è pura accademia, con i britannici che abbassano il ritmo e gestiscono senza problemi il possesso del pallone e con gli uomini di Aliou Cissè incapaci di reagire. In pieno recupero c’è ancora tempo per un palo esterno colpito in spaccata da Rashford: il risultato non cambierà più. Sabato, alle 20, l’Inghilterra affronterà la Francia in un quarto di finale che promette spettacolo.
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Manovra, Meloni “La sinistra non è d’accordo, meno male…”

ROMA (ITALPRESS) – “Nella manovra facciamo tanti interventi. Tutto viene discusso, su tutto c’è polemica, ed è anche comprensibile. Noi siamo un governo di centrodestra, la sinistra non è d’accordo con la nostra impostazione economica, e meno male… Se fossero d’accordo allora ci sarebbe qualcosa che non va”. Così in un video su Facebook il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel primo appuntamento della rubrica “Gli appunti di Giorgia”.
Il tetto al contante a mille euro “sfavorisce la nostra economia. Siamo in un mercato europeo in cui il tetto al contante funziona solo se lo hanno tutti”, aggiunge.
“Negli ultimi 10 anni l’anno in cui si è registrato il più basso tasso di evasione è stato il 2010, quando il tetto al contante era di 5 mila euro. Per paradosso più è basso il tetto al contante e più si rischia l’evasione – spiega Meloni -. Se non posso spendere legalmente delle somme, che ho per mille ragioni, tenderò a farlo in nero. Quindi più abbassi il tetto al contante più favorisci l’evasione”.
Riguardo al Pos, “il governo sta valutando la possibilità di non obbligare i commercianti ad accettare pagamenti elettronici per piccoli importi – dice ancora il premier -. Fino a 60 euro non vorremmo obbligare gli esercenti. La soglia è indicativa, potrebbe essere più bassa, ma questo è uno dei temi con cui è aperto un dialogo con l’Europa. Vedremo come andrà a finire l’interlocuzione con la Commissione europea”.
“La moneta elettronica è un servizio che ha un costo, che è a carico dell’essercente. L’obbligo per importi molto bassi incide tantissimo sui commercianti. Se posso dare loro una mano lo farò”, aggiunge Meloni.

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Ucraina, Tajani “Serve una pace giusta con il ritiro della Russia”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ molto difficile poter raggiungere un accordo in tempi rapidi ma non bisogna rinunciare a un percorso diplomatico. Io penso che Stati Uniti, Cina e Turchia possano svolgere un ruolo molto forte per cercare di convincere Putin a sedersi al tavolo. Raggiungere la pace è la conclusione di una trattativa e per quanto ci riguarda la pace è una pace giusta, cioè senza la sconfitta dell’Ucraina”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ai microfoni di “Che tempo che fa” su Raitre.
“La Russia dovrebbe ritirarsi dai territori che ha invaso e dovrebbe smettere di lanciare missili contro la popolazione inerme, perchè usare il Generale Inverno in questa fase significa colpire i cittadini, i militari sanno bene come proteggersi – ha aggiunto -. Se i russi volessero dimostrare di sedersi a un tavolo e raggiungere un accordo potrebbero iniziare dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia, far arrivare gli esperti delle Nazioni Unite e cominciare a dialogare: questo sarebbe un test vero, capiremmo se Putin vuole una soluzione positiva o no”.

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Pnrr, Meloni “55 obiettivi da centrare, a noi lasciati 30”

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ROMA (ITALPRESS) – “E’ un dato incontrovertibile che dei 55 obiettivi da centrare entro fine anno a noi ne sono stati lasciati trenta. Sono fiduciosa che recupereremo, Raffaele Fitto sta portando avanti un ottimo lavoro e bene ha fatto a suonare la sveglia a tutti i centri di spesa. Detto questo, se qualcosa mancasse all’appello non sarebbe colpa nostra. Sarà inevitabile piuttosto nel 2023 cambiare qualcosa per rendere più celere e più fluida la capacità di utilizzo dei fondi”. Lo dice, in un colloquio con il quotidiano La Repubblica, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni che sottolinea che il governo, è pronto al lavorare anche nei giorni di festa per approvare la legge di bilancio: “non ci trascineremo certo fino all’esercizio provvisorio – spiega -. Non era scontato mettere su una manovra complessa come questa in poche settimane, sono orgogliosa del risultato raggiunto, la gran parte delle risorse disponibili saranno destinate ad alleviare i contribuenti italiani alle prese col caro bollette”.
In merito al reddito di cittadinanza: “è una questione di principio: non si può dire ‘se la Meloni ci toglie il reddito ci manda a rubare’, perché tra le due opzioni c’è il lavoro ed è la mia opzione. Cosa diversa sono le persone che abili al lavoro invece non sono e tutte le categorie fragili che continueremo a tutelare”.
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Infrastrutture, Salvini “Sconfiggere i professionisti del No”

GENOVA (ITALPRESS) – “La mission che ci siamo dati è quella di abbattere muri, costruire ponti e sconfiggere i professionisti del no. Nella stesura del nuovo Codice degli appalti terremo conto di questo, non è possibile che un Tar blocchi milioni di euro di investimenti: è giusto ascoltare tutti, ma a un certo punto bisogna prendersi l’onere di decidere”. Lo ha detto Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a margine della firma del protocollo d’intesa sulla Gronda di Genova.
Con questo documento, ha aggiunto il ministro, “lasciamo agli atti un impegno che vincola qualsiasi amministrazione di qualsiasi colore a procedere in questa direzione. Altre opere pubbliche finanziate e quasi eseguite sono state bloccate per cambi di colore politico e abbiamo perso decenni. Chiunque verrà dopo di me sarà impegnato a rispettare la parola data. Le istituzioni si impegnano a dare a genovesi e italiani un’infrastruttura di cui c’è fame, indietro non si torna”.

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Giroud e Mbappè lanciano la Francia ai quarti, Polonia ko

DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Prosegue il cammino di una Francia sempre più convincente al Mondiale del Qatar. I campioni in carica di Didier Deschamps hanno vinto 3-1 contro la Polonia negli ottavi di finale: decisive le reti segnate da Giroud e Mbappè (doppietta) e bleus ai quarti.
La Francia ha provato a gestire il possesso del pallone sin dai primi minuti di gioco, rispetto alla gara contro la Tunisia Deshcamps ha schierato il miglior undici possibile: gara da record per Hugo Lloris, il portiere transalpino ha eguagliato Lilian Thuram con 142 presenze in nazionale, di cui 17 ai campionati del Mondo. La prima occasione è capitata proprio ai campioni del mondo in carica, ma la conclusione dalla distanza di Tchouameni è stata deviata in corner da Szczesny. Diverse le occasioni – una non sfruttata da Lewandowski al 21′ -, ma alla fine a sbloccare il match ci ha pensato il solito Giroud, col diagonale mancino imparabile per il polacco della Juventus. Una rete fondamentale per l’attaccante del Milan, diventato il miglior marcatore della nazionale francese con 52 reti (superato Thierry Henry).
Nella ripresa il numero 9 si è visto annullare un gol in mezza rovesciata per via di un fallo, ma a quindici minuti dal termine del tempo regolamentare ci ha pensato Mbappè a chiudere i giochi con un tiro da fermo sul palo del portiere. Poco prima della segnalazione del recupero Mbappè ha trovato il gol del 3-0 con una conclusione ad incrociare sul secondo palo dopo un assist di Thuram dalla sinistra. In pieno recupero è stato assegnato un rigore alla Polonia per un fallo di mano di Upamecano sul cross di Grosicki: Lewandowski si è fatto parare il rigore da Lloris, ma l’arbitro ha fatto ripetere la conclusione e il polacco ha trovato la rete fissando il risultato sul 3-1. Francia ai quarti, polacchi a casa.
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Italscherma via da Varsavia con un bottino di 15 medaglie

VARSAVIA (POLONIA) (ITALPRESS) – E’ d’oro e d’argento per l’Italia l’ultima giornata dei Campionati Europei Paralimpici Varsavia 2022 con il trionfo della squadra di sciabola maschile e il secondo posto del team di fioretto femminile. La spedizione azzurra chiude così questa entusiasmante kermesse continentale a quota 15 medaglie, più di qualsiasi altro Paese benchè il Medagliere vada alla Gran Bretagna che vanta ben sei ori. Il team degli sciabolatori composto da Edoardo Giordan, Matteo Dei Rossi e Gianmarco Paolucci è campione d’Europa. Una prestazione encomiabile, di qualità e carattere, ha permesso ai ragazzi del CT Marco Ciari di mettersi al collo la medaglia d’oro dopo una gara-capolavoro, chiusa con il successo in finale per 45-33 contro l’Ungheria. Il culmine di una giornata in cui l’Italia non ha lasciato nulla al caso, nè agli avversari. Grintosi, determinati, affamati, gli azzurri hanno approcciato la pedana con la ferocia di chi vuole fortemente prendersi a ogni costo la medaglia più importante. Il tabellone ha subito riservato all’Italia il quarto di finale contro la Gran Bretagna trascinata da Piers Gilliver, ieri giustiziere di Edo Giordan nell’individuale. E puntale è arrivata la rivincita. Grazie a una grande prova di squadra, infatti, il terzetto italiano si è imposto 45-40 in un assalto divertente ed emozionante. Non meno pathos ha riservato la semifinale contro l’Ucraina. Gli azzurri sono stati bravi a portarsi immediatamente a condurre e hanno conservato un buon vantaggio frazione dopo frazione, gestendo benissimo i momenti cruciali del match e chiudendo con il risultato di 45-37. Di qui, il trionfo in finale sull’Ungheria, match che ha portato Edoardo Giordan, Matteo Dei Rossi e Gianmarco Paolucci in cima al Vecchio Continente. Argento sui titoli di coda per la formazione delle fiorettiste. Andreea Mogos, Loredana Trigilia e Alessia Biagini hanno ceduto soltanto all’Ucraina con il punteggio di 45-43, in fondo a un match equilibratissimo e in cui le ragazze del CT Simone Vanni se la sono sempre giocata alla pari. Le azzurre, forti del fatto d’essere team testa di serie numero 1 del tabellone, hanno avuto accesso diretto in semifinale dove hanno superato l’Ungheria per 45-39 grazie a una prestazione di grande cuore, che ha avuto nel “giro finale” delle ultime tre frazioni il momento decisivo, in cui la squadra italiana ha prima sorpassato e poi staccato nel punteggio le magiare. Per il trio Mogos-Trigilia-Biagini, nonostante il ko in finale con le ucraine, un secondo posto da applausi. L’Italia archivia così la kermesse nella Capitale polacca con 15 medaglie, una in più dell’edizione 2018 a Terni: 2 ori, 8 argenti e 5 bronzi con grande soddisfazione del presidente federale Paolo Azzi e del capo delegazione Alberto Ancarani.
– Foto Bizzi –
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