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Goggia trionfa nella discesa libera di Lake Louise

LAKE LOUISE (CANADA) (ITALPRESS) – Sofia Goggia ha vinto la prima delle due discese libere di Lake Louise, valida per la Coppa del Mondo di sci alpino femminile. La 30enne fuoriclasse bergamasca delle Fiamme Gialle, oro di specialità a Pyeongchang 2018, vincitrice di tre Coppette e di due medaglie mondiali, ha chiuso la sua prova in 1’47″18, precedendo di 4 centesimi la svizzera e olimpionica in carica Corinne Suter e di 6 l’austriaca Cornelia Huetter. Ottava posizione per Elena Curtoni, distanziata di 1″04 dalla compagna di squadra; 12esima Nicol Delago a 1″43, 21esima Marta Bassino a 2″04, 23esima Laura Pirovano a 2″32, 27esima Nicol Delago a 2″56, 34esima Karoline Pichler a 4″15 e 35esima Roberta Melesi a 4″83.
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Svizzera agli ottavi del Mondiale, Serbia ko 3-2

DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Fa festa la Svizzera, che al termine di una partita ricca di emozioni vince per 3-2 contro la Serbia, certificando così il passaggio agli ottavi dei Mondiali come seconda del girone alle spalle del Brasile. Un match nel quale i rossocrociati passano in vantaggio e si fanno rimontare, ma trovano poi la forza per ribaltare nuovamente la contesa grazie al gol decisivo dell’ex atalantino Freuler. Gli elvetici partono alla grande e dopo 30 secondi creano una doppia ghiotta occasione da gol, con Milinkovic-Savic che salva i suoi prima su una conclusione ravvicinata di Embolo e poi su un tiro dal limite di Xhaka. Al 20′ arriva il vantaggio. Sow prende palla in area dopo un rinvio corto e appoggia per Shaqiri, che calcia di prima intenzione trovando la deviazione di Pavlovic che inganna Milinkovic-Savic per l’1-0. Una gioia che dura poco, perchè al 26′ arriva già il pareggio. Freuler perde palla, Tadic avanza e va al cross trovando l’incornata vincente di Mitrovic che infila Kobel sul secondo palo. I ragazzi di Yakin si rivedono alla mezz’ora, quando Rodriguez apre alla grande per Shaqiri che ci prova d’esterno sinistro, con la palla che sfiora il palo. Al 35′ una nuova palla persa costa caro agli svizzeri. Tadic recupera e imbuca per Vlahovic che, dopo un tocco maldestro di Freuler, incrocia con il mancino nell’angolino lontano superando Kobel per il 2-1. Al 44′ è la difesa serba ad addormentarsi e a consentire agli avversari di pareggiare. Sow riceve al limite e allarga per Widmer che serve un rasoterra dentro per Embolo, il quale insacca da due passi dopo essere rimasto colpevolmente libero. Si chiude sul 2-2 un primo tempo ricco di emozioni. Xhaka e compagni completano la rimonta al 3′ della ripresa. Shaqiri mette dentro per Vargas, che appoggia di tacco al volo per Freuler il quale batte con il mancino Milinkovic-Savic per il 3-2. Al 12′ Embolo si divora il 4-2 calciando alto a pochi passi dalla porta con la difesa rivale ancora disattenta. La reazione degli uomini di Stojkovic è sterile e Kobel non viene praticamente più impensierito fino al fischio finale, con il risultato che non cambierà più. La Svizzera porta quindi a casa 3 punti d’oro che le consentono di chiudere da seconda a quota 6, alle spalle del Brasile. Agli ottavi, incontrerà martedì il Portogallo.
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Camerun vince 1-0 ma Brasile passa da prima del girone

AL DAAYEN (QATAR) (ITALPRESS) – Una vittoria storica, ma inutile ai fini della qualificazione. Il Camerun vince 1-0 contro il Brasile grazie alla rete di Aboubakar: primo ko per i verdeoro e primo gol incassato dalla nazionale brasiliana, ma Fabinho e compagni volano agli ottavi di finale del Mondiale come prima nel girone G. Lunedì 5 dicembre, alle ore 20.00, ci sarà la sfida contro la Corea del Sud. Il gol fino al 90′ è mancato soltanto per una pura casualità. Le due nazionali si sono affrontate a viso aperto, con parecchie opportunità non sfruttate da entrambe le parti. Il primo squillo verdeoro è arrivato da Gabriel Martinelli, fermato da Epassy: da quel momento in poi la compagine allenata da Tite ha creato diversi pericoli, soprattutto col giovane attaccante dell’Arsenal, a un passo dalla gioia personale anche in pieno recupero. Il Camerun ha risposto presente con Mbeumo – provvidenziale l’intervento istintivo da parte di Ederson – e con Aboubakar: il diagonale dell’attaccante dell’Al-Nassr è uscito per questione di centimetri. Nella ripresa i sudamericani hanno aumentato il forcing, provvidenziale l’ennesimo intervento di Epassy sulla conclusione di prima di Militao, arrivata dopo una mischia in area di rigore. Nella parte finale la stanchezza si è fatta sentire, i brasiliani hanno comunque cercato di siglare la rete del vantaggio. In contropiede però il Camerun, al 47′ della ripresa, ha trovato il gol vittoria con Aboubakar di testa, lasciato solo in area da Militao e Bremer. Il capitano della selezione africana è stato espulso per doppia ammonizione dopo essersi tolto la maglia nei festeggiamenti. In pieno recupero – 9 i minuti assegnati nel secondo tempo – Bruno Guimaraes si è divorato il pareggio da dentro l’area piccola.
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Sannicandro “I Giochi del Mediterraneo sono occasione di rilancio per Taranto e la Puglia”

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BARI (ITALPRESS) – I Giochi del Mediterraneo del 2026 si terranno a Taranto. Per la città e per la Puglia sarà una grande occasione per ritagliarsi un ruolo da protagoniste in un bacino fondamentale a livello internazionale. Il direttore del Comitato organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo – Taranto 2026 è Elio Sannicandro, il direttore generale di Asset Puglia, l’agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio.

Sannicandro, cosa significa tornare a ospitare in Puglia i Giochi del Mediterraneo, dopo l’edizione barese del 1997 e cosa significa farlo a Taranto?
“La prima considerazione importante è che i Giochi si faranno per la quarta volta in Italia, per la seconda in Puglia. È la rappresentazione dell’interesse che abbiamo nei confronti del Mediterraneo. Sono state tutte città del sud quelle che li hanno ospitati e la nostra regione è notoriamente proiettata verso sud e verso lo stesso Mediterraneo, bacino naturale a cui il nostro territorio vede per motivi sportivi, ma anche culturali, economici e geopolitici. Aggiungo che in questo momento Taranto è spinta da un desiderio di rilancio e di rinascita per far scoprire la sua identità e la sua rilevanza dal punto di vista storico. La posizione della città, il suo ruolo è da tremila anni strettamente legata al mare in generale. È tutto legato: è necessario che Taranto si riappropri della sua identità e soprattutto recuperi la sua capacità di sviluppare economia e cultura. Quindi il mare, la storia e la cultura sono gli elementi fondamentali che spiegano perché abbiamo scelto i Giochi del Mediterraneo come evento chiave per dare forza a questo percorso”.

Qualche settimana fa il presidente Emiliano ha detto che eravamo “ancora alla fase delle nozze coi fichi secchi”. A che punto siamo invece adesso con i finanziamenti?

“Per la firma definitiva per il primo finanziamento importante, i primi 150 milioni per la parte impiantistica, dovrebbe essere questione di giorni, al limite settimane. Il 7 dicembre abbiamo un incontro a Roma col ministro dello Sport Abodi, che è una persona competente in ambito sportivo, quindi contiamo di avere in lui un riferimento importante. Poi c’è il ministro per la Coesione territoriale Fitto che, essendo pugliese, immaginiamo possa dimostrarci una particolare vicinanza”.

Spesso, in occasioni di manifestazioni sportive come i Giochi del Mediterraneo, si corre il rischio di costruire impianti destinati a rimanere inutilizzati negli anni successivi. A Taranto cosa avverrà?

“Noi siamo persone corrette e conosciamo bene quali possano essere gli errori di questo tipo di eventi. Per questo abbiamo privilegiato il recupero dell’esistente, mentre i nuovi impianti saranno due, di cui il territorio ha necessità. Nel programma che abbiamo fatto, possono lasciare un’impronta molto significativa. Sono la piscina e il centro nautico. Si tratta di luoghi legati al mare: la prima sorgerà in un luogo strategico che si affaccia nel mar Grande, il secondo sulla banchina ex Torpedinieri, un luogo strategico per la città. Entrambe hanno a che fare col Mediterraneo e nasceranno con la prospettiva di attività sportive di formazione e culturali”.

Quale eredità lasceranno i Giochi alla città di Taranto?

“Innanzitutto serviranno per accelerare una serie di interventi già programmati nel campo della mobilità sostenibile e della rigenerazione urbana. Si tratta di azioni già programmate sia nell’ambito del Cis, sia in quello del Piano strategico per Taranto. Ma l’obiettivo è soprattutto quello di valorizzare la città e di far conoscere la sua essenza e la sua storia, al di là dell’acciaieria che negli ultimi decenni è stata il motivo per cui se ne è parlato di più. In realtà, pochi in Italia o all’estero conoscono la vera identità della città, la sua storia e tutta una serie di potenzialità e di valori importanti dal punto di vista storico, archeologico e paesaggistico. I Giochi sono uno strumento per rilanciare l’immagine di Taranto”.

Qual è la visione sottesa al Piano strategico per Taranto?

“Individuare una visione di sviluppo per Taranto è stato relativamente semplice, proprio per la forza della storia della città: era un centro importante della Magna Grecia, aveva un ruolo fondamentale nel Mediterraneo. Tutto questo per una questione logistica, certo: essendo la città dei due mari, assicurava una protezione alle imbarcazioni che vi giungevano. Ma c’è un’altra storia che molti trascurano. Spesso Taranto è collegata alle cozze. Ebbene, la mitilcoltura in città ha migliaia di anni di storia ed è legata proprio alla situazione logistica del mar Piccolo, in cui oltre alle cozze e a un’altra serie di mitili coltivavano anche i murici. Dai questi molluschi si produceva la porpora, la sostanza colorante che serviva per colorare i tessuti più pregiati dell’antichità. Questo rese Taranto famosa e ricca. A questo proposito, nel luogo in cui andremo a realizzare il centro nautico c’erano le officine della porpora. Questa storia la conoscono in pochi, ma è bellissima. La racconteremo insieme a tutte le altre che riguardano la città in un centro multimediale che progetteremo”.

Quali altre storie racconterete?

“Per esempio, quella degli atleti della città. Taranto era una colonia spartana. Tanti di coloro che la abitavano erano guerrieri e amavano la forza fisica, la bellezza, la capacità combattiva, quindi erano anche ottimi atleti. Ci sono stati molti atleti tarantini che hanno vinto le Olimpiadi antiche, tra cui Ikkos. Quest’ultimo a Olimpia vinse il pentathlon, la gara più importante perché raccoglieva ben cinque discipline. Era un atleta completo e diventò un eroe a Olimpia. Fidia gli dedicò una statua, come si faceva con gli eroi, nel tempio di Zeus. La leggenda narra che quando Ikkos tornò a Taranto, fondò la prima scuola di atletica al mondo. Di lui si dice anche che avesse collegato la preparazione fisica con l’alimentazione. Infatti in America un premio a lui intestato viene conferito ai migliori coach. In pratica, Ikkos è conosciuto negli Stati Uniti più che da noi. I Giochi servono insomma per valorizzare una storia importante e significativa, nonché a rilanciare l’immagine della città dal punto di vista economico e sociale”.

Avete incassato i complimenti del presidente del Coni Malagò.

“È molto importante averlo al nostro fianco. Dal punto di vista sportivo, il Coni e le relazioni internazionali sono molto importanti proprio per uscire da una logica locale. Noi vogliamo che Taranto abbia un rilievo a livello internazionale, soprattutto nello scenario del Mediterraneo, in cui Taranto, la Puglia e il Mezzogiorno possono giocare un ruolo, a differenza che nel nord Europa, in cui è più complicato sia dal punto di vista logistico e sia perché noi in Francia o in Germania siamo poco considerati. Nel Mediterraneo abbiamo invece una considerazione molto importante”.

Da direttore di Asset, guardando da qui a 50 anni, cosa spera di lasciare a Taranto e alla Puglia?
“Quello che stiamo cercando di fare è valorizzare il nostro ruolo, guardando al futuro in maniera ecosostenibile e valorizzando le nostre potenzialità. L’Italia, dal punto di vista politico, guarda un po’ troppo al nord. Torno al discorso finanziamenti: le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina dal punto di vista sportivo dicono poco, si fa fatica a individuare atleti invernali italiani conosciuti. A quei giochi partecipano sì e no una quarantina di Paesi. La loro risonanza è inoltre modesta. Eppure lo Stato ha già destinato a Milano-Cortina oltre due miliardi di euro. Io ritengo che invece investire su Taranto e sul ruolo suo e della Puglia nel Mediterraneo sia molto più importante. Anche dal punto di vista sportivo, è vero che ai Giochi del Mediterraneo partecipano soltanto i Paesi del Mediterraneo, che sono 26. Però ci sono tutte le discipline più popolari: atletica, nuoto, pallacanestro, pallavolo, calcio. Portiamo le squadre migliori ai Giochi del Mediterraneo, alcuni tornei hanno una rilevanza mondiale. Penso per esempio al torneo di pallanuoto e all’atletica.
Stiamo cercando di portare al sud investimenti orientati a una potenzialità di crescita maggiore per noi. In questo senso il Mediterraneo è il miglior scenario possibile: possiamo fare cultura, esportare buone pratiche e tecnologie, sempre nel campo della sostenibilità, in cui credo abbiamo molto da dire. Noi italiani siamo piuttosto avanti rispetto agli altri Paesi che vi si affacciano. Se lasciamo questa eredità, questa consapevolezza delle nostre radici e delle nostre potenzialità, realizziamo qualcosa di importante. Dopo i giochi di Bari del 1997, Bari è cambiata. La consapevolezza di non essere una provincia sconosciuta, ma una città che ha capacità di accoglienza internazionale, le ha consentito di prendere consapevolezza anche delle sue bellezze, della sua storia. Non è un caso se adesso la Puglia, che quando io ero bambino era una regione sconosciuta e trascurata, dà ai pugliesi la consapevolezza di essere una delle regioni più belle al mondo. Questo ha determinato un incremento del turismo e di tutta una serie di iniziative economiche e insediamenti produttivi. Dopo il 1997 la storia di Bari e della Puglia è cambiata, e un contributo importante lo hanno dato proprio i Giochi del Mediterraneo. Lo slogan nel capoluogo era: ‘A Bari nessuno p straniero’. Uno slogan che guardava al futuro in maniera estremamente innovativa. Noi stiamo cercando di fare la stessa cosa per Taranto e forse è ancora più importante, perché sono tutta la Puglia e tutto il sud Italia che si possono rilanciare”.

Potremmo parlare anche un po’ di riscatto, in questo senso?

“Secondo me, sì. Dovrebbe essere seguita anche dal punto di vista politico. Avendo noi rapporti con i Paesi del Mediterraneo, potremmo infatti avere l’opportunità di rilanciare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo stesso. È uno dei luoghi più importanti al mondo, ci sono tensioni e guerra. E la nostra è una politica di pace e distensione. Vogliamo creare collegamenti, portare buone pratiche, insegnare per esempio, come stiamo cercando di fare con lo Iam (l’Istituto agronomico mediterraneo) di produrre acqua nel deserto, nei luoghi in cui l’acqua scarseggia. In questo senso, noi in Puglia abbiamo un’esperienza secolare. Possono venirci tante altre idee e arrivare tante altre opportunità”.

– foto: Regione Puglia

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Decima medaglia per l’Italscherma agli Europei paralimpici

VARSAVIA (POLONIA) (ITALPRESS) – La quarta giornata dei Campionati Europei Paralimpici Varsavia 2022 porta l’Italia in doppia cifra con la decima medaglia della kermesse continentale: è l’argento della squadra azzurra di fioretto maschile. Un secondo posto di assoluto valore per il quartetto composto da Emanuele Lambertini, Matteo Betti, Michele Massa e Marco Cima, fermatisi solo in finale contro la Gran Bretagna. Un match per l’oro vibrante, equilibratissimo, che sui titoli di coda gli inglesi sono riusciti a portare dalla propria parte chiudendo sul 45-40. Grandi applausi, però, per i ragazzi del ct Simone Vanni, che hanno avuto un approccio in pedana determinato e vincente fin dal principio. Nei quarti di finale gli azzurri hanno avuto la meglio sull’Ungheria con il punteggio di 45-31, tenendo sempre saldamente in pugno l’assalto. E la stessa storia si è ripetuta anche contro la Francia in semifinale, dove la formazione italiana ha messo tra sè e i transalpini subito un margine importante, consolidato e alimentato frazione dopo frazione grazie al contributo di tutti, fino a chiudere 45-28. Una bellissima prestazione di squadra, che porta Emanuele Lambertini al tris di medaglie personali in questa kermesse nella Capitale polacca (terzo argento dopo quelli individuali nella spada e nel fioretto categoria A) mentre si tratta di bis per Matteo Betti (ieri bronzo tra i fiorettisti A) e per il giovanissimo Michele Massa (terzo nella giornata inaugurale tra gli spadisti B). Graditissimo ritorno sul podio continentale infine per l’esperto Marco Cima, che fu campione europeo individuale nella categoria B a Terni 2018. Nella spada femminile, invece, l’Italia ha chiuso invece al quinto posto. Sofia Brunati, Rossana Pasquino, Alessia Biagini e Veronica Martini si sono arrese nei quarti di finale alla Francia per 40-22, pagando le non perfette condizioni di alcune componenti di una squadra che dà però al Responsabile d’arma Francesco Martinelli importanti prospettive per il futuro. Ultima fatica in questo Europeo, la quarta gara in altrettanti giorni, per Rossana Pasquino, che saluta Varsavia con il ricco bottino di tre medaglie (gli argenti individuali nella spada e nella sciabola categoria B e il bronzo con il team delle sciabolatrici). Domani quinta giornata di gare, che chiuderà il programma delle prove individuali con la sciabola maschile e il fioretto femminile. L’Italia, ripartendo da quota 10 medaglie, schiererà in pedana gli sciabolatori Edoardo Giordan e Matteo Dei Rossi nella categoria A, e Gianmarco Paolucci nella categoria B. Tra le fiorettiste, invece, nella gara B ci sarà Alessia Biagini, e nella categoria A il Tricolore sarà rappresentato da Andreea Mogos e Loredana Trigilia.
– Foto Bizzi –
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L’Uruguay supera 2-0 il Ghana ma entrambe sono fuori dai Mondiali

AL WAKRAH (QATAR) (ITALPRESS) – Vince l’Uruguay ma la Celeste esce per un paio di gol. Passa infatti agli ottavi la Corea del Sud, grazie al maggior numero di reti segnate (4 contro 2) in un Mondiale che continua a regalare sorprese. Gli uruguaiani battono il Ghana per 2-0 ma quanti errori per una partita di una rassegna iridata. Gli africani si confermano tra le delusioni di questa manifestazione ed escono di scena mentre la Celeste non sarà trascendentale ma realizza due gol in rapida successione con De Arrascaeta (il primo d’opportunismo, il secondo superlativo) che non serviranno per andare avanti. Nunez perde una grande occasione al 13′ e viene recuperato dalla difesa ghanese. Poi al 15′ l’episodio controverso che innervosisce il match. Dopo un fuorigioco non segnalato, Jordan Ayew, viene affrontato fallosamente, in area, da Rochet che professa invano la sua innocenza. L’arbitro, dopo un consulto di ben 4′ con il Var, assegna il rigore che, però, Andrè Ayew si fa parare da Rochet. L’Uruguay è una furia. Nunez si libera e tira ma Salisu salva sulla linea a portiere battuto. Subito dopo Ati-Zigi ferma Suarez (26′). Il gol è nell’aria ed arriva con De Arrascaeta che, con un colpo di testa da mezzo metro, mette dentro l’1-0 dopo un tiro di Suarez respinto dal portiere. Il Ghana va in confusione. Al 32′ ancora De Arrascaeta aggancia al volo un assist di Suarez e spara in porta il 2-0. Gli africani reagiscono solo con un tiro di Kudus, troppo poco per impressionare Rochet. Nella ripresa il Ghana preme ed assedia la metà campo uruguaiana. E’ però Nunez a reclamare un rigore che sembra essere netto (12′). Pellistri sbaglia un gol incredibile da due passi mentre Valverde costringe Ati-Zigi alla parata (25′). Poi Semenyo sbaglia un gol fatto e Kudus costringe Rochet all’ennesima parata. Nel finale forcing dell’Uruguay, che si espone alle ripartenze del Ghana. Cavani cade in area e reclama inutilmente un rigore, Bukari viene murato, poi Gomez costringe Ati-Zigi a volare per evitare il terzo gol. Al triplice fischio, però, la delusione è comune, con entrambe le nazionali che salutano il Qatar.
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Gas, bolletta +13,7% per i consumi di novembre

MILANO (ITALPRESS) – In aumento la bolletta gas per le famiglie ancora in tutela. Dopo il calo del mese di ottobre (-12,9%), in base all’andamento del mercato all’ingrosso italiano per la famiglia tipo1 in tutela per i consumi del mese di novembre si registra una crescita del +13,7% rispetto al mese scorso.
In base al metodo di calcolo introdotto dall’ARERA, la componente del prezzo del gas a copertura dei costi di approvvigionamento (CMEMm), applicata ai clienti ancora in tutela, viene aggiornata come media mensile del prezzo sul mercato all’ingrosso italiano (il PSV day ahead) e pubblicata entro i primi 2 giorni lavorativi del mese successivo a quello di riferimento.
Per il mese di novembre il prezzo della materia prima gas (CMEMm), per i clienti con contratti in condizioni di tutela, è quindi fissato in 91,2 euro/MWh, pari alla media dei prezzi rilevati quotidianamente durante tutto il mese appena trascorso.
In termini di effetti finali, la spesa gas per la famiglia tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° dicembre 2021 e il 30 novembre 2022) è di circa 1.740 euro, +63,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° dicembre 2020 – 30 novembre 2021).
Per chi avesse ricevuto, nelle scorse settimane di novembre, una bolletta con il valore in acconto della componente CMEMm relativa al mese di novembre basato sul valore del mese precedente, il ricalcolo sarà effettuato, nella prima bolletta utile, con il valore effettivo pubblicato oggi. Lo stesso valore CMEMm dovrà essere usato dai venditori per fatturare, a titolo di acconto, i consumi del mese di dicembre nelle bollette inframensili.
Si ricorda che, come previsto dal decreto “Aiuti Bis”, per il IV trimestre ARERA ha azzerato gli oneri generali di sistema anche per il gas e confermato il potenziamento del bonus sociale per le famiglie con un livello ISEE fino a 12.000 euro (20.000 euro per le famiglie numerose), erogati automaticamente in bolletta agli aventi diritto a condizione che abbiano richiesto un ISEE per l’anno 2022. Confermata anche la componente negativa UG2 per i consumi gas fino a 5.000 smc/anno e la riduzione Iva sul gas al 5%.

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Meloni “L’Italia può uscire più forte dalla crisi energetica”

ROMA (ITALPRESS) – “Questo è un tempo nel quale dovremmo utilizzare anche quell’approccio che i greci descrivono benissimo con una parola straordinaria: “meraki”, ovvero fare qualcosa con tutto te stesso, con tutta la tua passione e con tutta la tua anima. E’ un approccio che in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, dalla progressiva uscita dalla pandemia fino alla complessa congiuntura economica e internazionale, può e deve offrire alla nostra Nazione anche delle occasioni”. Lo afferma il premier Giorgia Meloni, in un videomessaggio di saluto all’evento “Energie coraggiose, forze che fanno muovere il mondo” della Fondazione Guido Carli.
“Io l’ho detto tante volte, proprio in rapporto alla crisi energetica, e ne sono convinta sempre di più ogni giorno. Da questa crisi l’Italia può uscire più forte, può uscire più autonoma di prima ma per farlo deve avere coraggio, visione, guardare oltre e immaginare una strategia di lungo termine – aggiunge -. Penso, ad esempio, alla possibilità che abbiamo di rilanciare la nostra produzione nazionale di energia o a quella di rendere il nostro Mezzogiorno una sorta di hub di approvvigionamento energetico dell’intera Europa. Sarebbe imperdonabile perdere occasioni come questa”.
“In queste prime settimane di Governo abbiamo provato a dare alcune risposte che consideriamo importanti sia in questa direzione – penso alla scelta di sbloccare i nostri giacimenti di gas naturale con quella norma denominata “gas release” che consente alle aziende più esposte al rincaro dei prezzi del gas di ottenere energia a costi ridotti – sia per mettere al riparo famiglie e imprese dall’aumento delle bollette.
A questo capitolo abbiamo dedicato un impegno imponente che, non a caso, occupa ben due terzi della legge di bilancio. Ma se non mettiamo in sicurezza il tessuto produttivo di questa Nazione, se non mettiamo in sicurezza le famiglie, tutto il resto di quello che possiamo fare purtroppo avrà un impatto molto più limitato – sottolinea il premier -. Avevamo promesso agli italiani che questa sarebbe stata la nostra priorità, abbiamo mantenuto questo impegno, come siamo abituati a fare. Liberare le energie migliori di questa Nazione è tra le sfide più impegnative che abbiamo davanti. Per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, abbiamo bisogno anche di fare squadra. Le porte di questo Governo sono e saranno sempre aperte al contributo e alle proposte che arriveranno dai corpi intermedi, dalle categorie produttive, dai mondi economici e produttivi, dai think thank, dalle Istituzioni culturali e da tutti coloro che hanno a cuore il futuro di questa Nazione. In questo ci stiamo impegnando: noi, con voi. Per questo sono molto contenta di iniziative di questo tipo e che da queste iniziative vengano fuori anche molte idee e molte idee e molte proposte per il governo della Nazione”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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