VALENCIA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Luca Marini, in sella alla Ducati del Mooney VR46 Racing Team, con il tempo di 1’30″217 chiude in testa le seconde libere della Motogp a Valencia, un tempo che gli vale anche il primato nella classifica combinata del venerdì. Il fratello di Valentino Rossi – presente al “Ricardo Tormo” su invito di Pecco Bagnaia – ha preceduto altre due Ducati, quella del team Pramac affidata a Jorge Martin (+0″105) e la Desmosedici ufficiale di Jack Miller (+0″128). Quarto con la Honda Marc Marquez, più lento di 173 millesimi, quinto posto per Enea Bastianini (+0″177) davanti a Miguel Oliveira (+0″205), settimo Johann Zarco a poco più di due decimi. In ottava e nona posizione i protagonisti più attesi del weekend: Fabio Quartararo, campione del mondo in carica e che per confermarsi è obbligato domenica a vincere sperando che Bagnaia non faccia meglio del 15esimo posto, ottiene l’ottavo tempo (al mattino era stato il più veloce in 1’31″399), staccato con la sua Yamaha di 225 millesimi rispetto a Marini; il ducatista, a +23 nella classifica iridata sul Diablo, ottiene invece il nono riscontro cronometrico (+0″230, appena 5 millesimi di differenza con Quartararo) riscattando una prima sessione che lo aveva visto in grosse difficoltà (17^). A seguire Brad Binder su Ktm, con i primi dieci raccolti in poco più di tre decimi. Nella seconda sessione sono scivolati, senza conseguenze, Aleix Espargaro, Marc Marquez, Di Giannantonio e Morbidelli. “Pecco sta affrontando una gara normalissima anche se non deve fare stupidate – le parole al termine delle Fp2 di Davide Tardozzi, team manager Ducati – Il pilota è veloce, la moto è competitiva, deve restare tranquillo. La pressione è più su Quartararo che deve solo vincere”.
– foto LivePhotoSport –
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Marini guida le libere a Valencia, Quartararo precede Bagnaia
Mech “Essenziale investire sulla salute”
ROMA (ITALPRESS) – L’obesità è un problema sanitario che si “camuffa” da problema estetico, “ogni anno il sovrappeso “costa” al nostro Paese come la Manovra Monti”. Lo ha detto Gianluca Mech, fondatore e presidente di Tisanoreica, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress conomy.
La battaglia contro l’obesità “è innanzitutto culturale”: l’obesità o il sovrappeso si “camuffano da problema di bellezza, in realtà sono un problema sanitario”, spiega. “L’obesità e il diabete di tipo 2 sono molto legati, infatti ora si parla di diabesità, come se fosse un’unica malattia. Ormai in Italia siamo circa al 10% della popolazione che soffre di diabete di tipo 2”, ricorda. Solo lo scorso anno, “l’Associazione dei diabetologi americani ha riconosciuto che la chetosi può essere utile per il diabete 2: noi lo avevamo detto sette anni prima”, sottolinea.
La chetosi, spiega Mech, “è un meccanismo che ci permette di perdere peso velocemente, senza sentire la fame: questo è il grande vantaggio però, se fatta male – cioè con un metodo che non è stato testato e con prodotti non testati – potrebbe dare anche dei problemi ai reni, al fegato, alla massa muscolare, alla flora batterica intestinale”, osserva.
“Se fatta bene, con un metodo testato – e il nostro è il più studiato al mondo – può portare a grossi vantaggi, non solo per la perdita di peso. Per esempio, nel caso di Tisanoreica, è stato provato che è antinfiammatoria, quindi aiuta anche per il colesterolo e i trigliceridi. Sul diabete 2 abbiamo dei risultati eccellenti”.
Sulla chetosi Tisanoreica, sottolinea, è “l’azienda con più pubblicazioni scientifiche al mondo: durante questi anni abbiamo portato avanti 52 studi”, realizzati dal “nostro Centro ricerche che è all’interno dell’università di Padova, il Mech Lab”, grazie ai quali “l’Italia, dagli ultimi posti al mondo come numero di studi scientifici sulla chetosi, è arrivata ad essere seconda dopo gli Stati Uniti e prima in Europa perchè l’anno scorso abbiamo superato anche il Regno Unito. Spero che riusciremo a portare l’Italia al primo posto, ci stiamo lavorando”, sottolinea. Poi, in futuro, “vogliamo andare avanti con le pubblicazioni scientifiche: stiamo lavorando molto sulla sindrome dell’ovaio policistico”, che “è la prima causa di infertilità femminile, oltre a dare problemi estetici come la difficoltà a perdere peso, la peluria, le macchie sulla pelle” e che “sembra legata a un problema di insulino resistenza e a una sensibilità ai carboidrati”. Per ora “abbiamo dei risultati molto positivi”, secondo cui “in tre mesi normalizziamo i valori”.
Investire sulla propria salute, prosegue, “è essenziale, perchè se si sta male non ci si gode più niente. La qualità del cibo è ancora sottovalutata per ignoranza. Gli italiani – ma è una tendenza che si registra in tutto il mondo – cercano di spendere sempre meno sul cibo, per investire su altre cose meno indispensabili: ma più la qualità del cibo si abbassa, più aumenta la spesa farmaceutica”, continua. In generale, sull’alimentazione “abbiamo un consumatore che non è “educato” e, su questo, la scuola dovrebbe intervenire: è un progetto che mi piacerebbe portare avanti anche col Moige, l’Associazione dei genitori. Bisogna avere dei consumatori informati che chiedano alle aziende dei prodotti che abbiano senso”.
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Pais “Giornata delle Forze Armate da celebrare con auspicio di pace”
CAGLIARI (ITALPRESS) – “Quest’anno, con il mondo lacerato da una guerra che sembra senza fine, il 4 novembre, giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, è una data da celebrare con l’auspicio che si arrivi presto a una pace duratura per il bene di tutti i popoli”. Così il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Michele Pais, presente questa mattina durante le celebrazioni della giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate che si sono tenute a Sassari in piazza d’Italia. “Questo anniversario – ha affermato il presidente – che ricorda la firma nel 1918 dell’armistizio di Villa Giusti che, storicamente si fa coincidere con la fine della prima guerra mondiale, ci riporta alla memoria i tanti sardi che hanno sacrificato la loro vita per la Patria. Ma oggi vogliamo anche rinnovare la nostra riconoscenza alle donne e agli uomini delle Forze Armate che grazie alla loro dedizione contribuiscono a rendere l’Italia migliore e più sicura”.
Foto: xd4
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Mattarella “Non vogliamo e non possiamo abituarci alla guerra”
BARI (ITALPRESS) – “La ricorrenza del 4 novembre, che oggi celebriamo, scandisce un momento importante e imprescindibile della nostra storia. La vittoria insieme agli Alleati contro gli Imperi Centrali, che poneva fine alla tragedia della Grande Guerra, segnava anche l’approdo della nostra lotta risorgimentale iniziata decenni prima. Un percorso lungo, sofferto, costato sacrifici, dolore, lutti. Costellato di eroismo, di speranze, di impegno per la libertà, di amore per la nostra Patria. E’ con questo spirito e con questa consapevolezza che oggi celebriamo la giornata dedicata all’Unità nazionale e alle nostre Forze Armate”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Bari, in occasione della Festa delle Forze Armate.
“Ogni nome di soldato caduto che leggiamo nelle lapidi dei nostri sacrari, accanto alle migliaia di sconosciuti, tutti rappresentati dalle spoglie del Milite ignoto all’Altare della Patria, racconta un frammento della nostra storia collettiva – ha sottolineato Mattarella -. Vite spezzate, sacrificate. Giovani che non hanno avuto il dono di vivere il futuro che avevano sognato. Genitori che li hanno pianti, mogli e figli che hanno atteso invano sposi e padri che non sarebbero mai tornati alle loro case. La nostra storia, anche quella di oggi, è frutto anche di quel dolore. E ha valore proprio perchè ne ha saputo fare memoria. Quei sacrifici non sono stati vani. Perchè nella consapevolezza di quanto sia terribile la guerra si è radicato nel cuore della nostra Europa il dovere ineludibile della pace. Non è un caso se a sognare e a costruire i pilastri dell’unità europea sia stata la generazione che avvertiva le cicatrici dei due conflitti mondiali. E l’unità europea, che ha visto collaborare in spirito di amicizia Paesi e popoli che si erano contrapposti e combattuti, è stata il presidio più forte per garantire pace, sicurezza, prosperità e sviluppo al nostro Continente”.
“L’Italia ha fornito uno straordinario contributo affinchè ciò fosse possibile. Ci siamo abituati alla pace. L’Europa unita è stata per settant’anni l’antidoto più forte a egoismi e nazionalismi. Diverse generazioni sono nate e cresciute in un Continente che sembrava aver cancellato non soltanto la parola guerra ma anche persino la sua memoria. Poi improvvisamente la guerra – la tragedia della guerra – è riapparsa nel nostro Continente – ha detto ancora il capo dello Stato -. E’ accaduto a causa della sciagurata e inaccettabile aggressione che la Federazione russa ha portato contro l’Ucraina e il suo popolo. Dalla fine di febbraio si combatte, si muore nel cuore d’Europa. I media di tutto il mondo rilanciano le immagini terribili di un conflitto che non risparmia le popolazioni civili. Anziani, bambini in fuga dalle bombe. L’incubo di scenari ulteriori che sembravano inimmaginabili fino a poche settimane fa. Sono passati molti mesi senza che si intraveda uno spiraglio. Eppure la pace continua a gridare la sua urgenza. Una pace giusta, fondata sul rispetto del diritto internazionale e sulla libertà e la libera determinazione del popolo ucraino. Perchè non vogliamo e non possiamo abituarci alla guerra. Assume allora un significato speciale questa celebrazione del 4 novembre, giornata nella quale l’Italia si stringe, con riconoscenza, attorno alle sue Forze Armate. Perchè nessuno più degli uomini e delle donne in divisa conosce il valore della pace e cosa significhi metterla a rischio”.
– foto ufficio stampa Quirinale –
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Il Sindaco Brugnaro alla giornata delle Forze Armate in piazza San Marco
VENEZIA (ITALPRESS) – Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha partecipato questa mattina, venerdì 4 novembre, alle iniziative diffuse per le celebrazioni della giornata delle Forze Armate e dell’Unità nazionale. Dopo la deposizione della corona d’alloro al Sacrario militare nel Tempio votivo, al Lido, il primo cittadino ha presenziato all’alzabandiera in piazza San Marco. A seguire si è tenuta la cerimonia dell’alzabandiera anche in piazza Ferretto e la deposizione delle corone al Municipio di Mestre. Insieme a Brugnaro, a Mestre, presente l’assessore alla Sicurezza Elisabetta Pesce. Tante altre le manifestazioni per il 4 novembre celebrate sul territorio comunale. A Venezia, in campo Santa Margherita, con il presidente di Municipalità Marco Borghi presente il consigliere Lorenzo Paccagnella.
In piazza San Giorgio a Chirignago e in piazza Munaretto a Zelarino alzabandiera e deposizione di corone d’alloro. Ha presenziato il presidente della Municipalità di Chirignago Zelarino Francesco Tagliapietra.
A Marghera ha partecipato il presidente della Municipalità Teodoro Marolo, mentre al Centro civico in via Catene, alla deposizione della corona d’alloro presente Tagliapietra. A Ca’Sabbioni è intervenuto il consigliere delegato ai Rapporti con i cittadini Paolino d’Anna. A Dese, in piazzale Fratelli Pomiato, cerimonia di deposizione della corona al monumento ai Caduti con la partecipazione dell’assessore ai Rapporti con le Municipalità Renato Boraso e il presidente della Municipalità di Favaro Marco Bellato. Sempre a Mestre, alle spalle del Municipio, deposizione della corona d’alloro in piazzetta del Milite ignoto alla presenza del consigliere comunale Matteo Senno e il presidente di Municipalità Raffaele Pasqualetto.
Ai vari momenti hanno preso parte anche rappresentanti delle istituzioni civili e militari del territorio e delle associazioni combattentistiche. In piazza San Marco presenti con il sindaco Brungaro, il questore Fabrizio Masciopinto, il viceprefetto Paola Spatuzza e il comandante della Polizia locale Marco Agostini, che ha partecipato con il questore anche alle celebrazioni a Mestre. A San Marco ad accompagnare la cerimonia dell’alzabandiera la banda della Polizia locale di Venezia.
foto: ufficio stampa Comune di Venezia
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Conclusa la discussione generale sul Collegato
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio ha concluso la discussione generale sulla proposta di legge n. 346 del 10 ottobre 2022 (“Disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale 2022 e modificazioni di leggi regionali”). Dopo la replica della Giunta, con l’intervento dell’assessora regionale Valentina Corrado, il vicepresidente del Consiglio, Devid Porrello, ha aggiornato la seduta a lunedì 7 novembre, con inizio previsto alle ore 14,30. In apertura di seduta, è stata data comunicazione della nomina a consigliere regionale di Paolo della Rocca (Fratelli d’Italia), che prende il posto della sua collega Chiara Colosimo, eletta alla Camera dei Deputati.
Prima dell’intervento finale dell’assessora al Turismo, Enti Locali, Sicurezza Urbana, Polizia Locale e Semplificazione Amministrativa, hanno preso la parola sette consiglieri regionali di opposizione e, per la maggioranza, la presidente del gruppo del Partito democratico, Marta Leonori. Tutti gli interventi dei consiglieri dell’opposizione di centrodestra sono stati molto critici nei confronti del provvedimento presentato dalla Giunta regionale.
Il vicepresidente del Consiglio regionale, Giuseppe Emanuele Cangemi (Lega), ha sottolineato come l’esame del collegato rappresenti anche un momento di analisi del lavoro fatto dalla Giunta regionale, “un lavoro deludente – secondo Cangemi – soprattutto da parte di alcuni assessori. Vi è stato un silenzio assordante su alcuni temi, come quelli legati al covid o alla questione delle mascherine”. Per il vicepresidente “il giudizio passa ora agli elettori, che non potranno non valutare i fallimenti della Giunta Zingaretti”.
“Fallimentare” è il termine usato anche da Fabrizio Ghera (FdI) per riassumere il bilancio della seconda consiliatura di Zingaretti. “Sarebbe stato opportuno lasciare alcune scelte alla prossima Giunta che scaturirà dalle elezioni”, ha aggiunto il capogruppo di Fratelli d’Italia, il quale ha anche motivato la scelta di non presentare emendamenti “per non prolungare oltre modo quella che è stata definita una agonìa”. Ghera ha definito “un’zione di forza questo provvedimento, che contiene anche misure importanti ma non tutte urgenti e che fa perdere agli elettori del Lazio due mesi”. Critica anche Laura Corrotti (FdI), che ha parlato di “ultimo atto di una commedia di un presidente che ha fatto solo l’attore, forse non protagonista, con personaggi minori e che ha scritto la pagina più brutta di questa amministrazione. Questo atto – ha aggiunto Corrotti – è stato portato volontariamente a fine commedia, perché serviva per la trattativa sul campo largo. Questa volta vi siete superati, ci chiedete di discutere una legge con decine di articoli da voi ritenuti importanti ma in questo documento di urgente e indifferibile non c’è quasi nulla”.
“Un atto che non contiene materie improcrastinabili”, ha esordito Giuseppe Simeone (FI), “ci sono tentativi di recuperare il tempo perduto, una pratica che avete usato spesso, ma non è il testo con cui si vanno a colmare le lacune sul piano legislativo. Più di 60 articoli per colmare 10 anni di nulla, inserendo norme e normette scollegate tra loro”, ha aggiunto Simeone. Sergio Pirozzi (Lega) ha ricordato all’Aula alcuni provvedimenti approvati durante questa legislatura, come quello per i comuni colpiti dal terremoto, ma ha lamentato l’inerzia della burocrazia: “Ancora oggi non c’è il bando e non aver dato seguito a una legge che riservava una porzione dei fondi europei per sostenere quei comuni interni del Lazio, ancora al palo, vuol dire che abbiamo perso una grande opportunità”, ha detto l’ex sindaco di Amatrice. Infine, Pirozzi ha illustrato il suo unico emendamento, riguardante la raccolta di legname negli alvei dei fiumi, “perché quando torneranno le piogge potremmo ritrovarci ad affrontare nuove emergenze”, ha detto.
Pasquale Ciacciarelli (Lega) ha dichiarato che “questo provvedimento stravolge molta legislazione, francamente sarebbe stato meglio evitarlo. Zingaretti è scappato dalle sue responsabilità e chiudiamo la legislatura con troppe questioni irrisolte. Penso al fallimento del Piano rifiuti, alla riduzione dei presìdi ospedalieri, al fallimento delle case della salute, al mancato sostegno alle imprese che hanno preferito investire altrove”. Sulla stessa lunghezza d’onda Massimiliano Maselli (FdI), che ha parlato di “provvedimento che arriva in zona cesarini: 62 articoli che toccano tutti i temi di questa Regione. Dall’ambiente, al turismo, all’urbanistica, all’edilizia residenziale pubblica: la Giunta utilizza quest’ultimo treno per mettere insieme una serie di norme raffazzonate e confuse. Unica norma interessante è quella sul trasferimento di poteri a Roma capitale, condividiamo lo spirito, ma non andava inserita in questo calderone. Stesso trattamento va riservato ai comuni capoluogo”.
Per la maggioranza, è intervenuta la capogruppo Pd, Marta Leonori, la quale ha sottolineato come il “Consiglio regionale abbia dovuto lavorare in questi cinque anni in una situazione straordinaria, soprattutto a causa dell’emergenza del Covid. Siamo stati un’eccellenza a livello nazionale nelle azioni di contrasto alla pandemia e nel sostegno ai cittadini. Da quell’esperienza, dalla verifica della debolezza del sistema sanitario abbiamo preso spunto e abbiamo deciso di puntare buona parte delle risorse del Pnrr su questo settore. Con questo provvedimento concludiamo il lavoro di questi cinque anni, in cui abbiamo approvato molte riforme importanti. Un lavoro fatto sempre con l’obiettivo di migliorare la vita dei cittadini”.
A chiudere la discussione generale è stata la replica dell’assessora al Turismo Valentina Corrado: “Nel dibattito l’opposizione non ha tenuto abbastanza conto dell’attività della Giunta – ha spiegato – attività che ha dato risposte concrete, anche nell’emergenza causata dalla pandemia. Solo per parlare del mio assessorato, c’è stato un importante cambio di passo nella strategia di promozione turistica con la nuova legge, un piano marketing importante, con uno spot andato in onda ovunque e la realizzazione di serie televisive trasmesse nei cinque continenti. Ma penso anche alle misure per i piccoli Comuni, agli otto milioni per prevenire il dissesto idrogeologico nei comuni montani: alle polemiche sterili rispondiamo con gli atti concreti e anche in questo collegato troviamo norme importanti per sostenere i cittadini alle prese con il caro bollette”.
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Enel, in Toscana un sistema di accumulo di energia basato sulle rocce
CAVRIGLIA (AREZZO) (ITALPRESS) – Il Gruppo Enel e Brenmiller Energy hanno inaugurato un innovativo impianto di accumulo sostenibile di energia questa mattina in Toscana, a Santa Barbara nel comune di Cavriglia (Ar). Erano presenti il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Cavriglia Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, l’ambasciatore designato di Israele in Italia Alon Bar, il direttore di Enel Green Power e Thermal Generation di Enel Salvatore Bernabei, il direttore Innovability di Enel Ernesto Ciorra e il presidente e CEO di Brenmiller Energy Avi Brenmiller.
Costruire presso il sito italiano di Santa Barbara un sistema innovativo di accumulo termico, completamente sostenibile e in grado di accelerare la transizione energetica è stato l’obiettivo del progetto TES (Thermal Energy Storage). “L’integrazione del TES con l’impianto esistente ha permesso a Enel e Brenmiller di validare la tecnologia sul campo, in condizioni operative sfidanti e su grande scala”, si legge in una nota.
Il sistema permette una riduzione dei tempi di avviamento dell’impianto e una maggiore velocità nelle variazioni di carico, caratteristiche di performance necessarie per permettere una crescente penetrazione delle rinnovabili. Il sistema potrà essere impiegato per immagazzinare l’energia in eccesso prodotta dalle fonti rinnovabili sotto forma di calore per offrire servizi di decarbonizzazione a clienti industriali e per integrare soluzioni di accumulo di lunga durata con gli impianti rinnovabili.
Brenmiller Energy ha sviluppato la tecnologia in Israele e ha fornito il sistema di accumulo; Enel ha integrato il sistema con l’impianto di Santa Barbara e ha contribuito a validarne le prestazioni in ambiente reale. La tecnologia TES utilizza un processo di carica e scarica in due fasi per fornire energia termica. Nella fase di carica, il vapore generato dall’impianto di Santa Barbara passa attraverso tubi per riscaldare rocce frammentate adiacenti; nella fase di scarica, il calore accumulato viene rilasciato per scaldare l’acqua in pressione e generare vapore per produrre elettricità. Il sistema TES, primo nel suo genere, ha la capacità di immagazzinare fino a circa 24 MWh di calore pulito a una temperatura di circa 550°C per 5 ore, garantendo una significativa resilienza all’impianto.
“Flessibilità e adeguatezza sono due componenti fondamentali di un sistema elettrico efficiente ed affidabile, che possono essere fornite in modo sempre più efficiente dagli accumuli – afferma Salvatore Bernabei, direttore Enel Green Power e Thermal Generation di Enel -. Questa sperimentazione ci permette di validare una famiglia di tecnologie innovative e sostenibili nel segmento degli accumuli di lunga durata, che permetteranno un’integrazione sempre maggiore delle rinnovabili nella rete”.
“Questa soluzione permette di rendere più affidabili, flessibili e resilienti le rinnovabili e può essere utilizzata per decarbonizzare settori che necessitano di calore ad alte temperature – spiega Ernesto Ciorra, direttore Innovability di Enel -. Inoltre, non comporta alcun utilizzo di materiali rari e può essere realizzata ricorrendo a pietre disponibili in ogni parte del pianeta,quindi è scalabile in maniera sostenibile ovunque. Ringraziamo i colleghi dell’hub di Tel Aviv per averla trovata ed i colleghi italiani per averla realizzata, grazie anche al supporto economico derivante dalla collaborazione in essere tra i governi italiano ed israeliano”.
“Il nostro sistema TES presso la centrale Enel di Santa Barbara, in Toscana, è il primo di questo tipo con un accumulo di energia termica su scala utility e offre agli utenti commerciali e industriali una strada percorribile verso la decarbonizzazione – sottolinea Avi Brenmiller, presidente e CEO di Brenmiller Energy -. Il TES inoltre rende possibile l’integrazione di ulteriori fonti rinnovabili in rete con maggiore affidabilità. Riteniamo che il successo di questo progetto rifletta il tipo di collaborazioni innovative necessarie per la transizione dell’economia globale da un contesto di forte, anche se in diminuzione, dipendenza dai combustibili fossili, verso la realizzazione di reti su cui viaggia energia pulita al 100%, flessibile e conveniente”.
“Questa inaugurazione – ha detto Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana – conferma che il territorio toscano ha un ruolo centrale per l’energia, sia per la produzione che per l’innovazione. Accogliere la sostenibilità significa oggi far bene all’ambiente, attrarre investimenti e creare valore, per questo siamo particolarmente contenti della scelta di Enel di testare qui a Santa Barbara, da sempre terra di lavoro e di ingegno, nuove tecnologie che potranno essere applicate su scala mondiale. La Toscana è già una delle regioni italiane più virtuose con oltre il 50% dell’energia autoprodotta da fonti rinnovabili e un tessuto di ricerca e innovazione importante, oggi compiamo un nuovo passo nel futuro con l’auspicio che sia un ulteriore contributo per superare la crisi energetica”.
“Celebriamo oggi un’esperienza di cooperazione italo-israeliana di successo grazie alla quale l’Italia beneficerà di un’innovativa soluzione made in Israel per lo stoccaggio energetico”, ha detto l’ambasciatore designato d’Israele in Italia, Alon Bar. “Una tecnologia che rileva nella ricerca internazionale di soluzioni di energia pulita per far fronte all’attuale crisi energetica mondiale. Il partenariato Brenmiller Energy-Enel si concretizza come una prosecuzione dell’impegno profuso dall’Ambasciata d’Israele nel promuovere il protocollo di collaborazione tra Israel Innovation Authority ed Enel sottoscritto nel 2015. Ciò ci rende particolarmente felici ed entusiasti nel continuare ad aiutare tali società a prosperare”, ha aggiunto.
La collaborazione tra Enel e Brenmiller è nata nell’ambito di un protocollo di collaborazione italo-israeliano volto alla accelerazione di cooperazioni tra aziende israeliane e grandi industrie italiane. Il progetto è stato finanziato in parte dalla Israel Innovation Authority, che ha sostenuto Brenmiller con un finanziamento di 1 milione di euro.
– foto ufficio stampa Enel –
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FS a Roma Termini celebra il 4 Novembre con il Treno della Memoria
ROMA (ITALPRESS) – Il fumo di una locomotiva a vapore, le note della “Leggenda del Piave”, i labari delle associazioni degli ex combattenti e reduci schierate al primo binario di Roma Termini: le Ferrovie dello Stato Italiane con l’amministratore delegato Luigi Ferraris, insieme al Ministero della Difesa, con il ministro Guido Crosetto e ad altre autorità civili e militari hanno celebrato stamani la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate accogliendo con tutti gli onori il Treno della Memoria. La rievocazione storica del convoglio che 101 anni fa trasportò a Roma la salma del milite ignoto e che quest’anno, dopo il viaggio del centenario, ha di nuovo attraversato l’Italia, da Trieste a Palermo, transitando in 730 stazioni e sostando in 17 di queste.
Era il 1921 quando la salma del “Milite Ignoto” venne scelta da una madre italiana che aveva perso un figlio nella Prima guerra mondiale. Maria Bergamas, questo il suo nome, in rappresentanza di tutte le donne orfane di figli caduti in guerra, la scelse tra 11 corpi non identificati. La salma, trasportata su un convoglio speciale, partì da Aquileia per arrivare a Roma.
Alla cerimonia di Roma Termini erano presenti, insieme all’AD Ferraris e al ministro Crosetto altri due ministri del governo Meloni: il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, quello della Cultura Gennaro Sangiuliano, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Giuseppe Cavo Dragone insieme ad altri numerosi rappresentanti dell’Esercito, delle istituzioni e della società civile.
«Sono orgoglioso – ha detto Luigi Ferraris in apertura di cerimonia – di rappresentare il Gruppo FS Italiane all’arrivo del Treno della Memoria. La storia del Paese e la storia delle Ferrovie da sempre camminano insieme per contribuire all’unità nazionale, a cui le Ferrovie hanno dato un loro significativo contributo. Oggi, mentre siamo qui a celebrare con le Forze armate quei valori, ricordiamo allo stesso tempo la sofferenza e i lutti provocati da tutte le guerre, passate, presenti e future. Le vicende di questi ultimi mesi, con la guerra alle porte dell’Europa, ne sono una vivida e tragica testimonianza. Questo treno ci spinge quindi anche a riflettere sulla fragilità della pace e della libertà, e su quanto sia importante difenderle, giorno dopo giorno, senza mai darle per scontate».
«Il 4 Novembre è una ricorrenza che celebra la fine di un conflitto, e dunque la pace. Anche in questo ambito il ruolo delle Forze Armate è di primaria importanza: sulla Vostra efficienza e capacità di deterrenza si fonda, infatti, un avvenire di concordia. Occorre ricordarlo, soprattutto in un contesto internazionale caratterizzato da minacce irresponsabili e continuative alla pace tra le nazioni; come, ad esempio, la drammatica e illegittima aggressione all’Ucraina, cui stiamo cercando, come Paese e al fianco dei nostri Alleati, di rispondere, con ogni sforzo, per giungere a una cessazione del conflitto che tuteli i diritti inderogabili dell’aggredito», ha dichiarato Guido Crosetto, Ministro della Difesa.
«Giornate come questa – ha affermato il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi – sono un allenamento alla coscienza e alla conoscenza. L’impegno del Gruppo FS ha aiutato a far sì che tutto questo possa essere uno strumento di divulgazione per i ragazzi di oggi, i quali capiranno ancor di più il valore della libertà».
Il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha sottolineato a margine della cerimonia come la memoria sia il “cemento di tutti i nostri valori”. “Come ricorda Giambattista Vico un’identità collettiva di una comunità nazionale esiste solo se esiste la memoria, se la coltiviamo quotidianamente, anche nelle piccole cose”, ha aggiunto Sangiuliano.
Il Treno della Memoria, quest’anno, è partito il 6 ottobre da Trieste per poi transitare nelle città di Trento, Milano, Torino, Aosta, Genova, Ancona, Perugia, L’Aquila, Campobasso, Bari, Potenza, Catanzaro, Cagliari, Palermo, Napoli e arrivare il 4 novembre a Roma. Un viaggio lungo quasi un mese nato dall’iniziativa del Ministero della Difesa, in collaborazione con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il supporto della Fondazione FS e la Struttura di Missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni.
– foto ufficio stampa Ferrovie dello Stato Italiane –
(ITALPRESS).








