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Vincenzi “Da consiglio ok a delibera su salvaguardia flora-fauna Lazio”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato una delibera importante relativa all’ambiente e alla salvaguardia della flora e della fauna della nostra Regione: la modifica del Regolamento del Monumento Naturale ‘Bosco Faitò, che con i suoi 336 ettari rappresenta un polmone verde per la provincia di Frosinone. Con questo provvedimento si dà attuazione alla sentenza del Consiglio di Stato che richiede necessariamente, per la realizzazione dei progetti di valorizzazione dell’area, il coinvolgimento dei soggetti la cui proprietà ricade all’interno del territorio del Monumento”. Così Marco Vincenzi, Presidente del Consiglio regionale del Lazio.

– foto agenziafotogramma.it

(ITALPRESS).

Gianluca Di Tondo designato nuovo Ceo di Barilla

PARMA (ITALPRESS) – A partire da aprile 2023, dopo oltre 10 anni alla guida del Gruppo Barilla, Claudio Colzani lascerà l’incarico di amministratore delegato. L’incarico verrà assunto da Gianluca Di Tondo, già Group Chief Marketing Officer del Gruppo.
“Ringrazio Claudio per questi dieci anni insieme, nei quali ha
assicurato un’importante crescita che ha reso il Gruppo Barilla estremamente solido e in grado di guardare con ottimismo alle sfide future. Claudio ha realizzato un forte sviluppo dei mercati internazionali investendo, al contempo, in un percorso di sostenibilità e creando una cultura sempre più inclusiva, capace di valorizzare le diversità”, ha detto Guido Barilla, presidente del Gruppo. “A lui va anche uno speciale ringraziamento per come ci ha accompagnato in momenti difficili come la pandemia e per come, ancora oggi, ci sta aiutando nel portare avanti questo percorso di successione Negli ultimi anni – ha proseguito Barilla – sono cambiati comportamenti d’acquisto, modelli lavorativi e canali distribuitivi. Vogliamo essere al centro di questo cambiamento, aprire la nostra finestra sul mondo per rispondere sempre al meglio alle esigenze delle persone. Gianluca Di Tondo, con la sua visione ed esperienza, saprà accompagnare la nostra azienda nel processo di trasformazione necessario per essere ancora più competitivi nello scenario internazionale”.
Di Tondo si è detto “incredibilmente felice, orgoglioso e grato al Cda per questo privilegio. Sono anche consapevole della grande responsabilità e della sfida che mi si prospetta di fronte andando a succedere a Claudio, che nei suoi dieci anni alla guida dell’azienda ha fatto un lavoro straordinario per portare la Barilla dove è oggi. Di sicuro vedo tre priorità principali in cima alla mia agenda: rendere le nostre marche ancora più forti in Italia e ancora migliori portavoce nel mondo del modo italiano di intendere la gioia del cibo; continuare a coltivare i nostri valori e la nostra diversità, per aumentare sempre di più il senso di appartenenza delle nostre persone ed attrarre nuovi talenti; essere riconosciuti dai consumatori di tutto il mondo come la loro azienda alimentare di fiducia”.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Barilla-

Tavecchio “Fiducia in Abodi, Italia ai Mondiali 2018 con Conte ct”

MILANO (ITALPRESS) – “E’ una persona perbene, lavoriamo insieme da 15 anni. Porterà avanti il discorso della revisione della legge Vezzali sulla questione del vincolo e dei lavoratori sportivi ma c’è anche l’emergenza impiantistica: è un paradosso che siano escluse dal Pnrr le Asd dilettantistiche. Di sicuro Abodi sarà il primo sostenitore di questa operazione”. Lo ha dichiarato Carlo Tavecchio, ex presidente della Figc e attuale numero uno del Comitato Lombardia della Lega Dilettanti, ospite negli studi dell’agenzia Italpress a Milano, commentando la nomina a ministro dello sport di Andrea Abodi. Con il Mondiale in Qatar alle porte che vedrà l’Italia di nuovo spettatrice, non si può non fare un passo indietro, allo spareggio con la Svezia e il mancato pass per Russia 2018 che portò in seguito anche alle dimissioni di Tavecchio. “Ma non c’erano motivi politici per dimettermi, solo di natura sportivo-agonistica – precisa oggi – All’epoca ritenni gravissimo che l’Italia quattro volte campione del mondo non si fosse qualificata. Nessuno di quelli al comando del Club Italia però si era dimesso e a quel punto ho dovuto prendere una decisione che mi è costata molto”. Tavecchio, che racconta anche di “scontri personali, anche con Ventura”, rivendica con orgoglio quanto fatto sotto la sua presidenza. “La Figc aveva una grossa liquidità economica, avevamo portato il Var e ottenuto 4 squadre in Champions e 4 gare dell’Europeo 2020 a Roma grazie al sostegno a Ceferin e Infantino”. Fra i suoi meriti anche il biennio con Antonio Conte ct e il brillante Euro2016, col tecnico salentino che poi salutò a fine torneo per andare al Chelsea. “Se fosse rimasto lui? Saremmo andati ai Mondiali e ce la saremmo giocata”, non ha dubbi l’ex numero uno di via Allegri.
Da numero uno del Comitato Lombardia, si trova a dover gestire la questione del caro bolletta, contro il quale si è mosso con largo anticipo. “Da un anno abbiamo iniziato ad attivare una collaborazione con Eni per l’efficientamento energetico soprattutto per gli impianti di illuminazione, con un risparmio del 50-60%. Abbiamo un accordo con la Regione Lombardia, il Credito Sportivo e Finlombarda per finanziare un investimento da 60 mila euro con un tasso che dovrebbe essere pari allo zero, in sette anni, che le società potranno ripagare col risparmio energetico”. Ma non solo: “Abbiamo iniziato da due-tre settimane degli incontri on-line con le società per combattere il cyberbullismo e il bullismo”. Dall’ex presidente Figc l’impegno a mettere a disposizione delle società “tutte le risorse regionali e federali per poter far capire la tragedia del web e dei social quando non vengono utilizzati in maniera onesta. Stiamo facendo un’opera di sensibilizzazione e poi faremo dei corsi di formazione per i dirigenti”.
– foto Italpress –
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Piunti (Conou) “Fare economia circolare è il pilastro della battaglia climatica”

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ROMA (ITALPRESS) – “Fare economia circolare non è un optional, un tassello in più nella battaglia climatica, ma il pilastro fondamentale”. Lo ha detto Riccardo Piunti, presidente di Conou, il Consorzio nazionale degli oli minerali usati, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress. Di fronte alla questione climatica, “credo che l’allarme sia ancora non sufficiente”, ha affermato Piunti. “Nell’opinione pubblica – ha aggiunto – la sensazione della gravità della situazione forse non è ancora così matura”. Per il presidente di Conou, però, “tutti possiamo fare” qualcosa. “Credo che il Pianeta non possa sostenere l’attuale prelievo di materiali che stiamo facendo”, ha sottolineato, parlando della quantità di materiali che nel mondo vengono persi o che vengono riciclati.  Per quanto riguarda gli oli, per Piunti, il controllo dei flussi è importante. “Poichè dobbiamo garantire la priorità alla rigenerazione – ha spiegato -, abbiamo il controllo della situazione di dove va l’olio. Siamo noi a dire se un olio deve essere rigenerato o se non può essere rigenerato perché ha una qualità tale per cui deve essere bruciato. E noi ne bruciamo molto poco, l’1,5%. Nel resto d’Europa si brucia il 40% dell’olio raccolto perché nessuno gestisce i flussi”, ha aggiunto. Nel 2021, il Conou ha raccolto 186 mila tonnellate di olio minerale usato. “Come lo stadio Olimpico riempito d’olio usato”, ha osservato Piunti. “Abbiamo ricavato – ha spiegato – 125 mila tonnellate di nuovi lubrificanti, cioè lubrificanti che sono stati messi di nuovo in circolazione” e 38 mila altri prodotti, bitumi e gasolio. La rigenerazione è “al 98%”.
Poi il presidente di Conou si è soffermato sull’impegno presente e futuro e sulle possibilità di miglioramento. “Lottiamo sempre per migliorare – ha evidenziato -, stiamo lavorando molto sulla nostra filiera, che è formata da circa 60 imprese. Orientarle verso il fine ambientale, tutte insieme, garantendo la loro redditività è una cosa che non è mai raggiunta, nel senso che ogni giorno bisogna lavorare. Stiamo lavorando molto su questa squadra”. L’obiettivo è “avere una squadra di imprese che riescono a lavorare insieme, a risolvere e affrontare insieme i problemi. Ci sono tante cose che possono essere migliorate. C’è un piccolo vuoto normativo – ha proseguito – che riguarda i biolubrificanti, cioè i lubrificanti di origine vegetale, che quando sono vergini possono essere buttati al suolo e sono biodegradabili ma quando sono usati diventano un rifiuto pericoloso come gli altri. Non sono normati da questo punto di vista, quindi noi vorremmo che qualcuno decidesse qual è la regola del gioco perché noi siamo pronti a occuparcene”.
Per Piunti “nel territorio l’economia circolare richiede competenze molto specifiche e specialistiche”. Per il presidente di Conou, “le competenze e il know-how non possono essere tutte in una persona. È chiaro – ha continuato – che la collaborazione da questo punto di vista è importante. Come consorzio, proprio perché siamo senza fine di lucro e indipendenti, siamo pronti a dare la nostra collaborazione. Credo che il know-how che c’è in generale in Italia nei consorzi sia molto utile perché spesso è molto specifico e ogni rifiuto ha la sua specificità”. “Credo – ha aggiunto – che l’economia circolare sia fondamentale e cresce se si fanno gli impianti” ma “le autorizzazioni agli impianti sono la cosa più complessa”. “Qualche volta – ha sottolineato – si fanno provvedimenti per rendere più veloci le autorizzazioni ma non basta dire che bisogna rispondere entro un mese perché chi deve rispondere deve avere le risorse e la capacità. C’è un altro processo su cui bisogna intervenire: la gestione delle risorse attraverso i vari enti che sono preposti a questo. Se oggi i rifiuti rappresentano una materia importante – ha affermato -, bisogna convogliare le risorse ai rifiuti perché è lì che ci sono tante autorizzazioni, tante domande, tanti problemi e tanti ritardi”.
Occorre anche fare formazione e sensibilizzare ancora di più i giovani sui temi ambientali. “Abbiamo avviato – ha spiegato – il progetto ‘Green League’: un videogioco educativo in cui si parla di economia circolare e olio usato. Abbiamo fatto un concorso del genere facendo lavorare le classi con progetti ad hoc legati al tema ambientale. Cinquanta classi – ha continuato – hanno lavorato insieme in tutta Italia. Abbiamo realizzato una grande classe virtuale italiana di mille ragazzi e per questo anno scolastico aumenteremo il numero di classi. Ho il sogno di farlo su scala europea: parlando in inglese, si potrebbe creare una classe virtuale di 5 mila ragazzi europei”.

-foto Italpress-
(ITALPRESS).

Bosch lancia il manager-assistente e spinge sull’idrogeno nelle case

MILANO (ITALPRESS) – Il percorso verso la sostenibilità ambientale non può essere dettato unicamente dai processi di elettrificazione. Anzi, deve esserlo dall’utilizzo di gas verdi, come l’idrogeno. Per raggiungere la neutralità climatica, come previsto dal Green Deal Europeo, è necessario non solo ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera ma anche incrementare l’utilizzo delle fonti rinnovabili. In Italia, gli edifici residenziali rappresentano una quota importante del consumo energetico totale: impiegano più del 25% dell’energia primaria e sono responsabili di circa il 20% delle emissioni di CO2 in atmosfera, oltre ad essere il principale utilizzatore di gas con circa 30 miliardi di metri cubi (il 40% del totale del gas utilizzato dal nostro Paese). Eppure il 65.5% dei consumatori (su un campione di circa 1000 unità) si dice più che aperto all’uso dell’idrogeno verde per riscaldare le proprie case, perchè è “green” e meno costoso del gas fossile. In questo contesto, tra crisi energetica e spinta al cambiamento culturale, tra crescente sensibilità ecologica e necessità economica di rivedere i propri stili di consumo, Bosch Termotecnica – leader mondiale nella produzione di impianti termici, con circa 14.200 collaboratori e un fatturato 2021 di circa 4 miliardi – lancia in Italia i Bosch Clima Service e pianifica, da qui al 2025, l’investimento di ulteriori 300 milioni di euro per la produzione di pompe di calore. L’azienda tedesca vuole farsi trovare pronta anche in Italia ad affrontare le sfide energetiche per la climatizzazione degli edifici. Bosch Termotecnica ha raccontato come esserlo durante un evento organizzato nella sede di Milano. Si parte da un dato: sono meno di 100mila all’anno le nuove costruzioni per cui non c’è da porsi problemi di classi o efficienza energetica. Ma sono 31 milioni le abitazioni costruite prima del 2000, quindi circa il 90%, che invece sono inefficienti. “Per centrare l’obiettivo della decarbonizzazione – spiega Sergio Tavella, Marketing Intelligence Bosch Thermotechnology in Italy – non possiamo prescindere dagli edifici residenziali. In Italia circa l’87% degli impianti di riscaldamento sono alimentati a gas naturale” eppure “la rete di distribuzione del gas è pronta per distribuire altri tipi di fonti”, gas non fossili ma verdi come l’idrogeno o il biometano. “Con questo contributo la decarbonizzazione si raggiungerebbe prima del 2050. L’elettrificazione è la strada maestra” per le nuove costruzioni ma ‘per le vecchie abitazionì, da adeguare e rendere sostenibili, “bisogna adottare un approccio multitecnologico”. “Il tema della sostenibilità – chiarisce Claudio Crudo, Product Marketing & Pre-Sales Bosch Thermotechnology in Italy – è centrale, ma va visto insieme al comfort della famiglia, alla riduzione delle emissioni, al controllo degli investimenti. Serve quindi atteggiamento molto bilanciato”. La caldaia a idrogeno per gli edifici residenziali potrebbe allora rappresentare “un’alternativa sostenibile per gli impianti esistenti” e in definitiva “un passo avanti verso la transizione energetica”. L’utilizzo di questa fonte energetica è stato finora piuttosto ridotto: sviluppando una caldaia alimentata a idrogeno, Bosch dimostra che le caldaie possono essere convertite rapidamente e facilmente dal gas naturale. Evidentemente, riflette Paolo Beolchi, Marketing Manager Bosch Thermotechnology in Italy, c’è un tema di nuove abitudini ma gli italiani, secondo un’indagine commissionata dalla divisione termotecnica di Bosch Italia a Hokuto, sembrerebbero disposti. Spiega Beolchi: “Tra coloro che hanno in programma un intervento sul proprio impianto di riscaldamento nei prossimi 6 mesi, si registra ampia disponibilità a considerare fonti energetiche alternative, anche se poco conosciute e oggi non ancora disponibili, come, per esempio, l’utilizzo di idrogeno verde (65,5%)’. Chi si dice pronto lo fa soprattutto per sensibilità ambientale. Per circa il 40%, invece, ‘l’integrazione di energia solare (quindi pulita e gratuita) a supporto di altre fonti, resterebbe la scelta ideale per la propria abitazione (39,6%)’. Ma ‘circa il 50% si dichiara incerto e confuso nei confronti delle tecnologie verdì. Inoltre, ‘per il 78,9% degli intervistati, il costo totale dell’intervento (apparecchio, materiali e installazione) si conferma di gran lunga il principale parametro di valutazione per l’acquisto, seguito dalla classe energetica del prodotto (52,3%). Oltre a questi due parametri, il 36,8% degli intervistati ha indicato come criterio di acquisto un tema di servizio oltre il prodotto, cioè la possibilità di avere un unico interlocutorè. ‘Questo dato – evidenzia Beolchi – sottolinea la chiara esigenza da parte dei consumatori di essere accompagnati da un esperto in ogni fase del processo di acquisto”. La strategia di Bosch Termotecnica va proprio in questa direzione, “forte anche dell’elevata riconoscibilità del marchio Bosch (85,8%) e delle sue azioni a sostegno del clima e dell’ambiente (84,2%)”. Ecco allora che la divisione Termotecnica di Bosch Italia ha deciso di lanciare Bosch Clima Service, una rete di professionisti altamente qualificati in grado di rispondere a ogni esigenza di comfort domestico. “Una rete di punti di contatto, prima che punti vendita – la definisce il Country Manager Bosch Thermotechnology in Italy Marco Boselli – per l’installazione, l’assistenza, la riparazione ma anche la consulenza, la progettazione e la gestione degli incentivi. Il nostro sogno è un punto di contatto per ogni provincia italiana a partire dall’anno prossimo”. Il primo ad aprire sarà a Firenze, una decina i centri pilota che partiranno, con imprenditori partner di Bosch chiamati a gestirli. E’ questo il genere di accompagnamento culturale verso la sostenibilità che hanno in mente a casa Bosch, la cui divisione termotecnica “è carbon neutrale dal 2020″. ‘Non è la combustione il nemico, è il combustibile che dobbiamo cambiare” afferma Boselli. “La crescita del nostro giro d’affari sulle nuove tecnologie elettrificate” quali pompe di calore e condizionatori “sono ben superiori alla crescita dei mercati. Ma l’elettrificazione non basta – ragiona il manager – usciamo dalla logica del “o questo o quello”, piuttosto bisogna fare scelte pragmatiche che ci facciano agire nell’immediato e scelte dogmatiche che nel lungo termine ci portino al raggiungimento dei nostri obiettivi di sostenibilità. Già oggi, con la vendita di caldaie a condensazione, portiamo un contributo significativo riducendo le emissioni di Co2 di 3 milioni di tonnellate all’anno”. Ma “l’Italia ha atteso troppo con la promozione delle caldaie a condensazione. Abbiamo ancora 13 milioni di caldaie convenzionali installate prima del 2015, un grande parco come potenziale ancora da sostituire. Anche solo con una caldaia a condensazione, si avrebbe riduzione immediata dei consumi”. Quindi, ribadisce, se l’elettrificazione è la via maestra, sull’idrogeno bisogna iniziare ad accelerare. In Italia siamo indietro: “La produzione di idrogeno verde costerà molto di più della produzione del metano, con questo fatto bisognerà fare i conti. Però registriamo il credito dei consumatori verso qualcosa di nuovo perchè quello evidentemente quello che conoscono non è soddisfacente. Questo è il messaggio su cui tutti noi, aziende e mondo politico, dobbiamo lavorare senza preclusioni. Bisogna cominciare oggi a pensare come mettere a disposizione del cliente questo carburante, serve quindi una sensibilizzazione per fare questo passo. Molto si sta facendo in Italia, anche se siamo arrivati un pò tardi rispetto a Inghilterra e Olanda dove hanno già iniziato da tempo la sperimentazione dell’idrogeno” in cui Bosch è coinvolta. Ciò detto, ‘anche in Italia stanno nascendo “Hydrogen Valley” per sperimentare l’utilizzo di questo combustibile”. Il punto dolente? “Molta attenzione viene riservata in questo momento a consumatori come grandi industrie e mondo della mobilità, meno al mondo delle abitazioni, nonostante il 70% della nostra rete di distribuzione potrebbe già accogliere l’idrogeno”. “La sostenibilità – conclude Boselli – non è solo un fiore all’occhiello ma una necessità, il nostro core business: noi viviamo grazie alla capacità di offrire prodotti sempre più sostenibili”.

foto: ufficio stampa Bosch

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Esplosione in una palazzina a Lucca, una vittima

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LUCCA (ITALPRESS) – A Lucca, un’esplosione, quasi certamente causata da una fuga di gas, ha interessato una palazzina nella frazione di Torre. “E’ stata trovata una persona senza vita e sono in corso le ricerche per eventuali altre persone”, come riferisce il governatore toscano Eugenio Giani su Telegram. Tre i feriti, tra cui una donna incinta.
-foto vigili del fuoco –
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Al Casinò di Venezia la quinta edizione del forum “Shopping Tourism”

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VENEZIA (ITALPRESS) – Shopping Tourism – il forum italiano, è l’appuntamento ideato ed organizzato da Risposte Turismo, in partnership con il Sistema Confcommercio-Imprese per l’Italia, per contribuire alla conoscenza dello shopping tourism e delle sue dinamiche in Italia. Il forum, alla sua quinta edizione e con il Patrocinio di Enit (Agenzia Nazionale del Turismo e del Ministero del Turismo), torna quest’anno dopo il riscontro positivo delle precedenti manifestazioni (Venezia 2016, Roma 2017, Firenze 2018 e Milano 2019) toccando, oltre a Venezia, anche Ancona (16 novembre) e Bologna (1 dicembre). All’apertura dei lavori, che si sono svolti oggi a Ca’ Vendramin Calergi, sede del Casinò di Venezia, è intervenuto l’assessore comunale al Commercio e alle Attività produttive, Sebastiano Costalonga: “Questi sono eventi che fanno bene a Venezia – ha esordito l’assessore – e, allo stesso tempo, Venezia fa bene a questi eventi. Quello del turismo ovviamente e un tema centrale per noi: il turista vuole arrivare in città per vivere un’esperienza unica, ma anche poter fare acquisti di prestigio, di prodotti artigianali ed enogastronomici di alta qualità. Per questo mi sono battuto per la delibera cosiddetta ‘antipaccotiglia’, per evitare il proliferare di negozi che vendono prodotti scadenti e non rappresentativi della città e favorire invece con forza le botteghe artigiane e il commercio di qualità”.

Il forum è stato anche un’occasione di confronto tra operatori, aziende, associazioni di categoria e istituzioni che hanno avuto la possibilità di confrontarsi su un fenomeno importante che coinvolge trasversalmente un’ampia tipologia di servizi legati al turismo: “Sostenere lo sviluppo di questo fenomeno di rilievo – hanno sottolineato gli organizzatori – significa coglierne il potenziale per molti territori nel nostro Paese. Una volta avremmo detto che il turista torna a casa con un souvernir del viaggio, oggi sappiamo che esiste invece un turista che sceglie la sua destinazione sulla base dello shopping che potrà fare e dell’enogastronomia del paese che lo ospiterà”.

foto: ufficio stampa Comune di Venezia

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Educazione finanziaria e assicurativa, nasce Edufin Index

ROMA (ITALPRESS) – Alleanza Assicurazioni con Fondazione Mario Gasbarri e la collaborazione scientifica di SDA Bocconi presenta Edufin Index, il primo Osservatorio sulla consapevolezza e sui comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani.
L’Osservatorio, presentato a Roma e consultabile al link https://www.alleanza.it/educazione-finanziaria-assicurativa, è il primo studio a mettere in relazione le conoscenze finanziarie e assicurative degli italiani con il loro comportamento: il “sapere” viene rapportato quindi al “fare”. Inoltre, per la prima volta vengono indagate anche le conoscenze finanziarie e assicurative dei “nuovi italiani” (cittadini filippini, sudamericani e rumeni residenti nel nostro Paese) attraverso delle interviste effettuate in lingua madre.
“L’educazione finanziaria e assicurativa riveste elevata rilevanza sociale: per questo, chi fa assicurazione deve interpretare un ruolo centrale e complementare al sistema pubblico – afferma Davide Passero, CEO di Alleanza Assicurazioni e Country Chief Marketing & Product Officer di Generali Italia -. Come Alleanza siamo impegnati da anni in questo ambito, con investimenti di risorse e competenze che hanno portato allo sviluppo del Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa. Oggi proseguiamo il nostro impegno in questo ambito e presentiamo Edufin Index 2022, che mostra quanto l’educazione finanziaria e assicurativa possa essere una leva per promuovere equità sociale e benessere. Questo per noi significa fare bene impresa contribuendo alla sostenibilità del nostro Paese, attraverso azioni concrete a favore della collettività e dei territori in cui operiamo”.
Il principale dato che emerge dall’Osservatorio è la necessità di migliorare il livello di educazione finanziaria e assicurativa degli italiani. Le persone intervistate raggiungono complessivamente un livello di Edufin Index pari a 55 su 100 (il livello di sufficienza è 60 su 100).
L’Edufin Index analizza due aspetti in una scala da 1 a 100: da un lato l’Awareness Index, cioè quanto gli italiani “sanno” e come si valutano (che raggiunge in questa analisi un livello di 51 su 100), e dall’altro il Behavioural Index, cioè come si comportano e cosa “fanno” quando decidono delle proprie finanze (che raggiunge un livello di 58 su 100).
Gli intervistati sono consapevoli del loro gap di conoscenza, ma adottano comportamenti attenti: si dimostrano interessati e si attivano per le proprie finanze e per definire come allocarle. Infatti, i due sotto-indici che misurano il comportamento e l’attitudine raggiungono rispettivamente quota 64 e 62 su 100.
Secondo l’Osservatorio, gli italiani tengono alle proprie finanze e reputano importante investirle e assicurarle. Quando ritengono di non possedere le giuste competenze per farlo in autonomia preferiscono rivolgersi ai professionisti del settore, come consulenti assicurativi e banche. Circa l’80% dichiara, infatti, di affidarsi a professionisti per informarsi e accedere ai mercati finanziari e assicurativi.
Dall’Osservatorio emergono alcuni gruppi che vengono definiti “più fragili”: casalinghe/i (con un livello di 48 su 100), non occupati (con un livello di 48 su 100), studenti (con un livello di 51 su 100) e donne (con un livello 52 su 100).
Le donne dimostrano comunque un interesse elevato ad informarsi e a comprendere le tematiche finanziarie e assicurative e hanno la propensione ad affidarsi maggiormente a specialisti del settore.
I giovani, la cosiddetta “generazione Z” (età inferiore ai 25 anni), pur con bassi livelli di conoscenze e comportamenti poco strutturati per accedere ai mercati finanziari e assicurativi, utilizzano siti internet e app finanziarie per informarsi e investono più della media in criptovalute (16% vs 7%).
Inoltre, dall’Osservatorio emerge che gli italiani considerano le proprie finanze un tema importante e quindi investono e si assicurano, ma non con una corretta percezione del rischio: il livello di “percezione del rischio” è di 47 su 100 e indica una percezione soggettiva del rischio distante da quella oggettiva.
Oltre alla ricognizione sulla popolazione italiana, per la prima volta nel nostro Paese, l’Osservatorio indaga la conoscenza e l’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa su un campione di “nuovi italiani” (cittadini filippini, sudamericani e rumeni residenti in Italia e intervistati in lingua madre), che rappresentano una quota sempre più importante della popolazione (8,7% secondo i dati Istat 2022).
L’indicatore che misura il loro livello di conoscenza legato a questi temi ha raggiunto un livello pari a 46 su 100. I livelli più elevati sono stati registrati tra coloro che hanno una buona padronanza della lingua italiana (65 su 100), un alto reddito (73 su 100), vivono da molti anni nel nostro Paese e risultano ben integrati nella comunità in cui vivono (59 su 100).
Alleanza Assicurazioni ha varato a febbraio 2020 un Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa, articolato in seminari gratuiti che in questi anni hanno registrato oltre 256mila partecipanti in oltre 785 eventi, divisi tra Protection Day, Investment Day e Previdenza Day. Inoltre nel 2021 Alleanza ha sviluppato un piano editoriale sui canali social per promuovere la cultura finanziaria e assicurativa e sensibilizzare le persone su questi temi attraverso 20mila contenuti che hanno raggiunto oltre 53milioni di contatti.
Anche quest’anno la Compagnia aderisce al Mese dell’Educazione Finanziaria – organizzato dal Comitato di Educazione Finanziaria e sostenuto dal MISE – attraverso una serie di appuntamenti culminati con la presentazione dell’Edufin Index.

– Nella foto da sinistra Davide Passero, CEO Alleanza Assicurazioni e Country Chief Marketing & Product Officer di Generali Italia; Barbara Alemanni, Affiliate Professor di Banking and Insurance SDA Bocconi; Francesco Billari, Professore Ordinario di Demografia e Prorettore Vicario Università Bocconi (fonte: ufficio stampa Generali Italia) -.

(ITALPRESS).