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Salvatore Bocchetti nuovo allenatore del Verona

VERONA (ITALPRESS) – Esonerato Gabriele Cioffi, il Verona ha scelto Salvatore Bocchetti per guidare la prima squadra. Classe 1986, in questa stagione al timone della formazione Primavera dell’Hellas con cui ha totalizzato finora sette punti in sette gare, è alla sua prima esperienza in serie A da capo allenatore.
Bocchetti ha chiuso nel 2021 la sua lunga carriera da calciatore, durante la quale ha militato per nove anni nel campionato russo – vestendo le maglie del Rubin Kazan prima e dello Spartak Mosca poi – ed in Italia, nei campionati di Serie A e Serie B giocando con Lanciano, Ascoli, Frosinone, Genoa, Milan, Verona e Pescara. Conclusa la carriera da calciatore, nella scorsa stagione ha collaborato con Igor Tudor alla guida della prima squadra gialloblù, chiudendo il campionato 2021/22 di Serie A al nono posto in classifica con 53 punti conquistati. A seguire l’esperienza nella Primavera e ora la panchina dell’Hellas.
Dopo nove giornate diventano così 4 i cambi in panchina in serie A nella stagione 2022/2023. Il primo è avvenuto al Bologna dopo il quinto turno: Sinisa Mihajlovic paga con l’esonero un avvio deludente, con tre pareggi e due sconfitte (contro Lazio e Milan), e al suo posto arriva Thiago Motta. La sesta giornata è fatale invece a Giovanni Stroppa: nonostante il primo punto conquistato grazie al pari col Lecce, il Monza cambia e promuove alla guida della prima squadra Raffaele Palladino. E proprio i brianzoli sentenziano Marco Giampaolo: lo 0-3 di Marassi all’ottavo turno spinge la Samp ultima con appena 2 punti a mandare via il tecnico, offrendo la prima chance in Italia a Dejan Stankovic. La sconfitta nello scontro diretto con la Salernitana e i 5 punti collezionati in nove partite costano invece caro a Gabriele Cioffi, esonerato dal Verona che sceglie di promuovere il tecnico della Primavera, Salvatore Bocchetti.
Nella scorsa stagione furono in tutto 10 i cambi in panchina. I primi esoneri arrivarono alla terza giornata di campionato con Cagliari e Verona che diedero il benservito rispettivamente a Leonardo Semplici ed Eusebio Di Francesco.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Segre “Le istituzioni non lascino nessuno da solo”

ROMA (ITALPRESS) – “Auspico che tutto il Parlamento, con unità di intenti, sappia mettere in campo in collaborazione col Governo un impegno straordinario e urgentissimo per rispondere al grido di dolore che giunge da tante famiglie e da tante imprese che si dibattono sotto i colpi dell’inflazione e dell’eccezionale impennata dei costi dell’energia, che vedono un futuro nero, che temono che diseguaglianze e ingiustizie si dilatino ulteriormente anzichè ridursi. In questo senso avremo sempre al nostro fianco l’Unione Europea con i suoi valori e la concreta solidarietà di cui si è mostrata capace negli ultimi anni di grave crisi sanitaria e sociale”. Così Liliana Segre, aprendo la prima seduta
della XIX Legislatura in Senato.
“Non c’è un momento da perdere: dalle istituzioni democratiche deve venire il segnale chiaro che nessuno verrà lasciato solo, prima che la paura e la rabbia possano raggiungere i livelli di guardia e tracimare”, aggiunge.
“Oggi sono particolarmente emozionata di fronte al ruolo che in questa giornata la sorte mi riserva. In questo mese di ottobre nel quale cade il centenario della Marcia su Roma, che dette inizio alla dittatura fascista, tocca proprio ad una come me assumere momentaneamente la presidenza di questo tempio della democrazia che è il Senato della Repubblica – afferma Segre -. Ed il valore simbolico di questa circostanza casuale si amplifica nella mia mente perchè, vedete, ai miei tempi la scuola iniziava in ottobre; ed è impossibile per me non provare una sorta di vertigine ricordando che quella stessa bambina che in un giorno come questo del 1938, sconsolata e smarrita, fu costretta dalle leggi razziste a lasciare vuoto il suo banco delle scuole elementari, oggi si trova per uno strano destino addirittura sul banco più prestigioso del Senato”.
“Le grandi democrazie mature dimostrano di essere tali se, al di sopra delle divisioni partitiche e dell’esercizio dei diversi ruoli, sanno ritrovarsi unite in un nucleo essenziale di valori condivisi, di istituzioni rispettate, di emblemi riconosciuti – sottolinea la senatrice a vita -. In Italia il principale ancoraggio attorno al quale deve manifestarsi l’unità del nostro popolo è la Costituzione Repubblicana, che come disse Piero Calamandrei non è un pezzo di carta, ma è il testamento di 100.000 morti caduti nella lunga lotta per la libertà; una lotta che non inizia nel settembre del 1943 ma che vede idealmente come capofila Giacomo Matteotti”.
“Il popolo italiano ha sempre dimostrato un grande attaccamento alla sua Costituzione, l’ha sempre sentita amica – aggiunge -. In ogni occasione in cui sono stati interpellati, i cittadini hanno sempre scelto di difenderla, perchè da essa si sono sentiti difesi. E anche quando il Parlamento non ha saputo rispondere alla richiesta di intervenire su normative non conformi ai principi costituzionali – e purtroppo questo è accaduto spesso – la nostra Carta fondamentale ha consentito comunque alla Corte Costituzionale ed alla magistratura di svolgere un prezioso lavoro di applicazione giurisprudenziale, facendo sempre evolvere il diritto”.
“Naturalmente anche la Costituzione è perfettibile e può essere emendata (come essa stessa prevede all’art. 138), ma consentitemi di osservare che se le energie che da decenni vengono spese per cambiare la Costituzione – peraltro con risultati modesti e talora peggiorativi – fossero state invece impiegate per attuarla, il nostro sarebbe un Paese più giusto e anche più felice – sottolinea la senatrice a vita -. Il pensiero corre inevitabilmente all’art. 3, nel quale i padri e le madri costituenti non si accontentarono di bandire quelle discriminazioni basate su “sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”, che erano state l’essenza dell’ancien regime. Essi vollero anche lasciare un compito perpetuo alla “Repubblica”: “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Non è poesia e non è utopia: è la stella polare che dovrebbe guidarci tutti, anche se abbiamo programmi diversi per seguirla: rimuovere quegli ostacoli!”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Il vicesindaco Tomaello a presentazione stagione del Cus Venezia Volley

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VENEZIA (ITALPRESS) – Oltre 300 persone tra atleti e familiari hanno partecipato ieri sera al Palasport G.B. Gianquinto “Arsenale” alla presentazione della stagione 2022/23 della sezione volley del C.U.S. (Centro universitario sportivo) Venezia. Nel corso dell’appuntamento, a cui ha preso parte in rappresentanza della città il vicesindaco e assessore allo Sport Andrea Tomaello, insieme al presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano, Marco Borghi, sono stati illustrati i numeri della prossima stagione. Erano inoltre presenti il presidente del C.U.S. Massimo Zanotto, insieme al capo sezione Davide Marinelli, al direttore tecnico Andrea Grandese, oltre a tutti gli altri tecnici e dirigenti, il presidente regionale CONI, Dino Ponchio, il vicepresidente FIPAV regionale Giancarlo Vianello e i rappresentanti degli sponsor.
Sono oltre 300 gli iscritti alle attività della sezione pallavolo, di cui 130 a livello agonistico. Le attività giovanili volley S3 e avviamento contano 150 iscritti; 40 sono invece i partecipanti ai corsi amatoriali universitari. 13 sono i campionati federali che vedranno la partecipazione delle squadre veneziane: 3 maschili, con capolista in serie C, e 10 femminili: la squadra ‘targata’ Antenore Energia competerà in serie B2 dopo la promozione raggiunta nel giugno scorso.
Nel corso della serata sono stati premiati con una targa del C.U.S. due ragazzi: Sara Tocco, selezionata dalla rappresentativa provinciale per giocare al torneo dei territori e Andrea Grandese, allenatore rappresentativa provinciale.
Il vicesindaco Tomaello si è complimentato con le ragazze della squadra femminile per la promozione e ha rivolto un in bocca al lupo a tutti per prossimi tornei, ringraziando lo staff tecnico, i dirigenti e gli sponsor, che rendono possibile l’organizzazione di tutte le attività.

foto: ufficio stampa Comune di Venezia

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Countdown per la corsa inclusiva e solidale “Corribicocca”

MILANO (ITALPRESS) – Domenica 23 ottobre è in programma a Milano la quinta edizione di CorriBicocca. La corsa inclusiva e solidale organizzata dall’Università di Milano-Bicocca e dal CUS Milano quest’anno sostiene la Fondazione Asilo Mariuccia Onlus. Parte del ricavato delle iscrizioni sarà destinato al progetto per la ristrutturazione della palestra annessa ad una delle strutture del polo di Porto Valtravaglia (VA), sede in cui la Fondazione si occupa della formazione, dell’educazione e del reinserimento sociale di ragazzi tra i 14 e i 18 anni con problematiche familiari, minori extracomunitari senza possibilità di sostentamento e minori provenienti dal circuito penale. Anche per questa edizione sono tre le formule fra cui scegliere: la 5 chilometri non competitiva, la 10 chilometri non competitiva e la 10 chilometri competitiva. L’appuntamento per runner e appassionati di sport all’aperto è davanti al centro sportivo Bicocca stadium (all’altezza di viale Sarca 205, Milano), punto di partenza del percorso che si snoda tra le strade del quartiere. Tra le novità di quest’anno, la possibilità di partecipare con tutta la famiglia ad un prezzo ridotto: iscrivendo almeno due adulti e fino a tre under-14 è possibile usufruire di una tariffa speciale. Confermate anche le tariffe scontate per studenti, dipendenti e alumni dell’Università di Milano-Bicocca e per i gruppi con oltre 20 persone. Un’altra novità dell’edizione 2022 è l’assegnazione del titolo universitario regionale: lo studente e la studentessa che taglieranno per primi il traguardo dei 10 km competitivi otterranno l’ambito premio agonistico riconosciuto dal Cusi. Confermato il “Trofeo Bicocca”, assegnato al dipartimento universitario (comprensivo di studenti, docenti e dipendenti) che iscriverà più persone alla gara. Il riconoscimento va ad affiancarsi alle medaglie previste per la corsa agonistica, a quelle dedicate ai primi tre classificati universitari (maschile e femminile) e alla medaglia speciale per il partecipante junior più assiduo: il bambino o la bambina che non ha mai mancato l’appuntamento con la CorriBicocca partecipando a tutte le edizioni. “L’Università Bicocca si impegna con tutte le sue attività nella creazione di una comunità inclusiva, che non lasci indietro nessuno – ha dichiarato la rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni – è per questo che abbiamo scelto di sostenere il progetto della Fondazione Asilo Mariuccia, abbracciando con convinzione l’idea che lo sport sia un elemento centrale del percorso educativo dei giovani, in qualsiasi condizione sociale o economica essi si trovino. Con questo sodalizio CorriBicocca si conferma la gara dell’inclusività, oltre che una giornata di festa per la comunità accademica”. “L’Università Bicocca si conferma un ateneo attento alla salute e al benessere degli studenti e di tutta la comunità, e coinvolge nelle sue iniziative tutto il quartiere ed in particolare i giovani e le scuole – ha spiegato la delegata per lo sport universitario, Lucia Visconti Parisio -. Di recente l’Ateneo è stato insignito della certificazione Fisu Healthy Campus di livello GOLD, un successo che ci incoraggia a migliorare nelle dimensioni dello sport, della sostenibilità e della cura delle persone. Desideriamo che CorriBicocca divenga un appuntamento centrale per riunire il nostro quartiere e per unire le nostre forze nel sostegno a progetti inclusivi come quello di Asilo Mariuccia”. “Cus Milano, quale braccio operativo dell’Ateneo per le attività sportive, è da sempre promotore di attività motorie inclusive e con questa nuova edizione di CorriBicocca si avrà il coinvolgimento dell’intera comunità universitaria e della cittadinanza – ha ricordato il Presidente di Cus Milano Alessandro Castelli -. Questa quinta edizione dell’evento è anche occasione per festeggiare i 75 anni di storia del Cus Milano che da sempre è il riferimento organizzativo e sportivo degli studenti universitari di tutti gli atenei cittadini”. “Negli anni la Fondazione Asilo Mariuccia ha sempre cercato di garantire alle bambine e ai bambini e ai minori accolti presso gli Alloggi per l’Autonomia la possibilità di poter praticare un’attività sportiva come dispositivo pedagogico volto ad incrementare e sostenere il benessere psico-fisico, offrendo loro un’opportunità concreta di integrazione e inclusione sociale prescindendo dalle condizioni economiche e sociali di origine – ha affermato Camillo De Milato, presidente della Fondazione Asilo Mariuccia -. Lo sport con la sua funzione educativa risulta essere un’opportunità di formazione in grado di trasmettere pratiche di vita basate sulla solidarietà, la lealtà, il rispetto dell’altro e delle regole che sono principi declinabili e utilizzabili in altri contesti. Un mio ringraziamento personale va alla Rettrice, Giovanna Iannantuoni, che organizza questi eventi sportivi per sviluppare il bene comune a favore del territorio”.(ITALPRESS).

 

photo credits: ufficio stampa Università Milano Bicocca

Intesa Sanpaolo, dalla digitalizzazione in finanza opportunità e rischi

ROMA (ITALPRESS) – “L’inclusione finanziaria attraverso la digitalizzazione è una cosa positiva ma va affiancata dall’educazione finanziaria” perchè questa rappresenta “uno strumento di cittadinanza attiva” ed “essere alfabetizzati dal punto di vista finanziario significa essere cittadini consapevoli”. Lo ha detto Giovanna Paladino, direttrice del Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo, in un’intervista all’Italpress.
La digitalizzazione oggi assume un ruolo molto importante e ha sicuramente un impatto anche sui musei. “La tecnologia digitale – ha spiegato Paladino – è sicuramente una grande opportunità per i musei. Con l’esperienza del Covid i musei, non solo quelli di educazione finanziaria, hanno implementato una serie di attività online chiedendo ai visitatori di diventare utilizzatori. La digitalizzazione – ha proseguito – è uno strumento di coinvolgimento, ci aiuta a coinvolgere emozionalmente l’utilizzatore o il visitatore e c’è una potenzialità enorme: rispetto ai musei tradizionali, in cui la visita risulta meno interattiva, avere strumenti digitali all’interno di un museo permette maggiore interazione e scambio. Ovviamente – ha sottolineato – bisogna trovare il giusto equilibrio. La digitalizzazione da sola può essere anche molto fredda o può non portare a un apprendimento duraturo. Questo riguarda soprattutto i bambini, per cui normalmente le attività laboratoriali di tipo digitale si associano ad attività più interattive da un punto di vista personale”.
L’accesso al digitale, quindi, porta con sè grandi opportunità ma ci sono anche dei rischi. “L’inclusione finanziaria – ha spiegato Paladino – è molto importante. Per alcuni paesi, come quelli in via di sviluppo, essere in grado di aprire un conto corrente da un cellulare ha creato opportunità personali, individuali e per gli imprenditori che sono estremamente importanti. L’inclusione è una cosa positiva ma bisogna stare molto attenti: bisogna dare gli strumenti a chi li sa usare. E’ evidente che accanto a questa offerta digitale – ha continuato – bisogna anche pensare a un’offerta educativa perchè dare una carta di credito a qualcuno che non la sa usare può essere pericoloso, ci si può ritrovare in fenomeni di sovraindebitamento. L’inclusione finanziaria attraverso la digitalizzazione è una cosa positiva ma va affiancata dall’educazione finanziaria”, ha evidenziato.
I nuovi strumenti digitali aiutano soprattutto per quanto riguarda il risparmio ma per diventare investitori l’educazione finanziaria ha un ruolo fondamentale. In questo contesto, è necessario coinvolgere sempre più persone. “Ci sono studi, anche recenti, realizzati da me e da altri ricercatori della Banca d’Italia – ha affermato -, che dimostrano che per passare da risparmiatori a investitori quello che conta veramente è l’educazione finanziaria. In Italia siamo buoni risparmiatori ma pessimi investitori. Come riusciamo a realizzare questo passaggio? Allargando le competenze della popolazione e degli adulti. Non è facile coinvolgerli – ha proseguito – perchè gli adulti hanno tante cose da fare e non vogliono parlare di soldi. Esiste un fenomeno che è l’ansia finanziaria: parlare dei propri soldi mette ansia e la gente cerca di evitarlo. Riuscire ad arrivare agli adulti, che sono quelli che fanno le scelte economiche e finanziarie, non è facile. Bisogna offrire una varietà di proposte. L’offerta – ha spiegato – deve essere variegata e deve essere estremamente professionale, costruita da persone che fanno educazione finanziaria e non da chiunque. Bisogna mettersi a lavorare anche con le istituzioni”, ha aggiunto Paladino facendo riferimento alle “istituzioni politiche” che “dovrebbero dare un endorsement a questo tema perchè l’educazione finanziaria è uno strumento di cittadinanza attiva. Essere alfabetizzati dal punto di vista finanziario – ha evidenziato – significa essere cittadini consapevoli”. Per Paladino, quindi, in Italia occorre “parlarne molto di più”.
Proprio di questi temi si è discusso alla decima edizione dell’International Federation of Finance Museums, organizzata nei giorni scorsi dalla Banca d’Italia insieme al Museo del Risparmio di Torino, a Roma. “All’inizio di ottobre a Roma – ha ricordato Paladino – si è tenuta una conferenza di due giorni dedicata al tema della digitalizzazione e della consapevolezza finanziaria. Una conferenza internazionale che ha visto l’intervento di molti speaker da varie parti del mondo. I temi – ha proseguito – erano quelli legati a luoghi come i musei ma si è parlato anche dell’educazione finanziaria in senso accademico: qual è l’impatto dell’educazione finanziaria sul benessere delle persone e qual è il ruolo della digitalizzazione. In particolare nell’ambito della finanza, la strada della digitalizzazione non prevede un ritorno, quindi ci preoccupiamo tutti – ha concluso – di affiancare a questo progresso anche quello relativo alle capacità, al saper scegliere e al saper valutare i pro e i contro dei diversi strumenti”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Italia chiude Mondiale Master di Zara con 17 medaglie

ROMA (ITALPRESS) – Una grande Italia ha chiuso i Campionati del Mondo Master di Zara 2022 con diciassette medaglie (sette ori, tre argenti, sette bronzi) e il secondo posto nel medagliere generale, dietro soltanto agli Stati Uniti, ma con lo stesso numero di ori degli americani. In casa Italia si sono laureati campioni del Mondo Giulio Paroli (Fides Livorno) nella sciabola maschile cat. C, Martina Ganassin (Accademia Musumeci Greco) nel fioretto femminile cat. A, Fabio Di Russo (Frascati Scherma) nel fioretto maschile cat. A e poi la squadra di sciabola femminile composta da Costanza Drigo (Virtus Lame Tricolori), Gabriella Lo Muzio (Dauno Foggia), Claudia Bandieri (Officina della Scherma), Margherita Camerin (Lame Giallo blu), Iris Gardini (Ariminum) e Marinella Garzini (Polisportiva Scherma Bergamo), la squadra di sciabola maschile con Oliver Emmerich (Officina della Scherma), Stefano Lanciotti (Club Scherma Roma), Paolo Busi (Officina della Scherma), Andrea Bocconi (Oreste Puliti Lucca) e Giulio Paroli (Fides Livorno), la squadra di fioretto femminile formata da Elena Benucci (Circolo della Scherma Terni), Gianna Cirillo (CdS Mangiarotti Milano), Iris Gardini (Ariminum), Marinella Garzini (Polisportiva Scherma Bergamo), Liqin Wei (Accademia Scherma Cremona) e Martina Ganassin (Accademia Musumeci Greco) e la squadra di spada maschile con gli azzurri Riccardo Bonsignore Zanghì (Comini Padova), Cosimo Ferro (CUS Catania), Giuseppe Marino (Cesare Pompilio Genova), Federico Strano (Piccolo Teatro Milano), Gabriele Vincenzi (Club Scherma Koala Reggio Emilia) e Dino Mandrioli (CdS Mangiarotti Milano). Medaglia d’argento per Alberto Feira Chios (Fides Livorno) nella sciabola maschile cat. B, Luisa Milanoli (Pro Novara Scherma) nella spada femminile cat. A e Dino Mandrioli (CdS Mangiarotti Milano) nella spada maschile cat. C. Hanno invece conquistato il bronzo iridato Andrea Bocconi (Oreste Puliti Lucca) e Fabrizio Filippi (Fides Livorno) nella sciabola maschile cat. C, Iris Gardini (Ariminum) nella sciabola femminile e nel fioretto femminile cat. C, Marinella Garzini (Polisportiva Scherma Bergamo) nella sciabola femminile cat. C, Fabio Miraldi (CUS Siena) nel fioretto maschile cat. B. e la squadra di spada femminile composta da Ewa Borowa (Giannone Caserta), Gianna Cirillo (CdS Mangiarotti Milano), Iris Gardini (Ariminum), Marinella Garzini (Polisportiva Scherma Bergamo), Maria Adelaide Marini (Club Scherma Roma) e Luisa Milanoli (Pro Novara Scherma). Un risultato complessivo che migliora quanto fatto nell’edizione di Il Cairo 2019, in cui gli azzurri chiusero a quota 15 medaglie e al terzo posto nel medagliere. “Sono estremamente soddisfatto dei risultati ottenuti dai nostri atleti a questi campionati mondiali di Zara, che confermano le prestazioni entusiasmanti dei Campionati Europei di Amburgo – ha detto il Capo Delegazione Leonardo Patti – Abbiamo ottenuto il miglior risultato di sempre ai Campionati del Mondo con 7 medaglie d’oro e 17 medaglie in totale. Credo che sia importante sottolineare le prestazioni delle squadre con 4 vittorie sulle 6 gare previste, che mettono in evidenza il valore complessivo del nostro movimento: en-plein nella sciabola con due medaglie d’oro nelle due prove, la squadra maschile che vince per la quinta volta consecutiva e la squadra femminile che si ripete dopo Livorno 2018. Oro anche nel fioretto con la squadra femminile e nella spada con la squadra maschile, con quella femminile che conquista il bronzo. Ringrazio tutti gli atleti che si sono preparati a dovere, nonostante le difficoltà del periodo estivo, e tutto lo staff che, come sempre, ha prestato il suo servizio con competenza e professionalità ed è diventato un riferimento per tutte le altre delegazioni”. “Il settore Master si è confermato un’eccellenza e un motivo di vanto per la scherma italiana – ha commentato Paolo Azzi, Presidente della Federazione Italiana Scherma – Le 17 medaglie conquistate, di cui ben 7 d’oro, il secondo posto nel Medagliere alle spalle soltanto degli Stati Uniti pur con lo stesso numero di titoli mondiali vinti, rappresentano un bottino straordinario, che dà merito al lavoro di questi grandi atleti, ai rispettivi maestri e a tutto lo staff che ha operato al loro fianco. L’edizione di quest’anno in Croazia aveva un valore particolare: la kermesse iridata Master mancava da tre anni e non era affatto scontato riuscire a primeggiare come gli azzurri sono stati capaci di fare in tutte le armi, confermando quanto di buono fatto lo scorso mese di maggio negli Europei a squadre. E’ un risultato frutto d’impegno, programmazione e sacrifici, ma soprattutto dell’infinita passione che tutti i nostri Veterani nutrono per la scherma, senza stancarsi mai di alimentarla costantemente, conciliando impegni professionali e familiari. Un amore per lo sport senza età. Per questo, in loro c’è un grandissimo esempio che, persino più dei successi conseguiti, mi piace che arrivi ai più giovani e a tutto il nostro mondo”. Il Mondiale Master di Zara chiude così il cerchio delle grandi kermesse internazionali della “ripartenza” per la scherma italiana nel settore olimpico, in attesa della kermesse continentale paralimpica in programma a dicembre in Polonia. “Dalla scorsa primavera, cominciando con Europei e Mondiali giovanili e continuando con gli Assoluti, il movimento azzurro ha dimostrato competitività e qualità ottenendo titoli e medaglie in tutte le massime competizioni internazionali, di ogni categoria. E’ una significativa ed evidente cartolina dello stato di salute della scherma italiana, che ci fa ben sperare all’alba della stagione che segnerà l’inizio della Qualifica per Olimpiadi e Paralimpiadi di Parigi 2024 e che si concluderà con i due Mondiali 2023 in Italia, a Milano e Terni – ha chiosato Azzi -. Intanto, però, ci tengo a rinnovare i complimenti a tutta la Delegazione azzurra, guidata dal Presidente AMIS Leonardo Patti, che ci ha rappresentato al Campionato del Mondo Master di Zara, un grazie e un plauso estesi anche a chi non è riuscito a conquistare una medaglia ma ha sicuramente contribuito a un grande risultato di squadra che solo la certezza di un grande gruppo rende possibile”.
– Foto Bizzi Team –
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Ucraina, Onu approva una risoluzione di condanna delle annessioni russe

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che condanna i “referendum illegali” e la “tentata annessione illegale” della Russia di quattro regioni dell’Ucraina. I Paesi che hanno votato a favore sono 143, i contrari 5 e gli astenuti 35.
I 5 voti contrari sono arrivati da Russia, Bielorussia, Corea del Nord, Nicaragua e Siria, tra gli astenuti Cina e India.

– foto Agenziafotogramma.it –

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L’Inter ‘vede’ gli ottavi: 3-3 al Camp Nou contro il Barça

BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – L’Inter strappa un punto fondamentale al Camp Nou al termine di un 3-3 dalle mille emozioni. Sono Barella, Martinez e Gosens ad andare a segno per i nerazzurri, che meriterebbero l’intera posta in palio nonostante un super Lewandowski, doppietta per lui, dall’altra parte. Ma gli ottavi sono a un passo: basta battere il Viktoria Plzen per passare.
La prima chance è per i catalani e arriva al 9′, quando Lewandowski colpisce di testa dopo un corner dalla destra ma Mkhitaryan salva poco prima della linea di porta. Al 16′ sono però i nerazzurri a sfiorare il vantaggio. Calhanoglu calcia un piazzato dalla destra, Dzeko impatta con la punta e centra la traversa interna con la palla che, dopo una mischia, finisce sul destro di De Vrij che sbuccia però malamente la conclusione da ottima posizione. Al 28′ gli ospiti ripartono a gran velocità con Barella, il quale serve Dumfries che entra in area di gran carriera e calcia trovando però i guantoni aperti di Ter Stegen. Al 36′ la palla buona capita sul mancino di Raphinha che impatta male al volo a pochi passi dalla porta dopo un bell’assist dalla sinistra di Lewandowski. Il gol degli uomini di Xavi è nell’aria e arriva al 40′. Raphinha imbuca per Sergi Roberto che entra in area e serve un rasoterra velenoso in area sul quale arriva in corsa Dembèlè, che da due passi non può sbagliare. E’ l’1-0 con cui le due squadre vanno al riposo. In avvio di ripresa, gli uomini di Inzaghi trovano il pari dopo soli 5 minuti. Bastoni lancia splendidamente per Barella che sfrutta la dormita di Piquè sulla linea del fuorigioco, si infila tra le maglie avversarie e infila Ter Stegen con un bel mancino in girata. Al 56′ il portiere tedesco deve intervenire per sventare un colpo di testa ravvicinato di Skriniar, salvando così i suoi. I nerazzurri dominano e al 18′ trovano il meritato raddoppio. Calhanoglu sventaglia in area per Lautaro Martinez che salta Eric Garcia e va al tiro con il destro, la palla tocca due volte il palo prima di insaccarsi alle spalle del portiere per il 2-1. I blaugrana sembrano tramortiti, ma in maniera abbastanza casuale trova riescono a pareggiare al 37′ quando Lewandowski calcia di sinistro dopo un rimpallo trovando la deviazione involontaria di Bastoni che spiazza Onana per il 2-2. I padroni di casa si sbilanciano in avanti alla ricerca dei 3 punti e vengono puniti al 44′. Onana rilancia lungo trovando Lautaro che dalla destra serve una palla al bacio sul fronte opposto a Gosens che, tutto solo, batte Ter Stegen. Sembra finita ma non è così, perchè in pieno recupero ci sarà ancora tempo per il definitivo 3-3 siglato ancora da Lewandowski, che incorna in fondo al sacco sfruttando al meglio un bel cross di Eric Garcia dalla destra. Nei secondi finali, Asslani si mangia il possibile 4-3 e il risultato non cambia più. L’Inter può comunque gioire per un punto che le consente di salire a quota 7, a +3 sullo stesso Barcellona e con il match point qualificazione in caso di successo casalingo contro il fanalino di coda Viktoria Plzen nella sfida del prossimo 26 ottobre.
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