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Primo punto in A per il Monza, Lecce fermato sull’1-1

LECCE (ITALPRESS) – Al Via del Mare Lecce e Monza non vanno oltre l’1-1 nello scontro diretto salvezza della sesta giornata di Serie A. Sensi su punizione illude Stroppa, ma mette la firma sul primo punto dei biancorossi nel massimo campionato. Resta ancora a secco di vittorie il Lecce, come accaduto solamente due volte (nel 1985/86 e nel 1993/94) nella storia dei giallorossi dopo sei turni. Le due squadre si sfidano senza aver mai trovato un gol nella prima mezz’ora di gioco in questo campionato. Al 12′ è il Lecce a sfiorare il vantaggio: sugli sviluppi di un corner dalla sinistra, Baschirotto esce dai blocchi e di testa sfiora il palo. Al 28′ Banda si mette in luce con un cross dalla sinistra per Di Francesco che manca il pallone in spaccata. Al 35′ è il Monza a sbloccare il risultato. Merito di Stefano Sensi che si prende la responsabilità di un calcio di punizione dai 25 metri e disegna una traiettoria imprendibile per Falcone. Un cambio a testa all’intervallo. Stroppa schiera Molina per Birindelli, Baroni lancia Gonzalez al posto di Helgason. E il pareggio del Lecce porta proprio la firma del classe 2002. Al 49′ Banda cambia passo, Ceesay crossa e trova l’accorrente Gonzalez che non sbaglia.
Al 58′ si ferma Rovella e Stroppa deve ricorrere al cambio obbligato con Colpani. Fuori anche Caprari e Pessina, con Ciurria e Valoti in campo. Nel momento più delicato della partita, Stroppa sembra volersi affidare alla vecchia guardia che nella scorsa stagione conquistò la promozione. Baroni risponde con Colombo al centro dell’attacco al posto di Ceesay. Al 72′ il Lecce protesta per un tocco col braccio in area di Molina. L’arbitro Pairetto non concede il rigore, il Var non lo richiama. Al 90′ Gonzalez sfiora la doppietta: colpo di testa da calcio d’angolo, Di Gregorio risponde d’istinto. E il portiere si ripete un minuto dopo su Colombo. Nel finale un altro controllo Var per un tocco col braccio: non c’è rigore neanche questa volta. Le due neopromosse devono accontentarsi di un punto.
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Il Bologna vince in rimonta, Fiorentina battuta 2-1

BOLOGNA (ITALPRESS) – Dopo l’esonero di Mihajlovic arrivato in settimana, il Bologna batte in rimonta al Dall’Ara la Fiorentina di Italiano: 2-1 il finale di gara. Vittoria importante per il Bologna che, con Thiago Motta presente in tribuna, si gusta i tre punti conquistati ma con tanta apprensione per l’infortunio di Arnautovic, costretto a uscire nella seconda frazione di gioco per un sospetto stiramento. La prima azione da rete del match fatica ad arrivare e bisogna attendere il 19′, quando la formazione viola si rende protagonista sull’asse Barak-Kouame-Bonaventura, con l’ex centrocampista del Milan che dal limite manda il pallone sopra la traversa. I felsinei arrancano vistosamente e, al 24′, Martinez Quarta prova l’affondo vincente con un colpo di testa ma Skorupski è pronto e non si lascia sorprendere. I rossoblù provano il break e, al 36′, Terracciano si supera con un’uscita fuori area su Arnautovic e salva lo 0-0. Scampato il pericolo, due minuti dopo l’undici di Italiano torna a rendersi pericoloso con Dodò ma il brasiliano da ottima posizione non inquadra la porta e la prima frazione di gara si conclude sul risultato di 0-0.
Nella ripresa il tecnico della Fiorentina manda in campo Saponara per un inconsistente Sottil e il trequartista impiega pochi minuti per non deludere le aspettative del suo mister. Infatti, al 54′, dalla sinistra Saponara inventa un assist delizioso per Martinez Quarta che non deve far altro che appoggiare il pallone in rete per il vantaggio dei toscani. Lo svantaggio scuote i padroni di casa e, al 59′, su azione di ripartenza Arnautovic innesca Barrow che, favorito da un errore difensivo di Igor, davanti a Terracciano non sbaglia per la rete del momentaneo 1-1. Acciuffato il pareggio, il Bologna preme il piede sull’acceleratore e, al 62′, Kasius serve un assist rasoterra in area viola ad Arnautovic che appoggia in rete e completa la rimonta che regala i tre punti al Bologna nel dopo Mihajlovic.
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L’Udinese vola ed espugna Reggio Emilia, 3-1 al Sassuolo

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Vittoria in rimonta per l’Udinese, che batte per 3-1 il Sassuolo nella sfida del ‘Mapei Stadium’, aperta dal gol di Frattesi nella prima frazione e chiusa dalle reti dei neo entrati Beto e Samardzic.
Primo tempo intenso ed equilibrato, con un’Udinese molto aggressiva e propositiva, grazie soprattutto a Deulofeu e Pereyra, bravi su tutti ad imbastire trame di gioco pericolose per la formazione di Dionisi. Il primo colpo della gara lo batte però il Sassuolo, al minuto 33, con Lauriente bravo a farsi vedere al limite dell’area bianconera per poi servire in imbucata Frattesi, freddo e lucido nel battere Silvestri chiudendo ottimamente una delle sue solite incursioni offensive. Sesto gol in Serie A per il centrocampista romano, che coglie di sorpresa la retroguardia dell’Udinese fin a quel momento apparsa in buona giornata. Equilibrio del match che si ribalta, con Lauriente tra i più pericolosi in zona gol e Silvestri bravo a rispondere in un paio di circostanze. Nel finale di primo tempo nuovo capovolgimento di fronte in favore dell’Udinese, con Tressoldi che sbilancia Success imbucato perfettamente da Deulofeu e lanciato verso la porta di Consigli.
Fallo da ultimo uomo e cartellino rosso sventolato da Camplone all’indirizzo del difensore neroverde.
Prima frazione che si chiude dunque con il Sassuolo in dieci uomini, ma in vantaggio di un gol. Nel secondo tempo i due allenatori cambiano con Sottil che opta per l’ingresso di Samardzic, mentre Dionisi sceglie Ayhan per risistemare la difesa. Udinese arrembante, Sassuolo che difende con i denti stretti il vantaggio della prima frazione. Bianconeri in trazione anteriore e bravi, nel quarto d’ora finale, a trovare la rete del pareggio grazie al neo entrato Beto, che stacca di testa sul cross preciso di Pereyra e schiaccia in rete il gol dell’1-1. Finale tutto bianconero, con Samardzic che al 91′ trova dal limite dell’area il piazzato vincente che vale il 2-1, seguito solo due minuti più tardi dalla doppietta in contropiede di Beto che ha chiuso definitivamente la pratica al Mapei Stadium. Udinese, al quarto successo consecutivo, che vola in alta classifica: quarto posto con 13 punti, a -1 dalle prime tre della classe e a + 1 sull’Inter.
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Verstappen vince a Monza, Leclerc 2° e Sainz 4°

MONZA (ITALPRESS) – Max Verstappen vince il Gran Premio d’Italia di Formula 1. L’olandese conquista la sua undicesima vittoria in stagione, allungando in testa alla classifica per il Mondiale in una gara conclusasi in regime di safety car. Il poleman Charles Leclerc chiude al secondo posto, non riuscendo ad emulare il successo del 2019. Archivia il podio la Mercedes di George Russell, mentre Carlos Sainz (Ferrari) è autore di una splendida rimonta, dal diciottesimo posto al quarto. Recupera svariate posizioni anche Lewis Hamilton (Mercedes), quinto a precedere la Red Bull di Sergio Perez (sesto). Da segnalare una safety car in pista a circa 6 giri dal termine – che è durata fino al termine della gara – per la McLaren di Daniel Ricciardo costretta al ritiro per un problema tecnico. Forfait anche per le Aston Martin di Lance Stroll e Sebastian Vettel, oltre all’Alpine di Fernando Alonso.
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Hyundai vince in Grecia la gara più difficile per gomme e vetture

ATENE (GRECIA) (ITALPRESS) – Il Rally di Grecia, penultima gara su sterrato del Campionato mondiale Rally e tappa finale del Junior WRC, si chiude confermando la sua fama di gara durissima e spettacolare, piena di capovolgimenti in classifica e disavventure meccaniche, nella quale l’affidabilità delle gomme è stata l’unica certezza. A prevalere nel WRC1 sono state le Hyundai con una tripletta storica (in ordine Thierry Neuville, Ott Tanak, Dani Sordo), mentre nel FIA Junior WRC, altro monogomma Pirelli, si è imposto l’estone Robert Virves che con la vittoria in terra greca si aggiudica anche il titolo, superando sul filo di lana Sam Pajari, leader del campionato fino alla vigilia, e Jon Armstrong. Le pietre disseminate sui tracciati di tutte le prove speciali, soprattutto nei secondi passaggi, hanno costituito il maggiore pericolo per l’integrità delle vetture e delle gomme, in particolare nelle prove del sabato, le più lunghe di tutta la gara, caratterizzate anche dal caldo torrido e da superfici miste, che al mattino hanno consigliato a parecchi piloti una scelta gomma mista tra hard e soft.
Al venerdì, oltre i sassi, la sfida maggiore è stata costituita dalla polvere e dalla ghiaia con fondi che si sono rivelati spesso scivolosi e con scarso grip per i piloti partiti per primi, ma via via sempre più veloci per quelli che seguivano. Le corte ma accidentate e tortuose prove della domenica hanno riassunto le caratteristiche delle giornate precedenti suggerendo ai piloti usciti per prima, e in particolare quelli WRC1, una scelta gomme mista, orientamento generalmente confermato anche per la Power Stage. Infatti, a differenza dei rally precedenti, nei quali c’era stata una scelta a senso unico delle sole prime (le Scorpion Soft in quelle gare), al Rally di Grecia la strategia gomme dei piloti ha considerato tutta la gamma a disposizione, cercando di trarre il massimo dalle caratteristiche di ciascun pneumatico. Spazio è stato, così, dato anche alla option Scorpion Soft nel tentativo di trovare un giusto equilibrio tra la robustezza e la resistenza offerta dalle Scorpion Hard (prime) e il maggior grip assicurato dalle gomme a mescola morbida, utile soprattutto alle vetture che aprivano la strada sugli sterrati più sporchi.
La differenza l’hanno fatta decisamente le hard, le più adatte alle condizioni delle Grecia, poichè sono state in grado di assicurare massima affidabilità anche sui fondi più sporchi oltre che su quelli disseminati di pietre, che ne hanno messo a dura prova la robustezza della carcassa e la resistenza all’usura. In ogni caso, ottima anche la prestazione delle Scorpion soft, che spesso hanno aiutato nel primo passaggio chi partiva davanti e trovava fondi più scivolosi a contenere, almeno parzialmente, il gap con chi li seguiva. “Anche se manca ancora una gara su sterrato – ha dichiarato Terenzio Testoni, rally activity manager – si può tranquillamente affermare che questo è stato il rally più duro nelle ultime due stagioni come testimoniano i segni di usura sui battistrada e i segni dei colpi delle pietre sui fianchi delle gomme. In Nuova Zelanda avremo un’altra gara impegnativa, ma credo non paragonabile a questa”. “Nel corso della stagione abbiamo appreso molte cose che sicuramente metteremo a frutto trasferendole nella gamma da sterrato – ha aggiunto Testoni – ma direi che sia la hard sia la soft sono ormai delle certezze per i piloti, che vi fanno completo affidamento per affrontare gare sempre impegnative e spettacolari come quelle di questa stagione. Congratulazioni a Robert Virves: l’ha spuntata con merito nell’ultima gara di un campionato Junior combattutissimo e pieno di giovani di grande talento, che siamo felici di supportare come sempre abbiamo fatto con le nuove leve del Rally”.
Nel WRC2, anche fornito in esclusiva da Pirelli, si è imposto il finlandese Emil Lindholm su Škoda Fabia Rally2, che ha preso quasi subito il comando e ha resistito all’inseguimento prima del connazionale Teemu Suninen su Hyundai e poi di Nikolay Gryazin (Skoda).
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Berlusconi “Ai giovani stipendi di almeno mille euro al mese”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi mi voglio rivolgere ai giovani. A loro dobbiamo restituire la speranza per il futuro. Dobbiamo aiutarli ad avere un lavoro dignitoso, a potersi comprare una casa, formare una famiglia, crescere dei figli. Per questo, toglieremo ogni tassa e ogni spesa contributiva, per i primi due anni, ai datori di lavoro che assumeranno un ragazzo o una ragazza a tempo indeterminato”. Lo afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nella consueta “pillola” sul programma elettorale del partito. “Molti giovani però, oggi hanno solo contratti temporanei, di apprendistato, di praticantato. Quando saremo al governo interverremo affinchè il loro stipendio sia almeno di 1.000 euro al mese” aggiunge. “Non sarà un costo per le aziende, perchè l’eventuale maggiore esborso sarà compensato dai tagli sulle tasse e sulle altre spese contributive”.(ITALPRESS).

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Demiral illude l’Atalanta, solo un pari con la Cremonese

BERGAMO (ITALPRESS) – La maledizione interna dell’Atalanta continua. Finisce 1-1 il match della capolista contro la Cremonese. I nerazzurri non riescono a sfruttare il gol segnato a quindici minuti dal termine da Demiral, il pareggio è arrivato dopo pochi istanti con Valeri. Un punto a testa, le due squadre non vanno oltre: tanti gli errori da entrambe le parti e l’Atalanta non riesce a mantenere il primato solitario piazzandosi a quota 14 punti insieme a Milan e Napoli. Fondamentale il big match dell’Olimpico della prossima settimana contro la Roma. La gara del Gewiss Stadium ha ricalcato l’andamento interno della scorsa stagione, con l’Atalanta imprecisa soprattutto negli ultimi 16 metri. Le occasioni non sono mancate nel primo tempo. Ad aprire le danze è stato Luis Muriel, la conclusione del colombiano è però terminata sul fondo. La Cremonese ci ha provato con Escalante e Sernicola, ma la mira sbagliata ha rappresentato il leitmotiv di tutta la prima frazione. L’episodio che avrebbe potuto cambiare il match è capitato ai nerazzurri su punizione, al 64′ di gioco: Koopmeiners ha trovato il gol da posizione defilata ma la rete è stata annullata per un fallo di mano di Okoli.
Da quel momento in poi la partita si è accesa, è successo un pò di tutto in campo: Demiral, su un calcio di punizione sempre battuto da Koopmeiners, ha trovato il gol del vantaggio. Dopo pochi minuti gli ospiti hanno trovato la rete del pareggio: Ascacibar ha provato la conclusione dal limite, sull’errore di Musso Valeri è riuscito a ribadire in rete. Un gol che ha spento gli entusiasmi del pubblico. Nel finale i nerazzurri hanno sprecato un’occasione clamorosa con Okoli che da due passi ha calciato su Radu. Tanto nervosismo in casa atalantina nel recupero per l’occasione sprecata davanti ai propri tifosi.
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Meloni “Il Pnrr è una grande occasione, ma va modificato”

MILANO (ITALPRESS) – “Il Pnrr è una grande occasione e non va sprecata. Occorre accelerarne l’attuazione, perchè molti interventi sono in ritardo. E’ lo stesso ministro dell’Economia Franco a dirlo: dei circa 15 miliardi che dovevano essere spesi al 31 dicembre 2021 ne sono stati spesi poco più di 5, molti dei quali su progetti già in corso e rifinanziati. Poi è necessario portare avanti un suo mirato aggiornamento, rimodulando le risorse italiane del Fondo complementare e proponendo alla Commissione Ue di sostenere modifiche specifiche nell’ambito di quanto previsto dal regolamento Ue”. Lo dice la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervistata dal quotidiano della Cei, Avvenire. Nella stessa intervista, Meloni ha sottolineato l’importanza della natalità per il futuro del Paese. “E’ il primo punto del nostro programma perchè se non torniamo, come dice il presidente dell’Istat Blangiardo, a produrre ‘Pil demograficò l’Italia è destinata a scomparire. Serve un piano imponente, anche sul fronte culturale, per riscoprire la bellezza della genitorialità. Tante le cose da fare: progressiva introduzione del quoziente familiare, aumento dell’assegno unico e universale, riduzione dell’aliquota Iva sui prodotti per la prima infanzia, incentivi alle aziende che assumono neomamme, sostegno ai Comuni per aiutarli ad assicurare asili nido gratuiti e aperti fino all’orario di chiusura di negozi e uffici. Vogliamo poi che le famiglie con disabili possano contare su sostegni concreti, anche aumentando la quota deducibile dalle tasse per le spese sostenute dalle famiglie per l’impiego di badanti per persone non autosufficienti” spiega Giorgia Meloni. A proposito, invece, del post voto, la leader di Fdi ha assicurato: “Non faremo governi arcobaleno”. (ITALPRESS).

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