PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – La passerella finale del Tour de France viene conquistata da Jasper Philipsen. Volata stupenda a Parigi a incoronare il belga dell’Alpecin-Deceuninck davanti all’olandese Dylan Groenewegen (Team Bikeexchange-Jayco) e al norvegese Alexander Kristoff (Intermache): “Non posso ancora crederci, è un sogno che si avvera. Lo realizzerò nei prossimi giorni perchè si tratta della ciliegina sulla torta. Mi sono messo in una buona posizione nello sprint e sono orgoglioso di aver vinto sugli Champs-E’lysèes”. Si chiude senza particolari sorprese, ma all’insegna del rispetto, della sportività e del talento un’edizione storica del Tour de France. Può finalmente ufficializzare il proprio successo e portarsi a casa la maglia gialla Jonas Vingegaard. Il danese aveva chiuso i conti già nella cronometro di ieri e oggi ha blindato i discorsi per la maglia a pois, quella riservata gli scalatori davanti al tedesco Geschke e Giulio Ciccone. A dir poco dominata invece la maglia verde da Wout Van Aert (Jumbo-Visma) a quota 480 punti, mentre Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) si consola amaramente con la maglia bianca del miglior giovane.
Tra le scene più belle della passerella del Tour de France c’è da segnalare l’attacco a sorpresa di Van Aert e Pogacar dopo la partenza del chilometro zero, entrambi seguiti e ripresi ovviamente da Vingegaard. Sorrisi e espressioni piuttosto sciolte per un trio che ha segnato la storia di questa Grande Boucle. La maglia gialla ha poi brindato durante la tappa con gli altri compagni della Jumbo-Visma, per l’ennesima conferma di una tappa sottoforma di festa. E anche oggi, come ormai abitudine, si è verificata una positività al Covid: dopo Chris Froome, Simon Clarke e Jakob Fuglsang qualche giorno fa, è il turno di Michael Woods il quale non ha preso parte dell’ultimissima frazione.
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Passerella a Philipsen, Tour de France a Vingegaard
Isola “Una sola sosta grazie a grip e performance”
LE CASTELLET (FRANCIA) (ITALPRESS) – “In condizioni climatiche così estreme, con un picco massimo che sull’asfalto ha raggiunto i 57 gradi centigradi era lecito pensare che la strategia a due soste fosse la più efficace. Alla fine, però, si è verificato quanto inizialmente previsto, una sosta sola, da subito indicata come la più veloce, grazie alla tenuta di entrambe le mescole, Hard e Medium. Il degrado, elevato, ben gestito dai piloti in pista, è stato in linea con le aspettative, così come in alcuni casi il blistering non ha compromesso nè la performance nè l’aderenza delle gomme, garantendo un’altra gara rivelatasi imprevedibile ed eccitante”. Questa l’analisi di Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli, al termine del Gran Premio di Francia che ha visto il trionfo di Max Verstappen. Per l’olandese settima vittoria stagionale effettuando un solo pit stop, passando dal treno iniziale di P Zero Medium a un set di P Zero Hard al 16.mo giro, solamente un paio di giri prima dell’ingresso della Safety Car, a causa dell’uscita di pista di Leclerc. La maggioranza dei piloti ha approfittato dell’opportunità della presenza della Safety car per effettuare una sosta, per quasi tutti da Medium ad Hard, considerando che solo tre monoposto si erano presentate in griglia con le Hard.
E proprio Carlos Sainz, uno dei tre su Hard, partito dalla 19.ma posizione per la penalità dovuta al cambio del motore, è riuscito a risalire fino al quinto posto, mettendo le Medium durante la Safety Car e ancora le Medium a 11 giri dalla fine, risultando uno dei pochi a effettuare due soste in gara. Condizioni climatiche come da copione con picco massimo di temperatura asfalto a 57 gradi.
Per quanto riguarda le mescole, ecco il dettaglio:
HARD C2: La mescola chiave di questa gara, ha offerto sia durabilità che prestazioni. Verstappen ha completato lo stint più lungo su 36 giri ed è interessante notare come non fossero stati effettuati long run da nessun team nelle giornate precedenti.
MEDIUM C3: La scelta più popolare per iniziare la gara, ha mostrato un livello di degrado meno elevato delle aspettative e un ottimo equilibrio in queste condizioni impegnative, in particolare nelle mani di Sainz, che ha fatto uno stint intermedio di 24 giri che lo ha portato a contendersi il podio dalle retrovie. Sainz ha anche ottenuto il giro più veloce su questa mescola.
SOFT C4: Protagonista in qualifica ma non utilizzata in gara, l’elevato degrado l’ha resa incompatibile con una strategia a una sola sosta.
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Mondiali di Atletica, Stano d’oro nella 35 km di Marcia
EUGENE (USA) (ITALPRESS) – Massimo Stano scrive la storia e trionfa nella 35 km di marcia maschile ai Mondiali di atletica in corso a Eugene. Il campione olimpico azzurro di Tokyo ha tagliato il traguardo con il tempo di 2h23’14”, avendo la meglio in un’intensa battaglia finale sul giapponese Masatora Kawano. Completa il podio lo svedese Perseus Karlstroem. Per l’Italia prima medaglia d’oro in questa kermesse iridata.
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Tennis, Musetti batte Alcaraz in finale e trionfa ad Amburgo
AMBURGO (GERMANIA) (ITALPRESS) – Lorenzo Musetti trionfa all'”Hamburg European Open”, battendo Carlos Alcaraz nella finale del torneo ATP 500 (montepremi di 1.770.865) sulla terra rossa del Rothenbaum Tennis Stadium di Amburgo. Arriva in Germania, dunque, il primo titolo Atp per il 20enne di Carrara che grazie a questo successo otterrà anche il “best ranking” in carriera. Musetti si è imposto per 2-1, con il risultato di 6-4, 6-7 (6), 6-4 sul 19enne spagnolo, sesto nel ranking e prima testa di serie del torneo, dopo 2 ore e 47 minuti di gioco.
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Sono 51.208 i casi Covid e 77 le vittime in 24 ore, positività al 19,5%
ROMA (ITALPRESS) – Sono 51.208 i nuovi casi positivi al Coronavirus e 77 i morti registrati (ieri 116). Sono i dati del bollettino quotidiano del ministero della Salute. Aumentano i ricoveri (+68), ma scendono i casi dei pazienti ricoverati in terapia intensiva (- 3). I tamponi eseguiti sono 262.032 (ieri 350.630) con un tasso di positività che sale di un punto dal 19,4% al 19,5%. Il totale delle vittime dall’inizio dell’epidemia da Covid-19 è di 170.875. In aumento, il numero dei ricoveri ordinari: sono 68 in meno (ieri -87), per un totale di 10.925.
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Formula 1, Verstappen vince in Francia, Leclerc out
LE CASTELLET (FRANCIA) (ITALPRESS) – Max Verstappen vince il Gran Premio di Francia di Formula 1. Il pilota della Red Bull ritorna alla vittoria a Le Castellet e fortifica la propria leadership mondiale, complice il ritiro di Charles Leclerc. Il monegasco della Ferrari, infatti, si è ritirato dopo essere finito a muro quando era al comando della gara. Podio completato dalle due Mercedes di Lewis Hamilton e George Russell, a precedere l’altra Red Bull di Sergio Perez. Da segnalare la grande rimonta di Carlos Sainz (Ferrari), partito penultimo per via della penalità legata alla power unit e capace di issarsi in quinta posizione davanti all’Alpine di Fernando Alonso. Settimo Lando Norris (McLaren) a precedere Esteban Ocon (Alpine).
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Matteo Berrettini sconfitto in finale da Ruud al torneo Gstaad
GSTAAD (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Delusione per Matteo Berrettini.
Casper Ruud ha vinto la finale dello “Swiss Open Gstaad”, Atp 250 da 534.555 euro che si è disputato sulla terra rossa della Roy Emerson Arena della città elvetica.
Il norvegese, testa di serie numero 1 e campione in carica ha avuto la meglio in rimonta dopo oltre due ore e mezza di gara. Berettini si è aggiudicato il primo set per 6-4, quindi ha ceduto al tie-break nel secondo per 7-6 (4), ma nel terzo set Ruud ha avuto vita agevole vincendo per 6-2. Per il 26enne romano è stata l’undicesima finale in carriera, la terza (consecutiva) in questo 2022. Berrettini interrompe la serie positiva di 12 partite, la miglior in carriera con le vittorie sull’erba tedesca e su quella londinese. Per il 23enne di Oslo è la tredicesima finale in carriera, la quinta di questo 2022 che l’ha visto raggiungere l’ultimo atto anche al Roland Garros.
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Mondiali, Azzi “Atleti hanno risposto bene, obiettivo Milano2023”
ROMA (ITALPRESS) – Il Campionato del Mondo Cairo 2022 si è appena concluso dando risposte importanti in casa Italia a tre anni di distanza dall’ultima rassegna iridata e con una nuova squadra che si è messa in gioco ottenendo grandi risultati fin da subito. “Questo è l’inizio di un percorso – ha detto il Presidente della Federazione italiana Scherma Paolo Azzi – abbiamo affrontato questo Mondiale con ben nove esordienti in squadra e sette di loro tornano con la medaglia al collo. Hanno dato risposte positive in pedana, hanno dimostrato personalità fino al risultato splendido di Tommaso Marini nel fioretto o i quarti di finale colti da Pietro Torre nella sciabola, ma tutti direi che hanno risposto bene all’impegno e questo avvalora il senso di soddisfazione al di là del numero di medaglie, che è comunque importante. Ci siamo scrollati l’ansia di vincere l’oro che iniziava a farsi strada e il bilancio è positivo”.
“Il clima che si respira all’interno delle squadre è molto buono – ha proseguito il numero uno della FIS – I tecnici di prima hanno guidato le nostre squadre per anni con ottimi risultati, i tecnici che adesso hanno la responsabilità stanno facendo un ottimo lavoro. Il cambiamento porta sembra un nuovo stimolo e questo magari è servito. Sono contento del loro lavoro e dell’approccio nei confronti degli atleti”.
Tanti gli atleti che si sono presi la scena, ma per il Presidente Azzi la copertina del Mondiale ha tre facce. “Voglio sottolineare le quattro medaglie su quattro nella spada a squadre tra Europei e Mondiali, l’exploit di Tommaso Marini e il ritorno a livelli stratosferici di Arianna Errigo: sono loro i protagonisti di questo Mondiale egiziano”.
Adesso il prossimo appuntamento iridato sarà in casa, a Milano nel 2023. “E’ una bella responsabilità e opportunità: tirare in casa il torneo di qualificazione olimpica ci metterà nelle condizioni migliori per fare bene. L’organizzazione al Cairo è stata buona, quello di Milano sarà un Mondiale impostato in maniera diversa proprio per le caratteristiche della struttura. Il progetto prevede una sorta di cittadella della scherma attorno al palazzetto centrale, speriamo di essere bravi a curare tutti gli aspetti del campo gara, tutto quello che le squadre sentono. La cura dei dettagli sarà importante”.
Soddisfazione anche nelle parole del capo delegazione della Federazione italiana Scherma Maurizio Randazzo. “Direi che abbiamo fatto proprio una bella spedizione – ha ammesso – e il bilancio finale è ottimo”.
L’Italia ha presentato una squadra rinnovata composta da un mix di giovani emergenti e di atleti navigati, che si sono fatti valere nella rassegna iridata. “C’erano nove giovani – ha spiegato Randazzo – e credo che il rinnovamento post olimpico abbia dato i suoi frutti grazie anche ai CT e ai maestri che hanno preparato l’evento al meglio. Certo, ci eravamo abituati bene dopo le 14 medaglie europee, però direi che 8 medaglie con una partecipazione nutrita, anche senza la Russia, ci permette di dire che abbiamo fatto molto bene. Ci sono tanti giovani, ma è vero anche che ci sono gli esperti che sono il modello da seguire e che hanno garantito l’esperienza necessaria per i momenti cruciali. Bisogna dare merito a tutti questi ragazzi di essersi meritati la convocazione”.
– foto: ufficio stampa Federscherma
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