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Meloni “Governa chi vince alle urne, la regola non cambia”

ROMA (ITALPRESS) – “Chi prende più voti andrà a Palazzo Chigi. Questa regola ha sempre funzionato: chi vince governa. Non abbiamo nemmeno il tempo di cambiarla”. Lo dice in un’intervista a La Stampa Giorgia Meloni, in merito alla candidatura alla premiership nel centrodestra.
Su Draghi, Meloni spiega: “Non ho capito tutte le sue mosse. Era evidente che fosse stufo delle liti Prima si è dimesso, poi ha deciso di tornare indietro. Fin qui c’è una logica. Da quel punto in poi non mi è chiara la strategia: lui ha preso in considerazione l’ipotesi di andare avanti senza il M5S, ma allora perchè nel discorso se l’è presa con un’altra parte della sua maggioranza? Non puoi pensare che arrivi in Aula, meni tutti e gli altri ti dicano “bravo”. Una parte di me è convinta che Draghi volesse andarsene. Forse perchè, sapendo che l’autunno sarà duro, non voleva vedere l’arrivo della tempesta da Palazzo Chigi”.
“Il centrodestra può vincere le elezioni, ma governerà in una fase complessa – sottolinea la leader di Fdi -. Ogni partito ha un programma di partenza, ma essendo la condizione difficile, e avendo buone chance di vittoria, nel programma comune dovremmo concentrarci sulle cose che si possono fare. Meglio mettere una cosa in meno, che una in più che non si può realizzare”.

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Di Maio “L’agenda Draghi è lo spartiacque”

ROMA (ITALPRESS) -“La caduta di Draghi ha sconvolto tutto, il panorama politico si è rimescolato. Perciò adesso si stanno parlando le forze responsabili e che possano vantare credibilità”, dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una intervista a “Repubblica”. Di chiaro c’è solo l’alleanza con il Pd. “L’interlocuzione in corso è tra quelli che condividono un’idea d’Italia, la possibilità che l’agenda Draghi torni al governo del Paese. Questo è lo spartiacque. Ma non abbiamo solo la destra da fronteggiare: c’è anche Giuseppe Conte che fa parte di quel populismo unito al sovranismo, corresponsabile di quanto è successo. Avevamo dei provvedimenti in cantiere che dovevano aiutare le famiglie, ad esempio sul caro benzina e sul caro gas: sui tavoli europei sarà difficile fare battaglia con un governo che si occupa solo degli affari correnti” aggiunge Di Maio.
“Per quanto mi riguarda il Movimento non c’è più. Ho contribuito a fondarlo e costruirlo e a torto o ragione era nato per andare al governo e cambiare le cose, non sfasciare i governi per complicare le cose” dice parlando del suo ex movimento. “Se vogliamo davvero costruire un’area di unità nazionale che guardi all’obiettivo di mettere a posto questo Paese, con una prospettiva, una visione, una programmazione, non posso rispondere tramite le interviste o le repliche all’uno o all’altro tweet, io vorrei cercare di unire come stanno facendo tanti altri. Se ci riusciamo bene. Se non ci riusciamo allora vorrà dire che gli elettori prenderanno atto anche di questo” dice parlando della ritrosia di Carlo Calenda ad allearsi con il suo nuovo partito. “Ho lavorato bene con tutti i ministri, il clima che c’era fuori tra le forze politiche non era quello che vivevamo dentro il Consiglio dei ministri. Se sono degli interlocutori dovranno deciderlo loro, lo dico anche per rispetto nei loro confronti” aggiunge parlando dei ministri fuoriusciti da Forza Italia.

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Sbarra “Urgenze del Paese non possono aspettare il voto”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ un gravissimo errore chiudere la fase di unità nazionale nel mezzo della peggiore crisi economica, sociale, sanitaria della nostra storia ed in prossimità di scadenze e appuntamenti fondamentali, a partire dalla definizione di nuove misure per affrontare le emergenze sociali e, naturalmente, dai contenuti della nuova Legge di Bilancio”. E’ quanto sottolinea oggi il Segretario Generale della Cisl , Luigi Sbarra in una intervista all'”Avvenire”. “Per questo abbiamo apprezzato la decisione saggia del Capo dello Stato di lasciare al Governo dimissionario il compito di accompagnare il Paese alle nuove consultazioni, in un ottica che permetta una continuità nella gestione dell’emergenza. E’ in questa prospettiva che, già a fine luglio, aspettiamo risposte forti e misure urgenti di sostegno contro un’inflazione che schiaccia i redditi e i risparmi delle fasce deboli”, aggiunge il leader Cisl.
“Come ha detto il Presidente Mattarella ci sono urgenze che vanno subito affrontate. Non possiamo aspettare il risultato delle elezioni. Il mutato quadro politico non cambia l’elenco delle cose da fare e la domanda di coesione , equità e giustizia sociale che viene dal Paese. Per questo, nel rispetto dell’autonomia delle forze politiche, lanciamo un appello alla responsabilità e chiediamo a tutti i gruppi parlamentari, ai partiti, alle altre organizzazioni di rappresentanza, di sostenere già dai prossimi giorni un’agenda sociale che non ha bandiere nè colori partitici, ma che nasce invece dalle istanze reali di un Paese in mezzo al guado”. Sbarra aggiunge di “condividere pienamente l’appello del Cardinale Zuppi. La cosa peggiore che possiamo fare è tornare a un logica dell’uomo solo al comando, con una politica auto -sufficiente, fatta di slogan e bandierine identitarie, di quel vuoto conflitto muscolare che ha bloccato per 20 anni riforme e investimenti. Non possiamo permettercelo. Le scadenze europee, i fondi del PNRR con i 55 obiettivi che dobbiamo portare al traguardo entro la fine dell’anno, lo shock energetico e il galoppante caro-prezzi, le condizioni di milioni di lavoratori, famiglie, pensionati, non consentono tentennamenti, speculazioni, ulteriori demagogie.
Chiunque vincerà le elezioni avrà bisogno di ricercare il più ampio consenso sociale ed il contributo di un sindacalismo responsabile se vogliamo davvero cambiare il paese con riforme eque e condivise”, sottolinea il leader Cisl.

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Renzi “Superare veti e costruire polo del buonsenso”

ROMA (ITALPRESS) – “Il polo del buon senso è quello che serve all’Italia contro chi vorrebbe uscire dall’euro o contro chi banalmente ha mandato a casa l’italiano più stimato di tutti”. Così al Tg1 il fondatore di Italia Viva Matteo Renzi. “Rispetto ai grandi problemi che ci sono – ha aggiunto Renzi – c’è una parte del Paese che dice mettiamo al centro quelli che sanno fare le cose, e io penso che nel centro ci siano tante persone che possono essere persone di buon senso. O lo si fa adesso o non lo si fa più”, superando, afferma Renzi “i veti incrociati”. “Se Draghi è andato a casa l’Italia è più debole, e la responsabilità è di Conte e dei Cinque stelle da un lato e di Salvini e di Berlusconi dall’altra – ha aggiunto – Chi oggi vuole mantenere l’idea di un’Europa forte e di un’Italia credibile in Europa deve sapere – ha aggiunto – che bisogna mettersi insieme se no vince la destra” e “sulla base dei contenuti chi ci sta può vincere le elezioni. Se si continua con le chiacchiere vuote non si va da nessuna parte”.
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Fiorettiste azzurre sul tetto del mondo, Spadisti d’argento

IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – Nella penultima giornata dei Campionati Mondiali Cairo 2022 sono arrivate altre due medaglie per l’Italia, che portano il totale a sette. Il primo attesissimo oro si deve al fioretto femminile azzurro, che è tornato sul tetto del mondo. Dopo cinque anni Arianna Errigo, Alice Volpi, Martina Favaretto e Francesca Palumbo si sono infatti laureate campionesse iridate al termine di una giornata che le ha viste dominare ogni assalto.
Le fiorettiste azzurre, dopo aver saltato il turno da 32 in quanto teste di serie numero 1, ieri hanno conquistato il pass per i quarti grazie alla vittoria per 45-19 sull’Austria. Oggi hanno subito guadagnato il passaggio in semifinale battendo la Polonia 45-26 e poi hanno avuto la meglio sul Giappone 45-37 grazie a una Arianna Errigo in grande spolvero. In finale il quartetto del CT Stefano Cerioni ha superato 45-27 gli Stati Uniti, così come già fatto nella finale per il bronzo dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020.
Le azzurre, che non scendono dal podio iridato dal 2009, erano reduci dai due argenti di Wuxi 2018 e Budapest 2019. La loro stagione si conclude nel migliore dei modi: oro europeo, oro mondiale e primo posto del ranking internazionale.
“Vincere è sempre bello, ma non è scontato essere favorite e poi riuscire a confermarsi – ha spiegato capitan Errigo – Oggi siamo state molto brave e siamo contente. Siamo felici del nostro lavoro e una grande soddisfazione è essere tornate numero uno al mondo dopo un pò di tempo e averlo dimostrato anche qui. Ci siamo dette che è un peccato che non c’è la Russia perchè quando tiriamo così non abbiamo paura di nessuno”.
Dopo il titolo europeo la squadra di spada maschile si mette al collo anche la medaglia d’argento mondiale. Andrea Santarelli, Davide Di Veroli, Federico Vismara e Gabriele Cimini hanno perso la finale 45-42 contro la Francia, squadra che avevano battuto nella semifinale europea il mese scorso, dopo essere stati in parità fino alla settima frazione, ma sono tornati sul podio iridato dopo ben 15 anni (l’ultima volta era stata a San Pietroburgo 2007 e finì anche allora con un argento).
Ieri nel tabellone dei 32 gli azzurri hanno battuto l’Azerbaijan 45-31 per poi ripetersi contro la Svezia, superata 45-32. Oggi ai quarti hanno vinto sull’Ucraina 45-39 dopo un match equilibrato fino alla fine, che si è chiuso con l’allungo di Davide Di Veroli in ultima frazione, mentre in semifinale hanno sconfitto in uno splendido match il Giappone dei campioni olimpici per 41-31.
“Non credo che oggi sia mancato qualcosa – ha detto a fine gara Santarelli – la Francia è uno squadrone e penso che noi e loro siamo i più forti di tutti. Purtroppo questi assalti si vincono e si perdono, loro oggi per alcune stoccate sono stati più forti”.
Sempre oggi, con le fasi preliminari, sono iniziate anche le ultime due prove a squadre in programma al Mondiale del Cairo. La formazione di sciabola femminile composta da Rossella Gregorio, Martina Criscio, Michela Battiston ed Eloisa Passaro, già ammessa di diritto nel tabellone da 16, ha superato la temibile Grecia 45-42 e domani sarà attesa dall’Ungheria. Il team del fioretto maschile, con Daniele Garozzo, Tommaso Marini, Alessio Foconi e Guillaume Bianchi ha saltato il turno da 64 in quanto testa di serie numero 1 e ha debuttato col successo contro l’Uzbekistan (45-31), per poi avere la meglio anche sul Brasile 45-17.
– Foto ufficio stampa Federscherma –
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Gp Francia, Isola “Per le qualifiche mescola Soft”

LE CASTELLET (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Con temperature che oggi sono arrivate a sfiorare i 56 gradi – per poco non si è eguagliato il caldo record avuto in Malesia nel 2016! – tutti i compound impiegati hanno performato bene. Mi sembra chiaro che la Soft sarà la mescola usata per la qualifica ed è interessante vedere che un secondo giro veloce sia possibile, raffreddando le gomme, alternando tra un giro veloce e l’altro grazie a un buon recupero di aderenza e performance. Questo si potrebbe tradurre in un risparmio sui set di gomme in qualifica, che potrebbe rivelarsi cruciale nell’ avere più medium e hard per l’intera strategia di gara”. Questa l’analisi di Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli, dopo le libere del venerdì del Gran Premio di Francia. Una giornata caratterizzata da temperature che hanno raggiunto gli oltre 55 gradi in pista (55.6 picco massimo nella FP1). Carlos Sainz su Ferrari ha fatto segnare il tempo più veloce in assoluto in FP2, raccogliendo il testimone del compagno di squadra Charles Leclerc, il più veloce nella caldissima sessione precedente. Tornati alla normalità dopo il formato Sprint della corsa in Austria, i team si sono concentrati sullo schema di sviluppo più classico, provando le medium per i long run e le soft per la qualifica.
Da un punto di vista prestazionale i dati mostrano un gap fra le mescole stimabile in 0.6 secondi fra Soft e Medium, 0.9 fra Medium e Hard, una differenza che comunque deve tener conto dell’evoluzione di una pista che in queste condizioni può rappresentare il tema centrale del fine settimana francese.
Nyck de Vries, ex campione del Mondo di F2, è sceso in pista in FP1 sulla Mercedes di Hamilton, facendo segnare il nono miglior tempo, guidando sia su Soft che su Medium.
– Ufficio stampa Pirelli –
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Mondiali scherma, oro fioretto donne e argento spada uomini

IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – Arrivano due medaglie, un oro e un argento, per l’Italscherma nella quinta giornata dei Mondiali a Il Cairo, che portano il totale del medagliere azzurro a quota sette. La squadra azzurra del fioretto femminile, guidata dal ct Stefano Cerioni, ha vinto l’oro, il primo di questa edizione. Arianna Errigo, Alice Volpi, Martina Favaretto e Francesca Palumbo hanno battuto 45-27 gli Stati Uniti in finale. Le azzurre, che salgono sul podio ininterrottamente dal 2009, avevano vinto l’ultimo oro mondiale nel 2017 a Lipsia, poi erano arrivati due argenti (nel 2018 e nel 2019).
La squadra azzurra della spada maschile, guidata dal ct Dario Chiadò e composta da Andrea Santarelli, Davide Di Veroli, Federico Vismara e Gabriele Cimini, ha vinto l’argento, avendo ceduto in finale di fronte alla Francia con il punteggio di 45-42. Gli azzurri hanno comunque conquistato una finale che mancava dal 2007, a San Pietroburgo, quando era arrivato un argento, ultima medaglia mondiale prima di quella odierna in questa gara.
-foto ufficio stampa Fis –
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Speranza “M5S ha sbagliato, ma l’avversario rimane la destra”

ROMA (ITALPRESS) – “Serve un centrosinistra nuovo che metta al centro il lavoro e la giustizia sociale, con una proposta che difenda sanità e scuola pubblica”. Lo dice al Tg3 il ministro della Salute e leader di Articolo 1, Roberto Speranza.
Quanto al M5S, per Speranza “ha commesso un errore grave in Senato, ma per me – aggiunge – l’avversario rimane la destra, che propone la stessa aliquota per chi guadagna un milione di euro e per un infermiere, che negli Stati Uniti cancella con un tratto di penna 50 anni di battaglie a difesa dei diritti delle donne, e che nega la grande emergenza climatica e ambientale”.

– foto agenziafotogramma.it –

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