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Un successo “Notte Forte 2022”, evento glamour dell’italian lifestyle

FORTE DEI MARMI (ITALPRESS) – Giunta ormai alla terza edizione, Notte Forte 2022, è l’evento glamour che si è tenuto nella splendida location dello storico stabilimento Bagni Annetta, sulla sabbia di Forte dei Marmi. Notte Forte 2022 è il party più esclusivo dell’estate, all’insegna dell’Italian lifestyle, del design, della moda e dell’arte, al quale hanno preso parte 400 ospiti, tra cui molti vip ed esponenti del mondo della moda e del design. L’evento nasce nel 2019 grazie all’idea del patron Bruno Cardin, Ceo della Project Company Europea BI.CI., che da oltre 30 anni opera nel mercato dell’interior design e dell’outdoor contemporaneo, specializzata nell’arredamento luxury e moderno. BI.CI. ha anche avviato da tre anni una collaborazione stilistica con la Maison Alessandro Martorana (direttore creativo di BI.CI.), creando un equilibrio perfetto tra moda e design. Lo scopo di Notte Forte 2022 è quello di dare valore all’Italian lifestyle, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Per Bruno Cardin, Ceo di BI.CI. “Con questo party vogliamo festeggiare, insieme ai clienti e amici, la nostra capacità di mettere l’uomo, il benessere e il buon vivere al centro dei nostri progetti. Ed è questa caratteristica che ci rende speciali, la possibilità di realizzare ambienti personalizzati in cui gli elementi dell’arredo diventano oggetti che elevano l’animo umano. Tradizione e savoir-faire vengono salvaguardati e inseriti in un contesto dove la creatività e una visione personale della bellezza, sono i principi guida di ogni realizzazione. In tal senso, la nostra professionalità ci ha garantito partnership d’eccellenza con i migliori brand internazionali”. Tanti i vip presenti all’evento, tra cui lo sportivo ed ex sciatore Giorgio Rocca; la showgirl Elena Barolo; la conduttrice tv Elenoire Casalegno; l’architetto e designer Marco Casamonti; l’esperto di finanza personale Alfio Bardolla, i volti di SkyTG24 Sara Brusco e Gianmarco Tavani. La serata è iniziata con il walk-in degli ospiti, a seguire è stato offerto un aperitivo con dj set di Andrea & Michele di Radio Deejay e una cena sotto le stelle, in cui si è avuto modo di degustare le eccellenze culinarie del ‘made in Italy’. Il tutto è stato accompagnato da momenti esclusivi di intrattenimento, tra danze acrobatiche e sound design curato dagli artisti di Radio Deejay (Andrea & Michele) in un’atmosfera rarefatta tra il cielo e il mare di Forte dei Marmi. “Anche attraverso una notte glamour come questa, si può fare arte e valorizzare la bellezza ‘made in Italy’ per vivere un’esperienza unica sullo sfondo della ripartenza del Paese”, conclude Cardin. Molti gli sponsor di Notte Forte, edizione 2022: Hublot, Dom Pèrignon, Banca Ifis, Gaggenau, Meridiani, Novacucina, Artom, Bartorelli, Car&Car, Edilfare piscine, Greci, Platek, Mandy Group. L’ufficio stampa dell’evento è stato curato da Ital Communications di Attilio Lombardi.(ITALPRESS).

Photo credits Ital Communications

Governo, Renzi “Verifica maggioranza? Sì se M5s se ne va”

MILANO (ITALPRESS) – “Se il Movimento 5 Stelle se ne va” la verifica di maggioranza chiesta da Silvio Berlusconi “a maggior ragione è un tema da affrontare tutti insieme col Presidente del Consiglio. Io sono orgoglioso di avere mandato a casa Conte e di avere portato Draghi. E’ chiaro che se non c’è più il M5S, per me si può andare avanti anche senza, ma bisogna vedere se ci sono la volontà e i numeri e su che cosa. Qui c’è da non perdere i soldi europei, il Pnrr, da fare la legge di bilancio, poi forse qualcuno vuole fare la legge elettorale”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi a margine della presentazione del libro dell’ex ministro della Giustizia Claudio Martelli al teatro Parenti di Milano. (ITALPRESS).

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SPAGNA ’82, 40 ANNI FA L’ITALIA CAMPIONE DEL MONDO

Quarant’anni dopo ai moschettieri azzurri non ci avrebbe pensato neanche Dumas. Ci abbiamo pensato noi, italiani – dopo avere ignorato il decennale, il ventennale e il trentennale – per due motivi: il primo, rimpiangere con un alto spirito Paolo Rossi che ci ha lasciato troppo presto, quel Pablito ch’è stato il protagonista del Mundial insieme a Zoff (se Dino non avesse parato quel colpaccio di Oscar saremmo andati tutti a casa); il secondo, far buon uso di una Vittoria messa in banca per gli inevitabili giorni di una depressione che l’Italia non si fa mai mancare. Non a caso il successo del 1982 ebbe un peso politico eccezionale: il pallone, come la pietra filosofale, trasformò il piombo di quegli anni nell’oro di cui avevamo bisogno per tornare a vivere decorosamente. Di lì a poco, infatti, ci fu il boom del Made in Italy: Armani aveva già vestito la Nazionale (“Lo feci per Bearzot” – disse Giorgio), stava esplodendo lo stile Della Valle, Montezemolo azzurrava altri sogni mentre Franco Uncini, spinto dall’aria che tirava, diventava campione del mondo della 500.
Serve, lo sport, eccome. Pertini lo capì a modo suo, non prenotando celebrazioni per molti impossibili ma aprendo la striminzita lista dei fiduciosi seguaci di Bearzot (quorum ego) dicendo francamente, come usava, “Lasciate lavorare in pace Bearzot, sa quel che fa, è onesto e perbene”.
Il perentorio ordine presidenziale accese il popolo, convertì qualche pusillanime spaventato, preoccupò ma non convinse la massa dei critici mediatici capeggiati da un Gianni Brera scettico (ma corretto) seguito da dozzine di scribi obnubilati e insolenti. Il calcio era passato in secondo piano, divorato dalle caste intellettuali e dalla politica, e invece dopo la laboriosa e stremante qualificazione di Vigo, a Barcellona, con l’Argentina, le idee e gli uomini di Bearzot realizzarono il bello del calcio che è sintesi di qualità e rendimento. Era talmente bella – e feroce – quell’Italia che innervosì vieppiù i denigratori mentre il mondo intero dopo il Brasile – lo gridò Mik Jagger vestendo sul palco di Torino la maglia di Paolo Rossi – ci accreditò una possibile Vittoria sulla Germania. I teutoni, razionali, ci fecero da sparring partner al Bernabeu mentre Pertini danzava in tribuna d’onore insieme al (romano) Re di Spagna inducendo al sorriso anche il cancelliere di Germania Helmuth Schmidt.
Si era appena riacceso il sorriso di Pablito, vibrava ancora nell’aria l’urlo di Tardelli e il carro dei vincitori si trasformava in un accogliente lungo treno pieno di pentiti cui lo stesso Pertini – illuminato – sottrasse gli Azzurri invitandoli nel suo aereo personale offrendogli un’altra partita: la sua, a scopone, con Bearzot, Zoff e Causio. Fummo reduci felici da quell’avventurosa spedizione e ritrovammo l’Italia intera con noi.

SPAGNA ’82, 40 ANNI FA L’ITALIA CAMPIONE DEL MONDO

Era l’11 luglio. L’Italia intera credeva ormai in Bearzot, in Rossi, in tutti gli azzurri. Non si poteva che vincere contro la Germania nella finale di Madrid. Out l’infortunato Antognoni? Tutto bene; Cabrini sbagliò un rigore? L’Italia avrebbe vinto lo stesso. Nella ripresa Rossi segnò il suo sesto gol (e fu capocannoniere). Raddoppiò Tardelli e lanciò quell’urlo che diventò il simbolo del Mondiale vinto. Altobelli entrò al posto di Graziani e fece il terzo gol, poi Breitner segnò il gol del 3-1. Pertini non trattenne la propria gioia accanto al re Juan Carlos di Spagna e all’avvocato Sordillo, presidente della Federazione. In finale giocarono: Zoff, Bergomi, Cabrini; Gentile, Collovati, Scirea; Conti, Tardelli, Rossi, Oriali, Graziani (poi Altobelli e Causio). Ma vanno ricordati anche Antognoni e Marini, assenti nella finale. L’Italia impazzì per gli azzurri, per i gol di Rossi (che non avrebbe dovuto giocare, per i moralisti e ne fece in tutto sei) e per Bearzot: “Uno che non ha mai capito di calcio…” come scrisse qualcuno prima dei Mondiali. “Uno che non ha sbagliato una virgola” dopo la brillante vittoria. Gli avversari di Bearzot, zittiti dalla folgorante seconda parte dei Mondiali di Spagna, si ricompattarono e celebrarono il successo, salendo sul carro dei vincitori.
L’Italia, felice, dimenticò in fretta gli insulti al ct e certe malevole allusioni alla coppia Cabrini-Rossi. Vennero santificati quelli che erano stati i diavoli: per esempio l’esordiente Bergomi, “lo zio”, che aveva annullato Rummenigge, che poi sarebbe diventato suo compagno nell’Inter. Dino Zoff, il capitano che aveva risposto con i suoi monosillabi nasali ai giornalisti durante il silenzio stampa, fu immortalato con il presidente Pertini, il riabilitato Bearzot e Franco Causio mentre giocavano a carte sull’aereo di ritorno dopo il trionfo del Bernabeu. “L’impresentabile” Paolo Rossi, capocannoniere del torneo, venne ribattezzato Pablito e rappresentato a perenne ricordo dell’impresa madrilena della Nazionale. Bruno Conti, non era più la scimmia che mangiava le noccioline con Bearzot, ma il “Garrincha di Nettuno”. Anni dopo, nel 1997, in un’osteria di Milano, gli azzurri festeggiarono i 70 anni di Bearzot. Gaetano Scirea, scomparso tragicamente in Polonia era rappresentato dal figlio Riccardo. L’unica nota triste dell’adunata dei campioni del Mondo. Enzo Bearzot soffiò sulle settanta candeline, poi per l’ultimo nostro servizio targato RAI, ci disse che quella del 1982 “era stata una bellissima esperienza sportiva, ma soprattutto umana”.
Ai suoi ragazzi dedicò parole di miele: “Sarete sempre presenti nel mio cuore e nella mia testa”. I “suoi figli” dissero frasi riconoscenti. Tardelli: “E’ stato per me un papà”, Zoff “Se non si offende lo considero quasi un secondo padre”. Pablito confessò: “Se non avessi avuto un allenatore come Bearzot non avrei fatto sei gol ai Mondiale”. Cabrini: “Un uomo, una leggenda”. Conti: “Quando eravamo in ritiro, guai a chi ci toccava le noccioline. Ci chiamarono le due scimmiette”. Oriali, il mediano celebrato da Ligabue in “Una vita da mediano” disse: “Devo ringraziare Bearzot per quello che ha fatto da allenatore, ma soprattutto come uomo”. Un aggettivo di Gentile: “Mitico”. Il ct terminò la sua intervista dicendo: “I nemici non si dimenticano, si perdonano”. Parola di Bearzot. Dopo Vittorio Pozzo, soltanto lui, prima di Lippi nel 2006.

Covid, 37.756 i nuovi positivi, 127 le vittime

MILANO (ITALPRESS) – Sono 37.756 i nuovi casi di Coronavirus in Italia, su un totale di 188.153 test effettuati nelle ultime 24 ore. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino emesso dal Ministero della Salute. Le vittime sono 127, in aumento rispetto alle 44 di ieri, che portano a 169.233 il totale delle persone che hanno perso la vita da inizio pandemia. Il tasso di positività si abbassa al 20,07% rispetto al 26,3% di ieri. Sono 360 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 10 in più rispetto a ieri, mentre i ricoverati nei reparti ordinari sono 9.454, 410 in più rispetto a ieri. (ITALPRESS).

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Top Manager Reputation, sul podio Messina, Descalzi e Starace

ROMA (ITALPRESS) – A giugno Carlo Messina (84.18) resta saldo al primo posto della classifica Top Manager Reputation di Reputation Science. Nell’ultimo mese, il CEO di Intesa Sanpaolo ha avviato con Fondazione Belisario un progetto per sostenere talenti ed aziende al femminile, inaugurato il nuovo laboratorio di ricerca dedicato all’intelligenza artificiale e presentato le Gallerie d’Italia di Palazzo Turinetti a Torino, appena ristrutturato e riportato alla sua magnificenza, ma non solo. Il top manager ha fatto sentire la propria voce a 360°: ha posto attenzione alla politica, con gli apprezzamenti per il lavoro svolto dal Governo Draghi, e al tema dell’indipendenza finanziaria (e non solo) dell’Italia, materia geopolitica. Un dato che mette in luce un tratto sempre più distintivo dei top manager: quando scoppia una crisi che coinvolge anche il Paese, aumentano il raggio del proprio impegno. Percepiscono la frattura in corso e agiscono per correggere la traiettoria, non solo della propria azienda. E’ un tempismo delicato che contraddistingue la vera leadership dei grandi executive, soprattutto in anni turbolenti come questi. Non a caso, tra le dimensioni strategiche di maggior impatto, a giugno cresce proprio quella relativa alla leadership (49%, +2% rispetto all’ultimo mese).
Si conferma infatti secondo Claudio Descalzi (80.05) di Eni, impegnato sul delicato fronte internazionale degli approvvigionamenti energetici e dei rapporti con la Russia. Sale al terzo Francesco Starace (79.53): l’Ad di Enel ha rimarcato l’impegno dell’azienda verso l’obiettivo Net Zero entro il 2040, con dieci anni di anticipo rispetto a quanto previsto. E’ questo un altro asset (anche di comunicazione) sul quale i manager puntano sempre più: la dimensione ESG ora rappresenta quasi un terzo delle conversazioni sui top manager italiani (31%), in crescita del 3% su maggio. Attenzione all’ambiente ma non solo: lo ha ricordato Matteo Del Fante (79.38), ribadendo l’impegno di Poste Italiane anche per il sociale. Avanzano i protagonisti del cluster Industria, guidato da Stellantis: il presidente John Elkann (75.40), sempre più coinvolto con Ferrari sul tema dell’elettrificazione, guadagna il quinto posto, sale fino al 16° l’AD Carlos Tavares (60.46).
Consolidano le proprie posizioni il settore energetico, con Stefano Antonio Donnarumma (75.19) di Terna e Renato Mazzoncini (72.58) di A2A, e quello dedicato alla moda con Brunello Cucinelli (68.99), Giorgio Armani (68.05), Remo Ruffini (62.17) e Renzo Rosso (61.26). Sale tra i migliori 10 manager Luigi Ferraris (67.29) di Ferrovie dello Stato Italiane. In crescita Urbano Cairo (64.16). Nel mondo Finance si confermano Philippe Donnet (61.74) di Assicurazioni Generali e Alessandro Benetton (60.60), mentre si avvicina alla top15 Andrea Orcel (59.12) di Unicredit. In top100 forte ascesa di Pietro Labriola di Tim (+31 posizioni).

– foto agenziafotogramma.it –

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Tuscany Health, l’ecosistema che porta la Toscana nel futuro delle scienze della vita

FIRENZE (ITALPRESS) – Tuscany Health Ecosystem, acronimo THE. È il nuovo ecosistema dell’innovazione che punta a fare sempre più della Toscana la “regione della salute”, consolidando e sviluppando l’intera area delle scienze della vita. Aggregherà competenze scientifiche e ricerca per far crescere le tecnologie dedicate alla salute e al benessere. THE è uno degli 11 ecosistemi dell’innovazione finanziati nell’ambito della Missione 4 del Pnrr (Istruzione e Ricerca), l’unico dedicato al settore delle life sciences. Riceverà dal Ministero dell’Università e della ricerca un finanziamento di 110 milioni di euro. Presentato in una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati, nasce da una proposta progettuale degli Atenei toscani, con l’Università di Firenze in qualità di capofila, e si inserisce nel solco delle linee strategiche tracciate dalla Regione Toscana riguardo al settore delle scienze della vita. Dal punto di vista operativo l’ecosistema riserverà una parte del finanziamento all’erogazione, sulla base di appositi bandi pubblici, di fondi per la ricerca applicata ad aziende e spin off nonché all’assunzione a tempo determinato di circa 300 nuovi giovani ricercatori e ricercatrici. Si dispiegherà, secondo i tempi definiti dal Pnrr, in un arco temporale di tre anni. Complessivamente sono 22 i soggetti che parteciperanno al nuovo ecosistema THE: 7 Università, 6 enti pubblici ed enti pubblici di ricerca, 9 imprese o soggetti privati. “Oggi – dichiara Alessandra Petrucci, rettrice dell’Università di Firenze – presentiamo il risultato di un percorso impegnativo, iniziato nel febbraio scorso con la presentazione della proposta progettuale e concluso solo pochi giorni fa con l’assegnazione del finanziamento di 110 milioni di euro da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca. È quindi un momento di grande soddisfazione per tutta la ‘squadra’ coinvolta, che vede in prima fila tutte le università toscane, ma anche enti di ricerca, soggetti pubblici e privati. Tuscany Health Ecosystem rappresenta una sfida importante: i processi di innovazione nelle scienze della vita richiedono un approccio multidisciplinare, competenze specialistiche di alto livello, contaminazione incrociata di tecnologie e conoscenze, un dialogo efficace con e tra ricercatori, clinici, aziende, istituzioni, consulenti, facilitando la loro interazione. THE conta su tutti questi elementi e può rispondere ai bisogni di innovazione e formazione del settore, consentendo il consolidamento dell’ecosistema regionale e rafforzandone la competitività su scala regionale, nazionale e globale”. “La nascita di questo ecosistema, reso possibile grazie alle risorse del Pnrr, rappresenta un passaggio cruciale che proietta ulteriormente la Toscana nel futuro”, afferma il presidente della Regione Eugenio Giani, che sottolinea: “Distretto delle scienze della vita, nascita del Biotecnopolo di Siena, investimenti privati per la piattaforma logistica nell’interporto di Guasticce, ora questo grande e generoso contributo da parte del mondo accademico alleato del tessuto produttivo: è evidente il salto in avanti che tutti insieme stiamo facendo, a partire proprio dal settore delle life sciences. Una regione sempre più consapevole della direzione verso cui andare, quella dell’innovazione, dello scambio tra Università e imprese, del trasferimento tecnologico. Oggi è un bel giorno per i nostri territori, che dà speranza, anche alle giovani generazioni. Mi piace sottolineare che l’intera operazione consentirà a molte ragazze e ragazzi che vogliono fare ricerca di essere coinvolti in un percorso interessante e promettente”.
“Ricerca applicata, trasferimento tecnologico, interazione tra Università, Enti di Ricerca e Imprese, integrazione di competenze e discipline diverse – aggiunge l’assessora a Università e ricerca Alessandra Nardini – sono assi portanti di una solida ripresa, un elemento fondamentale per creare un modello di sviluppo sostenibile, competitivo e in grado di distribuire le sue ricadute su tutta la società e di migliorare la qualità della vita delle cittadine e dei cittadini. Ringrazio tutte le Università, gli enti di ricerca, il Mur, le imprese che hanno creduto e credono in questo nuovo ecosistema. La finalità del progetto, quella di rafforzare l’ecosistema della ricerca e dell’innovazione, si pone pienamente in linea con gli obiettivi perseguiti dalle politiche regionali che, con diversi strumenti, da tempo mirano a favorire la collaborazione fra i diversi attori del sistema; le capacità innovative di un territorio, infatti, non dipendono solo dagli investimenti in ricerca dei singoli ma, soprattutto, dalla capacità di metterli a frutto attraverso relazioni di cooperazione fra le diverse parti dell’ecosistema’.
‘Sono certa – prosegue Nardini – che con il progetto THE nascerà un grande gioco di squadra nel quale la collaborazione virtuosa fra il mondo della ricerca, le imprese, le amministrazioni pubbliche consentirà di affrontare le grandi sfide con le quali siamo chiamati a confrontarci e di rilanciare un percorso di crescita sostenibile – sia in termini sociali che ambientali – per la nostra regione. Dalla Toscana arriva quindi una nuova prova della capacità di creare sinergie virtuose, di saper cogliere le opportunità del piano nazionale di ripresa e resilienza, di compiere scelte lungimiranti”. Come richiesto dal bando pubblico emanato dal Mur a febbraio, la struttura dell’ecosistema è organizzata secondo il modello hub & spoke. La funzione di hub (coordinamento e gestione delle attività) sarà svolta da una società consortile appositamente costituita il 9 giugno scorso, che conta 12 membri: le Università di Firenze, di Pisa e di Siena, Scuola Superiore Sant’Anna e Scuola Normale Superiore di Pisa, l’Imt Scuola Alti Studi Lucca, l’Università per Stranieri di Siena, l’Istituto Italiano di Tecnologia, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Toscana Life Sciences, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Confindustria Toscana.
Un ecosistema dell’innovazione è un sistema dinamico di soggetti, attività e strumenti, che attraverso relazioni e interazioni produce innovazione in maniera rinnovabile e sostenibile, creando valore per tutti gli attori che lo animano e per le comunità di riferimento. Spinge la ricerca verso le applicazioni e le aziende per far crescere le tecnologie, agevolando il trasferimento tecnologico e accelerando la trasformazione digitale dei processi produttivi. Gli ecosistemi dell’innovazione, secondo il Pnrr, nascono infatti in aree di specializzazione tecnologica coerenti con le vocazioni industriali e di ricerca del territorio di riferimento, promuovendo e rafforzando la collaborazione tra il sistema di ricerca, quello produttivo e le istituzioni territoriali. Le attività di THE si articoleranno in 10 settori o nodi di ricerca (spoke), tutti legati a tematiche avanzate di scienze della vita e affidati alla responsabilità di uno dei membri dell’ecosistema.
I programmi di formazione imprenditoriale, dedicati non solo agli spin-off ma anche a ricercatori e studenti, sono stati organizzati come iniziative congiunte dei partner per stimolare lo sviluppo di idee di carattere produttivo-industriale e come attività ulteriori di supporto agli spin-off accademici. Nel dettaglio, l’ecosistema affronterà i temi delle radioterapie avanzate e della diagnostica in oncologia, della medicina preventiva e predittiva, delle tecnologie, metodi e materiali avanzati per la salute e il benessere dell’uomo, delle nanotecnologie per la diagnosi e la terapia, dell’implementazione e innovazione per la salute e il benessere, della medicina di precisione e assistenza sanitaria personalizzata, dell’innovazione della medicina traslazionale, delle biotecnologie e imaging nelle neuroscienze, della robotica e automazione per la salute, della salute della popolazione.
-foto ufficio stampa Regione Toscana –
(ITALPRESS).

Venezia, Campo Pellestrina intitolato a Don Olinto Marella

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VENEZIA (ITALPRESS) – Il ricordo di una vita spesa per gli altri e l’omaggio a un concittadino scomparso durante l’Acqua Granda del 2019. Questa mattina a Pellestrina si è svolta l’intitolazione di due nuove aree: campo Don Olinto Marella, nato a Pellestrina (14.6.1882 – 6.9.1969), riconosciuto Beato nel 2020, e Parchetto Giannino Scarpa, una piccola area verde in memoria del settantottenne morto nella notte tra il 12 ed il 13 novembre del 2019, in occasione dell’Acqua Granda. A inaugurare la nuova toponomastica l’assessore Paola Mar, che ha introdotto le cerimonia a cui hanno partecipato numerosi cittadini residenti sull’isola. In apertura le parole del cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, che ha inviato un messaggio letto dall’assessore: “Don Olinto è stato un dono condiviso tra la diocesi di Chioggia e quella di Bologna. E’ stato un testimone del Vangelo, ha speso tutta la sua vita per gli altri, nell’autentica convinzione che la carità e la fede fossero indivisibili”. Il campo intitolato a Don Olinto si trova tra Calle dei Busi e strada comunale della Laguna. “Queste intitolazioni sono il frutto di un lavoro condiviso – ha esordito l’assessore Mar – Ci sono persone che spendono la vita per la loro comunità, come Don Olinto, che ha servito con il proprio impegno giornaliero le persone più umili. Quando intitoliamo un luogo della città tutti noi ci arricchiamo delle storie e delle vite di coloro a cui dedichiamo una via, un campo, una piazza”. Alla cerimonia presente anche l’assessore alla Sicurezza, Elisabetta Pesce: “Questa celebrazione è la dimostrazione della vicinanza dell’Amministrazione all’isola di Pellestrina”. Il consigliere delegato ai Rapporti con le Isole, Alessandro Scarpa Marta, ha testimoniato “La grande emozione per la nostra isola, che ha dato i natali a una persona che ha fatto molto per i bambini e i più poveri”. Concetto ripreso dal presidente di Municipalità Lido-Pellestrina, Emilio Guberti. La cerimonia è seguita con la lettura di una poesia in omaggio a Don Olinto letta da un cittadino dell’isola, poi la benedizione del parroco, Renato Feletti. Rito che si è ripetuto anche nella seconda celebrazione. A Giannino Scarpa è stata invece intitolata un’area verde adibita a parchetto pubblico all’incrocio tra la strada comunale dei Murazzi e carizzada n.48. La commozione dei concittadini dell’uomo ha accompagnato la cerimonia di intitolazione. Accanto all’assessore Mar presente il figlio di Giannino, Emilio Scarpa. Stretti dagli abbracci dei presenti anche la moglie Caterina Vianello e gli altri due figli, Enrico e Pierangelo Scarpa. “Questa intitolazione non restituirà Giannino alla sua famiglia – ha aggiunto Mar ricordando il suo arrivo sull’isola poche ore dopo la devastazione – Però ci ricorderà sempre di questo avvenimento e la nostra responsabilità di fronte a una natura ingovernabile, che oggi ci pone davanti all’attuale problema dei cambiamenti climatici”.

– Foto ufficio stampa Comune di Venezia –

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