ALESSANDRIA (ITALPRESS) – “Poichè dall’esito della TAC la condizione di Stefano è risultata stabile, oggi è stato trasferito al Presidio Riabilitativo Borsalino dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria. Qui potrà iniziare il suo percorso di riabilitazione: ha già riacquisito una buona vigilanza, quindi i presupposti per un progressivo miglioramento ci sono”. Ad annunciare le dimissioni di Stefano Tacconi dal reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Alessandria è il direttore della struttura, Andrea Barbanera. “Naturalmente dovrà ancora eseguire dei controlli radiologici, ma dopo l’ultimo intervento non ha più problemi in sospeso”, ha assicurato Barbanera in una nota. Il 65enne ex portiere della Juventus e della Nazionale era ricoverato dallo scorso 23 aprile a seguito di un’emorragia cerebrale ed è stato operato lo scorso 6 giugno. Ad anticipare la buona notizia era stato questa mattina il figlio Andrea su Facebook.
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Tacconi inizia il percorso di riabilitazione
Bosch, nel 2021 in Italia fatturato +20% a 2,4 miliardi
MILANO (ITALPRESS) – Bosch nel 2021 ha conseguito in Italia un volume d’affari di 2,4 miliardi di euro, registrando una crescita di circa il 20% rispetto all’anno precedente. Nonostante il difficile contesto globale, l’azienda ha raggiunto un ottimo risultato in tutti i settori di business. In Italia, il Gruppo Bosch è attivo con 20 società e 4 centri di ricerca, con un organico di oltre 5.800 collaboratori. “La crescita significativa del 2021 di Bosch Italia ci spinge con fiducia e impegno verso le nuove sfide future. Lo conferma l’andamento positivo registrato nel primo trimestre di quest’anno – afferma Renato Lastaria, General Manager del Gruppo Bosch in Italia -. Le previsioni complessive per il 2022 sono difficili poiché condizionate da una situazione mondiale molto incerta sia a livello geopolitico, che comporta la scarsa fornitura di materie prime, prezzi e mercati volatili, sia a livello sociale con gli effetti dello spettro della pandemia. Certamente dobbiamo considerare i fattori di incertezza che ancora permangono e, allo stesso tempo, continuare a perseguire con responsabilità il nostro obiettivo di offrire prodotti e soluzioni tecnologiche nel rispetto dell’ambiente. La digitalizzazione, l’efficienza energetica e la sostenibilità costituiscono il nostro core business, per questo il Gruppo sta investendo, dalla mobilità al riscaldamento, in tecnologie per la neutralità climatica come l’elettrificazione e l’idrogeno”.
Nel 2021 il settore Mobility Solutions ha performato meglio del mercato di riferimento. Il risultato è stato conseguito grazie alla fornitura di prodotti e servizi per la mobilità del futuro, in particolare con focus sull’elettromobilità. È stato intensificato anche il lavoro di supporto del cliente Stellantis, che dopo il suo riassetto strategico è attualmente attivo in Italia con oltre 20 marchi. La divisione Automotive Aftermarket ha chiuso l’anno con un risultato superiore al mercato di riferimento, grazie ai continui investimenti verso i propri clienti, tra cui i concessionari Bosch presenti su tutto il territorio. Questa collaborazione consente un sostegno costante ai programmi per le officine Bosch Car Service, AutoCrew e ai ricambisti indipendenti partner, anche attraverso la disponibilità di prodotti e servizi. Il settore di business Industrial Technology nel 2021 ha registrato una buona ripresa. Per Bosch Rexroth Italia l’aumento di fatturato è riconducibile alla vigorosa ripresa economica post-pandemica che ha coinvolto la grandissima maggioranza dei settori industriali.
Il business della tecnologia oleodinamica, caratterizzato da alti volumi, ha goduto di una solida e forte domanda, crescendo decisamente nell’idraulica industriale e nell’idraulica mobile. Sono aumentate anche le richieste di automazione, per esempio, le soluzioni di smart mechatronics hanno portato la tecnologia lineare a segnare ottime performance rispetto al 2020. Il settore di business Consumer Goods nel 2021 è cresciuto a doppia cifra. La divisione Elettroutensili ha registrato uno sviluppo positivo delle vendite sia nel comparto professionale sia in quello hobbistico, beneficiando della spinta legata agli incentivi fiscali per quanto riguarda il primo contesto e dello spostamento dei consumi verso i beni legati alla casa e all’abitare in genere per il secondo. La divisione Elettrodomestici BSH ha aumentato la propria quota di mercato proponendo prodotti per la casa connessi e a basso consumo energetico. Il settore Energy and Building Technology ha registrato una crescita rilevante. La divisione Termotecnica ha chiuso l’anno con un incremento del proprio giro d’affari rispetto al 2020. Questo risultato positivo è stato realizzato grazie alla tempestiva capacità di cogliere l’ampio ventaglio di opportunità offerto dagli incentivi governativi in tema di efficientamento energetico degli edifici. Ciò ha trainato le vendite di prodotti e sistemi ad alta efficienza energetica, come le caldaie a condensazione in classe A e a basso impatto ambientale, come le pompe di calore. Numeri importanti si sono registrati anche in relazione alle nuove soluzioni per la climatizzazione e alla termoregolazione smart con le nostre soluzioni connettibili.
La divisione Building Technologies in base al nuovo assetto strategico si concentra sui sistemi di sicurezza, il cui portafoglio prodotti include sistemi di videosorveglianza, rilevazione antintrusione, rivelazione incendio ed evacuazione vocale nonché sistemi di gestione e controllo degli accessi. I sistemi audio e per conferenze professionali per la comunicazione di voce, audio e musica completano la gamma. Nel primo trimestre del 2022, il fatturato del fornitore di tecnologia e servizi è cresciuto del 5,2%. Per l’intero anno, il Gruppo Bosch a livello mondiale prevede un incremento del fatturato superiore al 6% e un margine EBIT compreso tra il 3 e il 4 % – nonostante la probabilità di notevoli oneri, soprattutto dovuti all’aumento dei costi dell’energia, delle materie prime e della logistica.
“Il risultato positivo dell’esercizio 2021 rafforza la nostra fiducia nell’affrontare il difficile contesto dell’anno in corso”, ha dichiarato Stefan Hartung, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Bosch. Fra le grandi incertezze c’è la guerra in Ucraina con tutte le sue implicazioni. Per il Presidente la situazione attuale evidenzia la pressione sulla politica e sulla società per diventare meno dipendenti dai combustibili fossili e per perseguire con vigore lo sviluppo di nuove fonti di energia. Per questo motivo, il Gruppo Bosch prosegue costantemente gli sforzi per mitigare il riscaldamento globale, nonostante il difficile contesto economico. Inoltre, Hartung ha annunciato che Bosch investirà 3 miliardi di euro in tre anni in tecnologie per la neutralità climatica, come l’elettrificazione e l’idrogeno. Il Gruppo ritiene che l’elettrificazione sia la strada più veloce per la neutralità del clima, a condizione che sia basata sull’elettricità verde. Per questo Bosch sta portando avanti la mobilità sostenibile: nel 2021, il portafoglio ordini dell’azienda relativo all’elettromobilità ha superato per la prima volta i 10 miliardi di euro.
“La politica industriale dovrebbe concentrarsi sul rendere tutti i settori dell’economia pronti per l’idrogeno”. Nell’interesse di un’azione efficace per il clima, Bosch sta anche entrando nel business dei componenti per l’elettrolisi dell’idrogeno. L’azienda prevede di investire circa 500 milioni di euro in questa nuova area di business entro la fine del decennio, la metà dei quali entro il lancio sul mercato, previsto per il 2025. Allo stesso tempo, il Presidente di Bosch ha annunciato che, nei prossimi tre anni, l’azienda investirà altri 10 miliardi di euro per trasformare digitalmente il suo business. “La digitalizzazione ha anche un ruolo speciale nella sostenibilità – e le nostre soluzioni partono da questa premessa”, ha sottolineato Hartung. Solo quest’anno, inoltre, Bosch prevede di assumere 10.000 nuovi ingegneri software in tutto il mondo.
– foto ufficio stampa Bosch –
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Suzuki con i pescatori sportivi al Mondiale di drifting
ROMA (ITALPRESS) – Suzuki è sempre al fianco dei pescatori sportivi, come in occasione del 30° Campionato Mondiale di Drifting che si svolgerà in Adriatico, a Pescara, dal 10 al 17 settembre 2022, organizzato dalla Asd Dolphin Club Pescara. Nel Mondiale Big Game, la tecnica del drifting è quella in cui si pesca in mare dalla barca con l’obbligo di ancorarsi fintanto che non venga dichiarata l’allamata; solo a partire da quel momento è concesso al driver di governare l’imbarcazione utilizzando il motore, in modo da mantenerla nella corretta posizione per portare a termine l’azione di pesca, e ritornare in posizione a fine rilascio. Ogni Nazione gareggerà al Mondiale con due squadre che saranno presentate dalle autorità locali in una parata nel centro cittadino. La gara sarà articolata su 4 giorni, di cui uno di prova e 3 di competizione. Ad ogni squadra sarà attribuita un’imbarcazione a sorteggio tra quelle disponibili, che saranno motorizzate con fuoribordo Suzuki. I due team italiani che parteciperanno al 30° Campionato Mondiale di Drifting vestiranno la maglia azzurra, il colore della nazionale italiana, con il logo Suzuki a sottolineare la consolidata partnership tra Suzuki e Fipsas. Nell’ultima edizione del 2021, il Mondiale si è svolto in Italia a Pesaro, con la nazionale italiana assoluta protagonista con l’oro iridato e il secondo gradino del podio. In concomitanza con il 30° Mondiale di Drifting, grazie alla collaborazione con il concessionario di Pescara, Nautica Gabbiano, che affiancherà Suzuki durante il Mondiale, sarà organizzato un “Porti Aperti” che consentirà agli appassionati di entrare in contatto con il mondo Suzuki e la filosofia The Ultimate Outboard Motor della casa di Hamamatsu. Suzuki, che dal 2021 è partner ufficiale della Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee), appoggia la pesca sportiva etica. Suzuki divulga la cultura del rispetto dell’ambiente anche attraverso la community dei #suzukifishingfriends – nata proprio nel contesto della partnership con la FIPSAS – e grazie al sostegno dei “maestri pescatori” del Suzuki Fishing Team. Assieme a loro, Suzuki appoggia il “catch & release” ovvero il rilascio dei pesci dopo la cattura, affinchè questa diventi una pratica diffusa fra i pescatori anzi, uno stile di vita. Inoltre Suzuki e i Suzuki Fishing Team hanno stilato il manifesto con la promessa all’ambiente, che prevede una pesca sostenibile che rispetti i cicli biologici dell’ecosistema e non metta in pericolo la biodiversità, oltre che la raccolta dei rifiuti inquinanti in mare. Con Fipsas, Suzuki è impegnata anche per debellare la piaga del bracconaggio, purtroppo ancora molto diffusa e in grado di minare l’ecosistema di mari e fiumi.
– Foto Ufficio Stampa Suzuki –
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UniCredit rilancia Made4Italy, 5 miliardi per valorizzare i territori
ROMA (ITALPRESS) – Gli italiani riscoprono il Belpaese nel segno della sostenibilità: l’85% di chi partirà nell’estate 2022 trascorrerà le vacanze in Italia – principalmente in Puglia (13%), Sicilia (10%) e Toscana (9%) – e per 1 viaggiatore su 2 saranno all’insegna del contatto con la natura, dell’enogastronomia (39%) e della conoscenza delle tradizioni locali (21%).
Sono alcuni dei principali dati dell’Osservatorio Turismo 2022 di Nomisma-UniCredit emersi nel corso della presentazione di “Made4Italy”, che UniCredit rilancia oggi destinando un nuovo plafond di 5 miliardi di euro per le imprese italiane del turismo e dell’agricoltura nel triennio 2022-2024, con l’obiettivo di promuovere progetti legati alle identità regionali e favorire un’offerta congiunta tra aziende ricettive e imprese agroalimentari, al fine di valorizzare i territori italiani e attrarre nel Paese nuovi flussi di turismo internazionale.
In linea con gli obiettivi del PNRR, le linee strategiche della nuova edizione di “Made4Italy” prevedono il supporto della banca a progetti che valorizzino il profilo di sostenibilità delle aziende dei due comparti, tra cui il rilancio e la riqualificazione energetica delle strutture ricettive del Paese, e il sostegno alla transizione digitale.
Il nuovo “Made4Italy” è stato presentato oggi a Milano nel corso del Forum delle Economie #ItalianEXPerience, organizzato da UniCredit in collaborazione con Enit, Lonely Planet e Confcommercio Lombardia. Nel corso della giornata è stato inoltre rinnovato l’accordo tra UniCredit ed Enit, attraverso la firma di un nuovo protocollo di intesa, dopo quello firmato nel 2021, finalizzato a rinforzare la collaborazione per l’individuazione, lo sviluppo e la promozione di progetti di filiera sui territori italiani, a promuovere le eccellenze e le innovazioni del settore e a identificare e valutare i migliori strumenti di supporto finanziario alle imprese del comparto turistico.
“Turismo e agroalimentare possono generare valore economico e nuove opportunità per le destinazioni italiane e per il rafforzamento del brand Italia – ha spiegato Niccolò Ubertalli (nella foto), Responsabile di UniCredit Italia -. UniCredit dal 2019 con il programma Made4Italy crede in questo binomio vincente per l’Italia. Dopo aver erogato oltre 5 miliardi di euro alle imprese del turismo e dell’agroalimentare nel periodo 2019-2021 e supportato 16 progetti di valorizzazione dei territori, oggi abbiamo voluto rinnovare il nostro impegno. Mettiamo a disposizione un nuovo plafond di 5 miliardi per sostenere le imprese dei due comparti e potenziare l’attrattività dei territori, con focus sul sostegno alla transizione sostenibile e digitale delle PMI e dei progetti di filiera che andremo a selezionare sui territori”.
Per Maria Elena Rossi, Direttrice Marketing di Enit, “ridare centralità alla qualità del credito per un’offerta turistica che sia non solo resiliente ma che si spinga in avanti con convinzione e cognizione è una strategia appropriata ai tempi per rimettere in modo sinergie di ampio respiro. La valorizzazione della filiera richiede supporti sostanziali alle idee. Ci piace molto l’abbinamento di creatività e sostegno economico in forme diversificate che possano dare speranza e rinnovamento al comparto”.
Nel corso della giornata, infine, buyers provenienti da Francia, Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svezia hanno potuto incontrare circa 40 aziende italiane del comparto turistico nel corso del B2B #ItalianEXPerience, una «fiera virtuale» per facilitare l’incontro tra domanda e offerta e ricercare nuove partnership commerciali internazionali. Grazie a circa 70 incontri individuali “Business to Business” le imprese intervenute hanno avuto la possibilità di presentare i propri progetti di sviluppo e valorizzazione dei territori, conoscere nuovi potenziali clienti e promuovere le attività nei Paesi individuati al fine di attrarre nuove fette di turismo internazionale.
Attraverso un modello dedicato, con “Made4Italy” UniCredit mette a disposizione delle imprese dei due comparti e dei progetti locali selezionati risorse finanziarie e un’offerta di prodotti e servizi tarati sulle specifiche esigenze delle aziende.
Nel dettaglio, il programma “Made4Italy” prevede le seguenti linee di azione strategica:
NUOVA FINANZA: UniCredit destinerà 5 miliardi di euro di nuova finanza nel triennio 2022-2024 per favorire un sistema integrato turismo-agricoltura. Questo si traduce anche nell’offerta di prodotti e finanziamenti dedicati che tengono conto anche della stagionalità del settore turistico e con durata fino a 20 anni.
TRANSIZIONE VERDE E DIGITALE: obiettivo di UniCredit è valorizzare il percorso delle imprese in chiave sostenibile, con prodotti e servizi dedicati che prevedono anche una riduzione dello spread per l’impresa che si impegna al conseguimento di risultati basati su criteri ESG. UniCredit punta inoltre a rafforzare i processi di transizione digitale delle PMI, mettendo a loro disposizione competenze e strumenti specifici per una crescita digitale (con l’iniziativa “Together4Digital” realizzata in partnership con Microsoft Italia)
SUPPORTO PNRR: La banca sostiene le imprese anche nell’accesso ai fondi europei, grazie alla collaborazione con primari partner specializzati in misure di finanza agevolata e a strumenti di finanziamento dedicati, pensati grazie al supporto della Task Force di UniCredit sul PNRR.
CONSULENZA DEDICATA: UniCredit mette a disposizione delle aziende e dei progetti selezionati una consulenza specifica, facilitando inoltre attività di networking e momenti di incontro (workshop e B2B) tra le imprese e attori di filiere differenti.
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foto: ufficio stampa Unicredit
Discover e Bancomat, partnership per migliorare l’accettazione in Italia
ROMA (ITALPRESS) – Bancomat Spa e Discover hanno firmato un accordo strategico che aumenta l’accettazione per i titolari di carte di credito Discover, Diners Club International e dei network affiliati, tutti appartenenti al Discover Global Network. Questa nuova partnership consentirà ai titolari di carte di utilizzare le loro carte e gli strumenti di mobile payment sulla rete Bancomat in tutta Italia.
L’Italia è un’importantissima destinazione turistica e d’affari, al secondo posto in Europa per numero di viaggiatori1. Entro il 2025 si prevede una crescita del turismo dall’estero del 49%, con un afflusso di viaggiatori provenienti da Paesi in cui vengono emesse carte che funzionano con la rete Discover Global Network, tra cui Stati Uniti, Brasile, India, Austria, Svizzera, Croazia e altri ancora. Questo accordo rafforza la strategia di Discover Global Network, tesa ad ampliare il numero di opzioni di pagamento disponibili per i suoi partner emittenti, e offre ai consumatori una scelta più ampia sulle modalità di pagamento.
“Questa partnership strategica con Discover Global Network rientra nell’impegno continuo di Bancomat per offrire molteplici opzioni di pagamento – afferma Alessandro Zollo, amministratore delegato di Bancomat -. Crediamo che questa nuova alleanza garantirà ai visitatori una positiva esperienza di accettazione dei pagamenti nel nostro Paese, introducendo nuove opzioni e ampliando le possibilità di scelta per le nostre banche”. Questa partnership strategica si concentra sull’acquiring, in modo che tutte le carte del Discover Global Network siano accettate presso gli esercenti attraverso la rete Bancomat, e in futuro lavoreremo per creare nuove opportunità commerciali con Discover”.
“La nostra rete globale di pagamenti si basa sulla forza delle partnership”, dichiara Matt Sloan, vicepresidente dei mercati internazionali di Discover. “Grazie alle sue estese relazioni con gli acquirer, Bancomat fornisce accesso al 100% degli esercenti in Italia. L’accordo rappresenterà un vantaggio sia per gli esercenti, mettendoli in contatto con i titolari di carte di Discover Global Network, sia per i titolari di carte che spendono regolarmente in Italia”, aggiunge.
Il Discover Global Network conta oltre 280 milioni di titolari di carte in tutto il mondo e gestisce miliardi di transazioni in oltre 200 Paesi e territori. Con oltre 60 milioni di punti di pagamento e 1,8 milioni di sportelli automatici e di prelievo, il Discover Global Network comprende Discover Network, Diners Club International, Pulse e oltre 25 network affiliati partner in tutto il mondo.
– Nella foto Alessandro Zollo, amministratore delegato di Bancomat, photo credit: ufficio stampa Bancomat –
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Ucraina, Draghi “L’Italia lavora per la pace”
GERUSALEMME (ISRAELE) (ITALPRESS) – “Con il Primo ministro Bennett, abbiamo discusso anche delle crisi internazionali in corso e in particolare della guerra in Ucraina.
L’Italia sostiene e continuerà a sostenere in maniera convinta l’Ucraina, il suo desiderio di far parte dell’Unione Europea.
Voglio ringraziare il Governo israeliano per il suo sforzo di mediazione in questa crisi”. Lo ha detto il premier Mario Draghi, nel corso delle dichiarazioni alla stampa a Gerusalemme dopo l’incontro con il primo ministro israeliano Naftali Bennett.
“Il Governo italiano continua a lavorare perchè si giunga quanto prima a un cessate il fuoco e a negoziati di pace – nei termini che l’Ucraina riterrà accettabili – ha aggiunto Draghi -. Abbiamo discusso anche del rischio di catastrofe alimentare dovuta al blocco dei porti del Mar Nero. Dobbiamo operare con la massima urgenza dei corridoi sicuri per il trasporto del grano. Abbiamo pochissimo tempo, perchè tra poche settimane il nuovo raccolto sarà pronto e potrebbe essere impossibile conservarlo”.
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La maggior parte del gas importato indicizzato al Ttf, il resto al Brent
MILANO (ITALPRESS) – L’ARERA, in base ai contratti di approvvigionamento di gas per il mercato italiano che le sono stati inviati, ha trasmesso una segnalazione a Governo e Parlamento sul “Monitoraggio dei contratti di approvvigionamento destinati all’importazione di gas in Italia”.
L’analisi – effettuata anche tramite simulazioni e richieste di dati agli operatori – si è concentrata sulla coerenza tra i costi di importazione, i prezzi all’ingrosso e i costi di approvvigionamento del gas naturale considerati nella determinazione dei corrispettivi per i clienti domestici in tutela.
I contratti di importazione sono caratterizzati da un prezzo iniziale al momento della stipula del contratto, da formule che aggiornano automaticamente il prezzo sulla base di indici e da meccanismi ordinari e straordinari per il suo aggiornamento periodico.
Il 70-80% del gas complessivamente oggetto dei contratti fa riferimento a indici legati alle quotazioni di prodotti del gas scambiato su diversi hub all’ingrosso europei e nazionali (tipicamente TTF e PSV).
Per la quota residua, pari al 20-30%, i contratti sono indicizzati alle quotazioni medie dei prodotti petroliferi (Brent).
Le diverse tipologie di indicizzazione comportano il ricorso, da parte degli operatori, a specifici strumenti di copertura, prevalentemente di natura finanziaria, per contenere il rischio di disallineamento tra i prezzi di acquisto dei contratti pluriennali e quelli del mercato all’ingrosso a cui il gas può essere venduto.
L’indagine mostra come l’andamento medio ponderato del costo dei contratti abbia una dinamica di variazione simile a quello della componente relativa ai costi di approvvigionamento del gas utilizzata per il regime di tutela (CMEM), pur presentando in occasione di repentine variazioni del prezzo sul mercato all’ingrosso diverse velocità di adeguamento per effetto dei diversi meccanismi di indicizzazione.
L’Autorità ha condotto un’ulteriore specifica attività di confronto con i dati dei prezzi del gas importato disponibili pubblicamente a livello nazionale ed europeo per una verifica di coerenza complessiva.
Da tale confronto è emerso che i dati di fonte ISTAT presentano un sostanziale allineamento con quelli derivanti dall’analisi dei contratti una volta rettificati al rialzo (come anticipato dal comunicato stampa Istat del 15 Marzo u.s.) e alla luce della revisione metodologica recentemente annunciata (nota del 27 maggio su Commercio estero extra UE).
Poichè i dati ISTAT rappresentano la base informativa per Eurostat e per la Commissione Europea nella stesura dei Quarterly Report on European Gas Markets, anche queste informazioni verranno progressivamente riallineate.
L’analisi condotta e le informazioni rese disponibili sui meccanismi di gestione del rischio da parte degli operatori, rendono evidente come il costo di approvvigionamento dall’estero del gas tenda a mantenere andamenti coerenti con il valore del gas sul mercato all’ingrosso, ma anche come l’identificazione di eventuali “extraprofitti” vada affrontata considerando anche tutti i costi ed i margini che si generano lungo la filiera e che ricadono sui clienti finali.
Un approccio, questo, in linea con la Comunicazione adottata dalla Commissione Europea sui mercati energetici lo scorso 18 maggio 2022, contestualmente alla presentazione del piano RepowerEU, che prevede, tra l’altro, la possibilità per gli Stati membri di estendere, in via eccezionale e per periodi di tempo limitati, la possibilità di riallocare ricavi infra-marginali eccezionalmente elevati (i cosiddetti extraprofitti) per sostenere i consumatori.
A partire da questa considerazione, ARERA ritiene opportuno che una parte del gettito derivante da provvedimenti fiscali a carico delle aziende del settore, sia destinato ai clienti finali che ne hanno sostenuto l’onere.
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Letta “Soltanto uniti si batte la destra, non ci sono piani B”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Pd è primo in Italia. Frutto di una linea chiara, di un partito unito. Non era così un anno fa. Risultato di un sostegno costruttivo e serio al governo Draghi, senza ambiguità sull’aggressione all’Ucraina e con un’idea di alleanze vaste nelle città. La ricerca dell’unità non ha alternative, con questa legge elettorale maggioritaria e con il taglio dei parlamentari vincerà l’alleanza democratica e progressista o il centrodestra”. Lo afferma il segretario del Pd Enrico Letta in un’intervista al Corriere della Sera, in merito alle Amministrative.
“Questa destra la battiamo solo con le alleanze. Lo dico soprattutto a Carlo Calenda che è stato eletto con il Pd più volte. C’è una destra competitiva e forte, vinciamo solo se uniti.
E per avere successo serve un’alleanza guidata da un grande partito. Essere primi è la consacrazione del grande lavoro fatto”, sottolinea Letta, che chiarisce: “Non è la legge elettorale che risolve i problemi politici. Il centrodestra è spaccato, con FdI fuori dal governo. E vedo bene che nel nostro campo pezzi dell’alleanza pensano ancora che sia meglio contrapporsi piuttosto che unirsi”.
“Noi vogliamo collaborare con Calenda e in molte città abbiamo collaborato. Lui ha buoni risultati in alcune realtà, noi in tutto il Paese. Alle prossime elezioni politiche gli italiani voteranno e sceglieranno – prosegue -. Serve un progetto comune per vincere, non ci sono piani B. E’ vero, ci sono coalizioni affaticate ma guardiamo queste Amministrative: è sempre centrodestra contro centrosinistra, nient’altro. Le ambizioni centriste hanno un senso se si va insieme. Senza schemi ideologici o di apparati. Costruiamo una coalizione vincente sui grandi temi: il lavoro e la competitività, la giustizia sociale, le opportunità per i giovani, l’ambiente, i diritti. E’ vero: non ci si allea solo “contro”, ma in nome di una visione di futuro e di valori”.
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