ROMA (ITALPRESS) – Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica alla quale hanno partecipato il sottosegretario Nicola Molteni e i vertici delle Forze di polizia.
Nell’occasione, il Ministro Piantedosi ha preannunciato la prossima adozione di una specifica direttiva alle autorità provinciali di pubblica sicurezza per indirizzare l’attività di prevenzione generale e di controllo del territorio verso quei luoghi in cui si registra una maggiore concentrazione di persone, come le stazioni ferroviarie, le metropolitane e i centri commerciali, assicurando in questo modo anche una maggiore visibilità della presenza delle Forze di polizia.
E’ stata anticipata anche l’istituzione di un gruppo di lavoro interforze per ridefinire l’attuale assetto sul territorio dei presidi di polizia e rivederne la dotazione degli
organici anche sulla scorta di un’analisi basata sulla georeferenziazione dei reati e sugli indici di delittuosità, oltre che sull’evoluzione degli assetti urbanistici e sulla
densità abitativa.
-foto Agenzia Fotogramma-
(ITALPRESS).
Piantedosi “Più controlli in stazioni, metro e centri commerciali”
Turismo sanitario: un fenomeno in costante crescita
Il turismo sanitario rappresenta una realtà sempre più diffusa nel contesto globale, e l’Italia non fa eccezione. Sempre più italiani scelgono di recarsi all’estero per sottoporsi a interventi di chirurgia estetica e per cure odontoiatriche, attratti da costi più contenuti e dall’elevata qualità dei servizi offerti. Questo fenomeno, noto come turismo medico, si sta espandendo rapidamente, favorendo lo sviluppo di interi settori economici nei paesi di destinazione. In questo articolo esploreremo le ragioni di questo trend, le destinazioni più popolari e i benefici e i rischi associati a queste scelte.
Le ragioni del turismo sanitario
La decisione di recarsi all’estero per cure mediche può essere influenzata da diversi fattori. Uno dei motivi principali è rappresentato dai costi elevati delle procedure in Italia. Molti interventi di chirurgia estetica e cure odontoiatriche hanno prezzi proibitivi per una larga parte della popolazione. Inoltre, le lunghe liste d’attesa per interventi non urgenti nel sistema sanitario italiano spingono molti pazienti a cercare soluzioni più rapide all’estero.
Un’altra motivazione che attira molti pazienti è l’idea di combinare un viaggio di piacere con un trattamento medico. Questa possibilità offre un doppio vantaggio: recuperare la salute e al contempo godersi una vacanza in una destinazione esotica o culturalmente interessante. Il turismo sanitario, quindi, non è solo una questione di risparmio economico, ma anche di esperienza complessiva.
La crescente internazionalizzazione della sanità ha facilitato l’accesso a informazioni dettagliate sulle strutture mediche all’estero. Recensioni online, forum di discussione e siti specializzati offrono testimonianze e valutazioni che aiutano i pazienti a fare scelte informate e a trovare le migliori opzioni per le loro esigenze sanitarie.
Le destinazioni più popolari per i pazienti italiani
Tra le destinazioni preferite dagli italiani per il turismo sanitario, la Turchia occupa un posto di rilievo. Molti italiani hanno scelto di fare un trapianto di capelli in Turchia, grazie all’ottimo rapporto qualità-prezzo delle strutture mediche disponibili. Le cliniche turche offrono pacchetti completi che includono il trattamento, il soggiorno e l’assistenza post-operatoria, il tutto a prezzi molto competitivi rispetto a quelli italiani.
Oltre alla Turchia, anche la Croazia è una destinazione molto popolare, soprattutto per le cure odontoiatriche. Le cliniche dentali croate sono rinomate per l’alta qualità dei loro servizi e per i costi contenuti. La vicinanza geografica e la possibilità di combinare le cure mediche con una vacanza lungo la splendida costa adriatica rendono la Croazia una scelta attraente per molti italiani.
L’Ungheria è un’altra meta gettonata per le cure dentali. Budapest, in particolare, è conosciuta come la capitale europea del turismo dentale. Le cliniche ungheresi offrono trattamenti di alta qualità a prezzi molto competitivi, attirando pazienti da tutta Europa.
Anche la Romania sta guadagnando popolarità come destinazione per il turismo sanitario. Le cliniche romene offrono una vasta gamma di servizi medici, dalle cure odontoiatriche alla chirurgia estetica, a prezzi accessibili e con standard qualitativi elevati.
Tuttavia, è fondamentale informarsi bene sull’autorevolezza delle strutture e sulle eventuali assicurazioni che possano garantire il paziente del buon esito e di una corretta assistenza post operatoria. La qualità delle cure può variare notevolmente da una struttura all’altra, e scegliere una clinica affidabile è essenziale per ottenere i migliori risultati.
Benefici e rischi del turismo sanitario
I benefici del turismo sanitario sono evidenti e numerosi. Tra i principali vantaggi spicca il risparmio economico. In molti paesi, i costi delle procedure mediche, in particolare quelle estetiche e odontoiatriche, sono significativamente più bassi rispetto all’Italia. Questo permette ai pazienti di ottenere le cure necessarie senza dover affrontare spese esorbitanti.
Un altro beneficio è l’accesso a cure tempestive. Mentre in Italia le liste d’attesa per alcuni interventi possono essere molto lunghe, recarsi all’estero spesso consente di ottenere le cure necessarie in tempi molto più rapidi. Questo è particolarmente importante per quei pazienti che necessitano di interventi urgenti o non possono permettersi di aspettare a lungo.
La possibilità di combinare il trattamento medico con una vacanza rappresenta un ulteriore vantaggio. Molti pazienti scelgono di sottoporsi alle cure in destinazioni turistiche, dove possono rilassarsi e recuperare in un ambiente piacevole. Questa esperienza può trasformare un evento medico stressante in una opportunità di viaggio e scoperta.
Tuttavia, esistono anche rischi significativi associati al turismo sanitario. La qualità delle cure può variare notevolmente da una struttura all’altra, e non tutte le cliniche all’estero rispettano gli stessi standard di sicurezza e igiene presenti in Italia. È essenziale che i pazienti facciano ricerche approfondite e scelgano strutture di comprovata affidabilità.
Le barriere linguistiche possono rappresentare un ulteriore ostacolo. La comunicazione tra paziente e medico è fondamentale per il successo del trattamento, e le differenze linguistiche possono complicare questa interazione. È importante assicurarsi che il personale medico parli una lingua comprensibile o che sia disponibile un servizio di traduzione.
Infine, in caso di complicazioni post-operatorie, il paziente potrebbe trovarsi lontano da casa e senza un adeguato supporto familiare. La mancanza di un follow-up adeguato può compromettere il buon esito dell’intervento e comportare ulteriori rischi per la salute. È quindi cruciale che i pazienti considerino attentamente questi aspetti prima di decidere di sottoporsi a cure mediche all’estero.
Gli interventi e le cure più richieste dagli italiani all’estero
Gli interventi di chirurgia estetica e le cure odontoiatriche sono tra le più richieste dai pazienti italiani all’estero. Tra le operazioni di chirurgia estetica, gli interventi di implantologia dentale sono particolarmente popolari. Molti italiani scelgono di andare in paesi come la Croazia e l’Ungheria per questi trattamenti, dove le cliniche offrono servizi di alta qualità a costi significativamente più bassi rispetto all’Italia.
Le protesi mammarie sono un’altra procedura estetica molto richiesta. Paesi come la Turchia e la Romania offrono pacchetti completi che includono il soggiorno, l’intervento e l’assistenza post-operatoria a prezzi competitivi. Le cliniche in queste nazioni sono spesso equipaggiate con tecnologie all’avanguardia e medici altamente qualificati, garantendo risultati soddisfacenti.
La liposuzione è un altro intervento estetico che vede molti italiani recarsi all’estero. Le cliniche in paesi come la Turchia e la Polonia sono molto apprezzate per la loro competenza in questo campo. Grazie a tecniche avanzate e a un rapporto qualità-prezzo vantaggioso, molti pazienti scelgono di affidarsi a strutture estere per migliorare la loro silhouette.
Oltre agli interventi di chirurgia estetica, le cure dentali sono una delle principali ragioni per cui gli italiani si rivolgono a cliniche all’estero. La Croazia, l’Ungheria e la Romania offrono servizi odontoiatrici di alta qualità a prezzi contenuti. Trattamenti come impianti dentali, corone e ponti sono tra i più richiesti, con molti pazienti che approfittano dell’occasione per fare un viaggio turistico oltre alle cure.
La Turchia, oltre a essere una meta privilegiata per i trapianti di capelli, è rinomata anche per la chirurgia plastica e le cure dentali. Le cliniche turche offrono pacchetti completi e un’attenzione particolare alla qualità del servizio e alla soddisfazione del paziente. Tuttavia, è essenziale che i pazienti si informino accuratamente sulla reputazione delle cliniche e sulla qualifica dei medici per evitare spiacevoli sorprese.
In sintesi, il turismo sanitario permette agli italiani di accedere a cure mediche di alta qualità a prezzi più accessibili. Tuttavia, è fondamentale scegliere con cura le strutture a cui affidarsi, garantendo così una cura sicura ed efficace.
Trofeo Pirelli Accademia CRZ, Aragno al comando in Zona 5
ROMA (ITALPRESS) – Con le gare del primo weekend di agosto i rally vanno brevemente in ferie e con essi anche il Trofeo Pirelli Accademia CRZ. Nella Zona 3 (Lombardia), il Rally Valli Oltrepo, che insiste sulle strade che furono del celebre Rally 4 Regioni europeo, ha visto il successo di Giacomo Scattolon che ha raggiunto Simone Miele a soli due punti dal confermato leader Ilario Bondioni: una lotta per cui saranno decisive le ultime due gare delle sette in calendario: il 1000 Miglia di metà settembre e il Como Villa d’Este di metà ottobre, entrambe a coefficiente maggiorato.
Fra le due ruote motrici di vertice, le RC4, terzo successo in altrettante gare per Moreno Cambiaghi, ma Matteo Ghirardi, anche lui con la Peugeot 208 Rally4, e Marcello Moroni con la Peugeot 208 R2 non mollano e promettono un finale di stagione apertissimo.
Fra le Rally5, categoria monopolio delle Renault Clio, ancora un poker di possibili vincitori: Massimiliano Milivinti, Andrea Saredi, Giovanni Ceccato e Daniel Zamboni. Mentre fra le 2 ruote motrici Classic il lotto degli aspiranti al titolo è ancora più nutrito con Alex Mangeruca (RS 1600 Plus) al comando.
Infine, duello fra Iavan Ragnoli (Ford Fiesta Rally3) e Ludwig Zigliani (Peugeot 207 S2000) per il primato fra le 4 ruote motrici di base.
Nella Zona 3 questi i Top dopo gara 5 di 7.
4RM RC2: 1. Ilario Bondioni 18 punti, 2. Simone Miele e Giacomo Scattolon 12, 4. Corrado Pinzano 10.
2RM RC4: 1. Moreno Cambiaghi 30 punti, 2. Matteo Ghilardi 26, 3. Marcello Moroni 22, 4. R. Pederzani 14.
2RM RC5: 1. Massimiliano Malivinti 6 punti, 2. Andrea Saredi e Giovanni Ceccato 3, 4. Daniel Zamboni 1.
2RM CLASSIC: 1. Alex Mangeruca 20 punti, 2. Simone Patt, Matteo Marignan, S. Marangon e G. Gini 10.
4RM BASE: 1. Iavan Ragnoli e Ludwig Zigliani 5 punti.
La Zona 5 (Friuli Venezia Giulia + Belluno e Venezia) ha debuttato quest’anno come entità autonoma ma con sole tre gare in calendario. Dalle prime due (Rally del Friuli e Rally di Scorzè, entrambi a coeff.1) è uscito con una eloquente doppietta il nome del savonese Francesco Aragno, ma sarà il Rally di Piancavallo del 1° settembre a chiudere e decidere la zona, anche in virtù del suo coefficiente 1,75. Fra le Rally4 il testa a testa sarà fra il ventunenne Matteo Doretto e l’over 55 Fabrizio Martinis, mentre fra le Rally5 Giuseppe Bertolutti si annuncia come il favorito.
Nella Zona 5 questi i Top dopo gara 2 di 3.
4RM RC2: 1. Francesco Aragno 20 punti, Matteo De Sabbata e Efrem Bianco 8, 4. Dimitri Tomasso 2.
2RM RC4: 1. Matteo Doretto 18 punti, 2. Fabrizio Martinis 16.
2RM RC5: 1. Giuseppe Bertolutti 16 punti, 2. Roberto Petozzi 6.
2RM CLASSIC: 1. Alex Paveglio 10 punti.
– foto Ufficio Stampa Pirelli –
(ITALPRESS).
Hiroshima e Venezia legate da un patto di amicizia e fratellanza
VENEZIA (ITALPRESS) – Anche la Città di Venezia si unisce al ricordo della prima bomba atomica esplosa il 6 agosto 1945 su Hiroshima. Si rinnova così il Patto di amicizia e collaborazione tra le città di Venezia e di Hiroshima dai sindaci Luigi Brugnaro e Kazumi Matsui, sottoscritto lo scorso novembre a Ca’ Farsetti.
Un accordo pluriennale che ha tra gli obiettivi quello di aiutare ad approfondire la comprensione reciproca e l’amicizia tra i cittadini, promuovendo la pace nel mondo.
“Hiroshima è stata la prima città nella storia dell’umanità a essere colpita dalla bomba atomica – aveva detto il sindaco giapponese, Kazumi Matsui – Nel rispetto delle vittime di quel tragico avvenimento la nostra città si è sviluppata sull’idea della pace quale valore fondamentale. Siamo lieti di firmare questo Patto con Venezia, città che nel corso della sua storia ha sempre agito per il mantenimento e la difesa della pace, intessendo rapporti commerciali con i Paesi di tutto il mondo fino a diventare oggi una città di pace, un gioiello ricco di attrazioni culturali. Ringrazio il sindaco Brugnaro per aver voluto questo accordo, per la sua vicinanza al Giappone, la cui conoscenza in Europa si deve proprio all’illustre mercante veneziano Marco Polo che per primo, parlando della nostra terra, la descrisse come ‘il Paese dell’Oro'”.
“Una pace che non può prescindere dai valori della libertà e del rispetto degli altri” aveva ricordato Brugnaro, sottolineando il suo grande legame con il Giappone e ricordando l’onorificenza ‘L’Ordine del Sol Levante, Raggi d’Oro con Rosetta’ ricevuta dal governo asiatico. “Venezia, nel corso della sua storia, ha sempre difeso il grande valore della fratellanza e dell’amicizia tra i popoli. Con la città di Hiroshima vogliamo essere attori di un futuro che si fonda sulla libertà e sull’integrazione”.
Si tratta di un Patto siglato tra due città ricche di storia, due città nate sul mare, che custodiscono importanti patrimoni mondiali riconosciuti dall’Unesco. Così oggi anche Venezia è simbolicamente presente al parco della Pace di Hiroshima, insieme alle altre città e agli Hibakusha (sopravvissuti).
– Foto: ufficio stampa Comune di Venezia –
(ITALPRESS).
I piani di BF per l’Africa, Vecchioni “Valore alla terra ed a comunità”
MILANO (ITALPRESS) – “Per noi la Bf di oggi in Italia è anche il miglior esempio per presentarci alle agricolture di altri continenti. Abbiamo ricevuto diverse delegazioni di paesi africani nelle nostre sedi di Jolanda di Savoia a Cortona e in Sardegna ad Arborea e Marrubiu, presentando il nostro modo di lavorare per far crescere comunità agricole e sociali”. Così, in una intervista al quotidiano Domani, Federico Vecchioni, amministratore delegato di Bf, che dal 2023 ha avviato il suo percorso di internazionalizzazione, con la creazione di Bf international. Il piano è ambizioso: investimenti in 40 Paesi nel mondo di cui 30 africani, basate su una visione di collaborazione tra pari, con una media di 10 mila ettari di superficie coltivata e una visione trentennale. Primi paesi coinvolti: Algeria, Egitto e Ghana.
“L’agricoltura è tornata centrale nelle economie di tutti i paesi, indipendentemente dal Pil e dalla capacità di generare ricchezza – spiega -. Le emergenze degli ultimi anni, come il Covid o i conflitti, hanno colto questo mondo impreparato. Oggi tutti hanno capito di nuovo che l’agricoltura è imprescindibile, in termini di strategia. Non è solo cibo, è molto di più, è conservazione delle risorse naturali, è occupazione, è tecnologia, è salubrità degli alimenti e quindi benessere dell’essere umano. Un’infrastruttura agroindustriale integrata ad alta tecnologia come Bf solo quindici anni fa sarebbe stata considerata non realizzabile: un progetto economico a trazione agricola. E’ da queste considerazioni che nasce il piano Africa: traguardare i prossimi trent’anni come un’opportunità per chi ha sviluppato la nostra capacità di gestire il capitale terra”.
“E’ stata totalmente sfatata – sottolinea Federico Vecchioni – la logica per cui le commodity alimentari potessero venire solo da alcune aree del mondo e che gli altri paesi potessero quindi fare a meno di produrre, fare agricoltura. Quando c’è stato il disastro di Haiti, nel 2010, l’Unione europea voleva mandare grano come aiuti alimentari ma i nostri magazzini erano vuoti. Oggi nessuno può permettersi di non avere un proprio approvvigionamento nazionale, che sia frutto di una politica che lo leghi alla crescita del comparto agricolo. Questo vale per le economie ad alto reddito pro capite, come i paesi del Golfo, così come per i paesi africani. Gli eventi degli ultimi anni hanno dimostrato che allontanarsi dalla produzione agricola esponeva a rischi di sicurezza alimentare, non solo sul piano qualitativo ma anche quantitativo. E’ dunque un errore di geopolitica e non solo di economia. Nel futuro ci sarà un riequilibrio delle forze, la produzione agricola sarà più trasversale e meno concentrata. Paesi che erano importatori netti, come quelli del Nord Africa, si stanno ponendo il problema di avere stoccaggi e produzioni proprie per le loro popolazioni in crescita, come nel caso dell’Egitto”.
“In Africa – aggiunge l’Ad di Bf – non facciamo acquisizioni di terra ma valorizzazione della terra. E’ un progetto che nel settore agricolo e alimentare su scala globale non ha eguali, come attesta il nostro advisor Bcg nella sua analisi competitiva. Nel mondo ci sono multinazionali che vendono prodotti, oppure fondi sovrani che comprano terra. Il nostro approccio invece è opposto a entrambi i modelli: vogliamo realizzare progetti di lungo periodo, lasciando quello che produciamo sul mercato agricolo locale. No trading dunque. Il grano algerino rimarrà in Algeria, lo specifico perchè su questo aspetto ci sono state interpretazioni sbagliate o strumentali. Il presidente algerino Tebboune vuole portare il paese all’autosufficienza alimentare e la nostra presenza è in un’ottica di collaborazione su obiettivi strategici”.
Questo metodo è diverso dal land grabbing “semplicemente perchè non si compra terra – spiega Vecchioni -. La proprietà rimane alle comunità locali, gli investimenti rimangono sul posto. Non si esportano persone ma si valorizza il capitale umano che c’è già. Quelle che costruiamo sono alleanze con gli attori locali, facendo attenzione alle ricadute sociali e ambientali nei luoghi dove andiamo a operare. Investiamo sulle generazioni future, come stiamo facendo in Italia con i giovani agricoltori”.
In merito alla scelta dei Paesi dai quali partire, “ci sono filiere a noi più vicine, come le grandi colture dai cereali ai legumi alla zootecnia – dichiara -. C’è un interesse che nasce dalla vocazione storica della nostra ricerca. Siamo partiti da paesi come l’Algeria oppure il Ghana, dove erano già in corso relazioni legate alla sperimentazione e ricerca oppure a relazioni economiche non consolidate ma comunque presenti. In altri paesi, come l’Egitto, sono state le ambasciate italiane a creare opportunità nel momento in cui Bf spa si è affacciata sul mercato internazionale. Inoltre ad aprile abbiamo portato a termine l’acquisizione di Agriconsulting Europe, che ha una lunga esperienza di relazioni europee con diversi paesi africani e ci ha messo a disposizione relazioni agricole con economie come quelle di Congo Brazzaville, Kenya, Angola o Senegal”.
“Credo sia importante – sottolinea ancora l’Ad di Bf – realizzare progetti di sviluppo economico dedicati a ogni singolo paese, con un approccio innovativo ma che sia assimilabile nei giusti tempi con un trasferimento tecnologico graduale. La creazione di una model farm dai 5 ai 10mila ettari, come quelle che andiamo a progettare, farà nascere dei poli produttivi che creeranno effetti virtuosi anche nel contesto in essere, perchè interagiscono con le comunità, i piccoli agricoltori, gli artigiani, portano trasferimento tecnologico, preparazione, professionalità. In Angola o Congo rilanceremo vasti territori incolti, dove è più facile introdurre nuove tecnologie digitali o di agricoltura rigenerativa più coerenti con il cambiamento climatico”. “C’è un’interazione che giudico virtuosa e complementare – aggiunge -. Il Piano Mattei è un atto politico del nostro governo, con un impatto economico e sociale. Il nostro è il piano industriale di un soggetto privato che ha stanziato risorse per realizzarlo. La visione politica accomuna le azioni in atto”. “Nei Paesi in cui i piani coesistono certamente ci potrà essere un lavoro del sistema Italia di cui Bf fa parte – prosegue -. Il piano di Bf prevede interventi in molti Paesi tra i quali anche quelli previsti nel Piano Mattei. Non c’è stata un’elaborazione congiunta temporalmente, ma ci sarà un’implementazione congiunta: faremo investimenti in paesi coperti dal Piano Mattei e le forze in campo potranno agire in modo complementare”. Poi, dopo l’Africa “ci sarà sicuramente l’America latina, in particolare il Brasile. Sicuramente l’Eurasia, perchè paesi come Uzbekistan e Kazakistan hanno aree agricole molto interessanti. Infine c’è il Medio Oriente, paesi dove c’è poca terra ma investimenti in sicurezza alimentare per 85 miliardi di dollari”.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).
Tajani “La chiave di tutto è a Gaza, serve accordo per cessate il fuoco”
ROMA (ITALPRESS) – “La chiave di tutto è a Gaza: stiamo insistendo perchè si possa concludere finalmente questo accordo che porti alla fine dei combattimenti”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a “Radio anch’io” su Rai Radio 1. “C’è un’intensa attività diplomatica: ieri sera ho parlato anche con il ministro degli Esteri dell’Iraq che ha relazioni con l’Iran, affinchè ci sia una azione da parte iraniana che non produca una escalation – ha spiegato -. Stiamo lavorando su tutto lo scacchiere per cercare di attenuare la tensione”.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).
Keniana squalificata e poi ricorso, Battocletti senza bronzo
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Nadia Battocletti quarta e senza bronzo. E’ successo di tutto nella serata dello Stade de France ai Giochi di Parigi, con l’azzurra che chiude i 5000 femminili ai piedi del podio, dietro le keniane Chebet (14’28″56) e Kipyegon (14’29″60) e all’olandese Hassan (14’30″61), completando i dodici giri e mezzo di pista col nuovo primato personale, che corrisponde anche al nuovo record italiano, di 14’31″64. Tempo che migliora di oltre quattro secondi il suo precedente primato con cui aveva vinto a Roma gli Europei. Nel dopo gara la giuria, rivedendo i filmati, squalifica la Kypiegon per condotta antisportiva nei confronti di Tsegay, promuovendo così Battocletti in terza posizione. Il Kenya fa appello e vede riconosciute le sue ragioni, controricorso presentato dall’Italia che però viene bocciato: ripristinato così l’ordine d’arrivo originale, con doppietta Chebet-Kypiegon, bronzo all’olandese Hassan e Battocletti che resta senza medaglia.
– foto Image –
(ITALPRESS).
Il Senato approva il decreto Infrastrutture con 98 sì, è legge
ROMA (ITALPRESS) – Il Senato ha rinnovato la fiducia al Governo sul dl Infrastrutture approvandolo in via definitiva con 98 voti favorevoli, 58 contrari e nessun astenuto. Il provvedimento è così convertito definitivamente in legge.
– Foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).








