VENEZIA (ITALPRESS) – L’Atalanta espugna il Penzo con le reti di Pasalic, Zapata e Muriel e infligge una sconfitta pesantissima al Venezia a cui non basta il gol nel finale di Crnigoj. Tante occasioni sin dall’inizio: la prima è per l’Atalanta con Djimsiti che si inserisce e riceve l’imbucata di Muriel ma poi calcia in diagonale con il sinistro e non inquadra la porta. Immediata reazione del Venezia che trova la rete con un bel colpo di testa di Henry su perfetto assist dalla trequarti di Aramu. L’1-0 lagunare viene però annullato perchè il francese è pizzicato dal Var in fuorigioco. Lo spavento fa bene ai bergamaschi che prendono il totale controllo del match. Sugli sviluppi di una punizione calciata da Muriel, è Palomino in mischia a colpire il palo mentre Scalvini da pochi passi non riesce nel tap in vincente. Ancora Muriel ci prova con un tiro strozzato che finisce di un soffio a lato, poi Hateboer, pescato da Freuler, calcia a botta sicura ma trova l’opposizione sulla linea di Ceccaroni. Il gol della Dea è nell’aria e arriva puntuale prima dell’intervallo. Azione caparbia del solito Muriel e tocco sfortunato di Ampadu: il pallone finisce sulla traversa e successivamente tra i piedi di Pasalic che non può fallire il più facile degli appoggi in rete. Al rientro dagli spogliatoi l’Atalanta continua a spingere e in pochi minuti chiude la partita. Muriel ci mette il fisico, vince il duello con Svoboda e serve a Zapata l’assist per il 2-0. Poi ancora lo scatenato 9 nerazzurro, dopo aver centrato anche un palo, trova la gioia personale incornando in rete il cross di Zappacosta. Solo a partita compromessa si rivede il Venezia avanti. Musso respinge un insidioso rasoterra del neoentrato Crnigoj e poco dopo osserva il colpo di testa di Henry stamparsi sul palo. A siglare il gol della bandiera è lo stesso Crnigoj che riceve il bel filtrante dell’altro subentrato Nsame e buca Musso con un destro potente. Soddisfazione misera per i lagunari che, all’ottava sconfitta consecutiva, vedono la B sempre più vicina, l’Atalanta ritrova il sorriso dopo 3 ko di fila in campionato e riprende la sua corsa verso l’Europa.
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L’Atalanta riprende a correre, Venezia ancora ko
Zarco in pole a Portimao davanti a Mir, paura per Bagnaia
PORTIMAO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Johann Zarco conquista la pole position nel Gran Premio del Portogallo di MotoGP. Il francese della Ducati Pramac firma il giro più veloce in 1’42″003 davanti alla Suzuki di Joan Mir (+0″195) e all’Aprilia di Aleix Espargaro (+0″232). In seconda fila Jack Miller con la Ducati ufficiale, in ansia per la caduta di Bagnaia nel Q1 (“ha dolore alla spalla destra, ha una forte contusione scapolo-omerale. La radiografia non evidenzia rotture, lo mandiamo all’ospedale a fare una Tac”, ha fatto sapere il team manager Davide Tardozzi), poi l’iridato in carica Fabio Quartararo (Yamaha) e un sorprendente Marco Bezzecchi (Ducati). Benissimo anche Luca Marini, ottavo, davanti a un Marc Marquez sfortunato con il giro veloce cancellato perchè arrivato in regime di bandiera gialla.
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Pioli “Elettrizzante lottare per lo scudetto, Ibra c’è”
MILANO (ITALPRESS) – La sconfitta nel derby di Coppa Italia “ci ha deluso e non ci ha fatto bene ma resta un’altra competizione e non può condizionare la classifica del campionato. Non siamo stati bravi negli episodi decisivi della partita, raccogliamo questi insegnamenti e cerchiamo di fare meglio domani”. Stefano Pioli vuole che il suo Milan si scrolli di dosso le scorie dello 0-3 contro l’Inter di martedì e pensi solo a fare bene all’Olimpico contro la Lazio di Sarri per poter sognare ancora il tricolore. “Siamo consapevoli del percorso che stiamo facendo e del momento che stiamo vivendo, è il momento più elettrizzante, entusiasmante che potremmo vivere perchè siamo a cinque giornate dalla fine in lotta per lo scudetto. Siamo motivati e concentrati sulla partita di domani. Non conta come sta la squadra dopo il derby, conta quello che vogliamo e che dovremo fare domani sera”. E a Roma ci sarà anche Ibrahimovic. “Zlatan è il faro di questa squadra, la sua forza di volontà è indomabile, quello che sta facendo per essere disponibile e aiutare la squadra è eccezionale. Partirà con noi. Sta bene anche Rebic, non c’è nessun caso – aggiunge – Soffre di una tendinite cronica al ginocchio che ogni tanto si sveglia, per fortuna sono stati sufficienti due giorni di cure per riaverlo a disposizione. E’ chiaro che tutti gli infortuni avuti ci hanno impedito quelle rotazioni che potevano far rifiatare qualche giocatore ma ormai non conta niente, siamo concentrati su quello che dobbiamo fare domani sera”. Poi una battuta sul calendario: “Le ultime due giornate, se le cose staranno così, era giusto farle giocare con tutte le partite allo stesso orario. Ma è inutile parlare di situazioni che non posso controllare, per cui concentriamoci su altre. Nel girone di ritorno siamo la squadra che, assieme alla Juve, ha fatto più punti – sottolinea ancora Pioli – Vogliamo provare a stare lì fino alla fine e provare a vincere tutte le partite”.
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Spalletti “Crediamo nello scudetto, sentiamo la responsabilità”
NAPOLI (ITALPRESS) – “Abbiamo la possibilità e il dovere di crederci, magari assumendoci il peso della responsabilità di cosa sta accendo. Ci crediamo”. Lo ha dichiarato Luciano Spalletti in vista della sfida con l’Empoli, in programma domani al Castellani. I partenopei hanno raccolto un solo punto nelle ultime due gare: “Penso al futuro sentendo la responsabilità e la colpa di quello che è avvenuto. Dobbiamo affrontare le partite con la volontà di vincerle. Mi aspetto il comportamento di come la squadra ha ragionato tutto l’anno e durante tutti gli allenamenti”. In casa partenopea c’è voglia di crederci: “Se ci crede anche De Laurentiis? Non l’ho incontrato, non lo so. Lui è sempre stato molto attento a mettere a nostra disposizione quello che ci vuole. Dentro il gruppo pensiamo allo stesso modo: dobbiamo sentirci addosso questa situazione”. Spalletti si è anche soffermato sui numerosi infortuni che hanno colpito il Napoli in tutto l’arco della stagione, costringendo il tecnico a dover fare spesso di necessità virtù: “Infortunati o no dobbiamo essere bravi a ragionare al presente. Chi ragiona al passato è un pò masochista. Si devono vincere la partite con i giocatori che abbiamo a disposizione. Siamo 21, di cui tre portieri e un giovane della Primavera (Barba, ndr). Zanoli va ancora valutato. Bisogna sapere trovare le soluzioni a quello che capita. Sono situazioni connesse ma non uguali, si guarda a chi c’è e bisogna ugualmente fare una buona partita”. Infine, sul proprio futuro il tecnico del Napoli ha concluso: “Il mio futuro si chiama Empoli, il mio presente si chiama Empoli. Quando saremo a bocce ferme ci sarà tempo per parlare. In questo momento pensiamo agli ultimi cinque impegni e alle vittorie delle partite. Dobbiamo sentire la responsabilità nei confronti dei tifosi”.
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Ucraina, Di Maio “Inviamo esperti per verificare crimini di guerra”
ROMA (ITALPRESS) – “I responsabili dei crimini vanno perseguiti e portati di fronte alla giustizia. In questo momento, il governo italiano ha deciso l’invio di esperti scientifici e forensi per supportare la Corte internazionale nel verificare e dimostrare i crimini di guerra perpetrati in Ucraina”. Così Luigi Di Maio, ministro degli Affari Esteri, intervenuto al Congresso di Articolo Uno, a proposito della guerra in Ucraina.
“Non ci arrendiamo alla logica della guerra, dobbiamo lavorare a un cessate il fuoco – ha aggiunto -. Il lavoro che stiamo facendo come Italia è sostenere organizzazioni internazionali, le Nazioni Unite devono essere sempre più protagoniste nonostante i veti incrociati. Stiamo lavorando fianco a fianco con la Turchia, e l’Italia sarà uno dei paesi garanti per l’accordo di sicurezza e neutralità dell’Ucraina”.
“Dal punto di vista economico, è già una guerra mondiale – ha sottolineato il ministro -. Come Italia, siamo impegnati in un’importante iniziativa per eliminare la nostra dipendenza dal gas russo. Nell’ultimo mese con il presidente Draghi e ministro Cingolani abbiamo condiviso una strategia di sicurezza energetica nazionale”. “Abbiamo sottoscritto partnership – sottolinea -, ma se non stabiliamo un tetto europeo al prezzo del gas, non avremo risolto il problema che impatta sulle bollette delle famiglie e imprese. Il tetto ci permetterà di fermare le speculazioni finanziarie”.
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Governo, Speranza “La questione sociale è una bomba a orologeria”
ROMA (ITALPRESS) – “Considero positivo che il Governo italiano sia promotore dell’istituzione di un tetto al prezzo dell’energia da fissare a livello europeo. Ma se l’Europa non si muove non potremo restare a guardare. I provvedimenti per tutelare famiglie, lavoratori e imprese vanno presi ora. Senza paura di toccare anche gli extraprofitti come abbiamo parzialmente iniziato a fare”. Lo ha detto il ministro della Salute e segretario di Articolo Uno Roberto Speranza nel corso del suo intervento al Congresso del partito.
“Il tempo di farlo è ora che le persone non riescono a pagare bollette, che l’inflazione si mangia gli stipendi, che rischia di esplodere una nuova grande questione sociale – prosegue -. La questione sociale è una bomba a orologeria innescata sulle diseguaglianze. Disinnescarla è la nostra missione, il compito urgente che attende la politica e la sinistra”.
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Covid, Sileri “Da maggio spostiamo mascherina da faccia a tasca”
Sull’uso delle mascherine “prenderemo una decisione la prossima settimana guidata da numeri, credo sia il tempo per eliminarle al chiuso in alcune circostanze, con un periodo di transizione dove bisognerà tenerle in alcune occasioni. Ad esempio in viaggi e in luoghi dove c’è maggiore rischio per persone, come ospedali e Rsa, ma progressivamente nel mese di maggio si arriverà all’eliminazione completa delle mascherine”. Lo ha detto Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, intervenuto a RTL 102.5. “Direi che la mascherina non la abbandoniamo, ma la spostiamo dalla faccia alla tasca, consapevoli che laddove ci sia maggiore circolazione del virus possiamo ancora rimetterla – prosegue Sileri – Se mi chiedete se a giugno e luglio saremo senza mascherina, io sono convinto al cento per cento. Forse nelle prime settimane di maggio in alcune circostanze sarà utile tenerle. Scuola? Vedo più gli uffici, con contatti più stretti tra adulti che bambini”. E sulla capienza al 100% al chiuso: “Con la circolazione attuale direi con la mascherina, rimuovendo la distanza di sicurezza. E progressivamente abbandonerei anche l’uso della mascherina”. (ITALPRESS).
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Ucraina, Camporini “È nostro dovere aiutare un Paese aggredito”
ROMA (ITALPRESS) – “Per la Russia l’abbraccio della Cina sarà mortale. La guerra non durerà ancora a lungo, ma servono soluzioni e stabilità ai confini”. Vincenzo Camporini, ex capo di Stato Maggiore della Difesa e oggi responsabile Difesa di Azione, in un’intervista a Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, ha parlato del conflitto in Ucraina. Il generale ha spiegato cosa sta succedendo sul campo: “La Russia ha preso atto che era impossibile sfondare sul fronte Nord e prendere Kiev e ha ridimensionato gli obiettivi sul Donbass. Putin ha deciso di non assediare l’acciaieria di Mariupol per utilizzare 10.000 uomini altrove, dove hanno carenze. Mi aspettavo un violento attacco russo già dal 17 aprile, ma l’offensiva non è stata massiccia. I combattimenti si stanno svolgendo su 400 km, non proprio un velo, ma non c’è la battaglia decisiva. L’Ucraina non ha bisogno di vincere, le basta consentire alla Russia di non vincere”. Secondo Camporini, l’obiettivo ragionevole è un cessate il fuoco con una soluzione per il nodo Donbass.
Per questo scopo propone “un referendum gestito a livello internazionale dall’OSCE. Oggi la struttura è un po’ appannata, ma è suo il compito di far crescere la distensione”. Nonostante l’imponente presenza dei mass media, è difficile distinguere verità e falsità dal fronte. “Noi riferiamo sempre solo ciò che vediamo. Con i nuovi mezzi, abbiamo moltiplicato i punti di vista – ha detto Camporini -. Le immagini satellitari invece sono affidabili, non possono essere manipolate. Sapremo cosa è successo veramente fra 30 anni”. Russia, Stati Uniti e Cina stanno riscrivendo la geopolitica mondiale, e per l’ex capo di Stato maggiore della Difesa il mondo si deve rendere conto di avere davanti sfide importanti e vitali: “I Paesi europei hanno interessi convergenti con quelli russi e viceversa. Ci sono problemi di leadership certo, però io credo che una Russia avviata alla partecipazione democratica possa avere un futuro insieme all’Europa. Un percorso che stavamo costruendo a inizio 2000 con Pratica di Mare: si parlava di ingresso della Russia nella NATO e di un rapporto privilegiato con l’UE. C’è complementarità tra UE e Russia. Guardiamo a questo possibile sviluppo. In caso contrario, la Russia verrà stritolata dall’abbraccio con la Cina, non ha nessuna speranza di avere un rapporto paritario con i cinesi, mentre con noi potrebbe averlo”. Da responsabile Difesa per il partito di Azione di Calenda, Camporini ha espresso un’opinione sul ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “La politica estera di un Paese non si misura se non fa errori ma per le iniziative che prende. Noi oggi abbiamo un ministro giovane e senza esperienza anche se abbastanza brillante per non commettere errori. Il problema fondamentale è che la Farnesina non può accontentarsi di non commettere errori. Deve prendere iniziative e può accadere soltanto se c’è una figura politica che ha una visione, una sua idea di come condurre le relazioni internazionali”.
I modelli da seguire? “Andreatta e De Michelis indicavano alla Farnesina dove puntare e non si accontentavano di leggere le veline”, ha sottolineato Camporini. Infine il generale ha affrontato il tema dell’invio delle armi all’Ucraina: “Stiamo facendo il nostro dovere aiutando il popolo ucraino, non concepisco che di fronte a un’aggressione bisogna arrendersi perché così si soffre di meno. Se così fosse, avremmo un mondo in cui il più miserabile dei potenti quotidianamente pretenderebbe di avere ciò che non gli spetta. Serve la sistemazione delle questioni pendenti e una stabilità dei confini, altrimenti apriamo un vaso di Pandora in cui chiunque si può infilare, penso alle attuali rivendicazioni di Orban. Non credo che la guerra durerà ancora tanto, la fase ad alta intensità si esaurirà in tre o quattro settimane. Se però non c’è una strada percorribile per un accordo, si apre un periodo di resistenza interna che metterà in difficoltà le truppe occupanti e creerà instabilità che può durare anni”.
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