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Karting 125 2t, Toscano Racing in top5 con Cioni e Milanesi

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ROMA (ITALPRESS) – Nel circuito Internazionale di Ottobiano Motorsport si è corsa la terza e quarta manche del campionato di rental kart 125 2t. In questa categoria master si trova il massimo livello delle tre categorie disponibili, è qui che i migliori piloti si sfidano con i mezzi più veloci del lotto. In palio per il vincitore ci sarà la finale Mondiale con il kart racing nel team ufficiale del costruttore, che si disputerà a Las Vegas. Però soltanto in top10 assoluta i piloti vanno a punti anche per il Mondiale, per questo è fondamentale stare davanti cercando di andare a punti in tutte le gare del campionato.
Questa volta le condizioni atmosferiche sono difficilissime con un forte vento di ben 40 chilometri orari che consegue molta sabbia in pista. La pole position la conquista il Toscano Racing Team con Lorenzo Cioni precedendo il compagno di squadra Michele Milanesi che si qualifica 4°. Gara1 si conclude con entrambi i piloti titolari del TRT in top5 con Cioni 2° e Milanesi 5°.
In gara2 la lotta si fa più serrata, Milanesi passa Cioni, facendo registrare anche il giro più veloce in gara rispetto al teammate per un solo decimo di secondo.
I compagni di squadra lottano per il podio fino all’ultima curva salvo poi spuntarla Cioni con il 3° posto, Milanesi 5°. Entrambi regalano un grande show per gli spettatori portando di nuovo ai vertici in classifica il Toscano Racing Team e capitalizzando punti importantissimi in ottica campionato e Mondiale.
(ITALPRESS).

Zelensky “E’ l’Europa l’obiettivo della Russia”

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Il conflitto in Ucraina prosegue mentre si contano ancora vittime, anche tra i bambini. Intanto in Europa arriva un nuovo allarme del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo cui l’obiettivo della Russia è “l’intero progetto europeo”. La Nato elabora piani per una forza militare permanente al proprio confine.
In base all’ultimo aggiornamento dello Stato maggiore delle forze armate ucraine, le truppe russe starebbero “cercando di sfondare le difese delle unità delle forze armate ucraine nell’area della città di Izyum e stabilire il pieno controllo della città di Mariupol”, oltre a tentare di “migliorare la posizione tattica delle divisioni nella direzione di Mykolayiv”.
Nelle regioni di Donetsk e Lugansk, i soldati ucraini avrebbero “respinto otto attacchi nemici”.
Inoltre i russi starebbero continuando “a bloccare parzialmente la città di Kharkiv”, bombardandola, e svolgendo “operazioni d’assalto” a Mariupol nel tentativo di “catturare la parte centrale della città”.
Nel frattempo, prosegue lo sforzo quotidiano per la creazione corridoi umanitari anche dalla città assediata di Mariupol. Ieri, “sono state evacuate 4.532 persone”, ha fatto sapere la vicepremier ucraina, Iryna Vereshchuk su Facebook, spiegando che “3.425 persone sono arrivate a Zaporizhzhia da Mariupol e Berdyansk”. Si aggrava, però, quotidianamente il bilancio delle vittime tra i bambini: secondo l’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina, ad oggi, dall’inizio del conflitto, sarebbero morti 177 bambini e più di 336 sarebbero rimasti feriti.
Dopo la visita a Kiev del premier britannico Boris Johnson, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video ha lanciato un nuovo allarme all’Europa. Per Zelensky, infatti, sostenere il “desiderio di pace” dell’Ucraina “non è solo dovere morale di tutte le democrazie, di tutte le forze europee”. “Questa è, infatti – ha continuato -, una strategia di difesa per ogni stato civile”. Secondo il presidente ucraino, occorre “fare il più possibile pressioni sulla Russia per ristabilire la pace e la sicurezza, ristabilire al più presto il potere del diritto internazionale e prevenire la catastrofe causata dall’applicazione del diritto della forza. La catastrofe – ha proseguito – che inevitabilmente colpirà tutti. Perchè l’aggressione russa non doveva essere limitata alla sola Ucraina, alla distruzione della nostra libertà e delle nostre vite. L’intero progetto europeo è un obiettivo per la Russia”, ha affermato.
Intanto, la Nato starebbe elaborando piani per schierare ai propri confini una forza militare permanente al fine di contrastare una possibile futura aggressione della Russia, secondo quanto riporta il Telegraph, che cita il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. La Nato, ha spiegato Stoltenberg nell’intervista, è “in mezzo a una trasformazione fondamentale” che rifletterà “le conseguenze a lungo termine” delle azioni del presidente russo, Vladimir Putin.
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Covid, Palù “Non creiamo allarmismi sulla variante Xe”

ROMA (ITALPRESS) – “Non dobbiamo temere le ricombinazioni dei virus appartenenti a sotto-varianti dello stesso ceppo, come è il caso di quella denominata Xe”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il virologo Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, Aifa, secondo cui le vere minacce potrebbero arrivare “da nuove varianti che hanno acquisito mutazioni diverse da quelle conosciute, replicandosi in individui con il sistema immunitario indebolito, come i pazienti immunodepressi. Infettandosi, queste persone ospitano per mesi il virus nel loro organismo non riuscendo a debellarlo. E’ in queste condizioni che il Sars-CoV-2 può cambiare e costituire una nuova insidia”. Gli allarmi sulle ricombinazioni, spiega Palù, “vanno tenuti sotto controllo ma senza troppi patemi d’animo. Sono scambi genetici di due virus delle sotto-varianti di Omicron, BA1 e BA2, che infettano la stessa cellula e si scambiano pezzetti di geni fino a creare un nuovo virus, non pericoloso in quanto riconosciuto dal nostro sistema immunitario. Segnalo che la ricombinazione avviene in soggetti sani, magari già vaccinati. E che i virus ricombinanti sono identici per il 99% alla variante Omicron in circolazione, che ha un indice di contagiosità altissimo, pari a quello del virus del morbillo”.
Un ricombinante, sottolinea “è il risultato di uno scambio di materiale tra porzioni che sono identiche e che fanno parte dello stesso gene appartenente al genoma di due virus che hanno contemporaneamente infettato la stessa cellula. La ricombinazione genetica interessa in particolare i virus a Dna a doppio filamento. Tra i virus a Rna, quelli che più spesso possono andare incontro a ricombinazione genetica sono i retrovirus (virus responsabili dell’Aids e di alcuni tumori umani) e i coronavirus, alla cui famiglia appartiene il Sars-CoV-2”.
“L’evento ricombinazione è frequente nei coronavirus in quanto sono i virus più diffusi in natura e hanno un genoma esteso, composto da 30 mila lettere e 30 geni. Quindi immaginiamo quanti assemblaggi diversi possono nascere a partire da due virus differenti che si incrociano”.
Ed in merito al sequenziamento di un ricombinante in un laboratorio della Asp di Reggio Calabria, ribattezzata Xj, commenta: “Non è sorprendente anche perchè, come certificato dall’Istituto superiore di Sanità, si tratta di variante già identificata come Xe nel Regno Unito, dove l’attività di sequenziamento è molto intensa e dove le sotto-varianti di Omicron, rispetto ad altri Paesi, sono circolate prima e in forma più diffusa”. L’agenzia europea Ecdc “ha sotto monitoraggio Xe assieme alle forme ricombinanti Xd e Xf, risultanti dallo scambio genetico tra le varianti Omicron e Delta – aggiunge -. Nel Regno Unito hanno trovato almeno 700 casi del ricombinante Xe. Stiamo a vedere se aumenteranno. Al momento non c’è nessun motivo di allarme”. “Xe è un ricombinante di Sars-CoV-2 nel gene della proteina Spike e presenta tre altre mutazioni in geni che codificano proteine non strutturali – prosegue Palù -. Non ci sono al momento dati per dire se questo ricombinante abbia caratteristiche di maggiore contagiosità o virulenza rispetto alla sotto-variante BA2 ormai dominante”. “Le manifestazioni cliniche sembrano tutte caratterizzate da sintomatologia minore. Va segnalato che Xe non è il primo esempio di virus ricombinante identificato durante la pandemia Covid-19. Molti di questi virus ricombinanti sono già comparsi nell’ambito di precedenti varianti (Alfa, Beta, Gamma, Delta) per poi estinguersi senza lasciare traccia”, conclude.
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Trionfo Ferrari, Leclerc domina in Australia

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Charles Leclerc vince il Gran Premio d’Australia di Formula 1 e allunga in testa al Mondiale. Il pilota monegasco della Ferrari domina la gara dopo essere scattato dalla pole position e approfitta del secondo ritiro stagionale di Max Verstappen, costretto a fermarsi al 39° giro mentre era secondo per un problema alla power unit. Con Leclerc (che si prende anche il punto addizionale del giro veloce), sul podio dunque l’altra Red Bull di Sergio Perez e la Mercedes di George Russell, che precede il compagno di squadra Lewis Hamilton e le due McLaren di Lando Norris e Daniel Ricciardo. Settimo posto per l’Alpine di Esteban Ocon, l’Alfa Romeo di Valtteri Bottas, l’Alpha Tauri di Pierre Gasly e la Williams di Alexander Albon a completare la top-10.
Era invece uscito al secondo giro Carlos Sainz, arenatosi nella ghiaia dopo una brutta partenza che l’aveva fatto scivolare in quattordicesima posizione.
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Brunetta “Non siamo ancora all’economia di guerra”

ROMA (ITALPRESS) – “Draghi ha ribadito il suo whatever it takes, il governo farà di tutto per tutelare famiglie e imprese. Non siamo ancora all’economia di guerra e ci sono tutti gli strumenti per gestire questa fase in maniera non traumatica. Andiamo verso la bella stagione e abbiamo i mezzi per diversificare le fonti energetiche e consentirci lo stoccaggio preventivo, con meno costi e nessun disagio”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta che, alla domanda se il possibile stop all’importazione di gas dalla Russia porterà recessione, inflazione e razionamenti, risponde: “Non è ancora detto, non fasciamoci la testa. In Europa non si è presa nessuna decisione di questo tipo. Per il momento stiamo pagando un aumento finanziario del prezzo del gas e dell’energia che viene da prima dello scoppio della guerra”.
“Noi – aggiunge – veniamo da una pandemia che ha fatto 160 mila morti e da una crisi economica che ha affossato il nostro Pil. E quando pensavamo di essere quasi usciti da questo enorme stress sanitario, economico e sociale, ecco che ripiombiamo in una situazione ancora più grave”. “E’ comprensibile che qualsiasi comunità, davanti a una sequenza simile, abbia degli sbandamenti di tipo egoistico e che alcuni dicano ‘basta, non ne possiamo più'”, sottolinea, aggiungendo: “Finora nel governo non abbiamo mai parlato di razionamenti. In questo tipo di congiuntura conta molto la durata della guerra. Ci sarà o no, il cessate il fuoco? Nessuno lo sa. Tutti invece sanno chi è l’aggressore e chi l’aggredito e la stragrande maggioranza degli italiani sta con le vittime e quindi con il governo, che assieme alla comunità internazionale ha reagito con razionalità e determinazione alla violenza inaudita della Russia di Putin”.
“La risposta dell’Occidente è proporzionata, coesa e coerente – prosegue Brunetta -. Le sanzioni non sono troppo, nè troppo poco. Poi, certo, questa reazione ha dei costi e sui costi riaffiora lo stress sociale ed economico”. Ed in merito all’ipotesi di una politica di austerità per il caro energia, dice: “Non siamo arrivati a queste discussioni, ma ogni scelta ha il suo rapporto costi-benefici. Se riduci la velocità aumenti la densità del traffico, se spegni l’illuminazione hai minore sicurezza”.
E per quanto riguarda le imprese: “C’è un ampio margine di ottimizzazione per molte imprese energivore. Un margine che non abbiamo mai percorso perchè, quando avevamo l’energia facile, non abbiamo fatto i necessari investimenti. Questo tipo di stress ci deve portare adesso a scelte di politica economica, energetica e ambientale che non abbiamo mai fatto e lo stesso vale per la semplificazione amministrativa”. “Il mio Draghi preferito è quello che promette decisioni drastiche sulle semplificazioni – aggiunge -. Se il governo, con un colpo d’ala, sblocca le autorizzazioni ferme da anni sul fotovoltaico, istituendo commissari ad acta e rimettendo in moto gli investimenti, dà all’economia un impulso straordinario che dura nel tempo. Il razionamento non dura nel tempo e le domeniche a targhe alterne sono solo un vago ricordo”. “Il nostro destino passa attraverso le scelte che si fanno nei momenti difficili – prosegue -. Sulla transizione ecologica dovremmo trarre giovamento da questa prova culturale, di responsabilità ed efficienza a cui siamo sottoposti”. “Il governo sta lavorando a un’articolazione delle fonti, dal Gnl al fotovoltaico e all’eolico – spiega Brunetta -. Paradossalmente questo tipo di emergenza può diventare un catalizzatore della modernizzazione, perchè ci indica quel mix energetico che per miopia strategica non abbiamo messo a fuoco prima”. E sull’emendamento che abbassa la temperatura negli uffici pubblici, commenta: “E’ un segnale positivo, mi ricorda mia madre che mi diceva ‘quando esci dalla stanza spegni la lucè. Io intendo fare ben di più, mettendo i pannelli solari sul tetto di un milione di edifici pubblici, con particolare riferimento alle scuole. Non risolverebbe la dipendenza dal gas russo, ma avrebbe un valore educativo enorme. Andremmo oltre i pur oggettivi schemi duali ‘condizionatore o pacè”.
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Decide Vlahovic, la Juventus espugna Cagliari per 2-1

CAGLIARI (ITALPRESS) – La Juventus reagisce alla sconfitta contro l’Inter e torna alla vittoria in casa del Cagliari. Lo fa in rimonta, grazie ai gol di De Ligt e Vlahovic che rispondono all’iniziale vantaggio di Joao Pedro, e può così mettere maggiormente al sicuro il quarto posto a sei partite dal termine. All’Unipol Domus, se i bianconeri trovano tre punti fondamentali per la propria classifica, l’altra faccia della medaglia è rappresentata dai sardi ulteriormente nei guai, giunti al quinto ko di fila e ancora a forte rischio retrocessione. Primo tempo intenso con la Juventus a fare la partita e il Cagliari efficace nelle ripartenze. Su una di queste, al 10′ arriva il gol del vantaggio dei sardi con il gran tiro all’angolino di Joao Pedro che non lascia scampo a Szczesny. I bianconeri non si scompongono e continuano ad attaccare a caccia del pareggio. Al 23′ episodio molto controverso con la conclusione di Pellegrini leggermente deviata da Rabiot e la palla che si infila in rete. Il Var, però, annulla per un tocco di mano dello stesso francese, assolutamente involontario e con il braccio attaccato al corpo, ma considerato punibile. Rabbia di Allegri, ma la sua squadra in campo non sembra risentirne a livello psicologico e poco prima dell’intervallo trova il pari con il colpo di testa di De Ligt in mischia dopo una gran giocata di Cuadrado nello stretto. Nella ripresa bianconeri arrembanti e vicini al gol per la prima volta con Cuadrado che sul più bello non calcia e cerca un assist improbabile. Tanto agonismo da entrambe le parti, ma i rossoblù si chiudono negli ultimi trenta metri e fanno tanta fatica a ripartire. Ancora Cuadrado a venti dal termine con un diagonale che esce di poco a spaventare i padroni di casa, passano quattro minuti e Vlahovic trova effettivamente il ribaltone che era nell’aria. Pallone imbucato per il serbo, Altare interviene in scivolata ma la sfera, in un flipper beffardo, sbatte ancora sull’attaccante serbo e diventa imparabile per Cragno. Cagliari che nel finale attacca a testa bassa per cercare il pareggio, ma la Juventus amministra senza patemi d’animo e porta a casa i tre punti.
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Pole position di Martin al Gp delle Americhe

AUSTIN (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Jorge Martin ottiene la pole position nel Gran Premio delle Americhe di MotoGP. Lo spagnolo ferma il cronometro in 2’02″039 e lancia la Ducati, che piazza cinque moto nelle prime cinque posizioni. Beffato per soli 3 millesimi Jack Miller, a completare la prima fila l’altra Ducati ufficiale di ‘Peccò Bagnaia. A seguire Johann Zarco e l’altro italiano Enea Bastianini, poi la Yamaha del campione del mondo in carica Fabio Quartararo. Completano la top-10 le due Suzuki di Rins e Mir, davanti alle Honda di Marc Marquez e Nakagami.
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(Photo credit: agenziafotogramma.it)

Berlusconi “Profondamente deluso da Putin, faccia tacere le armi”

ROMA (ITALPRESS) – “Non posso e non voglio nascondere di essere profondamente deluso ed addolorato dal comportamento di Vladimir Putin, che si è assunto una gravissima responsabilità di fronte al mondo intero. Mi era sempre sembrato un uomo di buon senso, di democrazia e di pace. Peccato davvero. Noi non abbiamo avuto alcuna esitazione a schierarci: la posizione di Forza Italia è quella espressa nella durissima “Risoluzione contro l’aggressione della Russia all’Ucraina” approvata dal Parlamento Europeo in seduta straordinaria il primo marzo, risoluzione che io ho convintamente votato”. Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nel suo intervento a “L’Italia del Futuro”.
“Voglio dire ancora di più: di fronte all’orrore dei massacri di civili a Bucha e in altre località ucraine, veri e propri crimini di guerra, la Russia non può negare le sue responsabilità. Dovrebbe al contrario, nel suo stesso interesse, identificare e mettere sotto processo i responsabili di comportamenti che il diritto e la morale considerano inaccettabili anche in tempo di guerra”, ha sottolineto Berlusconi.
“Dunque Forza Italia, voglio ripeterlo ancora, ancora, è sempre stata ed è oggi a maggior ragione dalla parte dell’Europa, dalla parte, dell’Alleanza Atlantica, dalla parte dell’Occidente – ha aggiunto -. Forza Italia è sempre stata dalla parte della Libertà. Anche della libertà del popolo ucraino, la libertà di difendere il proprio futuro”.
“Auspichiamo che i rapporti fra Russia, Stati Uniti, Europa, tornino ad essere dialoganti. Spetta, però, alla Russia adesso fare un passo nella giusta direzione, facendo tacere le armi. Il cessate il fuoco da parte della Russia è fondamentale e prioritario”, ha sottolineato l’ex premier.
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