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Banca del Fucino al fianco atleti paralimpici del Circolo Aniene Roma

ROMA (ITALPRESS) – Banca del Fucino ha siglato una partnership con lo storico Circolo Canottieri Aniene di Roma per supportare la preparazione tecnica degli atleti del settore agonistico paralimpico in occasione delle Paralimpiadi di Parigi 2024, che si terranno dal 28 agosto all’8 settembre 2024.
La Banca del Fucino e il Circolo Canottieri Aniene condividono una lunga tradizione di sostegno allo sport e alla comunità. Questa iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della collaborazione, mirata a promuovere l’inclusione e l’eccellenza nello sport.
La squadra degli 8 atleti paralimpici del Circolo Aniene che parteciperà alle gare a Parigi è composta da Marius Bodgan Ciustea (canoa), Simone Ciulli (nuoto), Eleonora De Paolis (canoa), Luca Mazzone (ciclismo), Riccardo Menciotti (nuoto), Tommaso Schettino (canottaggio), Alessia Scortechini (nuoto) e Giacomo Perini (canottaggio).
In particolare, Luca Mazzone rappresenterà l’Italia alla cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici e sarà uno dei due portabandiera.
Quest’iniziativa conferma l’impegno della Banca del Fucino a favore della sana competizione e riflette i valori di inclusione, determinazione e resilienza che la Banca del Fucino condivide con il mondo dello sport.
“Siamo orgogliosi di sostenere gli straordinari risultati di alcuni dei più bravi atleti paralimpici italiani, che hanno portato il nome dell’Italia ai vertici dello sport internazionale attraverso le loro eccezionali performance in diverse discipline. Accompagniamo la squadra del Circolo Aniene a Parigi tifando per loro ma soprattutto per gli importanti valori di impegno, dedizione, coraggio e abnegazione che lo sport rappresenta. Questi atleti eccezionali sono un modello per tutti”, ha dichiarato Francesco Maiolini, AD di Banca del Fucino.
Il Circolo Canottieri Aniene è riconosciuto a Roma per i suoi successi sportivi e per il suo impegno nel promuovere una squadra di atleti che rappresentano il meglio dello sport olimpico e paralimpico italiano e ha visto la partecipazione di suoi atleti a ben 134 Olimpiadi.
“Importante è partecipare, si dice, perchè la partecipazione è il presupposto per poter poi ambire ad un risultato vincente. I nostri ragazzi hanno fatto fin qui la loro parte e continueranno a farla fino in fondo. L’Aniene ha fatto la sua mettendo al loro servizio esperienza, competenza e mezzi, ma questi non ci sarebbero potuti essere se fossero mancate la generosità, la passione, la 2 capacità di visione di partner come la Banca del Fucino. Agli uni e agli altri la nostra gratitudine”, ha dichiarato Massimo Fabbricini, presidente Circolo Canottieri Aniene.
La Banca del Fucino invita tutti i propri clienti e la comunità a seguire e sostenere gli atleti del CC Aniene durante le Paralimpiadi di Parigi 2024, celebrando insieme i valori dello sport e dell’inclusione.
-foto ufficio stampa Banca del Fucino –
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Le Fate sognano in grande, a Parigi caccia alle medaglie

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – La Nazionale italiana di artistica femminile è la seconda potenza olimpica, almeno per ora. Al termine della quinta ed ultima suddivisione delle qualifiche dei Giochi di Parigi, le Fate sono rimaste dov’erano alla fine della seconda: nessuna delle nazionali venute dopo è riuscita a scavalcare il 166.861 delle azzurre di Marco Campodonico e Monica Bergamelli, dietro solo gli Stati Uniti che comandano la classifica provvisoria a quota 172.296. La piazza d’onore virtuale di Alice D’Amato e compagne è arrivata al termine di una gara con dodici avversarie, non otto come succedrà domani, e la formula delle quattro salite, non quella a tre della finalissima. Il che significa che arrivare così in alto in qualifica non può essere frutto del caso o di errori altrui. “Al contrario – ci tiene a precisare il direttore tecnico Enrico Casella – questo piazzamento è indicativo dello stato di salute dell’intero movimento. Abbiamo rifatto nuovamente la storia, come ci capita spesso. Non si assegnavano medaglie, ma siamo pur sempre all’Olimpiade”. Tra l’altro in virtù del sorteggio che vede le prime due squadre girare insieme, nella final eight di Bercy, Usa e Italia saranno appaiate, cominciando al volteggio, con le ginnaste che saliranno alternandosi. “In effetti, se me l’avessero detto prima di partire non ci avrei creduto – confessa Casella – Ora dobbiamo valutare le condizioni di Elisa Iorio”. La ginnasta azzurra ha accusato un trauma distorsivo. “Di sicuro non potremo contare su di lei a trave e volteggio e in quest’ultimo, in particolare, perdiamo un doppio avvitamento. Speriamo, invece, di vederla alle parallele. Se possiamo migliorare? Certo, ma anche peggiorare – continua – Sulla carta Alice può far meglio di così al volteggio, Manila alla trave e Giorgia alle parallele. L’importante però sarà rifare gli altri esercizi bene come nelle qualificazioni, dove su sedici salite non abbiamo avuto nemmeno una caduta”. Dietro, ad inseguire, ci sono team fortissimi e attrezzati, pronti ad approfittare di qualsiasi sbavatura. A cominciare dalla Cina, staccata di appena un paio di decimi, e il Brasile vicecampione del Mondo, più distanti Giappone, Canada, Gran Bretagna e Romania. Ma non finisce mica qui. Nella finale a 24 del 1° agosto la ginnastica azzurra piazza due sue rappresentanti. La numero uno del Vecchio Continente, Manila Esposito, è quinta con il personale di 55.898, Alice D’Amato è sesta con 55.432. E i conti tornano perchè le quattro che le precedono sono Simone Biles, americana, leader in fuga con 59.566, Rebecca Andrade, brasiliana, con 57.700, Sunisa Lee, campionessa in carica di Tokyo 2021, con 56.132, e con 55.966 l’algerina Kaylia Nemour. Ma se da un lato non è una novità che l’artistica rosa italiana porti due dame nel completo olimpico (era accaduto a Tokyo con Martina Maggio e Alice D’Amato, a Rio de Janeiro e a Londra con Vanessa Ferrari e Carlotta Ferlito, a Pechino sempre con la Ferrari e Lia Parolari) è un inedito assoluto che vengano centrate cinque finali di specialità, grazie ad Alice D’Amato (quinta al corpo libero con 13.700 e settima alla trave con 13.866) e a Manila Esposito (settima al corpo libero con 13.633 e sesta alla trave con 13.966, attrezzi dei quali detiene, per entrambi, il titolo europeo). Alice conquista un posto pure nella sua amata parallela, dove è stata la regina assoluta sia ad Antalya nel 2023, sia a Rimini nel 2024: 14.666, sesta a poco più di mezzo decimo di ritardo dall’olimpionica belga Nina Derwael – a sua volta quarta, in una final eight dominata, al momento, dalla Nemour con 15.600 e che, a sorpresa, non annovera tra le sfidanti la Biles, prima riserva con 14.433. L’agente di polizia genovese mette a segno il record personale, e italiano, di cinque finali olimpiche in una sola edizione, sette se si contano anche quelle di Tokyo. “Certo, non abbiamo ancora fatto niente – chiosa Casella – Ma almeno possiamo giocarcela”.
– foto Ipa Agency –
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Arriva il primo oro per l’Italia a Parigi con Martinenghi nei 100 rana

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Arriva il primo oro per l’Italia ai Giochi di Parigi: lo firma uno strepitoso Nicolò Martinenghi, campione olimpico nei 100 rana. Il 23enne varesino, con una seconda vasca da urlo, rimonta dalla terza alla prima posizione e chiude in 59″03, mettendosi alle spalle per soli 2 centesimi il campione in carica e detentore del record del mondo Adam Peaty. Per il britannico c’è l’argento ex aequo con l’americano Nic Fink. “Sono senza parole – è quasi incredulo Martinenghi dopo l’oro olimpico nei 100 rana – Durante la gara non pensavo a niente, ho dimostrato che conta solo saper cogliere l’attimo, essere nel posto giusto al momento giusto, anche perchè il tempo non è dei migliori. Avevo vinto Mondiale ed Europeo, ora posso dire di aver vinto anche l’Olimpiade”. Il medagliere dei Giochi vede ora l’Italia a quota 6: dopo l’argento e bronzo di Maldini e Monna di stamattina nella pistola, ecco anche l’oro numero 1 della spedizione francese.
– foto Ipa Agency –
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Isola “Gp Belgio gara entusiasmante, una partita a scacchi”

SPA-FRANCORCHAMPS (BELGIO) (ITALPRESS) – “Prima di tutto lasciatemi dire che è stata una corsa davvero entusiasmante. E’ un pò di tempo che la Formula 1 ci regala spettacoli del genere ma capita raramente di vedere una gara così incerta, con i primi tre in poco più di un secondo e i primi sei, tutti che in un modo o nell’altro hanno potuto dire la loro per la vittoria o, perlomeno, per il podio, racchiusi in meno di dieci secondi. Dispiace che poi il risultato finale sia cambiato ma, come ha riconosciuto anche la Mercedes, la regola riguardante il peso è molto chiara”. Questa l’analisi di Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli, al termine del Gran Premio del Belgio, vinto da Russell prima che venisse squalificato e, dunque, costretto a cedere la vittoria al compagno di team Lewis Hamilton. Questo è il successo numero 105 dell’ex campione del mondo in 346 Gran Premi disputati, mentre la Mercedes ha ottenuto il trionfo numero 128, il terzo in questa stagione e il settimo nel Gran Premio del Belgio. Sulla griglia di partenza la stragrande maggioranza dei piloti ha scelto di partire con la Medium. Hanno fatto eccezione Sainz e Zhou, che hanno scelto la Hard, e Ricciardo, che ha preferito la Soft. La doppia sosta si è confermata la strategia preferita così come la Hard si è dimostrata la mescola più performante, sia in termini di degrado che di prestazione.
Dei 19 piloti che hanno terminato la corsa (soltanto Zhou si è ritirato), cinque – in ordine di passaggio sotto la bandiera a scacchi: Russell, Alonso, Stroll, Magnussen e Tsunoda – hanno fatto un solo pit-stop, passando dalla Medium alla Hard, con i primi due che hanno terminato in zona punti, rispettivamente al primo e al nono posto. Il primato dello stint più lungo va a Russell, che ha percorso ben 34 giri con la Hard. Il primato con le Medium spetta invece a Hulkenberg, che ne ha completati 24 nell’ultimo stint.
“Alla vigilia, avevamo affermato che la sosta singola non sarebbe stata una scelta conveniente perchè non era abbastanza veloce rispetto alla doppia sosta ma la prestazione di Russell – al di là della successiva squalifica – appare come una smentita alle previsioni – ha ripreso Isola -. Per provare a dare una prima spiegazione a caldo, perlomeno dal punto di vista del comportamento delle gomme, possiamo evidenziare alcuni fattori. Innanzitutto, oggi c’era una decina di gradi in più sull’asfalto rispetto a FP2, il che ha probabilmente contribuito a limitare fortemente quel graining che, invece, era stato molto rilevante sulle Medium nei long run. Inoltre, possiamo ipotizzare che le squadre abbiano lavorato molto sull’assetto delle monoposto, sia per trovare il giusto compromesso fra una qualifica bagnata e una gara asciutta sia per cercare di proteggere proprio quell’asse anteriore più soggetto al graining”.
“Un terzo elemento da tener presente è che molti piloti hanno gestito con grande cura gli stint sulle Medium, in particolare nelle curve più veloci – prosegue il direttore Motorsport Pirelli -. La gara è stata per due terzi una bellissima partita a scacchi, con mosse e contromosse soprattutto nelle posizioni di testa ma anche nella seconda parte del gruppo, e poi si è come stappata nell’ultima quindicina di giri, con tutti i piloti che hanno iniziato a spingere e a lottare in pista per le posizioni. Uno spettacolo, come ho detto all’inizio, che ci fa andare alla pausa estiva con una gran voglia di rivederlo ancora fra qualche settimana a Zandvoort e poi nel finale di stagione”.
– Foto ufficio stampa Pirelli –
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Al via sotituzione diaframma di protezione della Pietà di Michelangelo

CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – Nell’ambito dei lavori programmati per l’ormai prossimo Giubileo, la Fabbrica di San Pietro ha avviato la sostituzione del diaframma in vetro posto a protezione del gruppo marmoreo della Pietà di Michelangelo con una nuova vetrata al fine di garantire adeguati parametri di visibilità e sicurezza. L’impegnativo lavoro di restauro conservativo della Cappella della Pietà si concluderà a fine settembre. Il nuovo diaframma posto a protezione della Pietà sarà costituito da 9 vetri “antisfondamento” e “antiproiettile”, di altissima qualità e massima trasparenza. Appositamente progettato da un team di esperti, sarà dotato di un innovativo sistema di ancoraggio di alta tecnologia, attentamente studiato in ogni sua componente per la migliore tutela e fruizione della venerata e ammirata scultura. Il progetto – ideato, realizzato e offerto in donazione da un gruppo di imprenditori piemontesi e professionisti del settore (tra i quali Banca Sella Spa – Sanlorenzo Spa, Brenntag Spa e Inalpi Spa, Costruzioni Generali Gilardi Spa e MdM Srl – Studio Miroglio e Lupica architetti associati, Romoli Venturi & partners Srl in collaborazione con Oxlip, Sagep Editori, Magon Sistemi Spa, Mollo Noleggi e con il patrocinio di Confindustria Piemonte) – è finalizzato a restituire alla devozione dei pellegrini e a tutti i visitatori la migliore visibilità e messa in sicurezza dell’icona mariana. Durante questo breve periodo di necessario oscuramento del gruppo marmoreo michelangiolesco, verrà esposto in Basilica il calco in gesso della Pietà di San Pietro, realizzato da Francesco Mercatali tra il 1942 e il 1943.
(ITALPRESS).
– Foto: Fabbrica di San Pietro in Vaticano –

Il rally di Roma Capitale a Crugnola su Citroen C3 gommata Pirelli

ROMA (ITALPRESS) – Ancora Andrea Crugnola su Citroen C3, ancora Pirelli. Per il secondo anno consecutivo sono queste le firme sul gradino più alto del podio del Rally di Roma Capitale, gara valida per il Fia European Rally Championship e per il Campionato italiano asfalto che, come da tradizione, ha dato spettacolo non solo nella prima prova del Colosseo, ma anche sulle tortuose strade intorno a Fiuggi.
Insieme con Crugnola, che ha condotto una gara sempre attenta e con una strategia ben studiata a tavolino, è salito sul podio anche un altro pilota rifornito e assistito da Pirelli, ovvero Simone Campedelli che su Skoda Fabia ha conquistato un secondo posto fondamentale ai fini della battaglia ancora aperta per la conquista del Campionato Italiano.
Sesto il campione in carica Hayden Paddon su Hyundai i 20, che con questo risultato mantiene la testa della classifica del campionato.
Le sorti della gara si sono delineate sabato mattina, soprattutto nella prima prova lunga della (la SS3 Santopadre – Fontana Liri di 28,74 km) e in quella successiva, nelle quali Crugnola ha allungato il passo sugli inseguitori, grazie anche all’ottima prestazione delle gomme P Zero Hard RA5A che hanno assicurato grip, resistenza e bassa usura in stage molto sfidanti, contrassegnati da temperature alte. Domenica il pilota lombardo ha amministrato il vantaggio, senza rinunciare a vincere la maggior parte delle prove, tra le quali la Rocca di Piave-Subiaco di 32,30 chilometri e la power stage.
“Anche quest’anno le condizioni di gara, già di per sè molto sfidanti del Rally di Roma, sono state particolarmente severe a causa delle elevatissime temperature e ancora una volta la versione RA5A del P Zero, la stessa che equipaggia le Rally2 nel mondiale, ha permesso a Crugnola di vincere e agli altri nostri piloti di ottenere ottimi piazzamenti – l’analisi di Terenzio Testoni, Rally Activity Manager Pirelli -. In particolare, le caratteristiche di prestazionalità e di resistenza agli asfalti abrasivi e alle alte temperature della gomma hard si sono rivelate fondamentali sia nelle prove lunghe che in quelle brevi. Per noi questa al Rally di Roma è la seconda meritatissima vittoria stagionale nel FIAERC, che ci fa guardare con fiducia al prosieguo del campionato”.
Dominio dei piloti gommati Pirelli anche nelle categorie minori. Nell’ERC3 si è imposto il ceco Filip Kohn, che si è aggiudicato anche il Fiesta Rally3 Trophy, sponsorizzato da Pirelli, mentre nell’ERC4 la vetta del podio è stata conquistata da Giorgio Cogni su Peugeot. Da segnalare anche che nel CIR Junior, supportato da Pirelli, ha vinto Matteo Doretto, mentre nel GR Yaris cup, serie anch’essa supportata da Pirelli, si è imposto Thomas Paperini.
Il P Zero Hard RA5A, protagonista assoluto del Rally di Roma, è uno pneumatico destinatato anche alle vetture Rally2 del WRC ed è stato progettato per affrontare gli asfalti abrasivi asciutti. Presenta una mescola battistrada e una costruzione che assicurano prestazioni e affidabilità nelle condizioni di gara più difficili e negli stage più lunghi, anche con temperature elevate, senza rinunciare a un rapido warm-up. A completare la gamma a disposizione dei piloti al Rally di Roma anche la gomma media P Zero RA7D, la soft P Zero RA7+C e la gomma da bagnato RWC.
– Foto ufficio stampa Pirelli –
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Russell squalificato, il Gp del Belgio va ad Hamilton

SPA-FRANCORCHAMPS (BELGIO) (ITALPRESS) – George Russell è stato squalificato dopo che la sua Mercedes è stata trovata sottopeso al termine della gara del Gp del Belgio. Brutte notizie per il pilota britannico al quale viene tolta una splendida vittoria. A questo punto il successo va al suo compagno di team Lewis Hamilton, mentre completano il podio la McLaren di Oscar Piastri e la Ferrari di Charles Leclerc che guadagnano una posizione, come tutti, rispetto al precedente ordine d’arrivo. A scippare la vittoria a Russell un chilo e mezzo in eccesso nelle operazioni di peso alla quale è stata sottoposta la sua Mercedes. Il peso minimo della vettura deve essere di 798 chili senza benzina, quella di Russell era a 796.5. “Dobbiamo imparare da quanto accaduto, mi dispiace per George, per lui è un duro colpo”. Detto di Piastri e Leclerc sul podio rispettivamente da 2° e 3°, quarto Verstappen, quinto Norris, sesto Sainz, settimo Perez, ottavo Alonso, nono Ocon e decimo Ricciardo.
– Foto Ipa Agency –
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Doppietta Mercedes, Russell batte Hamilton al Gp del Belgio

SPA-FRANCORCHAMPS (BELGIO) (ITALPRESS) – Il britannico George Russell ha vinto il Gp del Belgio precedendo l’altra Mercedes, quella del compagno di squadra Lewis Hamilton, di 526 millesimi. Terzo posto per la McLaren del giovane australiano Oscar Piastri (+1″173), quarta la Ferrari del monegasco Charles Leclerc (+8″549), che scattava dalla pole position; solo quinto il campione del mondo, l’olandese della Red Bull Max Verstappen (+9″226), che comunque partiva in 11° posizione, nonostante il miglior tempo in qualifica, per la penalizzazione per aver cambiato il quinto motore. Sesto il britannico Lando Norris (McLaren), settimo lo spagnolo Carlos Sainz (Ferrari), ottavo il messicano Sergio Perez (Red Bull), nono l’altro iberico Fernando Alonso (Aston Martin) e decimo il francese Esteban Ocon (Alpine) a più di 52″ dal vincitore.
– Foto Ipa Agency –
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