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Covid, 48.483 nuovi casi e 156 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – In calo i casi Covid in Italia nelle ultime 24 ore. I nuovi contagiati sono 48.483, in discesa rispetto ai 60.191 delle 24 ore precedenti con 433.961 tamponi processati determinando un tasso di positività pari all’11,1%. I decessi sono 156 (-28).
I guariti sono 59.258. Torna a calare il numero degli attualmente positivi, con 9.599 unità in meno attestandosi su un totale di 1.001.922. Calo dei ricoverati nei reparti ordinari; 8.575 (-201) i pazienti ricoverati; i degenti in terapia intensiva sono 563 (-29) con 43 nuovi ingressi. Intanto scende sotto il milione il numero degli attualmente positivi; per l’esattezza sono 992.784. Intanto, per quanto riguarda l’impatto del Covid nelle regioni, si evidenzia come il Lazio sia la prima regione per numero di nuovi positivi (5.642), seguita da Lombardia (5.583) e Sicilia (4.884).
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Dall’Ue nuove sanzioni alla Russia, 160 persone in black list

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso di imporre misure restrittive ad altre 160 persone in relazione all’aggressione militare russa ingiustificata e non provocata in corso contro l’Ucraina e alle azioni che minano o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. “Aggiungiamo oggi al nostro elenco di sanzioni ulteriori individui chiave e i loro familiari che hanno un ruolo economico significativo nel sostenere il regime di Putin e beneficiano finanziariamente del sistema. Ora sono soggetti a congelamento dei beni e divieti di viaggio. Il nostro messaggio è chiaro: Coloro che consentono l’invasione dell’Ucraina pagano un prezzo per le loro azioni”, afferma Josep Borrell, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza. L’elenco è composto da 14 oligarchi e importanti uomini d’affari coinvolti in settori economici chiave che forniscono una sostanziale fonte di reddito alla Federazione Russa – in particolare nei settori metallurgico, agricolo, farmaceutico, delle telecomunicazioni e digitale -, nonchè i loro familiari. La decisione odierna integra gli elenchi degli oligarchi coinvolti nei settori del petrolio, del gas, delle banche, dei media e dei trasporti, decisi dal Consiglio il 23 e 28 febbraio 2022.
Restrizioni pure per 146 membri del Consiglio della Federazione Russa, che hanno ratificato le decisioni del governo del “Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza tra la Federazione Russa e la Repubblica popolare di Donetsk” e del “Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza tra la Federazione Russa e la Repubblica popolare di Luhansk”. Complessivamente, le misure restrittive dell’UE si applicano ora a un totale di 862 persone e 53 entità. Le persone designate sono soggette a blocco dei beni e ai cittadini e alle imprese dell’UE è vietato mettere a loro disposizione fondi. Le persone fisiche sono inoltre soggette a un divieto di viaggio, che impedisce loro di entrare o transitare nei territori dell’UE.
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Zelensky “Pronto a compromessi ma senza tradire l’Ucraina”

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – “Il mio obiettivo è porre fine alla guerra, e sono anche pronto a fare alcuni passi. Si possono fare dei compromessi, ma non devono essere un tradimento del mio Paese. Anche l’altra parte deve essere disposta a scendere a compromessi, è l’unico modo per uscire da questa situazione”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista alla tedesca Bild.
“Non possiamo ancora parlare dei dettagli – ha aggiunto Zelensky -. Non abbiamo ancora avuto contatti diretti tra i presidenti. Solo dopo colloqui diretti tra i due presidenti potremo porre fine a questa guerra”.
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Musella “Una crisi di governo sarebbe irresponsabile, ma serve più dialogo”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il Paese ha bisogno di un partito come Forza Italia, perché per governare la destra ha bisogno del centro e noi rappresentiamo il partito di centro più forte, un punto di riferimento tanto al nord quanto al sud. Siamo un partito che può fare da polo attrattivo a chi vuole cambiare governando in modo ragionevole, accettati dall’Europa e dal mondo”. Lo ha detto Graziano Musella, deputato di Forza Italia, ex sindaco di Assago e responsabile del partito per l’area metropolitana di Milano, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. Sul fronte della riforma del catasto – ha continuato Musella – “gli italiani non devono pagare più tasse. Quello che non vogliamo è che non si prenda spunto da una riforma per applicare nuove tasse ai nostri cittadini. Vogliamo delle garanzie precise in questo senso. Escludo una crisi di governo – ha chiarito -. In una situazione come quella che stiamo vivendo, in cui ci stiamo riprendendo dal Covid e la guerra ci sta massacrando anche dal punto di vista economico, privare il Paese di un Governo sarebbe un atto di gravissima irresponsabilità. Andare al voto significherebbe perdere tempo, avere problematicità nella formazione del nuovo esecutivo e accumulare ritardi. Ci sono delle questioni di principio che devono essere sciolte all’interno del Governo in primis, c’è bisogno di più dialogo con tutte le forze politiche, su alcuni temi ci sono partiti che hanno giocato la loro campagna elettorale e bisogna trovare delle mediazioni”. Entrando nello specifico delle ripercussioni sul nostro Paese della guerra in Ucraina, Musella non ha nascosto il suo timore. “Quello russo è uno dei mercati più ricchi. Il livello di preoccupazione per le conseguenze dalla guerra è altissimo e a Milano riguarda soprattutto il settore della moda e dell’industria tessile. Ci sono molte aziende che stanno vivendo una grave crisi perché la Russia dava una grande disponibilità economica e a peggiorare il quadro c’è il rincaro energetico e delle materie prime – ha spiegato -. È un disastro, alcune aziende stanno chiudendo o addirittura hanno già spento gli impianti. Parliamo di circa 600 aziende dell’area metropolitana milanese pari al 25% che stanno in questa situazione con la cassa integrazione per ora ma che potrebbero non farcela. A questo si aggiunge il rincaro sui prodotti alimentare. Parliamo di situazione gravissime. Noi italiani abbiamo dato più sanzioni a livello europeo nei confronti della Russia e le stiamo pagando con dei ritorni pesanti. Mi stupisce che nell’ultimo incontro con Biden, l’Italia nonostante la sua disponibilità, non sia stata chiamata a partecipare. Dobbiamo stare nella Nato e nel mondo occidentale – ha sottolineato Musella – dove sono garantite le libertà e la democrazia ma dobbiamo anche pensare all’umanità nel suo complesso ed evitare una guerra mondiale”.
“Il ragionamento deve essere diplomatico, nel 2022 non si possono risolvere le problematiche di carattere territoriale con le armi. L’errore per quanto sta accadendo è del Presidente Putin però il mondo occidentale doveva intervenire prima e prevenire, doveva costringerlo al tavolo delle trattative prima dello scoppio della guerra. Speriamo che si riesca a trovare presto una mediazione – ha concluso il deputato di Forza Italia -. Intanto Milano è pronta ad accogliere i profughi che scappano dalla guerra, prevediamo già 17-18mila disponibilità quasi immediata, è un dovere”.

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Malagò “Il caso Arianna Fontana va risolto nell’interesse di tutti”

MILANO (ITALPRESS) – La pioggia di medaglie azzurre tra le Olimpiadi estive di Tokyo e quelle invernali di Pechino ha mostrato tutto il valore dello sport italiano, successi e piazzamenti che hanno visto le spedizioni azzurre protagoniste nelle due rassegne a cinque cerchi. Un motivo in più per guardare con ottimismo sia ai Giochi di Parigi 2024 che, soprattutto, a quelli invernali di Milano-Cortina 2026. Ne ha parlato con legittimo orgoglio anche il presidente del Coni Giovanni Malagò a San Siro, al termine della Giunta Nazionale che si è tenuta all’Allianz Tower di Milano, con il budget destinato agli atleti saliti sul podio a Pechino che è stato piacevolmente alzato dopo le 17 medaglie conquistate (il totale è di due milioni e 844 mila euro, 180 mila euro per l’oro, 90 mila euro per l’argento e 60 mila per il bronzo). Malagò ha anche aggiunto che, dato lo scenario bellico in Ucraina, per i Giochi di Parigi potrebbero mancare alcune nazioni, ipotesi che però non vuole prendere in considerazione per quelli in Italia: “Mancano quattro anni al 2026, bisogna essere ottimisti, anche se dati i tempi si fa fatica a pensarlo”. San Siro, che nel pomeriggio ha ospitato il Consiglio Nazionale, sarà teatro della cerimonia di apertura dei Giochi di Milano-Cortina, e per l’occasione presentava le gigantografie dei più importanti atleti italiani reduci da Pechino. Ironia della sorte, dietro Malagò campeggiava quella di Arianna Fontana, ai ferri corti con la Fisg: “Una situazione che va risolta – ha detto il numero uno del Coni -, credo ci si debba incontrare, soprattutto la federazione, che è l’interlocutore istituzionale e totale del comitato olimpico, e Arianna, che però è Arianna, la più grande di tutti i tempi. Nell’interesse di tutti bisogna trovare un modo di convivere il più possibile felicemente. Sono convinto che si troveranno tempi e parole nell’interesse dello sport italiano e soprattutto di Milano-Cortina”.
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Ucraina, l’Hub Acea Ostiense a Roma apre ai profughi

ROMA (ITALPRESS) – Vaccini anti-Covid, tamponi e non solo. L’hub Acea Ostiense, dopo quello della stazione Termini, si prepara ad accogliere i profughi in arrivo dall’Ucraina, dove, secondo i dati ufficiali, solamente il 34,5% della popolazione è protetta dal vaccino con doppia dose. Il centro è aperto da un anno e ha una struttura modulare che consente molto rapidamente di adattare gli spazi: dal 1° marzo, infatti, hanno rimodulato lo spazio per l’arrivo di Novavax, mentre in un solo pomeriggio per l’accoglienza. “Questo percorso prevede la possibilità di ricevere un codice Stp, quindi un codice di straniero temporaneamente presente, che permette l’accesso a moltissimi dei servizi offerti dal Servizio Sanitario Nazionale”, ha spiegato il coordinatore del servizio accoglienza ucraini Asl Roma 1, Paolo Parente. “Dopodichè – ha proseguito – c’è la possibilità di effettuare uno screening per il Covid-19, quindi di sottoporsi a tampone per la verifica di eventuali casi di positività. Se riscontriamo dei positivi, come è successo, fortunatamente in un numero non eccessivamente elevato, queste persone vengono prese in carico dal nostro servizio di igiene e sanità pubblica ed eventualmente, se lo necessitano, vengono portati in delle strutture protette per il Covid”.
L’hub sarà aperto dalle ore 8 alle 18 e oltre alle vaccinazioni per Covid con Pfizer, Moderna e Novavax sia per adulti che per bambini, i rifugiati ucraini potranno effettuare vaccinazioni di profilassi nei confronti della epatite, per la poliomielite, il morbillo e tutte quelle che fanno parte del calendario vaccinale italiano.
“Stiamo costruendo adesso un servizio di screening anche per la tubercolosi – ha aggiunto il coordinatore – poi c’è la prima parte del colloquio con medici e pediatri. Tutte le persone che arrivano qui si interfacciano con loro, verifichiamo eventuali problematiche di natura sanitaria che devono essere prese in carico e poi c’è la possibilità di ricevere vaccinazioni”. “Alla fine del processo c’è un indirizzamento, se necessario verso la rete istituzionale di offerta sanitaria”, e ha annunciato che “stiamo mettendo su, sia a Termini che qui, uno sportello di consulenza, di supporto psicologico post traumatico, che possa in qualche modo aiutare queste persone ad avere un sostegno in questa fase complessa della loro vita”.
In questa prima giornata l’hub Acea Ostiense è stato aperto dalle ore 8:30 alle 14 circa e ha visto poca affluenza, a parte una mamma con due bambine minori accompagnate da una signora residente in Italia, ma “mano mano questi numeri cresceranno nel momento in cui sapranno che c’è quest’altra opportunità – ha spiegato Parente -. Da quando l’hub di Termini è partito sono state oltre 800 le persone prese in carico nella struttura. Il primo giorno di Termini erano arrivate solo 20-30 persone, noi oggi ci aspettavamo di iniziare più bassi, mentre su Termini ci siamo assestati negli ultimi giorni a circa 300 persone che hanno richiesto questo tipo di supporto”.
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Ucraina, Draghi “Già accolti 24 mila profughi”

ROMA (ITALPRESS) – “Il conflitto in Ucraina sta generando una crisi umanitaria senza precedenti nel Dopoguerra in Europa. Per farvi fronte, l’Unione europea ha applicato per la prima volta la direttiva del 2001 sulla protezione temporanea in favore dei profughi ucraini. Questa decisione testimonia la solidarietà e la compattezza dell’Unione europea: un’unità di intenti e di azioni che è indispensabile mantenere e che vede l’Italia in prima linea”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso del Question Time alla Camera, ringraziando tutti coloro che in questi giorni si sono mobilitati spontaneamente per sostenere la popolazione ucraina: “Associazioni di volontariato e del terzo settore, amministratori locali, imprese, singoli cittadini e famiglie. La forza di un Paese e di una democrazia si misura anche con la capacità di difendere i valori della dignità umana, della pacifica convivenza e dell’amicizia tra i popoli. In questo senso il mio pensiero va anche ai tanti cittadini russi che condividono questi valori e condannano le violenze commesse ai danni del popolo ucraino”. Il premier ha sottolineato che solo ieri risultavano giunti in Italia 21.095 cittadini ucraini mentre oggi i dati sono di 23.872.
“In questo scenario di crisi, l’Unione Europea ha saputo riallacciarsi alle radici fondanti della costruzione europea, costituite dal rispetto dei diritti umani e dalla solidarietà, valori che da sempre l’Italia ha posto alla base della sua politica di accoglienza. Quindi – ha ribadito – accoglienza, fratellanza, solidarietà sono dimostrate da questi fatti. Devo anche aggiungere che secondo me molto di più sarà necessario, perchè la reazione non è una reazione di giorni, non è una reazione forse di mesi, forse è una cosa ben più lunga”. Il premier si è soffermato anche sulle conseguenze economiche che la guerra in Ucraina porteranno sull’economia italiana: “siamo molto attenti all’incremento del prezzo dell’energia, all’incremento e alla disponibilità delle materie prime. Purtroppo, il Governo non può fermare questi eventi. Ma dobbiamo muoverci con rapidità e decisione, come abbiamo già fatto e continueremo a fare, per difendere il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle nostre imprese. Forse è anche il caso di dire la sopravvivenza delle nostre imprese”.
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Per 6 italiani su 10 la Festa della Donna non ha più senso

ROMA (ITALPRESS) – Dal 1946, l’otto marzo si celebra la Giornata Internazionale della Donna. Una “festa” che nel corso degli anni ha assunto vari significati ed importanza. Oggi, a cavallo tra una pandemia mondiale e l’inizio di un conflitto che coinvolge Russia e Ucraina, quasi il 40% degli italiani ritiene questa ricorrenza una celebrazione come le altre e, per quasi il 60%, la Festa della Donna oggi non ha più senso. Per ridare il valore che merita a questa celebrazione, quindi, forse avrebbe più senso tornare a chiamarla con il proprio nome: “Giornata Internazionale dei diritti delle Donne”, per ridare dignità ai sacrifici e alle conquiste raggiunte nel corso di un’epoca. In questo contesto sono le donne in primis a volere un cambio di passo perchè evidentemente non si sentono sufficientemente celebrate da un titolo come “Festa”. Infatti, la percentuale di coloro che avvertono una perdita di significato nella celebrazione dell’8 Marzo, sale al 63,8% proprio tra la popolazione femminile.
Il sondaggio di Euromedia Research è stato realizzato l’1 marzo 2022 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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