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L’ItalGam prende le misure alla Bercy Arena

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – L’ItalGAM ha messo piede sul Field of Play della Bercy Arena, teatro dei Giochi parigini. “Che impressione il campo gara allestito a tema olimpico – ha raccontato in zona mista Mario Macchiati – Quei cinque cerchi fanno un certo effetto, lo ammetto. E’ strano perchè sei abituato a guardarli in tv, invece adesso ci sei dentro, ci cammini sopra. E’ davvero bello, emozionante. Forse anche troppo. Bisogna stare attenti a gestire i sentimenti e a restare lucidi. Oggi abbiamo preso le misure”. Sul podio per la prova generale c’erano tutti i tecnici – il dtn Giuseppe Cocciaro, gli allenatori Alberto Busnari, Marco Fortuna e Paolo Pedrotti e il capomissione Roberto Pentrella – che hanno accompagnato i loro ragazzi lungo le sei rotazioni, partendo dagli anelli e girando insieme a Svizzera, Turchia e Spagna. “Abbiamo preso confidenza – aggiunge Carlo Macchini, uno dei più attivi sui social in questi giorni – Ci siamo presi la tranquillità di non essere perfetti al 100%, per dare il massimo sabato. Palazzetto pazzesco, luci fortissime che risalteranno quanto di bello faremo. Ho cercato di emozionarmi il più possibile oggi per essere più concentrato in qualifica- Ho anche incrociato Tang Chia Hung, che credo sarà uno degli avversari più temibili alla sbarra”. Ma non è solo il taiwanese a destare l’interesse dei nostri atleti. Al Villaggio, infatti, si fanno tanti incontri. “Ho visto Alcaraz e Nadal – conferma Lorenzo Minh Casali – ed ho capito che non mi trovavo in un posto normale. Però, a parte i ginnasti, non ne conosco molti altri. Anzi sì, visto un campione del mondo da molto vicino… si chiama Nicola Bartolini – conclude l’anconetano tra le risate dei compagni. L’atmosfera è molto buona, la squadra viaggia serena e il gruppo si sta godendo ogni istante, con lo spirito giusto. Lo spirito olimpico, appunto. “Mi sento solo un pò stanco – dice Yumin Abbadini – non è facile lavorare a questi orari. Ma ci siamo allenati tanto per arrivare pronti”. Ci penserà l’adrenalina a dare la carica al momento giusto, come sa bene l’allenatore del talento bergamasco, quel Busnari che di Olimpiadi ne ha fatte quattro da atleta e che, nel Villaggio, sembra essere tornato nel suo elemento naturale. “Anche se da ginnasta era diverso”, precisa lui. Al termine del Podium Training della terza ed ultima suddivisione maschile il direttore tecnico italiano ha ufficializzato l’ordine di salita agli attrezzi Anelli: Macchiati/Abbadini/Casali/Bartolini. Volteggio: Abbadini/Macchiati/Casali/Bartolini. Parallele pari: Abbadini/Casali/Macchiati/Bartolini. Sbarra: Macchiati/Casali/Abbadini/Macchini. Corpo libero: Macchiati/Abbadini/Casali/Bartolini. Cavallo con maniglie: Macchini/Casali/Macchiati/Abbadini.
– Foto Ufficio Stampa Federginnastica –
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Berrettini conquista Kitzbuhel, terzo titolo stagionale

KITZBUHEL (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Terzo titolo stagionale per Matteo Berrettini, che dopo Marrakech e Gstaad ha vinto il titolo nel “Generali Open” (ATP 250 – montepremi 579.320 euro), torneo conclusosi sulla terra rossa del Tennis Club di Kitzbuhel, in Austria. Il 28enne romano, n.50 ATP, reduce dal trofeo bis a Gstaad di domenica scorsa, ha superato in finale il mancino francese Hugo Gaston, n.91 del ranking, in due set con il punteggio di 7-5 6-3, maturato in un’ora e 22 minuti di gioco. Con il decimo successo di fila, e senza perdere un set, Berrettini ritocca il suo record stagionale sul “rosso” che parla ora di 15 vittorie a fronte di una sola sconfitta (contro il serbo Kecmanovic al primo turno di Monte-Carlo). Per l’azzurro si tratta del decimo titolo conquistato in 16 finali disputate. “Sono molto contento e molto stanco, grazie a tutti per il supporto, siete stati incredibili. Sono state due settimane pazze per davvero. Grazie a tutti, alla mia famiglia – le parole del capitolino durante la cerimonia di premiazione – Congratulazioni anche a Gaston, mi ha fatto sudare veramente: è stata dura ma ho giocato bene tutta la settimana ed è bello chiudere così”.
– Foto Ipa Agency –
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La Via Appia entra nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco

ROMA (ITALPRESS) – Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Nuova Delhi nella 46esima sessione, ha deliberato l’iscrizione della “Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale, che diventa così il 60esimo sito italiano riconosciuto dall’UNESCO.
Si tratta della prima candidatura promossa direttamente dal Ministero della Cultura, che ha coordinato tutte le fasi del processo e ha predisposto tutta la documentazione necessaria per la richiesta d’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. “Il risultato – si legge in una nota del Mic – è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto il coinvolgimento di molteplici istituzioni: 4 Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 13 Città metropolitane e Province, 74 Comuni, 14 Parchi, 25 Università, numerosissime rappresentanze delle comunità territoriali, nonchè il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra della Santa Sede”.
“Esprimo tutta la mia soddisfazione e il mio orgoglio per il grande risultato ottenuto. La ‘Via Appia. Regina Viarum’ da oggi è patrimonio mondiale dell’umanità. L’UNESCO ha colto l’eccezionale valore universale di una straordinaria opera ingegneristica che nei secoli è stata essenziale per gli scambi commerciali, sociali e culturali con il Mediterraneo e l’Oriente. Congratulazioni a tutte le istituzioni e comunità che hanno collaborato con il Ministero della Cultura per arrivare a questo prestigioso traguardo. E’ un riconoscimento del valore della nostra storia e della nostra identità, dal quale può nascere una valorizzazione in grado di portare benefici economici ai territori interessati”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
“La Via Appia Patrimonio UNESCO è un grande successo per il Ministero della Cultura, ma soprattutto per quei milioni di italiani che vivono nei territori della Via Appia, simbolo mondiale della storia da cui proveniamo. Si aggiunge alla straordinaria affermazione ottenuta meno di un anno fa dalla lirica italiana e sono felice che coincida con il mio mandato”, ha commentato il sottosegretario alla Cultura con delega all’UNESCO, Gianmarco Mazzi.
L’Appia fu la prima delle grandi strade di Roma costruite con tecniche innovative, veri e propri capolavori di ingegneria civile che si affiancarono alle vie naturali e che costituiscono i monumenti più durevoli della civiltà romana. Il tracciato, iniziato nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco per collegare Roma a Capua, fu poi prolungato fino a Benevento, Venosa, Taranto e Brindisi, testa di ponte verso la Grecia e l’Oriente, man mano che avanzava la conquista romana e lungo la Via Appia Traiana, la variante fatta realizzare dall’imperatore Traiano nel 109 d.C. per agevolare il percorso nel tratto da Benevento a Brindisi.
Concepita per esigenze militari, la Via Appia divenne da subito strada di grandi comunicazioni commerciali e di primarie trasmissioni culturali e, nel tempo, è diventata il modello di tutte le successive vie pubbliche romane così come, in un certo senso, l’origine del complesso sistema viario dell’Impero, che è anche alla base dell’attuale rete di comunicazione del bacino del Mediterraneo.
La creazione di questa rete stradale ha permesso la strutturazione di rotte di scambio anche con le vie d’acqua, permettendo così, nel corso dei secoli, un flusso praticamente ininterrotto di persone, idee, civiltà, merci, religioni e idee, percorsi che sono ancora vivi e sentiti da chi abita ancora oggi questi territori. Gli appellativi con cui gli stessi autori antichi la definirono, insignis, nobilis, celeberrima, regina viarum, testimoniano tutte le valenze politiche, amministrative, economiche, sociali e propagandistiche che le valsero la sua millenaria fortuna.

– Foto ufficio stampa ministero della Cultura –

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Tajani “Toti costretto a lasciare, giudici condizionano il voto”

ROMA (ITALPRESS) – “Toti costretto a lasciare per la libertà, così i giudici condizionano il voto”. Lo dice il vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani in una intervista a “La Stampa” commentando le dimissioni del Presidente della Liguria Giovanni Toti comunicate venerdì con una lettera. Il leader di Forza Italia parla quindi delle elezioni per il nuovo mgovernatore che si terranno entro novanta giorni: “La sfida è aperta, serve un candidato esterno ai partiti. La magistratura ha indotto le elezioni anticipate. Ci troviamo davanti a una forzatura”.

foto: Agenzia Fotogramma

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Alla Cina nella carabina mista il primo oro di Parigi2024

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Assegnato il primo oro dei Giochi Olimpici di Parigi 2024. Se lo prende la Cina, nella finale a squadre miste della carabina ad aria compressa 10 metri: il duo composto da Lihao Sheng e Yuting Huang ha avuto la meglio sulla coppia sudcoreana formata da Jihyeon Keum e Hajun Park per 16-12. In precedenza la finale per il bronzo era stata vinta dal Kazakhstan sulla Germania per 17-5. L’Italia, col duo Barbara Gambaro-Danilo Dennis Sollazzo, aveva chiuso le qualificazioni al 17esimo posto con 625,4, rimanendo fuori dalle finali.
– foto Ipa Agency –
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Fedriga “L’autonomia migliorerà i servizi, no a una moratoria”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ una legge approvata da una larga maggioranza. E posso rassicurare che servirà a migliorare i servizi ai cittadini”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, in merito all’autonomia differenziata.
Il leader azzurro Antonio Tajani dice che non è un dogma. “In nessuna legislazione esistono i dogmi – spiega Fedriga -. E’ una riforma, lo ripeto, che farà crescere il Paese. Rispetto all’Autonomia gli ostacoli ci sono sempre stati e altri ce ne saranno. Ma usciamo da questa logica e facciamoci una domanda: come possiamo migliorare i servizi ai cittadini? Qual è il soggetto che può gestirli meglio se non quello più vicino a loro?”.
“Va raccontata la verità, non è vero che il Sud rischia di uscirne penalizzato – prosegue il presidente della Conferenza delle Regioni -. Chi lo dice fa un racconto falso e umiliante per il Sud stesso. L’obiettivo è esattamente il contrario e la legge approvata dal Parlamento è lo strumento più adatto”.
Alla domanda se serva la moratoria richiesta dal governatore calabrese Roberto Occhiuto, Fedriga risponde così: “No, noi abbiamo solo la necessità e il dovere di raccontare meglio cosa è l’Autonomia perchè va eliminato il fumo che la circonda. Ma ciò detto, non sta scritto da nessuna parte che una Regione sia obbligata a far ricorso alla riforma. Se c’è chi preferisce lo status quo faccia pure. Non credo sia positivo per il Paese ma è libero di farlo”.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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L’Italia sfila sulla Senna, Tamberi “Una figata”, Errigo “Stupendo”

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – I due portabandiera, Arianna Errigo e Gianmarco Tamberi, saldamente a quattro mani sorreggono e fanno sventolare in alto il vessillo tricolore. Attorno a loro, fanno festa sopra la Senna e sotto una pioggia incessante i circa 200 componenti, tra atleti (141) e addetti ai lavori, dell’Italia Team. Cerimonia bagnata, adesso si spera in un’Olimpiade fortunata per gli azzurri salpati alle 19,35 da Pont d’Austerlitz sul battello numero 37 diretto al Trocadero dopo una navigazione di circa 6 km sul fiume che passa in mezzo alle strade più iconiche di Parigi: da Notre-Dame al Louvre, oltre ad alcune sedi dei Giochi, tra cui l’Espanade des Invalides ed il Grand Palais. A condividere il piano di sopra della barca con l’Italia c’è la Giamaica mentre a prua spazio a Islanda e Israele. Gli alfieri tricolore in rappresentanza di 20 discipline (atletica, badminton, beach volley, breaking, canoa, canottaggio, ciclismo, ginnastica artistica, judo, nuoto, pallanuoto, pugilato, scherma, sport equestri, taekwondo, tennis, tennistavolo, tiro con l’arco, tuffi e vela) indossano un capo speciale firmato EA7 Emporio Armani e vengono accompagnati, tra gli altri, dal Segretario Generale del Coni e Capo Missione azzurro Carlo Mornati. All’arrivo al Trocadero, sotto la Tour Eiffel, qualcuno sceglie di andare a ripararsi dalla pioggia (anche perchè le gare incombono), ma non manca chi si scatena e balla sotto l’acqua sventolando le bandierine bianche, rosse e verdi fino alla fine.
“E’ stata una figata pazzesca e poi il finale è stato bellissimo con la Tour Eiffel, i cinque cerchi. Che squadra, c’è un entusiasmo unico, invidiato da tutte le altre imbarcazioni” commenta Gianmarco Tamberi, protagonista nell’euforia generale anche di una clamorosa disavventura: il saltatore della nazionale ha perso la fede nunziale. Fra l’altro Tamberi, come si vede in una delle sue story su Instagram, aveva salutato “una spettatrice speciale”, la moglie Chiara Bontempi che ha assistito alla cerimonia su una delle banchine del fiume parigino. Tanta emozione anche per l’altra portabandiera, la fiorettista Arianna Errigo, entusiasta del viaggio sulla Senna: “E’ stato stupendo condividerlo con tutti – commenta -. Nonostante la pioggia, nonostante il trucco e parrucco, ma è andata così. E’ stato unico. Come è unica questa squadra”.
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Show sulla Senna e gran finale al Trocadero, è l’ora di Parigi

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – La grandeur francese sotto una pioggia battente per annunciare che il momento di Parigi è arrivato. A cento anni dall’ultima volta, all’ombra della Torre Eiffel sbarcano i cinque cerchi, con un ingresso in scena che fa la storia: per la prima volta alle Olimpiadi, la cerimonia inaugurale si tiene fuori dalle mure chiuse di uno stadio, con le 205 delegazioni che sfilano a bordo di 85 battelli lungo la Senna. Una fusione fra arte, musica, cinema, teatro e sport totale, uno spettacolo a cui assistono oltre 300 mila persone assiepate lungo le rive del fiume. Con un dispositivo di sicurezza imponente a fare da prologo, con tanto di lunghe file ai controlli, Parigi si mostra in tutta la sua bellezza, sfidando il meteo e mettendo in scena classe, storia e atmosfera. Ha dato fondo a tutto il suo talento Thomas Jolly, direttore artistico della cerimonia, trovando un compromesso fra tradizione e modernità che è allo stesso tempo un messaggio di speranza per il futuro a dispetto delle tensioni che vive il mondo di oggi. Con duemila artisti a esibirsi e 170 schermi a coinvolgere gli spettatori, sono però gli atleti il vero centro di gravità nei 6 chilometri fra il Pont d’Austerlitz e il Pont d’Iena. Sullo sfondo luoghi iconici come Notre Dame, la Piramide del Louvre, Place de la Concorde, il Grand Palais, fino a sfiorare la Torre Eiffel, ultima tappa prima della conclusione al Trocadero.
L’Italia, sul piano superiore del battello numero 37 assieme alla Giamaica – a prua Islanda e Israele, fischiata – sfila con i due portabandiera Errigo e Tamberi in testa, applaudita dal presidente Mattarella, pure lui costretto all’impermabile in tribuna, procedendo lungo un percorso suddiviso in 12 tableux, fra incanto, libertà, eguaglianza, sorellanza e infine oscurità e solennità, con momenti di grande spettacolo, come le esibizioni di Lady Gaga prima e Aya Nakamura poi. Mentre la fiamma olimpica corre sopra i tetti di Parigi trasportata da un misterioso tedoforo mascherato, sulle sponde la città si colora di rosa in un inedito can can, lasciando poi spazio alle opere del Louvre – Gioconda compresa, dopo un improbabile furto a opera dei Minions – che prendono vita facendosi largo fra le onde della Senna. Al Grand Palais suona la Marsigliese, uno scatto d’orgoglio tutto francese che viene incarnato anche dagli attori che per una sera vestono i panni di Luigi XIV, Lafayette, Napoleone o De Gaulle. E nella sfilata di moda improvvisata sulla Passerelle Debilly appare anche una modella d’eccezione, una luccicante Bebe Vio. Poi, dopo il tripudio riservato al battello che trasporta la Francia, la festa prosegue, fra musiche moderne e l’immortale “Imagine”, mai forse attuale come oggi. Issata la bandiera a cinque cerchi, è il momento dei discorsi ufficiali.
Tony Estanguet, presidente del Comitato organizzatore, ricorda che “la Francia viene spesso definita il Paese dell’amore. E fra la Francia e i Giochi c’è sempre stata una lunga storia d’amore. Amare i Giochi con passione ci ha portato a voler condividere con voi quello che è più prezioso per noi”. Il richiamo alla pace è al centro delle parole di Thomas Bach, numero uno del Cio: “Sognate con noi. Come gli atleti olimpici, fatevi ispirare dalla gioia che solo lo sport può darci. Lasciateci celebrare questo spirito olimpico del vivere in pace, abbiate fiducia nel futuro”. E dopo che Emmanuel Macron dichiara aperti i Giochi, la fiaccola, passata dalle mani di Zinedine Zidane, Rafa Nadal, Amelie Mauresmo, Tony Parker e altri ancora, percorre l’ultimo tratto verso l’accensione del braciere olimpico al Jardin des Tuileries: i prescelti sono l’ex velocista Marie Josè Perec e il judoka Teddy Riner. Poi i fuochi d’artificio finali sulle note di Celine Dion: quasi un auspicio per quel che verrà da qui all’11 agosto.
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