ROMA (ITALPRESS) – “Si avvicina il termine dello stato di emergenza sanitaria ed occorre un percorso di normalizzazione condiviso col Governo, a partire anche da una revisione di alcuni aspetti della normativa vigente. Occorre cioè condividere tempestivamente modalità e azioni da portare avanti e i contenuti di un eventuale provvedimento per l’uscita dall’emergenza”. Lo ha detto Massimiliano Fedriga, al termine della Conferenza della Regioni e delle Province autonome.
“L’obiettivo – ha spiegato Fedriga – deve essere quello di una progressione ordinata verso un ritorno alla normalità. Penso alle esigenze di aggiornamento del quadro normativo vigente, ad esempio superando almeno in certi ambiti l’obbligo della mascherina FFP2, o rivedendo le modalità di controllo del possesso del green pass nei pubblici servizi, affidando alla responsabilità dei singoli il mancato rispetto della normativa vigente”.
“La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome – ha annunciato Fedriga – ha anche avviato un lavoro di netta semplificazione delle “Linee Guida per la ripresa delle attività economiche e sociali, con l’obiettivo di dar loro un carattere temporaneo limitato alla fase di transizione”.
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Covid, Regioni “Condividere con il Governo la normalizzazione”
A Fieragricola l’appello di Assalzoo “Seminate più mais”
VERONA (ITALPRESS) – «Serve una presa di coscienza generale da parte delle istituzioni e degli operatori e, visto che siamo in prossimità delle semine primaverili, dovremmo seminare almeno 70-80.000 ettari in più di mais per recuperare il prevedibile calo di importazione dall’Ucraina, vista la criticità attuale». A lanciare l’appello per una coalizione agricola finalizzata a incrementare le superfici italiane di mais dalla 115^ Fieragricola di Verona (rassegna internazionale in programma fino a sabato 5 marzo) è Giulio Gavino Usai, responsabile economico di Assalzoo, l’associazione di rappresentanza dell’industria mangimistica, che associa oltre 100 aziende per una rappresentatività del 75% della produzione nazionale di mangimi, occupa 8.300 persone e sviluppa un fatturato aggregato del settore superiore a 8 miliardi di euro (dato del 2020, fonte: Assalzoo), grazie a una produzione di 15,1 milioni di tonnellate di mangime composito.
Fra gennaio e novembre dello scorso anno, secondo i dati elaborati da Teseo.Clal.it, l’Italia ha importato dall’Ucraina circa 733.000 tonnellate di cereali, prevalentemente mais (600.000 tonnellate, pari al 13% degli acquisti internazionali), su un totale di 4,6 milioni di tonnellate di import cerealicolo nazionale, con il rischio oggi che le importazioni dai porti ucraini si blocchino. Di scarso impatto, invece, gli acquisti italiani di soia e semi oleosi dall’Ucraina (circa 72.000 tonnellate nei primi 11 mesi del 2021).
Poco meno di 100.000 tonnellate di mais arrivano in Italia dalla Russia, mentre i principali fornitori sono Ungheria, Ucraina, Slovenia, Croazia, Austria e Romania.
«Il nodo principale riguarda il mais – prosegue Usai – con l’Italia che dovrà cercare altri mercati in un sistema maggiormente concorrenziale e con il rischio che i prezzi si mantengano elevati». In termini economici, un rischio tanto per l’industria mangimistica che deve acquistare materie prime dall’estero quanto per gli allevatori, che vedono aumentare sensibilmente i costi di produzione alla stalla.
Per il responsabile economico di Assalzoo è necessario da parte dell’Unione europea un cambio di passo.
«Alcune varietà di cereali e semi oleosi prodotte negli Stati Uniti non hanno ancora l’autorizzazione all’import da parte di Bruxelles – sottolinea -. Poi abbiamo una questione legata al tasso di autoapprovvigionamento e su questo l’Unione europea dovremmo incrementare le rese in campo e aumentare le superfici e le produzioni».
Con 6,79 milioni di tonnellate di mais prodotte nel 2020-2021, l’Italia ha un tasso di autoapprovvigionamento del mais pari al 55% (nel 2014-2015 era del 71,9%, fonte: Teseo), contro un tasso dell’Unione europea pari all’86,3 per cento.
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Controllo contabile, ok a relazione su rendiconto della Regione 2020
ROMA (ITALPRESS) – Ok a maggioranza, con un solo astenuto, del Comitato regionale di controllo contabile, presieduto da Giancarlo Righini, alla relazione sul rendiconto generale della Regione Lazio – esercizio finanziario 2020. La relazione si era resa necessaria a seguito della sentenza delle sezioni riunite in sede giurisdizionale in speciale composizione della Corte dei conti, che ha rigettato il ricorso della Regione contro la parziale mancata parifica del rendiconto.
Si trattava, come ha spiegato il vicepresidente della Giunta e assessore al Bilancio Daniele Leodori, in una illustrazione alla quale il presidente Righini ha dichiarato di aderire senza riserve, di adeguare il rendiconto alle conseguenze della sentenza, in modo tale da permettere di mantenere ugualmente gli abbattimenti delle aliquote della addizionale regionale Irpef, con un percorso che sarà completato entro marzo, ha aggiunto Leodori.
L’obiettivo è stato raggiunto attraverso tre emendamenti della Giunta, che consentiranno di reperire la somma necessaria, al raggiungimento della quale mancano ancora 105 milioni. Per quanto riguarda invece l’Irap si pensa di mantenere i tagli degli anni precedenti, ad eccezione, ha detto ancora Leodori, delle case farmaceutiche, sole imprese cui si ritiene di poter chiedere, nella situazione che si è determinata negli ultimi due anni, un sacrificio necessario.
Ultima annotazione di Leodori sul ricorso perso dalla Regione è stata la constatazione di come esso non sia stato inutile, poichè un dibattito si è aperto a seguito dell’iniziativa del Lazio e della Sicilia sulle procedure di parifica della Corte, come dimostrato dal fatto che la stessa procura nazionale della Corte ha presentato a sua volta un ricorso. Il Lazio però ha deciso di fermarsi, a differenza della Sicilia, al ricorso sostenuto con esito negativo.
Presenti alla seduta, oltre al presidente Righini, i consiglieri Simone Lupi e Fabio Refrigeri del Partito democratico, Fabrizio Ghera di Fratelli d’Italia, Gaia Pernarella del Movimento 5 stelle e Angelo Tripodi della Lega.
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Milano-Bicocca “Corso Nori su Dostoevskij si terrà nei giorni stabiliti”
MILANO (ITALPRESS) – Il corso dello scrittore Paolo Nori sullo scrittore e filosofo russo Fedor Dostoevskij “si terrà nei giorni stabiliti e tratterà i contenuti già concordati”. Inoltre, “la rettrice dell’Ateneo incontrerà Paolo Nori la prossima settimana per un momento di riflessione”. Lo fa sapere attraverso una nota l’Università di Milano-Bicocca alla luce delle polemiche nate dalla decisione di bloccare una serie di lezioni di Nori su Dostoevskij visto il conflitto in Ucraina. “Proibire di studiare Dostoevskij contro Putin significa essere folli – aveva scritto su Twitter il leader di Iv, Matteo Renzi, che aveva annunciato un’interrogazione parlamentare alla ministra dell’Università Maria Cristina Messa -. In questo tempo bisogna studiare di più, non di meno: in Università servono maestri, non burocrati incapaci”.
Milano-Bicocca “è un ateneo aperto al dialogo e all’ascolto anche in questo periodo molto difficile che ci vede sgomenti di fronte all’escalation del conflitto”, continua la nota dell’Università. “Il corso dello scrittore Paolo Nori si inserisce all’interno dei percorsi di Bbetween writing, percorsi rivolti a studenti e alla cittadinanza che mirano a sviluppare competenze trasversali attraverso forme di scrittura”. Il corso, dunque, “si terra nei giorni stabiliti e tratterà i contenuti già concordati” con Nori.
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Ucraina, Di Maio”L’Italia non sta entrando in guerra,lavoriamo per pace”
ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo entrando in guerra? No, in questo momento stiamo rispondendo alla richiesta di aiuto all’Ucraina fornendo un supporto militare, le diamo gli strumenti per difendersi, è legittima difesa, si stanno difendendo contro Putin. Noi non stiamo entrando in guerra, noi stiamo facendo arretrare Putin, le sanzioni gli stanno facendo del male”.
Lo ha detto il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, ospite di “Mattino 5”. “Lavoriamo per la pace, per un cessate il fuoco immediato, noi dobbiamo fermare il prima possibile la guerra” ha aggiunto.
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Ispettorato Nazionale del Lavoro, proclamato lo stato d’agitazione
ROMA (ITALPRESS) – “E’ inammissibile che il Governo, a fronte di un aumento dei compiti e delle responsabilità degli Ispettori del Lavoro, li escluda poi dagli aumenti conquistati con il rinnovo contrattuale della P.A”. A dirlo Nicoletta Morgia, coordinatore nazionale dell’INL di ConfintesaFP in merito all’esclusione dei dipendenti dell’INL dagli aumenti concessi a tutti i dipendenti pubblici per effetto della perequazione. “La stato di agitazione, proclamato da Confintesa FP e da tutte le altre sigle sindacali operanti all’INL – continua Morgia – proseguirà fino a che non si avrà una soluzione concreta del problema. Venerdì 4 marzo 2022 si fermeranno tutte le sedi dell’Ispettorato e si terrà una manifestazione nazionale con presidi in tutte le province”.
“A questo punto è necessario fermarsi con gli slogan ed i proclami sulla lotta al lavoro sommerso e contrasto alle morti sul lavoro quando all’INL c’è un’ insufficienza di risorse umane, strumentali ed economiche. A queste carenze – conclude Morgia – si aggiunge il fatto che i lavoratori dell’Ispettorato Nazionale sono discriminati rispetto al resto dei dipendenti dei Ministeri per il fatto di essere transitati, senza possibilità di opzione, in un Ente che non è nè una vera Agenzia con contratto specifico, nè un Ministero. I lavoratori dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro non sono dipendenti di serie B”.
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Doppio appuntamento in Coppa per azzurri tra Atene e Budapest
ROMA (ITALPRESS) – Doppio appuntamento internazionale per la scherma azzurra questo weekend: dal 4 al 6 marzo la sciabola femminile farà tappa ad Atene per il circuito di Coppa del Mondo, mentre spadisti e spadiste andranno in scena a Budapest per il GP Fie. Il nuovo corso della sciabola azzurra ripartirà col neo CT Nicola Zanotti dalla tappa di Coppa del Mondo di Atene, che vedrà impegnate dodici azzurre. Torna Rossella Gregorio, reduce dal terzo posto conquistato nelle ultime due prove a Tblisi e Plovdiv e, insieme a lei, prenderanno parte alla prova individuale in Grecia anche Giulia Arpino, Michela Battiston, Sofia Ciaraglia, Alessia Di Carlo, Martina Criscio, Rebecca Gargano, Lucia Lucarini, Chiara Mormile, Eloisa Passaro, Claudia Rotili e Benedetta Taricco. Le sciabolatrici inizieranno la loro gara venerdì con le fasi preliminari, sabato dalle 9:30 partirà il tabellone dei 64 con finali previste alle 17. Domenica dalle 9:30 è in programma la gara a squadre, in cui l’Italia sarà rappresentata da un quartetto composto da Michela Battiston, Martina Criscio, Rossella Gregorio ed Eloisa Passaro. Finali alle 16:30. A Budapest sono invece attesi spadisti e spadiste del ct Dario Chiadò, che affronteranno il GP FIE. Nella capitale ungherese venerdì alle 8:30 scatterà la fase a gironi della gara maschile, dove saranno presenti l’ultimo vincitore della Coppa del Mondo di Sochi Valerio Cuomo, Gabriele Cimini, Davide Di Veroli, Enrico Garozzo, Andrea Santarelli, Federico Vismara, Gianpaolo Buzzacchino, Luca Diliberto, Giulio Gaetani, Giacomo Paolini, Andrea Russo e Andrea Tagliariol. Sabato sarà il momento anche delle spadiste, che scenderanno in pedana dalle 9:30 per la prova femminile: a difendere i colori azzurri ci saranno Rossella Fiamingo, Nicol Foietta, Federica Isola, Roberta Marzani, Giulia Rizzi, Alberta Santuccio, Alessandra Bozza, Beatrice Cagnin, Alice Clerici, Eleonora De Marchi, Marta Ferrari e Gaia Traditi. Domenica sarà la giornata clou di entrambe le gare: il tabellone principale maschile avrà inizio alle 8:30, quello femminile alle 10, mentre le fasi finali sono previste alle 18.
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Ucraina, stabilità internazionale a rischio per il 77% degli italiani
ROMA (ITALPRESS) – Ormai da diversi giorni continua il conflitto tra Russia e Ucraina, con città prese d’assalto e bombardamenti che stanno colpendo anche i civili. Una situazione che preoccupa quasi la totalità dei cittadini italiani (l’87,8%). Una preoccupazione che aumenta tra la popolazione più anziana, probabilmente memore delle guerre passate che hanno coinvolto anche i contingenti italiani in varie missioni. La sensazione – e forse di più la speranza – che prevale è quella di una guerra lampo che potrà durare qualche settimana o, al massimo, fino a quest’estate. In questo contesto, però, è importante sottolineare come 1 cittadino su 4 ancora non è in grado di quantificare quanto potrà durare questo conflitto. Resta il problema degli effetti che potrà scaturire questa guerra e delle conseguenze che potrà avere sulla stabilità internazionale e sullo stato di pace che finora si è vissuto in Europa. I 3/4 degli italiani (il 76,6%), infatti, temono che questo conflitto inneschi un effetto domino, scatenando e spingendo altri Stati ad avviare dei conflitti per il dominio territoriale di alcune aree, minando seriamente la stabilità internazionale.
Dati Euromedia Research – Realizzato il 01/03/2022 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne
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