ROMA (ITALPRESS) – Per la caduta dell’obbligo delle mascherine al chiuso è “difficile dare date e fare previsioni, dobbiamo procedere con gradualità e prudenza, valutare dati quotidiani che ci indicano un quadro migliore”. Lo ha detto Andrea Costa, sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, intervistato da Rtl. “Per quanto riguarda le mascherine all’aperto, è un segnale di fiducia importante dopo due anni di restrizioni, i cittadini hanno aderito con numeri importanti alla campagna vaccinale – prosegue – Discoteche? E’ il settore che forse ha pagato il prezzo più alto, da ieri anche per loro inizia un nuovo percorso che guarda al futuro con fiducia e positività. La nostra intenzione è quello di avviare un percorso senza tornare indietro, confido che anche per questo comparto economica possa esserci gradualità e ritorno alla normalità”. “Dobbiamo in tutti i modi cercare di ridurre la platea di non vaccinati, coloro che occupano prevalentemente le terapie intensive sono loro e non possiamo permettercelo perchè dobbiamo dare l’opportunità agli ospedali di continuare con le attività ordinarie. Sull’obbligo del super green pass rinforzato degli over 50 dobbiamo essere rigidi, andando anche oltre la scadenza del 15 giugno. Siamo convinti della scelta presa e dobbiamo assolutamente tenere il punto” ha proseguito Costa.
(ITALPRESS).
Covid, Costa “Mascherine al chiuso? Difficile dare date”
Bonomi “Più incentivi al lavoro, misure strutturali sull’energia”
ROMA (ITALPRESS) – «Era chiaro che prima o poi le banche centrali avrebbero tirato una riga. In tanti si erano illusi si potesse continuare con l’helicopter money. Invece i nodi stanno venendo al pettine. Le regole europee saranno riviste, ma ci condizioneranno anche in futuro. E l’inflazione sale”. E’ il pensiero del pesidente di Confindustria Carlo Bonomi, in una intervista al Corriere della Sera.
«Grazie al sostegno della Bce il costo dell’intero debito è al 2,4%, sotto la crescita del Pil. E grazie agli oltre 7 anni di durata media dei titoli di Stato l’impatto del rialzo tassi sarà graduale. Ma per le imprese è diverso: dovranno finanziarsi subito a costi sempre più alti rispetto alle concorrenti europee, anche se sono altrettanto valide. Che risposta dà la politica su questo?».
«Sono d’accordo con Mario Draghi: con questo debito pubblico gigante, dobbiamo crescere, crescere, crescere. Eppure, sembra che il tema non interessi a nessuno. Pochi parlano di ciò che serve per invertire la frenata e rafforzare l’economia nel medio e lungo periodo. Nell’anno che resta alle elezioni, ci si deve concentrare su quello che mi piace definire riformismo competitivo: non interventi a margine ma riforme efficaci, che rendano moderno e competitivo il Paese. Per un’economia che lavora e trasforma materie prime importate, è la sola strada” continua Bonomi.
Entrando nel dettaglio delle riforme per il 2022 Bonomi dice:
«Giustizia e concorrenza in primis. Su quest’ultima, spero non si finisca per allargare ancora gli affidamenti diretti in house a società degli enti locali come successo per le gare del Pnrr. Lo trovo contraddittorio con l’enfasi pro-concorrenza delle prime pagine del Piano. Ma la vera sfida è la delega fiscale: è il momento di un taglio deciso e strutturale al peggior ostacolo della nostra competitività, il cuneo fiscale. Nel Paese lavora il 37% degli italiani, un’inezia. Vanno creati incentivi al lavoro».
E sul caro energia le imprese chiedono aiuti oltre gli 11,5 miliardi stanziati dal governo fin qui: “Pre-pandemia, pagavamo otto miliardi l’anno di bolletta energetica. Quest’anno rischiano di essere 37. Servono interventi strutturali che aumentino l’offerta di energia, da destinare alle imprese. In Francia, il governo sta riservando il 70% dell’energia nucleare a basso costo alle imprese e anche noi abbiamo bisogno di qualcosa di simile, con le nostre capacità. Possiamo raddoppiare la produzione nazionale di gas in 12-15 mesi e destinare una quota all’industria, con contratti pluriennali a prezzi ragionevoli. Possiamo aumentare la produzione da rinnovabili da riservare all’industria. Ci sono centinaia di impianti di rinnovabili fermi per questioni amministrative. E’ tempo di sbloccarli».
(ITALPRESS)
Moioli e Visintin d’argento, Italia a 11 medaglie
PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – Michela Moioli e Omar Visintin hanno vinto la medaglia d’argento nella mixed team di snowboardcross, gara all’esordio alle Olimpiadi. Oro per gli Stati Uniti, bronzo per il Canada. L’Italia è approdata in finale con due coppie, l’altra composta da Caterina Carpano e Lorenzo Sommariva si è piazzata al quarto posto. Si tratta della medaglia numero 11 per l’Italia con 2 ori, 5 argenti, 4 bronzi.
“Ci ho creduto e portiamo a casa la prima medaglia a squadre. E’ stata una vittoria di squadra” ha dichiarato Michela Moioli dopo la vittoria dell’argento che ha riscattato almeno in parte la delusione per la prova individuale. “E’ un ricordo del quale è rimasta una ferita sia interna che estera. Quel giorno ci ho provato, è andata così, sono contenta di essermi presa la mia rivincita, ma guardo già al futuro. Dedica? Alla mia famiglia che mi è stata vicina, alla mia squadra, ai miei compagni ed a Lorenzo e Caterina alla fine quarti”.
“La mia seconda medaglia, sono al top. E vincerla di squadra con Michela è bellissimo” ha detto Omar Visintin. L’azzurro si augura che questi successi aiutino nello sviluppo della disciplina. “Noi pensiamo che il nostro sport sia sempre più famoso e importante. Per noi è il più bello, è la nostra passione, speriamo di raggiungere più giovani e persone possibili e avvicinarli a questo sport”.
“Il primo obiettivo è raggiunto: abbiamo superato il numero di medaglie vinte a Pyeongchang. Lo abbiamo fatto grazie ad una disciplina come lo snowboard dove siamo diventati una potenza mondiale. Questa medaglia di oggi rappresenta per la nostra portabandiera Michela una straordinaria rivincita dopo la gara individuale dell’altro giorno e per Omar una meravigliosa conferma delle sue grandi capacità. Complimenti anche a Caterina e Lorenzo che hanno lottato fino all’ultimo e comunque ci hanno consentito di essere l’unica nazione a qualificare in finale due team. Mancano ancora otto giorni di gare. Questa Italia può regalarci altre gioie” il commento del presidente del Coni Giovanni Malagò, presente sugli spalti.
(ITALPRESS).
Goggia prova la discesa olimpica “Concentrata e serena”
PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – “Contentissima. Dopo il volo di Cortina era già un miracolo riuscire ad arrivare qua. Era la mia prima prova di discesa, non ho avuto spazio per i dubbi e sono partita molto tranquilla, ho cercato di stare in piedi, di capire il ginocchio, la pista, la neve. Ho cercato di sentire gli appoggi, quando il mio corpo è in posizione ottimale poi vado”. Sofia Goggia sembra aver scacciato via tutte le paure e i dubbi dopo la prima prova cronometrata della discesa olimpica. “Sono contenta, concentrata, serena, consapevole di poter fare quello che posso fare con i mezzi che ho adesso – aggiunge la bergamasca – Le Olimpiadi sono il posto dove si realizzano i sogni dei bambini e nonostante le condizioni sono qua ed è bellissimo, sono molto soddisfatta. Non era facile buttarsi giù in discesa su una pista nuova, sono molto contenta. Siamo in costruzione”.
(ITALPRESS).
Toti “Mai pensato a Draghi come leader dell’area di centro”
ROMA (ITALPRESS) – «Francamente io non l’ho mai pensato». Risponde così Giovanni Toti, vicepresidente di Coraggio Italia e governatore della Liguria, in una inervista al Corriere della Sera sull’eventuale discesa in campo di Mario Draghi come federatore dell’area di centro.
«Chi immaginava che Draghi potesse lanciarsi in una avventura politica nel 2023 sbagliava i conti. Forse è stato solo un sogno di qualcuno” prosegue Toti. “Non rientra nella storia personale dell’ex governatore della Bce. Draghi non farà mai quello che ha fatto Monti, anche perchè quell’esperienza induce chiunque a non ripeterla».
«Non ci siamo mai rivolti a Draghi. Altra cosa è che l’area di centro faccia propria l’eredità politica dell’azione di governo. L’agenda Draghi sarà la piattaforma dell’area di centro?
A oggi il centro è più un’evocazione suggestiva che una realtà concreta. Occorrerà vedere quante saranno le volontà che vorranno costruire questo progetto. Di certo, tutti i partiti che fanno parte del centrodestra e del centrosinistra dovranno fare i conti con l’eredità del governo Draghi. Mi auguro un altro governo guidato da Draghi? Mi auguro che il prossimo esecutivo si ispiri a quelle linee di buon governo».
(ITALPRESS).
Covid, Brusaferro “La curva continua a decrescere”
ROMA (ITALPRESS) – La luce in fondo al tunnel. Parole di speranza giungono dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, che nella consueta analisi del venerdì certifica come la curva dei contagi stia rallentando significativamente. “La curva – attesta – continua a decrescere. I dati mostrano un’incidenza di 962 casi per 100 mila abitanti. Il dato si conferma anche dai valori dell’Rt, che si mantiene sotto la soglia epidemica. La decrescita tocca tutte le regioni. Una decrescita che si traduce in tutte le fasce di età, anche se nelle fasce più giovani la circolazione è maggiore. Quando andiamo a guardare l’Rt, vediamo che quasi tutte le varie regioni sono caratterizzate da un Rt sotto 1”. E se i contagi, nonostante il calo rimangono comunque tanti, è tutta colpa della variante Omicron. “Con la variante Omicron è possibile un fenomeno di reinfezione – osserva Brusaferro -. I dati ci mostrano come oramai la variante Omicron abbia la totale circolazione nel Paese, parliamo del 99,1%”. Sul fronte delle vaccinazioni, Brusaferro spiega che “tutte le fasce di età si caratterizzano da una elevata copertura vaccinale, con una crescita anche nelle fasce di età più giovane tra i 5 e gli 11 anni e tra i 12 e i 19 anni, e si conferma una lenta decrescita dei non vaccinati, ma che comunque restano milioni”.
(ITALPRESS).
Ok alle linee guida per l’uso del linguaggio di genere
ROMA (ITALPRESS) – L’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Lazio, su impulso della consigliera segretaria Michela Di Biase, ha approvato le “Linee guida per l’uso del linguaggio di genere nell’ambito del Consiglio regionale del Lazio”. Si tratta di un provvedimento importante e innovativo, adottato in seguito a una deliberazione del 15 dicembre del 2020, data in cui il Consiglio stesso si era posto un obiettivo molto ambizioso: utilizzare in tutte le forme di espressione una terminologia improntata al corretto rispetto delle declinazioni di genere. Le linee sono indirizzate all’intero Consiglio, per favorire un uso consapevole del linguaggio.
Tra i punti cardine della disposizione troviamo:
– La sostituzione dei nomi di professionisti e di ruoli declinati al maschile e ricoperti da donne con i corrispondenti femminili (qualche esempio: avvocata, Segretaria, consigliera, assessora, funzionaria)
– L’abolizione del maschile inclusivo e la sua sostituzione con la due forme, maschile e femminile (il Prefetto; la Prefetta).
“Un provvedimento del quale siamo particolarmente orgogliosi. Una prima base per evitare discriminazioni legate al genere parte proprio dalla corretta declinazione dei sostantivi al femminile e al maschile. Con questa delibera si va nella giusta direzione, affinchè l’assemblea consiliare e il personale possano vedersi riconosciuto il genere che gli appartiene. Tassello dopo tassello costruiamo insieme la vera parità di genere” dichiara Marco Vincenzi, Presidente del Consiglio regionale del Lazio.
(ITALPRESS).
Ucraina, Draghi in videoconferenza con Biden, leader Ue e Nato
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha partecipato a una videoconferenza, organizzata da parte americana, con il presidente Usa Joe Biden, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il primo ministro britannico Boris Johnson, il primo ministro canadese Justin Trudeau, il presidente polacco Andrzej Duda, il presidente rumeno Klaus Iohannis, il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg.
“Sono stati analizzati gli ultimi sviluppi della crisi ucraina – spiega Palazzo Chigi in una nota -. E’ stato condiviso lo scenario rappresentato e confermata l’esigenza di assicurare una ferma postura di deterrenza, mantenendo aperto il dialogo con Mosca anche per dare attuazione agli accordi di Minsk. E’ stato approfondito l’esame delle sanzioni che verrebbero adottate in caso di aggressione all’integrità territoriale dell’Ucraina”.
Draghi sostiene “l’opportunità di sanzioni gravi, pur continuando a sperare in un utile dialogo”.
(ITALPRESS).








