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Covid, 137.147 nuovi casi e 377 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 137.147 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (143.898 il 28 gennaio) a fronte di 999.490 tamponi effettuati su un totale di 169.335.244 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità. Nelle ultime 24 ore sono stati 377 i decessi (ieri 378), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 145.914. Con quelli del 29 gennaio diventano 10.821.375 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 2.664.648 (-4.180), 2.643.424 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 19.636 di cui 1.588 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 8.010.813 con un incremento di 141.230 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (18.555), poi il Veneto (15.631), l’Emilia-Romagna (15.023) e il Lazio (12.201).
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Venezia, Boraso a commemorazione anniversario omicidio Sergio Gori

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VENEZIA (ITALPRESS) – Erano le 7.30 del 29 gennaio 1980 quando il vicedirettore del Petrolchimico di Marghera Sergio Gori, uscendo dalla sua abitazione, fu ucciso in un attentato delle Brigate Rosse. Questa mattina il ricordo del tragico avvenimento con la deposizione di una corona di fiori sulla lapide in sua memoria che si trova in viale Garibaldi, a Mestre, a pochi passi dal luogo dell’omicidio. A rendergli omaggio, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, l’assessore alla Mobilità Renato Boraso. Davanti al monumento in onore del dirigente presenti anche il presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo Raffaele Pasqualetto, Maria Grazia Silvestri, figlia della compagna di Gori morta anni fa, il tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri Marco Piccoli, comandante del 4^ Battaglione Veneto e Claudio Roiter del Coro delle Cime, rappresentato negli anni scorsi da Serafino Falcon, recentemente scomparso.

“Ieri, a poche centinaia di metri da qui, in via del Rigo è stata posata la prima Pietra d’Inciampo a Mestre in ricordo di Vittorio Bassi, prelevato dalla sua abitazione nel 1943 e deportato ad Auschwitz. Oggi, come ieri, siamo qui per fare memoria e ricordare un altro nostro concittadino, una brava persona e un grande lavoratore barbaramente trucidato senza motivo da persone che hanno spento il senso di libertà e di democrazia in un momento triste della nostra Repubblica – ha detto l’assessore portando i saluti di Barbara Gori, figlia naturale del dirigente – E’ importante essere qui e ricordare, non solo per noi stessi, un periodo che ha segnato la storia della nostra città. Quella degli anni di piombo fu un’escalation tremenda e noi dobbiamo avere la capacità di farci testimoni della verità storica di quei fatti”.

“Oggi siamo qui per ricordare Sergio Gori, vittima di un omicidio accaduto in un momento molto triste della nostra Repubblica e della nostra città – ha aggiunto Pasqualetto – Negli anni ’80 e ’81 Mestre è stata direttamente coinvolta nei tragici fatti di sangue che hanno caratterizzato gli anni di piombo. La Municipalità, così come l’Amministrazione, è sempre stata vicina nel ricordo e promotrice di momenti di riflessione. A Mestre c’è una scuola dell’infanzia intitolata proprio a Gori.
Questo, come altri, sono segnali importanti del voler mantenere vivo il ricordo. Non dobbiamo mai stancarci di portare avanti e far conoscere questi fatti per dare valore e senso alla morte dei nostri concittadini”.
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Gregorio torna sul podio di Coppa del Mondo a Plovdiv

PLOVDIV (BULGARIA) (ITALPRESS) – Rossella Gregorio torna sul podio in Coppa del Mondo di sciabola femminile. L’azzurra classe 1990, dopo il terzo posto conquistato a Tbilisi due settimane fa, ha riconfermato lo stesso piazzamento anche nella tappa odierna di Plovdiv. La sciabolatrice dei Carabinieri ha iniziato la sua gara dal tabellone dei 64 vincendo nettamente 15-4 sull’ungherese Katinka Battai e superando poi l’altra magiara Luca Laszlo per 15-13. Arrivata tra le migliori 16, la salernitana ha continuato la sua striscia di successi battendo 15-11 la russa Evgenia Podpaskova e 15-10 l’ungherese Liza Pusztai. In semifinale Rossella Gregorio si è trovata a sfidare l’azera Anna Bashta in un assalto combattuto e sviluppatosi in perfetta parità tra le due atlete fino al 13-13, quando poi la portacolori dell’Azerbaigian ha avuto la meglio mettendo a segno le ultime due stoccate decisive per il passaggio del turno. L’azera ha poi conquistato la vittoria della gara superando in finale la francese Manon Manon Apithy-Brunet 15-10. L’Italia si conferma così sul terzo gradino del podio grazie alla sontuosa prestazione della sciabolatrice campana, che bissa così il risultato dell’ultima tappa di Coppa del Mondo in Georgia e dà ulteriore prova del suo stato di forma. Tra le altre azzurre in gara, Martina Criscio e Chiara Mormile sono arrivate fino al tabellone delle “top 16”: la foggiana ha chiuso decima, sconfitta dalla russa Olga Nikitina 15-10, la romana si è invece piazzata al tredicesimo posto, fuori per mano della finalista Manon Apithy-Brunet, che ha vinto col punteggio di 15-14. Out nel tabellone da 32 Eloisa Passaro mentre il turno precedente era stato fatale per Claudia Rotili e Michela Battiston. Domani in Bulgaria è in programma la prova a squadre a cui l’Italia si presenterà con un quartetto composto da Rossella Gregorio, Martina Criscio, Michela Battiston e Benedetta Taricco.
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Quirinale, si va verso il Mattarella bis. Raggiunto l’accordo nella maggioranza

Il Mattarella bis è l’ipotesi più accreditata per uscire dall’impasse per l’elezione della prima carica dello Stato. Un consenso, quello sul presidente della Repubblica uscente, cresciuto giorno dopo giorno, di votazione in votazione. Sul suo nome si è ricompattata la maggioranza.

“Gli italiani non meritano altri giorni di confusione. Io ho la coscienza a posto, ho fatto numerose proposte tutte di alto livello, tutte bocciate dalla sinistra. Riconfermiamo il Presidente Mattarella al Quirinale e Draghi al governo, subito al lavoro da oggi pomeriggio, i problemi degli italiani non aspettano”, il leader della Lega Matteo Salvini.

Silvio Berlusconi ha chiamato Sergio Mattarella, assicurandogli il sostegno di Forza Italia.

Il leader del Pd, Enrico Letta, su Twitter, posta una foto con uno striscione: “Grazie Presidente Mattarella”.

“È il garante di tutti, una figura di alto profilo, super partes e autorevole”, dice il presidente del M5S Giuseppe Conte.

“Squadra che vince non si cambia. Per la solidità del Paese è una soluzione ottima”, dice Matteo Renzi.

“Salvini propone di andare tutti a pregare Mattarella di fare un altro mandato da Presidente della Repubblica. Non voglio crederci”, scrive a stretto giro su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, unica voce fuori dal coro.

Intanto parlando con i giornalisti alla Camera, Pier Ferdinando Casini ha annunciato il suo passo indietro: “Non voglio anteporre ambizioni personali al bene del Paese, io non voglio essere tra questi. Chiedo a tutti i colleghi, al Parlamento, di cui ho sempre difeso la centralità nell’ambito delle istituzioni democratiche, di togliere il mio nome da ogni discussione e di chiedere al presidente della Repubblica Mattarella la disponibilità a continuare il suo mandato nell’interesse dell’Italia”.

Al Quirinale si sono recati i capigruppo della maggioranza e una delegazione dei presidenti delle Regioni per chiedere a Mattarella la disponibilità al secondo mandato. “Il presidente Mattarella ci ha detto che aveva altri piani per il suo futuro, ma vista la situazione ha detto che serve una mano lui c’è, si è messo a disposizione”, ha detto la capogruppo al Senato delle Autonomie al Senato Julia Unterberger, lasciando il Quirinale.

La settima votazione, come previsto, si è conclusa con una fumata nera. Il capo dello Stato Sergio Mattarella raggiunge 387 voti, a seguire Carlo Nordio con 65 e Nino Di Matteo a 39. Nessuno ha raggiunto il quorum di 505. Le schede bianche sono state 60, le nulle 4 e i voti dispersi 9. I presenti in tutto sono stati 976, gli astenuti 380.

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Quirinale, fumata nera alla settima votazione, Mattarella a quota 387

ROMA (ITALPRESS) – Settima fumata nera per l’elezione del presidente della Repubblica. Il capo dello Stato Sergio Mattarella raggiunge 387 voti, a seguire Carlo Nordio con 65 e Nino Di Matteo a 39. Nessuno ha raggiunto il quorum di 505.
Le schede bianche sono state 60, le nulle 4 e i voti dispersi 9. I presenti in tutto sono stati 976, gli astenuti 380.
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Giuliano Amato nuovo presidente della Corte Costituzionale

ROMA (ITALPRESS) – La Corte Costituzionale ha eletto all’unanimità Giuliano Amato nuovo presidente.
Il neopresidente rimarrà in carica fino al 18 settembre 2022, quando scadrà il mandato di nove anni di giudice costituzionale.
Come primo atto da presidente, Giuliano Amato ha nominato vicepresidenti le giudici Silvana Sciarra e Daria de Pretis e il giudice Nicolò Zanon.
“Stamani assistevo al giuramento di Filippo Patroni Griffi e pensavo ‘era ieri che c’ero io al posto suo a giurare un questa salà, invece era quasi nove anni fa. Il tempo passa così veloce qui alla Corte, ci impegna molto ma anche ci coinvolge molto e non ci dà quei tempi morti che ti danno la sensazione del tempo che passa. L’augurio è che sia sempre così per questa istituzione. E che rimanga così”. Impegnativo ma coinvolgente. Così per Giuliano Amato, neo eletto presidente della Corte Costituzionale, è il nuovo incarico che si trova ad affrontare. A fine settembre, ha ricordato durante l’incontro con i giornalisti presso la sede della Consulta, “andrò in pensione alla ragionevole età di 84 anni. Anche nei modi e i tempi in cui è giusto andare in pensione. Fino ad allora mi troverete qui”.
“La composizione dei contrasti fra gli stati membri negli ultimi anni è diventata ancora più complessa che in passato. Prima i contrasti erano economici, negli ultimi anni invece i conflitti sono diventati sui valori: sul gender, sulla famiglia, su quanta sicurezza e libertà. Buona parte delle questioni che abbiamo dovuto affrontare in questi ultimi anni toccano questi temi”, questi i primi punti messi sul tavolo da Amato.
Conflitti impegnativi e “questioni su cui la Costituzione dice chiaramente che la soluzione oggi esistente non va ma non indica la risposta. Ed è qui che la collaborazione fra Corte e Parlamento diventano un fattore essenziale. Una volta la Corte creava il vuoto e poi aspettava l’intervento del legislatore. A volte funzionava, altre no”.
Necessaria, quindi, una collaborazione più funzionale tra Corte e Parlamento “ma trovare un punto di equilibrio ha la sua difficoltà. A volte il Parlamento ha difficoltà a risolvere. Noi indichiamo al Parlamento come intervenire, ma se non lo fa rimaniamo in questa situazione. Fatto sta che dal cognome della madre e del padre, all’ergastolo ostativo, al suicidio assistito noi rimaniamo con le nostre soluzioni, che sono corrette ma saremmo molto più contenti se fossero seguite da un intervento del legislatore”.
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Salvini: “Dopo i no era serio chiedere a Mattarella”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono sereno di tutte le proposte fatte, di altissimo livello e profilo, soprattutto donne. Alla quinta donna su cui è arrivato il ‘no’, ho detto che sarebbe stato più serio chiedere a Mattarella l’impegno e il sacrificio di stare il Quirinale, a Draghi di stare a Palazzo Chigi e agli italiani confermiamo la squadra di governo”. Queste le parole di Matteo Salvini, leader della Lega, parlando con i giornalisti fuori dalla Camera. “Nelle ore a seguire la mia è diventata la proposta di tanti – prosegue – son contento di aver contribuito nel mio piccolo a chiudere questa partita”. (ITALPRESS).

Quirinale, si fa strada l’ipotesi Mattarella bis

ROMA (ITALPRESS) – Si fa strada l’ipotesi del Mattarella bis al Quirinale. “Mattarella non può essere un ripiego, a questo punto si va da lui e gli si dice che c’è bisogno di lui”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini uscendo dall’Aula della Camera dopo aver votato durante il settimo scrutinio.
“Salvini propone di andare tutti a pregare Mattarella di fare un altro mandato da Presidente della Repubblica. Non voglio crederci”, scrive a stretto giro su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
“Gli italiani non meritano altri giorni di confusione. Io ho la coscienza a posto, ho fatto numerose proposte tutte di alto livello, tutte bocciate dalla sinistra. Riconfermiamo il Presidente Mattarella al Quirinale e Draghi al governo, subito al lavoro da oggi pomeriggio, i problemi degli italiani non aspettano”, spiega ancora il leader della Lega Matteo Salvini.
Parlando con i giornalisti alla Camera, Pier Ferdinando Casini ha annunciato il suo passo indietro: “Non voglio anteporre ambizioni personali al bene del Paese, io non voglio essere tra questi. Chiedo a tutti i colleghi, al Parlamento, di cui ho sempre difeso la centralità nell’ambito delle istituzioni democratiche, di togliere il mio nome da ogni discussione e di chiedere al presidente della Repubblica Mattarella la disponibilità a continuare il suo mandato nell’interesse dell’Italia. Credo ne vada della dignità e del decoro delle istituzioni. Se il Parlamento non è in grado di decidere, non può contribuire alla sua delegittimazione – prosegue Casini – continuando una serie di inutili votazioni. Spero che oggi pomeriggio potremo confermare il presidente Mattarella a cui chiediamo questo supplemento di responsabilità”.
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