ROMA (ITALPRESS) – Riprende oggi, alle 15, la seduta della chiama per il secondo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica dopo la fumata nera nella prima votazione di ieri.
Al termine dello spoglio nell’Aula di Montecitorio, le schede bianche sono state 672. In tutto i presenti e i votanti sono stati 976 rispetto ai 1008 previsti. Il quorum necessario a eleggere il Capo dello Stato non è dunque stato raggiunto. Trentasei voti sono andati al magistrato Paolo Maddalena, mentre 16 al presidente uscente Sergio Mattarella.
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Quirinale, alle 15 secondo voto per l’elezione del Capo dello Stato
Giorno Memoria, da Chora e Intesa Sanpaolo On Air “L’Ebreo Onorario”
MILANO (ITALPRESS) – “Ebrei onorari”. Era così che venivano bollati per scherno i difensori degli ebrei negli anni della propaganda antisemita. Raffaele Mattioli, banchiere antifascista e umanista, negli anni del Fascismo presidente della Banca Commerciale Italiana (Comit) poi confluita in quello che oggi è il Gruppo Intesa Sanpaolo, pur non essendo ebreo, aveva scelto per se stesso tale definizione per affermare la sua comunanza di spirito con il mondo ebraico, ma soprattutto per riassumere il suo impegno per il salvataggio, durante le persecuzioni razziali, di tanti ebrei, incrociati per varie vie lungo il suo percorso di vita.
In occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio), Intesa Sanpaolo e CHORA – la podcast company italiana, fondata nel 2020 da Guido Maria Brera, Mario Gianani, Roberto Zanco e Mario Calabresi che la dirige – presentano “L’Ebreo Onorario”, una nuova serie podcast realizzata con la collaborazione dell’Archivio storico Intesa Sanpaolo. L’avvincente storia di Raffaele Mattioli viene pubblicata su Intesa Sanpaolo On Air – la piattaforma di contenuti audio della Banca che raccoglie voci, storie e idee sul futuro, sostenibilità, inclusione, cultura con oltre 700 episodi in 70 serie e 5 milioni di stream dal lancio nel giugno 2020 – e su Choramedia.com e tutte le principali piattaforme audio (Spotify, Apple Podcast, Google Podcast e YouTube).
Nel corso di questi primi sei episodi da 30 minuti circa, la voce di Camilla Ronzullo, autrice milanese conosciuta ai più con il suo nom de plume Zelda was a writer, ripercorre un viaggio nella memoria che va dal 1930 al 1945 circa. A puntellare la narrazione saranno sei storie, una per ciascun episodio, dei dipendenti che Mattioli e altri uomini della Comit (Banca Commerciale Italiana) hanno provato a salvare dalla deportazione.
Ogni episodio, scritto da Camilla Ronzullo e Ilaria Orrù insieme a Cesare Martinetti con la supervisione editoriale di Sara Poma, è arricchito dalle testimonianze di chi non è più qui ma può ancora parlare attraverso lettere e memoriali custoditi dall’Archivio storico Intesa Sanpaolo. Il filo della narrazione della vita di Mattioli si intreccia così con quella di chi ha salvato, dipendenti, amici o semplici conoscenti, accomunati dal fatto di essere ebrei e per questo solo motivo di venire perseguitati nel loro Paese.
L’ascoltatore ha modo di immergersi nella storia grazie alle fonti storiche arrivate sino ai giorni nostri: alcuni estratti della corrispondenza tra il ragioniere della Comit Guido Schwarz e il collega Tiburzio Pinter, i testi di Antonello Gerbi, una lettera in cui Massimiliano Majnoni della Comit racconta di come riuscì a portare in salvo il libraio antiquario Werner Prager grazie al suo rapporto con il Vaticano.
Episodio dopo episodio, prende così vita un racconto fatto anche di luoghi, come la casa milanese di via Bigli, la via in cui abitava Mattioli, diventata un rifugio cenacolo per intellettuali e antifascisti.
L’iniziativa è il primo capitolo di una collaborazione che in autunno vedrà nuove storie della serie “L’Ebreo Onorario” e un secondo progetto di podcast con 50 episodi in cui ricercatori italiani all’estero racconteranno la propria esperienza quotidiana: cosa significa la passione per la ricerca, la sorpresa e la felicità della scoperta, il riconoscimento internazionale e molto altro ancora.
Martedì 25 gennaio, il podcast verrà presentato da Mario Calabresi e Camilla Ronzullo tramite una diretta dalle 13:00 alle 14:00 sui profili Instagram di CHORA e Zeldawasawriter.
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Fumata nera per il Quirinale, 672 le schede bianche
ROMA (ITALPRESS) – Fumata nera al primo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica. Prevalgono le schede bianche, complessivamente 672. Il più votato è stato il magistrato Paolo Maddalena, seguito dal presidente “uscente” Sergio Mattarella. Voti anche per Marta Cartabia, Umberto Bossi e Silvio Berlusconi.
A sorpresa, è spuntato qualche voto “goliardico” per Amadeus, Bruno Vespa, Claudio Lotito, Alberto Angela, Alfonso Signorini, Giuseppe Cruciani, Mauro Corona e Claudio Sabelli Fioretti. Le prime tre votazioni prevedono l’elezione a maggioranza di due terzi dei componenti dell’Assemblea.
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Mancini chiama 35 giocatori per lo stage, torna Balotelli
ROMA (ITALPRESS) – A due mesi e mezzo di distanza dai match disputati con Svizzera e Irlanda del Nord, la Nazionale inaugura il suo 2022 ritrovandosi da mercoledì 26 a venerdì 28 gennaio a Coverciano per un breve stage in vista dei play off di qualificazione al Mondiale in programma a fine marzo. Sono 35 i calciatori convocati da Roberto Mancini: dopo oltre tre anni torna a vestire la maglia azzurra Mario Balotelli, mentre sono alla loro prima chiamata in Nazionale il portiere Marco Carnesecchi, i difensori Luiz Felipe e Giorgio Scalvini, i centrocampisti Nicolò Fagioli, Davide Frattesi e Samuele Ricci e l’attaccante Joao Pedro. Carnesecchi e Fagioli erano stati già convocati nell’aprile 2019 per uno stage riservato ai giovani. Nelle prossime ore potrebbero aggiungersi all’elenco i calciatori del gruppo azzurro attualmente infortunati per prendere parte al lavoro tattico propedeutico alle gare di marzo. Il raduno è fissato per le ore 12 di mercoledì presso il centro tecnico federale, con il ct che alle 13.15 terrà una conferenza stampa da remoto per poi dirigere nel pomeriggio la prima delle tre sedute di allenamento in programma. Questo l’elenco dei convocati: Portieri: Marco Carnesecchi (Cremonese), Alessio Cragno (Cagliari), Alex Meret (Napoli), Salvatore Sirigu (Genoa). Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Cristiano Biraghi (Fiorentina), Davide Calabria (Milan), Giorgio Chiellini (Juventus), Mattia De Sciglio (Juventus), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Alessandro Florenzi (Milan), Luiz Felipe (Lazio), Gianluca Mancini (Roma), Luca Pellegrini (Juventus), Giorgio Scalvini (Atalanta), Rafael Toloi (Atalanta).
Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Nicolò Fagioli (Cremonese), Davide Frattesi (Sassuolo), Manuel Locatelli (Juventus), Matteo Pessina (Atalanta), Samuele Ricci (Empoli), Stefano Sensi (Inter), Sandro Tonali (Milan). Attaccanti: Mario Balotelli (Adana Demirspor), Domenico Berardi (Sassuolo), Federico Bernardeschi (Juventus), Ciro Immobile (Lazio), Lorenzo Insigne (Napoli), Joao Pedro (Cagliari), Giacomo Raspadori (Sassuolo), Gianluca Scamacca (Sassuolo), Mattia Zaccagni (Lazio), Nicolò Zaniolo (Roma).
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Quirinale, Sgarbi “Draghi doveva essere la proposta del centrodestra”
ROMA (ITALPRESS) – “È stato un errore aver indicato Berlusconi come candidato, l’ho detto subito in un’intervista. Il modo migliore per vincere era dire fin dall’inizio il nome di Draghi e farlo diventare proprio come indicato dal centrodestra. Sarebbe stato impossibile per il Pd non seguire questa linea e poi magari si sarebbero uniti anche i Cinque Stelle”. Così Vittorio Sgarbi, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” di Italpress. “Dopo aver letto l’intervista Berlusconi mi ha chiamato, sono stato da lui ad Arcore alcuni giorni e gli ho dato comunque la mia lealtà. Da quel momento ho chiamato tutti i deputati incerti, circa 120. L’operazione è andata bene ma andava cominciata prima. Berlusconi aveva ottenuto i voti ma senza il consenso ideologico dei capi, non aveva parlato con Renzi, Letta e Conte. I motivi che lo hanno portato alla rinuncia vanno dal conflitto personale, le condizioni fisiche, i pregiudizi fino all’idea che Draghi fosse meglio di lui, ma la mossa di non indicarlo non l’ho capita, avrebbe costretto gli altri a seguirlo. Due figure di centrodestra che anche Berlusconi ritiene possibili, secondo me sono quelle della Presidente del Senato Elibetta Casellati e di Gianni Letta, ma non ha indicato nemmeno loro. L’unico che poteva sopportare era Mattarella, è stato il primo nome che ha fatto come alternativa a sé. Secondo me -continua Sgarbi- Letta e Salvini possono convergere sul nome Draghi”.
“Quella di Carlo Nordio – aggiunge – è una bella candidatura ma escludo che abbia possibilità così come escludo Pierferdinando Casini, Letizia Moratti o Andrea Riccardi. Non vedo possibile nemmeno la candidatura di Elisabetta Belloni, tanto a presidente della Repubblica quanto a presidente del Consiglio. Si è perso troppo tempo e recuperarlo sarà difficile, l’unica possibilità di chiudere subito e con i due terzi è se si arriva a Draghi ma se si moltiplicano i veti, far uscire un nome è impossibile. Oltre a quella di Gianni Letta, che potrebbe piacere a Berlusconi e ottenere una parte di consenso a sinistra, una candidatura realistica -conclude Sgarbi- è quella di Casellati, se si vogliono mettere insieme le esigenze della Destra e il ruolo istituzionale. Lei prenderebbe facilmente i voti degli ex 5 Stelle che odiano Draghi”.
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Covid, 77.696 nuovi casi e 352 decessi nelle ultime 24 ore
ROMA (ITALPRESS) -Secondo il bollettino del ministero della Salute, i nuovi positivi sono 77.696 (rispetto ai 138.860 di ieri). I tamponi processati sono 519.293 che portano il tasso di positività al 14,96%. Oggi si registrano 352 decessi (ieri erano 227). I guariti sono 102.363 mentre per gli attualmente positivi si registra un decremento di 25.049 unità per un totale di 2.709.857.
Per quanto riguarda i ricoveri nei reparti ordinari, sono 19.862 i degenti mentre in terapia intensiva i pazienti sono 1.685 con 101 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 2.688.310 persone. L’Emilia Romagna è la prima regione per numero di contagi (14.719), seguita da Lombardia (8.844) e dal Lazio (7.622). La Regione Abruzzo comunica 3 dei decessi comunicati in data odierna sono avvenuti nei giorni scorsi. E’ stato eliminato 1 caso positivo dei giorni passati in quanto non paziente Covid.
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Quirinale, Sgarbi “Draghi doveva essere la proposta del centrodestra”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato un errore aver indicato Berlusconi come candidato, l’ho detto subito in un’intervista. Il modo migliore per vincere era dire fin dall’inizio il nome di Draghi e farlo diventare proprio come indicato dal centrodestra. Sarebbe stato impossibile per il Pd non seguire questa linea e poi magari si sarebbero uniti anche i Cinque Stelle”. Così Vittorio Sgarbi, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” di Italpress. “Dopo aver letto l’intervista Berlusconi mi ha chiamato, sono stato da lui ad Arcore alcuni giorni e gli ho dato comunque la mia lealtà. Da quel momento ho chiamato tutti i deputati incerti, circa 120. L’operazione è andata bene ma andava cominciata prima. Berlusconi aveva ottenuto i voti ma senza il consenso ideologico dei capi, non aveva parlato con Renzi, Letta e Conte. I motivi che lo hanno portato alla rinuncia vanno dal conflitto personale, le condizioni fisiche, i pregiudizi fino all’idea che Draghi fosse meglio di lui, ma la mossa di non indicarlo non l’ho capita, avrebbe costretto gli altri a seguirlo. Due figure di centrodestra che anche Berlusconi ritiene possibili, secondo me sono quelle della Presidente del Senato Elibetta Casellati e di Gianni Letta, ma non ha indicato nemmeno loro. L’unico che poteva sopportare era Mattarella, è stato il primo nome che ha fatto come alternativa a sè. Secondo me -continua Sgarbi- Letta e Salvini possono convergere sul nome Draghi”. “Oltre a quella di Gianni Letta – aggiunge – che potrebbe piacere a Berlusconi e ottenere una parte di consenso a sinistra, una candidatura realistica -conclude Sgarbi- è quella di Casellati, se si vogliono mettere insieme le esigenze della Destra e il ruolo istituzionale. Lei prenderebbe facilmente i voti degli ex 5 Stelle che odiano Draghi”.
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Shoah, la presidente Damiano a presentazione due mostre
VENEZIA (ITALPRESS) – Fare rete di memoria per lasciare alle nuove generazioni il messaggio che quello che è accaduto non può e non deve ripetersi. E’ questo il filo conduttore che lega “Tre vite dell’Haggadah di Sarajevo” e “Il libro della liberazione. Venezia e la Haggadah di Pesach” le due mostre a cura dell’Ufficio regionale Unesco di Venezia in collaborazione con Beit-Casa della Cultura Ebraica, presentate questa mattina a Palazzo Zorzi. L’iniziativa, che rientra nel calendario delle celebrazioni in occasione del Giorno della Memoria 2022, è stata illustrata nel corso di una conferenza introdotta da Ana Luiza Thompson-Flores, direttrice dell’Ufficio regionale Unesco per la Scienza e la Cultura. Tra i relatori anche il presidente di Beit Venezia Shaul Bassi, il presidente del Museo Nazionale della Bosnia Erzegovina Mirsad Sijaric, e Karel Fracapane della sezione di Educazione alla Cittadinanza Globale e alla Pace per l’Unesco. Nel corso del dibattito è intervenuta anche Helena Jesurum, autrice del libro “Un’indagine inaspettata”, che narra in poche pagine la storia del fratello ebreo costretto a lasciare l’Italia da bambino per evitare le persecuzioni e rifugiarsi in Svizzera.
All’incontro ha preso parte la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano che ha sottolineato l’importanza delle mostre: “Un’occasione di grande riflessione storica, culturale, civile e morale – ha detto – che insieme agli altri eventi predisposti dal coordinamento cittadino fa di Venezia un esempio straordinario del saper fare memoria. Un obbiettivo rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Non è un caso che nell’organizzazione delle celebrazioni col passare degli anni si sia sempre più rafforzato il ruolo delle Università e delle scuole nel diffondere il messaggio che fare memoria vuol dire partire dalla conoscenza del passato e assumere la consapevolezza di ciò che è stato per potersi opporre al più grande errore della nostra storia con il nostro agire quotidiano. Il ruolo delle Istituzioni è quello di prendere posizioni nette: a noi spetta il compito di insegnare ai giovani la strada della tolleranza, soprattutto in un periodo storico come questo dove ancora esistono germi di odio e discriminazione”. In sala presente anche la consigliera della Municipalità di Chirignago Zelarino Elisa Bracceschi, in rappresentanza del presidente Francesco Tagliapietra.
“Aver curato l’organizzazione delle due mostre rispecchia il mandato della nostra organizzazione, ovvero diffondere i principi della pace – ha detto la direttrice dell’Ufficio Unesco Thompson Flores – E’ nostra responsabilità partecipare alle celebrazioni del Giorno della Memoria. Oggi presentiamo due mostre che esistono come due eventi apparentemente separati tra loro e che invece sono legati dal messaggio che vogliono dare soprattutto alle nuove generazioni: dobbiamo continuare a lavorare perché ciò che è stato non accada mai più. Le due esposizioni testimoniano l’importanza della memoria e della cultura ebraica. La tutela e l’eternità della cultura umana sono un aspetto fondamentale” ha concluso rivolgendo un invito ai giovani a visitare le mostre.
La prima mostra, “Le tre vite della Haggadah di Sarajevo” è organizzata dall’Ufficio Regionale dell’Unesco con il sostegno dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Sarajevo. Ospita una replica significativa della Haggadah di Sarajevo in dimensioni originali con l’obiettivo di evidenziare l’unicità artistica ed estetica del manoscritto. La mostra, è stato spiegato nel corso della conferenza, vuole anche sottolineare la sua importanza culturale e storica insieme al ruolo dei libri nella vita spirituale ebraica. La seconda mostra, “Il libro della liberazione. Venezia e la Haggadah di Pesach”, curata da Beit in collaborazione con l’Ufficio Regionale Unesco, riproduce alcune opere di artisti contenute nella pubblicazione “New Venice Haggadah”.
Intrecciando diversi momenti storici attraverso storie e opere d’arte, questa mostra vuole dimostrare come una cultura ebraica vivente si sia opposta al tentativo di annientamento con i propri strumenti di memoria religiosa e culturale e attraverso una festa e un libro che celebrano la libertà dalla schiavitù.
“L’Haggadah è stato prodotto in migliaia di edizioni nel corso del tempo – ha spiegato Shaul Bassi – Una delle più famose, se non la più famosa, è l’Haggadah prodotta in Spagna ma associata a Sarajevo dove è stata conservata per molti secoli, passando proprio per Venezia. Un’altra edizione molto importante è stata creata in questa città nel 1609 e onorata con una edizione celebrativa nel 2016 grazie al lavoro di otto artisti contemporanei chiamati a inventarne una nuova. Il libro è la perfetta incarnazione dell’idea che la memoria è sempre collegata al passato, ma si rielabora nel presente. L’Haggadah può essere collegato al Giorno della Memoria per vari motivi, tra questi c’è il fatto che i manoscritti sono un modello di come si può continuare a ricordare leggendo e condividendo ricordi vecchi di secoli”. Le mostre ospitate a Palazzo Zorzi, sede dell’Ufficio regionale Unesco di Venezia, sono a ingresso libero. Saranno aperte al pubblico con i seguenti orari: 24 gennaio ore 14-18, dal 25 al 28 gennaio dale ore 10 alle 18, dal 29 al 30 gennaio dalle ore 10 alle 18.30.
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