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Il nuovo Parlamento europeo conferma il sostegno all’Ucraina

ROMA (ITALPRESS) – Il Parlamento europeo ha confermato che l’Ue deve continuare a sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario alla vittoria. La risoluzione, non vincolante e approvata con 495 voti favorevoli, 137 contrari e 47 astensioni, definisce la “prima posizione ufficiale del neoeletto Parlamento europeo sulla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”, è spiegato in una nota. Nel testo, si ribadisce il costante sostegno dei deputati verso l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale. Si invita l’UE a mantenere ed estendere la sua politica di sanzioni nei confronti della Russia e della Bielorussia, a monitorarne e rivederne l’efficacia e l’impatto e ad affrontare sistematicamente la questione dell’elusione delle sanzioni da parte di imprese con sede nell’UE, di terze parti e di paesi terzi.
Pur ribadendo la loro ferma convinzione che la Russia debba compensare finanziariamente la distruzione che ha causato in Ucraina, i deputati sostengono i recenti sforzi dell’UE per dirigere le entrate provenienti dai beni russi congelati verso il sostegno dello sforzo bellico ucraino. Si chiede, inoltre, un “regime giuridico solido per la confisca dei beni di proprietà statale russi congelati dall’UE”.
Il Parlamento sostiene anche l’esito del recente vertice della Nato e ribadisce la sua posizione secondo cui l’Ucraina è su un percorso irreversibile verso l’adesione alla Nato. I deputati chiedono all’UE e agli Stati membri di aumentare il loro sostegno militare all’Ucraina per tutto il tempo necessario e in qualsiasi forma necessaria. Invitano inoltre la Commissione europea a proporre un’assistenza finanziaria a lungo termine per la ricostruzione dell’Ucraina, basandosi sull’esperienza del nuovo strumento per l’Ucraina.
Il Parlamento condanna “il barbaro attacco missilistico – è spiegato ancora nella nota – della Russia contro l’ospedale pediatrico Okhmadyt di Kiev e la recente visita del primo ministro ungherese Viktor Orbàn nella Federazione russa, che non rappresenta l’UE e costituisce una palese violazione dei trattati dell’UE e della politica estera comune e ritiene che a tale violazione dovrebbero seguire ripercussioni. Dato che la cosiddetta ‘missione di pacè del primo ministro ungherese è stata immediatamente seguita dall’attacco all’ospedale pediatrico di Okhmadyt, nella risoluzione si afferma che ciò dimostra l”irrilevanzà dei presunti sforzi di pace di Orbàn”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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“Fucino Flash” di luglio, un confronto Italia-Francia sul debito

ROMA (ITALPRESS) – Le elezioni anticipate prima, i risultati delle elezioni poi, hanno accesso i riflettori dei mercati sul futuro dell’economia francese. A preoccupare è in particolare l’ammontare raggiunto dal debito pubblico in conseguenza delle spese sostenute negli anni della pandemia: tra l’ultimo trimestre del 2019 e il primo del 2021 il rapporto debito/pil della Francia è passato dal 97,9% al 117,5%, per poi rimanere su livelli superiori al 110% fino al quarto trimestre 2023 (ultimo dato disponibile). La forza dimostrata dai partiti di destra e sinistra tanto in sede di elezioni europee quanto nelle elezioni nazionali ha rafforzato le preoccupazioni, dal momento che i programmi di entrambe le parti lasciano presagire un ulteriore aumento della spesa pubblica. Lo sottolinea Banca del Fucino nel numero di luglio di ‘Fucino Flash’, dal titolo ‘Francia e Italia: il ritorno dello spread?’.
Di fronte a questo scenario, a partire dal 10 giugno 2024 lo spread tra l’OAT a 10 anni e il Bund tedesco si è ampliato, superando gli 80 punti base il 14 dello stesso mese, dai circa 50 di partenza.
Nonostante le acque si siano parzialmente calmate, con lo spread oscillante tra quota 60 e 70, l’incertezza legata alla futura coalizione di governo e alle politiche che questa implementerà mantiene la Francia al centro dell’attenzione dei mercati.
Il timore, tuttavia, non è legato solamente alla Francia, ma interessa l’intera eurozona: negli anni della pandemia i paesi europei hanno impiegato ingenti risorse per sostenere le proprie economie, una mossa che, se da un lato ha permesso la ripresa post-pandemica, dall’altro ha generato un rilevante aumento del rapporto debito/pil. Lo spettro dell’insostenibilità del debito pubblico è quindi tornato a preoccupare i mercati. Il timore è che le attuali turbolenze sul mercato del debito sovrano francese possano riverberarsi sugli spread dei paesi “periferici” dell’area euro, rendendo criticamente più costoso il servizio del debito. Con un rapporto debito/pil superiore al 130%, l’Italia appare agli occhi di molti analisti come la più probabile prima vittima di tale congiuntura.
“Il peso del debito pubblico italiano non va certamente sottovalutato. Tuttavia, non meno rilevante per una valutazione complessiva appaiono le differenze tra le congiunture dei due paesi, che hanno invero assunto traiettorie economiche diverse nel post-pandemia”, sottolinea Banca del Fucino.
Entrambe le economie, quella francese e quella italiana, hanno visto un rilevante aumento del proprio debito pubblico in termini assoluti. Diverso è stato invece l’andamento del rapporto debito/pil tra i due Paesi: dopo il picco raggiunto, per entrambe le economie, all’altezza del primo trimestre 2021, l’Italia è riuscita a ridurre il rapporto di 20,5 punti percentuali, fino al 137,7% del pil nell’ultimo trimestre del 2023; anche nel caso francese si è assistito ad una diminuzione, ma di portata molto minore, pari a 6,9 punti percentuali. In tal modo, tra il quarto trimestre 2019 e il quarto del 2023 il rapporto debito/pil italiano è aumentato di soli 3,1 punti percentuali, a fronte del +12,7 francese.
A fare la differenza è stata la performance economica relativamente robusta dell’Italia nel confronto europeo: tra le maggiori economie dell’eurozona, quella italiana ha avuto una ripresa dallo shock pandemico particolarmente forte, superando del 4,6%, secondo gli ultimi dati disponibili, il livello del pil del quarto trimestre 2019; si tratta del risultato migliore tra tutte le maggiori economie dell’eurozona, notevole anche rispetto alla performance media del paese nei due decenni precedenti. Anche la Francia ha recuperato e superato nel corso del 2021 il livello del pil pre-pandemico, ma con rilevanti differenze: da un lato lo sforzo pubblico francese in sostegno della propria economia è stato più intenso, e quindi più oneroso; dall’altro, l’eccedenza rispetto al livello prepandemico è stata minore, l’esatta metà del dato italiano (2,3%) e meno della media dell’eurozona.
Significativo anche l’andamento della produzione industriale: lo shock energetico innescato dalla guerra in Ucraina prima e la stretta monetaria della BCE poi hanno fatto sì che i volumi della produzione nell’industria siano oggi al di sotto dei livelli di dicembre 2019, prima dello scoppio della pandemia; al contempo, anche su questo fronte la performance italiana è stata migliore di quella francese e tedesca: nel post-pandemia l’Italia soltanto è riuscita, tra gennaio 2021 e settembre 2023, a registrare livelli di produzione industriale superiori all’ultimo mese del 2019; inoltre, secondo gli ultimi dati disponibili, l’Italia si trova oggi a 2,2 punti percentuali al di sotto del livello di dicembre 2019, a fronte di un -8,7% della Germania e un -4,9% della Francia.
“Il diverso andamento del rapporto debito/pil della Francia rispetto all’Italia negli ultimi anni è dunque da addebitarsi alla minor dinamicità dell’economia francese – sottolinea Banca del Fucino -. Si potrebbe tuttavia legittimamente obiettare come l’ammontare del debito pubblico italiano, ben superiore a quello francese in relazione al prodotto nazionale, costituisca una fonte di fragilità per la stabilità finanziaria del Paese potenzialmente ben maggiore rispetto alla situazione d’oltralpe. Un tale giudizio, tuttavia, non prende a nostro parere in adeguata considerazione l’andamento di più lungo periodo dei bilanci statali di Italia e Francia, nonchè la complessiva posizione sull’estero dei due Paesi nel corso degli ultimi venti anni”.
Dal secondo trimestre del 2020 l’Italia è risultata in disavanzo primario; la congiuntura pandemica ha dato vita ad un’importante inversione di trend, dopo un ventennio nel quale, al netto degli interessi sul debito pregresso, il bilancio statale italiano era stato in surplus quasi ininterrottamente. Lo stesso non può dirsi per la Francia, che ha registrato un disavanzo primario quasi senza soluzione di continuità dal 2003. Le uniche eccezioni sono state quelle del secondo e del terzo trimestre del 2007, nei quali, sempre al netto degli interessi, lo Stato francese risultò in pareggio.
Non solo. L’economia francese è inoltre debitrice netta nei confronti dell’estero: la bilancia commerciale transalpina è rimasta in rosso dal 2006 in avanti; al contrario quella italiana è in positivo dal 2012, con la sola breve eccezione del 2022, in conseguenza dello shock energetico innescato dalla guerra in Ucraina. La performance commerciale italiana ha poi visto un rapido recupero dalla difficile situazione congiunturale del 2022, ritornando in territorio positivo già dal primo trimestre del 2023. Tutto ciò significa che l’Italia, a differenza della Francia, può contare su un afflusso netto di ricchezza legato alla bilancia commerciale, il che contribuisce ulteriormente al rafforzamento della sua stabilità macroeconomica, nonostante la situazione di forte indebitamento dello Stato.
Ovviamente, in ultima analisi la sostenibilità del debito italiano dipenderà, oltre che dalla crescita economica, dalla capacità di collocamento dei titoli del debito sovrano sul mercato. Anche su questo fronte, tuttavia, le prospettive dell’Italia appaiono più rosee di quelle del vicino transalpino. Con un rendimento che da inizio 2024 oscilla stabilmente attorno al 4%, il Btp offre una buona remunerazione a fronte di un profilo di rischio contenuto, vista anche la stabilità politica di cui gode attualmente l’Italia.
Un buon successo continua inoltre ad essere registrato per quanto riguarda il collocamento dei titoli di Stato italiani presso i residenti: al 31/03/2024 risultava in mano famiglie e imprese non finanziarie il 14,1% del debito pubblico italiano, una quota in crescita pressochè ininterrotta da circa 4 due anni. Da un anno è in aumento anche la quota detenuta da non residenti, che a fine marzo 2024 si è attestata al 28,7%. Si tratta di una percentuale nettamente inferiore rispetto a quella di paesi come la Germania (45,2%) o, appunto, la Francia (50,5%); ma proprio una tale maggiore esposizione sull’estero della Francia può comportare un significativo rischio in termini di volatilità per i titoli di Stato francesi. In ogni caso, l’aumento della domanda di Btp ha contribuito a controbilanciare l’effetto sui prezzi del calo degli acquisti di titoli di debito pubblico da parte della Banca centrale, che sta riducendo il proprio bilancio in coerenza con l’impostazione restrittiva della politica monetaria. Finora i rendimenti sui Btp decennali non sono infatti aumentati rispetto alla data di inizio della stretta monetaria. Si tratta di un ulteriore segnale di stabilità sul fronte del debito pubblico italiano.
Nel giugno scorso la Commissione Europea ha aperto una procedura per deficit eccessivo (EDP, Excessive Deficit Procedure) nei confronti di Italia e Francia (oltrechè di altri 5 Stati membri), sulla base della riattivazione – sia pure con modifiche, peraltro controverse – del Patto per la Stabilità e la Crescita. Entrambi i paesi sono quindi giudicati in una situazione critica relativamente alla dinamica del proprio debito pubblico. Per quanto riguarda una stima dei rischi relativi espressi dai due Paesi, e delle loro implicazioni sull’andamento dei rispettivi titoli di Stato, riteniamo però che vadano considerate con attenzione le tendenze di cui sopra, soprattutto in quanto appaiono confermate dai dati più recenti. In effetti, tra le due economie, ad oggi l’Italia evidenzia la crescita maggiore, ancorchè su livelli modesti. Inoltre, come rappresentato dalla Banca d’Italia nel suo Bollettino Economico di luglio, l’avanzo di conto corrente dell’Italia nel primo trimestre dell’anno si è ampliato e ha raggiunto il 2% del PIL.
Infine, gli investimenti esteri in titoli di Stato italiani sono stati particolarmente elevati (42,6 miliardi), assorbendo quasi per intero le emissioni nette da parte del Tesoro. “Questo ci induce a ritenere che i recenti timori di un sostanziale aumento dello spread Btp-Bund, trainato dall’incertezza sul futuro del debito francese, siano eccessivi. E che vi siano per contro buoni motivi per sostenere, come hanno fatto recentemente Patrick Artus e Marco Fortis, che gli attuali rendimenti dei titoli del debito sovrano italiano e francese non siano in linea con l’effettivo andamento delle due economie nazionali: nel primo caso in quanto troppo alti, nel secondo in quanto troppo bassi”.

– Foto Banca del Fucino –

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Salva Casa, approvato emendamento Fiaip su miniappartamenti

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ROMA (ITALPRESS) – La legge di conversione del Dl n. 69/2024 (relatori Dario Iaia, Fratelli d’Italia, ed Erica Mazzetti, Forza Italia) ha chiuso il suo percorso in Commissione VIII (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) presieduta da Mauro Rotelli, con l’approvazione di una serie di integrazioni al testo. Ora approderà in Aula alla Camera per la discussione generale, con tempi serrati, perché il testo va chiuso entro il prossimo 28 luglio, passaggio al Senato compreso. Fiaip, in occasione dell’audizione del 18 giugno ha presentato cinque proposte emendative delle quali tre sono state recepite nel testo approvato ieri. In particolare, sia l’emendamento che prevede che i cambi di destinazione d’uso tra categorie omogenee (es. da uffici ad abitazioni) saranno sempre ammessi, sia “con” che senza opere (la prima versione del testo parlava, invece, solo di cambiamenti senza opere), e sia l’emendamento che recepisce la necessità di ridurre, ai fini dell’abitabilità, i parametri, sia in riferimento all’altezza che alla superficie minima degli ambienti (in riferimento a cantine/tavernette e soffitte/mansarde), sono entrambi stati proposti e sostenuti anche da altre organizzazioni sindacali (in particolare Ance e ordini professionali). Mentre l’emendamento relativo alla necessità di introdurre un ulteriore soglia di tolleranza del 6% in riferimento alle abitazioni entro i 60 mq, è una proposta esclusivamente sottoposta all’attenzione della Commissione VIII da parte della nostra Federazione, sulla base della motivazione che la maggior parte degli immobili oggetto di compravendite immobiliari sono monolocali/bilocali/trilocali di superficie utile dai 30 ai 60 mq, (in virtù di una serie di fattori quali l’aumento delle persone che vivono da sole, quali separati, single e anziani, oppure coppie senza figli ma anche in virtù del drammatico andamento demografico stimato in costante calo unitamente agli effetti inflattivi e ai rincari energetici, che hanno spinto e stanno continuando a spingere le persone a vivere in case sempre più piccole), pertanto, è molto facile superare la soglia del 5% con tali dimensioni. “Accogliamo con favore gli emendamenti approvati ieri in Commissione, in particolare ci fa piacere che la politica abbia compreso l’utilità, nel merito, della proposta, unicamente presentata dalla nostra Federazione, relativa all’aumento al 6% del livello di tolleranza per i piccoli appartamenti che sono quelli maggiormente compravenduti – dichiara Gian Battista Baccarini, Presidente Nazionale Fiaip -. Ringraziamo, in particolare, auspicando che non vi siano imprevisti nel prosieguo dell’iter parlamentare, l’On. Alice Buonguerrieri, l’On. Elisa Montemagni, l’On. Graziano Pizzimenti e l’On. Erica Mazzetti che, sin da subito, hanno sostenuto la nostra proposta e che, unitamente alle altre novità introdotte, siamo certi, daranno un impulso positivo al mercato immobiliare rendendo le compravendite più veloci e sicure a beneficio e tutela della collettività e degli operatori professionali”.

– Foto ufficio stampa Fiaip –

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Gli italiani amano fare shopping online: lo svela una ricerca AliExpress

MILANO (ITALPRESS) – Gli italiani amano fare shopping online. E’ il quadro che emerge da una survey di AliExpress, la piattaforma internazionale di e-commerce che fa capo ad Alibaba International Digital Commerce Group, per indagare le abitudini di consumo degli italiani quando si parla di shopping online. La ricerca è stata commissionata da AliExpress a Censuswide – The Research Consult, società di consulenza internazionale per ricerche di mercato con sede a Londra.
Negli ultimi 3 mesi la quasi totalità delle persone coinvolte nella survey ha fatto acquisti online, comprando una media di 8 prodotti. In media, i consumatori italiani hanno speso 585,55 euro, ma si registra anche un dato molto interessante: il 20% delle persone coinvolte ha speso una cifra superiore a 950 euro. In particolare, chi ha speso di più sono stati gli abitanti di Lombardia (632,10 euro), Lazio (686,11 euro), Piemonte (617,82 euro), Campania (472,36 euro), Sicilia (617,22 euro) ed Emilia-Romagna (620,90 euro).
Piuttosto decisi e sicuri dei loro acquisti, il 33% degli italiani ha trascorso 1-2 ore alla settimana a trimestre navigando nel web e ricercando i prodotti da comprare in base alle loro necessità e destreggiandosi tra le varie possibilità. In particolare, il 67% degli acquisti è stato fatto attraverso piattaforme di e-commerce, il 38% attraverso i siti web diretti dei rivenditori e il 20% tramite app. Non convincono ancora pienamente i marketplace dei canali dei social network che registrano solo il 12% degli acquisti fatti online. Se si parla di AliExpress, il 45% degli intervistati ha fatto shopping all’interno della piattaforma che consente di acquistare direttamente da produttori in Cina e in tutto il mondo.
Ma cosa comprano gli italiani? I loro acquisti si sono concentrati su alcuni particolari settori merceologici: per l’80% sono legati all’acquisto di capi d’abbigliamento e scarpe, a dimostrazione dell’innata passione degli abitanti del Bel paese per la moda e lo stile, mentre per il 79% in prodotti beauty e per la cura della persona. Anche il settore sportivo ha registrato buoni numeri – 66.5% – soprattutto nella fascia dei più giovani tra i 18 e i 34 anni. Bene anche gli acquisti quando si parla di prodotti per la casa e il giardino con 57% di acquisti per organizzare al meglio gli spazi interni ed esterni della propria casa per accogliere gli amici e godersi i diversi appuntamenti di questa stagione interamente dedicata allo sport. Infine, da veri mobile-addicted non mancano gli acquisti legati a telefonia e telecomunicazioni con un 59% di spesa effettuata proprio in questo settore.
L’estate 2024, che vede l’Europa palcoscenico di eventi sportivi come Europei di Calcio e Giochi Olimpici, sta stimolando il consumatore italiano ad avvicinarsi all’attività sportiva, sempre più percepita come qualcosa che migliora il benessere mentale (quasi per il 90%), offre un senso di comunità (per il 74%) e in parte influenza le scelte in fatto di moda (per il 46%). Gli appuntamenti sportivi di quest’estate hanno incoraggiato gli italiani a provare prodotti adatti per un grande classico come il calcio 17%, ma anche sport come atletica (quasi il 12%), ciclismo (11%) e nuoto (10%) e la ginnastica con il 7%. Bene anche il tennis – tornato alla ribalta in Italia negli ultimi anni – con quasi il 12%.
– foto ufficio stampa Weber Shandwick –
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Valeriani eletto all’unanimità presidente Commissione Trasparenza

ROMA (ITALPRESS) – Massimiliano Valeriani (Pd) è stato eletto presidente della XIII Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale del Lazio “Trasparenza e pubblicità”. Valeriani è stato votato all’unanimità dai cinque consiglieri che hanno partecipato all’elezione e sostituisce la dimissionaria Marta Bonafoni (Pd). Restano vicepresidenti della commissione Daniele Sabatini (FdI) e Mario Ciarla (Pd).
Il presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, ha presieduto la seduta, alla quale hanno partecipato i consiglieri: Massimiliano Valeriani, Mario Ciarla (Pd), Marco Bertucci, Edy Palazzi e Michele Nicolai (tutti di Fratelli d’Italia).
“Una scelta condivisa per l’esperienza positiva già maturata dal consigliere Valeriani alla guida della Commissione Trasparenza del Comune di Roma con Alemanno sindaco, che punta a rafforzare ulteriormente l’impegno e il ruolo del Partito Democratico come perno dell’opposizione nel Lazio alla destra di Rocca. Ringrazio Marta Bonafoni per l’ottimo lavoro svolto fino ad oggi anche in questa funzione e auguro a Valeriani e a noi tutte e tutti buon lavoro” ha commentato in una nota il capogruppo del Pd in Consiglio regionale del Lazio Mario Ciarla.

– Foto: ufficio stampa Pd Lazio –
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Confagricoltura “Serve una politica europea sostenibile e competitiva”

MILANO (ITALPRESS) – Con la nuova legislatura europea “è indispensabile assicurare la coesistenza tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica, grazie alla diffusione delle innovazioni tecnologiche. In quest’ottica, vanno perciò riconsiderate alcune decisioni assunte che penalizzano le imprese agricole: dal regolamento sul ripristino della natura alle nuove regole sulle emissioni industriali estese agli allevamenti di suini ed avicoli”. Lo sottolinea Confagricoltura in occasione dell’Assemblea estiva che si è svolta a Milano.
Per la Confederazione “è urgente approvare il regolamento sulle nuove tecniche di ibridazione genetica così come modificare il regolamento sulla deforestazione che, non solo è inapplicabile dal punto di vista amministrativo, ma crea in primis una serie di problematiche agli operatori europei”.
“Stiamo vivendo una stagione complessa e difficile. Oggi l’agricoltura è diventata un’arma di guerra e alcune nazioni fuori dall’Europa la utilizzano come tale. In questa dimensione, noi agricoltori italiani in Europa dobbiamo garantire l’autosufficienza alimentare ai nostri cittadini, tanto per quella che è la qualità e la sicurezza alimentare, ma anche per la sicurezza degli approvvigionamenti e un giusto prezzo. Fare questo ovviamente richiede delle decisioni politiche serie, forti, che richiamino anche a un sano pragmatismo”, ha affermato il presidente Massimiliano Giansanti a margine dell’assemblea.
“Le scelte adottate dalla precedente Commissione – ha aggiunto – hanno molto condizionato l’andamento produttivo degli ultimi anni. Considerate, noi l’avevamo detto, unici in Italia e tra i pochissimi in Europa, che questa PAC era sbagliata. Ha fatto diminuire del 10% la produzione dell’Europa e ovviamente nel momento in cui diminuisce la capacità produttiva arrivano prodotti da fuori Europa che a volte non hanno gli stessi standard di sicurezza alimentare di qualità rispetto ai nostri. Rimettere al centro la capacità produttiva dell’Europa, poter garantire agli agricoltori che in fondo sono anche, e soprattutto, degli imprenditori che operano all’interno di un’attività economica, svolgendo anche una funzione sociale nelle aree interne piuttosto che nelle attività ambientali”, ha concluso Giansanti.
“Il 40% del Pil è legato all’export e il settore agroalimentare è una parte fondamentale. C’è il grande tema dell’italian sounding che noi vogliamo affrontare. Voglio lanciare una grande offensiva per occupare spazi che oggi sono in mano all’italian sounding”, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un videomessaggio all’assemblea. “Il tema dell’agricoltura è fondamentale in Europa. Vogliamo che ci sia una svolta che chiuda la stagione del fondamentalismo ambientalista – ha aggiunto -. Ci auguriamo che la Commissione europea, dove ci sarà una rappresentanza autorevole dell’Italia, ma anche il Parlamento europeo, possano dare vita a una politica impegnata contro il cambiamento climatico, ma che abbia una visione più pragmatica”.
“Per il 2024 siamo molto ottimisti perchè i dati segnano un aumento dell’export estremamente positivo che ovviamente ricade sull’intera filiera. Gli investimenti del nostro governo sono superiori a quelli di qualsiasi altro governo che ci sia stato almeno negli ultimi trent’anni e va in diverse direzioni. C’è una ritrovata fiducia rispetto a una politica che guarda all’economia reale”, ha detto il ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida a margine dell’assemblea.
Quanto all’Europa, per Lollobrigida “negli ultimi mesi l’atteggiamento sul green deal si è modificato. Oggi si parla di pragmatismo rispetto al Green Deal, che significa raggiungere gli obiettivi di sostenibilità intesa su tutti gli ambiti, ambientale ma anche economica e di reddito delle imprese”.
Per Enrico Letta, ex premier, presidente dell’Istituto Jacques Delors e curatore del rapporto “Much more than a market” sul mercato unico europeo, “la strada della trasformazione del continente verso una maggiore sostenibilità è giusta ma, come tutte le grandi trasformazioni, tutto dipende dall’accompagnamento di questa transizione. Se la facciamo contro coloro che producono e lavorano, questa transizione sarà un fallimento”, ha sottolineato.
“Dobbiamo porre a livello europeo la questione principale: dove e come si trovano quei 500 miliardi di euro all’anno essenziali perchè la transizione verde, giusta e digitale non diventi il disastro economico e sociale che vogliamo assolutamente evitare”, ha aggiunto.
-foto ufficio stampa Confagricoltura –
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Messina Denaro, perquisizioni in complesso abitativo a Mazara del Vallo

PALERMO (ITALPRESS) – Perquisizioni in un complesso residenziale a Mazara del Vallo (Trapani). La Procura distrettuale di Palermo, infatti, nell’ambito delle indagini finalizzate all’individuazione della rete di fiancheggiatori che ha sostenuto, nel corso degli anni, la latitanza di Matteo Messina Denaro, ha disposto l’esecuzione di perquisizioni ed ispezione di luoghi in una zona residenziale di Mazara del Vallo (Trapani), le cui attività sono state delegate congiuntamente ad investigatori della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri.
Il provvedimento scaturisce dagli esiti di recenti approfondimenti investigativi svolti da investigatori dello SCO della Polizia di Stato, ed integrati da accertamenti eseguiti dal ROS dell’Arma dei Carabinieri, che, nel quadro della ricostruzione dei movimenti di Messina Denaro, hanno consentito di individuare un’area delimitata di Mazara del Vallo frequentata dall’ex latitante nei mesi precedenti l’arresto. In particolare è stato individuato un complesso residenziale dove “si ritiene – spiega la Polizia – che Messina Denaro abbia avuto la disponibilità di una unità immobiliare tuttora non individuata”.
Pertanto, è stata avviata la perquisizione di tutti i garage pertinenti al complesso abitativo e un’ispezione dei luoghi tesa ad accertare la possibile apertura di appartamenti e garage della struttura mediante alcune chiavi sequestrate, a suo tempo trovate nella disponibilità dell’ex latitante e di alcuni favoreggiatori.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Droga via mare dalla Spagna, decine di arresti in Puglia

TRANI (ITALPRESS) – Quarantasette persone sono state raggiunte da ordinanza di misura cautelare in Puglia. Di queste, 31 sono finite in carcere, 8 agli arresti domiciliari e 8 con divieto di dimora nel proprio comune. E’ questo il risultato dell’operazione “Oltremare” dei carabinieri di Trani.
In particolare, circa 250 Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani – coadiuvati in fase esecutiva dai Comandi Provinciali di Bari e Foggia e dai reparti specializzati dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Puglia, del 6° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari e del Nucleo Cinofili di Modugno – a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani, hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Trani – su richiesta della Procura – nei confronti di 47 indagati residenti a Trani, Bisceglie e paesi limitrofi (31 in carcere; 8 agli arresti domiciliari e 8 con divieto di dimora nel proprio comune), accusati, a vario titolo, di cessione, offerta in vendita, distribuzione e commercializzazione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, di cui si approvvigionavano, via mare, direttamente dalla Spagna.
L’operazione costituisce il culmine dell’indagine denominata “Oltremare”, condotta dai militari della Compagnia di Trani, a partire da maggio 2021.

– Foto: screenshot video Carabinieri –

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