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Mattarella “Momento cruciale per il futuro dell’Unione Europea”

ROMA (ITALPRESS) – “In occasione della Sua rielezione alla Presidenza del Parlamento Europeo Le giungano le più sincere congratulazioni e vivissimi auguri di successo nello svolgimento dell’alto incarico che Le è stato affidato. Incarico che assume in un momento storico cruciale per il futuro della nostra Unione, le cui Istituzioni hanno davanti il difficile quanto fondamentale compito di portare a compimento quel processo di riforma di cui l’Europa ha bisogno per continuare a contare sullo scacchiere internazionale, a beneficio dei nostri cittadini, dei valori che ci uniscono e della pace. In questo spirito Le rinnovo cordiali felicitazioni”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Roberta Metsola, confermata presidente del Parlamento Europeo.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

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Ue, Tajani “L’Italia può aspirare a commissario importante”

VILLA SAN GIOVANNI (REGGIO CALABRIA) (ITALPRESS) – “Io credo che l’Italia per la sua importanza debba avere un commissario importante e, perchè no, anche una vicepresidenza”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del G7 Commercio, a Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria.
“Sarà naturalmente il presidente del Consiglio a trattare, ma ha certamente il mio sostegno affinchè ci possa essere una richiesta di un portafoglio qualificante. La partecipazione dell’Italia è fondamentale per l’Unione Europea”, ha aggiunto.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Brasile, Mattarella visita le zone alluvionate di Porto Alegre

PORTO ALEGRE (BRASILE) (ITALPRESS) – “Sono arrivato per testimoniare la vicinanza dell’Italia per quello che è avvenuto nel mese di maggio”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Porto Alegre in Brasile, colpita lo scorso maggio da una devastante alluvione. “Il numero delle vittime e la gravità dei danni hanno colpito la nostra pubblica opinione”, ha sottolineato il capo dello Stato. “Abbiamo tante cose in comune tra brasiliani e italiane: sensibilità, cultura e rapporti personali. Ci tenevo a essere presente qui per esprimere la nostra vicinanza, la solidarietà e il nostro sostegno, nell’amicizia così forte che lega Brasile e Italia”, ha ribadito il presidente. “Tanti italiani sono venuti qui, accolti a braccia aperte e generosamente, c’è stato anche Giuseppe Garibaldi”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

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Philipsen vince in volata e fa tripletta al Tour

NIMES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Terza volata vincente di Jasper Philipsen sulle strade del Tour de France 2024. Il 26enne corridore belga della Alpecin-Deceuninck, dopo l’ultima giornata di riposo, si è imposto allo sprint anche al termine della 16esima tappa, la Gruissan-Nimes, superando il tedesco Phil Bauhaus (Bahrain Victorius) ed il norvegese Alexander Kristoff (Uno-X-Mobility), rispettivamente secondo e terzo. Caduta nel finale per l’eritreo Biniam Girmay (Intermarchè-Wanty), che mantiene la maglia verde di leader della classifica a punti. In una tappa con caldo torrido che ha visto un tentativo di fuga del francese della TotaleEnergies Thomas Gachignard, nulla cambia nella generale, con lo sloveno Tadej Pogacar (Uae Emirates) saldamente in maglia gialla. Domani la 17esima frazione della Grande Boucle, la Saint Paul Trois Chateaux-Superdevoluy di 177,8 chilometri.
– Foto Ipa Agency –
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In aumento le infezioni sessualmente trasmesse. Per HIV focus sulla PrEP

ROMA (ITALPRESS) – Infezioni Sessualmente Trasmesse – IST al centro dell’attenzione in piena estate: i contagi da Clamidia, Gonorrea, Sifilide sono in preoccupante aumento in Italia, anche a causa della poca informazione.
Per l’HIV, a lungo l’infezione a trasmissione sessuale più temuta, oggi sono disponibili i nuovi trattamenti antiretrovirali che permettono di cronicizzare l’infezione, rendendo la qualità e la durata della vita delle persone con l’infezione simile alla popolazione generale, ma restano ancora troppe diagnosi tardive. La PrEP permette anche di effettuare prevenzione, ma restano barriere e limitazioni.
Il virus dell’Epatite C, invece, oggi può essere addirittura eradicato definitivamente, in poche settimane e senza effetti collaterali: il problema in questo caso è la necessità di far emergere il sommerso.
Per queste infezioni occorre dunque maggiore informazione, che si deve tradurre in prevenzione e screening. Questo anche il messaggio del terzo appuntamento de “La Sanità Che Vorrei…” che si è tenuto al Ministero della Salute, intitolato “Dall’educazione sanitaria alla consapevolezza dei comportamenti: aspetti clinici e sociali”.
In attesa della pubblicazione del Notiziario ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità, i primi dati dei sistemi di sorveglianza sentinella delle IST (che raccoglie i dati di una “punta dell’iceberg”) coordinati dal Centro Operativo AIDS dell’ISS rilevano significativi incrementi nella diffusione delle IST. “I dati del 2022 mostrano un incremento delle IST soprattutto tra i giovani – sottolinea Barbara Suligoi, Direttore COA dell’ISS – Per la Gonorrea sono stati segnalati al sistema sentinella circa 1200 casi, che rispetto agli 820 del 2021 implicano un aumento del 50%. Per la Sifilide, siamo passati da 580 casi del 2021 a 700, con un aumento quindi del 20%. Questa crescita nei numeri non è solo un effetto della maggiore socializzazione che si è verificata dopo le fasi più acute della pandemia da Covid-19, in quanto si riscontra anche rispetto al 2019, quando i casi di Gonorrea erano stati 610 (quindi rispetto ad allora sono aumentati del 100%), mentre quelli di Sifilide erano 470, incrementati quindi di oltre il 50%. Anche sulla Clamidia il riscontro è analogo: dagli 800 casi del ’19, si è giunti nel 2022 a 993, con un aumento del 25%. L’aspetto più rilevante è il coinvolgimento giovanile, in particolare le ragazze under 25: la prevalenza della Clamidia tra le giovani di questa fascia d’età è del 7%, mentre sopra i 40 anni è appena 1%”.
Le conseguenze delle IST sono numerose. La Sifilide può arrivare a colpire anche il sistema nervoso centrale. La Clamidia può sviluppare malattia infiammatoria pelvica, che a sua volta può comportare problemi di fertilità o complicanze nella gravidanza; l’infezione si può manifestare con uretrite e cervicite, proctite, faringiti. Inoltre, la trasmissione dell’infezione dalla madre al bambino al momento del parto può comportare l’insorgenza di problemi oculari o polmoniti nel neonato. L’infezione da gonococco può portare a gravidanze ectopiche, infertilità, aumento di trasmissibilità di altre IST.
“I giovani spesso non sanno dove reperire informazioni e dove eseguire i necessari controlli, non si recano regolarmente presso uno specialista come avviene in età adulta con il ginecologo e l’andrologo – evidenzia Barbara Suligoi – Spesso si informano sul web, con fonti approssimative se non fuorvianti. Inoltre, alcuni fanno uso di droghe o di chemsex: considerando queste attività occasionali, non le ritengono, erroneamente, situazioni di rischio”. Specialisti di varie discipline si troveranno per affrontare questi temi anche nel X Congresso Nazionale della SIMaST – Società Interdisciplinare per lo studio delle Malattie Sessualmente Trasmissibili, che si terrà a Roma, il 17-18 ottobre.
La terapia antiretrovirale permette alle persone con HIV di avere una sopravvivenza e una qualità di vita simile alla popolazione generale. Se la terapia è assunta regolarmente, la viremia si può azzerare fino a rendere il virus non trasmissibile. I nuovi farmaci a lunga durata, i cosiddetti long acting, rappresentano il traguardo più recente raggiunto dalla ricerca, con ulteriori prospettive di sviluppo. Tuttavia, l’infezione è ancora presente e minacciosa, come dimostrano le diagnosi tardive che emergono ogni anno, con pazienti talvolta già in AIDS.
L’HIV si può anche prevenire con la Profilassi Pre-Esposizione (PrEP). La PrEP orale, la sola attualmente disponibile, si può assumere in modalità continuativa, con una pillola al giorno, oppure on demand, al bisogno, in associazione a un possibile episodio a rischio di acquisizione di HIV per via sessuale. La rimborsabilità decretata da AIFA nel 2023 ha rappresentato un passo avanti importante, ma non sufficiente. Oltre a nuove strategie di messa in atto e al superamento degli ostacoli burocratici, la comunità scientifica e la Community dei pazienti si sono espressi in favore dell’approvazione da parte di AIFA della Long Acting PrEP, che permetterebbe una copertura preventiva nei confronti dell’HIV per due mesi. La Long Acting PrEP ha già ricevuto il via libera dall’EMA; diverse ricerche italiane, inoltre, ne hanno confermato le potenzialità, tra cui il superamento di rischi legati all’aderenza e allo stigma.
I dati e i recenti studi su IST e HIV sono stati al centro della 16° edizione di ICAR – Italian Conference on AIDS and Antiviral Research, che si è svolta a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sotto l’egida della SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, con oltre mille tra clinici, ricercatori, infermieri, operatori nel sociale, volontari delle associazioni pazienti e del mondo della Community. I presidenti di questa edizione sono stati la Prof.ssa Antonella Cingolani di Roma, il Prof. Antonio Di Biagio di Genova, Massimo Farinella del Circolo Mario Mieli e Giulia Carla Marchetti di Milano.
L’impegno di SIMIT nella prevenzione e nell’informazione sull’HIV e sulle altre IST non si rivolge solo all’esterno, ma guarda anche alle future generazioni di infettivologi. Proprio a giugno, infatti, è partita la seconda edizione del progetto di formazione “SIMIT Next Generation Masterclass in HIV”, con trenta specializzandi provenienti da tutta Italia impegnati in un percorso che li porterà ad acquisire maggiore consapevolezza sulle nuove sfide poste da questo virus. “E’ fondamentale approfondire questo tema, visto che oggi in Italia vivono circa 134mila persone con HIV – sottolinea la Prof.ssa Cristina Mussini, Vicepresidente SIMIT – Si tratta di una patologia ormai cronica che bisogna imparare a trattare insieme alle comorbosità e alle complicanze che si possono verificare”.
-foto ufficio stampa Studio Diessecom –
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Ponte sullo Stretto, co-finanziamento Ue per la componente ferroviaria

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Comitato Economico Finanziario del Consiglio Europeo ha dato il via libera al co-finanziamento alla alla componente ferroviaria del progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto di Messina.
“La decisione odierna del Comitato CEF di approvare il co-finanziamento europeo alla componente ferroviaria del progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto di Messina è un riconoscimento importante sulla qualità dell’opera. Si tratta di una scelta che consolida la proficua attività di dialogo avviata dal Vicepresidente Salvini con la Commissione Europea sin dall’inizio del suo mandato”, commentano fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Delegazione di bimbi Saharawi in visita in Consiglio regionale

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio oggi ha incontrato una delegazione di otto bambini del popolo Saharawi accompagnati da Serenella Capparella, volontaria dell’associazione Asaps, e da Stefania Gasperini, presidente associazione Giro Mondo. Gli ospiti sono stati accolti dal presidente Antonello Aurigemma e dai consiglieri regionali Eleonora Mattia (che ha promosso l’evento), Emanuela Mari (Fratelli d’Italia), Marietta Tidei (Italia viva) e Claudio Marotta (Verdi e Sinistra). Presenti anche i sindaci dei comuni coinvolti nell’iniziativa.
“E’ importante far conoscere alle istituzioni la causa del popolo Saharawi, che da 40 anni vive in esilio in un campo profughi nel Sahara occidentale e non si riesce a trovare una soluzione”, ha detto Gasperini. La presidente di “Giro Mondo” ha poi spiegato che, su un totale di 137 bambini venuti in Italia con la rete Saharawi, otto sono nel Lazio, presso il comune Riano fino al 14 luglio, poi si sposteranno a Rignano e, infine, ad Anguillara. “Il 25 luglio arriverà da Mantova un altro gruppo di bambini che farà 10 giorni a Fara in Sabina, poi passeranno al comune di Sacrofano e infine ad Ariano Irpino”, ha aggiunto Gasperini.
Serenella Capparella ha messo in evidenza anche il supporto sanitario offerto alla popolazione Saharawi: “Grazie al contributo delle nostre Asl – ha detto – possiamo sottoporre i bimbi a screening sanitari e interventi chirurgici. Ad esempio, domani a Fiumicino arrivano due mamme con due bimbe di due anni e due anni e mezzo che si sottoporranno a interventi impossibili nei campi profughi dove vivono”. Capparella ha poi ringraziato le associazioni, grazie alle quali “i bambini sono lontani dal deserto nel periodo più caldo dell’anno e nella provincia di Roma trovano strutture gestite da associazioni, volontariato, Comuni e parrocchie. Girano varie regioni, Toscana, Campania, Lazio, Sicilia ed Emilia Romagna, con l’obiettivo non solo di aprirsi al mondo esterno ma anche di fare controlli accurati per capire lo stato di salute di ogni bambino”.
Accogliendo la richiesta delle associazioni, il presidente Aurigemma e i consiglieri regionali hanno preso l’impegno di ricostituire in tempi molto brevi l’intergruppo sulla vicenda del popolo Saharawi. “E’ importante riattivare l’intergruppo costituito nella scorsa legislatura e organizzare al meglio un servizio che ha determinate scadenze e quindi cercare ogni anno di recuperare risorse per ampliare sia il numero dei ragazzi che vengono sia quello dei comuni che possono dare ospitalità”, ha detto Aurigemma.
Per Eleonora Mattia “questa giornata di solidarietà e fratellanza dimostra l’unione che c’è tra il Consiglio regionale, tutti i comuni e le associazioni che da anni si occupano della questione del popolo Saharawi. Questi bambini sono nel Lazio da qualche giorno e ci faremo carico di organizzare altre iniziative per accoglierli al meglio. Oltre alla ricostituzione dell’intergruppo, in Consiglio porteremo avanti altre azioni utili alla causa, a cominciare dal dare attuazione alla legge votata nella scorsa legislatura sulla cooperazione internazionale”. Su quest’ultimo punto, Marietta Tidei ha sottolineato che “dobbiamo aumentare gli stanziamenti in bilancio per la cooperazione internazionale. Manca la parte di promuovere e favorire una progettualità. Questo però non significa che la Regione non possa adempiere agli obblighi previsti dalla legge nazionale”. Claudio Marotta ha ribadito la necessità “del riconoscimento del Fronte Polisario e della Repubblica del Sahara occidentale. C’è una solidarietà silente che monta nei nostri comuni e quindi bisogna promuovere una spinta politica in questo senso”. La presidente della commissione Affari europei e internazionali, cooperazione tra i popoli, Emanuela Mari, si è impegnata per “dare la massima disponibilità per tutti gli atti amministrativi necessari”.

– foto: Italpress

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Tumore prostata, con prevenzione e cure 91% dei pazienti sopravvive

ROMA (ITALPRESS) – Il tumore della prostata è il più diffuso tra la popolazione maschile italiana: rappresenta infatti il 19,8% di tutti i tumori diagnosticati negli uomini. Solo nel 2023, secondo i dati de “I Numeri del Cancro di AIOM”, sono state stimate 41.100 diagnosi.
Nonostante il numero crescente di diagnosi, il rischio di un esito infausto è ridotto, specialmente se la malattia viene individuata e trattata tempestivamente. In Italia, gli uomini che convivono con una diagnosi di tumore della prostata sono oggi 564.000 e la sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi è del 91%.
Da queste premesse sono iniziati oggi i lavori dell’evento istituzionale “PROSpective – Qualità di vita e tumore della prostata: evoluzione terapeutico-gestionale per il paziente”, organizzato da Cencora-Pharmalex, con il patrocinio di AIRO – Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia clinica, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Europa Uomo, SIURO – Società Italiana di Uro-Oncologia e Fondazione Longevitas e con il contributo non condizionato di Astellas Pharma.
Clinici, istituzioni e Associazioni pazienti hanno discusso come le più innovative tecniche chirurgiche e trattamenti terapeutici, garantiscono oggi ottimi risultati in quasi il 100% dei casi, a condizione che la diagnosi sia tempestiva. Inoltre, i trattamenti farmacologici hanno visto significative innovazioni, migliorando il tasso di sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti.
“Uno dei principali fattori di rischio per il tumore della prostata è l’età. La sua incidenza aumenta con il progredire degli anni e colpisce prevalentemente la popolazione maschile over 50 con un picco intorno ai 70 anni” – spiega il Prof. Andrea Tubaro, Professore Ordinario di Urologia, Direttore UOC urologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea, Roma – “Nel tumore della prostata la prevenzione, intesa come diagnosi precoce e tempestiva, riveste grande importanza. La percentuale dei pazienti che sopravvive a 5 anni dalla diagnosi è del 91%, ciò grazie a tutti gli strumenti altamente efficaci ad oggi disponibili e che possono anche essere combinati tra loro, come la chirurgia e la radioterapia, insieme a terapie di nuova generazione che ne hanno modificato il trattamento”.
Grazie alla maggiore diffusione di esami, tra cui il test PSA, è possibile una presa in carico tempestiva del paziente con tumore della prostata. Come per altre patologie oncologiche, anche il tumore della prostata richiede una corretta gestione clinico-assistenziale fondata su una piena integrazione multidisciplinare, così da garantire al paziente una presa in carico funzionale alle diverse esigenze che la patologia richiede. Nel percorso di cura è, infatti, fondamentale un approccio multidisciplinare che vede coinvolti, oltre all’urologo, anche oncologi radioterapisti, oncologi medici, anatomo-patologi, psicologi e infermieri. Nonostante le Prostate Cancer Units o Unità Prostatiche Multidisciplinari rappresentano il modello di riferimento per un’adeguata ed efficiente gestione del più diffuso tumore maschile, di cui le strutture sanitarie dispongono, in Italia esiste un bisogno di multidisciplinarietà sottolineato dai pazienti. Secondo la recente indagine di Cittadinanzattiva, emerge che l’84,5% dei pazienti con tumore della prostata chiede di essere preso in carico da un team multidisciplinare .
“Il tumore della prostata spesso è asintomatico all’esordio, è pertanto di vitale importanza una sua diagnosi quanto più precoce possibile, prestando tuttavia attenzione al rischio di diagnosticare forme clinicamente non importanti e da non trattare (sorveglianza attiva), motivo del fallimento dei programmi di screening basati sul PSA. Oggi, la disponibilità di strumenti diagnostici sempre più precisi e di innovative conoscenze biologiche, unite a nuove opzioni terapeutiche, sta cambiando il decorso di questa patologia, riuscendo ad allungare l’aspettativa di sopravvivenza e a garantire una buona qualità di vita ai pazienti.” – spiega il Prof. Sergio Bracarda, Presidente Società Italiana di Uro-Oncologia, SIUrO e Direttore della struttura complessa di Oncologia medica e traslazionale e del dipartimento di Oncologia presso l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni – “In quest’ottica nel paziente oncologico prostatico, l’approccio multidisciplinare basato sulla sinergia e competenza di più specialisti coinvolti, tra cui oncologo, radioterapista e urologo, che collaborano fra loro, permette di porre il paziente al centro del percorso di diagnosi e cura sempre più personalizzate in tutte le fasi della malattia”.
Il nodo cruciale emerso nel trattamento dei pazienti con tumore della prostata è, ancora oggi, la necessità di definire Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali (PDTA) certificati, dove l’approccio multidisciplinare è fondamentale per garantire una presa in carico tempestiva, integrata ed efficiente del paziente.
“In una società in cui la vulnerabilità maschile non ha diritto di cittadinanza, discutere della sofferenza degli uomini diventa un atto di dolce forza per un sistema socio-sanitario sempre più equo e orientato al benessere totale del cittadino-paziente. Sotto l’ideale culturale dell’individuo sempre sano e forte, troppi uomini nascondono il proprio malessere e trascurano i segnali di malattia. Ribadisco, quindi, la necessità di una maggiore sensibilizzazione sul tema e il ruolo preponderante di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali ben strutturati, che prevedano un approccio multidisciplinare e personalizzato, in grado di rispondere alle esigenze specifiche di ogni paziente, riconoscendo e affrontando anche gli aspetti psicologici e sociali legati alla malattia. Solo così potremo migliorare ulteriormente il tasso di sopravvivenza e la qualità della vita di chi è colpito dal cancro della prostata.” – così il Senatore Antonio Guidi, membro della commissione Affari sociali e Sanità e della commissione Cultura del Senato, già ministro alla Famiglia e neuropsichiatra.
Nel tumore alla prostata il percorso è chiaro e va dalla diagnosi precoce, attraverso programmi di screening, fino alla diagnosi tempestiva che porta al trattamento grazie a team multidisciplinari. L’innovazione terapeutica, sempre più avanzata e meno invasiva, sta contribuendo ad aumentare la durata della vita e a migliorare il benessere dei pazienti.
Fulvio Berardo, amministratore delegato di Astellas Italia, ha commentato: “Una diagnosi di tumore ha un impatto significativo sulla vita e sulle prospettive non solo del paziente, ma anche dei suoi familiari. Per garantire una gestione ottimale del tumore della prostata, è di fondamentale importanza sensibilizzare gli uomini adulti affinchè superino le barriere, i tabù e le resistenze che spesso ostacolano l’accesso alla diagnosi precoce. Riuscire a individuare il tumore in fase iniziale, anche prima che compaiano i sintomi, rappresenta un fattore determinante per aumentare le possibilità di guarigione, ridurre la mortalità e migliorare la qualità della vita dei pazienti. E’ inoltre importante che le persone con carcinoma prostatico possano poter accedere a percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari che permettano una presa in carico olistica del paziente. Negli ultimi dieci anni, Astellas ha compiuto notevoli progressi nella ricerca in campo oncologico con l’obiettivo di sviluppare soluzioni che possano migliorare la salute delle persone e ridefinire gli standard di cura”.
-foto ufficio stampa Pharmalex –
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