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Kessie e Saelemaekers, Milan batte Salernitana 2-0

MILANO (ITALPRESS) – Seconda vittoria consecutiva per il Milan che torna al successo a San Siro regolando con il punteggio di 2-0 una Salernitana troppo remissiva. I rossoneri mettono le cose in chiaro già in avvio trovando il doppio vantaggio dopo diciotto minuti grazie alle reti di Kessie e Saelemaekers, legittimando una schiacciante superiorità per tutti i novanta minuti senza però trovare altri gol. Al 5′, alla prima vera azione i padroni di casa passano subito avanti: straordinaria percussione a sinistra di Leao che salta due avversari e mette dentro per Kessie, lesto ad anticipare tutto con il sinistro per il momentaneo 1-0. Dopo un infortunio muscolare per Pellegri, uno degli osservati speciali del match, arriva il raddoppio al 18′ con Saelemaekers, abile a trovare il primo gol in campionato con un preciso sinistro a giro dopo una bella azione nata dai piedi del duo Leao-Diaz. I rossoneri potrebbero aumentare già il divario nei primi 45 minuti ma Krunic e Kessie difettano di mira.
Nella ripresa girandola di cambi con Colantuono che rivoluziona l’attacco inserendo Bonazzoli e Djuric alla ricerca di una maggior verve offensiva ma è sempre il Milan a tenere il pallino del gioco in mano fallendo più volte l’occasione per arrotondare il punteggio, soprattutto con Messias e Diaz, trovando sulla sua strada un attento Belec. Chiusa la pratica campionato, per i rossoneri testa subito rivolta alla decisiva sfida di Champions League contro il Liverpool mentre per i granata serve un urgente cambio di rotta per non farsi scappare ulteriormente il treno salvezza.
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Covid, 16.632 nuovi casi e 75 decessi nelle ultime 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 16.632 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 17.030) a fronte di 588.445 tamponi effettuati su un totale di 121.173.417 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità di oggi. Nelle ultime 24 ore sono stati 75 i decessi (ieri 74), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 134.152. Con quelli di oggi diventano 5.094.072 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 223.718 (+7.564), 210.061 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 5.385 di cui 708 in terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 4.736.202 con un incremento di 8.988 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (2.990), poi il Veneto (2.560), il Lazio (1.832), l’Emilia Romagna (1.610) e la Campania (1.216).
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Covid, l’impatto sul commercio internazionale sarà duraturo

ROMA (ITALPRESS) – Si è tenuta questa mattina nell’ambito della settima edizione della Conferenza Rome MED – Mediterranean Dialogues – promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Italiana e ISPI – la tavola rotonda virtuale “Building up supply chain’s resiliency in a post pandemic Mediterranean: regional trade, digitalization and technological innovation”.
La pandemia sembra essere su una traiettoria in lento declino: il suo impatto sulla produzione globale e sul commercio internazionale sarà duraturo. La chiusura delle frontiere e la sospensione di diverse attività commerciali hanno avuto un impatto significativo sulle aziende, interrompendo e danneggiando inevitabilmente le catene di approvvigionamento in tutte le regioni. Poichè si prevede che il commercio internazionale subirà trasformazioni significative nei decenni futuri, costruire la resilienza delle catene di approvvigionamento significa rafforzare il mercato regionale, l’integrazione economica e investire nella digitalizzazione e nell’innovazione tecnologica. La digitalizzazione è fondamentale anche per combattere il traffico illecito, poichè migliora la tracciabilità e l’autenticazione, oltre a contribuire alla prevenzione di frodi e contraffazioni, garantendo così la sicurezza dei prodotti e delle catene di approvvigionamento. Nella regione del Mediterraneo, che rimane un crocevia altamente strategico per il commercio globale, una cooperazione più profonda e un migliore coordinamento nel campo dell’innovazione tecnologica e digitale possono mitigare le minacce e le vulnerabilità delle catene di approvvigionamento che offrirebbero un’opportunità per rafforzare il commercio regionale.
Secondo Manlio Di Stefano, Sottosegretario agli affari esteri, “La discussione odierna ci ha offerto l’opportunità di riflettere su alcuni scenari post-pandemia che interessano la dimensione della sicurezza nel Mediterraneo allargato, cercando di elaborare nuove politiche per affrontarli. Dobbiamo garantire che i suoi effetti non lascino indietro le persone e che la criminalità organizzata non approfitti delle circostanze attuali”.
“L’epidemia di COVID-19 ha aumentato l’importanza delle catene di approvvigionamento, nel bacino del Mediterraneo, come in altre regioni del mondo, spingendo i governi ad intraprendere azioni per accelerare la digitalizzazione e per adattarsi in modo più efficiente e resiliente agli effetti del cambiamento climatico, il governo algerino ha messo in atto diverse misure per rilanciare l’economia digitale e le startup tecnologiche e ha lanciato un ambizioso programma per l’economia della conoscenza”, ha sottolineato Yacine El Mahdi Oualid, Ministro algerino per la Knowledge Economy e le Startups.
“Uno degli aspetti forse più peculiari della crisi pandemica è che si sta assistendo ad una crisi dell’offerta. I fattori determinanti sono vari: il distanziamento sociale, l’assottigliamento delle scorte per via della progressiva adozione della logica del just-in-time, la progressiva concentrazione geografica nella produzione di numerosi beni, la circostanza che i problemi di fornitura hanno interessato industrie upstream, cioè quelle che si trovano a monte di molte filiere, l’accumulazione precauzionale che ha accentuato la scarsità di molti beni determinando il c.d. “effetto-frusta” (bullwhip effect). Serve un cambio paradgimatico nella costruzione delle supply chain – anche per governare le spinte inflattive -passando dal criterio dell’efficienza a quello della resilienza. Questo passaggio può trovare nella tecnologia ed in particolare nella Digital Ledger Technology un importante alleato”, ha commentato Marcello Minenna, direttore agenzia italiana delle dogane.
Secondo Hafed Belhadj, Chief Procurement Officer, Philip Morris international “Il commercio illecito si adatta rapidamente: la pandemia COVID-19 ha dimostrato che le reti criminali, per loro stessa natura, sono flessibili, opportunistiche e non fanno discriminazioni su ciò che commerciano illegalmente ogni giorno. Il commercio illecito è anche un fenomeno globale ed è organizzato. Le reti criminali contrabbandano merci illegali attraverso i confini, stabiliscono operazioni illegali in zone scarsamente monitorate e creano disordini sui commerci legittimi, destabilizzando comunità e Paesi in tutto il mondo. Proprio per questo motivo la collaborazione è un fattore fondamentale per il successo contro il commercio illecito. La comunità internazionale semplicemente non può permettersi di lavorare in silos. E’ necessario continuare a compiere passi in avanti verso una reale collaborazione tra settore pubblico e privato”.
“La cooperazione e il partenariato sono fondamentali per garantire la pace e la sicurezza nel Mediterraneo, in particolare per quanto riguarda le minacce criminali”, ha sottolineato Alfredo Nunzi, Acting Deputy Executive Director Governance di Europol.
“La regione ha bisogno di una maggiore cooperazione Sud-Sud e Nord-Sud, per la promozione dei flussi di investimento regionali per finanziare progetti comuni e consentire trasferimenti di tecnologia e know-how più rapidi, su una scala più ampia di quanto realizzato finora” ha aggiunto Blanca Moreno Dodson, Direttrice del Center for Mediterranean Integration.
Secondo Vural Ocali di ARKAS Holding “Per combattere il traffico illecito è necessario ottenere una stretta cooperazione e soprattutto un coordinamento di conoscenze ed esperienze tra i vettori, le autorità doganali, le forze dell’ordine e i proprietari di marchi”.
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L’assessore Costalonga alla cerimonia in onore di Santa Barbara

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L’assessore comunale Sebastiano Costalonga, ha presenziato questa mattina, nella chiesa di Santa Maria dei Carmini a Venezia, alla Messa in onore di santa Barbara, di cui oggi ricorre la festività. Presente alla cerimonia, con altre autorità cittadine e militari, tra cui il questore di Venezia, Maurizio Masciopinto, una significativa rappresentanza del Corpo dei Vigili del Fuoco, di cui la santa è patrona, guidata dal comandante provinciale, Mauro Luongo. Al termine del rito, nel corso del quale è stata esposta anche una preziosa reliquia della Santa, si è svolta la cerimonia di consegna dei diplomi e dei riconoscimenti ai Vigili del fuoco che si sono distinti in servizio in questi ultimi, difficili, mesi.
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Allegri “Ora torniamo a vincere anche in casa, l’ambiente è sereno”

TORINO (ITALPRESS) – “Dobbiamo cercare di tornare a vincere anche in casa, dove ne abbiamo già perse tre. Il Genoa viene da due sconfitte e un pari con Shevchenko, che è un allenatore molto bravo nonostante sia giovane, ha fatto ottimi risultati con l’Ucraina. E col Genoa sono sempre stata partite difficili: è una partita da vincere, da affrontare nel miglior modo possibile”. Massimiliano Allegri vuole dare continuità al 2-0 di Salerno e la sfida di domani allo Stadium contro il Grifone è una buona chance per cancellare il ko di una settimana fa con l’Atalanta. “Quella di Salerno è stata una buona partita ma deve essere la base di quello che dobbiamo fare da qui a giugno. Domani non possiamo permetterci di steccare”. Ancora out De Sciglio e McKennie (“la settimana prossima dovrebbero tornare in gruppo”) oltre a Ramsey, Allegri conferma Pellegrini e Kulusevski, in mezzo toccherà di nuovo a Locatelli: “Sta ancora in piedi…”. Da decidere chi affiancherà l’ex Sassuolo, con Rabiot (“gioca in nazionale nei due di metà campo e fa meglio quel ruolo lì che la mezz’ala”) e Arthur (“un ottimo professionista, quando è stato chiamato in causa ha fatto la sua parte ed è un buon segno”) che si candidano a una maglia. Davanti solito ballottaggio: “A Salerno Morata è entrato e ha fatto bene come Kean, domani mattina valuterò, ma sono contento di tutti e due”. Inevitabile parlare dell’inchiesta sulle plusvalenze ma Allegri assicura: “La serenità all’interno dell’ambiente è totale, dobbiamo cercare di vincere un pò di partite e fare un filotto. Sul resto non ho niente da commentare, la società si è già espressa con dei comunicati, noi dobbiamo pensare solo al campo, la società ci dà totale serenità e tranquillità”.
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Brugnaro all’evento “Incontriamoci a Venezia per parlare del futuro dell’Europa”

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Quale futuro per l’Europa? Se ne è parlato oggi a Venezia in occasione del primo dei dieci incontri coordinato dal Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri in programma negli atenei d’Italia.
Organizzato in collaborazione con il servizio Europe Direct del Comune di Venezia e l’Università Ca’ Foscari, che ha ospitato l’evento nell’Aula Magna “Silvio Trentin”, a Ca’ Dolfin, la conferenza “Incontriamoci a Venezia per parlare del futuro dell’Europa” è stata aperta dall’intervento della rettrice Tiziana Lippiello. Sono seguiti quelli di Diana Agosti, capo del Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del prorettore alle Relazioni internazionali e Cooperazione internazionale dell’Università Ca’ Foscari, Fabrizio Marrella, e del sottosegretario per le Politiche e gli Affari Europei, Vincenzo Amendola che ha sottolineato l’importanza di dare il via al ciclo di incontri a Venezia “Capitale d’Europa e capitale dell’intelligenza europea”.
Al centro dell’iniziativa, la città di Venezia con le tematiche ‘Unione Europea nel mondo’ e ‘Cambiamento climatico e Ambiente’, affrontate nel corso del dibattito dal sindaco Luigi Brugnaro che ha posto l’accento sul tema dell’energia: “Parlare di transizione energetica è giusto ma bisogna capire cosa si intende per ‘transizione’: serve concretezza per arrivare all’obbiettivo. Bisogna avere una visione ampia e lavorare in sinergia per essere competitivi e raggiungere il risultato” sono le parole del primo cittadino che, ricordando i traguardi raggiunti in tema di salvaguardia dell’ambiente, ha sottolineato il primato di Venezia negli ultimi tre anni sul fronte della raccolta differenziata in Italia.
Strettamente collegato il tema dell’idrogeno, ha ribadito Brugnaro ricordando: “La nascita del primo distributore a idrogeno fisso in Italia, che sarà realizzato a Mestre” e il futuro di Porto Marghera. “Oggi parlare di sostenibilità significa parlare anche della sostenibilità del bilancio – ha aggiunto il sindaco ricordando che l’Europa, dove si stabiliscono le priorità per le sfide del domani, è il terreno sul quale bisogna sapersi confrontare mettendo a frutto le proprie competenze – Sostenibilità vuol dire anche bilancio sociale, ovvero pensare alla creazione di nuovi posti di lavoro, anche attraverso la riqualificazione di terreni e impianti”.
Il secondo tema affrontato da Brugnaro è stato quello dell’Università, un’altra grande sfida per il futuro della città: “Lo sviluppo dell’Università è una delle risposte per lo sviluppo di Venezia, che può contare su atenei di grande prestigio. Le famiglie investono sullo studio dei propri figli, si aspettano che questi vadano a studiare e possano trovare un futuro in una città dove si viva bene, sicura, dove ci siano delle attrazioni, ma soprattutto delle opportunità di lavoro” ha detto il primo cittadino citando il caso Boston, città che negli anni ha saputo riqualificarsi per essere oggi importante centro di ricerca universitaria, osservato speciale di numerose imprese pronte a scommettere sulle nuove generazioni. “Attualmente nelle Università di Venezia sono iscritti 28 mila studenti – ha aggiunto Brugnaro – l’obbiettivo, nell’arco dei prossimi 5-10 anni, è di incrementare la popolazione studentesca arrivando a 50 mila iscritti: questo sarebbe il parametro che ci consentirebbe di diventare, a livello universitario, città di fascia alta come ci meritiamo. Questo risultato si raggiunge grazie alla cooperazione, lavorando assieme per far sì che la città possa incrementare la propria offerta”. Un aspetto strettamente legato alla sostenibilità, è quello dello spopolamento dei centri storici: “Questo è un tema europeo, – ha concluso Brugnaro – che non riguarda solo Venezia. In Italia ma anche nel resto del mondo è un problema legato all’elevato costo della conservazione architettonica dei centri storici. Su questo fronte bisognerà ulteriormente lavorare al fine di reperire nuove residenze ai ragazzi che sceglieranno Venezia per il loro percorso di studi. Gli studenti sono una ricchezza per Venezia, dobbiamo fare in modo che diventi la città dove possano investire per il proprio futuro”.
Al termine del dibattito, moderato dal giornalista Roberto Papetti, nel pomeriggio si è svolto un workshop con gli studenti che hanno discusso, anche sulla base degli spunti emersi dagli interventi del dibattito, sui temi della Conferenza sul futuro dell’Europa. Le loro idee e proposte saranno inserite nella piattaforma multilingue digitale della Conferenza sul futuro dell’Europa e nel sito del Dipartimento per le Politiche Europee.

Università, Messa “Problema valorizzazione dei nostri laureati”

COURMAYEUR (ITALPRESS) – “Il problema maggiore è la valorizzazione dei nostri laureati. Stiamo cercando di lavorare insieme all’industria per iniziare a colmare questo gap di competenze, e poi sto chiedendo al mondo del lavoro di valorizzare sia nel privato che nel pubblico. Ci sono concorsi nella PA che a volte vanno deserti nelle materie Stem”. Queste le parole di Maria Cristina Messa, ministro dell’università e della ricerca, a ‘Live in Courmayeur’ a Sky TG24. E sulle differenze dell’Università sul territorio italiano assicura che “Il 40% dei fondi del Pnrr andranno al Sud, in gran parte per ridurre il gap”. Sul test d’ingresso a Medicina la ministra aggiunge: “invece di aver un giorno all’anno e basta, fare un percorso che parta da orientamento, autovalutazione dal quarto anno delle superiori e un test che non riguardi solo la conoscenza, credo possa essere più accettabile. E’ chiaro che con 70 mila domande, tanti giovani bravissimi possono restare esclusi”. “Studiare all’estero fa crescere moltissimo, poi la decisione di restare in Italia o meno è legata alle opportunità ed è qualcosa su cui lavoriamo forte – spiega in risposta a un’altra questione – In realtà abbiamo un aumento delle iscrizioni negli ultimi anni e nei corsi più gettonati abbiamo dovuto mettere il numero programmato. Il nostro punto di forza è quello di avere una formazione teorica molto trasversale e non troppo specialistica. L’altro lato della medaglia è che può sembrare lontano dal mondo della professione e dall’introduzione della tecnologia”.
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Ghirelli “Da riforma campionati passa la sostenibilità del calcio”

PALERMO (ITALPRESS) – “La riforma dei campionati è l’occasione imperdibile per dare una mano al calcio italiano e dare sostenibilità ai nostri club”. Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, non arretra di un millimetro: quello della riforma è un tema che da sempre lo ha visto in prima linea, e non solo per il bene della sua serie C. “Il calcio italiano non ha mai ragionato a sistema ed è per questo che abbiamo bisogno della riforma dei campionati: è ragionando a sistema che il calcio italiano può tornare a essere competitivo a livello europeo e internazionale – è la premessa di Ghirelli, ospite nella sede palermitana dell’Agenzia Italpress – Deve esserci un’architettura precisa, in cui ogni campionato abbia la propria mission. La Premier League, per esempio, ha deciso di finanziare le leghe sottostanti acquisendo la leadership del processo e noi abbiamo bisogno che la serie A faccia altrettanto. In un’ottica di sistema per esempio, essendo noi i formatori degli arbitri, la Var servirebbe più in C che in A: gli errori da noi sono maggiori perchè sono giovani in formazione e servirebbe come strumento educativo per migliorarli rapidamente in vista di serie B e serie A. Se la serie A non capisce questo discorso, il problema è serio”. Quello del calcio italiano è un “problema di sostenibilità, di regole, di eliminare certe distorsioni. E di rendere coerente anche il progetto di mister Mancini che ha vinto con una squadra di giovani: nessun campionato italiano risponde a quel progetto, da qui la difficoltà del calcio italiano di reggere il livello raggiunto da Mancini”. Ghirelli non ne fa una questione numerica perchè “siamo l’unica Lega che ha fatto un’autoriforma tagliando un terzo dei suoi club, da 90 a 60, ma non abbiamo risolto i problemi che avevamo perchè c’è un problema di sistema. La domanda di fondo è: serve la serie C? Se deve servire a scimmiottare la serie A o la serie B, bisogna scioglierla – le sue parole all’Italpress – Se serve ad avere un forte collegamento territoriale sul sociale, a formare i giovani talenti italiani, e intendo non solo calciatori ma anche allenatori, arbitri, dirigenti, medici, allora è una palestra e serve un investimento materiale, cioè infrastrutture sportive, e immateriale, ovvero allenatori, preparatori atletici, scienziati dell’alimentazione, quelli che sanno come lavorare con i giovani. E bisogna farli giocare, divertirsi, dargli la possibilità di crescere”. Ma la sostenibilità del calcio italiano passa anche dai fondi del Pnrr (“abbiamo un’occasione irripetibile per rigenerare gli stadi o in alcuni casi rifarli completamente”) e soprattutto “dalla qualità e formazione dei dirigenti: bisogna trasformare i club in imprese e per farlo bisogna mettere alla testa dei club, nei punti chiave, professionalità elevate. E’ la priorità delle priorità”, sottolinea Ghirelli all’Italpress.
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