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Acque minerali, Fortuna “Impegno concreto e non ideologico per l’ambiente”

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ROMA (ITALPRESS) – “Fateci lavorare, abbiate fiducia e non portate avanti questioni ideologiche perché l’ideologia non appartiene a chi lavora nell’industria: servono fatti chiari, documentati e reali”. Così Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, la Federazione Italiana delle industrie delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress. “Sulla sostenibilità – ha spiegato Fortuna – il governo ha accelerato il recepimento dell’ultima direttiva europea sulle plastiche cosiddette monouso, anche se è un equivoco che nelle plastiche monouso sia stata inserita la bottiglia d’acqua minerale: non è monouso perché si ricicla e si fa un’altra bottiglia”. “Quando ancora non si parlava di sostenibilità, cioè il dibattito non era così forte – ha evidenziato -, noi abbiamo investito con tecnologia avanzata soprattutto nell’ecodesign, cioè nella riprogettazione della bottiglia, e in dieci anni abbiamo ridotto del 40% il peso delle nostre bottiglie. In questi dieci anni, però, il mercato è cresciuto del 30%. Oggi quindi immettiamo sul mercato la stessa quantità di plastica di dieci anni fa. Abbiamo assolto ante litteram il primo obiettivo della direttiva europea”. Poi vicepresidente di Mineracqua ha parlato del Pet, spiegando che si tratta di “un polimero inerte, che ha caratteristiche chimico-fisiche e meccaniche notevoli, ideale per contenere alimenti e in particolare l’acqua perché nella sua potenza chimico-fisica ha caratteristiche tali che preservano la sua condizione originaria. Questo polimero, il Pet – ha aggiunto -, è riciclabile al 100%. Chiudiamo davvero il circolo dell’economia circolare: la bottiglia di oggi è la bottiglia di domani”.

Fortuna ha annunciato che su questo tema uscirà una campagna che si ispira a un racconto inventato per i suoi nipoti. Una storia, ha spiegato, tornata “in mente per cercare di rispondere al cumulo di fake che leggiamo tutti i giorni ma anche a quel fenomeno – ha spiegato – di chi si ammanta di sostenibilità quando non è sostenibile”. “Noi – ha poi aggiunto – veniamo strumentalizzati perché il nostro è un prodotto civetta, importante. Quando vai al supermercato trovi l’acqua che vuoi tu, della zona che vuoi tu e al prezzo che vuoi tu. È veramente un mercato democratico”. Una riflessione anche sull’aspetto sociale e culturale. “Nel nostro rapporto, che abbiamo inviato ai ministeri e al governo quando si discuteva della tassa sulla plastica – ha affermato -, c’è un punto che dice che questa tassa non colpisce i comportamenti ma le industrie e alla fine colpirà i lavoratori. È un importo che non è sostenibile rispetto ai prezzi italiani perché in Italia l’acqua minerale costa meno che in tutta Europa. È una tassa – ha continuato – un po’ ideologica, pesante e insostenibile per le imprese. E non colpisce i comportamenti, la mancanza di senso civico e di educazione civica”. Per Fortuna, invece, “l’intervento sui comportamenti è fondamentale. Leggiamo dell’isola di plastica che galleggia. Da dove vengono questi accumuli? Dagli scarichi di fiumi africani e indiani. L’Ispra – ha continuato – ha fatto un’indagine sul mare Adriatico: il 65% della plastica che hanno raccolto viene dall’attività marittima della pesca”.

Per il futuro, secondo il vicepresidente di Mineracqua, occorre lavorare su alcuni obiettivi. “Siamo impegnati – ha affermato – nell’utilizzare la bottiglia dopo il riciclo: dobbiamo lavorare sulla possibilità di riprenderci quella bottiglia, riciclare quella plastica e rifare una nuova bottiglia” perché “la plastica che va a riciclo viene intercettata prima di noi da altri settori”. “Nel recepimento della direttiva sulle plastiche monouso – ha precisato – il governo, coraggiosamente ed encomiabilmente, ha introdotto il principio del rientro in possesso”. Sull’economia circolare ha sottolineato: “Se ne parla, lavoriamoci adesso e diamo anche gli incentivi alle aziende. L’economia circolare è fatta dalle imprese. Il presidente del Consiglio – ha proseguito – ha detto una cosa molto intelligente al G20: sulla sostenibilità raccogliamo le risorse dell’industria privata, pubblica, delle banche, cominciamo a investire. Per esempio – ha continuato -, si parla di sostituire la plastica della bottiglia. Ma con che cosa? Bisogna trovare un materiale alternativo che dia le stesse garanzie di sicurezza ma anche che abbia una compatibilità di costo per farlo su scala industriale”. Infine, in merito alla situazione attuale, anche alla luce della pandemia, Fortuna si è soffermato sul “mercato della grande distribuzione che si è ripreso e funziona bene. Crediamo di chiudere il 2021 a +3 o +4%. Il mercato horeca – ha aggiunto – ha recuperato molto ma era sprofondato a -90. Noi siamo ottimisti, se non fosse che da pochi mesi è partito un rialzo dei costi delle materie prime e dei trasporti”. In ogni caso “i segnali sono positivi e da parte nostra – ha concluso – c’è sempre grande entusiasmo nel lavorare”.

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Per il 93% degli zillennials compravendita usato è scelta sostenibile

ROMA (ITALPRESS) – Il 90% degli under 40 sceglie almeno occasionalmente il mercato del Second Hand, per il 93% di Millennials e GenZ comprare e vendere articoli usati è una scelta sostenibile che rispetta l’ambiente. Dare una seconda vita agli oggetti è il desiderio del 52% degli Zillennials.
Wallapop ha commissionato a BVA Doxa una ricerca dal titolo “GenZ&Millennials: due generazioni a confronto” che indaga in particolare il tema della compravendita di oggetti usati mettendo a confronto le abitudini dei giovani dai 18 ai 40 anni.
Il primo dato che emerge è che l’acquisto di oggetti usati è ormai un fenomeno globale: il 90% degli under 40 lo pratica almeno occasionalmente e oltre la metà (52%) in modo regolare.
La “Second Hand” per GenZ e Millennials è una scelta sostenibile che rispetta l’ambiente (93%), intelligente (92%), che rende accessibili anche prodotti di alta gamma (30%) e permette di “togliersi” qualche sfizio senza costi eccessivi (28%).
“Ridare vita agli oggetti” (52%) diventa però il desiderio principale di entrambe le generazioni, nell’ottica di un’economia circolare che sembra ormai diventata parte integrante delle abitudini quotidiane.
“Comprare articoli di seconda mano”, commenta Giuseppe Montana, Head of Internationalization di Wallapop, “è il modo perfetto per acquistare quello di cui si ha bisogno a un prezzo più vantaggioso e assicurarsi un guadagno extra grazie agli oggetti che non si usano più. Ma è anche molto di più perchè ogni acquisto su Wallapop alimenta un consumo responsabile, allungando la vita dei prodotti ed evitando la loro sovrapproduzione”.
Se sul tema della compravendita di oggetti usati entrambe le generazioni sembrano mantenere una linea comune, diversa invece la percezione del “possesso” e della “condivisione” dei propri oggetti: è infatti la GenZ a essere più propensa a condividere (30%): gli oggetti non vanno tanto posseduti, quanto usati in condivisione, il che permette anche di abbassare i costi dell’utilizzo.
Oggi quindi il mercato del “second hand” è tutt’altro che fuori moda, è anzi molto più vicino al concetto di sostenibilità intelligente che sembra mettere d’accordo due generazioni apparentemente così diverse come Millennials e GenZ.
Wallapop è la piattaforma leader nella compravendita di prodotti second hand, che promuove un modello di consumo responsabile e sostenibile. E’ sbarcata a settembre sul mercato italiano. L’app offre a 43 milioni di potenziali utenti del Paese la possibilità di mettere in vendita oggetti in ottimo stato e ancora perfettamente funzionanti ma che non utilizzano più da tempo.
Il servizio connette una comunità di 15 milioni di utenti e ha dato una seconda vita a oltre 180 milioni di articoli dalla sua nascita ad oggi.
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Fortuna “La plastic tax è ideologica, per la sostenibilità serve altro”

ROMA (ITALPRESS) – “Fateci lavorare, abbiate fiducia e non portate avanti questioni ideologiche perchè l’ideologia non appartiene a chi lavora nell’industria: servono fatti chiari, documentati e reali”. Così Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, la Federazione Italiana delle industrie delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress.
“Sulla sostenibilità – ha spiegato Fortuna – il governo ha accelerato il recepimento dell’ultima direttiva europea sulle plastiche cosiddette monouso, anche se è un equivoco che nelle plastiche monouso sia stata inserita la bottiglia d’acqua minerale: non è monouso perchè si ricicla e si fa un’altra bottiglia”.
“Quando ancora non si parlava di sostenibilità, cioè il dibattito non era così forte – ha evidenziato -, noi abbiamo investito con tecnologia avanzata soprattutto nell’ecodesign, nella riprogettazione della bottiglia, e in dieci anni abbiamo ridotto del 40% il peso. In questi dieci anni, però, il mercato è cresciuto del 30%. Oggi quindi immettiamo sul mercato la stessa quantità di plastica di dieci anni fa. Abbiamo assolto ante litteram il primo obiettivo della direttiva europea”.
“Nel nostro rapporto, che abbiamo inviato ai ministeri e al governo quando si discuteva della tassa sulla plastica – ha affermato -, c’è un punto che dice che questa tassa non colpisce i comportamenti ma le industrie e alla fine colpirà i lavoratori. E’ una tassa – ha aggiunto – un pò ideologica, pesante e insostenibile per le imprese. E non colpisce i comportamenti, la mancanza di senso civico e di educazione civica”.
Per il futuro “siamo impegnati – ha spiegato il vicepresidente di Mineracqua – nell’utilizzare la bottiglia dopo il riciclo: dobbiamo lavorare sulla possibilità di riprenderci quella bottiglia, riciclare quella plastica e rifare una nuova bottiglia” perchè “la plastica che va a riciclo viene intercettata prima di noi da altri settori”. In merito alla situazione attuale, anche alla luce della pandemia, Fortuna si è soffermato sul “mercato della grande distribuzione che si è ripreso e funziona bene. Crediamo di chiudere il 2021 a +3 o +4%. Il mercato horeca – ha aggiunto – ha recuperato molto ma era sprofondato a -90. Noi siamo ottimisti, se non fosse che da pochi mesi è partito un rialzo dei costi delle materie prime e dei trasporti”. In generale, “i segnali sono positivi e da parte nostra – ha concluso – c’è sempre grande entusiasmo nel lavorare”.
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Violenza contro le donne, Mattarella “Educare al rispetto e alla parità”

ROMA (ITALPRESS) – “Questa Giornata impone di confrontarci, ogni anno, con numeri intollerabili che testimoniano una continua, diffusa e ancora inestirpabile violenza contro le donne. La nostra società è ancora pervasa, in differenti territori e in svariati contesti, da episodi di violenza, verbale, economica, fisica, frutto dell’idea, inaccettabile, che l’uomo possa prevaricare sulla donna utilizzando la forza”. Lo afferma, in una nota, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della “Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne”.
“In molti casi – aggiunge – la violenza contro le donne supera il rapporto di coppia e si riversa anzitutto sui bambini, ma anche su altri familiari, amici e persone che tentano di intervenire per arginare questa folle spirale. In tutti i casi, la violenza contro le donne è un fallimento della nostra società nel suo insieme, che non è riuscita, nel percorso di liberazione compiuto dalle donne in quest’ultimo secolo, ad accettare una concezione pienamente paritaria dei rapporti di coppia”.
La violenza contro le donne “prende origine infatti da una visione distorta dei rapporti tra uomo e donna, che vede la seconda come oggetto e in ogni caso come soggetto non degno di un pieno rispetto. E’ nell’idea di inferiorità che pervade, ancora troppo spesso, l’approccio alla questione femminile, in cui si trovano le radici di ogni forma di violenza. Per uscire da questa spirale è necessario educare: educare al rispetto, educare alla parità, educare all’idea che mai la forza può costituire uno strumento di dialogo. Già nelle famiglie si deve diffondere questa educazione e poi nelle scuole, fin dalla prima infanzia.
E’ fondamentale che le donne che hanno subito violenza sentano intorno a loro un mondo che le accoglie e le protegge, per consentire loro di uscire dal silenzio e liberarsi da quel recinto dove è nata la violenza. Solo con una società pronta a sostenere le vittime sarà possibile sconfiggere la violenza contro le donne. Per questo è importante l’attività che ogni giorno portano avanti le istituzioni, le associazioni, le volontarie e i volontari, che tentano di costruire rifugi per curare e prevenire gli episodi di violenza”.
Per il Capo dello Stato “la prevenzione della violenza richiede ascolto, interventi, reti di sostegno e in molti casi strumenti per offrire alle donne un’alternativa di vita libera. La dipendenza, spesso di carattere economico, in cui molte di esse si trovano è di ostacolo alla ricerca di protezione e alla stessa denuncia degli episodi violenti.
Resta ancora molta strada da fare, ma occorre continuare ad operare, individualmente e con azioni collettive, perchè eliminare la violenza sulle donne è un obiettivo essenziale per il nostro vivere in comune”.
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Tunnel del Brennero, completati 14 chilometri di scavi sotto le Alpi

MILANO (ITALPRESS) – Serena, la fresa meccanica che scava le montagne, ha completato il suo viaggio. La TBM (Tunnel Boring Machine) che da tre anni e mezzo “lavora” sotto le Alpi del Brennero ha portato a termine il suo percorso concludendo i lavori del lotto Mules 2-3, 14 km chilometri di tunnel che rappresentano una parte della Galleria di Base del Brennero, l’alta velocità e alta capacità ferroviaria lunga 64 chilometri che collegherà l’italiana Fortezza con l’austriaca Innsbruck.
Il completamento dello scavo della TBM nel lotto di Mules è un nuovo passo verso la conclusione dei lavori della Galleria di Base del Brennero, un lungo viaggio iniziato nell’Alta Valle Isarco che continuerà con la costruzione della quarta galleria prevista a febbraio 2022.
Uno dei più grandi e complessi progetti infrastrutturali oggi in corso in Italia, affidato dalla BBT SE (società per azioni europea finalizzata alla realizzazione della galleria) all’ATI (associazione temporanea d’imprese) guidata da Webuild. Ma soprattutto un’opera destinata a rivoluzionare la mobilità attraverso il Passo del Brennero e i collegamenti tra il sud e il nord d’Europa. Nei cantieri gli scavi procedono a ritmo sostenuto per la costruzione del maxi-tunnel ad alta velocità/alta capacità dove correranno i treni passeggeri a 250 km/h. Una grande opera non solo per l’Italia ma per l’Europa intera, tratta strategica per completare il collegamento del Corridoio 1 delle reti TEN-T per unire Verona con Monaco attraverso treni veloci e sostenibili. Una volta inaugurata la linea, per i cittadini europei cambierà il modo di viaggiare.
La Galleria è l’elemento centrale della nuova linea ferroviaria, riducendo in modo significativo anche il congestionamento autostradale sul Brennero. Un’opera complessa, che prevede la realizzazione di un sistema di gallerie che si sviluppa per 230 chilometri e che proprio nella valle dell’Isarco vive uno delle sue sfide maggiori con il progetto “Sottoattraversamento del fiume Isarco”. In una valle di montagna a 700 metri di altitudine, 5 metri sotto il corso del fiume Isarco, gli uomini sono al lavoro per congelare il terreno in modo da proseguire gli scavi. Quella del congelamento è una tecnica complessa che il Gruppo Webuild applica, tra i primi al mondo, in modo ingegneristico nella costruzione delle infrastrutture complesse. Sotto all’Isarco è al lavoro una squadra di 70 persone guidata da Antonio Celot, nel Gruppo dal 1996 e oggi responsabile dei congelamenti sulle grandi opere di Webuild.
«Mi ricordo i primi inverni a meno 17 gradi – racconta Celot – con il personale che doveva lavorare all’esterno per fare le prime fondazioni, per scavare i pozzi da cui sarebbero partite le gallerie. EI’ stato un lavoro davvero pesante dal punto di vista fisico».
La tecnica del congelamento è fondamentale per rendere stabile il terreno in presenza di acqua e avviare gli scavi. «In teoria la tecnica è semplice – spiega Celot – congelare l’acqua che si trova nel terreno per rendere lo scavo piuI’ stabile e in assenza di acqua, pur realizzando la galleria solo tre metri sotto un fiume alpino. Prima di tutto vengono realizzate le sonde congelatrici al perimetro del futuro scavo e poi iniettiamo azoto nelle stesse in modo da creare un muro di ghiaccio impermeabile al contorno della galleria per renderne sicuro lo scavo, che quindi, verrà eseguito all’interno del ghiaccio. L’iniezione di azoto prosegue fino a quando si raggiunge lo spessore minimo di un metro, a quel punto siamo sicuri che il terreno ha le caratteristiche idonee per la fase di scavo».
Nel congelamento l’azoto liquido viene pompato a -196 gradi centigradi per raffreddare molto velocemente il terreno. Una volta terminata questa operazione inizia la fase di scavo, ma il lavoro dei tecnici non è ancora finito. Gli scavi possono durare settimane, per questo è necessario controllare costantemente le temperature del terreno durante il mantenimento del guscio di ghiaccio, che avviene facendo circolare una particolare salamoia a -35 gradi nelle sonde congelatrici, mantenendo costantemente le temperature target.
«Per ogni congelamento – aggiunge Celot – abbiamo circa 3840 dati di temperatura da controllare in contemporanea, un controllo che realizziamo attraverso un software in grado di restituire in tempo reale i grafici di andamento delle temperature e gli alert su eventuali criticità, consentendoci di intervenire tempestivamente e correggere le anomalie, ripristinando le temperature corrette».
Quella del congelamento è una tecnica innovativa, a basso impatto ambientale ma complessa nella gestione.
La presenza di azoto nell’aria potrebbe diventare eccessiva e abbassare il livello di ossigeno sotto il 19%, la soglia minima per la sicurezza dei lavoratori. L’azoto è un gas incolore e inodore, due caratteristiche che lo rendono molto rischioso. Ecco spiegato il motivo per cui tutti i tecnici al lavoro sul congelamento hanno un misuratore personale di ossigeno che fa scattare un allarme se questo scende sotto i livelli di guardia. Allo stesso tempo però si tratta di una tecnica sostenibile, poichè l’azoto – uno dei gas più poveri e comuni – viene estratto dall’aria. Una volta prodotto, il gas viene trasportato in cantiere a bordo di cisterne speciali, dove la pressione interna fa in modo che rimanga allo stato liquido. Quando è il momento di inserirlo nel terreno, vengono aperti i rubinetti della cisterna attraverso un software comandato elettronicamente e l’azoto, pompato nel terreno, torna immediatamente gas, congelandolo. Un passo alla volta uomini e mezzi avanzano nello scavo dei tunnel guardando all’obiettivo finale: portare in esercizio una linea che raggiungerà la lunghezza complessiva di 64 chilometri, diventando così il collegamento ferroviario sotterraneo più lungo al mondo.
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Nasce il primo “Basket Bond – Energia Sostenibile” per imprese filiera

MILANO (ITALPRESS) – Eni rafforza ulteriormente l’impegno per una transizione energetica equa e inclusiva avviando il programma “Basket Bond – Energia Sostenibile”, realizzato insieme a ELITE società del Gruppo Borsa Italiana/Euronext e illimity Bank per accelerare la crescita e lo sviluppo della supply chain.
Il programma “Basket Bond – Energia Sostenibile” sarà il primo strumento di finanza innovativa rivolto a tutte le imprese della filiera integrata dell’energia, con un focus particolare sulle PMI e dedicato agli obiettivi di sviluppo sostenibile; le aziende ammesse al programma potranno accedere a risorse finanziarie – a condizioni agevolate in funzione del profilo di sostenibilità attuale e prospettico – da destinare a progetti e investimenti finalizzati al raggiungimento dei Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. Le aziende impegnate in un percorso di transizione energetica giusta e con l’ambizione di migliorare i propri processi industriali e modelli di business, potranno quindi finanziare, ad esempio, iniziative concrete come il rinnovamento impianti ai fini di efficienza energetica e miglioramento dell’impatto ambientale, l’accesso a fonti energetiche rinnovabili, la mobilità sostenibile, l’adozione di modelli di economia circolare, la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, la formazione e creazione di nuove competenze. Il programma è sviluppato da Eni, ELITE e illimity che, in qualità di arranger, si occuperà di strutturare l’operazione e definire le caratteristiche finanziarie supportando le società nell’emissione e nel collocamento dei bond.
Eni ha costruito un business model che mette la sostenibilità al centro di ogni attività aziendale, inclusa la strategia finanziaria, ritenendo che lo sviluppo e l’utilizzo di strumenti finanziari sustainability-linked possano contribuire a promuovere il processo di transizione energetica verso un futuro low-carbon.
ELITE è da sempre impegnata, sia in Italia che all’estero, a supportare la crescita sostenibile delle piccole e medie imprese, asset portante dell’economia reale e, grazie a questo progetto, intende supportare le filiere, investire nel tessuto imprenditoriale del Paese per avere imprese più solide, capaci di innovare e competere a livello internazionale.
illimity, con questo nuovo progetto, può fornire un ulteriore strumento di finanziamento per tutte quelle imprese che hanno piani di sviluppo sostenibile offrendo condizioni agevolate in funzione del profilo di sostenibilità rafforzando così la sua strategia ESG al supporto di piccole e medie imprese.
Con il Programma “Basket Bond – Energia Sostenibile”, Eni rafforza ulteriormente la propria strategia di sostenibilità ed il suo impegno a coinvolgere l’intera catena di fornitura nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (“UN SDGs”) e della transizione equa e inclusiva.
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“L’Imprenditore dell’Anno” EY, Elisabetta Franchi vincitrice nazionale

MILANO (ITALPRESS) – Elisabetta Franchi, amministratore unico di Betty Blue Spa, è la vincitrice nazionale della XXIV edizione del Premio EY L’Imprenditore dell’Anno ‘per il proprio coraggio, tenacia e costante impegno per un brand all’insegna della qualità, artigianalità e di fama internazionalè.
Il riconoscimento è riservato a imprenditori italiani alla guida di aziende con un fatturato di almeno 25 milioni di euro, che abbiano saputo creare valore, con spirito innovativo e visione strategica, contribuendo alla crescita dell’economia, dimostrando coraggio, innovazione e trasformazione in un momento senza precedenti. Il settore delle micro, piccole e medie imprese contribuisce infatti al 76% dell’occupazione e al 64% del valore aggiunto del Paese. L’impatto del Covid-19 è stato in parte attutito dal supporto delle misure di policy adottate (oltre il 50% delle piccole medie imprese (PMI) ha potuto accedere a sostegni governativi a disposizione), ma le PMI devono essere pronte ad affrontare le sfide del futuro cogliendo le opportunità di crescita.
‘In un momento di grande trasformazione come quello che stiamo vivendo, siamo orgogliosi di premiare e sostenere l’imprenditoria italiana che, con coraggio, resilienza e innovazione, è riuscita ad anticipare i grandi cambiamenti, influire sulla velocità dei processi di trasformazione mettendo al centro nuovi valori – spiega Massimo Antonelli, CEO di EY in Italia e COO di EY Europe West -. E’ un momento unico per il nostro Paese in cui anche le stime di crescita sono riviste al rialzo e stimiamo una crescita del PIL del +6,4% per il 2021, confermando una forte dinamica della domanda interna. Abbiamo ora l’opportunità unica di accelerare questa trasformazione e di disegnare un nuovo futuro per il Paese, le aziende e le persone grazie ad una crescita strutturale e sostenibilè.
‘Da oltre 20 anni grazie al Premio EY L’Imprenditore dell’Anno siamo orgogliosi di raccontare le storie che testimoniano l’eccellenza dell’imprenditoria italiana dei nostri territori e di premiare imprenditori e imprenditrici che hanno saputo guidarne la crescita e lo sviluppo. Ovunque guardiamo infatti vediamo un percorso di trasformazione accelerato, incentivato da un momento storico eccezionalmente complesso, ma ricco di opportunità’, afferma Massimiliano Vercellotti, partner EY, responsabile italiano del Premio L’Imprenditore dell’Anno.
‘Sono onorata di questo importante riconoscimento che premia il percorso di crescita, impegno e coraggio che il nostro brand ha affrontato – sottolinea la vincitrice Elisabetta Franchi, amministratore unico di Betty Blue -. Ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo traguardo che conferma che la qualità, artigianalità, sartorialità della moda Made in Italy, combinata ad una visione internazionale in ottica etica e sostenibile, rappresentano valori chiave del nostro brand’.
La giuria ha così motivato la decisione di consegnare il Premio Nazionale ad Elisabetta Franchi: ‘Per aver dato vita ad un brand all’insegna della qualità, artigianalità e sartorialità della moda Made in Italy ed averlo portato alla fama internazionale, affrontando il percorso di crescita con coraggio, tenacia e un costante impegno nell’innovazione in chiave etica e sostenibilè.
Il Premio Family Business è assegnato a Nicola Drago, CEO di De Agostini Publishing Spa, ‘per il coraggio, l’intraprendenza e la visione strategica dimostrate nella conduzione di un business di lunga tradizione familiare, invertendone la rotta all’interno di un mercato in difficoltà attraverso innovazione di prodotto e processò.
Il Premio Food&Beverage è assegnato a Salvatore Casillo, proprietario di Pastificio Liguori S.p.A., ‘per l’impegno nel portare l’eccellenza italiana in tutto il mondo, tramandando una tradizione secolare, accompagnata da una forte spinta innovativa nel rispetto e la salvaguardia dell’ambientè.
A Francesco Pizzocaro, presidente e Fondatore di P&R Group, è assegnato il Premio Health&Pharma, ‘per aver affrontato, dopo una lunga carriera manageriale, un’avventura imprenditoriale che ha portato alla nascita di un gruppo competitivo a livello internazionale, attraverso la salvaguardia, lo sviluppo ed il rilancio dell’industria chimica italianà.
Per la categoria Manufacturing&Automotive viene premiato Massimo Galassini, Fondatore e CEO di USCO S.p.A., ‘per lo spirito imprenditoriale e la visione strategica che lo hanno guidato nella trasformazione di una realtà locale del modenese in un gruppo leader a livello mondiale nella produzione e distribuzione di componenti per macchine movimento terrà.
Lorenzo Delladio, CEO e Presidente di La Sportiva S.p.A., riceve il Premio Consumer&Retail ‘per la lungimiranza che lo ha portato a trasformare un piccolo laboratorio artigianale in un marchio globale, che coniuga altissime performance e prestazioni con il design e lo stile italianò.
A Giovanni Fiengo, CEO di Kineton S.r.l., è assegnato il Premio Start up ‘per la passione profusa nell’avvio di un’impresa che in soli quattro anni è riuscita ad emergere e competere con affermate realtà internazionali nello sviluppo e ingegneria software, grazie ad importanti investimenti in innovazione e sviluppo di competenze e talenti, dimostrando una costante attenzione al welfare aziendale e all’impatto sociale sul proprio territoriò.
A concorrere come Finalisti Start up sono invece Matteo Pichi e Vittoria Zanetti, rispettivamente Co-founder&CEO e Co-founder&Executive Director, di Poke House S.r.l. e Martina Capriotti e Ciro Di Lanno, entrambi Co-founders, di Mirta.
Il tema sostenibilità vede protagonista il Premio Sustainability che quest’anno è consegnato a Roberto Panfili, Co-founder e COO di Portobello S.p.A. ‘per l’intuizione di un modello di business innovativo e circolare, che integra il media advertising e il retail con effetti sull’ottimizzazione del magazzino dei propri clienti, e che ha consentito all’azienda di affermarsi, dopo solo 18 mesi dalla fondazione nel 2016, come la più giovane azienda quotata presso Borsa Italianà.
A ricevere il Premio Speciale EY è Giorgio Marsiaj, presidente e amministratore delegato di Sabelt S.p.A., ‘per la resilienza che ha caratterizzato il suo stile imprenditoriale e che ha saputo mettere a servizio della comunità nella guida dell’Unione Industriali di Torino, promuovendo lo sviluppo ed il rafforzamento sistemico delle filiere sostenibili, digitali e innovative, sempre con uno sguardo attento alla conservazione del patrimonio artistico e culturale della città attraverso la Presidenza della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torinò.
Il Premio Speciale EY Start up è consegnato a Fabio Porcellini, CEO di Natlive S.r.l., ‘per l’impegno nello sviluppo di iniziative imprenditoriali a sostegno dell’innovazione e del progresso tecnologico in un segmento in grande trasformazione come quello dei media e per la grande attenzione all’inserimento di giovani nel mondo del lavorò.
Paolo Barletta, CEO di Arsenale S.p.A. riceve il Premio Progetto innovativo di promozione del Made in Italy ‘per il suo impegno nella promozione del Made in Italy a livello nazionale e internazionale, anche attraverso lo sviluppo di progetti innovativi che fanno leva sulle nostre eccellenze territoriali e la creatività che contraddistingue il nostro Paesè.
Ad assegnare i premi la Giuria, presieduta da Guido Corbetta, Professore all’Università Bocconi di Milano, e composta da Alberto Baban, imprenditore; Paolo Boccardelli, direttore di LUISS Business School; Laura Colnaghi Calissoni, presidente e amministratore delegato del Gruppo Carvico, Monica Mandelli, Managing Director in KKR & Co. a New York; Marco Nocivelli, presidente e amministratore delegato Gruppo Epta; Cristina Scocchia, amministratore delegato di KIKO; Paolo Scudieri, amministratore delegato di Adler Plastic S.p.A. e Nunzio Tartaglia, responsabile CDP Imprese.
EY ha inoltre deciso di assegnare i Premi speciali a seguire: Premio Speciale EY, Premio Speciale EY Start up e Premio Progetto innovativo di promozione del Made in Italy.
La ventiquattresima edizione del Premio EY L’Imprenditore dell’Anno si è svolta con il supporto di Banca Akros (Gruppo Banco BPM), Board International e P101 Venture Capital.
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Enpaia-Censis, gli enti di previdenza possibili motori della ripresa

ROMA (ITALPRESS) – Le Casse di previdenza potrebbero svolgere un ruolo da protagoniste sul fronte degli investimenti a sostegno di una nuova fase di sviluppo. E’ quanto emerge dall’Osservatorio 2021 del mondo agricolo Enpaia-Censis “Investire in economia reale: enti di previdenza motore per il rilancio italiano”.
Lo studio evidenzia che gli investimenti in Italia nel periodo pre-pandemico (2008-2019), si sono fortemente ridotti (-16,9%), un trend che ha avuto un’ulteriore accelerazione negativa nell’anno pandemico: nel 2019-2020, infatti, il taglio del totale degli investimenti è stato, in termini reali, del 9,2%. Tuttavia, nel primo trimestre del 2021 si è registrata un’inversione di tendenza, con una crescita degli investimenti in generale del 13,2%. In tale contesto, le Casse di previdenza possono essere le possibili protagoniste di una nuova stagione di investimenti per il rilancio dell’economia italiana. Tra il 2008 e il 2019 gli investimenti pubblici hanno registrato un calo del 27,8% in termini reali. Una performance che si è sommata a quella delle famiglie, per le quali il taglio è stato del -30,6%. Stato e famiglie, quindi, hanno ridotto gli investimenti: il primo perchè sottoposto ai tanti vincoli di bilancio, le seconde perchè hanno scelto di tenere il risparmio fermo o su scadenze ridotte. Nel periodo 2019-2020 si è avuto un calo del 9,9% reale degli investimenti delle famiglie e dell’11,6% reale degli investimenti privati in generale.
In questa fase, tuttavia, c’è stato un ritorno alla spesa da parte dello Stato: +6% reale. Un’inversione di tendenza confermata dalla comparazione dei dati del primo trimestre 2021 con lo stesso periodo del 2020: gli investimenti crescono del 13,2% reale, quelli pubblici registrano un incremento del 14,1%, quelli privati del 12,7%, quelli delle famiglie del 15,9%.
Il tempo degli investimenti sembra finalmente tornato. Dall’Osservatorio Enpaia-Censis, si evince un ritorno della centralità dell’economia reale, fatta di imprese, lavoro, prodotti e servizi. Sembra tornata l’idea di un’economia di sana convivenza tra redditività d’impresa, sviluppo e qualità della vita, in cui gli investimenti sono vitali. In tale contesto, appare dunque essenziale mettere in movimento risorse per avviare investimenti utili per il futuro. Dal PNRR, ad esempio, gli italiani si attendono una massiccia mobilitazione di risorse pubbliche: il 62,9% dei cittadini ritiene che sia prioritario spenderle rapidamente, mentre il 71% è preoccupato dei vincoli dovuti all’eccesso di leggi o all’invadenza della burocrazia.
Sarà però necessario attuare altri due canali di finanziamento: il risparmio delle famiglie, in crescita da molti anni, e le risorse degli investitori istituzionali che, nel periodo pre-pandemico, tra Casse privatizzate, fondi pensione e sanità integrativa, nel 2019 disponevano di un patrimonio di 280 miliardi di euro, a cui aggiungere 66 miliardi relativi al welfare privato e 591 miliardi alle compagnie assicurative.
Protagoniste della nuova stagione degli investimenti potrebbero essere le Casse di previdenza che, ad oggi, come evidenzia l’Osservatorio Enpaia-Censis, garantiscono flussi verso l’economia reale inferiori al 17% del patrimonio. Si contano 20 Casse previdenziali per 96 miliardi di patrimonio, contributi per poco meno di 11 miliardi nel 2019, prestazioni erogate per 7,4 miliardi di euro. Nel periodo pre-pandemico (2011-2019) il patrimonio era raddoppiato: +40 miliardi di euro. Il 2020 è stato un anno eccezionale, perchè ha visto un taglio netto dei contributi raccolti e un decollo delle prestazioni erogate a supporto degli iscritti colpiti dal blocco delle attività. In ogni caso, continua a crescere il numero di professionisti iscritti e il rapporto tra iscritti contributori e pensionati è favorevole. Le Casse privatizzate possono quindi attivare un meccanismo molto virtuoso di mobilitazione del risparmio.
Mobilitare risorse per finanziare investimenti è anche una questione di individuazione dei settori, dei progetti, delle infrastrutture e delle imprese. Sul piano degli investimenti è sempre più il tempo del green: il 68,1% degli italiani è d’accordo nel dire che la società sostenibile è nel lungo periodo l’urgenza su cui orientare gli sforzi, con il dato che arriva all’83% tra chi si dichiara ben informato sui temi di riscaldamento globale e ambiente.
Ma le aspettative sono anche per soluzioni molto più concrete: 8 italiani su 10, infatti, per investire nel green chiedono trasparenza sui progetti che saranno finanziati e possibilità di recedere dalla decisione di investimento se non sono rispettati gli impegni ambientali presi. Condizioni, queste, che renderebbero più facile optare per il filone green anche per gli investitori istituzionali.
Sul ruolo delle Casse di previdenza come investitori istituzionali nell’economia reale e in particolare sugli investimenti green il presidente della Fondazione Enpaia Giorgio Piazza nota che “oggi, giustamente, c’è una grande sensibilità sugli investimenti Esg. Oltre a questo però – sottolinea Piazza – credo sia importante liberare risorse, attraverso una limatura della tassazione che grava sulle Casse allineandola a quella dei fondi pensione, per accompagnare lo sviluppo infrastrutturale. C’è un’inversione di tendenza molto significativa sul fronte degli investimenti – spiega Piazza – sia da parte dello Stato sia da parte dei privati e questo è un parziale segnale di una fiducia che sta lentamente ritornando. E’ quindi, fondamentale – aggiunge il Presidente di Enpaia – completare il processo vaccinale per sostenere la ripresa del Paese, nella quale i giovani giocheranno un ruolo molto importante per governare l’innovazione tecnologica e la ricerca biologica associata alla ricerca sull’intelligenza artificiale. Un cambiamento epocale – conclude – che influenzerà anche il settore agricolo”.
Per il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, “è tempo di uscire dalle logiche da eterno presente e pensare la lunga durata dell’economia italiana. Per rilanciare il nostro Paese, infatti, non basteranno programmazioni dall’alto, perchè decisiva sarà l’azione dei soggetti che, per vocazione e pratica, possono mobilitare patrimoni, altrimenti inerti, verso l’economia reale. Solo così potrà ripartire lo sviluppo come fatto sociale, dal basso, coinvolgente”.
(ITALPRESS).