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Scuola, Bianchi “Fondamentale sviluppare cultura della sicurezza”

ROMA (ITALPRESS) – “Quest’anno abbiamo autorizzato 3 miliardi e 120 milioni per la messa in sicurezza e la riqualificazione delle scuole e per interventi a garanzia della didattica in presenza. Il Ministero ha avviato analisi specifiche e finanziato interventi su solai e controsoffitti. Abbiamo utilizzato tutti i fondi europei che avevamo a disposizione e stiamo predisponendo i bandi per le risorse del Pnrr: le scuole sono il centro del Paese”. Lo ha detto il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi aprendo la riunione dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica, che si è svolta questa mattina al Ministero, in occasione della Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole. “Sviluppare una cultura della sicurezza e della prevenzione dei rischi è fondamentale – ha sottolineato il Ministro -. La sicurezza a scuola deve essere declinata in tutte le sue dimensioni: significa vigilare sugli edifici esistenti, riqualificarli e progettare un’edilizia innovativa e sostenibile, ma anche creare le condizioni ambientali e pedagogiche per una scuola di qualità per tutte e per tutti in ogni parte del Paese. Una scuola sicura è una scuola che accompagna le nostre studentesse e i nostri studenti nel loro percorso di vita”.
In occasione della Giornata nazionale celebrata oggi, il Ministro, durante la riunione dell’Osservatorio, ha voluto ricordare le vittime degli incidenti avvenuti nelle scuole e ringraziare i partecipanti al tavolo per il costante lavoro che svolgono a tutela delle studentesse e degli studenti.
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Ampliato lo stabilimento Maschio Gaspardo in Romania

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta presso la sede di Chisineu-Cris (Arad) la cerimonia di inaugurazione dell’ampliamento dello stabilimento Maschio Gaspardo in Romania. Nel 2003 Maschio Gaspardo ha costruito uno stabilimento produttivo nella città rumena e oggi, a diciotto anni di distanza, l’azienda è il primo produttore di macchine agricole del Paese. Lo stabilimento, che si sviluppa su un’area di circa 26.000 metri quadrati coperti, con una produzione che si assesterà oltre le 5.000 attrezzature all’anno, impiegando oltre 400 dipendenti, è dedicato alla produzione di macchine agricole per la minima lavorazione, aratri e rotopresse.
La Romania ha un’importante vocazione agricola e, in particolare nel Distretto di Arad, un elevato know how delle tecnologie per la produzione metalmeccanica. A questo si aggiunge il fatto che Arad è logisticamente strategica per aree come Russia e Ucraina, dove vengono consegnate gran parte delle macchine prodotte nello stabilimento rumeno.
Gli investimenti sono stati realizzati grazie al supporto di Finest S.p.A., che detiene il 25% di Maschio Gaspardo Romania, e con l’appoggio della Banca rumena Exim Bank e sono finalizzati ad un aumento della capacità produttiva pari a circa il 20%. E’ stato realizzato un importante ampliamento dell’area coperta di circa 5.700 mq oltre all’acquisto di nuove attrezzature ad elevato contenuto tecnologico. Questi asset sono funzionali all’aumento della capacità produttiva e sono fondamentali per garantire gli elevati standard di fornitura di un mercato sempre più esigente, come quello agricolo.
“Questo progetto ci consentirà di rafforzare l’apparato produttivo migliorando l’attuale proposta che la sede di Chisineu-Cris è in grado di offrire – ha commentato Andrea Maschio, presidente di Maschio Holding e vicepresidente di Maschio Gaspardo -. L’innovazione e il rinnovamento degli impianti sono necessari per essere presenti sul mercato con strutture all’avanguardia per soddisfare le esigenze dei nostri clienti nel mondo”.
L’ampliamento della capacità produttiva è anche conseguenza dell’accordo di fornitura sottoscritto da Maschio Gaspardo con New Holland Agriculture, brand di CNH Industrial: tale partnership prevede la commercializzazione di prodotti OEM dedicati alla minima lavorazione, in particolare erpici a disco e ripuntatori. La commercializzazione delle attrezzature in oggetto è iniziata con la stagione 2021 e avviene in esclusiva tramite la rete di concessionari New Holland.
Recentemente è stato sottoscritto anche un nuovo accordo di fornitura con New Holland Agriculture che prevede la produzione in esclusiva di alcune attrezzature per il settore fienagione. In particolare, la produzione sarà incentrata sulle gamme complete di falciatrici, spandivoltafieno e andanatori, attrezzature che saranno prodotte nello stabilimento Maschio Gaspardo in Romania grazie all’investimento realizzato. I prodotti saranno commercializzati con livrea New Holland a partire dalla stagione 2022.
“Siamo particolarmente orgogliosi che la prestigiosa partnership con New Holland sia stata ulteriormente ampliata a conferma degli elevati standard di qualità raggiunti da Maschio Gaspardo, nei prodotti e nel livello del servizio offerto al cliente finale – ha commentato Mirco Maschio, presidente di Maschio Gaspardo -. La volontà di collaborare è fondamentale per trovare nuove reciproche opportunità di business”.
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Arisa torna con il nuovo album “Ero romantica”

ROMA (ITALPRESS) – Esce il 26 novembre nei negozi e negli store digitali Ero romantica, il nuovo album di Arisa che per la prima volta nella sua carriera pubblica da indipendente con la propria label.
Il disco esce infatti per Pipshow – under exclusive license to Believe Artist Services ed è stato anticipato dai singoli Ortica, Psycho e l’ultimo Altalene, oltre che da Potevi fare di più, il brano interpretato da Arisa a Sanremo 2021.
Ero Romantica è un disco di 11 tracce in bilico fra romanticismo e urgente bisogno di libertà, carnalità e spiritualità: a volte sofferto e struggente, in altri momenti sfacciato e disinibito. Un dualismo espresso già dalla separazione in due blocchi fra le canzoni più scatenate e elettroniche e quelle più lente e sentimentali, come in un ideale lato A e lato B; e dal gioco delle due cover: una in black and white che ritrae un’Arisa femme fatale da film noir ma in versione sexy punk; l’altra in un primo piano segnato dai tormenti del cuore e virato in rosa.
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Al via #365NO!, campagna Fipsas contro la violenza sulle donne

ROMA (ITALPRESS) – Inusuale, forte, di grande impatto: l’iniziativa della Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva, Attività Subacquee e Nuoto Pinnato) parte dall’acqua, elemento che contraddistingue tutte le sue discipline. #365NO! E’ il titolo della campagna realizzata in vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre) realizzata in piscina con Virginia Salzedo, una tra le più apprezzate fotografe subacquee del mondo, con Veronica Maya e quattro atlete di nuoto pinnato diventate modelle per un giorno. Erica Barbon, Consuelo Dametto, Silvia Sevignani e Carolina Trocca hanno smesso i panni di campionesse per immergersi con altre vesti, realizzando uno shooting unico nel suo genere in occasione di “talentopInnato” e dei Campionati Italiani di apnea e nuoto pinnato per disabili di Lignano Sabbiadoro. “#365NO! è la nostra maniera per gridare con forza il nostro impegno alla lotta, ogni giorno dell’anno, contro ogni forma di violenza”. Il Presidente della Fipsas, Ugo Claudio Matteoli, è deciso: “Non possiamo sottrarre la nostra voce al coro di chi si impegna quotidianamente a immaginare un mondo migliore. Le straordinarie immagini realizzate da Virginia Salzedo – e lo staff federale con le atlete – dimostrano che bellezza e messaggi colmi di contenuti possono andare di pari passo. Non abbassiamo la guardia, ben attenti a continuare nel solco del passato, dove la parola “rispetto” assumeva contenuti concreti senza compromessi”.
Ci sono volute ben 8 ore per realizzare le fotografie subacquee, oltre 1.000 gli scatti andando alla ricerca delle giuste miscellanee tra luci ed espressioni. “Uno sforzo gigantesco – ha spiegato Virginia Salzedo – che ci ha premiato perchè ciò che oggi si vede è frutto di uno straordinario mix tra impegno e passione”. La campagna #365NO! attraverserà trasversalmente tutti i canali social della Fipsas, verrà proposta in video e slideshow per catturare una fetta di pubblico ampia e variegata nelle diverse fasce di età, provando a valicare i confini dello sport.
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Covid, causa lockdown le imprese culturali milanesi hanno perso 33,8 mln

MILANO (ITALPRESS) – L’impatto del lockdown sulle imprese culturali milanesi è stato significativo: il 99% degli operatori ha dovuto spostare o riprogrammare l’attività già definita. Il 63,5% dichiara di avere servizi accessori che si sono interrotti. In valore assoluto, tenendo conto delle spese di mantenimento sostenute a fronte di incassi nulli per chiusura e dell’entità dei danni dichiarati, la perdita ammonta a 33,8 milioni di euro, che rappresenta però una sottostima considerando che i danni dichiarati si riferiscono a solo 6 mesi e non tengono conto del lockdown autunnale/invernale. E’ quanto emerge dai risultati della ricerca della Direzione Studi e Ricerche e del Desk Media e Cultura di Intesa Sanpaolo realizzata in collaborazione con il Comune di Milano, che ha messo a disposizione dati relativi a 367 operatori culturali milanesi che hanno partecipato ai bandi del Piano Cultura, predisposto per supportare le imprese in difficoltà a causa della pandemia.
I dati forniti hanno offerto una occasione per un’analisi sulle imprese culturali della città. Ne emerge un tessuto culturale dinamico e caratterizzato da forte eterogeneità in termini di specializzazione (dalla produzione in proprio di spettacoli ed eventi, alla valorizzazione, alla fornitura di servizi) e attivo in tutti gli ambiti culturali (teatro, cinema, musica, danza, arti visive, letteratura, scienza, sport…). I soggetti che hanno fatto domanda per i bandi sono prevalentemente di piccole dimensioni (due terzi dichiara un fatturato inferiore a 200mila euro) e sono localizzati in quasi tutto il territorio comunale, con una prevalenza nel centro città ma con una buona presenza anche nelle zone più periferiche. Da sottolineare l’attenzione ai temi sociali: il 36% dichiara di operare in contesti di forte degrado e/o in favore di persone fragili.
Nonostante l’impatto significativo del lockdown, emerge però una forte capacità di reazione: oltre la metà dei soggetti si è
attivata per beneficiare delle misure d’emergenza del Governo e più dell’80% ha ampliato la propria offerta on-line per far fronte alle chiusure e alle misure di distanziamento imposte per contenere la diffusione del virus.
“La crisi dovuta alla pandemia ha avuto un impatto nient’affatto trascurabile su tutte le imprese italiane, e tra queste anche quelle del settore culturale milanese – ha detto Gregorio De Felice, Head of Research e Chief Economist Intesa Sanpaolo -. Dai nostri studi portati avanti da Intesa San Paolo emerge una perdita pari a circa 34 milioni di euro, e questa si riferisce a quanto è già stato perso, purtroppo non abbiamo ancora una visione certa sulle ripercussioni che la crisi avrà nei prossimi mesi, sebbene prevediamo una ripresa almeno parziale nel 2023.
Per la nostra ricerca ci siamo avvalsi anche dei dati messi a disposizione dal Comune di Milano relativi alle domande di sussidio per far fronte ai mancati introiti per la sospensione obbligatoria delle attività, mancate vendite, biglietti, spese di mantenimento delle strutture nel periodo da fine gennaio a fine luglio 2020. Ne esce fuori putroppo un impatto di vasta scala ed emerge che ad averne la peggio sono state le realtà imprenditoriali e non più piccole”.
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Bonus edilizi, da Entrate risposte a dubbi contribuenti e operatori

ROMA (ITALPRESS) – Arrivano dall’Agenzia delle Entrate le risposte ai primi quesiti sull’obbligo del visto di conformità e dell’asseverazione per esercitare l’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito, come previsto dal Dl n. 157/2021 in materia di bonus diversi dal Superbonus.
In particolare, nelle Faq appena pubblicate sul proprio sito internet, le Entrate rispondono ai dubbi di cittadini, imprese e professionisti su alcuni casi concreti analizzati alla luce delle novità normative introdotte di recente. Ad esempio, con riguardo ai bonus diversi dal Superbonus, l’Agenzia chiarisce che l’obbligo di apposizione del visto di conformità e dell’asseverazione, non si applica ai contribuenti che prima del 12 novembre 2021 (data di pubblicazione in gazzetta ufficiale del Dl n. 157/2021) hanno ricevuto le fatture da parte di un fornitore, assolto i relativi pagamenti ed esercitato l’opzione per la cessione o per lo sconto in fattura, anche se la relativa comunicazione non è stata ancora inviata.
Con riferimento, invece, ai tecnici, viene chiarito che i professionisti abilitati alla verifica della congruità delle spese per gli interventi ammessi al Superbonus possono rilasciare per lo stesso tipo di intervento anche la nuova attestazione di congruità delle spese sostenute prevista dall’articolo 1 del Dl n. 157/2021.
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Salutequità “Finanziare il Piano nazionale della Cronicità in manovra”

ROMA (ITALPRESS) – Sono quasi 22 milioni le persone con cronicità in Italia: 8,8 milioni circa con almeno una patologia cronica grave e 12,7 con due o più malattie croniche in tutte le fasi della vita. Gli ultimi dati Istat indicano nel nostro Paese un tasso medio di cronicità di 147,22 persone per mille abitanti con almeno una malattia cronica grave, passando da 108,44 del Trentino Alto Adige a 182,55 della Calabria) e di 211,06 persone ogni mille abitanti con due o più malattie croniche. Il tasso medio di cronicità è più elevato al Sud e nelle Isole. Nei Comuni sotto i 2.000 abitanti c’è la quota più elevata di cronicità, quasi il 45%. Le categorie maggiormente colpite da almeno una patologia cronica sono i disoccupati (quelli alla ricerca di nuova occupazione) 36,3% e gli autonomi 34,6%. Differenze anche nella diffusione della fragilità Nord-Sud a sfavore delle Regioni del Sud (25% vs 16% nel Centro e 13% nel Nord). Quasi tutti gli ultrasessantacinquenni con fragilità (98%) ricevono aiuto dai familiari (94%), dalle badanti (20,6%) o da conoscenti (13,6%).
Meno del 3% riceve aiuto a domicilio da personale di ASL o Comuni, meno dell’1% riceve assistenza da un centro diurno.
A causa della pandemia si sono ridotte di un terzo le visite di controllo e le prime visite per impostare un piano terapeutico. Tra gli over 65, i giovani anziani (65-69 anni) sono stati più penalizzati: a questa età ci sono più nuove diagnosi di malattie croniche e l’avvio di nuovi trattamenti farmacologici. E infatti si sono riscontrate riduzioni di prescrizioni per i farmaci per l’osteoporosi (-8,8 punti percentuali), per il diabete (-2,6 punti percentuali) e per gli antipertensivi (- 22,3 punti percentuali). Più in generale nel periodo gennaio-giugno 2020-2021 si sono ridotte le ricette di 3,9 milioni e di circa 89 milioni di Euro la spesa farmaceutica convenzionata.
‘Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza è una grande opportunità, anche per i malati cronici, ma ci sono risposte urgenti e che devono arrivare ora, non possono attendere il 2026. – afferma Tonino Aceti, presidente Salutequità -. La strada tracciata dalla Legge di Bilancio 2022, che prevede investimenti per la salute; la definizione di Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali e risorse per gli standard dell’assistenza territoriale, va nella giusta direzione. Serve però un ulteriore sforzo: finanziare anche l’attuazione e l’aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicità integrando le patologie ricomprese (esempio Sclerosi multipla, psoriasi) e adeguandolo alle novità intercorse in termini di politiche del personale e modelli organizzativi. Le difficoltà di implementazione del PNC nelle Regioni a distanza di 5 anni dipendono anche dalla mancanza di risorse specifichè.
Il Piano Nazionale della Cronicità (PNC), approvato nel 2016, è la strategia di riferimento del SSN per affrontare le cronicità. Sono 5 le fasi descritte per la presa in carico e la prima è conoscere i bisogni delle comunità, attraverso la stratificazione della popolazione. Stando ai dati della ricognizione della Cabina di Regia PNC del 2018, i programmi di stratificazione hanno visto coinvolte la maggior parte delle Regioni: quasi tutte hanno dichiarato di aver messo in moto azioni più o meno consolidate, eccetto la Calabria.
Il sistema di stratificazione consolidato (la divisione cioè per classi e tipologie di assistenza omogenee con caratteristiche comuni, necessaria all’organizzazione), stando agli ultimi dati disponibili del Ministero della Salute è presente nelle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, PA Bolzano. La ricognizione di Salutequità ne mappa 8 (consolidate o avviate). Tutte analizzano i bisogni strettamente sanitari; la componente sociale viene considerata in Lombardia; l’Emilia-Romagna considera anche l’ambiente geografico per calcolare il rischio. E ancora la stratificazione ha esiti diversi: si va dai 4 livelli di rischio di ricovero o decesso entro l’anno dell’Emilia-Romagna, ai 6 livelli di severità e 9 stati di salute dell’Umbria.
Un altro pilastro del PNC sono i Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA), ma vengono applicati a macchia di leopardo tra le Regioni.
Nel PDTA del Diabete i pazienti che svolgono il controllo dell’emoglobina glicata almeno due volte l’anno dopo la diagnosi sono il 59,7% in Valle D’Aosta, il 26,3% in Basilicata e il 7,5% in Abruzzo. Invece quelli che effettuano il controllo dell’occhio almeno una volta l’anno dopo la diagnosi sono il 2,4% in Abruzzo contro il 29% della Sardegna. E nel 2020 un paziente diabetico su 4 riferisce di non aver fatto il controllo dell’emoglobina glicata o di averlo fatto da oltre 1 anno.
Nel PDTA dello scompenso cardiaco la percentuale di pazienti che aderiscono al trattamento farmacologico con Ace inibitori o sartani varia tra il 70,6% della Sardegna, il 25,2% del Piemonte e il 13,3% della Valle D’Aosta. Per quanto riguarda l’aderenza al trattamento farmacologico con beta bloccanti la forbice oscilla tra il 70% circa dei pazienti della Sardegna e il 15,3% del Piemonte, sino al 2,1% della Valle D’Aosta.
Anche sulla governance e sull’equità di accesso alla sanità digitale, altro pilatro del PNC, si procede in ordine sparso e con disparità Regionali. Nel 2018 erano attive 282 esperienze di telemedicina distribuite sul territorio nazionale in modo particolarmente differenziato: 1 esperienza in Basilicata, Molise e Friuli-Venezia Giulia; 3 in Calabria sino ad arrivare alle 36 esperienze in Emilia-Romagna, 35 in Lombardia, 31 in Toscana, Lazio e Sicilia.
La cardiologia è l’ambito nel quale si utilizza di più (43%), a seguire la radiologia (19%). Il 55% dei destinatari sono persone con malattia cronica.
E l’emergenza pandemica, che ha accelerato la diffusione della sanità digitale, non ha risolto tutti i problemi. La Società Italiana di Diabetologia (giugno 2021) ha segnalato che sussistono ancora difficoltà nella rimborsabilità (esempio Calabria, Marche, Sicilia e Sardegna) e nell’infrastruttura tecnologica per la telemedicina (per esempio Calabria, Abruzzo, Marche) in alcune Regioni in diabetologia.
Difformità regionali anche nell’utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE): si va dal 4% di accesso dei cittadini abruzzesi ai propri FSE nei quali è stato reso disponibile almeno un nuovo documento negli ultimi 90 giorni (3° trimestre 2021) al 100% della Regione Lazio. Dal 3% di medici abilitati che hanno utilizzato il FSE della Regione Molise (3° trimestre 2021) al 100% della Lombardia. Da circa il 3% di Aziende Sanitarie Locali che alimentano il FSE della Regione Campania (3° trimestre 2021) al 100% del Veneto.
L’assistenza sul territorio e le cure domiciliari, luoghi privilegiati per prendere in carico le persone con cronicità, presentano grandi variabilità.
Nel 2019, il nuovo sistema di garanzia dei LEA, segnala ben 4 Regioni inadempienti rispetto all’area Distrettuale (assistenza sanitaria territoriale): Valle D’Aosta, P.A. Bolzano, Basilicata e Calabria. Rispetto alle cure domiciliari per gli over 65 nel 2019 si passa dallo 0,2% di anziani trattati in ADI della PA di Bolzano, allo 0,6% di Valle d’Aosta, 1,2 della Calabria per arrivare al 5,1% del Molise. Mentre aumenta il numero di prestazioni domiciliari erogate, si riducono contestualmente le ore di assistenza per caso nel periodo 2010-2018.
E la strategia di rafforzamento del territorio progettata durante la fase pandemica non ha ancora raggiunto gli obiettivi prefissati.
Dal 2016 al 2020 sono diminuiti di 736 unità i medici specialisti territoriali. E sono entrati in servizio nel 2020 solo 1.132 gli infermieri di famiglia e di comunità (IFeC) su 9552, l’11,9% delle previsioni del decreto Rilancio. E ancora le misure di rafforzamento territoriale non hanno coperto il fabbisogno di assistenti sociali (63 su 597 di cui 58 concentrati nelle USCA del nord ovest) e psicologi (129 su 597 previsti, di cui 125 nel sud ed isole).
A questo si aggiunga che tra il 2009 e il 2019 si è ridotto il numero assoluto di Medici di medicina generale (MMG) di 3781 unità. Riduzione anche per i Pediatri di Libera Scelta (PLS) di 287 unità nello stesso arco temporale. Sono 19.331 le farmacie territoriali (pubbliche e private) nel 2019, una ogni 3.219 abitanti. Sono più diffuse, ovvero ogni farmacia copre un numero inferiore di abitanti rispetto alla media in Molise (1.858), Valle d’Aosta (2.427), Piemonte (2.627), Liguria (2544), Calabria (2.486) e Basilicata (2.626).
L’integrazione socio-sanitaria è uno dei fulcri e fattori qualificanti della strategia del PNC. A differenza dell’assistenza sanitaria che può contare sulla definizione, il finanziamento e il monitoraggio di Livelli Essenziali di Assistenza, l’area sociale vede solo ora, con il Ddl Bilancio 2022, l’introduzione concreta nel nostro ordinamento dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS).
Dai dati a disposizione emerge che anche la spesa sociale pro-capite per interventi e servizi sociali è differente per funzione e da Regione a Regione: si passa dai 540 euro pro-capite della Provincia di Bolzano del 2018, ai 59 della Basilicata, ai 56 della Campania sino ad arrivare ai 22 della Calabria. La spesa pro-capite 2018 per il sostegno alle persone con disabilità va da oltre 13 mila euro a Bolzano, ai 306 in Calabria sino ai 99 della Valle D’Aosta; quella per gli anziani si attesta a 1276 euro a Bolzano contro i 37 della Basilicata e i 21 della Calabria. La variazione percentuale della spesa pro-capite 2012-2018 oscilla dal 104% di Bolzano, al 67% del Molise al -24% della Valle d’Aosta.
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E’ morto Paolo Pietrangeli, l’autore di “Contessa”

ROMA (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 76 anni, il cantautore, regista, sceneggiatore e scrittore Paolo Pietrangeli. Nato a Roma, negli anni sessanta inizia a comporre canzoni a sfondo socio-politico, inserendosi ben presto nel filone della canzone di protesta. Alcune delle sue composizioni divengono estremamente popolari all’interno dei movimenti giovanili di sinistra a partire dalle agitazioni del 1968. Due in particolare si trasformano in veri e propri ‘innì, il cui successo perdurerà negli anni a seguire: Valle Giulia e, soprattutto, Contessa, entrambe incise con la seconda voce di Giovanna Marini, altra grande interprete delle canzoni di protesta.
Sul finire degli anni sessanta, parallelamente all’attività musicale, Pietrangeli inizia ad occuparsi attivamente di cinema. E’ aiuto regista con Mauro Bolognini de L’assoluto naturale (1969), con Luchino Visconti in Morte a Venezia (1971) e con Federico Fellini in Roma (1972). Nel 1974 è ancora aiuto regista con Paul Morrissey in due film direttamente ispirati da Andy Warhol: Flesh for Frankenstein e Blood for Dracula.
Debutta come regista con un documentario di forte impatto politico: Bianco e Nero, un viaggio nel mondo del neofascismo e una denuncia delle collusioni tra una parte dello Stato e settori eversivi dell’estrema destra. Nel 1977 dirige Porci con le ali, tratto dall’omonimo best seller di quegli anni. Nel 1980 torna alla regia per I giorni cantati, cui partecipa come interprete anche Francesco Guccini.
Negli anni successivi lascia di fatto la regia cinematografica per dedicarsi a tempo pieno alla regia televisiva e realizza sulle reti Fininvest programmi di vastissimo successo popolare come Maurizio Costanzo Show e Amici di Maria De Filippi. La sua vita si divide tra il lavoro in tv e i concerti in giro per l’Italia.
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