PALERMO (ITALPRESS) – “Palermo ha tutte le carte in regola per diventare sede della nuova Autorità europea antiriciclaggio”. Lo afferma Francesca Donato, europarlamentare indipendente e candidata sindaco nel capoluogo siciliano.
“L’Italia – spiega la deputata europea – non ospita alcuna Autorità finanziaria europea, al contrario di Francia e Germania, mentre nel nostro Paese sono dislocate solo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), con sede a Parma e la Fondazione europea per la formazione (Etf), con sede a Torino. Palermo sarebbe la scelta perfetta per avere finalmente un’Autorità finanziaria in Italia e una città del Sud tra le sedi decentrate degli organismi comunitari”.
Per l’europarlamentare candidata a sindaco di Palermo “non si tratta di mero campanilismo, la candidatura dell’Italia e del capoluogo siciliano sarebbero un doveroso riconoscimento ad una tradizione ben consolidata che ha visto l’Italia primo paese in Europa a recepire le direttive per la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Non solo – continua Donato – Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati coloro che hanno con lungimiranza sviluppato la punibilità del reato di riciclaggio e la previsione di indagini patrimoniali contro le mafie già previste dalla legge Rognoni-La Torre”.
“L’Associazione bancaria italiana – aggiunge l’europarlamentare – ha già esortato il Governo Draghi ad avanzare la candidatura del nostro Paese ma sono convinto che questa candidatura sarebbe naturalmente rafforzata da una città simbolo come Palermo”.
Lo scorso luglio la Commissione europea ha presentato le proposte legislative per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, dopo gli scandali che hanno coinvolto alcune banche nordeuropee. Al centro del pacchetto legislativo c’è proprio la creazione di una nuova autorità Ue che trasformerà la vigilanza e rafforzerà la cooperazione tra le Unità di informazione finanziaria.
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Donato “Palermo diventi sede Autorità europea antiriciclaggio”
Cobat, Morandi “L’economia circolare fa bene all’ambiente e al lavoro”
ROMA (ITALPRESS) – “Il bello dell’economia circolare è che consente di creare nuovi posti di lavoro, nuovi processi produttivi perchè fino a ieri la lavorazione di questi prodotti a fine vita non si faceva e ora per farla bisogna inventare un nuovo modo. Inoltre, viene anche impiegata la ricerca che deve individuare i nuovi sistemi. Anche prodotti molto complessi vengono presi, riciclati e mandati a nuova vita in forma di materie prime”. Lo ha detto Giancarlo Morandi, presidente di Cobat, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress.
Morandi ha ripercorso brevemente la storia di Cobat, nato come Consorzio obbligatorio per le batterie al piombo esauste e i rifiuti piombosi, che “ha lavorato per diversi anni esclusivamente nel settore della raccolta e del riciclo delle batterie al piombo” mentre “poi con la liberalizzazione del mercato e con una maggiore coscienza ambientale – ha spiegato – si è dedicato alle stesse attività per una famiglia di prodotti diversi, come RAEE, pannelli fotovoltaici, pneumatici”.
“Abbiamo sempre guardato al futuro dei mercati – ha spiegato – in modo tale da poter garantire alle aziende la risoluzione del loro problema. Quattro o cinque anni fa, quando si cominciava appena a intravedere che le batterie a litio per le auto elettriche sarebbero diventate numerosissime sui mercati, abbiamo incaricato il Consiglio nazionale delle ricerche e il Politecnico di Milano di studiare un sistema che consentisse il recupero di tutti i componenti di questa batteria, in particolare cobalto e litio. Cobalto perchè costa tanto e litio perchè non c’è nessun processo al mondo capace di recuperarlo. Abbiamo messo a punto questo sistema e stiamo installando le prime strutture per avviare un impianto pilota. In Italia, quindi, esiste la possibilità di riciclare completamente le batterie a litio delle auto elettriche”.
Morandi ha espresso soddisfazione per il ruolo riconosciuto a Cobat, a cui “è stata assegnata la Carta d’oro della Terra” alcuni anni fa, ha ricordato, menzionando anche la partecipazione alla “presentazione del libro Ecomafia da parte di Legambiente”. “Diversa a volte – ha aggiunto – è l’interlocuzione con il mondo politico che spesso tende a sottovalutare l’importanza del colloquio con chi fa, non solo con chi pensa e immagina cosa si deve fare. A volte a noi piacerebbe essere più ascoltati”.
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Morandi “L’economia circolare aiuta l’ambiente e l’occupazione”
ROMA (ITALPRESS) – “Il bello dell’economia circolare è che consente di creare nuovi posti di lavoro, nuovi processi produttivi perché fino a ieri la lavorazione di questi prodotti a fine vita non si faceva e ora per farla bisogna inventare un nuovo modo. Inoltre, viene anche impiegata la ricerca che deve individuare i nuovi sistemi. Anche prodotti molto complessi vengono presi, riciclati e mandati a nuova vita in forma di materie prime”. Lo ha detto Giancarlo Morandi, presidente di Cobat, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress.
Morandi ha ripercorso brevemente la storia di Cobat, nato come Consorzio obbligatorio per le batterie al piombo esauste e i rifiuti piombosi, che “ha lavorato per diversi anni esclusivamente nel settore della raccolta e del riciclo delle batterie al piombo” mentre “poi con la liberalizzazione del mercato e con una maggiore coscienza ambientale – ha spiegato – si è dedicato alle stesse attività per una famiglia di prodotti diversi, come RAEE, pannelli fotovoltaici, pneumatici, una serie di prodotti che, raggruppati per famiglie omogenee, vengono raccolti e avviati al recupero e al riciclo delle materie prime”.
“L’Unione europea – ha sottolineato il presidente di Cobat – ha già definito quella che viene chiamata ‘responsabilità estesa del produttore’. I produttori hanno il dovere di farsi carico di dove va a finire il proprio bene quando non viene più utilizzato dal consumatore ed eventualmente pagarne la raccolta e il riciclo. Per alcuni prodotti – ha evidenziato – il costo della raccolta è significativo e se non c’è un intervento a monte diventa difficile, non può pagare direttamente il consumatore. Questa responsabilità estesa del produttore viene coperta da organizzazioni come la nostra”.
“Noi – ha spiegato – abbiamo sempre guardato al futuro dei mercati in modo tale da poter garantire alle aziende la risoluzione del loro problema. Quattro o cinque anni fa, quando si cominciava appena a intravedere che le batterie a litio per le auto elettriche sarebbero diventate numerosissime sui mercati, abbiamo incaricato il Consiglio nazionale delle ricerche e il Politecnico di Milano di studiare un sistema che consentisse il recupero di tutti i componenti di questa batteria, in particolare cobalto e litio. Cobalto perché costa tanto e litio perché non c’è nessun processo al mondo capace di recuperarlo. Abbiamo messo a punto questo sistema e stiamo installando le prime strutture per avviare un impianto pilota. In Italia, quindi, esiste la possibilità di riciclare completamente le batterie a litio delle auto elettriche”.
“Ce ne siamo occupati per tempo”, ha precisato. “Pensiamo che in questo momento – ha proseguito – le auto elettriche rappresentino in Italia il 12% delle immatricolazioni e che queste batterie durano 8-10 anni: stiamo traguardando un problema che sarà significativo dal punto di vista mercantile ed economico tra dieci anni. Però se non ce ne occupiamo ora, arriverà il momento in cui saremo impreparati. Tra l’altro – ha aggiunto -, le batterie a litio danno una serie di altri problemi perché il loro trasporto, anche quando sono scariche, è estremamente pericoloso in quanto possono scoppiare o incendiarsi. Noi abbiamo un particolare contenitore – ha spiegato – per il trasporto delle batterie a litio ancorché esauste”.
Morandi ha espresso soddisfazione per il ruolo riconosciuto a Cobat, a cui “è stata assegnata la Carta d’oro della Terra” alcuni anni fa, ha ricordato, menzionando anche la partecipazione alla “presentazione del libro Ecomafia da parte di Legambiente” e la “tradizione di legalità e correttezza ormai trentennale sul territorio italiano che – ha affermato – ci viene riconosciuta”.
“Diversa a volte – ha aggiunto – è l’interlocuzione con il mondo politico che spesso tende a sottovalutare l’importanza del colloquio con chi fa, non solo con chi pensa e immagina cosa si deve fare. A volte a noi piacerebbe essere più ascoltati”.
Con G20 e Cop26, è il momento delle grandi decisioni sul clima. “Quando intorno a un tavolo per decidere i destini del Pianeta mancano Cina, India, Russia e Stati Uniti – ha detto -, è difficile prendere decisioni che possano influire sulla vita del Pianeta. Credo che dobbiamo farci carico di una parola: resilienza. Se non rendiamo i nostri territori, i nostri manufatti, le nostre infrastrutture in grado di resistere al cambiamento climatico che c’è e ci sarà, rischiamo di avere danni enormi”.
Oggi si parla spesso di sostenibilità, anche in campi diversi. “Dobbiamo pensare – ha spiegato – di crescere in armonia con noi stessi e con quello che ci sta intorno. Se facciamo questo e ci rivolgiamo alle vecchie dottrine filosofiche, da quelle buddiste a quelle cristiane, lo attuiamo facilmente. Se invece pensiamo di poter fare tutto quello che vogliamo infischiandocene del nostro vicino e del nostro simile – ha concluso -, allora abbiamo perso”.
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Gelmini “Accelerare su terza dose, nessuna divisione nella maggioranza”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia oggi è il Paese che l’Europa sta prendendo a modello: grazie al lavoro eccellente fatto dai governatori e dalla struttura commissariale, siamo tra i Paesi più sicuri. Anche la Germania guarda al nostro modello”. Lo dice, al Corriere della Sera, la ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini che aggiunge: “E’ fondamentale accelerare sulla terza dose. Si avvicina la stagione fredda e dobbiamo evitare un’eccessiva circolazione del virus”. Le decisioni “dovranno essere prese sulla base dell’andamento dei contagi e delle ospedalizzazioni, ma noi sosteniamo i vaccini non i tamponi. Anche perchè l’equazione meno vaccini più contagi sta dilagando in Paesi come Bulgaria o Russia”. Quanto alle limitazioni delle manifestazioni contro il green pass, per Gelmini “le legittime forme di dissenso non possono mai sopraffare il dovere civico di proteggere i più deboli. Come maggioranza continueremo a mettere al primo posto la tutela della salute degli italiani”.
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Legnano Basket, Sebastiano Bianchi è tornato a casa
LEGNANO (ITALPRESS) – “Nella nottata è arrivata la notizia più bella che speravamo di dare da ore: Sebastiano Bianchi è tornato a casa!”. L’annuncio pubblicato sul sito del Legnano basket, mette fine a una vicenda che aveva fatto temere il peggio per il 29enne cestista dei Knights, scomparso nella notte tra domenica e lunedì, con la sua auto che era stata ritrovata nei pressi di Villa Taranto vicino il Lago Maggiore. “Rientrato nella notte, confuso da quello che è successo”, spiega ancora il sito della squadra di Bianchi che aggiunge: “Psicologicamente disorientato e spaventato, è tornato a casa spontaneamente dopo aver sentito anche l’appello della squadra a ‘Chi l’ha visto?’ di ieri sera.
Siamo molto felici che si sia risolta al meglio, questa circostanza che ha scosso tutto il nostro ambiente e quello del basket in generale. Ringraziamo tutti i tifosi e le persone che hanno manifestato solidarietà e affetto per Sebastiano (a cui riporteremo tutti i messaggi) e per noi come società e squadra: oggi abbiamo ottenuto una delle vittorie più importanti di sempre”.
Bianchi era rientrato nel proprio domicilio di Verbania domenica dopo la gara giocata con la Sangiorgese, poi era uscito di casa senza fare più ritorno e senza dare notizie. Lanciato l’allarme sono scattate le ricerche da parte delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco e con il passar delle ore la preoccupazione è aumentata sempre di più, soprattutto quella dei familiari, ma anche dei compagni di squadra che hanno lanciato appelli e chiesto aiuto. Nella notte la bella notizia: Sebastiano Bianchi è tornato a casa.
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Bce “La crescita si rafforza ma restano le incertezze”
ROMA (ITALPRESS) – “Dopo due trimestri di calo del prodotto, il PIL in termini reali dell’area dell’euro ha segnato una ripresa nel secondo trimestre del 2021 e si stima un suo ulteriore rafforzamento nel terzo. Nel secondo trimestre l’attività economica ha recuperato e il PIL è aumentato del 2,1 per cento sul trimestre precedente”. Lo scrive la Bce nel bollettino economico.
Tale risultato “ha più che compensato la flessione cumulata dello 0,7 per cento registrata nei due trimestri precedenti”. Tuttavia “il PIL era ancora inferiore del 2,7 per cento rispetto al picco precedente la crisi, osservato alla fine del 2019. La scomposizione della spesa mostra che la domanda interna ha fornito il principale contributo alla crescita, insieme a un modesto contributo positivo dell’interscambio netto.
Al tempo stesso, “le variazioni delle scorte hanno contribuito negativamente alla crescita nel secondo trimestre, dopo due trimestri di forti contributi positivi. L’aumento dell’attività nel secondo trimestre ha interessato in generale tutti i paesi. Le incertezze legate alla pandemia restano elevate”.
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M5s, Fico “Progetto Conte solido, ora rimboccarsi le maniche”
ROMA (ITALPRESS) – Il progetto di Giuseppe Conte per il M5s “è solido, sta muovendo i primi passi che mi sembrano molto positivi. Chiaramente c’è da rimboccarsi le maniche, e lo faremo tutti insieme”. Lo dice, in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente della Camera Roberto Fico. Il nostro Paese “sta facendo fronte a molteplici sfide, è uno dei periodi più complessi dal Dopoguerra a oggi – spiega -. Abbiamo il dovere di avanzare sul cronoprogramma del Piano nazionale di ripresa e resilienza per avere accesso alle risorse europee. Per farlo dobbiamo avere un Parlamento forte e che lavora continuativamente”. Per Fico moltiplicare “i momenti di confronto multilaterale può essere la strada per trovare punti di contatto e accorciare le distanze”. Tornando al M5s, Fico si sofferma sulla collocazione del Movimento in Europa: “La nostra stella polare devono essere i valori: diritti sociali e lotta alle diseguaglianze, tutela dei beni comuni e transizione ecologica, un salto di qualità e di coraggio sui diritti civili”. Il Movimento “ha messo sul tavolo la difesa di alcune misure chiave per l’agenda del governo” come il reddito di cittadinanza e l’ecobonus. “Credo che il M5S – aggiunge -, com’è nella sua storia, possa imporre nuove riflessioni e così nuovi temi, come ha fatto in questi anni su ambiente e sostenibilità. Guardiamo il Paese in questo momento e nelle sue prospettive. Il Pil cresce ma l’Italia è ferma al palo sul tema dell’adeguamento dei salari: è divenuta urgente una discussione seria sul salario minimo. Lo stesso potrei dire sul terreno dei diritti civili, che devono vedere il Movimento, come è stato in passato, forza propulsiva, a partire dalla legge sull’eutanasia. Rilanciamo su questi fronti con coraggio».
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90 anni Federazione San Marino, maglia speciale con l’Inghilterra
SAN MARINO (ITALPRESS) – “Un simbolo indelebile della storia del nostro Paese, sportiva e sociale, di cui siamo onorati di celebrare il 90° anniversario di fondazione”. Sono queste le parole con cui oggi pomeriggio i Capitani Reggenti di San Marino Francesco Mussoni e Giacomo Simoncini, insieme al Segretario di Stato per lo Sport Teodoro Lonfernini, hanno accolto in udienza privata le più alte cariche della Federazione Sammarinese Giuoco Calcio e del Cons, in occasione delle celebrazioni del 90° anniversario di fondazione del movimento più rappresentativo del panorama sportivo sammarinese. “I primi, timidi segnali di storia del calcio sammarinese hanno le loro radici negli anni Venti del secolo scorso, muovendo i primi passi sull’unico campo al tempo disponibile in Repubblica, quello di Borgo Maggiore – ha ricordato il presidente della Fsgc Marco Tura -. “Da allora tanta strada è stata fatta, una storia segnata dall’organizzazione del primo Campionato Sammarinese nel 1985 e dall’ingresso nelle confederazioni europee e mondiali di Uefa e Fifa, datate 1988”.
La Fsgc è oggi la federazione con il più alto numero di tesserati, tra atleti, allenatori e dirigenti, del panorama sportivo sammarinese: gli alti standard raggiunti hanno permesso al calcio sammarinese di divenire un partner credibile e affidabile per tante federazioni di dimensioni immensamente più grandi. In conclusione di udienza i vertici federali hanno consegnato ai rappresentanti delle Istituzioni la divisa speciale che la Nazionale indosserà in occasione della partita con l’Inghilterra di lunedì prossimo, recante i colori della bandiera sammarinese utilizzata prima del biancoazzurro. Un modo per rendere omaggio alla storia della Repubblica, in un giorno particolarmente significativo.
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