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Mourinho “Col Bodo sarà una Roma diversa dall’andata”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo sbagliato tutti nella gara di andata, non è una questione solo di singoli. Domani vogliamo vincere, ovviamente non giocherà la stessa squadra vista in Norvegia. Nel match di andata ho avuto paura del campo, del freddo, degli infortuni, della stanchezza e non ho avuto paura di una sconfitta. Ho sbagliato io, abbiamo sbagliato tutti”. Queste le dichiarazioni dell’allenatore della Roma, Josè Mourinho alla vigilia di Roma-Bodo/Glimt, match della quarta giornata di Conference League. Spazio a Tammy Abraham, a secco di gol dal 30 settembre: “Viene da una cultura calcistica diversa, cultura arbitrale diversa, anche sociale diversa – ricorda in conferenza stampa il tecnico giallorosso, che non risponde a domande su arbitri e Serie A – Penso che non sia mai facile, però ha iniziato abbastanza bene, ha creato un impatto positivo con l’ambiente e adesso vive un momento non speciale, però è un grande giocatore e abbiamo fiducia in lui. Tornerà a giocare meglio e segnerà. Abbiamo fiducia totale”. “Shomurodov? Mi fido di tutti, di Eldor e Borja Mayoral, ma ci sono dei momenti in cui un calciatore ha meno fiducia e non è al meglio”, prosegue lo Special One a proposito dello scarso utilizzo dell’attaccante ex Genoa nelle ultime uscite, al contrario di Afena-Gyan, che non sarà della partita domani contro il Bodo/Glimt perchè fuori dalla lista Uefa. “Nel calcio capita di avere alti e bassi, momenti buoni o meno buoni. Un calciatore del mio calibro deve dimostrare adesso la propria leadership e aiutare la squadra. La caviglia sta meglio, vorrei essere sempre al 100% ma non cerco scuse. Arbitri? Hanno tanta pressione e commettere errori è umano”, le parole di Tammy Abraham.
(ITALPRESS).

Al via un monitoraggio permanente sul commercio illegale di tabacco

ROMA (ITALPRESS) – Prende il via il progetto M.A.C.I.S.T.E. (Monitoraggio Agromafie Contrasto Illecito Settori Tabacchi e E-cig), con l’obiettivo di analizzare il fenomeno del commercio illecito nel settore dei tabacchi lavorati e dei prodotti succedanei, nonchè le relative implicazioni. Per presentare l’iniziativa, al Centro Congressi Palazzo Rospigliosi si è svolto l’evento “Il contrasto all’illecito nei tabacchi in Italia”, organizzato dalla Fondazione “Osservatorio Agromafie” in collaborazione con Philip Morris Italia.
M.A.C.I.S.T.E. prevede un monitoraggio permanente del fenomeno dell’illecito che annualmente si concretizzerà nella realizzazione di un rapporto alla cui elaborazione saranno invitati a partecipare i principali protagonisti del settore a livello nazionale: dalle Forze dell’Ordine all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la Direzione Investigativa e la Direzione Distrettuale Antimafia, gli esperti del settore e i componenti del Comitato scientifico della Fondazione Agromafie. L’obiettivo sarà redigere un quadro esaustivo del fenomeno criminale seguendone il consolidamento nel corso degli anni fino ad arrivare alla situazione corrente. Secondo i dati del rapporto annuale KPMG, l’Italia, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e al presidio delle autorità istituzionali competenti, nel 2020 è riuscuta a posizionarsi come best practice a livello Europeo, con un consumo di sigarette contraffatte e di contrabbando che si attesta intorno al 3,4% del consumo nazionale (-4,4 punti percentuali rispetto alla media europea), raggiungendo il minimo storico in controtendenza rispetto a quanto accade nella maggior parte dei Paesi UE.
Tuttavia, secondo lo stesso rapporto, a livello nazionale il mancato gettito causato dal commercio illecito di tabacco si attesta ancora intorno ai 400 milioni di euro. Il progetto M.A.C.I.S.T.E. mira dunque a fornire un’analisi di dettaglio del fenomeno analizzandone le connotazioni territoriali, il legame con la criminalità organizzata, le implicazioni e il legame con altre attività criminali quali il traffico di stupefacenti, armi ed esseri umani. In ultimo, verranno illustrati i recenti sviluppi nello scenario post pandemico, le nuove frontiere quali il commercio on line e le potenziali misure a contrasto attraverso una collaborazione di respiro sia nazionale che internazionale. All’evento di lancio, che ha visto l’intervento del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli, hanno partecipato Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale di Coldiretti; Gian Carlo Caselli, Presidente Comitato Scientifico, Fondazione “Osservatorio Agromafie”; Alberto Mattiacci, Professore Ordinario di Management e Marketing e Presidente del Comitato Scientifico di Eurispes; Marco Hannappel, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia; Marcello Minenna, Direttore Generale Agenzia Dogane e Monopoli; il generale Carlo Ricozzi, Ispettore per gli Istituti di Istruzione della Guardia di Finanza.
“E’ fondamentale il monitoraggio di come gli elementi del contrabbando si muovono sui mercati internazionali perchè solo attraverso la capacità di analisi di ciò che accade si riescono a implementare le risposte”, ha detto il ministro Patuanelli che ha annunciato: “Questa settimana nel prossimo consiglio dei ministri verrà approvato il testo che recepisce la direttiva sulle pratiche commerciali sleali”. Poi il ministro ha aggiunto: “Sono ben contento del lavoro che sta facendo Philip Morris nel nostro Paese. In questa collaborazione – ha proseguito – riesce a garantire anche ai produttori uno sbocco certo sul mercato, una capacità di acquisto da parte dei trasformatori garantita per fortuna con Philip Morris su un piano triennale. Non tutti purtroppo si comportano allo stesso modo e noi cerchiamo di essere da stimolo affinchè questo accada”.
Per Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti, “occorre difendere il nostro patrimonio produttivo dalle frodi con l’Italia che è il primo produttore europeo di tabacco con oltre 1/4 della produzione complessiva, sviluppata su 16.000 ettari per un raccolto di qualità garantito dall’accordo di filiera tra Coldiretti e Philip Morris Italia. Il contrabbando – ha precisato Prandini – si traduce in danni economici per la collettività a causa del mancato gettito causato dal commercio illecito di tabacco ma a preoccupare sono anche gli effetti sulla salute per la mancanza di controlli sulla qualità e sull’utilizzo di sostanze chimiche proibite. Tutti noi dobbiamo batterci affinchè tutte le filiere siano il piu trasparente possibile. Lo dobbiamo ai cittadini italiani perchè il rischio riguarda anche la salute e la tenuta economica del Paese stesso”.
“L’innovazione di prodotto da sempre è un’opportunità di contrasto all’illecito – ha spiegato il presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, Marco Hannappel -. E’ molto più difficile fare un prodotto di tabacco riscaldato rispetto alla sigaretta normale ed è quindi molto più facile fare prodotti falsificati antichi rispetto a prodotti nuovi e innovativi. In futuro anche la tecnologia del contrabbando evolverà e l’osservatorio avrà la funzione di monitorare cosa accadrà. Credo sia importantissima una partnership pubblico-privato, che già c’è, su questo settore”.
Poi Hannappel ha aggiunto: “Nel Pnrr c’è un importante investimento sul Mezzogiorno e tutte le aziende credo debbano guardarsi allo specchio e capire cosa significhi andare a investire lì. Se riusciamo ad avere – nelle aree geografiche dove avvengono più spesso gli illeciti legati al settore dei tabacchi – degli investimenti che portano sviluppo questo limiterà la possibilità di aggregazioni illegali nel settore”.
Per Gian Carlo Caselli, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie, “la Fondazione Osservatorio Agromafie con il progetto M.A.C.I.S.T.E. si prefigge l’obiettivo di analizzare il fenomeno del contrabbando e della contraffazione nel settore del tabacco. Ciò anche al fine di prevenire il reimpiego degli utili nel sostegno alla manovalanza e al finanziamento di ulteriori attività criminali, droga, armi, fino al terrorismo internazionale”.
“La strada compiuta è importante. Abbiamo fatto tanto in questo anno e mezzo, ma credo che faremo ancora meglio. Il Paese ha bisogno di consolidare la sua ripresa e gli investimenti che creano valore nella catena produttiva ne sono la base”, ha detto Marcello Minenna, direttore generale Agenzia Dogane e Monopoli.
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Marche. Un anno della giunta Acquaroli

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“Un anno difficile sul fronte della gestione della pandemia, ma anche entusiasmante perché siamo riusciti a garantire la tenuta sociale, abbiamo spinto sull’acceleratore della Ricostruzione post sisma e abbiamo posto le basi perché il nuovo futuro delle Marche possa prendere forma”. Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli commenta i risultati del suo primo anno di mandato svolto insieme agli assessori Mirco Carloni, Stefano Aguzzi, Francesco Baldelli, Guido Castelli, Giorgia Latini e Filippo Saltamartini. La maggioranza di centrodestra infatti si è insediata in Consiglio regionale il 19 ottobre 2020. “Senza abbassare l’attenzione rispetto alla pandemia che è ancora in corso, con una campagna vaccinale che ha già coinvolto oltre l’84% dei marchigiani, dobbiamo concentrarci sul rilancio economico e complessivo dell’immagine di questa regione e della riscoperta dell’orgoglio marchigiano, per tornare a competere in quelle sfide che sono proprie di una terra dinamica e intraprendente come la nostra”.

Una grande opportunità deriva dalle risorse del PNRR ma sul tema il presidente Acquaroli non nasconde le sue preoccupazioni: “Il Pnrr vede coinvolte poco e male le Regioni – dice -. C’è il rischio di non dare le risposte che il territorio si aspetta. C’è un coinvolgimento più che altro burocratico delle Regioni e non sulla tipologia di spesa e sulle linee di indirizzo. Questo limita la nostra possibilità di apportare un contributo. Per esempio sul Pnrr dedicato alla Ricostruzione noi avremmo destinato molto di più alle infrastrutturali materiali perché le riteniamo fondamentali. In un territorio come quello colpito dal sisma le infrastrutture sono essenziali perché sono territori con altissime potenzialità ma irraggiungibili”.

Tra i risultati centrati in questi 12 mesi Acquaroli tra le altre cose ricorda le azioni per il rientro a scuola in sicurezza “grazie ai bandi per installare impianti di ventilazione meccanica e aerazione nelle aule e al potenziamento del TPL”, gli investimenti sul turismo “di grande impatto la scelta di Roberto Mancini come testimonial della nostra regione e la legge per la valorizzazione dei borghi e dei centri storici”, il lavoro per colmare il gap infrastrutturale “abbiamo recuperato quasi 100 milioni di euro per i porti di Pesaro, Ancona e San Benedetto”, i contributi per la ripartenza “microimprese (8,6 milioni) e pesca (3,9 milioni)”, le risorse destinate all’innovazione “i bandi su specializzazione intelligente (3 milioni), start up innovative (un milione) e attrazione investimenti strategici (1,6 milioni), ripartenza Mpi Artigianato (6,5 milioni), l’avvio dell’iter per la nuova legge urbanistica “ferma al 1990”, la prima Conferenza regionale dello sport, la riforma sulla riorganizzazione dell’ente da 12 servizi a 6 dipartimenti dopo vent’anni e l’inizio del percorso per la nuova programmazione dei fondi europei 21-27.

Sul fronte agricoltura, Acquaroli cita il risultato ottenuto come “distretto biologico più grande d’Europa” e il bando per la creazione d’impresa dei giovani agricoltori under 40 “finanziato con 30 milioni”, la nuova legge sull’enoturismo e la velocizzazione del 50% dei pagamenti alle imprese. Altrettanto importanti il primo Festival culturale dei borghi MArCHESTORIE, la proposta di legge per l’istituzione dell’Agenzia del turismo e dell’internazionalizzazione e il bando per la destagionalizzazione, la trasformazione della SVIM in SVEM, Sviluppo Europa Marche. E poi ancora il lavoro per il rilancio del sistema logistico e intermodale regionale a partire dal Protocollo d’Intesa porto aeroporto interporto, le nove nuove rotte dell’aeroporto delle Marche per collegare la regione all’Europa (13 milioni di euro), il masterplan delle infrastrutture stradali, l’avvio del tavolo tecnico per la terza corsia A14 e il monitoraggio delle opere autostradali, lo sblocco dei cantieri per la banda ultralarga.

Capitolo a parte la Sanità: “Abbiamo fermato il modello degli ospedali unici – continua Acquaroli – Non crediamo ad un modello di sanità centralizzata basato sull’ospedale unico. Vogliamo tornare ad una rete ospedaliera policentrica con un costante dialogo tra la rete ospedaliera ed i territori. Abbiamo approvato un masterplan dell’edilizia sanitaria e ospedaliera e abbiamo avviato il percorso per il nuovo Piano socio-sanitario e credo che nei prossimi 6-8 mesi si entrerà nel vivo della sua definizione. Non è questione di un mese in più o in meno, ma di andare a definire, senza ovviamente attendere tempi biblici, un Piano che sia punto di riferimento reale per i marchigiani nei prossimi anni. Intanto abbiamo commissionato uno studio sui fabbisogni sanitari delle Marche e avviato una campagna di ascolto nei Comuni.

Altro tema prioritario per la giunta Acquaroli la Ricostruzione post sisma: “Dopo oltre 5 anni è ancora enorme il numero delle persone che non sono tornate a casa – osserva – come è enorme il numero di cittadini che hanno abbandonato il centro del cratere sismico ed è enorme il gap delle infrastrutture. Diciamo che nell’ultimo anno abbiamo superato gli ostacoli più importanti, ci sono stati interventi anche legislativi che finalmente consentono poteri straordinari, le ordinanze del commissario Legnini che hanno messo un po’ di ordine ad un sistema normativo assolutamente fermo. Nonostante ciò dobbiamo lavorare di più e meglio, affinché si possano non solo ricostruire quanto prima le abitazioni, le scuole e restituire alle comunità le infrastrutture pubbliche essenziali, ma anche poter tornare a programmare uno sviluppo economico, occupazionale e restituire dinamicità a territori che hanno un altissimo potenziale: dal punto di vista agricolo, artigianale, culturale turistico. Un potenziale – insiste – che va assolutamente colto per tenere qui i giovani e fermare lo spopolamento delle aree interne. Abbiamo messo in campo delle sinergie con il Ministero per i Cis, con il commissario per il Pnrr ricostruzione, opportunità per le scuole. Siamo riusciti con un impegno fortissimo a far destinare 100 milioni di euro per la progettazione delle infrastrutture viarie, fondamentali per togliere questi territori dall”isolamento. Sono risorse che da sole non bastano – conclude -, ma riteniamo che siano un punto di partenza importante”.
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Scoperti 5 mila “furbetti” Rdc al Sud, camorristi tra i beneficiari

NAPOLI (ITALPRESS) – Chi aveva la Ferrari, chi la barca, chi molteplici appartamenti, chi un autonoleggio con 27 auto, chi una scuola di ballo. E c’è persino chi si è inventato di avere dei figli. C’è un pò di tutto tra coloro che hanno percepito indebitamente il reddito di cittadinanza nel Meridione d’Italia. E’ quanto è emerso tra il 1° maggio e il 17 ottobre nei controlli realizzati dai Carabinieri del Comando Interregionale “Ogaden”, con giurisdizione sulle Regioni Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata, insieme con il Comando Carabinieri Tutela del Lavoro. Controlli mirati a verificare la reale sussistenza dei requisiti da parte dei percettori del reddito di cittadinanza. Sono 4.839 le irregolarità riscontrate, il 12% dei 38.450 nuclei familiari controllati per un campione di 87.198 persone. Ben 1.338 percettori indebiti del reddito erano già noti alle Forze di Polizia per altri motivi e 90 di loro hanno condanne o precedenti per gravi reati di tipo associativo. Quasi 20 milioni di euro l’ammontare della cifra complessiva indebitamente percepita.
Tra i casi riscontrati in provincia di Napoli un 41enne percettore di Reddito di Cittadinanza al momento della richiesta aveva omesso di dire che era sottoposto a misura detentiva, benchè fosse agli arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico perfettamente funzionante. Nella stessa provincia sono stati denunciati tra gli altri 80 persone, tutti contigui alla criminalità organizzata, che con dichiarazioni omissive sono riusciti ad ottenere 852.515,91 euro di illecita percezione del reddito di cittadinanza.
A Canosa di Puglia e Trinitapoli (BT) le irregolarità emerse hanno riguardato cittadini stranieri sia comunitari, sia extra U.E, che hanno falsamente dichiarato di riunire il requisito della residenza in Italia da oltre 10 anni, risultando in realtà presenti da periodi molto più brevi, o addirittura già cancellati all’anagrafe poichè irreperibili da anni, ma artatamente ricomparsi e riscritti soltanto ai fini della presentazione della domanda tesa a ottenere il reddito di cittadinanza. Altri ancora, una volta ottenuto il reddito sono stati cancellati dall’anagrafe comunale poichè resisi irreperibili o rientrati nel proprio Paese di origine, tornando in Italia circa una volta al mese esclusivamente al fine di poter spendere e monetizzare quanto indebitamente percepito.
Secondo l’Inps allo scorso 30 aprile risultavano percettori del sussidio in Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata 387.076 nuclei familiari. I Carabinieri hanno controllato i requisiti di 87.198 soggetti appartenenti a 38.450 famiglie beneficiarie (9,9% del totale). Nel corso delle operazioni sono state riscontrate 4.839 irregolarità (pari al 12,6% dei controlli effettuati) e deferite in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria 3.484 persone (9,1% rispetto al numero dei nuclei familiari controllati). Di questi ultimi, il 38,4% sono soggetti già noti alle Forze di Polizia, tra cui il 2,6% (90) gravati da condanne o precedenti per reati associativi.
L’azione di contrasto ha evidenziato che, nel periodo e nel territorio controllati, le irregolarità riscontrate hanno generato 19.112.615,72 di euro percepiti indebitamente.
Tra i denunciati nell’intera operazione, il 60,2% sono uomini (2.097) e il restante 39,8% sono donne (1.387). Inoltre, il 59,4% dei deferiti sono cittadini italiani (2.071), mentre il restante 40,6% di nazionalità straniera (1.431).
In Campania, a fronte di 245.611 nuclei familiari percettori del sussidio, la Legione Carabinieri ha controllato 9.327 famiglie beneficiarie, per 25.296 soggetti. Nel corso delle operazioni sono state riscontrate 2.806 irregolarità (pari al 29,9% dei controlli effettuati) e deferite in stato di libertà 1.722 soggetti, 647 dei quali noti alle Forze di Polizia (75 per gravi reati associativi). Tra le persone deferite il 63,3% sono uomini (1090) e il restante 36,7% sono donne (632). Inoltre, il 60,4% dei deferiti sono cittadini italiani (1040), mentre il restante 39,6% di nazionalità straniera (682). L’azione di contrasto ha permesso di acclarare che, nel periodo in esame, è stata indebitamente percepita la somma complessiva di 9.379.796,36 euro.
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Green pass, Donato “Contro Puzzer provvedimenti sproporzionati”

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ROMA (ITALPRESS) – “I provvedimenti presi contro Stefano Puzzer appaiono sproporzionati e ingiustificati. Strumenti pensati per combattere l’illegalità e la violenza non possono essere applicati nei confronti di un cittadino che è andato da solo in piazza per sollecitare le risposte che il governo gli aveva promesso di dare e che è stato raggiunto da altri cittadini in segno di solidarietà”: così l’europarlamentare Francesca Donato commentando il foglio di via obbligatorio con divieto di soggiorno per un anno a Roma disposto dalla Questura della Capitale per Stefano Puzzer, il portuale di Trieste a capo della protesta no green pass, che ieri in piazza del Popolo a Roma aveva posizionato un banchetto e protestato contro il certificato verde.
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Il vento di Maserati Ghibli soffia da 55 anni

MODENA (ITALPRESS) – Maserati festeggia il 55esimo anniversario di Ghibli. Il 3 novembre 1966 debuttava sulla scena mondiale, presso lo stand Ghia del Salone di Torino, Maserati Ghibli, una nuova interpretazione del concetto di vettura gran turismo, un coupè a due posti disegnato da Giorgetto Giugiaro. Il nome richiamava un vento, una tradizione che si rinnova ancora oggi nella nuova Era della Casa del Tridente con Grecale. Ghibli è un vento forte e caldo del Nord Africa capace di trasportare una grande quantità di sabbia: una scelta non casuale in quanto la vettura si caratterizza per la velocità e per il “calore” del suoi contenuti tecnici e stilistici. Presentando Ghibli, Maserati propose una vettura dall’impronta sportiva, ma non esasperata: il motore era un nuovo progetto basato sull’esperienza del ben noto 8 cilindri, usato dalla Mexico, capace di erogare una potenza di 330 cavalli nella versione 4.700 cc, a cui fece seguito una ancora più prestazionale versione da 4.900 cc.
Per lasciare più spazio allo stile abbassando l’altezza del cofano, il motore venne dotato di carter secco, soluzione prettamente di stampo racing, che lo vedeva montato sul telaio, di tipo tubolare, in posizione molto bassa. Questa soluzione permetteva di conferire alla vettura quel caratteristico aspetto aggressivo e slanciato che fu uno dei cardini del suo successo.
Il design venne affidato alla Ghia che in quel periodo si serviva dell’opera creativa e progettuale di Giorgetto Giugiaro. Il dettaglio stilistico più significativo, che segna un deciso cambiamento con i modelli che precedevano Ghibli, era l’integrazione dei volumi: non c’è distinzione tra corpo vettura e abitacolo, che non è nè separato nè sovrapposto, bensì allineato in un’unica superficie. Se le linee sono geometriche e tese, la mano di Giugiaro garantisce di smussare il senso di rigidezza. La novità di stile più evidente è il frontale, decisamente originale per Maserati: i fari sono a scomparsa e la calandra è sottilissima occupando tutto il frontale della vettura. Al centro rimane, pur se in dimensioni ridotte, il logo Tridente. La vista laterale valorizza la linea slanciata di Ghibli: cofano lungo e basso, parabrezza molto inclinato, proporzioni perfette senza alcun decoro superfluo. Il montante triangolare posteriore assume una propria identità, diventando un elemento iconico ripreso anche in successivi modelli della Casa del Tridente. I cambiamenti rispetto al passato si notano, inoltre, nella concezione degli interni a due posti secchi, laddove le strumentazioni sono integrate in un disegno d’insieme che prevale sui singoli elementi. Il risultato è una gran turismo che si mantiene fedele allo stile esclusivo, di lusso, potenza, comfort, ma con un’anima racing, che da sempre contraddistingue le vetture Maserati.
Dopo la presentazione del 3 novembre 1966 al Salone di Torino, Ghibli veniva lanciata sul mercato nel 1967. L’anno successivo fu protagonista di un restyling degli interni e, a richiesta, poteva essere dotata anche di cambio automatico, oltre che del cambio manuale a 5 rapporti. Dal 1969 venne proposta anche la versione Spyder, eventualmente equipaggiata con hard-top, e un anno più tardi entrambi i modelli vennero offerti anche con motore 4.900 cc, assumendo la sigla di Ghibli SS. In questa conformazione la vettura rafforzò ulteriormente la sua solida posizione di mercato. In tutto, tra il 1967 e il 1972, sono state prodotte 128 Ghibli Spyder e oltre 1.200 Ghibli coupè: un esemplare fu acquistato da Henry Ford (nipote del fondatore), per posizionarla nella hall del Ford Product Development Center di Detroit, presentandola come un esempio da seguire e una fonte di ispirazione. Un’ispirazione che non venne meno alla Casa del Tridente: Ghibli è da sempre considerata una vettura iconica. Nel 2013 Maserati decise di presentare un nuovo modello, riproponendo il nome Ghibli per una berlina sportiva e iniziando così un’altra storia di successi.
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I rincari post-Covid preoccupano gli italiani

ROMA (ITALPRESS) – La pandemia che ha colpito il nostro Paese negli ultimi due anni ha avuto risvolti non solo sotto l’aspetto sanitario, ma anche da un punto di vista economico e finanziario a causa di lockdown e chiusure. Ad oggi, anche se la maggioranza della popolazione non ha subito gravi conseguenze a livello economico, esiste un 40% che, rispetto a prima dell’emergenza Covid19, si sente più povero e che si ritrova ad avere un bilancio familiare di segno negativo, con le uscite che superano le entrate. Una situazione che è anche conseguenza di un aumento del costo della vita che viene percepito da quasi l’80% degli italiani e causato sia dal normale andamento dell’inflazione, ma anche (e soprattutto) dagli effetti della pandemia, secondo un sondaggio di Euromedia Research. Un amento dei prezzi generalizzato e che, secondo le percezioni, riguarda qualsiasi tipologia di prodotti e servizi, anche se una quota rilevante riguarda i prodotti legati a carburanti ed energia. Meno evidenti, invece, gli aumenti per i prodotti alimentari.
Sondaggio Euromedia Research realizzato il 27/10/2021 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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“L’arte dell’ufficio stampa”, un manuale per strategie di comunicazione

ROMA (ITALPRESS) – Esce “L’Arte dell’ufficio stampa – Strategie di comunicazione tra informazione, media relations e web” edito da oVer Edizioni, che vuole essere un manuale pratico volto a offrire alcuni spunti di riflessione per chi intende affacciarsi alla professione di addetto stampa, quale figura tecnica ed esperta della comunicazione. Nel libro viene offerta anche una panoramica approfondita sulle competenze digitali e su come utilizzare i social network.
La prefazione del libro è a cura di Attilio Lombardi, Founder dell’Agenzia di comunicazione Ital Communications e Segretario Generale di Assocomunicatori, per il quale “comunicare vuol dire valorizzare l’immagine e la reputazione dei clienti in chiave positiva tanto sui media tradizionali e di nuova generazione, quanto presso gli stakeholders. In tal senso, fare comunicazione vuol dire aggiornarsi costantemente, avere una forte rete di contatti e una visione d’insieme con l’obiettivo di individuare, per ogni realtà da seguire, la strategia più idonea da intraprendere. Promuovere una realtà o un brand è come cucire un vestito su misura in base alle esigenze professionali che si vogliono raggiungere”.
La comunicazione ha bisogno di essere pianificata e organizzata, ricorrendo, nella maggior parte dei casi, al lavoro di un ufficio stampa professionale. Ogni notizia deve essere verificata per evitare il diffondersi di “fake news” e di imprecisioni. C’è un filo conduttore che unisce la diffusione dei comunicati stampa ai media, l’organizzazione di eventi, la creazione della rassegna stampa, l’utilizzo del web e dei social media, la realizzazione di foto e di video. Come farlo è spiegato nel libro “L’arte dell’ufficio stampa”, nel quale vengono esposte con chiarezza e semplicità le procedure consigliate per comunicare con successo iniziative, idee, prodotti ed eventi.
Secondo Gioia Tagliente, giornalista professionista, addetto stampa e autrice del libro, “il manuale è destinato a chiunque voglia conoscere e intraprendere la professione di addetto stampa ai tempi del web e dei social network. Per diventare un buon addetto stampa, oltre all’importanza dei contatti media e di conoscere gli strumenti da utilizzare, occorre mettere in campo esperienza e intuito, curiosità e precisione, regole e strategie nell’ambito della comunicazione con il fine di saper diffondere ai giornalisti le notizie in modo corretto. Nulla deve essere lasciato al caso, perchè ogni news ha una storia da raccontare, un media e un lettore a cui rivolgersi”.
Un percorso tecnico che nel manuale viene affrontato delineando i vari aspetti della figura dell’addetto stampa, con una prospettiva e una formazione, ormai ineludibile, verso le competenze digitali.
(ITALPRESS).