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Ultimo atto Suzuki Cup a Iani-Puliani su Swift Sport Hybrid

ROMA (ITALPRESS) – Il Rally Città di Modena ha offerto l’ennesima, spettacolare, battaglia per la Suzuki Rally Cup. L’atto conclusivo, ottavo stagionale per il trofeo monomarca promosso e organizzato da Suzuki Italia, è andato in scena nel contesto della Finale Nazionale Aci Sport Rally Cup Italia. Un weekend a Maranello, in Casa Ferrari, che ha reso merito ai protagonisti sulle Suzuki Swift Sport Hybrid di una stagione ricca d’emozioni, passata attraverso i rally delle maggiori serie nazionali, dall’asfalto del Campionato Italiano Rally a quello del Campionato Italiano WRC e agli sterrati del Campionato Italiano Rally Terra. Appuntamento che si è rivelato ostico per tutti i 238 partenti, che ha evidenziato una volta in più l’affidabilità e la competitività dei modelli messi in strada da Suzuki. Delle 11 vetture partenti 10 hanno tagliato il traguardo, con l’unico ritiro dovuto ad un capottamento. Inoltre si è confermato un trend positivo da sottolineare: in tutta la stagione non è stato mai utilizzato un ricambio meccanico per le Suzuki Swift Sport Hybrid. L’ultimo atto, ancora su asfalto, ha premiato uno dei volti emergenti tra le Suzuki in questo 2021. Si tratta di Igor Iani, ventenne pilota ossolano, che insieme a Nicola Puliani ha strappato la vittoria al Città di Modena dopo un duello all’ultima speciale con Giorgio Fichera e Ronny Celli, in condizioni estreme tra nebbia e bagnato. Tra le due Suzuki Swift Sport Hybrid è andata semplicemente più forte quella del giovane Iani, vincitore di 2 delle 5 prove speciali effettivamente affrontate. Decisivi gli scratch sulla prima “Ospitaletto”, la Power Stage, e sull’ultima prova del sabato. Due crono nelle quali Iani ha guadagnato prima la leadership assoluta, con un vantaggio iniziale di 10″ su Fichera, poi messo in ghiaccio nell’ultima speciale a fari accesi, dove ha respinto l’ultimo attacco del rivale e chiuso al vertice con un gap di 25’9″. Per il tandem Iani-Puliani si tratta del secondo successo stagionale, dopo il Rally di Alba, che li conferma al secondo posto assoluto della Suzuki Rally Cup, già consegnata nel precedente round a Simone Goldoni ed Eric Macori durante il Rally Due Valli. Risultato che consegna a Igor Iani anche la vittoria nella speciale classifica Under 25 e a Nicola Puliani la “palma” del miglior Navigatore. Piazza d’onore che va quindi a Giorgio Fichera, terza forza della serie, tra i migliori durante tutta l’annata e nuovamente in evidenza a Modena. Prestazione di sostanza quella del catanese, arricchita da due scratch consecutivi nella parte centrale della gara, quando la scarsa visibilità ha messo in difficoltà molti concorrenti, non solo tra le due ruote motrici. Completa il podio Suzuki Roberto Pellè, affiancato da Giulia Luraschi su altra Swift Sport Hybrid nella versione Ibrida. Il trentino chiude a 32’5″ da Iani e riesce guadagnare il terzo posto assoluto sfruttando l’uscita di strada, sul più bello, all’ultima speciale, del ligure Fabio Poggio che finisce con un capottamento senza conseguenze per lui e la navigatrice Valentina Briano. La Suzuki Rally Cup si conferma fucina di talenti. Oltre a Iani, la copertina del Rally Città di Modena propone due volti giovani. Tra questi il canavesano classe 2001 Alessandro Forneris, che conclude in bellezza la sua stagione nella coppa con il quarto posto assoluto di gara al volante della Swift in versione 1600 Sport, navigato da Luigi Cavagnetto. Dietro un altro ragazzo. La quinta posizione è infatti dell’esordiente Federico Gangi in coppia con Luca Vignolo, sulla classica della Swift R1 Sport. Era la solamente la sua seconda presenza tra le file della Rally Cup, eppure, dopo il debutto al Due Valli, il savonese è riuscito a confermare il suo talento anche sulle selettive e insidiose prove modenesi. Spazio ai giovani, ma anche ai “gentleman”. Tra questi è ormai una piacevole conferma quella del trevigiano Cristian Mantoet, con Roberto Simioni, che riesce a prendersi la prima vittoria di gara tra le Swift Racing Start. La curiosità racconta che Mantoet, che ha iniziato a correre nei rally lo scorso anno proprio tra le Swift, è riuscito a battere il suo maestro Claudio Vallino per poco più di 1″. Poco rammaricato l’esperto ligure Vallino, che insieme a Maurizio Vitali ha controllato la gara con l’unico obiettivo di arrivare in fondo per festeggiare la vittoria del trofeo riservato alle Racing Start. Completano la top ten assoluta la Swift Sport Hybrid di Sergio Denaro e Beatrice De Paoli seguita, al decimo posto, dalla Swift Racing Start di Marco Soliani e Clio Pittino.
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Ufficiale, Antonio Conte nuovo tecnico del Tottenham

LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Adesso è ufficiale: Antonio Conte è il nuovo allenatore del Tottenham. Lo ha annunciato il club di Londra sul proprio sito internet, informando che il tecnico salentino ha firmato fino al 2023 con opzione per prolungare ulteriormente l’avventura. Conte, libero dopo la rescissione con l’Inter e aver vinto il campionato in nerazzurro, torna in Premier dove ha allenato e trionfato sulla panchina del Chelsea. “Sono estremamente felice di tornare ad allenare e di farlo in un club di Premier League che ha l’ambizione di essere di nuovo protagonista – le prime parole da allenatore degli Spurs del tecnico salentino -. Il Tottenham ha strutture all’avanguardia e uno dei migliori stadi del mondo. Non vedo l’ora di iniziare a lavorare per trasmettere alla squadra e ai tifosi la passione, la mentalità e la determinazione che mi hanno sempre contraddistinto, come giocatore e come allenatore”. L’ex tecnico della Juventus ed ex ct della Nazionale, già la scorsa estate era stato contattato dal club.
“La scorsa estate non abbiamo firmato perchè la fine del mio rapporto con l’Inter era ancora troppo recente ed ero ancora emotivamente coinvolto, sentivo che non era ancora il momento giusto per tornare ad allenare – spiega Conte -, ma l’entusiasmo contagioso e la determinazione di Daniel Levy nel volermi affidare questo incarico avevano già colto nel segno. Ora che l’occasione è tornata, ho scelto di coglierla con grande convinzione”. Al Tottenham ritrova Fabio Paratici che con lui ha vinto alla Juventus. “Siamo lieti di dare il benvenuto ad Antonio nel club. Il suo curriculum parla da sè, ha una grande esperienza e ha vinto trofei sia in Italia che in Inghilterra. Avendo lavorato con lui alla Juventus, conosco in prima persona le qualità che Antonio può portarci – ha spiegato Paratici -. Non vedo l’ora di vederlo al lavoro alla guida del nostro talentuoso gruppo di giocatori”.
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Pioli “Con il Porto decisiva, a Roma vinto con merito”

MILANO (ITALPRESS) – “Purtroppo in Champions non siamo riusciti ancora a regalare ai tifosi le soddisfazioni che meritano, domani abbiamo l’opportunità di farlo”. Così il tecnico del Milan, Stefano Pioli, alla vigilia del match di Champions League contro il Porto. “Non dobbiamo pensare alle prossime partite, ma a quella di domani, ci crediamo e pensiamo di poter interrompere questa striscia negativa che abbiamo in Champions – ha aggiunto Pioli -. Nelle prime due partite meritavamo di più, ma ormai è andata, sentiamo di non meritare quello 0 in classifica e domani possiamo dimostrarlo. Siamo sempre stati bravi a imparare dai nostri errori, all’andata con il Porto abbiamo sbagliato, domani servirà grande concentrazione. Non pensiamo alla partita di domenica prossima, siamo concentrati su una squadra forte e che sta bene come il Porto”, dice il tecnico rossonero riferendosi al derby con l’Inter nel prossimo turno di campionato.
“Il Porto è una squadra forte, ha giocatori offensivi di qualità e velocità, dobbiamo essere molto lucidi cercando di non sbagliare le cose semplici e di essere propositivi e pericolosi, perchè abbiamo la qualità per fare gol”. Nei giorni scorsi, intanto, sono arrivati ancora i complimenti da parte dal responsabile dell’area tecnica del club, Paolo Maldini, che ha definito Pioli l’artefice della rinascita rossonera. “Quando viene riconosciuto il tuo lavoro, la professionalità, la serietà e la qualità di quel che fai è molto importante – ha spiegato l’allenatore -. Sono molto contento del rapporto che ho con il mio club e i miei dirigenti e siamo tutti convinti di poter continuare a lavorare bene insieme”. Si torna sul successo di domenica scorsa all’Olimpico contro i giallorossi. “A Roma abbiamo vinto perchè abbiamo giocato meglio e abbiamo perso a Oporto perchè abbiamo giocato peggio, penso a questo e non ad altre situazioni che non posso controllare”, taglia corto Pioli sulle polemiche successive alla gara vinta domenica all’Olimpico contro i giallorossi di Mourinho. “Ho analizzato con la squadra la partita, l’opinione che hanno da fuori non ci interessa molto, non possiamo perdere energie su altre situazioni”.
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Giorgetti “Draghi potrebbe guidare il convoglio anche dal Quirinale”

ROMA (ITALPRESS) – “Draghi potrebbe guidare il convoglio anche dal Quirinale”. Lo dice il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti a Bruno Vespa per il libro “Perchè Mussolini rovinò l’Italia (e perchè Draghi la sta risanando)” in uscita il 4 novembre per Mondadori Rai Libri.
“Già nell’autunno del 2020 le dissi – dichiara il ministro a Vespa – che la soluzione sarebbe stata confermare Mattarella ancora per un anno. Se questo non è possibile, va bene Draghi”. E il governo? “Draghi potrebbe guidare il convoglio anche da fuori. Sarebbe un semipresidenzialismo de facto, in cui il presidente della Repubblica allarga le sue funzioni approfittando di una politica debole”. Come ha fatto a suo tempo Napolitano, osserva Vespa. “Lui l’ha fatto dinanzi a un mondo politico spaesato”, precisa Giorgetti. “Draghi baderebbe all’economia”, aggiunge.
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Appello del Papa per la pace “Fermatevi, fabbricatori di armi”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi la predica dovrebbe essere guardare le tombe, alcune non hanno nemmeno un nome. Queste tombe sono un messaggio di pace. Fermatevi, fratelli e sorelle. Fermatevi, fabbricatori di armi, fermatevi”. Lo ha detto Papa Francesco, nella sua omelia durante la messa in commemorazione dei defunti, al Cimitero militare francese di Roma.
“Queste tombe parlano, gridano pace”, ha aggiunto il Pontefice.
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Di Maio “Basta ricatti della destra sul Colle per il voto anticipato”

ROMA (ITALPRESS) – “La Destra non usi il Colle per ricattare il Paese con il voto anticipato. Raggiungerebbe l’unico, inaccettabile, obiettivo di bloccare la ripresa”. Lo dice in un’intervista al quotidiano La Stampa il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
“Tornare al voto vorrebbe dire bloccare la ripresa del Paese, nel momento in cui dobbiamo gestire i fondi del Pnrr e concludere la campagna vaccinale. E’ semplicemente sbagliato”, sottolinea Di Maio, per il quale quello tra Letta e Conte per discutere di Quirinale “è stato un incontro legittimo tra due leader politici che ora sono chiamati a coinvolgere i loro gruppi parlamentari. E’ evidente che la discussione sul Colle sia uno degli argomenti politici di queste settimane”.
“Di sicuro Draghi ha tutto il nostro supporto per il lavoro che sta facendo – prosegue il ministro -. E se permette io non ho nessuna intenzione di entrare nel dibattito sul toto-Quirinale, che può avere come unico risultato quello di bruciare i nomi migliori”.
Alla domanda se il M5S ormai sia una costola del Pd, Di Maio risponde così: “Non scherziamo. Abbiamo identità diverse. Poi su lavoro e transizione ecologica abbiamo una visione comune, attorno alla quale stiamo costruendo un progetto condiviso. A differenza di quello che succedeva con la Lega, alla quale interessano solo i sondaggi e non il Paese. Mi pare però che neppure i sondaggi siano buoni per loro”.
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Agricoltura e ambiente, il Lazio punta sulla sostenibilità

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ROMA (ITALPRESS) – Intorno al tema della sostenibilità si gioca una sfida fondamentale su tanti fronti, in vista anche degli obiettivi europei dell’Agenda 2030, che prevede diciassette obiettivi legati all’ecosostenibilità, alla stabilità politica regionale e mondiale e al piano di investimenti per il Green deal europeo 2050, il piano di transizione ecologica per raggiungere le emissioni zero entro il 2050. C’è la possibilità di migliorare le condizioni di vita dei cittadini e di realizzare un modello virtuoso per la cura e per la valorizzazione del territorio e dell’ambiente, intervenendo anche sull’agricoltura. C’è la possibilità e la necessità di garantire la sicurezza dei prodotti agroalimentari, di intervenire sulla qualità urbana delle città e sull’inquinamento, di valorizzare il patrimonio paesaggistico e di promuovere il turismo e di produrre sviluppo e innovazione in vari campi strategici come le energie rinnovabili e l’economia green. Il tema della sostenibilità è trasversale ed è uno dei motori di sviluppo del Lazio che la Regione sta realizzando con progetti, investimenti e atti legislativi.

Il presidente VIII Commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio, Valerio Novelli, ha parlato con Italpress dei piani e degli interventi che la Commissione sta portando avanti su questi temi. ‘Il Piano di sviluppo rurale del nuovo settennato l’assessorato di riferimento, ossia quello dell’agricoltura, insieme alla direzione, lo stanno ancora pianificando e progettando. Sicuramente, anche se non ho ancora un riscontro certo, le misure saranno per esempio sul biologico, sui giovani, sul passaggio da un’agricoltura tradizionale a una biologica – ha spiegato Novelli – Questo anche per venire incontro al discorso della transizione ecologica che stiamo portando avanti con il nuovo assessorato di Roberta Lombardi. I due assessorati, cioè agricoltura e transizione ecologica, stanno lavorando in sinergia proprio perché siamo convinti che sia l’agricoltura che anche il nuovo modo di ripensare l’impresa rispetto alla transizione ecologica devono andare di pari passo”.

A unire il connubio tra ambiente e agricoltura e l’incentivazione del settore biologico è la legge sui biodistretti, che permette alle aziende agricole di unirsi ed essere maggiormente competitive sui mercati nazionali e internazionali: ‘E’ stata un’ottima legge – afferma il presidente – perché va incontro proprio all’indirizzo politico che questa legislatura ha voluto mettere in campo già da subito, ovvero quella di fare rete fra imprese e aziende agricole. Diventa fondamentale per essere più competitivi soprattutto a livello internazionale. Vogliamo far cadere lo stereotipo de ‘l’ettaro è mio e lo gestisco io’ e la legge sui biodistretti va proprio verso questo senso: mette in rete aziende agricole di trasformazione di turismo rurale, le fa convivere e le fa partecipare insieme”. Poi Novelli ha proseguito spiegando che “subito dopo l’uscita di questa legge abbiamo riscontrato un grandissimo interesse verso questi biodistretti e ne incentiva la nascita. Proprio la settimana scorsa sono stato all’inaugurazione della nascita del biodistretto etrusco-romano, abbiamo ricevuto la volontà dei sindaci dei Castelli di far nascere il biodistretto di Marino e i comuni limitrofi, ne sta nascendo un altro nella Tuscia nord.

E ha annunciato: “La prossima settimana porterò in commissione da me i due piani triennali che hanno presentato i biodistretti di via Amerina, il più antico che abbiamo qui nel Lazio e quello Etrusco Romano proprio per dare un segnale che la politica c’è, che è accanto a queste iniziative, pronta per incentivarli. La legge, oltre a definire che cos’è un biodistretto e a definire gli organi amministrativi dello stesso, ha una parte di finanziamenti sulla promozione e sulla diffusione dell’enogastronomia al loro interno e proprio un mese fa è uscito il primo bando da 400mila euro proprio a supporto dei biodistretti. Quindi non solo la legge funziona, ma è anche finanziata e ha anche una sua attuazione in quanto in commissione è passato da poco tempo il regolamento attuativo. Su questo la Regione ha puntato tanto”.
Per quanto riguarda la semplificazione amministrativa in agricoltura “abbiamo già fatto un grandissimo passo avanti”, ha detto il presidente”. Nell’ultimo collegato di bilancio è stato istituito l’ufficio unico per le autorizzazioni in agricoltura. In sostanza si tratta di un ufficio centrale regionale che raccoglie le richieste di permesso delle aziende agricole, sia per quanto concerne le aperture che eventuali modifiche all’attività. Prima, infatti, l’imprenditore agricolo doveva “vagare” tra gli uffici pubblici per ottenere permessi, ora invece è la Regione Lazio che, attraverso una conferenza dei servizi, convoca tutti i soggetti che sono interessati alla richiesta dell’imprenditore agricolo. In quella sede viene concesso o negato il permesso relativo alla richiesta specifica. Si tratta di una riforma nell’ottica della semplificazione.

“Mi piace fare questo esempio – ha proseguito – quando si parla di attività produttiva, un imprenditore che vuole aprire una sua attività in città può alzare tranquillamente la serranda del suo negozio e lì ci sono la luce, l’acqua, le fogne e una serie di servizi già pronti, noi invece dobbiamo capire che siamo in campagna quindi le nostre aziende agricole devono portare acqua, luce e adempiere a dei procedimenti che sono molto lunghi e che naturalmente coinvolgono più enti’.
“Quindi – ha sottolineato Novelli – il nostro imprenditore agricolo per aprire un pozzo, per esempio, doveva intraprendere un giro nella burocrazia come se fosse un pellegrino errante. Oggi, invece, in Regione Lazio abbiamo aperto un ufficio che si chiama proprio ‘per la semplificazione in agricoltura’, dove l’agricoltore, dopo che ha fatto la fase istruttoria, porta tutto allo sportello unico che lo gira in direzione, la direzione esamina il fascicolo, chiama tutti gli enti in una conferenza di servizi e quel giorno a quell’ora viene dato il permesso all’agricoltore per fare ciò che aveva chiesto di fare. Naturalmente l’ente che non viene si dichiara come silenzio assenso. Questa è un po’ una rivoluzione del mondo agricolo. Più che la distribuzione dei fondi, l’agricoltore aveva necessità di una semplificazione nelle procedura e utilizzando proprio la conferenza dei servizi in questo senso abbiamo dato una risposta forte a questa esigenza”.

Il presidente Novelli ha poi fatto un focus sulla redditività dell’azienda e dell’imprenditore agricolo: ‘Abbiamo fatto un’ulteriore rivoluzione in Regione trasformando la vecchia legge sugli agriturismi nella cosiddetta ‘diversificazione agricola’. Oggi l’imprenditore agricolo in regime di multifunzionalità, ossia da solo, oppure di multimprenditorialità, ossia insieme a un altro, possono all’interno della propria attività agricola inserire delle attività connesse all’agricoltura stessa dando quindi nuova linfa e reddito all’azienda. Questa diversificazione naturalmente deve partire dal fatto che l’azienda agricola ha sempre la sua preminenza. Infatti, le attività connesse possono essere effettuate all’interno dell’azienda agricola utilizzando solamente il 10% dell’estensione al massimo fino a un ettaro. Questo ha aperto naturalmente tantissimi scenari: gli agricoltori oggi possono all’interno della loro azienda agricola ospitare un maneggio, un orto sociale, un ristorante a servizio dell’agriturismo e questo dà una forte redditività nuova rispetto al solo seminare. Abbinato alla semplificazione ecco che oggi io dico sempre che se questa legislatura sarà ricordata lo sarà per ciò che abbiamo fatto per il comparto agricolo e per i piani di assetto dei parchi”.

Infatti, durante questa legislatura Novelli ha lavorato molto per quanto concerne l’approvazione dei Piani d’Assetto dei Parchi laziali. In questi 3 anni e mezzo di legislatura sono stati approvati in via definitiva sette Piani d’Assetto: Parco dell’Appia Antica, Riserva Naturale dell’Insugherata, Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, Riserva Naturale di Decima Malafede, Riserva Naturale di Acquafredda, Parco della Marcigliana e Riserva Naturale Montagne della Duchessa. ‘Un piano d’assetto è uno strumento urbanistico e di pianificazione e di sviluppo economico che regola tutta la vita del parco stesso – ha spiegato – I nostri parchi erano completamente ingessati rispetto uno sviluppo perché erano soggetti alle norme di salvaguardia che sono molto stringenti, il piano di assetto invece dà una prospettiva di sviluppo ecosostenibile del territorio. Dal 1997, con l’entrata in vigore della legge regionale 29 che legifera sui parchi, era stato fatto un solo piano d’assetto su quasi circa 20 parchi. Noi siamo la Regione che ha più aree protette in italia e questo grande ritardo ha messo in difficoltà non solo la tutela stessa del territorio, ma anche le attività produttive, soprattutto agricole, che si trovano all’interno del parco’.
“Negli anni ‘80-’90 – ha detto ancora Novelli – iniziano a formarsi queste aree naturali protette per mettere uno stop alla grandissima speculazione edilizia che in quegli anni imperversava sul territorio di Roma e gli agricoltori erano avvantaggiati a fare agricoltura nel parco, ma con le norme l’assioma si è completamente rivoltato. Oggi invece solamente con questa legislatura ne abbiamo portati a compimento 7, tra cui alcuni che sono fondamentali come il parco dell’Appia Antica uno dei più belli che tutto il mondo ci invidia, anche perché ha un aspetto archeologico al suo interno, oppure il parco di decima malafede e della Marcigliana, che per estensione sono i parchi più grandi che si trovano all’interno dei confini di Roma Capitale. Il lavoro è stato molto difficile perché arrivandoci un piano d’assetto che fondamentalmente era vecchio di 35 anni, anche il territorio era morfologicamente cambiato, quindi con grande passione e responsabilità la commissione e tutti i commissari con cui lavoro ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo fatto un lavoro non soltanto di approvazione, ma soprattutto di aggiornamento del parco stesso partendo dall’ascolto dei territori, che è diventato a quel punto assolutamente fondamentale proprio per capire come era oggi la fotografia del parco”.

Sul bisogno di investire e di adottare politiche comuni sull’ambiente si parla da tempo e trova quasi tutti d’accordo. I fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati all’ambiente saranno circa 70 miliardi, di cui una parte sono quelli provenienti dal Recovery Fund cui si aggiungono un miliardo e 300 milioni di React Eu e 9,32 miliardi del fondo complementare governativo che affiancherà i fondi europei. ‘I tavoli stanno lavorando in questo periodo alacremente – ha affermato il presidente – Naturalmente i progetti sono tantissimi ma partono da alcuni presupposti fondamentali che sono prima di tutto quello della decarbonizzazione della Regione Lazio. Noi oggi quei soldi che arriveranno li dobbiamo destinare a togliere completamente e azzerare le centrali a carbone che si trovano sul territorio laziale, primo tra tutti il polo industriale di Civitavecchia, uno tra i più inquinanti che si trovano nella Regione. La prima cosa che dobbiamo fare è eliminare il carbone per produrre energia, quindi ci dobbiamo rivolgere alle nuove tecnologie e quindi alle nuove forme di energia sostenibile, ovvero il fotovoltaico, l’eolico. Sicuramente parte di quei soldi dovranno andare a rivedere tutto quanto il sistema di produzione energetica della Regione Lazio. Poi naturalmente i temi sono tantissimi, ma già riuscire a spostare la produzione di energia con energia sostenibile e darci dei tempi per arrivare finalmente ad avere una produzione di energia che arrivi a tutti e che sia energia pulita è già un grandissimo risultato. Su questo l’assessorato alla transizione ecologica sta facendo un grandissimo lavoro”.
Serve però un equilibrio tra il consumo di risorse e la loro rigenerazione, così come tra produzioni inquinanti e la loro naturale eliminazione. “Il ciclo dei rifiuti è l’altro filone per investimenti del Pnrr – ha aggiunto – Noi come Lazio siamo una regione un po’ anomala perché solo noi ospitiamo una megalopoli come è Roma. Capiamo quanto è difficile riuscire a chiudere il ciclo dei rifiuti in maniera virtuosa. Sicuramente oggi la tecnologia ce lo permette. Assieme all’assessore Lombardi siamo stati da ‘Ecomondo’ a Rimini, dove abbiamo visto tante aziende sul settore rifiuti che stanno affinando e migliorando le tecniche per riciclare, riusare e trasformare il rifiuto organico per esempio in compost. Quindi le tecniche per chiudere il ciclo virtuoso dei rifiuti sicuramente ci sono, bisogna avere la volontà, i fondi e i finanziamenti e io credo che sicuramente con il Pnrr ci sarà una spinta incredibile verso questo’.
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Per le imprese dell’industria e dei servizi valore aggiunto di 826 mld

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2019 le imprese industriali e dei servizi sono 4,2 milioni e generano un valore aggiunto di 826 miliardi, in crescita del 2,4% sul 2018 (+1,8% nell’industria in senso stretto, +2,4% nei servizi e +5,8% nelle costruzioni). Oltre la metà del valore aggiunto (56,6%) proviene dai gruppi di impresa. In queste imprese il valore aggiunto per addetto è di oltre 78mila euro contro i quasi 33mila delle imprese indipendenti. E’ quanto emerge da un report dell’Istat.
La produttività media è lievemente più elevata nei gruppi multinazionali con vertice residente all’estero (95mila euro per addetto) rispetto a quelli con vertice in Italia (94mila euro), e molto inferiore in quelli domestici (57mila euro).
Le imprese attive nell’industria e nei servizi di mercato occupano 16,9 milioni di addetti, di cui 12,2 milioni di dipendenti. Il 79,4% di questa opera nel settore dei servizi, occupa il 67,7% degli addetti e produce il 57,6% del valore aggiunto totale. L’11,4% è attivo nelle costruzioni, assorbe il 7,8% degli addetti e produce il 6,4% del valore aggiunto totale. Infine, il 9,2% delle imprese attive opera nell’industria in senso stretto, occupa il 24,4% degli addetti e realizza il 36,1% del valore aggiunto totale.
La quasi totalità delle imprese (94,8%) ha meno di 10 addetti, occupa il 43,2% degli addetti e produce il 26,8% del valore aggiunto totale. All’opposto, le imprese con 250 addetti e oltre sono solo lo 0,1%, con il 23,3% degli addetti il 35,3% del valore aggiunto.
Il 3,6% delle imprese (152.908) è organizzato in strutture in gruppi (100.405), con 6 milioni di addetti e 5,8 milioni di dipendenti. Il 2,2% delle imprese organizzate in gruppo ha 250 addetti e oltre, occupa il 59,4% degli addetti dei gruppi e produce il 59,6% del valore aggiunto.
I gruppi sono controllati nell’11% dei casi da un soggetto residente all’estero e per il restante 89% da soggetti residenti in Italia. I gruppi domestici (formati solo da imprese residenti) rappresentano l’80,2% del totale dei gruppi, controllano una analoga quota (80,2%) delle imprese appartenenti a gruppi e assorbono il 42,9% degli addetti.
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