Home Senza categoria Pagina 2482

Senza categoria

Economia sommersa in calo prima dell’emergenza Covid

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2019 l’economia non osservata vale 203 miliardi di euro, pari all’11,3% del Pil. Rispetto al 2018 si riduce di oltre 5 miliardi (-2,6%) confermando la tendenza in atto dal 2014. La componente dell’economia sommersa ammonta a poco più di 183 miliardi di euro mentre quella delle attività illegali supera i 19 miliardi. Sono 3 milioni 586 mila le unità di lavoro irregolari nel 2019, in calo di oltre 57mila rispetto all’anno precedente. L’economia non osservata è costituita dalle attività produttive di mercato che, per motivi diversi, sfuggono all’osservazione diretta ponendo particolari problemi di misurazione. Essa comprende, essenzialmente, l’economia sommersa e quella illegale. Le principali componenti dell’economia sommersa sono costituite dal valore aggiunto occultato tramite comunicazioni volutamente errate del fatturato e/o dei costi (sotto-dichiarazione del valore aggiunto) o generato mediante l’utilizzo di lavoro irregolare. A questo si aggiunge il valore dei fitti in nero, delle mance e una quota che emerge dalla riconciliazione fra le stime degli aggregati dell’offerta e della domanda. Quest’ultima integrazione contiene, in proporzione non identificabile, effetti collegabili a elementi di carattere puramente statistico e componenti del sommerso non completamente colte attraverso le consuete procedure di stima.
L’economia illegale include sia le attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibite dalla legge, sia quelle che, pur essendo legali, sono svolte da operatori non autorizzati. Le attività illegali incluse nel Pil dei Paesi dell’Unione europea sono la produzione e il commercio di stupefacenti, i servizi di prostituzione e il contrabbando di sigarette.
Nel 2019 il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, ovvero dalla somma di economia sommersa e attività illegali, si è attestato a 202,9 miliardi di euro, con una flessione del 2,6% rispetto all’anno precedente (quando era di 208,2 miliardi di euro) in controtendenza rispetto all’andamento del valore aggiunto, cresciuto dell’1,3%.
(ITALPRESS).

Al Policlinico Vanvitelli di Napoli la terapia genica per la vista

ROMA (ITALPRESS) – Sono dieci i bambini, provenienti da diverse regioni del Centro e del Nord Italia, ad aver riacquistato la vista grazie alla prima terapia genica, voretigene neparvovec di Novartis, per distrofie retiniche ereditarie effettuata presso l’Azienda ospedaliera dell’Ateneo Vanvitelli di Napoli. Una terapia, approvata e rimborsata in Italia, per una rara forma di distrofia retinica ereditaria, quella legata a mutazioni in entrambe le copie del gene RPE65, che ha visto il suo esordio, circa 15 anni fa, con una sperimentazione di fase I realizzata grazie alla collaborazione tra l’Università Vanvitelli, la Fondazione Telethon e il Children Hospital di Philadelphia.
Un successo che conferma l’eccellenza della sanità campana nella capacità di visione, nella ricerca scientifica e nella pratica clinica e che rende Napoli un punto di riferimento a livello nazionale per il trattamento di malattie rare della retina. Non solo, mostra l’efficacia e il valore della collaborazione tra pubblico e privato nel garantire a pazienti che fino a poco tempo fa non avevano possibilità di cura l’accesso alle terapie più innovative.
“I dieci pazienti trattati oggi possono scrivere, leggere (passando di fatto, in alcuni casi, dal braille alla carta e alla penna) e muoversi in autonomia. I risultati che abbiamo ottenuto – allargamento del campo visivo, aumento della capacità visiva da vicino, da lontano e in condizione di scarsa luminosità – hanno, quindi, un profondo valore scientifico e clinico oltre a testimoniare che, in una patologia degenerativa, la via del trattamento precoce è quella vincente – afferma Francesca Simonelli, professore ordinario di Oftalmologia e direttrice della Clinica Oculistica dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli – Nel 2019, inoltre, autorizzati da AIFA abbiamo trattato i primi due bambini in Italia, e oggi dopo quasi 2 anni dalla terapia possiamo confermare un’assoluta stabilità dei risultati ottenuti e un buon profilo di sicurezza. Dati che ci rendono fiduciosi che quanto ottenuto in termini di capacità visiva perduri nel lungo periodo”.
Risultati importanti frutto di anni di ricerca in campo clinico, genetico e tecnologico e che mostrano prospettive rivoluzionarie nella cura di patologie invalidanti come le distrofie retiniche ereditarie.
Tuttavia, trattare un paziente affetto da distrofia retinica ereditaria con terapia genica richiede un percorso preparatorio per staff clinico e paziente ed un processo di somministrazione estremamente complessi che richiedono una lunga preparazione. La Clinica Oculistica dell’Università Vanvitelli di Napoli è il primo centro in Italia ad essere stato certificato per la somministrazione della terapia genica (voretigene neparvovec), un processo articolato che coinvolge un’equipe altamente specializzata e adeguatamente formata composta da clinici, medici, chirurghi, farmacisti ospedalieri, infermieri e tecnici che collaborano in sinergia durante l’intervento.
“Siamo particolarmente entusiasti che il nostro Centro, che in Europa ha la maggiore casistica di pazienti in età pediatrica trattati con Luxturna, possa scrivere questa nuova pagina della Medicina insieme alla Regione Campania – ha commentato la professoressa Simonelli – Fino ad inizio anno non avevamo terapie approvate per il trattamento delle distrofie retiniche ereditarie, mentre ora abbiamo a disposizione una terapia una tantum che ci permette di offrire una speranza reale ai pazienti e alle loro famiglie”.
“Il raggiungimento di questo importante traguardo – si legge in una nota – è solo il primo passo di una nuova strada verso il futuro e non celebra soltanto un successo in ambito clinico e terapeutico, ma anche un nuovo modello di sanità che garantisce l’accesso alle terapie più innovative grazie ad una profonda sinergia tra istituzioni, pubblico e privato, un nuovo sistema, basato sulla co-creazione, virtuoso ed efficiente di cui la sanità campana, con le sue eccellenze, fa già parte”.
(ITALPRESS).

Pioli “Porto step da superare, Ibra non partirà titolare”

MILANO (ITALPRESS) – “Affrontiamo un avversario solido, compatto, con giocatori offensivi veloci. Sarà una partita che presenterà difficoltà tipiche dei match di alto livello”. Così il tecnico del Milan, Stefano Pioli, alla vigilia della sfida di Champions League contro il Porto. “Abbiamo studiato bene il Porto e preparato la nostra strategia, sperando che dia i frutti – ha spiegato il mister rossonero in conferenza stampa – Ibra titolare? Sta meglio, ma sabato ha giocato 15 minuti. Potrà aumentare il minutaggio, ma non credo abbia tanto di più nelle gambe. Bennacer? Sta bene, è tornato in buone condizioni ed è pronto per giocare domani”. “Manca tanto per tornare grandi, ma siamo sulla strada giusta – ha proseguito l’ex mister di Fiorentina, Lazio e Inter – Ci sono ancora tanti step da superare, come quello di domani. La squadra vuole arrivare finalmente ad un risultato positivo in Champions. Dobbiamo restare lucidi e concentrati per tutta la partita. Nelle prime due gare abbiamo pagato i piccoli dettagli e perso le prime due per alcune disattenzioni in fase difensiva”. L’attaccante rossonero Leao non usa mezzi termini: “E’ una finale, e lo sarà dai primi minuti. Vogliamo giocare con la testa giusta perchè il Porto è una bella squadra con qualità ed un allenatore (Conceicao, ndr) conosce il calcio italiano”. Il Porto è un avversario temibile: “Giocare contro di loro è sempre difficile ma domani per me e i miei compagni sarà una finale, vogliamo vincere e fare punti per andare avanti. Siamo una squadra giovane ma con la testa giusta. Ci sono giocatori di esperienza e domani possiamo mostrare quello che sappiamo fare”.
(ITALPRESS).

Mattarella “Addolora la violenza che ostacola la ripresa”

PISA (ITALPRESS) – “Sorprende e addolora che proprio oggi vediamo una ripresa, e non quando vi erano momenti con l’orizzonte oscuro, quando si temeva il crollo del Paese, proprio adesso esplodono fenomeni, iniziative e atti di violenza e di aggressiva contestazione. Quasi a volere ostacolare la ripresa che il Paese sta vivendo e che deve essere condotta a buon fine con fatica e impegno. Sono comportamenti che creano tristezza e non tanto allarme, perchè si infrangono contro il comportamento responsabile di larga parte dei nostri concittadini”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Pisa.
“Un anno addietro c’erano centinaia di vittime ogni giorni, ospedali stracolmi, sanitari generosamente impegnati fino allo stremo delle forze, accertamenti sanitari rinviati, il Paese sostanzialmente chiuso, una drammatica perdita di posti di lavoro – ha sottolineato il capo dello Stato -. Tutto questo è alle nostre spalle perchè la scienza ci ha consegnato i vaccini. La vaccinazione e le misure di prudenza hanno sconfitto il contagio, speriamo che sia alle nostre spalle”.
“Questo lo dobbiamo al senso di responsabilità e saggezza di larga parte dei nostri concittadini – ha aggiunto Mattarella -. Siamo ripartiti, la condizione economica del Paese è in una crescita che supera le speranze, ai massimi come media rispetto all’Europa. Abbiamo prospettive incoraggianti, il Paese torna a respirare e a vivere, questo lo dobbiamo alla scienza e al senso di responsabilità dei nostri concittadini”.
“Siamo sempre chiamati a nuovi inizi, è sempre un pericolo pensare di rievocare antichi fasti”, ha evidenziato il presidente.
Per Mattarella va contrastata “la deriva antiscientifica, fortunatamente minoritaria, che mira a bloccare il futuro, e porta a ricondurre tutto al passato”.
(ITALPRESS).

NAPOLI CONTINUO E JUVE UTILITARIA

Osimhen Victor-Vittoria. Benvenuto in Italia. Non solo a Napoli. Benvenuto fra i pochi campioni che contribuiscono a ridare al Campionato il suo antico valore ridimensionato da un continuo, inarrestabile e truffaldino mercato delle bufale. Forse non ha nei piedi tutti i gol di Lukaku ma imparerà e finirà per superare Romelu, già distanziato per qualità di gioco, quando Spalletti o il Destino gli avranno suggerito il contropiede, dopodichè vedrete all’opera un sodale del Club dei Mostri, quello di Pogba, Cavani, Higuaìn, Dybala, Ronaldo, Ibrahimovic, Lukaku. Dimentico qualcuno? Già. Mi manca un Italiano. Immobile e Insigne a crescere, non ne “sento” altri e soffro di non avere idoli nostrani da adorare, se non un Chiesa che sta crescendo vistosamente. Almeno ci fossimo tenuti Jorginho. Quando il Napoli se ne privò protestai. Inutilmente. Ma lasciamo perdere inni e canti ai nostri santi pallonari per rendere omaggio al Napoli-squadra che sta proponendo un calcio finalmente di qualità internazionale, ahimè nella stagione in cui un tentativo di ammutinamento gli ha negato la partecipazione alla Champions. Juric, pur in ritardo, è stato castigato ieri per il fatal verdetto veronese che tagliò le ali agli azzurri. In verità, il torneo nostrano sta salendo verso livelli dimenticati non solo grazie a Aurelio il Magnifico e al suo profeta Spalletti, ma la continuità del Napoli – otto su otto da meraviglia – si distingue perchè presenta le condizioni di classifica ideali, 19 gol fatti, tre subiti. Non solo: è felicemente estraneo al dibattito perditempo fra risultatisti e estetisti perchè è una realtà indiscutibile, non da bar sport. E ancora: non è afflitto – come certi sciagurati vorrebbero – da complottismo o altre forme di sospetti che nel tempo lo hanno frenato, danneggiato, sconfitto. Spalletti non è uno che le manda a dire, è polemico la sua parte, ma a differenza del corregionale Sarri non è tipo da perdere uno scudetto…in albergo. Come fece Il Comandante Disarmato in un albergo fiorentino, spaventato da un arbitraggio ostile. Siamo ancora lontanissimi dai tempi decisivi eppure è già possibile analizzare al volo le signore del gruppo di testa che stanno per essere raggiunte dalla Signora per eccellenza, la Juve che si è offerta all’esame Mourinho nella sua nuova (chissà se provvisoria) veste suggerita da una partenza disastrosa: è una utilitaria, secondo la definizione suggerita per una virtuosa e miracolosa Panda (non quella di Spalletti…) “caratterizzata – dice il listino – da dimensioni e dotazioni essenziali, progettata per assolvere le più correnti funzioni del gioco”, purtuttavia regina del mercato. E’ troppo ricca di campioni e talenti, la Juve, per restare sottotraccia, a dieci punti dal vertice napoletano, dietro la stessa Roma cui ha inflitto una lezione di fantasiosa praticità. Allegri non ha ancora dato alla squadra la fisionomia amorosa del quinquennio tricolore ma intanto ha ridimensionato i sogni giallorossi nati con l’arrivo del Divo Mourinho che finalmente ha sentito il rumore dei nemici: nonostante avversari, commentatori, vip e meschini si affannino a lusingarlo. Gli fanno un torto. L’Allegri ritrovato deve acquisire anche l’equilibrio del Milan di Pioli che insieme al Napoli, ancorchè più timidamente, sta restituendo al campionato l’antica qualità e bellezza di quando si giocava a sedici. Ma questa è un’altra storia.

NAPOLI E MILAN A FATICA, JUVE OK E INTER KO

In attesa delle Coppe, il Napoli ha vinto contro un buon Torino con un gol del solito Osimhen. Juve (quasi) alle stelle, Inter (quasi) alle stalle. Molte reti, emozioni, sorprese proteste, risse, arbitri in difficoltà e VAR a tutto spiano: è stata una ottava giornata molto ricca di fatti, in cui quasi tutti hanno avuto qualcosa da dire (e ridire). Al Napoli di Spalletti non è sfuggita l’ottava vittoria consecutiva. Erano a confronto la prima e la terza difesa del campionato. Insigne (poi sostituito) si è fatto parare un rigore: è il terzo sbagliato. Un buon Torino ha contenuto la capolista, tentando di colpire alcune volte. Nella ripresa Di Lorenzo ha sbloccato la partita, ma il VAR ha detto no. Lozano ha colpito un palo e non ha gradito la sostituzione. Ospina salvifico su un tentativo di Brekalo, molto pericoloso. Poi un imperioso colpo di testa di Osimhen ha deciso la gara. Si sono rivisti Belotti e Mertens. La difesa partenopea ha subito solo tre gol. Un record. Il rimaneggiato Milan era andato sotto di due gol contro il “fatal Verona”. Poi ha recuperato e vinto grazie a un autogol di Gunter. Si è visto persino Ibrahimovic, nel finale. La squadra di Tudor gioca e segna (17 gol, pochi hanno fatto meglio). A Pioli mancavano alcuni titolari e il successo sugli scaligeri vale doppio, perchè la partita sembrava compromessa e invece…La vittoria della Lazio sull’Inter, macchiata dalla rissa per il gol di Felipe Anderson con Dimarco a terra e poi la mischia fine: confermato il basso livello di sportività e la voglia di menar le mani che c’è in giro (non solo nel calcio). Ma il regolamento non prevede l’arresto del gioco. Fair play? Parolaccia. L’ex laziale Simone Inzaghi ci è rimasto male, dopo le accoglienze cordiali dei suoi ex tifosi. Sconfitta amara. Gli pareva di avere la partita in mano e si è ritrovato beffato. Ora l’Inter è a 7 punti dal Napoli e a 5 dai Milan. E alle porte batte la Juve. Il campionato è ancora lungo, ma il palcoscenico nerazzurro scricchiola. Per la Lazio un buon passo avanti verso la zona Champions. Il vittorioso Sarri dirà ancora che questo non è sport, è show ? La sfida fra Allegri e il polemico Mourinho è stata decisa da un gol di Kean. Un rigore molto discusso (Abraham aveva segnato) è stato parato da Szczesny a Veretout, uno specialista. Non impeccabile Orsato: polemiche in vista. Con il quarto successo consecutivo in campionato, la Juve è già alle porte della zona Champions, ma la Roma (bella ripresa, pareggio sfiorato) è ancora avanti e l’Inter -avversaria nel week-end- a +3. L’Atalanta (Ilicic doppietta e un rigore alle stelle) ha vinto a Empoli, contro un avversario vivace, ma non all’altezza della squadra di Gasp. Zapata gol n.100. L’Udinese è riuscita a pareggiare contro il Bologna una partita giocata lungamente in dieci per l’espulsione di Pereyra. Mihajlovic ci sarà rimasto male. Friulani molto tenaci. La Fiorentina nel Monday Night giocherà a Venezia. Zanetti ha l’attacco meno prolifico (5 gol segnati). Infortunato Dragowski, Terracciano fra i pali fra i viola che guardano all’alta classifica. Il “nuovo” portiere Romero nella panchina lagunare. Dirigerà Massimi. In coda, il Genoa ha acciuffato in extremis con Vasquez il pareggio in una gara difficile col Sassuolo. Per Preziosi un addio ricco di emozioni. L’ex rossoblù Scamacca aveva segnato tre gol (uno annullato), ma la situazione di classifica dei rossoblu è rimasta complicata. Importante vittoria in rimonta dello Spezia sulla Salernitana. I cambi sono stati decisivi e ha deciso un gran gol di Kovalenko, alla prima dall’inizio. Il primo successo stagionale del Cagliari di Mazzarri (che non vinceva da una vita in casa) ha affossato la Sampdoria e messo in difficoltà D’Aversa, espulso nel finale, quando la sua squadra ha sfiorato il pareggio. Joao Pedro doppietta: ora sono 6 gol, come Dzeko e uno più di Lautaro. Ultima è rimasta nuovamente la Salernitana. Nel prossimo turno, Roma-Napoli (pericolo per la capolista) e Inter-Juve, il cosiddetto Derby d’Italia svalutato fra squadre che hanno dato meno del previsto.

Nuovo accordo Confindustria-Intesa Sanpaolo, 150 mln per la crescita

MILANO (ITALPRESS) – Carlo Bonomi, presidente di Confindustria e Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo, hanno firmato il nuovo Accordo per la crescita delle imprese italiane.
Il nuovo percorso congiunto “Competitività, Innovazione, Sostenibilità” metterà a disposizione delle imprese italiane 150 miliardi di euro per promuovere l’evoluzione del sistema produttivo su questi tre driver fondamentali per la crescita e in coerenza con il PNRR.
L’intesa consolida e rinnova la collaborazione più che decennale tra Intesa Sanpaolo e Confindustria che, grazie a un’interpretazione sinergica e condivisa del rapporto tra banca e impresa, si è rafforzata nel corso degli ultimi anni. A partire dal 2009, infatti, sono stati sottoscritti una serie di accordi improntati a una visione di politica industriale di ampio respiro, finalizzati a rendere la finanza e il credito componenti strategiche al servizio della competitività del mondo imprenditoriale. Sono stati declinati e condivisi temi cruciali quali: internazionalizzazione, sostegno alle filiere produttive, investimenti in ricerca e innovazione, valorizzazione degli aspetti qualitativi del credito. Queste iniziative congiunte hanno consentito di supportare decine di migliaia di imprese e PMI con credito per oltre 200 miliardi di euro, affiancandole nelle fasi più critiche di uno scenario economico in continua evoluzione.
“Il plafond di 150 miliardi messo a disposizione delle imprese consentirà di attivare investimenti privati, generando un effetto moltiplicatore delle risorse messe a disposizione per gli investimenti pubblici dal PNRR, e creando nuove prospettive di crescita sostenibile per il sistema produttivo italiano e per l’intero Paese – ha affermato il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi -. Dobbiamo accompagnare il Paese verso l’uscita dalla crisi pandemica, abbandonando progressivamente le misure emergenziali, sostenendo la ripresa e cogliendo appieno le opportunità del PNRR. Insieme al programma di riforme da perseguire senza indugio, serve agire sui driver di crescita. L’Accordo che Confindustria e Intesa hanno firmato oggi si inserisce proprio in questo quadro”. “La nostra economia sta attraversando trasformazioni epocali. La transizione ambientale, energetica e digitale investirà intere filiere produttive e avrà un impatto forte anche sulle comunità. Serve grande attenzione e responsabilità da parte delle Istituzioni perchè agiscano in modo graduale e proporzionale e sostengano i processi di ammodernamento del tessuto industriale”, ha concluso il leader degli industriali.
“Il nostro Paese registra una ripresa consistente e superiore rispetto alla media europea. Ora la vera sfida, anche alla base di questo accordo, è far sì che tale ripresa si consolidi nel tempo e sia diffusa, dando vita ad una economia strutturalmente più robusta, in grado di sostenere livelli di crescita del Pil stabilmente maggiori di quelli cui siamo abituati – ha sottolineato Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo -. Siamo un paese con fondamentali solidi e imprese forti, che hanno retto alla crisi pandemica e per i loro piani di crescita oggi mettiamo in campo 150 miliardi di euro rinnovando l’azione congiunta con Confindustria. In tal senso supporteremo ulteriormente la valorizzazione delle filiere che, dopo essere stato uno dei principali fattori di resilienza durante la crisi, oggi possono e devono costituire un propulsore decisivo per la ripartenza del tessuto produttivo del Paese. Il plafond, attivato per la fase di rilancio e per l’indispensabile transizione ecologica e tecnologica in cui ogni comparto industriale è coinvolto, rientra nell’ambito del nostro impegno complessivo ad attivare, nell’arco del PNRR, erogazioni a medio lungo termine per oltre 410 miliardi da qui al 2026, di cui 270 miliardi per le imprese, al fine di accelerare, attraverso la mobilitazione degli investimenti privati, la digitalizzazione, i progetti infrastrutturali e ambientali, il rafforzamento del sistema sanitario, la ricerca, la coesione sociale che sono anche al centro della nostra collaborazione con Confindustria e delle strategie del Gruppo”.
Oggi, con il picco dell’emergenza Covid-19 alle spalle, Intesa Sanpaolo e Confindustria propongono insieme un piano strategico volto ad accelerare il rilancio dell’economia reale italiana, mettendo al centro le competenze e le persone, lungo le direttrici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Digitalizzazione e innovazione, rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale, potenziamento delle filiere, sostenibilità sono al centro dell’Accordo siglato da Intesa Sanpaolo e Confindustria per le imprese. In una logica di superamento delle misure straordinarie adottate nel corso della pandemia, Intesa Sanpaolo ha previsto diversi strumenti per favorire la transizione verso soluzioni ordinarie di credito a supporto della liquidità delle imprese e a sostegno del loro equilibrio finanziario.
L’Accordo, della durata di 3 anni, è stato presentato e firmato oggi a Milano da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria e Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo. Nel corso dell’incontro, Alessandro Fontana, direttore Centro Studi Confindustria ha svolto un’analisi dello scenario macroeconomico e Anna Roscio, responsabile Sales & Marketing Imprese della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo guidata da Stefano Barrese, ha illustrato gli assi strategici dell’Accordo.
Per affrontare la transizione digitale e garantire una crescita sostenibile e duratura, Intesa Sanpaolo mette a disposizione delle imprese strumenti e programmi per migliorare i processi produttivi, ricorrendo a nuove tecnologie e metodologie. Nell’ambito del nuovo Accordo, sarà centrale l’impegno a supportare i nuovi investimenti, così come la consulenza per cogliere i benefici offerti dal piano Transizione 4.0 della Legge di Bilancio 2021.
Intesa Sanpaolo e Confindustria intendono imprimere massimo impulso e sostegno ai processi di transizione delle imprese verso un’economia digitalizzata e green per renderle sostenibili e resilienti, agevolando l’adozione di strategie di crescita fondate sulla sostenibilità e sull’evoluzione verso il modello della circular economy. In particolare, Intesa Sanpaolo ha attivato un plafond per i nuovi S-Loans, una linea specifica di finanziamenti sostenibili, che si affianca a un plafond destinato agli investimenti in Circular Economy.
Per accompagnare le imprese in questa fase di ripresa e di rilancio economico è essenziale individuare nuovi strumenti che favoriscano una prospettiva di medio-lungo periodo, in grado di contribuire alla ricostituzione progressiva dei cash flow e a promuovere la patrimonializzazione e il rafforzamento della struttura finanziaria dell’impresa. Un obiettivo che il nuovo Accordo si propone di centrare favorendo la diffusione di una cultura aziendale più attenta alla diversificazione delle fonti finanziarie e al corretto bilanciamento tra debito e capitale di rischio, attraverso la valorizzazione delle coperture pubbliche.
L’Accordo prosegue la collaborazione già avviata con Confindustria anche con il protocollo specifico nell’ambito del programma “Sviluppo Filiere” di Intesa Sanpaolo, che sarà esteso a nuovi comparti produttivi garantendo lo sviluppo sostenibile, inclusivo e d’eccellenza, per incrementare occupazione e investimenti. In un mercato e in un contesto di rilancio come quello attuale, il rapporto di filiera può diventare uno straordinario moltiplicatore e facilitatore per l’accesso al credito da parte delle imprese minori, facendo leva sulla forza e solidità dei champion del Made in Italy e del loro merito di credito, di cui possono beneficiare tutti i fornitori. Dall’avvio del programma nel 2015, Intesa Sanpaolo ha sostenuto oltre 780 filiere, coinvolgendo circa 20 mila fornitori con un giro d’affari complessivo di 90 miliardi di euro.
Inoltre, nell’ambito dell’Accordo, Intesa Sanpaolo e Confindustria riconoscono la rilevanza delle capacità manageriali e delle competenze dei dipendenti come fattori di successo determinanti per la competitività delle imprese e si impegnano ad adottare e promuovere azioni a sostegno dell’occupazione, della formazione e della continuità aziendale, in particolare della gestione del passaggio generazionale, incentivando l’imprenditoria femminile e lo smart working.
I contenuti e gli assi strategici dell’accordo saranno declinati e presentati sul territorio nazionale per i clienti Intesa Sanpaolo e gli associati di Confindustria nel corso di una serie di incontri e iniziative locali che coinvolgeranno le rispettive strutture territoriali.
(ITALPRESS).

Donato “Repressione vergognosa a Trieste contro manifestanti”

0

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Il governo Draghi ha finalmente gettato la maschera, le cariche e le manganellate al porto di Trieste contro pacifici manifestanti e lavoratori dimostrano che l’unico linguaggio di cui è capace questo governo è quello della repressione”. E’ l’attacco lanciato da Francesca Donato, la parlamentare europea che ha bollato come “repressione vergognosa” lo sgombero da parte della polizia di lavoratori e di manifestanti No Green pass dal porto di Trieste.
“La solerzia con cui Draghi e Lamorgese stanno reprimendo il dissenso sul Green pass – denuncia ancora l’europarlamentare che a settembre ha lasciato la Lega – dimostra che questo governo che ha tollerato rave party e ogni tipo di occupazione abusiva è determinato solamente a comprimere le libertà e i diritti di cittadini e lavoratori a suon di manganellate e lacrimogeni”.
“Esprimo tutta la mia solidarietà ai lavoratori del porto di Trieste e ai cittadini al loro fianco che sono le prime vittime della deriva autoritaria che in tanti abbiamo paventato e denunciato e che oggi si concretizza con le cariche della polizia”, conclude Donato.
(ITALPRESS).