MILANO (ITALPRESS) – “Starei nello stesso governo di Giancarlo Giorgetti e anche di Antonio Bassolino, che sostengo a Napoli, ma certamente no nella Lega”. Lo afferma Carlo Calenda, leader di Azione e candidato sindaco di Roma in una intervista pubblicata dal “Corriere della Sera”. “Il punto è scardinare questa finta sfida tra destra e sinistra che, come accade a Roma, sotto sotto sono sostenute a turno dallo stesso gruppo di potere che ha sfasciato la città. Michetti, alle Europee del 2019, invitava a votare Gualtieri alle Europee su indicazione del pd Bruno Astorre. Non sono omonimi: sono gli stessi Michetti e Gualtieri che si sfidano oggi” aggiunge Calenda parlando di schieramenti a destra o sinistra. “Questo Paese fa un balzo in avanti se le migliori personalità che si riconoscono nei valori dell’europeismo e della liberal-democrazia si mettono insieme, isolando i populismi e i sovranismi di Salvini e Meloni”. E sul leader del Carroccio conferma: “Io con uno come Salvini non ho nulla a che spartire”. Sull’indagine nei confronti di Luca Morisi il leader di Azione dice: “Non vorrei commentarla. Per me, quello che hanno fatto Morisi e Salvini insieme era già inqualificabile di suo. Non c’era mica bisogno di un’indagine per droga”.
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Calenda “Non starei con la Lega ma con Giorgetti sì”
Lavoro, Sbarra “Ieri prove tecniche per un vero patto sociale”
ROMA (ITALPRESS) – “‘Ieri c’è stato un primo passo importante per la ripresa del confronto con il Governo. Un incontro positivo, con una piena disponibilità nello stabilire nella condivisione e nella partecipazione una strategia nazionale di contrasto alle tante vittime nei luoghi di lavoro”. Lo ha detto il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra ad Uno Mattina. “Nel 2020, anno della pandemia, con attività economiche rallentate ed una caduta delle ore lavorate abbiamo registrato quasi 1500 morti sui luoghi di lavoro. Quasi il 30% in più rispetto al 2019, anno senza lockdown. L’Ispettorato nazionale ci indica che su 10 aziende ispezionate 8 sono toccate da violazioni alle norme in materia di salute e sicurezza. Ecco perchè dobbiamo darci una prospettiva, una strategia e ieri abbiamo condiviso un primo percorso di misure che entreranno in campo subito: disponibilità del Governo di concerto con le regioni ad intensificare le verifiche, le ispezioni, i controlli nei luoghi di lavoro che significa accelerare le procedure selettive e l’assunzione di 2.300 ispettori. Occorre rafforzare l’esercito delle risorse umane impegnate nel territorio sulle verifiche. Abbiamo condiviso la necessità di un grande investimento su formazione e prevenzione per fare crescere la cultura della sicurezza”.
“E’ necessario impegnare anche i programmi scolastici su questi temi. Così come dobbiamo costruire una banca dati nazionale per incrociare competenze, esperienze, saperi ed il monitoraggio dei dati, inasprire le sanzioni, arrivando a sospendere le attività economiche produttive e dei servizi nei casi di inadempienze e violazioni alle norme legislative. E’ partito un confronto importante che proseguirà nei prossimi giorni, cui si aggiungeranno altri momenti di incontro sui tanti dossier che abbiamo aperto: dal Pnrr alle riforme, dal rilancio degli investimenti alla prossima legge di stabilità. Prove tecniche per vero patto sociale” conclude Sbarra.
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Venezia-Torino 1-1, Aramu risponde a Brekalo
VENEZIA (ITALPRESS) – Il Torino fa e disfa nel posticipo della sesta giornata di Serie A. Dopo l’1-1 contro la Lazio, la squadra di Juric passa in vantaggio ma viene recuperata nel finale anche dal Venezia che alla rete di Brekalo, risponde con un rigore dell’ex Aramu. Primo tempo equilibrato al Penzo. Parte meglio la squadra di Zanetti, poi è il Torino a prendere campo e ad andare vicino al vantaggio. La squadra di casa si affaccia pericolosamente dalle parti di Milinkovic-Savic in un paio di circostanze con Okereke (prima un diagonale al 13′, poi un colpo di testa al 17′), poi si vede annullare per fuorigioco un grande gol di Johnsen che in questo campionato è il calciatore del Venezia con più conclusioni verso la porta. Con lui in attacco, è Okereke il prescelto di Zanetti al posto di Henry: più profondità e rapidità ma col passare dei minuti l’attaccante sparisce dai radar e al suo posto è Sanabria ad accendersi, con una prova a tutto campo: l’ex Genoa al 22′ gira al volo su intuizione di Djidji senza trovare lo specchio della porta. La prima frazione di gioco si chiude con il 67% del possesso palla a favore del Torino e un solo tiro in porta, quello di Linetty al 39′ con parata comoda di Maenpaa. Primo tempo in ombra per Singo ma alla prima accelerazione nella ripresa l’esterno inventa l’1-0: scatto sul fondo, scarico per Brekalo che a rimorchio firma il primo gol in Serie A. Il Torino abbassa i ritmi, arretra il baricentro e il Venezia prende campo. E la partita subisce la svolta al 77′ sugli sviluppi dell’azione più bella della partita. Verticalizzazione di Kiyine, tacco di Johnsen per Okereke che è steso da Djidji in area: l’arbitro concede il rigore e il secondo giallo per il difensore. Dagli undici metri Aramu non sbaglia e offre a Juric un copione che sembra il remake dell’1-1 con la Lazio di Sarri. Ma la partita nel recupero serve la palla del 2-1: Mandragora fa tutto il campo in transizione, resiste ad una carica ma, stanco, sbaglia la conclusione prima del triplice fischio.
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Lavoro, Draghi “Con sindacati incontro utile, c’è intesa sui temi”
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato a Palazzo Chigi i segretari generali di Cgil Landini, di Cisl Sbarra e di Uil Bombardieri. Presenti i ministri Orlando e Brunetta e il sottosegretario Garofoli. Nel corso dell’incontro con i leader sindacali, sono stati individuati alcuni interventi di immediata realizzabilità in materia di tutela della sicurezza e della salute sul posto di lavoro. In particolare: sulla revisione e il potenziamento del sistema della formazione dei dipendenti e degli imprenditori; la revisione e il potenziamento delle norme sanzionatorie da applicare a seguito delle ispezioni; la razionalizzazione dell’assetto delle competenze in materia di ispezione; la costituzione di una banca dati unica delle sanzioni applicate. “E’ stato un incontro molto utile per fissare un metodo di lavoro. C’è intesa su questi temi”, ha detto il presidente Draghi.
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Parte terza dose vaccino per anziani, Rsa e sanitari
ROMA (ITALPRESS) – Al via la somministrazione delle dosi “booster” di vaccino anti Covid-19 a soggetti di età pari o superiore a 80anni, per il personale e gli ospiti dei presidi residenziali per anziani, per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario a partire dai soggetti di età pari a 60 anni o con patologia concomitante tale da renderli vulnerabili a forme di Covid-19 grave o con elevato livello di esposizione all’infezione. E’ quanto prevede la circolare del ministero della Salute, firmata dal direttore della Prevenzione Giovanni Rezza. Indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario (Comirnaty, Spikevax, Vaxzevria, Janssen), considerate le indicazioni fornite dalla commissione tecnico scientifica di Aifa, sarà per ora possibile utilizzare come dose booster uno qualsiasi dei due vaccini a m-RNA autorizzati in Italia (Comirnaty di BioNTech/Pfizer e Spikevax di Moderna). La dose booster va somministrata dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario. In linea con quanto evidenziato dal CTS nel citato verbale, la strategia di somministrazione di una dose booste” potrà includere anche i soggetti con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/pre-esistenti, previo parere delle agenzie regolatorie. La strategia di offerta vaccinale a favore di ulteriori gruppi target o della popolazione generale verrà invece decisa sulla base dell’acquisizione di nuove evidenze scientifiche e dell’andamento epidemiologico.
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Simone Inzaghi “Contro Shakhtar importante, non decisiva”
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – “Contro lo Shakhtar non è decisiva, ma sarà senz’altro una partita importante perchè entrambe vogliamo muovere la classifica. Per noi sarà una gara impegnativa contro un avversario di valore”. Così il tecnico dell’Inter, Simone Inzaghi, alla vigilia della sfida di Champions League sul terreno degli ucraini dello Shakhtar Donetsk. “De Zerbi? Lo stimo molto, è un allenatore preparato che riesce a trasmettere le sue idee alle sue squadre – ha aggiunto il mister nerazzurro – Lo Shakhtar per alcuni aspetti è molto simile al Sassuolo. Dovremo stare molto attenti e fare una partita intensa, loro hanno ottime individualità e giocano molto bene a calcio”. “Possiamo migliorare, ma abbiamo fatto le prime sei di campionato più la gara contro il Real Madrid nel migliore dei modi – ha sottolineato l’ex allenatore della Lazio – Siamo il migliore attacco della Serie A, forse potremo concedere meno ma questo è il nostro modo di giocare. Sono molto soddisfatto dei ragazzi, vedo che vorrebbero di più. Ho visto delusione dopo il pareggio contro l’Atalanta nonostante fossimo in svantaggio e questo da allenatore fa molto piacere”.
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Giustizia, Cartabia “Riforma necessaria, lo chiede la realtà”
MILANO (ITALPRESS) – Una riforma della giustizia è necessaria perchè “è la realtà che lo chiede”. Così il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, intervenuta a un incontro organizzato dall’Università degli Studi di Milano. Citando il report dell’Unione europea sullo stato di diritto in Italia nel 2021, Cartabia ha osservato che nel documento si legge “una considerazione che fa venire i brividi: si dice che dal punto di vista dell’autonomia dei giudici, il sistema italiano è da ’10 e lodè, è un sistema solidissimo, ed è vero, ma nel paragrafo successivo si osserva che nella percezione delle persone, la fiducia nell’indipendenza della magistratura raggiunge un grado di sufficiente e buono solo nel 30% degli intervistati”.
Uno dei fattori che pesa maggiormente è quello “dei tempi, dell’imprevedibilità della risposta di giustizia, che logora la fiducia”, ha rilevato ancora Cartabia, evidenziando inoltre che “sapere che la risposta arriverà tra 10, 15 anni premia chi ha torto”. Anche per questo, ha continuato la ministra, “è un imperativo intervenire, è indispensabile” e “lo abbiamo fatto con prime riforme come quella del processo penale, del processo civile, con la riforma delle norme sulle crisi d’impresa e sull’ufficio del processo, che sono tutte finalizzate a rimettere in moto una macchina che si inceppa in continuazione”.
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Lagarde rassicura i mercati, tassi fermi fino al 2023
MILANO (ITALPRESS) – La ripresa europea è in carreggiata, salvo le incognite legate alla pandemia, ma l’inflazione sul medio periodo stenta a vedersi. Per questo la Bce terrà i tassi al minimo possibile a lungo, finchè l’aumento dei prezzi nel medio periodo non sarà stabilmente al target del 2%, senza irrigidire prematuramente la sua politica espansiva. A spiegarlo il presidente della Bce, Christine Lagarde, in audizione presso la commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, annunciando che fino al 2023 non sono previsti rialzi dei tassi d’interesse. “Con la revisione strategica abbiamo adottato quello che definirei un obiettivo di inflazione simmetrica semplice e chiaro del 2% a medio termine. E’ facile da comunicare e chiaro perchè fornisce un metro di giudizio ben definito per aiutarci a guidare la nostra politica monetaria”, ha spiegato. Nessun ripensamento neanche in merito all’attuale accelerazione dell’inflazione, considerata dai membri della Banca centrale europea un aspetto temporaneo. “Attualmente una serie di fattori sta spingendo verso l’alto l’inflazione, questa salirà ancora in autunno ma nel 2022 rallenterà e l’impatto di questi fattori dovrebbe dissiparsi già nel corso del prossimo anno”, ha sottolineato la presidente. E’ considerato temporaneo anche l’aumento delle bollette: “I prezzi dell’energia hanno destato preoccupazione nelle ultime settimane e continueranno a farlo, perchè sono in gioco dei fattori che sono estranei alla politica monetaria”, ha spiegato. La ripresa europea è “sulla buona strada” e nel terzo trimestre l’economia sarà “in forte espansione”. Al tempo stesso “la pandemia continua a proiettare ombre, con la variante Delta che porta incertezza. La riapertura di ampie parti dell’economia sta sostenendo un vigoroso rimbalzo nel settore dei servizi”, ha evidenziato l’economista, ma “i nuovi contagi potrebbero smorzare questa ripresa, specialmente nel turismo”.
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