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Anniversario firma leggi razziali, Mazzeo “Data nefasta nella storia del Paese”

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FIRENZE (IALPRESS) – “Il 5 settembre 1938 è una data nefasta nella storia del nostro Paese. Una data che ci riporta proprio qui in questi luoghi dove il Re d’Italia si trovava e dove firmò la prima delle leggi razziali proposte dal regime fascista. Una pagina di vergogna della nostra storia, che purtroppo ha faticato a diventare coscienza comune”. Così il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, lo scorso 5 settembre durante la deposizione della corona d’alloro alla lapide nel Parco di San Rossore che ricorda la firma delle leggi razziali e l’inizio delle persecuzioni contro gli ebrei. “A nome del Consiglio regionale che mi onoro di rappresentare – ha spiegato Mazzeo – voglio esprimere la più ferma condanna di quelle ideologie che 83 anni fa resero possibile un tale scempio. Voglio altresì assicurare alla comunità ebraica pisana qui presente e a tutti i nostri connazionali che si riconoscono in quella comunità l’impegno delle istituzioni regionali a promuovere una cultura aperta, dove il concetto discriminatorio di razza non trova spazio e dove si combatte ogni forma di intolleranza per qualsiasi ragione motivata”.
“Vittorio Emanuele III – ha sottolineato Mazzeo – firmò le leggi antiebraiche durante una seduta di caccia, vicino a un ponticello, senza neppure pensare a quello che stava firmando e alle conseguenze. Si comportò da indifferente, non provò nemmeno a cambiare il corso della storia, scelse di dare le spalle all’orrore che stava firmando e producendo”.
“Con quel regio decreto – ha ricordato il presidente – fu colpito un diritto fondamentale: quello all’istruzione. I bambini e i ragazzi della cosiddetta razza ebraica furono esclusi dalle scuole pubbliche. Un diritto che in questo tempo di pandemia abbiamo meglio compreso nel suo valore. La chiusura forzata delle scuole a tutti ci ha fatto capire l’importanza di un’educazione che è al tempo stesso acquisizione di saperi e palestra di socialità”. “Oggi dunque abbiamo uno sguardo più attento a comprendere il dramma che hanno vissuto quei bambini e quei ragazzi insieme alle loro famiglie. Non potevano più ritornare nelle classi dove avevano lasciato i loro compagni di studi e di giochi. Un’intollerabile violenza per giunta sulla pelle dei più piccoli e indifesi”. “L’altro frutto perverso di quel regio decreto – ha continuato Mazzeo – fu l’espulsione dei docenti ebrei dalle scuole e dalle università italiane. Educatori ed intellettuali che avevano contribuito alla formazione delle giovani generazioni si trovarono messi alla porta. Con grave danno prima ancora che di carattere economico per la loro vita, per la negazione della loro dignità di persone e di uomini”.
“Questa cultura di discriminazione e di intolleranza portò poi alle persecuzioni, alle deportazioni, ai lager” ha ricordato. “Un seme di violenza piantato quel giorno a San Rossore che avrebbe portato questi frutti maligni”. “Ecco perché oggi ricordando quel giorno, condannando ciò che ha significato – ha concluso Mazzeo – vogliamo ribadire che questa memoria si fa impegno. Mai più una società che esclude, che discrimina, che usa violenza”. “Il Consiglio regionale c’è. La Toscana c’è con la sua cultura millenaria. Il futuro che vogliamo costruire da questo fiore di consapevolezza può prendere vigore. Per questo continueremo il lavoro fatto in questi anni come Regione contro ogni forma di razzismo e discriminazione”.

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Covid, registrati 3.361 nuovi casi e 52 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Calo dei casi Covid in Italia, anche se con un numero di tamponi quasi dimezzato. E’ quanto si evince dal bollettino del ministero della Salute, secondo il quale i nuovi positivi sono 3.361 (rispetto ai 5.315 del 5 settembre). I tamponi processati sono 134.393 (ieri 259.756), con un tasso di positività del 2,5%. 52 i nuovi decessi. I guariti sono 3.977, gli attualmente positivi sono 136.020 (-682). Crescono ancora i ricoveri nei reparti ordinari, con 4.302 degenti (+86), in terapia intensiva i pazienti sono 570 (-2) con 32 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 131.148 persone. Ancora la Sicilia prima per numero di contagi (943), seguita da Emilia Romagna (513) e Veneto (274).
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Dal G20 Salute il “Patto di Roma” per i vaccini ai Paesi poveri

ROMA (ITALPRESS) – La due giorni del G20 della Salute si conclude con la firma, all’unanimità, del Patto di Roma, una dichiarazione sottoscritta per garantire dosi di vaccino anti Covid alle nazioni più povere. “Da Roma arriva un messaggio al mondo contro il Covid: lavoreremo tutti insieme per contrastarlo, è ancora un nemico insidioso”, le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso della conferenza stampa finale.
A distanza di più di mezzo secolo dalla firma dei Trattati di Roma del 1957, i Musei Capitolini hanno ospitato i grandi della Terra, responsabili della tutela della salute pubblica. Ed è stato proprio il diritto alla salute di tutti il fil rouge che ha unito la due giorni: “I servizi sanitari nazionali sono la cosa più importante che abbiamo per costruire il nostro futuro, il Patto di Roma è un documento molto articolato firmato da tutti i paesi, tra i punti essenziali c’è quello di provare a trasformare questa crisi in un’opportunità, i servizi sanitari nazionali sono la cosa più importante che c’è, si devono investire risorse rilevanti sui sistemi nazionali sanitari”, ha spiegato Speranza.
“Noi vogliamo difendere l’impianto universalista del sistema sanitario, tutti hanno diritto ad essere curati, poi si deve insistere sulla strategia di una sola salute”, ha proseguito.
Tanti gli impegni presi dai partecipanti al G20, tra questi quello di raccogliere e condividere a livello internazionale le informazioni e le migliori pratiche sanitarie per migliorare ovunque la qualità della prevenzione e delle cure. In tempo di lotta al Covid l’impegno più importante preso dai ministri della Salute è quello che riguarda i vaccini, o meglio l’accesso a questi: “C’è un impegno per assicurare i vaccini a tutto il mondo, i vaccini sono la chiave per provare ad aprire una stagione diversa, il nostro messaggio è molto chiaro: nessuno deve restare indietro nella campagna di vaccinazione, si devono aiutare i paesi più fragili”. Speranza ha assicurato che i Paesi più industrializzati si prenderanno l’impegno di “portare il vaccino in tutto il mondo, faremo tutti gli investimenti necessari. Condividiamo l’obiettivo di fondo, quello di agevolare la produzione dei vaccini, portare questa produzione in tutti i territori, l’impegno che abbiamo assunto va in questa direzione. Il vaccino è la chiave per aprire la porta di una stagione diversa”.
La sfida è quella di “allargare la forza dei nostri servizi sanitari nazionali, investendo di più e provando a cambiare passo”. Infine il ministro della Salute ha annunciato: “La terza dose in Italia ci sarà, partiremo nel mese di settembre con le persone con una risposta immunitaria fragile. Con tutta probabilità la campagna della terza dose continuerà con le persone più anziane, ultra ottantenni, la stessa cosa può valere per il personale sanitario”.
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Istat, si riduce speranza di vita più Neet e occupazione in calo

ROMA (ITALPRESS) – Si riduce la speranza di vita, torna a salire la percentuale di Neet ed è in calo il tasso di occupazione degli italiani tra 20 e 64 anni. Sono alcuni dati emersi dall’aggiornamento annuale del sistema di indicatori del benessere equo e sostenibile dei territori pubblicato dall’Istat.
In particolare, nel 2020 la diffusione della pandemia e l’aumento del rischio di mortalità che ne è derivato hanno interrotto la crescita della speranza di vita alla nascita che aveva caratterizzato il trend fino al 2019, facendo registrare, rispetto all’anno precedente, una contrazione pari a 1,2 anni. Nel 2020, l’indicatore si attesta a 82 anni (79,7 anni per gli uomini e 84,4 per le donne) e a livello provinciale la speranza di vita si riduce nelle aree del Paese a più alta diffusione del virus durante la fase iniziale della pandemia. Dopo alcuni anni di diminuzione, la percentuale di giovani che non lavorano e non studiano, i cosiddetti Neet, è tornata a salire: nel 2020 ha raggiunto il 23,3% in media-Italia (+1,1 punti percentuali rispetto al 2019). Il trend è accentuato al Nord (16,8%; +2,3 punti) e al Centro (19,9%; +1,8 punti). Il Mezzogiorno, invece, registra una contrazione modesta (-0,4 punti) ma resta comunque su livelli doppi rispetto al Nord, con circa un giovane di 15-29 anni su tre che non è inserito in un percorso di istruzione o formazione nè è occupato (32,6%). La pandemia ha avuto ripercussioni rilevanti anche sul mercato del lavoro. Ne hanno risentito in particolare giovani, donne e stranieri, componenti più vulnerabili che già partivano da condizioni più difficili. Il tasso di occupazione della popolazione in età compresa tra 20 e 64 anni in media Italia è sceso al 62,6% contro il 63,5% del 2019. Nonostante il calo abbia riguardato maggiormente il Nord del Paese, più colpito nella prima ondata pandemica del 2020, lo svantaggio del Mezzogiorno rimane elevato, con un tasso di occupazione del 48%, rispetto al 71,5% del Nord e al 67,4% del Centro.
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Gp Italia, Isola “A Monza sono possibili diverse strategie”

ROMA (ITALPRESS) – Per il GP di casa, su uno dei circuiti più veloci della stagione, Pirelli ha optato per la nomination più utilizzata in questa stagione scegliendo le mescole centrali della gamma: la C2 sarà la P Zero White hard, la C3 sarà la P Zero Yellow medium e la C4 sarà la P Zero Red soft. Negli ultimi due anni a Monza sono state nominate le stesse mescole perchè rappresentano un buona soluzione per rispondere alle diverse sfide che questo gran premio pone. Monza è la seconda tappa di quest’anno a ospitare il nuovo format con sprint qualifying, che ha debuttato al GP di Gran Bretagna a luglio. Di conseguenza, la normale allocazione dei pneumatici sarà diversa: al posto dei consueti 13 set, questo weekend ce ne saranno 12. In particolare, ci saranno due set di P Zero White hard, quattro set di P Zero Yellow medium e sei set di P Zero Red soft. In aggiunta, ogni team avrà a disposizione fino a sei set di Cinturato Green intermediate e tre set di Cinturato Blue full wet in caso di bagnato.
Durante le qualifiche di venerdì potranno essere usati solo pneumatici in mescola soft. Nella sprint qualifying invece, ogni pilota potrà scegliere liberamente tra le mescole senza obbligo di effettuare pit stop. Al termine, dovranno riconsegnare il set di pneumatici con cui hanno completato il maggior numero di giri. Il regolamento sui pneumatici per il Gran Premio della domenica resta invariato, eccezion fatta per la libera scelta della mescola con cui prendere il via. Monza è nota per i suoi rettilinei a tavoletta preceduti da brusche frenate, ma presenta anche alcune sezioni più lente e più tecniche. I lunghi rettilinei hanno anche l’effetto di raffreddare i pneumatici, cosa che può influenzare la precisione dell’inserimento nelle curve successive. Ma questo, ovviamente, dipende anche dal meteo, che può essere variabile in questo periodo dell’anno. A Monza i team utilizzano un assetto a basso carico aerodimanico per ridurre al minimo la resistenza aerodinamica e quindi massimizzare la velocità in rettilineo. Questo pone l’accento più sul grip meccanico che su quello aerodinamico.
I lunghi rettilinei rendono anche vantaggioso cercare di sfruttare la scia della vettura che precede, cosa che diversi piloti hanno provato a fare l’anno scorso durante le qualifiche.
Lo scorso anno, il Gran Premio d’Italia è stato ritardato da una bandiera rossa, che ha stravolto la strategia pneumatici prevista trasformando la fase finale in una gara sprint di 26 giri corsa con pneumatici nuovi (in cui i primi sei hanno scelto la medium). L’anno precedente, invece, con la stessa nomination, la strategia del vincitore è stata quella di passare da soft a hard, anche se gli altri due piloti a podio sono passati da soft a medium. La Formula 2 farà tappa a Monza per il quinto round, utilizzando i pneumatici P Zero Yellow medium e P Zero Red soft che sono quelli nominati per la gara: prima e unica volta che questa particolare nomination viene effettuata quest’anno. Come di consueto, i piloti hanno a disposizione per il fine settimana sei set in totale (quattro medium e due soft). La mescola medium 2021 per la Formula 2 offre maggiori prestazioni rispetto a quella del 2020, ed è più vicina in termini di performance alla soft che è invece rimasta invariata rispetto allo scorso anno.
“In passato – ha dichiarato Mario Isola, responsabile f1 e car racing Pirelli – abbiamo visto che a Monza sono possibili diverse strategie, e con la sprint qualifying che rappresenta un’altra importante variabile del weekend, i team devono ripensare completamente la loro strategia per il fine settimana. Si tratta di un circuito rear-limited che pone l’attenzione sulla trazione, quindi la sfida principale è impedire che i pneumatici posteriori scivolino e si surriscaldino troppo, visto che con un assetto a basso carico aerodinamico le monoposto sono meno “incollate” all’asfalto. Anche il meteo giocherà un ruolo, poichè questo aspetto è amplificato dalle alte temperature”.
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Baby K e Alvaro Soler insieme per il singolo “Non dire una parola”

MILANO (ITALPRESS) – Per la prima volta la regina delle hit italiane Baby K incontra il cantautore spagnolo/tedesco Alvaro Soler per il singolo inedito dal titolo “Non dire una parola”, disponibile da venerdì 10 settembre in tutti gli store digitali e per la programmazione radiofonica. “Questo brano racconta quel momento in cui l’amore si trova davanti a un bivio: da una parte la voglia di libertà e dall’altra la paura di rinunciare ad una storia importante”, racconta Baby K che aggiunge: “Anche musicalmente abbiamo provato a rendere la stessa sensazione. Nel brano non c’è mai un finale netto, è sempre un continuo avanti e indietro, un’altalena di dubbi”.
Il brano inedito sarà inserito digitalmente nell’ultimo album della cantautrice italiana “Donna sulla luna”, album prodotto dalla This is it di Baby K e distribuito dalla Columbia Records/Sony Music Italy.
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A Venezia il nuovo Pinocchio animato di Straffi

VENEZIA (ITALPRESS) – Il nuovissimo Pinocchio e il suo creatore Iginio Straffi, fondatore e presidente del gruppo Rainbow, hanno sfilato sul red carpet della 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la kermesse cinematografica più attesa dell’anno, incantando il pubblico di appassionati presenti. A pochi mesi dal lancio televisivo della serie animata “Pinocchio and Friends”, che andrà in onda su Rai Yoyo con 26 episodi a partire dal 29 novembre, l’anteprima della nuova property del gruppo fiore all’occhiello dell’entertainment Made in Italy è approdata al Lido emozionando addetti ai lavori e amanti dell’animazione.
Ispirandosi alla fiaba più amata di tutti i tempi, Iginio Straffi ha ricreato una storia universale trasportando il classico di Collodi nel mondo contemporaneo e facendo emergere, al tempo stesso, l’essenza di ciò che rende Pinocchio un intramontabile sogno a occhi aperti. La trasposizione in veste action-comedy è pronta a conquistare il cuore dei più piccoli: Pinocchio, insieme alla sua amica Freeda e al Grillo Parlante, trascinerà il pubblico in avventure originali e sorprendenti. “Il nostro Pinocchio parla ai bambini in modo moderno e spensierato, spingendoli a coltivare i loro sogni con storie ricche di colori, avventura e colpi di scena. Ci siamo divertiti a giocare con la fiaba creando situazioni in cui i bambini possono riconoscersi, ma sempre collegate ai personaggi e all’immaginario di Pinocchio” ha dichiarato Iginio Straffi “Pinocchio è il personaggio italiano più amato che sia mai stato creato nella letteratura fiabesca, e le radici del Gruppo Rainbow sono italiane. Oggi più che mai le esigenze dei bambini meritano le attenzioni degli adulti e Pinocchio è la più grande dichiarazione di amore verso l’infanzia ed i percorsi di crescita dei più piccoli. Ecco perchè era giusto tornare a Collodi, attualizzando quello che era possibile rendere ancora più contemporaneo, di una storia che non invecchia mai”.
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Bosch, cavo ricarica per auto elettriche con tecnologia integrata

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Bosch presenta il nuovo cavo di ricarica intelligente e flessibile (flexible smart charging cable) con tecnologia di controllo e sicurezza integrata. Durante la ricarica, con una presa di corrente a 230 volt, funziona senza il “mattone di ricarica” – l’ingombrante scatola di controllo in-cable con cui è colloquialmente noto. Il cavo pesa meno di 3 chili, non necessitando più dell’ingombrante scatola di controllo, il 40% di peso in meno rispetto ai cavi di ricarica convenzionali. Oltre al nuovo layout, è fornito di adattatori per prese di tipo 2 e spine domestiche. I conducenti che vogliono essere liberi di scegliere se ricaricare da una presa di corrente a casa o da una stazione di ricarica sulla strada non hanno più bisogno di un secondo cavo. Il cavo trifase consente la cosiddetta modalità 2 e la modalità 3 di ricarica CA (corrente alternata) fino a 22 kilowatt garantendo grande flessibilità di utilizzo. La tecnologia integrata in ciascuna delle spine rende il processo di ricarica sicuro e affidabile. Il connettore di tipo 2 nel veicolo contiene i componenti per il controllo e il monitoraggio della potenza di ricarica. All’altra estremità del cavo, la spina domestica con adattatore ospita il controllo della temperatura e un dispositivo di corrente residua. Ciò garantisce che non si verifichino sovraccarichi o surriscaldamenti anche durante la ricarica regolare in una presa di corrente domestica con un massimo di 2,3 kilowatt di potenza di ricarica.
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