In questa edizione:
– Pil e lavoro, sud sempre più distante dal resto d’Italia
– 140 mln a sostegno delle attività chiuse per il Covid
– Boom vacanzieri domestici, 23 mln tra luglio e agosto
– Il mondo bancario è in fermento
gtr
Tg News – 3/9/2021
Covid, Rt in lieve calo a 0,97, 17 regioni a rischio moderato
ROMA (ITALPRESS) – Nel periodo 11 – 24 agosto 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,92- 1,01), prossimo alla soglia epidemica ed in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente (1,01). E’ quanto si legge nella bozza del monitoraggio settimanale ISS-ministero della Salute. Si osserva una lieve diminuzione anche dell’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=1 (0,97-1.04) al 24/8/2021 vs Rt=1.04 (1.00-1.09) al 17/8/2021), pari alla soglia epidemica. E’ in leggero aumento l’incidenza settimanale a livello nazionale: 74 per 100.000 abitanti.
L’incidenza rimane al di sopra della soglia settimanale di 50
casi ogni 100.000 abitanti che potrebbe consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento ovvero
sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in aumento al 6,0% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute), con il numero di persone ricoverate in aumento da 504 (24/08/2021) a 544 (31/08/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta leggermente al 7,3%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 4.036
(24/08/2021) a 4.252 (31/08/2021). 17 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio moderato, secondo il DM del 30 Aprile 2020. Le restanti 4 Regioni risultano classificate a rischio basso. Sette Regioni/PPAA riportano allerte di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza.
In lieve aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (15.951 vs 15.443 la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti resta costante (34% vs 34% la scorsa settimana). In lieve diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (44% vs 46%). Infine, il 21% è stato diagnosticato attraverso attività di screening, dato costante rispetto la settimana precedente. La circolazione della variante delta è prevalente in Italia. Questa variante è dominante nell’Unione Europea ed è associata ad
un aumento nel numero di nuovi casi di infezione anche in altri paesi con alta copertura vaccinale. Una più elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità.
E’ opportuno realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione ed applicare
e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale.
(ITALPRESS).
Green Pass, Tajani “Ok Draghi, voto commissione non divide centrodestra”
ROMA (ITALPRESS) – “Condivido tutto quello che ha detto Draghi in conferenza stampa”. Così Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, in un’intervista al Corriere della Sera. Sulla cabina di regia per ogni decisione sul green pass annunciata da Draghi “ne avevo parlato al telefono una settimana fa con il presidente del consiglio – prosegue – penso che la cabina di regia vada estesa non soltanto al certificato verde. Mettersi tutti seduti attorno a un tavolo deve servire a ragionare su tutte le emergenze che ci sono nel Paese, da quella sanitaria al terrorismo, alle politiche, del lavoro. Siamo un governo di emergenza nazionale, fare una sintesi è necessario”. Sul voto della Lega sul green pass Tajani aggiunge che “non sarà un voto in commissione a decidere le sorti del Governo” e “la coalizione di centrodestra non è basata su questo. Noi siamo favorevoli al vaccino e non mi sembra che Salvini sia un no vax. Noi, poi, siamo anche favorevoli all’ascolto degli italiani che hanno paura del vaccino”. Sulla partita del Quirinale “parlare oggi delle elezioni del presidente della Repubblica è troppo presto – conclude – io ho sempre il mio sogno nel cassetto: Silvio Berlusconi”.
(ITALPRESS).
Afghanistan,Sassoli”Dialogo sui profughi,prematuro riconoscere talebani”
ROMA (ITALPRESS) – «Riconoscimenti a richiesta? Ma non scherziamo. Noi dobbiamo capire dove i nuovi governanti vogliono portare l’Afghanistan. Andare in ordine sparso sarebbe un errore strategico. Mi auguro che ogni iniziativa dei singoli governi venga concordata a livello europeo». Lo dice, in un’intervista a Repubblica, il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, secondo cui “la crisi afghana ci riguarda profondamente. Rispetto alla crisi umanitaria, non possiamo dire che devono occuparsene solo i paesi confinanti. E per quanto attiene alle questioni militari, dobbiamo prendere atto della dèbàcle e aumentare la nostra capacità di difesa comune e di intervento rapido. Se l’Unione vuole essere un attore globale, non si giri dall’altra parte». Per Sassoli “l’egoismo e il calcolo di corto respiro di molti governi non consentono all’Unione di esprimere la sua forza e garantire la sua unità”. Sottolinea che “per dialogare bisogna essere in due. Se dalle nuove autorità afgane vi fossero segnali in tal senso, non ci tireremo indietro. D’altronde, se vogliamo costruire corridoi umanitari, c’è bisogno del consenso del nuovo governo di Kabul. Noi in Afghanistan non ci siamo più». «E’ positivo – dice Sassoli – che grandi Paesi assumano chiare responsabilità. E i Trattati dell’Unione prevedono anche cooperazioni più strette fra coloro che vogliono agire insieme”. La Ue ha “congelato risorse ingenti della cooperazione europea riservate all’Afghanistan: che non saranno mai più destinate a quel paese in assenza di chiare garanzie sui diritti delle donne. L’Unione, infatti, ha finanziato in questi anni decine di progetti concreti: abbiamo sostenuto l’ingresso delle donne afgane nelle istituzioni, giustizia, università, informazione. Ora abbiamo la responsabilità di avviare un contatto, in un quadro multilaterale, perchè sia garantito, a chi vuole, di uscire dall’Afghanistan e perchè siano tutelati i diritti delle donne che vogliono restare». In merito al rischio di un’escalation del terrorismo jihadista in Europa: «Il pericolo è sempre presente, le nostre agenzie e polizie collaborano ogni giorno in ambito internazionale. Ma è chiaro che l’impatto della crisi afghana sulla ripresa del terrorismo jihadista dipenderà dalle scelte della nuova leadership di offrire o meno una sponda ai terroristi. Giusto che i ministri dell’Interno, tre giorni fa, abbiano deciso di potenziare la cooperazione in questo settore».
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Chiesa non basta, Italia fermata sull’1-1 dalla Bulgaria
FIRENZE (ITALPRESS) – La Nazionale torna in campo dopo il trionfo agli Europei ma non va oltre un pareggio contro la Bulgaria. Nelle qualificazioni ai Mondiali del Qatar 2022, l’Italia viene fermata sull’1-1 dalla selezione di Petrov, un risultato che non può soddisfare gli uomini di Mancini e che ‘macchià la pagina di storia scritta con la trentacinquesima partita di fila senza sconfitte, un record ora condiviso solamente con Brasile (1993-96) e Spagna (2007-09). Dopo la premiazione di Bonucci – capitano di serata – per le 100 presenze in azzurro e il minuto di silenzio in memoria dell’ex difensore Francesco Morini, il ‘Franchì di Firenze torna ad applaudire Federico Chiesa al 16′ per la rete che apre le marcature: uno-due nello stretto con Immobile e rasoterra a fil di palo che non lascia scampo a Georgiev. L’Italia domina e pressa alto nella metà campo della Bulgaria ma non concretizza la superiorità e al 40′ arriva la doccia gelata: Despodov vince il duello con Florenzi, sul suo cross Atanas Iliev non sbaglia a pochi passi da Donnaruma e, inaspettatamente, riporta il match in parità. Il copione dell’incontro non cambia, anzi la Bulgaria esaspera ulteriormente l’atteggiamento attendista a ridosso della propria area di rigore. Il portiere Georgiev si supera in uscita su Chiesa e poi sbarra la strada a Immobile al 73’, il ct Mancini muove la panchina e rivoluziona il fronte offensivo con gli ingressi di Berardi e Raspadori ma il muro ospite resiste sino al triplice fischio del direttore di gara Gozubuyuk. L’Italia sale a quota 10 punti, a +4 sulla Svizzera che ha però due partite in meno rispetto agli azzurri: assume dunque grande rilevanza lo scontro diretto contro gli elvetici, principali antagonisti per gli uomini di Mancini per il primo posto nel girone C, in programma domenica 5 settembre a Basilea.
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Pioggia di medaglie a Tokyo, Italia a quota 58 come a Seul
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – L’Italia eguaglia Seul 1988. Cinquantotto medaglie come in Corea del Sud, l’edizione più ricca per la delegazione azzurra, escludendo l’edizione di Roma 1960 (82 podi) in cui i numeri del movimento internazionale erano nettamente inferiori. Le dieci perle odierne arrivano da paraciclismo (1), nuoto (6), tiro con l’arco (1), atletica (2). La medaglia che brilla più di tutte di questo venerdì è l’oro conquistato nel team relay di handbike al Fuji Speedway dagli azzurri Luca Mazzone, Paolo Cecchetto, Diego Colombari (foto Bizzi/CIP), che hanno trionfato nel segno di Alex Zanardi, al quale hanno dedicato il trionfo nella gara di squadra in cui cinque anni fa era stato protagonista anche l’asso bolognese. Si è trattata della settima medaglia per il paraciclismo nei primi tre giorni di gara al Fuji Speedway. “E’ per te Alex”, hanno esclamato in coro i tre azzurri e tutti i presenti, compresi gli atleti di altre nazioni, si sono uniti ai cori per il mito Zanardi, celebrato anche dalle parole del presidente Luca Pancalli: “In una giornata dalle mille e una emozioni, merita una menzione particolare l’oro nel segno di Alex e dedicato ad Alex, a più riprese da tutta la squadra. Credo che questa sia la cosa più bella che possa venire dal mondo dello sport e dalla famiglia paralimpica, che sin dall’inizio ha ricordato che Alex, nonostante stia gareggiando in una competizione ben più importante e difficile. Molti dei ragazzi del ciclismo, come loro stessi hanno dichiarato, sono stati ispirati da Alex e nel segno di Ale”.
D’argento invece, nel tiro con l’arco, la reggina Enza Petrilli, classe ’90 e all’esordio alle Paralimpiadi, che si arrende solo in finale, e allo spareggio, nell’individuale ricurvo contro l’iraniana Zahra Nemati. Ma la parte del leone la fa ancora una volta il nuoto, che porta in dote quattro argenti e due bronzi. La prima medaglia se la mette al collo Antonio Fantin, secondo nei 400 stile libero S6, poi è argento anche per Simone Barlaam nei 100 farfalla S9 (quarto Morlacchi), Stefano Raimondi nei 100 dorso S10 e Arjola Trimi nei 50 stile libero S4. Conquistano invece il bronzo Francesco Bettella nei 50 dorso S1 e Luigi Beggiato nei 50 stile libero S4. Seconda medaglia a questi Giochi per Oney Tapia: dopo il bronzo nel peso, l’italo-cubano ottiene il terzo posto anche nel disco di categoria F11. In serata ecco la seconda medaglia dall’atletica, grazie all’argento nel salto in lungo di Martina Caironi. Sfiora il podio nel taekwondo il palermitano Antonino Bossolo, sconfitto nella finale per il terzo posto nel K44 -61kg combattuta nella Hall B del Makuhari Messe: il nazionale azzurro ha gettato la spugna al primo round sul punteggio di 14-2 a causa di un infortunio, lasciando la vittoria e il podio al turco Mahmut Bozteke.
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Da Cdm ok a decreto incendi, inasprite pene
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi di concerto con i Ministri della giustizia Marta Cartabia, dell’interno Luciana Lamorgese, della difesa Lorenzo Guerini, dell’economia e delle finanze Daniele Franco, per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, della transizione ecologica Roberto Cingolani, per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, delle politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli e dell’università e della ricerca Maria Cristina Messa, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile. Il decreto affida al Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri il compito di stilare, con cadenza triennale, il Piano Nazionale per il rafforzamento delle risorse umane, tecnologiche, aeree e terrestri necessarie per una più adeguata prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, documento che andrà ad integrare la consueta pianificazione regionale. A tal fine al Dipartimento della protezione civile è affidata la ricognizione e valutazione di strumenti innovativi, quali: tecnologie, anche satellitari, idonee all’integrazione dei sistemi previsionali, di sorveglianza, monitoraggio e rilevamento dell’ambiente; mezzi aerei ad ala fissa, rotante o a pilotaggio remoto; mezzi terrestri; formazione. Il Dipartimento della protezione civile provvederà a questa ricognizione e valutazione avvalendosi di un Comitato tecnico, costituito con Decreto del Capo del Dipartimento, del quale fanno parte qualificati rappresentanti dei Ministeri interessati, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Comando Carabinieri per la Tutela Forestale, delle Regioni e Province Autonome di Trento e di Bolzano e dell’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia.
Il decreto inasprisce le sanzioni – sia amministrative che penali, in particolare per l’ipotesi in cui ad appiccare il fuoco sia chi avrebbe invece il compito di tutelare il territorio (viene, al riguardo, introdotta una specifica aggravante) – e mira a colpire gli interessi degli autori degli illeciti, ad incentivare la collaborazione con le indagini e a favorire condotte volte alla riparazione del danno causato.
Una condanna per incendio doloso non inferiore a due anni comporta, inoltre, per il dipendente pubblico l’estinzione del rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione e l’interdizione dalla possibilità di prestare servizi nell’ambito della lotta contro gli incendi. Come già avviene per il ravvedimento operoso previsto per i reati ambientali, si introduce un’attenuante per chi, prima dell’inizio del processo, provveda alla messa in sicurezza e, ove possibile, al ripristino dei luoghi, salvo che a provocare l’incendio doloso sia chi prestava servizio nell’ambito della prevenzione e della lotta attiva contro gli incendi.
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Al via a Peschiera del Garda il Mondiale Pesca al Colpo per nazioni
ROMA (ITALPRESS) – E’ tutto pronto a Peschiera del Garda per la 67a edizione del Mondiale di Pesca al Colpo per Nazioni. Le squadre nazionali arriveranno la prossima domenica per partecipare all’evento iridato che sabato 11 e domenica 12 settembre assegnerà il titolo di campione del mondo a squadre e individuale. Dopo 23 anni il comune veronese torna a ospitare i campionati del mondo di pesca al colpo sulle rive del Mincio.
Saranno 22 le nazioni che si sfideranno sul tratto di campo gara lungo 2,7 km che va da Peschiera del Garda a Valeggio sul Mincio. Il flusso dell’acqua è mediatamente debole è condizionato dal livello del Lago di Garda, le specie ittiche predominanti sono la scardola, il cavedano, la tinca, il persico, il luccio e il carassio. La nazionale seniores guidata da Rudy Frigeri assieme ai vice ct Marco Manni e Gino Govi si presenterà a questo mondiale forte dell’argento conquistato a Novi Sad nel 2019 e consapevole di avere le carte in regola per poter conquistare in casa qualcosa d’importante. La squadra azzurra sarà composta da Andrea Fini, Jacopo Falsini, Ferruccio Gabba, Giuliano Prandi, Gianluigi Sorti e Francesco Reverberi, supportata da Rubens Raimondi e Gianni Lazzaretti come staff tecnico, accompagnata dai dirigenti federali Antonio Fusconi, Sileno Poles, Fernando Landonio e dal funzionario delegato Alessia Vergati.
L’evento si aprirà giovedì 9 settembre con la cerimonia d’apertura prevista alle 17.30 all’interno del cortile della Caserma Cacciatori di Peschiera del Garda. “Siamo felici di ospitare il campionato del mondo di Pesca al Colpo per Nazioni a Peschiera nella Provincia di Verona – ha dichiarato il presidente Fipsas e Fipsed, Claudio Matteoli -. La manifestazione storicamente più importante tra i campionati della Fipsed vede partecipare numerose nazioni, talvolta provenienti da tutti i continenti del mondo, ma in particolare dall’Europa. Infatti, la pesca al colpo è una disciplina molto diffusa e i praticanti conoscono e amano l’Italia quale paese con campi gara tra i più belli e importanti del mondo. Gli atleti che partecipano arrivano, quindi, insieme ai loro tecnici, dirigenti e accompagnatori carichi di aspettative che gli organizzatori locali sicuramente non deluderanno. Peschiera e i comuni limitrofi hanno le potenzialità e le capacità necessarie per ospitare adeguatamente tutti. La provincia di Verona e il Veneto in generale, si estendono su un territorio che, oltre a offrire siti di pesca importanti, gode di attrattive naturalistiche, storiche, gastronomiche e ludiche tra le più interessanti d’Italia”.
“Il panorama meraviglioso e l’eccellente qualità dell’acqua del fiume Mincio, con i suoi combattivi cavedani e le intriganti scardole sicuramente renderanno indimenticabili questi giorni di sport – continua Matteoli -. Porgo i miei migliori auguri a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo campionato, alle autorità politiche, amministrative e Fipsas locali, ai tecnici, ai volontari e in particolar modo agli atleti, che tutto possa procedere per il meglio per poter ricordare ancora Verona e il Veneto come un territorio tra i più importanti per la pesca sportiva”.
(ITALPRESS).








